ATTUALITA' LUGLIO 2005
 

28.07.2005 - lettera al CIPE sulla questione by-pass

COMITATO DEI CITTADINI RESIDENTI A VILLANOVA - FALCONARA
ASSOCIAZIONE COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO - FALCONARA
COMITATO CITTADINO "25 AGOSTO" - FALCONARA

AL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Segreteria Generale Cipe
FAX 0648903758
(da estendere cortesemente al Segretario del Cipe
Dott. Prof. Mario BALDASSARRI)

Direttore Servizi Centrali Segreteria Cipe
Dott. Paolo Emilio SIGNORINI
FAX 0647614378
(da estendere cortesemente al Segretario del Cipe
Dott. Prof. Mario BALDASSARRI)

Falconara 28 Luglio 2005

OGGETTO: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Rete Ferroviaria Italiana S.p.a. – Nodo di Falconara, “By-Pass API”.

Per puro caso abbiamo appreso che domani, alle ore 0900, codesto Comitato esaminerà il progetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, denominato “Nodo di Falconara”, che noi cittadini residenti sul territorio su cui l’opera dovrebbe realizzarsi più appropriatamente chiamiamo “BY-PASS API”, perché in realtà di questo si tratta.

Per un più completo esame del problema, delicato e scottante, trasmettiamo, qui allegata, a codesto Comitato, la seguente documentazione relativa all’oggetto:

  1. nota Diretta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché ai Dicasteri e alle Autorità Aeroportuali interessate alla questione;

  2. relazione della “PINDARO S.r.L.”, Società di Consulenza Aeroportuale e del Controllo del Traffico Aereo, Via degli Aldobrandeschi , 39 - 00163  ROMA.

Nel ribadire la carenza della VIA e della sua pubblicazione, del progetto in questione, nonché la mancata acquisizione su di esso di importanti pareri in merito alla tutela della sicurezza delle persone, delle cose e del territorio, considerata, soprattutto, la concentrazione di impianti a rischio presenti nell’area interessata, si chiede a codesto Comitato Interministeriale di respingere il progetto di cui trattasi e di invitare l’Amministrazione competente a indirizzarsi verso soluzioni del problema, peraltro già individuate, non solo meno costose o quanto meno facenti parte di progettazioni più ampie – e quindi non fine a se stesse con inutile spreco di danaro pubblico – ma, soprattutto non aggravanti la situazione di pericolosità dell’area territoriale coinvolta.

 

problema by-pass

 

25.07.2005 - comunicato stampa congiunto - problema rifiuti ambito 1

Associazione  “Città Viva” - Falconara
Associazione “Il Facocero” - Falconara
Associazione  “25 Agosto” - Falconara
Centro Sociale  ”Kontatto”  - Falconara
Comitato  “Fiumesino” -Falconara
Comitato “Villanova” - Falconara
Comitato di Agugliano
Comitato di Filottrano
Comitato di Osimo
Comitato di Polverigi
Comitato di Monte San Vito, Chiaravalle, Montemarciano
Comunità Resistenti delle Marche
Greenpeace Gruppo Locale di Ancona
Medicina Democratica - Falconara

SULLA IPOTESI AVANZATA DAL CONSORZIO CONERO AMBIENTE PER UN IMPIANTO DI SELEZIONE E TRATTAMENTO DEI RIFIUTI 2 NEL COMUNE DI CHIARAVALLE – LOCALITA’ GALOPPO

I comitati cittadini, le associazioni, i gruppi firmatari del presente documento

valutano negativamente

l’ipotesi avanzata dal Consorzio Conero Ambiente di realizzare un impianto centralizzato di selezione e trattamento dei rifiuti, a servizio del Bacino 1 della Provincia di Ancona, nel Comune di Chiaravalle in località Galoppo e

e denunciano

i modi con cui la Provincia di Ancona e gli altri enti interessati hanno finora condotto l’iter decisionale sulla gestione integrata del ciclo dei rifiuti nel bacino 1, che hanno palesato: insufficienza tecnica, per la mancanza di valutazioni esaurienti, ed insufficienza democratica, per la carenza nell’informazione ai cittadini e nelle forme di partecipazione.

Si riportano i motivi del dissenso:

La scelta dell’area appare “scellerata”,  si verrebbe infatti  ad aggravare la situazione del territorio della bassa Vallesina, già riconosciuto “area ad elevato rischio di crisi ambientale, e sul quale gravano attività altamente inquinanti quali 3 poli di produzione energetica logisticamente molto vicini (centrale API, SADAM Jesi, Centrale Camerata Picena), un aeroporto internazionale in via di ampliamento, un’autostrada che corre all’interno di un centro abitato, una grossa raffineria e diverse altre attività altamente nocive.
Tutto questo in una zona ad alta densità demografica
, forse la più alta della Regione.
Un territorio quindi nel quale sono da escludere,
nella maniera più assoluta, ulteriori carichi urbanistici e nuove fonti di inquinamento.
Inoltre l’opzione per un impianto unico e centralizzato in località Galoppo, non è sorretta da validi motivi di carattere tecnico-economico e ambientale. La localizzazione proposta è lontana dal baricentro della produzione di rifiuti e comporta un sensibile incremento dei costi e degli impatti ambientali, per effetto della maggiore incidenza dei trasporti. E’ inoltre “singolare” che la discarica del Galoppo dovrebbe teoricamente cessare la sua attività nel 2006, guarda caso più o meno in coincidenza con l’entrata in funzione del nuovo impianto di trattamento rifiuti.

