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30.06.2003 -
Flash agenzia - ADNKRONOS ore 21:06
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INDUSTRIA: REGIONE
MARCHE RINNOVA CONCESSIONE RAFFINERIA API
Ancona, 30 giu. - (Adnkronos) - La
Regione Marche ha rinnovato fino al 2020 la concessione alla Raffineria
Api di Falconara Marittima (An). Il protocollo d'intesa, che prevede 35
prescrizioni che l'impresa petrolchimica dovra' rispettare, pena la
decandenza della concessione, e' stato sottoscritto nel pomeriggio dal
presidente della Giunta regionale, Vito D'Ambrosio, e dal presidente
dell'Api, Aldo Brachetti Peretti. |
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29.06.2003 -
APERTURA MANIFESTAZIONE e COMUNICATO STAMPA
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PER UN FUTURO SENZA
RIMPIANTI
MANIFESTAZIONE DEL 28/06/2003,
FALCONARA M.ma ORE 18,30 - Piazza F.lli Bandiera
Lo slogan, il testo e le motivazioni
divulgati per la convocazione della manifestazione odierna parafrasa,
cita e riprende quanto relazionato dal Gruppo di Studio coordinato dalla
SVIM nel Preliminare consegnato alla Regione Marche.
La SVIM (Sviluppo Marche SpA ) è una società incaricata dalla Regione
Marche per coordinare un gruppo di esperti preposto allo studio degli
aspetti economici, sociali, urbanistici ed ambientali dell’area ad
elevato rischio di crisi ambientale.
Mentre il gruppo di studio sta continuando ad approfondire l’argomento,
il preliminare consegnato alla Regione Marche è ricco di dati economici
ed urbanistici che bilanciano e, soprattutto, controbattono quanto
dichiarato in proposito in questi anni dalla Società API S.p.A.. Quel
Preliminare ci dice che « il sistema economico complessivo dell'Area
ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale si presenta in buona salute (…)
con consistenti potenziali di crescita sia terziaria che industriale ed
un buon livello di flessibilità e di adattamento. Questa circostanza
consente ragionevolmente di escludere che gli eventuali
aggiustamenti che nella breve o medio - lunga prospettiva dovessero
essere operati nel perseguimento del risanamento ambientale avranno
delle ricadute pesantemente negative sul piano economico ».
Il Gruppo di studio sostiene che è possibile, con gradualità, « una
riprogrammazione complessiva delle funzioni dell'area e delle sue
dotazioni » e che per ottenere questo risultato benefico per la
salute, l’ambiente e l’occupazione di questa città e dell’intera area a
rischio è necessario « controbilanciare il peso delle decisioni e dei
condizionamenti esogeni, riconducendo la strategia complessiva e a lungo
termine dell'area sotto il controllo degli agenti collettivi del
territorio (pubblici e privati), approfondendo l'analisi e costruendo
tavoli negoziali complessivi ».
Le scriventi Associazioni, sposano e sostengono le tesi esposte nei
capitoli urbanistici ed economici dal Gruppo di Studio nominato e
sostenuto economicamente dalla Regione Marche.
Al contrario, la Regione Marche, avviandosi ad un frettoloso ed
anticipato rinnovo della concessione alla raffineria API,
deliberatamente ignora le brillanti, potenziali soluzioni ecocompatibili
che quello studio prospetta e, quindi, si preclude una storica ed
irripetibile occasione di progettare e realizzare un futuro nuovo per
Falconara e l’intera Regione.
Dunque è la Regione Marche la responsabile dello strappo nel rapporto di
fiducia con quel 53% di cittadini falconaresi che vorrebbero vedere un
diverso sviluppo per il territorio in cui vivono, una percentuale che,
sicuramente, aumenterebbe notevolmente se solo si mettesse mano a quei
TAVOLI NEGOZIALI COMPLESSIVI che inizino a lavorare su un progetto a
medio - lungo termine prima di qualsiasi rinnovo della concessione.
Non ci è piaciuto sentir dire, nell'incontro avuto recentemente con
l'Assessore Amagliani e con i Dirigenti della Regione Minetti e
Principi, che per il momento ciò che è contenuto nello Studio SVIM sono
opinioni personali.
