ATTUALITA' NOVEMBRE 2005
 

29.11.2005 - comunicato stampa - prof. Giorgio Cortellessa

La Conferenza stampa tenuta Domenica 27 Novembre in merito alla diffida inviata dai legali della Soc. Api ai Comitati di Villanova, Fiumesino e 25 Agosto di Falconara, ha messo in luce alcuni punti molto importanti, tra cui che, come ha dichiarato il Prof. Cortellessa, il sito dei Comitati è di sua proprietà e lo ha messo totalmente a disposizione dei Comitati e della gente di Falconara.

Pertanto, qualunque contestazione relativa ai contenuti del sito deve essere rivolta unicamente al Prof. Cortellessa, il quale ha dichiarato che risponderà nella maniera più ferma e più dura ai tentativi di limitare la libertà di espressione con motivazioni pretestuose e insussistenti.

La libertà, come è stato detto da molti partecipanti, è un bene che va tutelato e protetto dall’arroganza del potere finanziario che tende generalmente a far credere che tutto sia comprabile e tutto sia permesso.

La salute della popolazione e dei lavoratori è al di sopra, molto al di sopra, del lucro degli azionisti.

Ne deriva che il giornalino “Il Paguro” uscirà come rivista dei Comitati aperta ai cittadini, che il sito ospiterà tutte le ragioni di contrasto a Falconara, come in tante altre parti d’Italia, delle mene e delle speculazioni e degli accordi sottobanco.

In questo quadro il Prof. Cortellessa ha dichiarato che si muoverà per notificare all’Api e ai suoi avvocati di essere pronto a qualunque contrasto in tutte le legittime sedi.

Molti altri argomenti sono stati toccati, ma prevale su tutti la volontà di andare avanti non solo a Falconara, nella difesa dei legittimi interessi per la salute e lo sviluppo.

Ci si è augurato che i cittadini siano affiancati da tutte le organizzazioni democratiche, in primis i sindacati dei lavoratori.

prof. Giorgio Cortellessa

la pagina dedicata alla diffida

 

27.11.2005 - conferenza stampa

In questi anni, dopo lo shock dell’incidente del 25 agosto 1999, i Comitati cittadini di Falconara si sono impegnati per la difesa dei diritti dei cittadini. Il diritto alla sicurezza, e quindi a conoscere e far conoscere la reale portata dei problemi, a riflettere sulle notizie che i mezzi di informazione, le Istituzioni e le Autorità hanno offerto alla pubblica attenzione. Il diritto alla salvaguardia del territorio e del patrimonio di una comunità. Il diritto alla salute e ad una qualità della vita dignitosa, per noi e per i nostri figli.

Abbiamo esercitato il diritto ad esprimere la nostra opinione attraverso i mezzi di informazione che ce lo hanno permesso e, dal 2003, attraverso il sito internet che il Prof. Cortellessa ci ha generosamente e fiduciosamente messo a disposizione.
Proponendo pubblicamente i documenti delle Autorità e delle Istituzioni che siamo riusciti faticosamente a reperire e le nostre riflessioni sugli stessi, abbiamo imparato ad esercitare un controllo dal basso su quanto deciso ed operato sul nostro territorio, con l’unico scopo di tutelare la salute, l’ambiente e le  proprietà di coloro che su questo territorio vivono.
Un controllo dal basso che, parafrasando gli autori del dramma teatrale "Vajont 9 Ottobre '63" (Marco Paolini e Gabriele Vacis) “è faticoso e poco gratificante ma NON E' BARATTABILE
.

Le gratificazioni sono state poche, ma significative. Tra gli oltre 14.000 contatti del sito ci sono attestati di stima e, soprattutto, si è concretizzata la possibilità di costituire reti di comunicazione con altre realtà nazionali come Milazzo e Busalla (GE), di costituire un Coordinamento provinciale di Comitati sulla problematica dei rifiuti, di coinvolgere Professionisti in varie discipline che ci stanno generosamente supportando nelle fasi più specificamente tecniche e specialistiche.

Abbiamo costruito e sta crescendo un percorso di democrazia diretta, di democrazia dal basso!
Ci rendiamo conto che talvolta il controllo dei cittadini può anche “infastidire” perché è fatto di richieste incalzanti e argomentazioni che richiedono ulteriori approfondimenti delle problematiche.
Ma noi non esercitiamo questo controllo dal basso per lavoro o divertimento bensì perché costretti a difendere la nostra salute, l’ambiente ed il territorio in cui viviamo, le proprietà che faticosamente abbiamo costruito da azioni, provvedimenti e attività che hanno minacciato e minacciano la nostra qualità della vita.

