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La
Conferenza stampa tenuta Domenica 27 Novembre in merito alla diffida
inviata dai legali della Soc. Api ai Comitati di Villanova, Fiumesino e
25 Agosto di Falconara, ha messo in luce alcuni punti molto importanti,
tra cui che, come ha dichiarato il Prof. Cortellessa, il sito dei
Comitati è di sua proprietà e lo ha messo totalmente a disposizione dei
Comitati e della gente di Falconara.
Pertanto, qualunque contestazione relativa ai contenuti del sito deve
essere rivolta unicamente al Prof. Cortellessa, il quale ha dichiarato
che risponderà nella maniera più ferma e più dura ai tentativi di
limitare la libertà di espressione con motivazioni pretestuose e
insussistenti.
La
libertà, come è stato detto da molti partecipanti, è un bene che va
tutelato e protetto dall’arroganza del potere finanziario che tende
generalmente a far credere che tutto sia comprabile e tutto sia
permesso.
La
salute della popolazione e dei lavoratori è al di sopra, molto al di
sopra, del lucro degli azionisti.
Ne
deriva che il giornalino “Il Paguro” uscirà come rivista dei Comitati
aperta ai cittadini, che il sito ospiterà tutte le ragioni di contrasto
a Falconara, come in tante altre parti d’Italia, delle mene e delle
speculazioni e degli accordi sottobanco.
In
questo quadro il Prof. Cortellessa ha dichiarato che si muoverà per
notificare all’Api e ai suoi avvocati di essere pronto a qualunque
contrasto in tutte le legittime sedi.
Molti altri argomenti sono stati toccati, ma prevale su tutti la volontà
di andare avanti non solo a Falconara, nella difesa dei legittimi
interessi per la salute e lo sviluppo.
Ci
si è augurato che i cittadini siano affiancati da tutte le
organizzazioni democratiche, in primis i sindacati dei lavoratori.
prof. Giorgio Cortellessa
la pagina dedicata alla
diffida |
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In questi anni, dopo lo shock dell’incidente
del 25 agosto 1999, i Comitati cittadini di Falconara si sono impegnati
per la difesa dei diritti dei cittadini. Il diritto alla sicurezza, e
quindi a conoscere e far conoscere la reale portata dei problemi, a
riflettere sulle notizie che i mezzi di informazione, le Istituzioni e
le Autorità hanno offerto alla pubblica attenzione. Il diritto alla
salvaguardia del territorio e del patrimonio di una comunità. Il diritto
alla salute e ad una qualità della vita dignitosa, per noi e per i
nostri figli.
Abbiamo esercitato il
diritto ad esprimere la nostra opinione attraverso i mezzi di
informazione che ce lo hanno permesso e, dal 2003, attraverso il sito
internet che il Prof. Cortellessa ci ha generosamente e fiduciosamente
messo a disposizione.
Proponendo pubblicamente i documenti delle Autorità e delle Istituzioni
che siamo riusciti faticosamente a reperire e le nostre riflessioni
sugli stessi, abbiamo imparato ad esercitare un controllo dal
basso su quanto deciso ed operato sul nostro territorio, con
l’unico scopo di tutelare la salute, l’ambiente e le proprietà di
coloro che su questo territorio vivono.
Un controllo dal basso che, parafrasando gli autori del dramma teatrale
"Vajont 9 Ottobre '63" (Marco Paolini e Gabriele Vacis) “è
faticoso e poco gratificante ma NON E' BARATTABILE”.
Le gratificazioni sono
state poche, ma significative. Tra gli oltre 14.000 contatti del sito ci
sono attestati di stima e, soprattutto, si è concretizzata la
possibilità di costituire reti di comunicazione con altre realtà
nazionali come Milazzo e Busalla (GE), di costituire un Coordinamento
provinciale di Comitati sulla problematica dei rifiuti, di coinvolgere
Professionisti in varie discipline che ci stanno generosamente
supportando nelle fasi più specificamente tecniche e specialistiche.
Abbiamo costruito e
sta crescendo un percorso di democrazia diretta, di democrazia dal basso!
Ci
rendiamo conto che talvolta il controllo dei cittadini può anche
“infastidire” perché è fatto di richieste incalzanti e argomentazioni
che richiedono ulteriori approfondimenti delle problematiche.
Ma
noi non esercitiamo questo controllo dal basso per lavoro o divertimento
bensì perché costretti a difendere la nostra salute, l’ambiente ed il
territorio in cui viviamo, le proprietà che faticosamente abbiamo
costruito da azioni, provvedimenti
e attività che hanno minacciato e minacciano la nostra qualità
della vita.