Ma se ritengono questo Preliminare di studi una esternazione di opinioni
personali, allora perché hanno commissionato al gruppo SVIM di
effettuare tale studio?
Dobbiamo invece evidenziare alla attenzione della cittadinanza che
quelle che oggi QUEI SIGNORI considerano opinioni personali avrebbero
potuto essere molto di più se la Regione Marche non avesse fatto
trascorrere inutilmente ed improduttivamente quasi quattro anni (dal
momento della dichiarazione di incompatibilità della struttura API con
la città, formulata univocamente da tutte le Amministrazioni locali),
senza realizzare un piano di riconversione strutturale, produttiva ed
anche energetica dell’area ora occupata dalla Raffineria API.
Dunque, oggi, il dovere della Regione Marche e dell'Assessore Amagliani
verso Falconara ed i Falconaresi non è quello di salvare il salvabile o,
come si dice in gergo, "mettere una pezza", bensì quello di non
rinnovare la concessione fino a che non si sarà delineato un futuro
diverso, non solo per l'occupazione, ma anche per i cittadini.
Solo allora la Regione dovrebbe verificare la necessità di prolungare,
la concessione all'API, stabilendo la durata, i tempi, le fasi di
ristrutturazione e di riconversione dell’area interessata, nonché di
riqualificazione della città, anche con la realizzazione di nuove
strutture.
gli interventi
nelle manifestazioni |
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27.06.2003 - ANTICIPAZIONE!!! le
prescrizione proposte dalla Regione Marche
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il testo (ancora in versione bozza, ma
praticamente quasi definitivo) del sistema prescrittivo per il rilascio
della concessione petrolifera di api raffineria di Ancona stabilimento
di Falconara M.ma
clicca qui per
leggere il testo
all'interno della pagina potrai trovare
anche una serie di nostre considerazioni su tale il sistema prescrittivo |
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27.06.2003 - by pass ferroviario a
Falconara - lettera al Presidente della Provincia di Ancona
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le lettere
integrali inviate dai comitati |
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24.06.2003 -
MANIFESTAZIONE
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PER UN FUTURO SENZA
RIMPIANTI
La
Regione Marche ha oggi la possibilità irripetibile di riprogrammare il
futuro produttivo di Falconara e della Bassa Valle dell’Esino,
ambientalmente compatibile e garantendo, qualitativamente e
quantitativamente, l’occupazione.
Rinnovare la concessione all’API, senza se e ma, significa tumulare il
territorio, i cittadini ed i lavoratori nel degrado, rischio ed
insalubrità!
CONTRO
-
l'affrettato rinnovo anticipato
della concessione all'API senza scadenze programmate;
-
la mancata considerazione e
valutazione dello studio del Gruppo SVIM;
-
l'assenza di programmazione
energetica della Regione Marche;
-
la mancata valutazione dell'Indagine
Epidemiologica;
-
l'assenza di riprogrammazione del
territorio nella politica della Regione Marche!
|
PER
-
una strategia di sviluppo a
medio-lungo termine sotto il controllo degli agenti collettivi
del territorio (pubblici e privati);
-
un potente incremento delle fonti
energetiche pulite;
-
una diversa rilocazione delle
infrastrutture;
-
l'immediata apertura di tavoli
negoziali complessivi!
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i Comitati Villanova,
Fiumesino, 25 Agosto, Medicina Democratica ed il prof. G. Cortellessa
invitano alla
MANIFESTAZIONE
Sabato 28 Giugno
2003
Falconara, P.zza Fratelli
Bandiera, ore 18:30
di fronte al Mercato
coperto delle Erbe lato via Bixio
Aderiscono ed invitano a partecipare:
Ass. “Il Falco
Azzurro”, Falconara – WWF, Regione e Falconara –
Legambiente, Regione e Falconara
On. M. Lion, Verdi\Ulivo – Cons. Regionale C. Cecchini,
Sinistra Democratica –
del gruppo Verdi: Cons.ri Regionali M. Moruzzi e P.
D’Angelo, Ass. Prov. Trasporti M. Binci,
Ass. Turismo Ancona M. Pecoraro Scanio, portavoce Prov. G.
