ATTUALITA' GIUGNO 2003
 

30.06.2003 - Flash agenzia - ADNKRONOS ore 21:06

INDUSTRIA: REGIONE MARCHE RINNOVA CONCESSIONE RAFFINERIA API

Ancona, 30 giu. - (Adnkronos) - La Regione Marche ha rinnovato fino al 2020 la concessione alla Raffineria Api di Falconara Marittima (An). Il protocollo d'intesa, che prevede 35 prescrizioni che l'impresa petrolchimica dovra' rispettare, pena la decandenza della concessione, e' stato sottoscritto nel pomeriggio dal presidente della Giunta regionale, Vito D'Ambrosio, e dal presidente dell'Api, Aldo Brachetti Peretti.

 

29.06.2003 - APERTURA MANIFESTAZIONE e COMUNICATO STAMPA

PER UN FUTURO SENZA RIMPIANTI
MANIFESTAZIONE DEL 28/06/2003,
FALCONARA M.ma ORE 18,30 - Piazza F.lli Bandiera

Lo slogan, il testo e le motivazioni divulgati per la convocazione della manifestazione odierna parafrasa, cita e riprende quanto relazionato dal Gruppo di Studio coordinato dalla SVIM nel Preliminare consegnato alla Regione Marche.
La SVIM (Sviluppo Marche SpA ) è una società incaricata dalla Regione Marche per coordinare un gruppo di esperti preposto allo studio degli aspetti economici, sociali, urbanistici ed ambientali dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale.
Mentre il gruppo di studio sta continuando ad approfondire l’argomento, il preliminare consegnato alla Regione Marche è ricco di dati economici ed urbanistici che bilanciano e, soprattutto, controbattono quanto dichiarato in proposito in questi anni dalla Società API S.p.A.. Quel Preliminare ci dice che « il sistema economico complessivo dell'Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale si presenta in buona salute (…) con consistenti potenziali di crescita sia terziaria che industriale ed un buon livello di flessibilità e di adattamento. Questa circostanza consente ragionevolmente di escludere che gli eventuali aggiustamenti che nella breve o medio - lunga prospettiva dovessero essere operati nel perseguimento del risanamento ambientale avranno delle ricadute pesantemente negative sul piano economico ».
Il Gruppo di studio sostiene che è possibile, con gradualità, « una riprogrammazione complessiva delle funzioni dell'area e delle sue dotazioni » e che per ottenere questo risultato benefico per la salute, l’ambiente e l’occupazione di questa città e dell’intera area a rischio è necessario « controbilanciare il peso delle decisioni e dei condizionamenti esogeni, riconducendo la strategia complessiva e a lungo termine dell'area sotto il controllo degli agenti collettivi del territorio (pubblici e privati), approfondendo l'analisi e costruendo tavoli negoziali complessivi ».
Le scriventi Associazioni, sposano e sostengono le tesi esposte nei capitoli urbanistici ed economici dal Gruppo di Studio nominato e sostenuto economicamente dalla Regione Marche.
Al contrario, la Regione Marche, avviandosi ad un frettoloso ed anticipato rinnovo della concessione alla raffineria API, deliberatamente ignora le brillanti, potenziali soluzioni ecocompatibili che quello studio prospetta e, quindi, si preclude una storica ed irripetibile occasione di progettare e realizzare un futuro nuovo per Falconara e l’intera Regione.
Dunque è la Regione Marche la responsabile dello strappo nel rapporto di fiducia con quel 53% di cittadini falconaresi che vorrebbero vedere un diverso sviluppo per il territorio in cui vivono, una percentuale che, sicuramente, aumenterebbe notevolmente se solo si mettesse mano a quei TAVOLI NEGOZIALI COMPLESSIVI che inizino a lavorare su un progetto a medio - lungo termine prima di qualsiasi rinnovo della concessione.
Non ci è piaciuto sentir dire, nell'incontro avuto recentemente con l'Assessore Amagliani e con i Dirigenti della Regione Minetti e Principi, che per il momento ciò che è contenuto nello Studio SVIM sono opinioni personali.
Ma se ritengono questo Preliminare di studi una esternazione di opinioni personali, allora perché hanno commissionato al gruppo SVIM di effettuare tale studio?
Dobbiamo invece evidenziare alla attenzione della cittadinanza che quelle che oggi QUEI SIGNORI considerano opinioni personali avrebbero potuto essere molto di più se la Regione Marche non avesse fatto trascorrere inutilmente ed improduttivamente quasi quattro anni (dal momento della dichiarazione di incompatibilità della struttura API con la città, formulata univocamente da tutte le Amministrazioni locali), senza realizzare un piano di riconversione strutturale, produttiva ed anche energetica dell’area ora occupata dalla Raffineria API.
Dunque, oggi, il dovere della Regione Marche e dell'Assessore Amagliani verso Falconara ed i Falconaresi non è quello di salvare il salvabile o, come si dice in gergo, "mettere una pezza", bensì quello di non rinnovare la concessione fino a che non si sarà delineato un futuro diverso, non solo per l'occupazione, ma anche per i cittadini.
Solo allora la Regione dovrebbe verificare la necessità di prolungare, la concessione all'API, stabilendo la durata, i tempi, le fasi di ristrutturazione e di riconversione dell’area interessata, nonché di riqualificazione della città, anche con la realizzazione di nuove strutture.