I Comitati ritengono

che la scelta degli impianti necessari alla gestione e smaltimento dei rifiuti dei comuni del bacino 1 della Provincia di Ancona debba essere legata a una strategia generale volta alla riduzione della produzione e alla massimizzazione della raccolta differenziata e del recupero e riciclaggio dei rifiuti. Oggi la scelta non deve essere fatta a valle, bensì a monte della gestione dei rifiuti. Ci sono infatti molte azioni a monte che, se realizzate, farebbero risparmiare alle tasche e alla salute dei cittadini la realizzazione di mega-impianti per la produzione di CDR, di nuove grandi discariche o peggio di inceneritori. Realizzando queste azioni, rimarrebbe da smaltire in discarica un residuo notevolmente inferiore rispetto agli attuali livelli provinciali e si tratterebbe soprattutto di materiale inodore e non pericoloso;

indicano

che l’obiettivo primario da raggiungere sia il recupero della frazione organica che, da sola, rappresenta il 30-40% del totale dei rifiuti prodotti.
Sulla base delle esperienze già condotte in altri comuni italiani si può passare in pochissimi anni a percentuali che superino il 50% (esempio: Consorzio Priula per la provincia di Treviso che, nel 2003, dopo soli 5 anni di attività, ha superato il traguardo del 70% di raccolta differenziata).
Questa riduzione raddoppierebbe la durata delle discariche già in funzione nella Provincia di Ancona, assicurando più tempo per studiare le migliori soluzioni per lo smaltimento della parte residua.  

La soluzione proposta dal Consorzio Conero Ambiente, prevedendo una produzione di CDR ai massimi livelli consentiti dalle norme europee, apre la strada agli inceneritori per la produzione di energia elettrica, oggi chiamati, con un eufemismo, “termovalorizzatori”.

Questi Comitati sono DECISAMENTE CONTRARI
a inceneritori e termovalorizzatori

per i seguenti motivi:

 

non recuperano, viene infatti recuperata soltanto parte dell’energia contenuta nel rifiuto, ma non quella necessaria ad estrarre le materie prime e a produrre il nuovo bene, energia che invece si recupera con attività di riuso e riciclaggio. Ad esempio la carta: riciclandola si allunga la vita delle fibre di legno fino a 6 volte;

sprecano energia per il trasporto dei rifiuti all’impianto;

non eliminano il rifiuto, ma lo trasformano in fumi tossici e ceneri che vanno trasportate e smaltite in sicurezza.

contribuiscono all’emissione di gas-serra più di altre alternative;

disincentivano ogni altra politica volta alla riduzione e al recupero dei rifiuti;

contribuiscono al rilascio di sostanze tossiche, persistenti e bio-accumulabili lungo la catena alimentare (come le DIOSSINE).

 I Comitati hanno rilevato

particolari coincidenze tra la richiesta Api di realizzare due nuove centrali elettriche a combustione, la localizzazione dell’impianto proposta assai vicino alla raffineria stessa, e il nuovo casello autostradale di Gabella che, aggiunto a quello previsto in località Casine di Paterno, determinerebbe ben 4 uscite autostradali in nemmeno 20 km.!
Sicuramente c’è qualcosa di strano in tutto questo… e ancora una volta siamo all’oscuro di scelte politiche-economiche che andranno ad incidere pesantemente sulla salute della collettività.

A tale proposito

I Comitati denunciano

fin d’ora come criminale qualsiasi ipotesi di individuare, o autorizzare, un impianto di incenerimento di RSO e di rifiuti speciali industriali presso la raffineria Api;

fanno notare

che la scelta proposta è in contrasto con le politiche regionali, nazionali e comunitarie in tema di rifiuti;

ricordano

i contenuti del Piano Regionale dei Rifiuti che indicano chiaramente come l’unica strada da percorrere sia quella del recupero e della riduzione degli stessi;

richiamano il rispetto

della Direttiva europea e del Decreto Ronchi che fissano nel 35% la quantità minima della frazione riciclata sul totale dei rifiuti prodotti entro il 2003.

I comitati CHIEDONO

quindi alla Provincia di riconsiderare, sul piano politico, prima ancora che sul piano tecnico, l’ipotesi avanzata dal Consorzio Conero Ambiente.

 ed auspicano

che, con l’ausilio degli specialisti dei vari settori disciplinari e delle università, sia promosso un corretto processo di valutazione Ambientale Strategica (VAS) attraverso il quale, sulla base della più ampia partecipazione civile, si possa giungere alla determinazione della soluzione più sostenibile e coerente tra i diversi scenari ipotizzabili.

 

problemi rifiuti

 

04.07.2005 - lettera segnalazione rumori

ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA – FALCONARA M.