Marchetti, Cons. Falconara S. Badialetti
partecipano:
Consiglieri Regionali,
Provinciali e Comunali di Alleanza Nazionale. |
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17.06.2003 -
conferenza stampa "trasversale"
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Due giorni dopo il tragico rogo alla
raffineria API del 25 Agosto 1999 il Direttore Generale del Ministero
dell'Ambiente, dott. Corrado Clini, dichiarò alla stampa: « Certo, se
questo impianto fosse progettato oggi, in base alle direttive
dell'Unione Europea, non potrebbe essere localizzato dove si trova
».
La Regione Marche, la Provincia di Ancona e il Comune di Falconara
deliberarono l'incompatibilità della raffineria con il territorio e la
necessità di progettarne la dismissione con l'annesso piano di
riconversione ambientalmente compatibile e garante dei livelli
occupazionali.
Noi appoggiammo con fermezza quelle deliberazioni. Dopo un anno di
immobilismo delle Istituzioni, i Comitati, consci che in gioco c'era un
futuro migliore per i cittadini ed i lavoratori, tentarono, con il Piano
del Prof. Giorgio Cortellessa, di gettare un sasso nello stagno della
politica del "Palazzo".
Fummo ignorati da tutti, attaccati duramente dai lavoratori, talvolta
beffeggiati.
Oggi, Giugno 2003, dopo quattro anni dalle Deliberazioni menzionate, a
ridosso di un frettoloso rinnovo anticipato della concessione, abbiamo
le prime valutazioni economiche ed urbanistiche prodotte dal gruppo di
tecnici coordinati dalla SVIM, il quale, non è un progetto economico -
produttivo alternativo alla raffineria API ma, intanto, è il primo e
unico approccio valutativo pubblico, non di parte, che va a bilanciare
quanto esposto in questi anni soltanto dalla Società API relativamente
alle ricadute economiche, ambientali ed urbanistiche della attività
petrolifera.
Non paga di aver promosso lo studio
relativo ad uno scenario produttivo ed occupazionale alternativo alla
raffineria API soltanto tre mesi prima della decisione sul rinnovo o
meno della concessione alla raffineria stessa, la Regione Marche, oggi
che comincia ad avere quegli strumenti su cui ha investito denaro
pubblico, sembra far finta di niente o ci dice che è troppo tardi per
prenderli in considerazione e cominciarne a discutere.
Dunque si procede a vele spiegate verso
il rinnovo della concessione con un grave e pesante squilibrio di
valutazione sulla presenza dell'API: senza considerare le necessarie
valutazioni sui costi causati da tale attività altamente inquinante e ad
alto rischio di incidente rilevante, la dequalificazione del territorio
e del patrimonio, i costi che paga l'intera comunità ed i possibili
scenari alternativi a tale attività.
E' compito delle Amministrazioni
pubbliche mettere sul piatto della bilancia anche questi costi sociali e
indicare alternative possibili che siano rispettose di tutti i diritti,
tanto dei lavoratori quanto dei cittadini.
E' un impegno che le Amministrazioni si erano assunte di fronte a tutta
la comunità! Soprattutto la Regione Marche è pesantemente responsabile
di questo vuoto di programmazione che, oggettivamente, ha sbilanciato
vistosamente la sua volontà politica dalla parte dell'API determinando
un tradimento del mandato elettorale ed una retrocessione della sua
politica da rappresentanza a gestione.
Il gruppo di studio coordinato dalla SVIM
evidenzia che tutti gli strumenti urbanistici vigenti evidenziano la
sostanziale incompatibilità dell'API e scrive che « una condizione
per il risanamento e riprogrammazione dell'Area ad Elevato Rischio di
Crisi Ambientale è quella di cercare di controbilanciare il peso delle
decisioni e dei condizionamenti esogeni, riconducendo la strategia
complessiva e a lungo termine dell'area sotto il controllo degli agenti
collettivi del territorio (pubblici e privati), approfondendo l'analisi
(così come con questo studio si è iniziato a fare) e costruendo, a
partire da queste basi, tavoli negoziali complessivi ».
A nostro avviso la Regione Marche sta andando in tutt'altra direzione,
come ha già fatto con la mancanza di un Piano Energetico Regionale che
ha lasciato mano libera proprio a quei condizionamenti ed appetiti
esogeni, anche per i quali, oggi, paghiamo i prezzi elevati ed ancora
non quantificati di un'Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale.
