ATTUALITA' NOVEMBRE 2004
 

27.11.2004 - comunicato stampa

ASSOCIAZIONE “COMITATO DEI CITTADINI RESIDENTI A VILLANOVA”
ASSOCIAZIONE “COMITATO DEL QUARTIERE DI FIUMESINO”

DA QUALE PULPITO !

Formidabile il pulpito dal quale è stata snocciolata la predica apparsa sul Resto del Carlino del 25/11!

<< “Franco Brunetti CHI !?” – Ah, ora ricordiamo… L’Amministratore Delegato dell’API S.p.A. che, poco dopo il mortale incendio dell’8 Settembre 2004 disse:

Per un errore di manovra potrebbero essere entrati in contatto un’autocisterna e il sistema di carico del bitume provocando l’incendio, che si è propagato ad uno dei quattro serbatoi dell’area.

Una predica dalle argomentazioni talmente semplicistiche e demagogiche che erano già state argutamente formulate ed affisse sui muri di Falconara nel 2001 (con notevole tono satirico) da anonimi/o (di cui conserviamo gelosamente la foto scattata a quel tempo) del quale riportiamo qui di seguito il testo.

“Perché se hai voluto la bicicletta allora pedala, e se vuoi la macchina, la lavatrice e lo scalda-brioches ti servo anch’io, bella e lucente. E allora tutti zitti e buoni, tutti insieme, tutti in macchina, uno per macchina, a duemiladuecentolire al litro, verso il futuro, chiusi in casa, col televisore a palla. Insomma parliamoci chiaro: voi avete bisogno di me, io vi servo, sono qui ormai da anni e vi ho dato lavoro e benzina, ho fatto in modo che tutto andasse avanti grazie al petrolio. Vi ho reso felici, ingordi e scemi, vi ho dato il motore dei desideri. Certo è pur vero che ho sporcato un po’ in giro, ma chi se ne fotte in fondo dei figli dei figli dei nostri figli, godiamoci quel che c’è, alimentiamo quella macchina sudata che io sono. In fondo ricordatevi che in cambio di tutto questo vi ho sistemato piazze, aiuole e marciapiedi, sono il vostro sponsor, lo sponsor di ciò che è vostro. Non dite più quindi quelle brutte parole che mi fanno solo incazzare: concessioni, permessi, delocalizzazione e futuro.
Correte veloci, non m’irritate più, ed io vi guarderò, felici e riverenti, dall’alto verso il basso, che digrignate i denti."

La pappa (argomentazioni) con ingredienti scaduti va buttata nella spazzatura! >>.

 

24.11.2004 - comunicato stampa

ASSOCIAZIONE “COMITATO DEI CITTADINI RESIDENTI A VILLANOVA”
ASSOCIAZIONE “COMITATO DEL QUARTIERE DI FIUMESINO”

LE DIFFICOLTA’ PER POTER DIFENDERE I PROPRI DIRITTI !

Sicuramente qualcuno, a ragione, si sarà chiesto come mai per un fatto accaduto presso la raffineria API e riverberatosi sulla popolazione a Marzo 2004 i Comitati depositino un esposto in Procura della Repubblica soltanto il 5 Novembre, cioè otto mesi dopo!

La motivazione è la stessa per la quale ancora non siamo riusciti a produrre alla Procura il materiale documentale/testimoniale e l’esposto relativo al mortale incendio dell’8 Settembre u.s. sempre alla raffineria API di Falconara M.ma:

gli ostacoli che incontriamo all’accesso ai documenti relativi ai fatti e la conseguente difficoltà a difendere i nostri diritti!

Ovviamente non stiamo parlando di documenti coperti dal segreto istruttorio o dal segreto militare, bensì di documenti che riguardano dati tecnici rilevati durante sopralluoghi da parte degli Organi tecnici o dal monitoraggio ambientale degli inquinanti, dati che riteniamo debbano essere accessibili ai cittadini in quanto coinvolti direttamente dai fatti in termini di salute, ambiente e qualità della vita.
C’è la Legge n° 241 del 7 Agosto 1990 che regola con estrema chiarezza questo diritto.