Che tutto ciò non trovi
d’accordo la raffineria API di Falconara rientra nell’ordine delle cose.
Ma appare pretestuoso che l’API intraveda la diffamazione nel lavoro di
vera e propria autodifesa che i Comitati dei cittadini realizzano, come
se il nostro impegno fosse volto alla sistematica diffusione di
maldicenze, allusioni, o sottintesi per screditare la raffineria stessa.
Di
fronte alla lettera di “diffida” dei legali dell’API torna alla mente la
favola di Esopo del lupo e dell’agnello. Si cerca un pretesto. Si cerca
di individuare la parola fuori posto, il cavillo giuridico per mettere i
Comitati in una cattiva luce di fronte all’Opinione pubblica,
di fronte ai cittadini vicini di casa, residenti sullo stesso
territorio, immersi nelle stesse problematiche sanitarie e ambientali!
La
ricerca ostinata del “sottinteso sapiente” da parte dei legali dell’API
è essa stessa un sottintendere, un voler far apparire la realtà come
farebbe comodo che fosse.
Invece la realtà è dimostrata dai fatti e dai comportamenti.
Cittadini tra i cittadini, i Comitati parlano attraverso i giornali,
esortano e spronano il dibattito pubblico ed il confronto civile,
stimolano la riflessione e la partecipazione sui problemi del nostro
territorio.
Questo è il modo di essere e di agire dei Comitati.
L’Api dimostra un altro
modo di essere e di agire: una intollerabile forma di intimidazione che,
con forte preoccupazione per il futuro della democrazia e della libertà
di questa Città, di questa Provincia e
di questa Regione, segnaliamo all’Opinione pubblica, a tutte
le Associazioni e a tutti i Comitati dei cittadini, alla Forze
politiche ed alle Istituzioni.
la pagina dedicata alla
diffida |
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Per doverosa e obiettiva informazione si
pubblica la diffida che i comitati cittadini di Falconara hanno ricevuto
dai legali della Soc. Api, non riuscendo a sottrarci da un piccolo
commento in merito.
In questi anni, dopo lo shock
dell’incidente del 25 agosto 1999, i Comitati cittadini di Falconara si
sono impegnati per la difesa dei diritti dei cittadini. Il diritto alla
sicurezza, e quindi a conoscere la reale portata dei problemi ed a
riflettere sulle notizie che i mezzi di informazione e le istituzioni –
non sempre in modo chiaro ed esaustivo – offrono alla pubblica
attenzione. Il diritto al territorio ed alla salvaguardia del patrimonio
di una comunità. Il diritto alla salute e ad una qualità della vita
dignitosa, per noi e per i nostri figli. Possibile che questo impegno
venga considerato come una lesione degli interessi di un’azienda
privata? Possibile che da parte della Api raffineria di Ancona Spa non
si comprenda come i comitati altro non sono se non cittadini che
difendono i propri diritti?
I Comitati hanno sempre agito alla
luce del sole, nel diritto e per la difesa del diritto. Si può forse
confondere la difesa del fiume Esino –il nostro fiume – dall’ipotesi di
realizzare la palancolata dentro l’alveo come un “danno” causato
all’Api? Allo stesso modo, dall’avversione alla ipotesi del by-pass
ferroviario, che noi riteniamo scellerata, perché sfascia un territorio
– il nostro territorio – e perché potrebbe costituire un rischio per la
sicurezza del traffico aereo dell’aeroporto di Falconara, come si può
dedurre un “accanimento” contro gli interessi della raffineria? Anche la
recente esperienza della progettazione partecipata a Villanova o il
sostegno attivo ai Comitati contro la realizzazione dell’impianto di
selezione dei rifiuti al galoppo di Chiaravalle non dimostrano forse con
sufficiente chiarezza che i Comitati hanno ben altri interessi ed
obiettivi che quello di “denigrare” la raffineria?
Di fronte a questa lettera di
“diffida” a tutto campo torna alla mente la favola di Esopo del lupo e
dell’agnello. Si cerca un pretesto. Si cerca di individuare la parola
fuori posto, il cavillo giuridico per mettere i Comitati in una cattiva
luce. La ricerca ostinata del “sottinteso sapiente” è essa stessa un
sottintendere, un voler far apparire la realtà come farebbe comodo che
fosse.
Invece la realtà è dimostrata dai
fatti e dai comportamenti. Cittadini tra i cittadini, i Comitati parlano
attraverso i giornali, esortano e spronano il dibattito pubblico ed il
confronto civile, stimolano la riflessione e la partecipazione sui
problemi del nostro territorio. Questo è il modo di essere e di agire
dei Comitati. L’Api dimostra un altro modo di essere e di agire. Tutto
qui.
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