La Regione Marche sta scegliendo di non riprogrammare
complessivamente le funzioni e le dotazioni dell'Area ad Alto Rischio
seguendo necessariamente una gradualità e tempi di riferimento adeguati.
Dunque, si sta mettendo nelle mani di interessi esogeni, in questo caso
della Società API la quale, invece di essere coinvolta in un tavolo
negoziale complessivo che abbia come obbiettivo un progressivo
adeguamento e cambiamento del sistema produttivo che oggi determina
l'Area ad Alto Rischio, viene considerata come faro di ogni possibile
scenario futuro.
Noi non ci stiamo.
Infatti rendersi conto, come abbiamo
sempre detto ai Sindacati e all'Assessore Amagliani, che, alle
condizioni in cui ci ha trascinato la Regione Marche, un rinnovo della
concessione è inevitabile non significa però dover ipotecare il futuro
di Falconara e della Bassa Valle dell'Esino per altri trenta anni.
Poiché è' di questo che si tratta oggi.
Qualsiasi programmazione sul futuro ha indubbiamente scenari attuabili
tra venti anni, ma non programmare significherebbe condannare il
territorio ed i cittadini molto oltre i venti anni!
Ed a tale proposito va citato quanto il Gruppo di studio della SVIM ha
scritto: « Minimizzare i rimpianti, questo potrebbe essere il
principio guida dell'azione pubblica (e privata) per il risanamento e la
riprogrammazione dell'AERCA ».
I Comitati, allo stato attuale, ritirano
la fiducia e la collaborazione a suo tempo accordata all'Assessore
Amagliani ed alla Regione Marche, in quanto ritengono che non vogliono
risolvere il grave degrado ambientale e la pesante situazione di
incertezza in cui vivono centinaia di famiglie dei quartieri aggrediti
dall'API.
Famiglie che, se anche lo volessero, non hanno più la possibilità
economica di andarsene dalle abitazioni in cui vivono poiché la
svalutazione delle stesse, dalla data dell'incendio del 25 Agosto 1999,
ha raggiunto livelli tali (dal 30 al 50%) da non permettere di
affrontare l'avventura economica dell'acquisto di una abitazione in
un'altra zona della città o addirittura in un'altra città fuori
dell'Area ad elevato rischio di crisi ambientale.
l'intervento di Massimo De Paolis (Comitato di Fiumesino)
Hanno partecipato
all'iniziativa ed al dibattito:
Emanuele Bianconi (Vicepresidente dell'Ass. "Falco Azzurro");
Luigino Quarchioni (Presidente regionale Legambiente);
Cristina Cecchini (Consigliere Regionale Sinistra Democratica);
Ennio Mencarelli (Consigliere Provinciale Alleanza Nazionale);
Massimo Bello (Consigliere Provinciale Alleanza Nazionale);
Massimo Binci (Assessore Provinciale ai Trasporti);
Sergio Badialetti (Consigliere comunale Verdi);
Giampiero Pelagalli (CGIL - Segreteria Provinciale);
Lucio Virgulti (Consigliere comunale Alleanza Nazionale).
Hanno aderito:
Pietro D'Angelo (Consigliere Regionale Verdi);
Marco Moruzzi (Consigliere Regionale Verdi).
