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Comitato
Città Viva
Grazie Verdi. Il vostro convegno a Falconara ci ha permesso di scoprire
un nuovo pericoloso tassello volto a rendere, se possibile, la città
meno vivibile.
La nostra proposta
E’ ormai chiaro il futuro disegnato per la
città di Falconara.
Il progetto di costruire un by-pass
ferroviario finalizzato – a detta di FS – a un più rapido collegamento
della linea Romana con la linea Adriatica verso Nord, offre sicuramente
il fianco ad un’ulteriore possibile espansione della Raffineria. Verrà
infatti eliminato il tratto di ferrovia che passa al suo interno.
Nulla abbiamo in contrario affinché venga
effettuato un nuovo collegamento tra la linea Romana ed Adriatica, ma
perché così nel cuore del tessuto cittadino?
Se esistono altre possibilità per allacciare
le due linee, perché il raccordo viene progettato proprio nel centro
abitato?
Che fine ha fatto il progetto di
arretramento della linea Adriatica?
Il convegno di ieri ha inequivocabilmente
dimostrato che assistiamo esclusivamente ad esibizionismi politici
destinati a gettare solo fumo negli occhi delle popolazioni. Non lo
vedremo mai, o per lo meno, non lo vedremo in essere per i prossimi 30
anni. E se non vedremo l’arretramento, come potrà esistere la
metropolitana di superficie?
Chi ce lo fa fare di regalare ulteriori
lembi di territorio ad una struttura che non serve alla città?
Perché viene smantellata l’attuale sede FS
che passa dentro l’Api per portarla sul nuovo by-pass?
A chi giova? Certamente non alla città,
visto che continuerà ad esistere il collegamento con Ancona. E vuoi
vedere che, con la scusa della sicurezza, pagherà la Regione, e quindi
noi cittadini, questo ennesimo costosissimo gioiello! Ma non era proprio
la Regione che aveva detto che, ai fini della sicurezza sarebbero
bastate delle barriere?
Quindi: niente arretramento della linea
adriatica, niente metropolitana di superficie… a che ci serve il
by-pass?
Ai fini del progetto Bohigas riteniamo che
la ferrovia non sia un vero e proprio ostacolo, altrimenti dovremmo
mettere in discussione l’intera città e non solo i quartieri Nord.
Obiettivamente, in tutto questo, vediamo
solo una grande possibilità di espansione della Raffineria, infatti il
territorio di proprietà della stessa si estende attualmente fino al
bordo della statale.
La linea FS
costituisce in questo momento l’unico ostacolo che impedisce
un’ulteriore ampliamento dell’Azienda verso monte e la sua eliminazione
darebbe il via ad un’escalation incontrollata.
Città Viva
chiama a raccolta i cittadini di Falconara.
Non possiamo permettere che ancora una volta
venga barattata la nostra salute con gli interessi del grande capitale.
Già da troppi anni assistiamo a questo massacro.
Altro che città museale o città con
vocazione turistica proiettata verso il mare, qui siamo di fronte ad un
vero attentato sia alla vivibilità della zona che alla salute.
In poco più di 10 anni a Falconara abbiamo
avuto un inspiegabile vertiginoso aumento di casi tumorali e di decessi.
Restare inermi di fronte ad ulteriori attentati al territorio equivale
ad un accettazione implicita delle conseguenze che tale scelta potrebbe
arrecare alla popolazione.
Mentre questo Comitato è fortemente
impegnato nella lotta all’inquinamento da polveri fini (pm10 ed altre),
il progetto FS proietta ombre fosche proprio su questo versante, infatti
il traffico, oggi assente, dei convogli merci della linea tirrenica
dirottati sul by-pass della linea adriatica, farebbe aumentare
notevolmente l’inquinamento atmosferico ed acustico, e questo senza
prevedere una possibile escalation della produzione Api.
Le attuali emissioni
di Ferrovia, Raffineria, traffico veicolare ed Aeroporto hanno
determinato il superamento della soglia massima inalabile, ammesso per
legge, di ben 4 volte e, contro chi ha permesso tutto questo, stiamo
pensando di costituirci parte civile. Saranno i tribunali a decidere.
Città Viva
auspica che l’Amministrazione Comunale e l’Amministrazione Provinciale
si oppongano al disegno FS, guarda caso caldeggiato da quella Regione
Marche che ha concesso con ben 5 anni di anticipo la proroga della
concessione all’Api fino al 2020, ed invitano tutte le forze sociali,
Partiti, Sindacati e Comitati a divenire parte attiva per bloccare una
manovra che recherebbe soltanto ulteriori danni a Falconara, ai suoi
cittadini e a tutta la costa a Nord della città.
Poiché però la nostra posizione potrebbe
essere strumentalizzata e questo Comitato accusato di insensibilità
verso il problema della sicurezza,
Città
Viva
chiede che, in caso di
realizzazione del by-pass, la sede ferroviaria dismessa da FS
all’interno della Raffineria venga vincolata dalla Regione e dallo Stato
per 100 anni ed attrezzata ad Area verde con piantumazione di alberi ad
alto fusto, resistenti agli agenti marini, che facciano anche da filtro
all’inquinamento atmosferico prodotto dall’Azienda. Nessun rilevato
ferroviario deve essere rimosso e la proprietà del tracciato deve
passare all’Amministrazione Comunale di Falconara Marittima. Ogni azione
volta a modificare, sin da ora, l’assetto attuale del rilevato e del suo
sottosuolo, dovrà essere sottoposta anche all’approvazione dei Comitati
dei cittadini.
“Obtorto collo” questa ci sembra una
proposta rispettosa delle esigenze di FS, e parzialmente, del Comune e
dei suoi abitanti.
Senza queste
condizioni pregiudiziali, Città Viva porrà in essere ogni azione al fine
di scongiurare un’ennesimo probabile attentato alla salute della
collettività.
Città Viva
cittaviva@hotmail.com
tutto sul by-pass ferroviario
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