gli interventi nelle manifestazioni

 

27.06.2003 - ANTICIPAZIONE!!!  le prescrizione proposte dalla Regione Marche

il testo (ancora in versione bozza, ma praticamente quasi definitivo) del sistema prescrittivo per il rilascio della concessione petrolifera di api raffineria di Ancona stabilimento di Falconara M.ma

clicca qui per leggere il testo

all'interno della pagina potrai trovare anche una serie di nostre considerazioni su tale il sistema prescrittivo

 

27.06.2003 - by pass ferroviario a Falconara - lettera al Presidente della Provincia di Ancona

Si fa seguito e riferimento alla nutrita precorsa corrispondenza in merito all’oggetto, con particolare riguardo all’ultima nota a firma congiunta del Dirigente del VII settore della Provincia e della S.V., n° 48870, in data 19.06.2003.

Nel ribadire tutte le richieste formulate con le nostre missive e nel richiamare tutte le assicurazioni avute dalla S.V. anche in corso di incontri si prende atto con soddisfazione di quanto espresso nell’ultima nota – soprarichiamata - di codesta Amministrazione e si gradirebbe essere tenuti a conoscenza delle tappe successive seguite dall’azione intrapresa.

Nel contempo, si rivolge calorosa preghiera alla S.V., ancora una volta affinché provveda ad avviare tutti gli atti per contrastare la realizzazione del By-pass così come progettato dalla Regione Marche ed inoltre affinché esponga tutte le necessarie, opportune, dovute osservazioni e ponga in atto tutti i provvedimenti nei confronti dell’avvio di procedura di valutazione di impatto ambientale del by-pass di cui trattasi:
avviso al pubblico di avvio di procedura di valutazione di impatto ambientale (v.i.a.) ai sensi del decreto legislativo n.190 del 20.07.2002 sulle opere nodo di falconara e collegamento orte-falconara con la linea adriatica.
(infrastruttura strategica di interesse nazionale secondo l'art.1 della legge 21.12.2001 n.443 - legge obiettivo)

Pertanto, affinché le azioni preventive o comunque utili ad una altra possibile soluzione non siano tardive Le chiediamo, Sig. Presidente, una risposta urgente alla presente e ribadiamo la richiesta della convocazione dell’assemblea pubblica, così come domandato da tempo.

le lettere integrali inviate dai comitati

 

24.06.2003 - MANIFESTAZIONE

PER UN FUTURO SENZA RIMPIANTI

La Regione Marche ha oggi la possibilità irripetibile di riprogrammare il futuro produttivo di Falconara e della Bassa Valle dell’Esino, ambientalmente compatibile e garantendo, qualitativamente e quantitativamente, l’occupazione.

Rinnovare la concessione all’API, senza se e ma, significa tumulare il territorio, i cittadini ed i lavoratori nel degrado, rischio ed insalubrità!

CONTRO
  • l'affrettato rinnovo anticipato della concessione all'API senza scadenze programmate;

  • la mancata considerazione e valutazione dello studio del Gruppo SVIM;

  • l'assenza di programmazione energetica della Regione Marche;

  • la mancata valutazione dell'Indagine Epidemiologica;

  • l'assenza di riprogrammazione del territorio nella politica della Regione  Marche!