le conferenza
stampa |
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16.06.2003 -
ALLARME PM10
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dal sito della Provincia di Ancona
area
della tutela dell'ambiente
Soglie per i criteri di giudizio - Decreto ministeriale 60/02
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Livelli di qualità dell'aria |
inferiore al VL |
tra VL e
VL+MdT |
superiore
VL+MdT |
PM10 (ug/mc)
Media giornaliera |
<= 50 |
51 - 60 |
> 60 |
VL = Valore Limite -
MdT = Margine di Tolleranza
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Venerdi 13 Giugno
2003 PM10 (ug/mc) |
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Centralina |
Falconara Scuola |
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Tipo stazione |
Industriale |
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Zona |
Suburbana |
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Media gironaliera |
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Giovedì 12 Giugno
2003 PM10 (ug/mc) |
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Centralina |
Falconara Scuola |
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Tipo stazione |
Industriale |
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Zona |
Suburbana |
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Media giornaliera |
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16.06.2003 -
ALLARME OZONO
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dal sito della Provincia di Ancona
area
della tutela dell'ambiente
Soglie per i criteri di giudizio - Decreto ministeriale 16/05/1996
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Livelli di qualità dell'aria |
Inferiore al livello di attenzione |
Livello di attenzione |
Livello di allarme |
O3 (ug/mc)
Max orario |
<= 180 |
181 - 360 |
> 360 |
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Domenica 15 Giugno
2003 O3 (ug/mc) |
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Centralina |
Falconara Acquedotto |
Falconara Alta |
Falconara Scuola |
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Tipo stazione |
Industriale |
Industriale |
Industriale |
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Zona |
Suburbana |
Suburbana |
Suburbana |
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Max orario |
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Max media 8h |
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Venerdi 13 Giugno
2003 O3 (ug/mc) |
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Centralina |
Falconara Acquedotto |
Falconara Alta |
Falconara Scuola |
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Tipo stazione |
Industriale |
Industriale |
Industriale |
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Zona |
Suburbana |
Suburbana |
Suburbana |
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Max orario |
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Max media 8h |
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Giovedì 12 Giugno
2003 O3 (ug/mc) |
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Centralina |
Falconara Acquedotto |
Falconara Alta |
Falconara Scuola |
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Tipo stazione |
Industriale |
Industriale |
Industriale |
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Zona |
Suburbana |
Suburbana |
Suburbana |
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Max orario |
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Max media 8h |
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Mercoledì 11 Giugno
2003 O3 (ug/mc) |
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Centralina |
Falconara Acquedotto |
Falconara Alta |
Falconara Scuola |
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Tipo stazione |
Industriale |
Industriale |
Industriale |
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Zona |
Suburbana |
Suburbana |
Suburbana |
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Max orario |
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Max media 8h |
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Martedì 10 Giugno
2003 O3 (ug/mc) |
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Centralina |
Falconara Acquedotto |
Falconara Alta |
Falconara Scuola |
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Tipo stazione |
Industriale |
Industriale |
Industriale |
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Zona |
Suburbana |
Suburbana |
Suburbana |
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Max orario |
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Max media 8h |
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15.06.2003 - avvio di procedura di
valutazione di impatto ambientale by-pass
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tratto da Repubblica di Giovedì 05.06.2003
RFI -
Rete Ferroviaria
Italiana SpA - Direzione Compartimentale Infrastruttura Ancona
AVVISO AL PUBBLICO DI
AVVIO DI PROCEDURA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (V.I.A.) AI
SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO N.190 DEL 20.07.2002 SULLE OPERE NODO DI
FALCONARA E COLLEGAMENTO ORTE-FALCONARA CON LA LINEA ADRIATICA.
(INFRASTRUTTURA STRATEGICA DI INTERESSE NAZIONALE SECONDO L'ART.1 DELLA
LEGGE 21.12.2001 N.443 - LEGGE OBIETTIVO)
La Rete Ferroviaria
Italiana SpA - direzione Compartimentale Infrastruttura di Ancona
- Piazza Cavour 23 - 60121 Ancona, comunica l'avvio della procedura di
VIA sulle opere Nodo di Falconara e collegamento Orte-Falconara con la
linea Adriatica.
L'opera rientra nell'ambito del 1° Programma delle Infrastrutture
Strategiche di preminente interesse nazionale, deliberato dal CIPE il
21/12/2001 ed individuato secondo i contenuti dell'art.1 della Legge
443/01.
Il progetto è soggetto a procedura di VIA in quanto l'infrastruttura
appartenente alla categoria "g" (tronchi ferroviari per il traffico a
grande distanza) di cui all'art.1, 1° comma del Decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri n.377/88 e successive modifiche ed
integrazioni.
L'opera, che costituisce una parte significativa anche degli interventi
di completamente del Raddoppio della linea Orte-Falconara, è sita nella
Regione Marche ed interessa direttamente i Comuni di Falconara,
Montemarciano, Jesi, Chiaravalle, Monte San Vito e Monsano nella
Provincia di Ancona.
