ATTUALITA' MAGGIO 2004
 

25.05.2004 - lettera agli onorevoli eletti nella Regione Marche, a seguito della presentazione del progetto della Provincia di Ancona sull'arretramento della linea ferroviaria

Ministro Infrastrutture On. Pietro Lunardi
Vice Ministro Economia On. Mario Baldassarri
On. Marina Magistrelli
On. Marisa Abbondanzieri
On. Eugenio Duca
On. Renato Galeazzi
On. Marco Lion
On. Guido Calvi
On. Giuseppe Mascioni
On. Luigi Giacco
On. Pietro Gasperoni
On. Armando Cossutta
On. Renzo Lusetti
On. Paola Mariani
On. Valerio Calzolaio
On. Orlando Ruggieri
On. Mario Cavallaro
On. Amedeo Ciccanti
On. Luciano Magnalbò
On. Gianluigi Scaltritti
On. Francesco Zama
On. Alessandro Forlani
On. Stefano Bastianoni
On. Maurizio Bertucci
On. Giulio Conti
On. Roberto Giacchetti
Presidente della Regione Marche
Assessore Ambiente e Trasporti della Regione Marche
Sindaco di Falconara M.ma
Assessore Ambiente del Comune di  Falconara M.ma
Assessore Urbanistica del Comune di Falconara M.ma
Sindaco di Ancona
Assessore Ambiente del Comune di Ancona
Assessore Urbanistica del Comune di Ancona
Sindaco di Montemarciano
Assessore Ambiente del Comune di Montemarciano
Assessore Urbanistica del Comune di Montemarciano
Sindaco di Senigallia
Assessore Ambiente del Comune di Senigallia
Assessore Urbanistica del Comune di Senigallia
Sindaco di Chiaravalle
Assessore Ambiente del Comune di Chiaravalle
Assessore Urbanistica del Comune di Chiaravalle

E p.c.:

Presidente della Provincia
Circolo della Margherita di Senigallia

Oggetto: Progetto di prefattibilità per l’arretramento della linea ferroviaria adriatica.

In data 21 Corrente mese, come risulta dagli articoli di stampa relativi sulla cronaca locale, i sottoscritti Comitati cittadini di Villanova, Fiumesino e “25 Agosto” sono stati convocati dal Presidente della Provincia di Ancona, Dott. Enzo Giancarli.

Nel corso dell’incontro ci è stato illustrato lo Studio di prefattibilità sull’arretramento della ferrovia adriatica (del tratto compreso nella provincia di Ancona) dall’ing. Giuseppe Marconi incaricato dallo stesso Presidente Giancarli a realizzare tale Studio, come già preannunciato pubblicamente nel corso del Convegno di Senigallia organizzato dal Circolo della Margherita in data 07.05.2004.

Riteniamo l’elaborato validissimo per le migliori soluzioni di lungo respiro, - a breve e lungo termine - dei problemi connessi con i settori trasportistico, urbanistico, ambientale ed economico. E ciò anche perché nel corso dell’esame dello studio è chiaramente emerso, in esito a nostri precisi quesiti ed appropriate osservazioni, che le finalità che hanno determinato la progettazione delle “Opere del nodo di Falconara e collegamento Orte - Falconara con la linea Adriatica (infrastruttura strategica di interesse nazionale secondo l'art. 1 della Legge 21/12/2001 n° 443 - Legge Obbiettivo), cosiddetto BY-PASS API, così come attualmente elaborato da R.F.I. S.p.A. ed in esame presso il C.I.P.E. - possono essere ugualmente raggiungibili. Parte con strutture ed accorgimenti più semplici, assai meno dispendiosi e senza impatti sull’ambiente e sulla vivibilità dell’area interessata (come, per esempio, una galleria di protezione per il tratto ferroviario inglobato dalla raffineria che servirebbe anche come barriera antirumore per il quartiere Fiumesino) e parte con strutture utilizzabili poi per l’attuazione delle opere previste nello studio medesimo (come, per esempio, la Metropolitana di superficie). Tutto questo con grande risparmio di danaro pubblico e, quindi, di notevoli risorse finanziarie che potrebbero essere, invece, destinate da subito per l’attuazione dell’arretramento dell’intero tracciato ferroviario previsto dallo Studio di prefattibilità.