PER
  • una strategia di sviluppo a medio-lungo termine sotto il controllo degli agenti collettivi del territorio (pubblici e privati);

  • un potente incremento delle fonti energetiche pulite;

  • una diversa rilocazione delle infrastrutture;

  • l'immediata apertura di tavoli negoziali complessivi!

i Comitati Villanova, Fiumesino, 25 Agosto, Medicina Democratica ed il prof. G. Cortellessa

 invitano alla

MANIFESTAZIONE

Sabato  28 Giugno 2003

Falconara, P.zza Fratelli Bandiera, ore 18:30

di fronte al Mercato coperto delle Erbe lato via Bixio

 

Aderiscono ed invitano a partecipare:

Ass. “Il Falco Azzurro”, Falconara – WWF, Regione e Falconara – Legambiente, Regione e Falconara
On. M. Lion, Verdi\Ulivo – Cons. Regionale C. Cecchini, Sinistra Democratica
del gruppo Verdi: Cons.ri Regionali M. Moruzzi e P. D’Angelo, Ass. Prov. Trasporti M. Binci,
Ass. Turismo Ancona M. Pecoraro Scanio, portavoce Prov. G. Marchetti, Cons. Falconara S. Badialetti

partecipano:

Consiglieri Regionali, Provinciali e Comunali di Alleanza Nazionale.

 

17.06.2003 - conferenza stampa "trasversale"

Due giorni dopo il tragico rogo alla raffineria API del 25 Agosto 1999 il Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente, dott. Corrado Clini, dichiarò alla stampa: « Certo, se questo impianto fosse progettato oggi, in base alle direttive dell'Unione Europea, non potrebbe essere localizzato dove si trova ».
La Regione Marche, la Provincia di Ancona e il Comune di Falconara deliberarono l'incompatibilità della raffineria con il territorio e la necessità di progettarne la dismissione con l'annesso piano di riconversione ambientalmente compatibile e garante dei livelli occupazionali.
Noi appoggiammo con fermezza quelle deliberazioni. Dopo un anno di immobilismo delle Istituzioni, i Comitati, consci che in gioco c'era un futuro migliore per i cittadini ed i lavoratori, tentarono, con il Piano del Prof. Giorgio Cortellessa, di gettare un sasso nello stagno della politica del "Palazzo".
Fummo ignorati da tutti, attaccati duramente dai lavoratori, talvolta beffeggiati.
Oggi, Giugno 2003, dopo quattro anni dalle Deliberazioni menzionate, a ridosso di un frettoloso rinnovo anticipato della concessione, abbiamo le prime valutazioni economiche ed urbanistiche prodotte dal gruppo di tecnici coordinati dalla SVIM, il quale, non è un progetto economico - produttivo alternativo alla raffineria API ma, intanto, è il primo e unico approccio valutativo pubblico, non di parte, che va a bilanciare quanto esposto in questi anni soltanto dalla Società API relativamente alle ricadute economiche, ambientali ed urbanistiche della attività petrolifera.

Non paga di aver promosso lo studio relativo ad uno scenario produttivo ed occupazionale alternativo alla raffineria API soltanto tre mesi prima della decisione sul rinnovo o meno della concessione alla raffineria stessa, la Regione Marche, oggi che comincia ad avere quegli strumenti su cui ha investito denaro pubblico, sembra far finta di niente o ci dice che è troppo tardi per prenderli in considerazione e cominciarne a discutere.

Dunque si procede a vele spiegate verso il rinnovo della concessione con un grave e pesante squilibrio di valutazione sulla presenza dell'API: senza considerare le necessarie valutazioni sui costi causati da tale attività altamente inquinante e ad alto rischio di incidente rilevante, la dequalificazione del territorio e del patrimonio, i costi che paga l'intera comunità ed i possibili scenari alternativi a tale attività.

E' compito delle Amministrazioni pubbliche mettere sul piatto della bilancia anche questi costi sociali e indicare alternative possibili che siano rispettose di tutti i diritti, tanto dei lavoratori quanto dei cittadini.
E' un impegno che le Amministrazioni si erano assunte di fronte a tutta la comunità! Soprattutto la Regione Marche è pesantemente responsabile di questo vuoto di programmazione che, oggettivamente, ha sbilanciato vistosamente la sua volontà politica dalla parte dell'API determinando un tradimento del mandato elettorale ed una retrocessione della sua politica da rappresentanza a gestione.