L’esposto che abbiamo depositato in Procura il 5 Novembre u.s. riguarda le esalazioni di Acido solfidrico e Idrocarburi diffusisi per 17 giorni all’esterno e all’interno delle abitazioni dei quartieri Villanova e Fiumesino. Sono stati i cittadini ed i Comitati che hanno allertato e tenuto continuamente informati (per 17 giorni) tutti gli Organi tecnici e gli assessorati competenti e, contestualmente, sono stati sempre i cittadini ed i Comitati che hanno richiesto notizie e dati sull’evento.

L’unica nota con una informazione certa ci è stata inviata in data 16/03/2004 dal Direttore del Dipartimento di Ancona dell’ARPAM, Dott. Duilio Bucci, (Prot.N. 3535/DIR/479) il quale ci scrisse che il problema era dovuto a << (…) caricamento di benzine non desolforate nel serbatoio TK 49 >>.
Valutazione confermataci anche nel corso dei numerosi contatti telefonici intercorsi in quei giorni con l’Ufficio Ambiente del Comune di Falconara.

Poi, da quella data, più nulla!

Infatti le informazioni più dettagliate sulle cause specifiche delle insopportabili esalazioni subite richieste dai Comitati agli Organi Tecnici dell’ARPAM sono state rigirate da quest’ultima (probabilmente a ragione) alla competenza degli Enti preposti.

Gli Enti preposti - Assessorati all’Ambiente e alla Sanità della Regione Marche e Assessorato all’Ambiente della Provincia di Ancona - non hanno fatto mai pervenire alcuna risposta informativa ai cittadini ed ai Comitati che hanno segnalato i fatti nonostante si fosse fatto riferimento specifico alla legge 241/90 e all’art. 328, comma 2 del C.P. - così come modificato dalla Legge 26/4/90 n°86 - , sulla trasparenza.

Dopo mesi di vana attesa, i Comitati si sono rivolti ad un Consigliere della Regione Marche, affinché si attivasse per prendere visione delle Relazioni prodotte dall’ARPAM sull’evento in oggetto.
Il Consigliere regionale si è attivato e nel giro di pochi giorni ha ottenuto direttamente dall’Assessore all’Ambiente della Regione Marche le copie delle Relazioni del Servizio Aria e del Servizio Impiantistica ARPAM.
Cortesemente le ha formalmente consegnate ai presidenti dei Comitati di quartiere.

Dunque, come giudicare il comportamento di Amministratori ed Amministrazioni che hanno creato difficoltà a cittadini tesi a tutelare i propri diritti?

Come valutare il fatto che i cittadini vengono costretti a dover confidare sulla cortesia, il senso del dovere civico ma pur sempre sul FAVORE di un individuo solo, di un rappresentante del popolo da questo eletto, di un uomo di partito, per conoscere ciò che i cittadini, DI DIRITTO, devono sapere dagli Amministratori preposti?

 

22.11.2004 - comunicato stampa

ASSOCIAZIONE “COMITATO DEI CITTADINI RESIDENTI A VILLANOVA”
ASSOCIAZIONE “COMITATO DEL QUARTIERE DI FIUMESINO”

in risposta al sig. Brachetti Peretti

Stando alle  dichiarazioni del presidente della Soc. Api, così come riportate dalla cronaca locale sui quotidiani del 21 c.m., che suonano arroganti e presuntuose, (“l’Api resterà qui per altri cento anni” – Se non fosse per noi la città si chiamerebbe ancora Ancona VI e sarebbe una spiaggia con dieci ombrelloni” – “ci hanno costruito le case addosso….non lo permetteremo più”) Falconara si dovrebbe chiamare “Castel Brachetti Peretti”.

E’ già la seconda volta che il presidente dell’Api indugia in considerazioni denigratorie nei confronti di questa città e dei suoi cittadini; se insiste vuol dire che esse rispecchiano esattamente quale sia la sua considerazione di Falconara e che la prima volta, per la quale ha chiesto scusa, non è stato un caso. Dimostra di sentirsi il padrone di Falconara e di essere lui a decidere sul destino della città.