Egr. Assessore Ambiente Regione Marche;
Egr. Assessore Ambiente Provincia Ancona;
Egr. Assessore Ambiente Comune di Falconara;
Egr. Direttore Generale ARPA Marche;
Egr. Direttore Dipartimento Ancona ARPAM;
Egr. Responsabile Settore Impiantistica Dip. Ancona ARPAM;
Egr. Responsabile Settore Radiazioni e Rumore Dip. Ancona ARPAM.

Oggetto: rumore proveniente dal comprensorio API in data 2 e 3 Luglio 2005. Segnalazione. Richiesta informazioni.

La scrivente Associazione segnala formalmente a quanti in indirizzo che nei giorni 2 e 3 Luglio 2005 un intenso, continuo e disturbante rumore proveniente dal comprensorio API ha interessato il quartiere Villanova di Falconara M.ma.
Il rumore suddetto, continuo, era assimilabile al motore di aereo turboelica in fase di rullaggio ed era maggiormente disturbante ai piani alti delle abitazioni non “schermati” da altri edifici.
In particolare, nella giornata del 2 Luglio il rumore si è intensificato ed è diventato maggiormente disturbante dalle ore 21 alle ore 23 circa.
Nella giornata del 3 Luglio il rumore suddetto ha assunto caratteristiche disturbanti già dalle ore 7. Alle ore 12,40 circa abbiamo informato il Centro Emergenze del Comune di Falconara M.ma il cui addetto ha dichiarato di udire distintamente attraverso il telefono il rumore segnalato. In particolare abbiamo chiesto all’addetto del Centro Emergenze di informare l’ARPAM circa la necessità di una misurazione fonometrica del rumore in atto.
Dopo pochi minuti il Centro Emergenze del Comune di Falconara ci ha comunicato che l’addetto reperibile dell’ARPAM ha riferito che l’Agenzia era già a informata circa la fase di riavviamento dell’impianto IGCC della Società API, circostanza che avrebbe determinato rumorosità per alcuni giorni.
In entrambe le giornate oggetto della presente segnalazione la scrivente Associazione ha provveduto autonomamente alla videoregistrazione della situazione.

In relazione a quanto avrebbe comunicato la Società API circa la fase tecnica di riavviamento della centrale elettrica IGCC ma, a maggior ragione, per la vicinanza stessa degli impianti che nel corso degli anni sono stati autorizzati a lambire le abitazioni del quartiere, ci auguriamo che la rete fissa di monitoraggio acustico installata abbia rilevato la disturbante situazione la quale, a nostro parere, non trova giustificazione in alcuna procedura tecnica, normale o anormale, prevista o non prevista, messa in opera dalla Società API.
A tale proposito rammentiamo a quanti in indirizzo che la Cassazione Penale ha stabilito che «il titolare di un insediamento produttivo ha il dovere positivo di prevenire ogni forma di inquinamento, attraverso l’adozione di tutte le misure necessarie, attinenti al ciclo produttivo, alla organizzazione, ai presidi tecnici, alla costante vigilanza» (Cass. pen., sez. 3, 23/’06/1989, in “Ambiente e sicurezza del lavoro”, n. 4 - 5, 1990, pag. 107 ).

In considerazione di quanto accaduto la scrivente Associazione chiede cortesemente a quanti in indirizzo, a ciascuno secondo le rispettive competenze, informazioni relativamente a:

  • il livello di rumorosità del fenomeno rilevato da eventuali fonometri installati;

  • cause tecniche che hanno determinato il forte rumore.

Fiduciosi in un cortese riscontro nei termini di Legge, si ringrazia per l’attenzione e si inviano distinti saluti.

 

problemi del quartiere Villanova

 

01.07.2005 - lettera segnalazione rumori - sibili - fischi

COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
c/o il Tribunale di ANCONA

A S.E. IL PREFETTO  DI ANCONA

ALLA REGIONE MARCHE
  -  Al Presidente
  -  All’Assessore all’Ambiente

AL COMUNE DI FALCONARA
  -  Al Sig. Sindaco
  -  Al Segretario Generale
  -  Al Dott. Angeloni, Uff. Ambiente

ALL’ARPAM
Dipartimento Provinciale di ANCONA

 AL NUCLEO OPERATIVO ECOLOGICO DEI CARABINIERI

 p.c.

AGLI ORGANI DI STAMPA (via e.mail)

Seguito a tutte le precedenti segnalazioni con pari oggetto ed in particolare alle ultime del 27 e del 29 Giugno u,s,.

Si segnala che  i rumori e sibili provenienti dal comprensorio della raffineria Api continuano a tormentare inperterriti i residenti dei quartieri limitrofi, minando seriamente il loro equilibrio psicofisico.

Si evidenzia che per quasi tutta la notte tra il 29 ed il 30 Giugno e per quasi tutto il giorno del 1° Luglio il rumore dominante è stato quello simile ad un reattore in procinto di decollare.

Si evidenzia, altresì, che è stata inoltrata, verso le ore 18,00 di oggi, la segnalazione telefonica all’Ufficio Ambiente del Comune di Falconara e che a seguito della medesima il rumore è cessato.

 

raffineria e Fiumesino

 
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