Il gruppo di studio coordinato dalla SVIM evidenzia che tutti gli strumenti urbanistici vigenti evidenziano la sostanziale incompatibilità dell'API e scrive che « una condizione per il risanamento e riprogrammazione dell'Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale è quella di cercare di controbilanciare il peso delle decisioni e dei condizionamenti esogeni, riconducendo la strategia complessiva e a lungo termine dell'area sotto il controllo degli agenti collettivi del territorio (pubblici e privati), approfondendo l'analisi (così come con questo studio si è iniziato a fare) e costruendo, a partire da queste basi, tavoli negoziali complessivi ».
A nostro avviso la Regione Marche sta andando in tutt'altra direzione, come ha già fatto con la mancanza di un Piano Energetico Regionale che ha lasciato mano libera proprio a quei condizionamenti ed appetiti esogeni, anche per i quali, oggi, paghiamo i prezzi elevati ed ancora non quantificati di un'Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale.
La Regione Marche sta scegliendo di non riprogrammare complessivamente le funzioni e le dotazioni dell'Area ad Alto Rischio seguendo necessariamente una gradualità e tempi di riferimento adeguati. Dunque, si sta mettendo nelle mani di interessi esogeni, in questo caso della Società API la quale, invece di essere coinvolta in un tavolo negoziale complessivo che abbia come obbiettivo un progressivo adeguamento e cambiamento del sistema produttivo che oggi determina l'Area ad Alto Rischio, viene considerata come faro di ogni possibile scenario futuro.

Noi non ci stiamo.

Infatti rendersi conto, come abbiamo sempre detto ai Sindacati e all'Assessore Amagliani, che, alle condizioni in cui ci ha trascinato la Regione Marche, un rinnovo della concessione è inevitabile non significa però dover ipotecare il futuro di Falconara e della Bassa Valle dell'Esino per altri trenta anni.
Poiché è' di questo che si tratta oggi.
Qualsiasi programmazione sul futuro ha indubbiamente scenari attuabili tra venti anni, ma non programmare significherebbe condannare il territorio ed i cittadini molto oltre i venti anni!
Ed a tale proposito va citato quanto il Gruppo di studio della SVIM ha scritto: « Minimizzare i rimpianti, questo potrebbe essere il principio guida dell'azione pubblica (e privata) per il risanamento e la riprogrammazione dell'AERCA ».

I Comitati, allo stato attuale, ritirano la fiducia e la collaborazione a suo tempo accordata all'Assessore Amagliani ed alla Regione Marche, in quanto ritengono che non vogliono risolvere il grave degrado ambientale e la pesante situazione di incertezza in cui vivono centinaia di famiglie dei quartieri aggrediti dall'API.
Famiglie che, se anche lo volessero, non hanno più la possibilità economica di andarsene dalle abitazioni in cui vivono poiché la svalutazione delle stesse, dalla data dell'incendio del 25 Agosto 1999, ha raggiunto livelli tali (dal 30 al 50%) da non permettere di affrontare l'avventura economica dell'acquisto di una abitazione in un'altra zona della città o addirittura in un'altra città fuori dell'Area ad elevato rischio di crisi ambientale.

l'intervento di Massimo De Paolis (Comitato di Fiumesino)

Hanno partecipato all'iniziativa ed al dibattito:
  Emanuele Bianconi (Vicepresidente dell'Ass. "Falco Azzurro");
  Luigino Quarchioni (Presidente regionale Legambiente);
  Cristina Cecchini (Consigliere Regionale Sinistra Democratica);
  Ennio Mencarelli (Consigliere Provinciale Alleanza Nazionale);
  Massimo Bello (Consigliere Provinciale Alleanza Nazionale);
  Massimo Binci (Assessore Provinciale ai Trasporti);
  Sergio Badialetti (Consigliere comunale Verdi);
  Giampiero Pelagalli (CGIL - Segreteria Provinciale);
  Lucio Virgulti (Consigliere comunale Alleanza Nazionale).

Hanno aderito:
  Pietro D'Angelo (Consigliere Regionale Verdi);
  Marco Moruzzi (Consigliere Regionale Verdi).

le conferenza stampa

 

16.06.2003 - ALLARME PM10

dal sito della Provincia di Ancona
area della tutela dell'ambiente

Soglie per i criteri di giudizio - Decreto ministeriale 60/02

Livelli di qualità dell'aria inferiore al VL tra VL e
 VL+MdT
superiore
 VL+MdT
PM10 (ug/mc)
Media giornaliera
<= 50 51 - 60 > 60

VL = Valore Limite   -   MdT = Margine di Tolleranza

 

Venerdi 13 Giugno 2003     PM10 (ug/mc)

Centralina

Falconara Scuola

Tipo stazione

Industriale

Zona

Suburbana

Media gironaliera

Valore 69

 

Giovedì 12 Giugno 2003     PM10 (ug/mc)