Ma noi non vogliamo entrare più di tanto nel merito di queste affermazioni. Dovranno farlo le Amministrazioni competenti; soprattutto il Comune, è naturale, ma anche la Provincia e la Regione. Riteniamo che siano esse a dover rispondere adeguatamente a Brachetti Peretti, per non farsi surrogare, soffocare e soppiantare moralmente e materialmente da una azienda, per rivendicare una posizione più dignitosa di Falconara, qualcosa di più di un borgo di pescatori o di una spiaggia con 10 ombrelloni sul suo litorale, se non ci fosse stata l’Api, nonché a dovere esigere il rispetto dovuto alla città ed ai suoi abitanti che non si sentono vassalli di un padrone prepotente.

Noi, per ora, invece, vogliamo soltanto fare con forza una ennesima precisazione su una falsificazione storica periodicamente perpetrata – in particolar modo all’indomani di gravi incidenti verificatisi in raffineria – , sulla quale con le seguenti puntualizzazioni intendiamo dimostrare come, almeno con tanta, , imprecisione, se non altro ingiustificata, vengano fatte affermazioni “ERRATE”.

E’ falso sostenere che i quartieri di Fiumesino e Villanova siano sorti e che il Comune di Falconara sussista dopo l’insediamento dell’Api !!

Esistono ed abbiamo documenti storici, dai quali risulta quanto sopra; come, per esempio, I CATASTI Napoleonici e Gregoriani dove le abitazioni del futuro quartiere di Villanova erano gia presenti.

Inoltre, l’espansione delle strutture Api risulta inconfutabilmente da Decreti Ministeriali degli anni ’70 che hanno autorizzato l’ampliamento della raffineria verso le abitazioni dei Falconaresi.

Ancora,il libro storico “FIUMESINO – Storia di un Borgo adriatico” dei Professori C. Verdelli e V. Villani – edito nel 2003 – è chiarissimo sulla sussistenza del Comune di Falconara e sull’esistenza dell’abitato nelle aree direttamente interessate dagli impianti Api e ad esse immediatamente limitrofe, ben prima che arrivasse in questo Comune la Soc. Api.

Comunità che affonda le sue radici nel lontano passato, con una storia e tradizioni antiche spezzate all’improvviso dalla realizzazione della raffineria!

Nel volume si parla addirittura di un caso in cui un proprietario, attraverso cavilli legali, fu costretto a cedere la sua proprietà, all’Api, con un contratto di compravendita addirittura svantaggioso.

Il Prof. Piccinini nel corso della presentazione del volume suddetto, avvenuta presso il castello “la Rocca” di Falconara , nell’estate del 2003, ha esordito dicendo: “è bene chiarire una volta per tutte che l’abitato c’era e che è stato soppiantato dall’Api

 

19.11.2004 - le vie di fuga

vi ricordate questa foto ?

dove si vedono alcune persone che scappano durante l'esplosione dell'8 settembre 2004, ma sono costrette a scavalcare un cancello.

Forse abbiamo scoperto come mai quel cancello è chiuso... perché è una via di fuga!!!

La raffineria informa tramite la dispensa "Corso di formazione sicurezza e ambiente" inerente al "progetto di formazione triennale 1999-2001" (finanziato dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Marche) quali sono i punti di raccolta/varchi e maniche al vento

mentre dal "Piano di emergenza interno (PEI) possiamo leggere le norme generali per i dipendenti

cosa è successo l'8 settembre 2004

 

18.11.2004 - conferenza stampa - sintesi

IL CATTIVO STATO DI MANUTENZIONE DEL TETTO GALLEGGIANTE DI UN SERBATOIO DELLA RAFFINERIA API FU LA CAUSA DEL PEGGIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA SU AREA VASTA A MARZO 2004!

Questo è quanto emerso dalle indagini dell’ARPAM (Servizi Aria ed Impiantistica) relativamente alle esalazioni di Idrocarburi ed Acido solfidrico che hanno ammorbato l’aria all’esterno ed all’interno delle abitazioni dei quartieri Villanova e Fiumesino dall’1 al 17 Marzo 2004.

