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LA VILLA RUSTICA E L'IMPIANTO TERMALE

Cinquecento metri circa a Sud della grande villa, sono stati parzialmente messi in luce e poi reinterrati notevoli resti di un complesso rustico comprendente un impianto termale anch’esso chiaramente legato alla proprietÓ imperiale.

Gli scavi archeologici, condotti dalla Soprintendenza Archeologica nel 1984, hanno portato alla scoperta di un impianto termale, che si sviluppa in direzione Nord-Ovest Sud-Est, nonchŔ di altre strutture pertinenti ad un complesso di villa rustica.

Dell’impianto termale si sono scavati n.19 ambienti e si Ŕ appurato che il complesso Ŕ il risultato di successivi interventi edilizi articolati in tre fasi principali.

Gli ambienti originari e alcune murature dell’ambiente I e di altri ambienti appartengono alla prima fase di cui non Ŕ possibile, senza ulteriori indagini, definire l’impianto e le funzioni. Si tratta di strutture in opera reticolata di tufo con ammorsature e testate in laterizio o blocchetti di tufo.

Nella seconda fase l’edificio assume sicuramente le funzioni di terma, si creano le sale absidate XIII, XIV, XV e le strutture presentano tutte un paramento di opus testaceum. L’ambiente XIII Ŕ il calidarium, coperto a volta, nel quale sono stati rinvenuti numerosi tasselli in pasta vitrea azzurra che fanno supporre l’esistenza di decorazioni musive.
Numerose le opere murarie a rinforzo delle strutture absidate, originariamente coperte a volta, per garantirne la stabilitÓ.

Nella terza fase il complesso termale viene ampliato con la creazione degli ambienti VIII e II; quest’ ultimo con le vasche III e IV costituisce il frigidarium; viene inoltre ristrutturato l’ambiente I che, accessibile da tre lati, Ŕ dotato di un piano rialzato e presenta una scala formata di almeno due rampe.

Ad ovest della villa “Ad duos Lauros” sono in corso sondaggi archeologici su due aree di scavo. Al di sotto dello strato superficiale sono venuti in luce i resti di una grande villa identificabile con uno degli edifici indagati e quindi demoliti negli anni ‘30, per consentire la realizzazione del campo di aviazione di Centocelle.

Durante i suddetti lavori la villa fu rilevata e descritta in un giornale di scavo ma non ubicata topograficamente; pertanto sinora se ne ignorava l’esatta localizzazione.

Dai dati registrati nel 1930 si pu˛ ipotizzare che la villa includesse un grande cortile delimitato da portici, intorno al quale erano disposti una serie di ambienti riconducibili a differenti fasi edilizie e articolati in nuclei con diverse destinazioni d’uso (ambienti di rappresentanza, residenziali, terminali, di servizio).


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