Centralina

Falconara Scuola

Tipo stazione

Industriale

Zona

Suburbana

Media giornaliera

Valore 70

 

16.06.2003 - ALLARME OZONO

dal sito della Provincia di Ancona
area della tutela dell'ambiente

Soglie per i criteri di giudizio - Decreto ministeriale 16/05/1996

Livelli di qualità dell'aria Inferiore al livello di attenzione Livello di attenzione Livello di allarme
   O3 (ug/mc)
Max orario
<= 180 181 - 360 > 360

 

Domenica 15 Giugno 2003   O3 (ug/mc)

Centralina

Falconara Acquedotto

Falconara Alta

Falconara Scuola

Tipo stazione

Industriale

Industriale

Industriale

Zona

Suburbana

Suburbana

Suburbana

Max orario

Valore

184

Ora

16

Valore 183
Ora 14
Valore 170
Ora 16

Max media 8h

Valore

167

Ora 11 - 19
Valore 172

Ora

11 - 19
Valore 162
Ora 13 - 21

 

Venerdi 13 Giugno 2003   O3 (ug/mc)

Centralina

Falconara Acquedotto

Falconara Alta

Falconara Scuola

Tipo stazione

Industriale

Industriale

Industriale

Zona

Suburbana

Suburbana

Suburbana

Max orario

Valore

190

Ora

13

Valore 202
Ora 13
Valore 189
Ora 13

Max media 8h

Valore

167

Ora 10 - 18
Valore 184

Ora

8 - 16
Valore 189
Ora 9 - 17

 

Giovedì 12 Giugno 2003   O3 (ug/mc)

Centralina

Falconara Acquedotto

Falconara Alta

Falconara Scuola

Tipo stazione

Industriale

Industriale

Industriale

Zona

Suburbana

Suburbana

Suburbana

Max orario

Valore

214

Ora

12

Valore 220
Ora 12
Valore 211
Ora 17

Max media 8h

Valore

176

Ora 7 - 15
Valore 204

Ora

10 - 18
Valore 204
Ora 11 - 19

 

Mercoledì 11 Giugno 2003   O3 (ug/mc)

Centralina

Falconara Acquedotto

Falconara Alta

Falconara Scuola

Tipo stazione

Industriale

Industriale

Industriale

Zona

Suburbana

Suburbana

Suburbana

Max orario

Valore

205

Ora

14

Valore 207
Ora 21
Valore 182
Ora 18

Max media 8h

Valore

149

Ora 6 - 14
Valore 177

Ora

16 - 24
Valore 168
Ora 12 - 20

 

Martedì 10 Giugno 2003   O3 (ug/mc)

Centralina

Falconara Acquedotto

Falconara Alta

Falconara Scuola

Tipo stazione

Industriale

Industriale

Industriale

Zona

Suburbana

Suburbana

Suburbana

Max orario

Valore

208

Ora

19

Valore 204
Ora 13
Valore 206
Ora 19

Max media 8h

Valore

157

Ora 7 - 15
Valore 193

Ora

11 - 19
Valore 182
Ora 12 - 20

 

 

15.06.2003 - avvio di procedura di valutazione di impatto ambientale by-pass

tratto da Repubblica di Giovedì 05.06.2003

RFI - Rete Ferroviaria Italiana SpA - Direzione Compartimentale Infrastruttura Ancona

AVVISO AL PUBBLICO DI AVVIO DI PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (V.I.A.) AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO N.190 DEL 20.07.2002 SULLE OPERE NODO DI FALCONARA E COLLEGAMENTO ORTE-FALCONARA CON LA LINEA ADRIATICA.
(INFRASTRUTTURA STRATEGICA DI INTERESSE NAZIONALE SECONDO L'ART.1 DELLA LEGGE 21.12.2001 N.443 - LEGGE OBIETTIVO)

