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29.03.2005 - comunicato stampa
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ASSOCIAZIONE
COMITATO QUARTIERE VILLANOVA
I
RESIDENTI DI VIA U. BASSI DIFFIDANO TRENITALIA , PREFETTO
SINDACO E ASSESSORE DELLA REGIONE MARCHE!
Circa venti ( 20 ) residenti del condominio di via U. Bassi che
quotidianamente soffrono le conseguenze delle vibrazioni e del rumore
prodotto da convogli merci ferroviari che vengono manovrati su un
binario collocato recentemente a meno di due metri di distanza dalle
abitazioni,hanno deciso di tentare un’altra carta per difendere la
propria salute ed i propri immobili:
LA
DIFFIDA nei confronti del LEGALE RAPPRESENTANTE DI TRENITALIA,
del PREFETTO DI ANCONA, del SINDACO DI FALCONARA e
dell’ASSESSORE ALL’AMBIENTE ED AI TRASPORTI DELLA REGIONE MARCHE
“affinché
siano presi provvedimenti a tutela della salute pubblica, della pubblica
incolumità e delle proprietà dei residenti relativamente all’uso del
binario n°12 dello scalo merci ferroviario di Falconara M.ma, quartiere
Villanova lato monte.”
L’atto firmato dai
residenti, in subordine, diffida i destinatari, “qualora
ritengano idonee a tutelare la sicurezza le attuali disposizioni
organizzative di TRENITALIA S.p.A., affinché dichiarino con atto
formale di assumersi la responsabilità di non pericolosità per la salute
pubblica, la pubblica incolumità e per le proprietà dei residenti
dell’uso del binario n°12 dello scalo merci ferroviario di Falconara
M.ma, quartiere Villanova lato monte.”
Seguendo l’esempio del Giugno 2001 - quando oltre cinquanta ( 50 )
residenti del quartiere Villanova diffidarono le Autorità dal permettere
la sosta di ferrocisterne cariche di gas a meno di dieci metri dalle
abitazioni – oggi, Marzo 2005, i residenti di via U. Bassi - quartiere
Villanova - si sono trovati costretti a ricorrere a questa azione di
fronte all’inefficacia dell’azione del Sindaco di Falconara e alla
latitanza del Prefetto e dell’Assessorato all’Ambiente e Trasporti della
Regione Marche.
Tutto ciò nonostante le decine di segnalazioni degli ultimi anni che
hanno evidenziato:
-
l’installazione di un binario a meno di
due metri da abitazioni costruite negli anni ’60;
-
la mancanza di qualsiasi valutazione
ambientale prima dell’attivazione dello scalo merci e della
installazione di binari ferroviari a ridosso delle abitazioni,
-
danni ad alcune strutture degli
appartamenti documentati da apposita di Relazione tecnica;
-
pesante situazione psico-fisica dei
residenti documentata da una Relazione medica che ha rilevato
<< (…)
sindrome d’ansia d’allarme con risvolti depressivi
(…) sintomi frequenti caratterizzati da tristezza, irritabilità e
tensione continua, diminuzione del rendimento scolastico e lavorativo,
difficoltà relazionali ed un calo complessivo delle difese immunitarie
(…) il forte senso d’abbandono, vissuto da queste persone, che si
aspettavano e si aspettano ancora di essere tutelate dalle Autorità
competenti (…) >>.
Il
Comitato di quartiere rinnova il proprio appoggio alla legittima
rivendicazione di sicurezza e salubrità dei residenti di via U. Bassi.
il comitato Villanova |
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24.03.2005 - comunicato stampa
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ASSOCIAZIONE
COMITATO QUARTIERE VILLANOVA
“I CITTADINI
PROGETTANO GLI SPAZI DI VITA”!
E’ PARTITA
L’ESPERIENZA DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA
ORGANIZZATA DAL
COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA.
Lunedì 21 Marzo,
presso la sede del Comitato nella ex Scuola Lorenzini, ha preso il via
un’esperienza/laboratorio di PROGETTAZIONE PARTECIPATA degli spazi di
vita del quartiere Villanova, iniziativa pubblicizzata nei giorni
precedenti con un volantinaggio porta a porta da parte degli
organizzatori del Comitato di quartiere.
La partecipazione
dei residenti è stata buona ed interessatissima.
Che
cos'è un laboratorio di progettazione partecipata
E' un insieme di
incontri che si svolgono nei luoghi dell'abitare riconosciuti come tali
da tutte le persone che vivono, operano e si incontrano nel Quartiere
Villanova.
