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Comitato “Giù le mani dal Galoppo”
Chiaravalle, Monte S. Vito, Montemarciano, Morro D’Alba;
Italia Nostra – Marche
Greenpeace – Ancona;
WWF – Falconara M.ma;
Comitato quartiere Villanova – Falconara
M.ma;
Comitato quartiere Fiumesino – Falconara
M.ma;
Comitato Città Viva – Falconara M.ma;
Comitato di Agugliano;
Centro Sociale Autogestito Kontatto –
Falconara M.ma;
Comitato Case Nuove – Osimo;
Ambasciata dei Diritti;
Comunità Resistenti.
Mercoledì 12
ottobre 2005 alle ore 10,
il Coordinamento dei Comitati
sarà presente alla
IV Commissione Regionale
inerente alla modifica del piano regionale dei rifiuti.
Il Coordinamento
dei comitati per la difesa del territorio ritiene che la proposta di
modifica al piano regionale di gestione dei rifiuti, che verrà discussa
in IV commissione, affosserà definitivamente ogni prospettiva reale di
incentivare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata aprendo
la strada all’incenerimento.
La percentuale del
35% di raccolta differenziata citata nella proposta della Giunta
Regionale è un obbiettivo minimo già imposto dalla legge, rispetto al
quale la Regione Marche è inadempiente dal 2003, tanto che i cittadini
pagano il costo delle contravvenzioni alla legge in misura assai
considerevole e in continua crescita.
Il Coordinamento sottolinea che tale 35% rappresenta un livello minimo
entrato in vigore successivamente all’approvazione del piano regionale
sui rifiuti (1999) e, dunque, una revisione del piano oggi deve
assolutamente puntare ad un obiettivo più elevato.
Tale obiettivo può essere raggiunto fissando una soglia pari al 60% di
riciclaggio come già realizzato in varie realtà nazionali (Treviso,
Asti, Porto Potenza Picena ecc..) oppure stabilendo un limite temporale
(3 anni) entro il quale i consorzi di gestione devono predisporre ed
avviare un programma di riciclaggio esteso al totale del volume dei
rifiuti prodotti.
In questo modo, applicando metodologie che prevedano il pagamento sulla
base delle quantità conferite dal singolo cittadino, si passerebbe
dall’attuale tassa sui rifiuti alla tariffa che farebbe immediatamente
risparmiare denaro ai cittadini.
Il Coordinamento
evidenzia inoltre che il raggiungimento del 35% di raccolta
differenziata non deve e non può essere ostacolato da azioni che vadano
nella direzione opposta, come di fatto permetterebbe la deroga per gli
impianti di produzione di energia elettrica esistenti e oggi funzionanti
a combustibile tradizionale a bruciare anche combustibile da rifiuti.
Alla luce di tutto ciò, la deroga prevista dalla Giunta Regionale va
assolutamente stralciata.
Il Coordinamento dei Comitati ritiene di escludere in ogni caso la
possibilità di realizzare nell’AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi
Ambientale) impianti di termovalorizzazione o di convertire quelli
esistenti di produzione di energia elettrica funzionanti a combustibile
tradizionale in utilizzatori di combustibile da rifiuti, in quanto tale
opzione sarebbe in palese contrasto con gli obiettivi di “risanamento”
dell’AERCA fissati dalla Regione Marche.
problema rifiuti |