La Rete Ferroviaria Italiana SpA - direzione Compartimentale Infrastruttura di Ancona  - Piazza Cavour 23 - 60121 Ancona, comunica l'avvio della procedura di VIA sulle opere Nodo di Falconara e collegamento Orte-Falconara con la linea Adriatica.
L'opera rientra nell'ambito del 1° Programma delle Infrastrutture Strategiche di preminente interesse nazionale, deliberato dal CIPE il 21/12/2001 ed individuato secondo i contenuti dell'art.1 della Legge 443/01.
Il progetto è soggetto a procedura di VIA in quanto l'infrastruttura appartenente alla categoria "g" (tronchi ferroviari per il traffico a grande distanza) di cui all'art.1, 1° comma del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.377/88 e successive modifiche ed integrazioni.
L'opera, che costituisce una parte significativa anche degli interventi di completamente del Raddoppio della linea Orte-Falconara, è sita nella Regione Marche ed interessa direttamente i Comuni di Falconara, Montemarciano, Jesi, Chiaravalle, Monte San Vito e Monsano nella Provincia di Ancona.
L'opera si sviluppa in variante all'attuale tracciato ferroviario nella tratta Falconara-Montemarciano e si raccorda con la linea Falconara-Orte - direzione Orte, con un nuovo e diretto collegamento ferroviario. Il progetto di ristrutturazione del nodo ferroviario di Falconara prevede altresì la dismissione dell'attuale scalo merci di Falconara e la realizzazione del nuovo parco merci nelle adiacenze dell'Interporto Marche. La tratta ferroviaria in variante ha uno sviluppo di km 4,400.
Le opere principali sono costituite da un viadotto, comprendente anche l'attraversamento del fiume Esino, della lunghezza di m 1,310, oltre che da interventi accessori e complementari, quali il viadotto stradale sulla SS 14 Adriatica di m 225,00 e la galleria artificiale per l'attraversamento di una strada comunale di m 50. Lungo la tratta è previsto il potenziamento della sottostazione elettrica al km 1+300 e la ristrutturazione della stazione di Montemarciano.
Lo studio di Impatto Ambientale con la relativa Sintesi non Tecnica ed il Progetto Preliminare sono stati depositati, per la pubblica consultazione, presso:

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Dipartimento per la Protezione Ambientale
Direzione per la Valutazione di Impatto Ambientale
via Cristoforo Colombo n°44 - 00147 ROMA

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale per i Beni Architettonici ed il Paesaggio
via di S. Michele n°22 - 00153 ROMA

Regione Marche
Assessorato Tutella e risanamento ambientale - Ufficio VIA
via Tiziano n°44 - 60100 ANCONA

Ai sensi dell'art.6 della legge 349/86, chiunque abbia interesse, previa consultazione degli elaborati depositati, può far pervenire, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente annuncio, le proprie istanze, pareri ed osservazioni inerenti al progetto, in forma scritta a tutti gli enti sopra citati.
Delle istanze, pareri ed osservazioni pervenute, si terrà conto in sede di procedura di valutazione di impatto ambientale.

Il Referente del Progetto
Tommaso Savatori

 

14.06.2003 - comunicato stampa - studio epidemiologico

In questi giorni che precedono la decisione della Regione Marche circa il rinnovo della concessione alla Raffineria API S.p.A. abbiamo appreso pubblicamente, dall'Assessore all'Ambiente Marco Amagliani, che è stato conferito l'incarico per lo studio epidemiologico sulla popolazione di Falconara al dott. Andrea Micheli dell'Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano (INT).

E' un risultato importante soprattutto per i cittadini di Falconara che dal basso, grazie al paziente lavoro di raccolta dei dati sulle sostanze inquinanti nell'aria svolto, negli anni, dai Comitati e da Medicina Democratica, sono riusciti ad investire del problema salute dapprima il prestigioso Istituto di Milano ed, infine, la Regione Marche.

Ora si tratta soltanto di evitare di vanificare l'importanza dello studio epidemiologico, il quale deve essere avviato immediatamente.

E per fare ciò, riteniamo che la Regione Marche debba evitare di procedere ad un rinnovo della concessione alla Raffineria API senza conoscere almeno i risultati dello Studio Preliminare commissionato, il quale può essere disponibile in sei otto mesi!

La salute dei falconaresi sicuramente vale sei od otto mesi di attesa rispetto alla decisione sul rinnovo della concessione!

Una decisione affrettata anteposta anche al Preliminare dello Studio Epidemilogico non solo squalificherebbe gli intendimenti prescrittivi del rinnovo annunciati, per la Regione Marche, dall'Assessore Amagliani, ma determinerebbe, oltre che un cattivo utilizzo di danaro pubblico, anche una gravissima subordinazione del problema salute rispetto alle esigenze aziendali della Raffineria API che, è bene rammentarlo, ha chiesto un rinnovo anticipato della concessione rispetto alla sua naturale scadenza del 2008.

Rimaniamo profondamente sorpresi e stupiti che, anche per questo problema, dal mondo del Sindacato e dei lavoratori che operano negli impianti dell'API non emerga in modo vigoroso la stessa esigenza impellente ed essenziale di una indagine sulla salute che, caparbiamente e da soli, i cittadini dei Comitati hanno saputo imporre ad una Regione Marche in chiaro ritardo su questo tema.