L'opera si sviluppa in variante all'attuale tracciato ferroviario nella
tratta Falconara-Montemarciano e si raccorda con la linea Falconara-Orte
- direzione Orte, con un nuovo e diretto collegamento ferroviario. Il
progetto di ristrutturazione del nodo ferroviario di Falconara prevede
altresì la dismissione dell'attuale scalo merci di Falconara e la
realizzazione del nuovo parco merci nelle adiacenze dell'Interporto
Marche. La tratta ferroviaria in variante ha uno sviluppo di km 4,400.
Le opere principali sono costituite da un viadotto, comprendente anche
l'attraversamento del fiume Esino, della lunghezza di m 1,310, oltre che
da interventi accessori e complementari, quali il viadotto stradale
sulla SS 14 Adriatica di m 225,00 e la galleria artificiale per
l'attraversamento di una strada comunale di m 50. Lungo la tratta è
previsto il potenziamento della sottostazione elettrica al km 1+300 e la
ristrutturazione della stazione di Montemarciano.
Lo studio di Impatto Ambientale con la relativa Sintesi non Tecnica ed
il Progetto Preliminare sono stati depositati, per la pubblica
consultazione, presso: Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Dipartimento per la Protezione Ambientale
Direzione per la Valutazione di Impatto Ambientale
via Cristoforo Colombo n°44 - 00147 ROMA
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale per i Beni Architettonici ed il Paesaggio
via di S. Michele n°22 - 00153 ROMA
Regione Marche
Assessorato Tutella e risanamento ambientale - Ufficio VIA
via Tiziano n°44 - 60100 ANCONA
Ai sensi dell'art.6 della legge 349/86,
chiunque abbia interesse, previa consultazione degli elaborati
depositati, può far pervenire, entro 30 giorni dalla data di
pubblicazione del presente annuncio, le proprie istanze, pareri ed
osservazioni inerenti al progetto, in forma scritta a tutti gli enti
sopra citati.
Delle istanze, pareri ed osservazioni pervenute, si terrà conto in sede
di procedura di valutazione di impatto ambientale.
Il Referente del Progetto
Tommaso Savatori |
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14.06.2003 -
comunicato stampa - studio epidemiologico
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In
questi giorni che precedono la decisione della Regione Marche circa il
rinnovo della concessione alla Raffineria API S.p.A. abbiamo appreso
pubblicamente, dall'Assessore all'Ambiente Marco Amagliani, che è stato
conferito l'incarico per lo studio epidemiologico sulla popolazione di
Falconara al dott. Andrea Micheli dell'Istituto Nazionale per lo Studio
e la Cura dei Tumori di Milano (INT).
E'
un risultato importante soprattutto per i cittadini di Falconara che dal
basso, grazie al paziente lavoro di raccolta dei dati sulle sostanze
inquinanti nell'aria svolto, negli anni, dai Comitati e da Medicina
Democratica, sono riusciti ad investire del problema salute dapprima il
prestigioso Istituto di Milano ed, infine, la Regione Marche.
Ora si tratta soltanto di evitare di vanificare l'importanza dello
studio epidemiologico, il quale deve essere avviato immediatamente.
E
per fare ciò, riteniamo che la Regione Marche
debba evitare di procedere ad un rinnovo della concessione alla
Raffineria API senza conoscere almeno i risultati dello Studio
Preliminare commissionato, il quale può essere disponibile in sei
otto mesi!
La salute dei falconaresi sicuramente vale sei od otto mesi di attesa
rispetto alla decisione sul rinnovo della concessione!
Una decisione affrettata anteposta anche al Preliminare dello
Studio Epidemilogico non solo
squalificherebbe gli intendimenti prescrittivi del rinnovo annunciati,
per la Regione Marche, dall'Assessore Amagliani, ma
determinerebbe, oltre che un cattivo utilizzo di danaro
pubblico, anche una gravissima subordinazione del problema salute
rispetto alle esigenze aziendali della Raffineria API che, è bene
rammentarlo, ha chiesto un rinnovo anticipato della concessione
rispetto alla sua naturale scadenza del 2008.
Rimaniamo profondamente sorpresi e stupiti che, anche per questo
problema, dal mondo del Sindacato e dei lavoratori che operano negli
impianti dell'API non emerga in modo vigoroso la stessa esigenza
impellente ed essenziale di una indagine sulla salute che, caparbiamente
e da soli, i cittadini dei Comitati hanno saputo imporre ad una Regione
Marche in chiaro ritardo su questo tema.