Che tutto ciò non trovi d’accordo la raffineria API di Falconara rientra nell’ordine delle cose.
Ma appare pretestuoso che l’API intraveda la diffamazione nel lavoro di vera e propria autodifesa che i Comitati dei cittadini realizzano, come se il nostro impegno fosse volto alla sistematica diffusione di maldicenze, allusioni, o sottintesi per screditare la raffineria stessa.
Di fronte alla lettera di “diffida” dei legali dell’API torna alla mente la favola di Esopo del lupo e dell’agnello. Si cerca un pretesto. Si cerca di individuare la parola fuori posto, il cavillo giuridico per mettere i Comitati in una cattiva luce di fronte all’Opinione pubblica, di fronte ai cittadini vicini di casa, residenti sullo stesso territorio, immersi nelle stesse problematiche sanitarie e ambientali!
La ricerca ostinata del “sottinteso sapiente” da parte dei legali dell’API è essa stessa un sottintendere, un voler far apparire la realtà come farebbe comodo che fosse.
Invece la realtà è dimostrata dai fatti e dai comportamenti.
Cittadini tra i cittadini, i Comitati parlano attraverso i giornali, esortano e spronano il dibattito pubblico ed il confronto civile, stimolano la riflessione e la partecipazione sui problemi del nostro territorio.
Questo è il modo di essere e di agire dei Comitati.

L’Api dimostra un altro modo di essere e di agire: una intollerabile forma di intimidazione che, con forte preoccupazione per il futuro della democrazia e della libertà di questa Città, di questa Provincia e di questa Regione, segnaliamo all’Opinione pubblica, a tutte le  Associazioni e a tutti i Comitati dei cittadini, alla Forze politiche ed alle Istituzioni.
 

 

la pagina dedicata alla diffida

23.11.2005 - invito conferenza stampa

 

la pagina dedicata alla diffida

 

03.11.2005 - il nostro commento alla diffida

Per doverosa e obiettiva informazione si pubblica la diffida che i comitati cittadini di Falconara hanno ricevuto dai legali della Soc. Api, non riuscendo a sottrarci da un piccolo commento in merito.

In questi anni, dopo lo shock dell’incidente del 25 agosto 1999, i Comitati cittadini di Falconara si sono impegnati per la difesa dei diritti dei cittadini. Il diritto alla sicurezza, e quindi a conoscere la reale portata dei problemi ed a riflettere sulle notizie che i mezzi di informazione e le istituzioni – non sempre in modo chiaro ed esaustivo – offrono alla pubblica attenzione. Il diritto al territorio ed alla salvaguardia del patrimonio di una comunità. Il diritto alla salute e ad una qualità della vita dignitosa, per noi e per i nostri figli. Possibile che questo impegno venga considerato come una lesione degli interessi di un’azienda privata? Possibile che da parte della Api raffineria di Ancona Spa non si comprenda come i comitati altro non sono se non cittadini che difendono i propri diritti?  

I Comitati hanno sempre agito alla luce del sole, nel diritto e per la difesa del diritto. Si può forse confondere la difesa del fiume Esino –il nostro fiume – dall’ipotesi di realizzare la palancolata dentro l’alveo come un “danno” causato all’Api? Allo stesso modo, dall’avversione alla ipotesi del by-pass ferroviario, che noi riteniamo scellerata, perché sfascia un territorio – il nostro territorio – e perché potrebbe costituire un rischio per la sicurezza del traffico aereo dell’aeroporto di Falconara, come si può dedurre un “accanimento” contro gli interessi della raffineria? Anche la recente esperienza della progettazione partecipata a Villanova o il sostegno attivo ai Comitati contro la realizzazione dell’impianto di selezione dei rifiuti al galoppo di Chiaravalle non dimostrano forse con sufficiente chiarezza che i Comitati hanno ben altri interessi ed obiettivi che quello di “denigrare” la raffineria?  

Di fronte a questa lettera di “diffida” a tutto campo torna alla mente la favola di Esopo del lupo e dell’agnello. Si cerca un pretesto. Si cerca di individuare la parola fuori posto, il cavillo giuridico per mettere i Comitati in una cattiva luce. La ricerca ostinata del “sottinteso sapiente” è essa stessa un sottintendere, un voler far apparire la realtà come farebbe comodo che fosse.  

Invece la realtà è dimostrata dai fatti e dai comportamenti. Cittadini tra i cittadini, i Comitati parlano attraverso i giornali, esortano e spronano il dibattito pubblico ed il confronto civile, stimolano la riflessione e la partecipazione sui problemi del nostro territorio. Questo è il modo di essere e di agire dei Comitati. L’Api dimostra un altro modo di essere e di agire. Tutto qui.

la pagina dedicata alla diffida

 

03.11.2005 - la raffineria API ci diffida

la DIFFIDA datata 10 ottobre 2005
 
pag 1 pag 2 pag 3

la pagina dedicata alla diffida

  

inizio pagina news 2005 attualità