Le ripetute ed allarmate segnalazioni inviate in quel periodo a tutte le Autorità fecero scattare non solo le indagini dell’ARPAM ma anche i sopralluoghi dei Vigili Ambientali del Comune di Falconara i quali verbalizzarono che un Responsabile di raffineria stava facendo raffreddare le pareti del serbatoio TK 49 nel quale era stato immesso un prodotto petrolifero semilavorato instabile, cioè caratterizzato da un elevato quantitativo di mercaptani , Acido solfidrico e sostanze a bassa soglia olfattiva dal caratteristico ed insopportabile olezzo.

Proprio per approfondire le cause delle esalazioni purtroppo inalate per ben 17 (diciassette) giorni dagli abitanti nei quartieri limitrofi alla raffineria, i Comitati ed undici residenti hanno nominato, a Luglio 2004, due Periti Consulenti di fiducia: l’Ing. Chimico dott. Roberto Carrara e l’Ing. Marco Caldiroli di Medicina Democratica.

I Periti Consulenti hanno confermato una carenza del sistema manutentivo del tetto del serbatoio che ha provocato la formazione di fori passanti delle lamiere in numerosi punti ma hanno anche ipotizzato uno scarico improprio nel serbatoio TK49 di liquidi a temperatura elevata!

Tutto ciò ha indotto i Comitati ed i residenti dei quartieri a depositare, in data 5 Novembre 2004, un ESPOSTO presso la Procura della Repubblica di Ancona, atto che contiene le Relazioni dell’ARPAM, quelle dei Vigili Ambientali e quelle dei Periti Consulenti.

Alla specifica domanda dei giornalisti se era intenzione delle Associazioni partecipare al dibattito che si svolgerà nell’ambito dell’iniziativa APIINCONTRA 2004 i Presidenti dei Comitati hanno detto di avere ricevuto una comunicazione personale e non quali rappresentanti dei rispettivi Comitati circa lo svolgimento dell’Iniziativa da parte della Segreteria Organizzativa (MCP Eventi).

Pertanto, di fronte al palese e reiterato tentativo di disconoscere l’esistenza delle Associazioni di quartiere che da anni difendono la qualità della vita dei cittadini dalle attività nocive ed ambientalmente incompatibili presenti, i Presidenti, sentiti gli Associati dei rispettivi Comitati, ritengono di non dover intervenire a titolo personale al dibattito dell’iniziativa Apiincontra 2004.

Non sono le kermesse aziendali o partitiche che legittimano l’esistenza delle associazioni dei cittadini”, hanno aggiunto.

Peraltro i Comitati hanno precisato, come già fatto presente in altre occasioni, che essi tendono ad affrontare tali problematiche su tavoli e in Sedi istituzionali, non potendo tralasciare di evidenziare che con una informazione “ad hoc” costruita si possono esaltare esclusivamente i lati più congeniali ai propri interessi.

Budini e Calcina informano, al contempo che puntualmente saranno allestiti Sabato mattina al centro commerciale Le Ville i tavoli per la Petizione Popolare da inviare al Presidente D’Ambrosio circa il finanziamento dello Studio Epidemiologico sulla popolazione di Falconara e per dire no a qualsiasi altro impianto di produzione di energia da fonti fossili sul territorio di Falconara M.ma.

I suddetti Presidenti, infine, hanno colto l’occasione per rivolgere un cordiale saluto al Dott. Oliviero Beha che nella sua preziosa RADIOACOLORI, a seguito dell’incidente del 25 Agosto 1999, ha interpellato anche i Comitati che rappresentano,. concedendo ad essi ampi spazi

 

12.11.2004 - comunicato stampa

By-pass ferroviario API:
un pasticcio che rischia di costare caro ai cittadini ed al futuro di Falconara!

I Comitati cittadini sono sconcertati dalle dichiarazioni del Comune di Falconara a sostegno del by-pass ferroviario alla raffineria API.