Per questi motivi e nell’interesse pubblico, economico e sociale, in qualità di Associazioni di residenti portatrici di interessi specifici sul territorio interessato, Le chiediamo, come rappresentante dei cittadini, un personale, premuroso e sollecito intervento diretto a facilitare l’iter progettuale di questo studio e, nel contempo, a bloccare l’approvazione da parte del C.I.P.E. del BY-PASS API suddetto.

Distinti saluti

l'approfondimento sul by-pass

 

18.05.2004 - lettera-comunicato sulle precisazioni ARPAM in merito allo studio epidemiologico

Egr. Sig. Direttore Generale ARPAM, dott. Gisberto Paoloni;
Egr. Sig. Responsabile del Servizio Epidemiologia Ambientale
   del Dip. Prov.le Arpam di Ancona, dott. Mauro Mariottini;
Agli Spett. Organi di Informazione.

E p.c.:

Egr. Sig. Presidente della Giunta Regionale delle Marche;
Egr. Sig. Assessore all’Ambiente della Regione Marche;
Egr. Sig. Assessore alla Sanità della Regione Marche.

In riferimento all’articolo di Stampa apparso sulla cronaca locale del 1 Maggio 2004 ed in particolare alla lettera di codesta spett. Direzione Prot. n. 4743, del 30 Aprile 2004, indirizzata anche a noi direttamente, precisiamo quanto segue:

in primo luogo si evidenzia che gli scriventi Comitati, quando se ne è verificata la circostanza, non hanno mai lesinato apprezzamenti pubblici riguardo agli interventi ed all’operato di codesta ARPAM. Testimonianza ne sono le note pubbliche scambiate con il dott. Vignaroli riguardo la problematica dell’Idrogeno Solforato e gli apprezzamenti, ultimi in sede di recenti incontri in Provincia sull’Agenda 21, per l’operato puntuale e dettagliato della dott.ssa Mirti Lombardi sulla problematica dell’inquinamento acustico. Ma, quando è necessario, non possiamo omettere di formulare osservazioni, che possono anche non piacere, su fatti e situazioni nei quali siamo coinvolti come cittadini residenti.

In secondo luogo, ci preme chiarire senza polemica le ragioni che hanno motivato l’intero nostro agire. Il tutto ha avuto origine dal fatto che la Regione Marche non ha risposto alle nostre sacrosante richieste di informazioni – dal 23 Dicembre 2003 fino ad oggi – sullo stato dello Studio Epidemiologico chiesto dai Comitati e da Medicina Democratica a Febbraio 2003 ed avviato nel corso dello stesso anno.

Noi affermiamo che i cittadini hanno il diritto di chiedere informazioni e le Amministrazioni pubbliche il dovere di dare le opportune risposte.

Risposte che, in modo sorprendente per noi, ci pervengono da Lei, Sig. Direttore, e dal dott. Mariottini, anche per questioni sulle quali ci dovrebbero rispondere gli Assessorati competenti della Regione. 

Infatti quello che sosteniamo è tanto vero che proprio nella Sua nota in riferimento ci annuncia che << Le conclusioni di questo ultimo studio (ndr.: quello commissionato dall’Assessorato all’Ambiente all’Istituto Nazionale Tumori di Milano su esplicita richiesta dei Comitati) saranno presentate pubblicamente nella città di Falconara alla presenza dei professionisti incaricati e dell’Assessore all’Ambiente della Regione Marche Marco Amagliani >>.

Non conviene con noi che tale comunicazione poteva e doveva essere fatta dall’Assessore competente o dal Presidente della Giunta?

In fondo lo Studio non lo ha commissionato Lei, dott. Paoloni, né le nostre richieste di informazione sono state rivolte alla Sua Direzione!