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I
Comitati CONVOCANO per
LUNEDI' 16 c.m.
alle 12,45
c/o l'HOTEL
AVION di Falconara M.ma
una
CONFERENZA
STAMPA "TRASVERSALE"
sul
Rinnovo della concessione alla
Raffineria API
INTERVERRA' IL
PROF. GIORGIO CORTELLESSA
Sono stati invitati singolarmente a partecipare Consiglieri della
Regione Marche, della Provincia di Ancona e del Comune di
Falconara che hanno manifestato perplessità o contrarietà al
rinnovo della concessione così come prospettato dalla Regione
Marche.
Gli Organi di Informazione sono invitati |
i comunicati
stampa emessi dai comitati |
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13.06.2003 -
comunicato stampa - gravi dichiarazioni Sig.
Brachetti Peretti, nessuna reazione dalle Istituzioni e dai Sindacati
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Il Sig. Brachetti
Peretti ha recentemente dichiarato (vedi stampa locale del 29.05.2003):
« il 2002 è il
secondo esercizio consecutivo con il bilancio in perdita per API
raffineria… a causa sia della congiuntura negativa che ha interessato il
settore della raffinazione dopo l'evento dell'11 Settembre 2001 sia
delle ingenti spese di esercizio resesi necessarie per le pressanti
richieste di miglioramento ambientale da parte delle autorità locali.
Nonostante ciò l'azienda ha proseguito il rilevante programma
poliennale di investimenti, con una quota di investimenti realizzati nel
2002 di circa 30 milioni di euro. Di questi, le sole risorse
riservate agli investimenti in sicurezza e ambiente hanno contribuito ad
incrementare di un terzo l'indebitamento medio della società ».
Noi ci siamo allarmati
per tale dichiarazione e tutti dovrebbero allarmarsi per essa. Invece:
-
nessuno degli
amministratori della Provincia o del Comune e soprattutto della
Regione sembra essere stato colpito da quanto detto dal Presidente di
Api Raffineria;
-
nessuno dei sindacati
ed in special modo dei lavoratori sembra essersi allarmato per il
fatto che l’esercizio in perdita della Azienda che “dà loro da
mangiare” (come più volte abbiamo sentito ripetere) sia stato
determinato PER UN TERZO dagli “investimenti in sicurezza ed ambiente”:
cioè da due elementi PECULIARI ED IMPRESCINDIBILI della sua attività.
Riteniamo che
obiettivamente l’affermazione del Sig. Brachetti Peretti sia da
considerarsi gravissima, in quanto egli dovrebbe tenere nella
massima considerazione che l’azienda che guida è una raffineria di
petrolio ritenuta dalla legge europea ed italiana AD ALTO RISCHIO e
dovrebbe quindi tenere nel MASSIMO CONTO che la tutela della sicurezza e
dell’ambiente non ha prezzo e che quindi la riduzione del rischio ed i
relativi investimenti sono un dovere PRIMARIO e quotidiano a cui il
bilancio della sua azienda deve poter SEMPRE far fronte !
E se egli afferma che
per garantire la messa in opera delle legittime e necessarie misure
richieste dalle Autorità locali competenti ha provocato, nel 2001 e nel
2002, un deficit economico, egli implicitamente fa dedurre che:
-
le misure in atto
antecedentemente al 2001 non fossero ritenute assolutamente
sufficienti dalle Autorità locali per determinare tali e tante
richieste da comportare cosi ingenti impegni finanziari;
-
gli investimenti in
tale settore siano stati fino al 2001 di parecchio inferiori a quelli
ora richiesti per adeguarsi alle prescrizioni delle suddette Autorità.
Che cosa ne pensano i
lavoratori ed i sindacati ?