Si pensava che questa ipotesi, inquietante e scellerata, fosse per sempre tramontata dopo che, a seguito dell’incidente dell’ 8 settembre, in una riunione collegiale, Provincia, Regione e Comune di Falconara affermavano di valutare positivamente l’ipotesi di una barriera a difesa della attuale linea ferroviaria adriatica. Soluzione più efficace, rapida ed economica rispetto all’insensato by-pass, da sempre contestato dai Comitati cittadini e da chi ha a cuore questa parte di territorio che da tale opera verrebbe devastato e segnato per sempre.

Sappiamo che il by-pass favorisce soltanto l’API, regalandogli i tre ettari dell’attuale sede ferroviaria posta all’interno delle aree di proprietà della raffineria.

Sappiamo che questa soluzione contrasta con i giusti programmi di un arretramento più deciso della linea ferroviaria adriatica; programmi essenziali per lo sviluppo locale e per la risoluzione del problema delle PM10 che sta mettendo in un’ulteriore crisi ambientale le città costiere.

Ci sono alcune contraddizioni di fondo che, a questo punto, devono essere immediatamente chiarite tra tutti coloro che vogliono uno sviluppo diverso e ambientalmente compatibile per il territorio di Falconara e per quello che risulta essere l’Area ad Alto Rischio.

Infatti non comprendiamo come il Comune di Falconara, il quale ha assunto una posizione condivisibile riguardo ad uno scenario territoriale futuro “bonificato” dalla presenza dell’API si possa battere con tanta convinzione per il by-pass ferroviario che, oggettivamente, favorisce il permanere e l’espansione territoriale degli impianti petroliferi!

Non comprendiamo come mai il Progetto Bohigas, per certi aspetti condivisibile, assuma però come dato di fondo la permanenza della raffineria API ed il by-pass ferroviario quando lo stesso Progetto (ed il collegamento fra la linea Ancona-Bologna e la Orte-Roma) sarebbe realizzabile anche, e meglio, con l’arretramento della linea ferroviaria adriatica fatto progettare dal Presidente Giancarli!

Non comprendiamo, altresì, perché il Dirigente all’Urbanistica del Comune di Falconara giustifica la realizzazione del By-Pass con la necessità di spostare lo scalo merci ferroviario quando tale scalo merci dovrà comunque essere spostato all’interporto di Jesi se tale opera dovrà avere il valore trasportistico elevato che necessita.

Infatti tutti sanno che l’interesse primario di Trenitalia S.p.A. è quello di convogliare parte del traffico merci che intasa la linea ferrata tirrenica verso la linea adriatica, evitando l’odierna e costosa inversione di marcia del nodo di Falconara!

Palesi contraddizioni che ci fanno sorgere dubbi su quali sono gli interessi in gioco!

Quindi su tale questione è ormai tempo di sapere definitivamente che cosa ne pensano tutti gli Amministratori coinvolti:

  • la Provincia di Ancona, che, con grande decisione sostiene il condivisibile progetto di arretramento della ferrovia adriatica da Ancona a Senigallia;

  • l’Assessore ai Trasporti e all’Ambiente Amagliani, che già a suo tempo si manifestò decisamente contrario a questo by-pass ferroviario pro API;

  • il presidente D’Ambrosio che sta avviando il progetto di “riconversione” della raffineria API.

Che senso ha spendere la considerevole somma per il by-pass ferroviario se si sta programmando di riconvertire la raffineria stessa?

Se si sta programmando un arretramento della ferrovia a partire da Senigallia?

Se si può creare una protezione dagli incidenti dell’API erigendo una barriera ad hoc?

Se è possibile collegare la linea ferroviaria Adriatica con quella per Roma in modo più economico e razionale senza spreco di danari?