Peraltro dobbiamo rilevare che la pubblicazione dello studio sui quotidiani e tutte le precisazioni a riguardo sono arrivate e stanno arrivando solo dopo la nostra prima conferenza stampa del 12 Marzo 2004.

Inoltre precisiamo che noi Comitati non abbiamo mai detto che l’ARPAM “intende” “nascondere informazioni alla popolazione!”. Abbiamo scritto cose differenti, e cioè che l’ARPAM “non ha informato” e “tralascia di riferire”.

Non abbiamo, inoltre, nemmeno sfiorato l’argomento relativo alla pubblicazione e diffusione sia dello “Studio occupazionale effettuato dall’Istituto d’Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Ancona in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità” che “ha interessato 659 (650 uomini e 9 donne) lavoratori della raffineria in servizio fra il 1974 ed il 1989 (…)” sia dei “Risultati dell’analisi sui dati di mortalità (1995-1998) e ricovero (1997-2000) per causa” .

Oltretutto non ne eravamo assolutamente a conoscenza e non discutiamo, ora, in quale modo e con quale efficacia, da parte della Provincia e del Comune, siano stati diffusi quegli Studi che codesta ARPAM chiama pregressi.

IL PUNTO È UN ALTRO: i risultati di quegli Studi epidemiologici, ancorché pregressi, sono riportati nella Sintesi del Rapporto di Studio che l’ARPAM stessa ci ha permesso di consultare sul suo sito web e, quindi, fanno parte integrante e, conseguentemente, importante di esso.

Ed allora è saltato agli occhi sia che << Lo studio sugli addetti all’impianto petrolchimico (studio occupazionale) (…) ha rilevato eccessi di mortalità tumorale complessiva e di tumori cerebrali in

particolare, dato questo in linea con le risultanze di studi simili condotti in altri Paesi e pubblicati sulla letteratura internazionale >>, sia che  i << Risultati dell’analisi sui dati di mortalità (1995-1998) e ricovero (1997-2000) per causa >> hanno evidenziato che << I tumori del sistema emolinfopoietico (leucemie, linfomi, mielomi) presentano nel loro complesso la maggiore problematica del comune di Falconara >> sia che tutto ciò non era compreso nel corpo di quanto pubblicato dalla Sua Agenzia sui quotidiani.

Ancora, in merito a “chi fosse a conoscenza” dello Studio Epidemiologico commissionato dalla Procura della Repubblica di Ancona, c’è una netta contraddizione tra quanto esposto da Lei sui quotidiani all’atto della pubblicazione dello Studio e quanto scritto nella nota in riferimento:

Se Lei scrive nelle pagine acquistate sui quotidiani che << L’Assessore Regionale all’Ambiente (…) pur  sapendo che dallo studio dell’ARPAM non stavano scaturendo evidenze tali da mettere in luce nuove problematiche non considerate nell’istruttoria per l’autorizzazione e nel protocollo d’intesa con la raffineria API, ha affidato un incarico specifico ad un ricercatore dell’Istituto Tumori di Milano, sapendo infine che l’ARPAM avrebbe messo a disposizione il proprio lavoro di indagine solo dopo aver ottenuta l’autorizzazione dalla Magistratura (…) >> NON SI PUÒ NON DEDURNE che l’Assessore Regionale all’Ambiente Amagliani, nel corso dell’istruttoria per il rinnovo della concessione all’API, prima di affidare un’ incarico specifico all’Istituto Tumori di Milano e, quindi, prima dello “sblocco” della Procura di Ancona, sapeva, sia dell’esistenza dello Studio dell’ARPAM commissionato dalla Procura, sia di alcuni dati emersi dallo stesso.

Questa deduzione viene ulteriormente avvallata da quanto Lei scrive (sempre sulla pagina acquistata sui quotidiani): << Lo sblocco dell’autorizzazione all’uso dell’indagine della Magistratura è avvenuto a fine Maggio 2003 e di ciò è stato avvertito l’Assessore Regionale all’Ambiente che ne ha preso atto ed ha avuto conferma che dallo studio non erano emerse chiare evidenze di un incremento di rischio per la salute della popolazione (…) >>.