Le
attività del laboratorio
Sono la presa di coscienza del territorio che si abita, dei valori che
emergono dalla percezione e dalla valutazione del proprio abitare e che
portano alla manifestazione dei desideri e delle aspirazioni che ogni
abitante può esprimere sulla condizione interna del quartiere e sulla
relazione tra il quartiere e i contesti esterni.
Lo
scopo del laboratorio
Portare a compimento un’esperienza progettuale elaborata con la
collaborazione di tutti i soggetti che volontariamente si sono coinvolti
nel laboratorio; costituire un caso
sperimentale propagandabile in termini di qualità dei risultati
raggiunti riferiti: al miglioramento delle condizioni di base
dell'abitare (spazi privati, spazi sociali, impiantistica ambientale) e
della gestione attiva degli ambiti riqualificati; al miglioramento delle
opportunità partecipative in termini culturali (di autocoscienza e di
propositività) da parte degli abitanti.
L’esperienza/laboratorio avrà la durata di circa due mesi ed è
coordinata dagli Architetti Carlo Brunelli e Giovanni Angelelli.
Oltre agli
incontri in sede nei quali sarà presa visione dei Progetti che
attualmente interessano il quartiere (oggetto dell’incontro di
apertura), sono programmati:
-
sopralluoghi negli spazi del quartiere all’interno dei quali
proseguire il confronto tra i cittadini con l’ausilio di tecniche
fotografiche e filmate;
-
raccolta di documenti e testimonianze sulla storia e sulle storie
di Villanova.
Il frutto
dell’esperienza/laboratorio sarà la definizione grafica di un possibile
“progetto del quartiere” affiancata dalla realizzazione di un plastico.
Tutto il materiale
prodotto verrà raccolto in una pubblicazione curata dal Comitato di
quartiere la quale sarà inoltrata alle Amministrazioni Pubbliche
competenti per la progettazione e pianificazione territoriale e
presentata all’Opinione pubblica e agli Organi di Informazione.
Il prossimo
appuntamento è per Domenica 3 Aprile alle ore 10.00 con il sopralluogo
nel quartiere per “Leggere Villanova ed i rapporti con lo spazio
circostante”.
Il programma
dell’esperienza/laboratorio
il comitato Villanova |
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17.03.2005 - lettera : fenomeni odorigeni
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ASSOCIAZIONE “COMITATO DEL QUARTIERE DI FIUMESINO”
ALLA PROCURA DELLA
REPUBBLICA
c/o il Tribunale di ANCONA
A S.E. IL PREFETTO DI
ANCONA
ALLA REGIONE MARCHE
Al Presidente
AllAssessore
all’Ambiente
AL
COMUNE DI FALCONARA
- Al Sig. Sindaco
- Al Segretario Generale
- Al Dott. Angeloni, Uff. Ambiente
ALL’ARPAM
Dipartimento Provinciale di ANCONA
AL
NUCLEO OPERATIVO ECOLOGICO
DEI CARABINIERI
E p.c. AGLI ORGANI DI STAMPA (via
e.mail)
OGGETTO: Odorigeni.
Si fa seguito a tutte le ormai innumerevoli
precedenti segnalazioni in merito ai pesanti disturbi alla popolazione
derivanti dall’attività della raffineria Api.
Si segnala che nella giornata del 16
cormes, il quartiere Fiumesino è stato pervaso da fenomeni odorigeni
decisamente intensi, di odori simili a idrocarburi bruciati e gas.
Come di consueto, è stato informato ed
interessato l’Ufficio Ambiente del Comune di Falconara. Tale Ufficio ha
dichiarato di essere già a conoscenza dell’avvenimento di possibili
problemi poiché la Raffineria API aveva provveduto ad inviare una
comunicazione con la quale affermava che avrebbe effettuato operazioni
concernenti “l’avviamento degli impianti di gassificazione”.
IL FATTO
SCONCERTANTE è che con una semplice informativa si tolleri che un
privato possa creare disagi e problemi alla popolazione, fors’anche di
tipo sanitario, nonché all’ambiente stesso. E proprio in
considerazione alla situazione ambientale, e quindi alle sostanze
rilasciate nell’aria, il fatto crea un “NON SENSE” in relazione a tutti
i provvedimenti che le Amministrazioni Pubbliche continuano a prendere
per abbattere lo smog, in particolare bloccando il traffico, o come
ultimo, realizzare convegni sulle problematiche ambientali quali le
polveri sottili.