Qualcuno ce lo dovrà spiegare, prima o poi! Qualcuno deve dare risposte precise a queste domande!

tutto sul by-pass ferroviario

 

08.11.2004 - nuovo incidente in raffineria

(tratto dal Resto del Carlino del 09.11.2004)

Altre fiamme all'api, è allarme
Incidente ieri pomeriggio all'impianto «Topping». Nessun ferito e incendio subito spento.
di Andrea Massaro

FALCONARA - All'Api ormai, la psicosi da incendio sta schizzando alle stelle. Ieri pomeriggio, attorno alle 17, si è verificato l'ennesimo rogo, stavolta nell'impianto «topping». Una vampata di modeste dimensioni, domata quasi subito dai vigili del fuoco che dal 25 ottobre scorso stazionano fissi in raffineria insieme ai carabinieri per controllare su ordine della Procurale operazioni di riavviamento di tutti gli impianti non solo quelli sequestrati dalla magistratura in seguito agli incidenti dell' 8 settembre e del 14 ottobre. Nessun operaio è rimasto ferito e l'incendio è rimasto circoscritto all'impianto. Da quel che si è capito, si è verificato un trafilamento di prodotto ad alta temperatura da una flangia del «topping» che lavora oli pesanti. Il poco prodotto fuoriuscito era nebulizzato, in quanto ad altissima temperatura e si è incendiato a contatto con l'aria. L'incidente di ieri, che ha richiesto l'intervento di vigili del fuoco e carabinieri e che, comunque, non ha avuto un livello di allarme tale da far preoccupare così tanto, è molto simile a quello verificatosi il 14 ottobre scorso quando dal Vacuum 1 fuoriuscì gasolio ad alta temperatura che ben presto prese fuoco. Anche in quell'occasione non vi fu alcun ferito. Ma gli incidenti e gli infortuni alla raffineria di Falconara, sembrano davvero non voler finire più. L'8 settembre si verificò l'incendio più grave nel parco bitume, quello che poi è costato la vita a Sebastiano Parisse e che ha provocato il ferimento di altre tre persone. Dopo il 14 ottobre, un altro operaio, Luciano Marconi è rimasto ustionato, investito da un getto d'acqua bollente nella zona del Vacuum 3. Dopo l'8 settembre, la procura sequestrò il Vacuum I e il Visbreaking. In seguito all'incidente del 14 ottobre venne tolto il diritto d'uso del Vacuum 1. Il 22 ottobre c'è stato il dissequestro dei due impianti e del parco bitume. E il 25 è iniziato il riavviamento degli impianti sotto l'occhio vigile e fisso di carabinieri e vigili del fuoco.

 

07.11.2004 - prosegue il processo sul rogo del 25 agosto 1999

In data 08 Ottobre u.s., si è tenuta un’ulteriore udienza in merito al processo in corso nei confronti dei ritenuti responsabili e degli indagati in merito al gravissimo incidente occorso presso la raffineria Api il 25 Agosto del 1999.

In essa si sono sentiti alcuni testimoni, nonché le relazioni dei periti di parte e di quelli del giudice, in merito alle possibili cause che possono aver determinato l’evento Questi ultimi, con le loro argomentazioni, hanno confutato in modo preciso e dettagliato le risultanze delle perizie di parte, demolendole in gran parte.

La prossima udienza, che si terrà il 12 Novembre con inizio alle ore 10,00 protraendosi per tutta la giornata, sarà dedicata all’audizione degli imputati e, forse, anche di qualche testimone.

La medesima, pertanto, risulta prospettarsi di alto interesse.

 

03.11.2004 - nuovo incidente in raffineria

Un getto d'acqua bollente travolge un operaio della raffineria provocando ustioni di primo e secondo grado sul 40% del corpo, ora è ricoverato in condizioni serie al centro grandi ustionati dell'ospedale "Bufalini" di Cesena. Per fortuna l'acqua bollente non lo ha colpito al volto, infatti grazie ai pronti riflessi, l'operaio ha alzato la testa e l'acqua lo ha quindi colpito al petto, ad un braccio e sulla parte superiore delle cosce. Gli abiti da lavoro, inoltre, hanno limitato la pericolosità delle bruciature.

L'infortunio sul lavoro è avvenuto Martedì mattina, tra le 10 e le 10:30, l'operaio si trovava nel settore “Vacuum 3” della Raffineria, doveva effettuare dei controlli su un accumulatore di acqua. Per effettuare la lavorazione avrebbe utilizzato una scala in modo da salire fino alla sommità della colonna e verificare il livello dell'acqua.

Ancora da chiarire le cause che hanno prodotto il grosso spruzzo di acqua ad una temperatura elevatissima.

  

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