Ci sembra evidente che un avvertimento ed una conferma avviene soltanto in relazione a ciò che, in qualche misura, si conosce!

Infine, c’è da evidenziare, che, da quanto si rileva dall’articolo e dalla nota in riferimento i cosiddetti Studi epidemiologici pregressi (sui lavoratori API e la popolazione di Falconara) divulgati da Provincia e Comune dovevano essere comunque a conoscenza, quantomeno, di coloro che avevano ricoperto cariche politico/Amministrative ed Istituzionali. Ma nessun Amministratore, del Comune, della Provincia o della Regione – nel corso dei vari colloqui avuti con essi, prima del rinnovo della Concessione all’API, sullo stato dell’ambiente e della salute – ci ha mai fatto cenno ad essi o richiamato l’attenzione su di essi.

le lettere dei comitati

 

10.05.2004 - API ancora uno sversamento

(dal Corriere Adriatico del 11.05.2004)

Allarme inquinamento ieri nel mare di Falconara. Uno sversamento di idrocarburi - pochi litri di prodotto secondo l' Api - è stato registrato ieri mattina attorno alle 9 e 30 dal personale di sorveglianza della raffineria falconarese, che ha notato la presenza in mare di un'iridescenza lungo la zona costiera antistante lo stabilimento, in corrispondenza della foce del Fosso Castellaraccia. Lo sversamento, secondo una nota dell'azienda, potrebbe avere una fonte interna ma anche esterna alla raffineria. In ogni caso, assicurava ieri mattina l'Api, "sono stati subito avvertiti la Capitaneria di porto, attraverso la Delegazione di spiaggia di Falconara, l'Arpam, il Comune di Falconara e la Regione. Contestualmente "sono state anche attivate tutte le procedure relative alle operazioni di contenimento e recupero del prodotto, valutato in pochi litri". Coordinate dalla Capitaneria, le operazioni sono terminate alle 12, "una volta constatata l'assenza di qualsiasi forma di inquinamento". Si cerca ora di stabilire la provenienza del materiale, anche attraverso l'analisi del prodotto recuperato. Secondo il Comune di Falconara gli idrocarburi finiti in mare potrebbero essere gasolio misto ad olio combustibile. La macchia di prodotto nero, riferisce un comunicato, ha prodotto una scia lunga circa 200 metri, che ha lambito la scogliera frangiflutti dello stabilimento Api. In acqua sono state posizionate delle panne per il contenimento del materiale, la raccolta e l'eventuale dispersione.

 

(dal Messaggero del 11.05.2004)

Uno sversamento di idrocarburi (pochi litri secondo l'Api) è stato registrato ieri verso le 9.30 dal personale di sorveglianza della raffineria falconarese, che ha notato la presenza in mare di un' iridescenza lungo la zona costiera antistante lo stabilimento, in corrispondenza della foce del Fosso Castellaraccia.

 

(dal Resto del Carlino del 11.05.2004)

Ancora da accertare l'origine della presenza di prodotto petrolifero sul tratto di mare antistante la raffineria Api, rilevata ieri mattina attorno alle 9:30 dal personale di sorveglianza dello stabilimento. In una nota l'azienda specifica infatti che le fonti «potrebbero essere interne all'area di raffineria ma anche esterne e che «l'attività di indagine è tuttora in corso». L'iridescenza, notata anche dai pescatori di Villanova, allar-mati dal forte odore di idrocarburi, è stata comunque provocata da una quantità di prodotto equivalente a «pochi litri» (tra 15 e 20). Api raffineria dichiara di aver avvertito Capitaneria di Porto, Arpam, Comune di Falconara e Regione, attivando tutte le procedure di contenimento e recupero. «Le operazioni - scrive l'azienda - sono avvenute sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto che le ha dichiarate concluse intorno alle 12.»

gli incidenti in raffineria

 

  

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