Rimanendo decisamente sorpresi che le nostre
pertinenti segnalazioni vengano sempre più spesso considerate dalle
varie Amministrazioni, che dovrebbero intervenire a vario titolo, più
volatili delle polveri fini, restiamo, come sempre, in attesa dei
provvedimenti opportuni onde evitare i danni finora lamentati,
il comitato di Fiumesino |
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16.03.2005 - comunicato stampa:
rinvio
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ASSOCIAZIONE “COMITATO DEI CITTADINI RESIDENTI A VILLANOVA”
ASSOCIAZIONE “COMITATO DEL QUARTIERE DI FIUMESINO”
Il processo penale
relativo al tragico rogo verificatosi presso la raffineria Api, il 25
Agosto del 1999, subisce un’ulteriore rinvio.
Gia l’udienza
definitiva doveva tenersi il 27 Gennaio u.s. e fu rinviata al 16 marzo a
causa delle condizioni di salute dell’ avvocato, Simeone - peraltro
“co-difensore” insieme all’avv. Sorana di uno degli imputati, Carletti -
che non gli consentirono di partecipare a quell’udienza-. Ancora, a
causa del perdurare della malattia del suddetto avvocato, che si
sottolinea è “co-difensore” di uno degli imputati, l’udienza è stata
rinviata di nuovo al 13 di Aprile p.v.
I comitati cittadini ed
i cittadini che si sono costituiti parte civile in quel procedimento
penale sono profondamente rammaricati e impensieriti per questo
ulteriore rinvio. E’ vero che il procedimento giudiziario di cui
trattasi è stato lungo perché complesso; esso ha avuto necessità di
prolungate ed approfondite indagini ed ha richiesto l’acquisizione di
prove, la necessità di perizie, l’audizione di testimoni e, quindi, un
dibattimento ampio ed articolato, ma questi rinvii provocati da un
componente della difesa, sempre lo stesso, che la legge consente e che
il magistrato non può non concedere quando richiesti, danno luogo ad un
comportamento reiterato che mette in moto un meccanismo temporale, per
noi grave e preoccupante. Infatti non possiamo tralasciare di tenere
sempre in conto che i tempi della giustizia hanno delle scadenze fisse e
ben precise e che decorso un certo termine il reato si prescrive. E noi
questo lo temiamo!
A tale proposito
vogliamo precisare che un’arringa è già stata esposta dal co-difensore
dell’imputato Carletti, ed ora manca soltanto quella dell’avv. Simeone.
Questo continuo rinvio
dell’ultima udienza ci fa pensare ad una incidenza negativa sulla reale
possibilità di portare a termine anche il grado processuale dell’Appello
e quello della Cassazione!
Calendario alla mano il
termine per chiudere i tre gradi di giudizio è Febbraio 2007.
Va da se che questi
tempi già molto stretti per poter portare a termine appello e cassazione
vengono inesorabilmente compressi dai rinvii.
E quindi ci sorgono
spontanee due riflessioni:
A chi giova tale
situazione?
Non avere tempo per
fare ricorso in appello e in cassazione, a nostro modesto avviso, giova
soltanto alla difesa degli imputati i quali, con la PRESCRIZIONE, in
presenza di una sentenza di condanna in primo grado eviterebbero la
condanna definitiva; viceversa in presenza di una sentenza di
assoluzione in primo grado eviterebbero il prosieguo del procedimento
qualora la Pubblica Accusa decidesse di ricorrere.
A chi non giova?
Secondo noi, in primo
luogo, alla “giustizia” che non potrebbe portare a termine un percorso
di accertamento giudiziario dei fatti e delle responsabilità e,
ovviamente, alla fiducia dei comuni cittadini nei confronti della
giustizia stessa e dell’imperativo che “la legge è uguale per tutti”!
la pagina dei
comunicati stampa |
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09.03.2005 - comunicato stampa:
superamento limite di legge H2S
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ASSOCIAZIONE “COMITATO DEI CITTADINI RESIDENTI A VILLANOVA”
ASSOCIAZIONE “COMITATO DEL QUARTIERE DI FIUMESINO”
Ill.ma Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Ancona;
Egr. Sig. Prefetto di Ancona;
Egr. Sig. Presidente della Regione Marche;
Egr. Sig. Presidente della Provincia di Ancona;
Egr. Sig. Sindaco del Comune di Falconara M.ma.
COMUNICATO STAMPA
PESANTE E GRAVE SUPERAMENTO DEI LIMITI DI LEGGE
PREVISTI PER L’ACIDO SOLFIDRICO (H2S) DETERMINATO
DAL FUNZIONAMENTO DEGLI IMPIANTI DELLA RAFFINERIA API !