I Comitati CONVOCANO per

LUNEDI' 16 c.m. alle 12,45

c/o l'HOTEL AVION di Falconara M.ma

una

CONFERENZA STAMPA "TRASVERSALE"

sul Rinnovo della concessione alla Raffineria API

INTERVERRA' IL PROF. GIORGIO CORTELLESSA

Sono stati invitati singolarmente a partecipare Consiglieri della Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di Falconara che hanno manifestato perplessità o contrarietà al rinnovo della concessione così come prospettato dalla Regione Marche.

Gli Organi di Informazione sono invitati

i comunicati stampa emessi dai comitati

 

13.06.2003 - comunicato stampa - gravi dichiarazioni Sig. Brachetti Peretti, nessuna reazione dalle Istituzioni e dai Sindacati

Il Sig. Brachetti Peretti ha recentemente dichiarato (vedi stampa locale del 29.05.2003):

« il 2002 è il secondo esercizio consecutivo con il bilancio in perdita per API raffineria… a causa sia della congiuntura negativa che ha interessato il settore della raffinazione dopo l'evento dell'11 Settembre 2001 sia delle ingenti spese di esercizio resesi necessarie per le pressanti richieste di miglioramento ambientale da parte delle autorità locali. Nonostante ciò l'azienda ha proseguito il rilevante programma poliennale di investimenti, con una quota di investimenti realizzati nel 2002 di circa 30 milioni di euro. Di questi, le sole risorse riservate agli investimenti in sicurezza e ambiente hanno contribuito ad incrementare di un terzo l'indebitamento medio della società ».

Noi ci siamo allarmati per tale dichiarazione e tutti dovrebbero allarmarsi per essa. Invece:

  • nessuno degli amministratori della Provincia o del Comune e soprattutto della Regione sembra essere stato colpito da quanto detto dal Presidente di Api Raffineria;

  • nessuno dei sindacati ed in special modo dei lavoratori sembra essersi allarmato per il fatto che l’esercizio in perdita della Azienda che “dà loro da mangiare” (come più volte abbiamo sentito ripetere) sia stato determinato PER UN TERZO dagli “investimenti in sicurezza ed  ambiente”: cioè da due elementi PECULIARI ED IMPRESCINDIBILI  della sua attività.

Riteniamo che obiettivamente l’affermazione del Sig. Brachetti Peretti sia da considerarsi gravissima, in quanto egli dovrebbe tenere nella massima considerazione che l’azienda che guida è una raffineria di petrolio ritenuta dalla legge europea ed italiana AD ALTO RISCHIO e dovrebbe quindi tenere nel MASSIMO CONTO che la tutela della sicurezza e dell’ambiente non ha prezzo e che quindi la riduzione del rischio ed i relativi investimenti sono un dovere PRIMARIO e quotidiano a cui il bilancio della sua azienda deve poter SEMPRE far fronte !

E se egli afferma che per garantire la messa in opera delle legittime e necessarie misure richieste dalle Autorità locali competenti ha provocato, nel 2001 e nel 2002, un deficit economico, egli implicitamente fa dedurre che:

  1. le misure in atto antecedentemente al 2001 non fossero ritenute assolutamente sufficienti dalle Autorità locali per determinare tali e tante richieste da comportare cosi ingenti impegni finanziari;

  2. gli investimenti in tale settore siano stati fino al 2001 di parecchio inferiori a quelli ora richiesti per adeguarsi alle prescrizioni delle suddette Autorità.

Che cosa ne pensano i lavoratori ed i sindacati ?

I dubbi che la dichiarazione del presidente di API raffineria fa scaturire sono innumerevoli e pesanti ed una domanda emerge in modo doloroso ed automatico: negli anni passati si è investito adeguatamente per la tutela dell’ambiente e della sicurezza esterna ed interna agli impianti?

i comunicati stampa emessi dai comitati

 

05.06.2003 - convegno sull'energia rinnovabile

RINNOVABILE

incontro sul tema

ENERGIA SOLARE ED ENERGIA EOLICA

Opportunità, problematiche e progetti in ambito locale

Sabato 7 giugno 2003 ore 9.15
presso Sala del Maniscalco - URBINO

organizzazione

Comune di Urbino
CEA "Casa delle Vigne"
via F.lli Rosselli - 61029 Urbino
tel / fax 0722.350301
www.comune.urbino.ps.it
cea@comune.urbino.ps.it

in collaborazione con

Associazione Naturalistica "il Carpino"
Ass. Italiana delle Scienze Ambientali - sezione Urbino
Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo"
Comunità Montana dell'Alto e Medio Metauro