I dubbi che la
dichiarazione del presidente di API raffineria fa scaturire sono
innumerevoli e pesanti
ed una domanda emerge in modo
doloroso ed automatico: negli anni passati si è investito adeguatamente
per la tutela dell’ambiente e della sicurezza esterna ed interna agli
impianti?
i comunicati
stampa emessi dai comitati |
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05.06.2003 -
convegno sull'energia rinnovabile
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RINNOVABILE
incontro sul tema
ENERGIA SOLARE ED
ENERGIA EOLICA
Opportunità,
problematiche e progetti in ambito locale
Sabato 7 giugno 2003
ore 9.15
presso Sala del Maniscalco - URBINO
organizzazione
Comune di Urbino
CEA "Casa delle Vigne"
via F.lli Rosselli - 61029 Urbino
tel / fax 0722.350301
www.comune.urbino.ps.it
cea@comune.urbino.ps.it
in collaborazione con
Associazione Naturalistica
"il Carpino"
Ass. Italiana delle Scienze Ambientali - sezione Urbino
Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo"
Comunità Montana dell'Alto e Medio Metauro
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04.06.2003 - Lettera aperta al
Presidente, all'Assessore ai Trasporti della Provincia di Ancona, all'Assessore
ai Trasporti della Regione
Marche, al Presidente, al Sindaco del Comune di Falconara Marittima
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alla lettera
aperta indirizzata sempre sull’argomento alla S.V. e pubblicata
integralmente sulla cronaca locale del quotidiano “Corriere Adriatico”
del giorno 20 corr. mese, con la quale ci correva l’obbligo di
rilevare che non solo non avevamo più sentore della commissione da
Lei, promessa per l’approfondimento del problema, ma che, almeno da
quanto si evinceva da un articolo del Corriere Adriatico, la S.V.
sposava la realizzazione del By-pas così come Regione e Comune
intendono realizzarlo ora.
Si fa, altresì,
riferimento:
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al colloquio avuto
con la S.V. dai rappresentanti di questi comitati nel corso del quale
si ebbe assicurazione che Ella avrebbe continuato con determinazione
nella Sua azione diretta ad ottenere la realizzazione
dell’arretramento della linea ferroviaria come da progetto compreso
nel Piano Territoriale, nonché nel Piano dei Trasporti approvato da
due consigli Provinciali di ben due legislature;
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alla telefonata della
S.V. ricevuta da rappresentanti di questi comitati all’indomani dell’
invio della lettera aperta di cui sopra, con la quale la S.V. ribadiva
la sua ferma intenzione di operare per la realizzazione del progetto
per l’arretramento della linea ferroviaria così come da Lei stesso
rappresentato nel corso del predetto colloquio.
Ebbene, nel corso del
convegno del Partito della Rifondazione Comunista tenutosi Sabato 24 u.s.,
con oggetto “API…CHE FARE”, l’Assessore regionale Marco Amagliani, in
merito al By-pass ferroviario, ha affermato che il progetto così come
voluto da Regione Marche e Comune di Falconara, e che attraverserà il
quartiere di Fiumesino, è ormai cosa fatta, in quanto programmato da
tempo e facente parte di un accordo sottoscritto dalla Regione e dal
Viceministro Baldassarri e che nessun altro progetto potrà essere
realizzato. Ed ha aggiunto che chiunque sostenga il contrario sostiene
delle cose infondate ed impossibili.
Ora, Sig. Presidente,
Sig. Assessore, Sig. Sindaco noi vogliamo chiarezza e reclamiamo
attenzione per i nostri problemi; esigiamo che gli amministratori che ci
governano cessino di rimbalzarsi notizie ed affermazioni cercando,
forse, di far passare del tempo giocando a rimpiattino con la nostra
esistenza e soprattutto pretendiamo che essi riflettano anche sui danni
che alcune opere ed atti amministrativi provocano alla qualità della
vita ed alla economia dei cittadini, comunque ad una parte di essi, e
prendano quindi i DOVUTI provvedimenti a tale proposito, anziché
tenere sempre e soltanto in considerazione gli interessi di una
categoria della comunità. E temiamo, LO TEMIAMO FORTEMENTE,
che “l’ineluttabilità”, portata a giustificazione del rinnovo
della concessione alla Soc Api, diventi motivo di scusante,
come purtroppo ci sembra proprio che stia diventando, anche per la
realizzazione del By-pass.
Pertanto, affinché
le azioni preventive o comunque utili ad una altra possibile soluzione
non siano TARDIVE Le chiediamo, Sig. Presidente, una risposta
urgente alla presente e ribadiamo la richiesta della
convocazione dell’assemblea pubblica, così come domandato con la prima
nota in riferimento.
le lettere
integrali inviate dai comitati |
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