A
seguito di una delle nostre numerosissime segnalazioni su fenomeni
odorigeni provenienti dalla raffineria Api, il Responsabile del Servizio
Aria dell’ARPA Marche ha redatto una relazione riguardante l’episodio
verificatosi tra il 29 ed il 30 dicembre 2004. Tale relazione – prot n°
609/SAR/58, datata 12 Gennaio 2005 ed inviata anche alla Procura della
Repubblica di Ancona – indica i superamenti delle concentrazioni di
acido solfidrico (H2S) - di cui al DPR322/71 - nella giornata del 29
Dicembre 2004.
Dalla parte descrittiva della medesima e dalla documentazione ad essa
allegata, risulta una situazione gravissima, avendo rilevato il
superamento dei limiti prescritti dalla legge per ben tre volte in 8
(otto) ore, quando in base al disposto del suddetto Decreto “in
qualunque punto esterno ai perimetri industriali, le emissioni dovute ai
contributi complessivi degli stabilimenti ….non devono risultare
superiori a 100 µg/mc per concentrazioni di punta (30 minuti) e 40 µg/mc
come media delle concentrazioni nelle 24 ore”.
Per
di più, i valori raggiunti nell’emissione di cui trattasi (224,93 µg/mc
– 160,78 µg/mc – 111,00 µg/mc) sono di livello tale che , secondo il
giudizio adottato dalla Regione Toscana, hanno reso la qualità
dell’aria”pessima” (vedasi Alleg.1).
Resta comunque il fatto inconfutabile che i
limiti prescritti per legge sono stati
“violati”!
Ci chiediamo come mai, nonostante le nostre segnalazioni
e quelle del Dr. Vignaroli, Responsabile del Servizio Aria dell’ARPAM,
l’Assessorato all’Ambiente della Regione Marche e la Direzione Generale
dell’ARPAM non abbiano ancora preso in considerazione l’adozione del
criterio del “giudizio di qualità dell’aria relativamente all’H2S
” come per esempio ha fatto la Regione Toscana.
A
tale proposito ci appare, non solo inaccettabile, ma chiaramente di
parte, il giudizio della Soc. Api contro il metodo adottato dalla
Regione Toscana definito “arbitrario”; tanto più che anche
lo stesso Dott. Vignaroli, nella relazione sopraccitata “ritiene
necessario adottare il giudizio di qualità dell’aria legato alle
caratteristiche odorigene dell’inquinante”!
Da quando abbiamo fatto emergere la problematica dell’H2S – con le
nostre reiterate segnalazioni - risulta, dalla documentazione fornita
dalla stessa Azienda API, che la diffusione delle esalazioni di H2S è
avvenuta in concomitanza con le “operazioni di riavviamento
dell’impianto IGCC ” oppure a causa del “disservizio di una
valvola che ha causato un momentaneo aumento delle emissioni del suo
post combustore”; cioè inconvenienti tecnici inerenti i cicli di
lavorazione che, per la posizione incompatibile degli impianti col
territorio, si riverberano immediatamente sulla popolazione minando
inequivocabilmente la qualità dell’aria.
Facciamo notare che le nostre segnalazioni riguardanti le emissioni
odorigene di Acido Solfidrico risalgono all’anno 2000 e che esse sono
state inviate a tutti gli Assessorati ed a tutte le Autorità competenti,
e in alcuni casi tali esalazioni hanno costretto alcuni abitanti dei
quartieri limitrofi a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
Allora ci chiediamo: per prevenire ulteriori peggioramenti della
qualità dell’aria le Amministrazioni e le Autorità competenti aspettano
i comodi dell’API o intervengono a protezione della salute con
interventi realmente prescrittivi nei confronti dell’API?
Si ritiene che i cittadini non possano essere sottoposti a questo
bombardamento cronico e acuto di sostanze nocive/tossiche e che le
Amministrazioni competenti debbano provvedere a porre rimedio a tali
gravi violazioni della norma legislativa non solo perseguendo, ma
prevenendo tali illeciti; in mancanza di azioni opportune e dovute
divengono anch’esse, Amministrazioni, responsabili di gravi omissioni.
In effetti quando si verificano queste violazioni, cosa accade?
Quali sono i provvedimenti attuati dalle competenti Autorità?
Il
Dott, Vignaroli, al fine di prevenire, e quindi evitare, tali episodi
chiede l’applicazione del punto b.1 del rinnovo della concessione di cui
al Decreto della Regione Marche il quale, fra l’altro, prevede la
diffida formale da parte della Regione nei confronti della Soc.
concessionaria (Api) a eseguire al riguardo interventi tecnologici e
gestionale risolutori e addirittura “in
caso di perdurante inadempienza adottare i provvedimenti conseguenziali
previsti a norma di legge”.
l'approfondimento
sull'acido solfidrico (H2S) |
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