 

04.06.2003 - Lettera aperta al Presidente, all'Assessore ai Trasporti della Provincia di Ancona, all'Assessore ai Trasporti della Regione Marche, al Presidente, al Sindaco del Comune di Falconara Marittima

Si fa seguito:

  • alla nota in data 05.05.2003. con la quale si chiedeva alla S.V di convocare urgentemente un’assemblea pubblica alla quale partecipino anche i parlamentari marchigiani On. Abbondanzieri, On. Duca, On. Lion ed On. Calvi, dalla S.V. già interessati sull’argomento al fine di bloccare l’attuale progetto per la realizzazione del “By-pass” ferroviario in oggetto, scongiurando pertanto lo “sfregio” al territorio ed i danni che con esso verrebbero perpetrati, e, nel contempo, promuovere e sollecitare la realizzazione del progetto dell’arretramento della linea ferroviaria così come prospettato dalla S.V. medesima;

  • alla lettera aperta  indirizzata sempre sull’argomento alla S.V. e pubblicata integralmente sulla cronaca locale del quotidiano “Corriere Adriatico” del giorno 20 corr. mese, con la quale ci correva l’obbligo di rilevare che non solo non avevamo più sentore della commissione da Lei, promessa per l’approfondimento del problema, ma che, almeno da quanto si evinceva da un articolo del Corriere Adriatico, la S.V. sposava la realizzazione del By-pas così come Regione e Comune intendono realizzarlo ora.

Si fa, altresì, riferimento:

  • al colloquio avuto con la S.V. dai rappresentanti di questi comitati nel corso del quale si ebbe assicurazione che Ella avrebbe continuato con determinazione  nella Sua azione diretta ad ottenere la realizzazione dell’arretramento della linea ferroviaria come da progetto compreso nel Piano Territoriale, nonché nel Piano dei Trasporti approvato da due consigli Provinciali di ben due legislature;

  • alla telefonata della S.V. ricevuta da rappresentanti di questi comitati all’indomani dell’ invio della lettera aperta di cui sopra, con la quale la S.V. ribadiva la sua ferma intenzione di operare per la realizzazione del progetto per l’arretramento della linea ferroviaria così come da Lei stesso rappresentato nel corso del predetto colloquio.

Ebbene, nel corso del convegno del Partito della Rifondazione Comunista tenutosi Sabato 24 u.s., con oggetto “API…CHE FARE”, l’Assessore regionale Marco Amagliani, in merito al By-pass ferroviario, ha affermato che il progetto così come voluto da Regione Marche e Comune di Falconara, e che attraverserà il quartiere di Fiumesino, è ormai cosa fatta, in quanto programmato da tempo e facente parte di un accordo sottoscritto dalla Regione e dal Viceministro Baldassarri e che nessun altro progetto potrà essere realizzato. Ed ha aggiunto che chiunque sostenga il contrario sostiene delle cose infondate ed impossibili.

Ora, Sig. Presidente, Sig. Assessore, Sig. Sindaco noi vogliamo chiarezza e reclamiamo attenzione per i nostri problemi; esigiamo che gli amministratori che ci governano cessino di rimbalzarsi notizie ed affermazioni cercando, forse, di far passare del tempo giocando a rimpiattino con la nostra esistenza e soprattutto pretendiamo che essi riflettano anche sui danni che alcune opere ed atti amministrativi provocano alla qualità della vita ed alla economia dei cittadini, comunque ad una parte di essi, e prendano quindi i DOVUTI provvedimenti a tale proposito, anziché tenere sempre e soltanto in considerazione gli interessi di una categoria della comunità. E temiamo, LO TEMIAMO FORTEMENTE, che “l’ineluttabilità”, portata a giustificazione del rinnovo della concessione alla Soc Api,  diventi motivo di scusante, come purtroppo ci sembra proprio che stia diventando, anche per la realizzazione del By-pass.

Pertanto, affinché le azioni preventive o comunque utili ad una altra possibile soluzione non siano TARDIVE Le chiediamo, Sig. Presidente, una risposta urgente alla presente e ribadiamo la richiesta della convocazione dell’assemblea pubblica, così come domandato con la prima nota in riferimento.

le lettere integrali inviate dai comitati

 

  

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