ATTUALITA' OTTOBRE 2004
 

28.10.2004 - il mare restituisce ancora bitume

Nell’ambito dell’attività di vigilanza e tutela ambientale dell’Associazione Comitato quartiere Villanova da alcuni giorni è stato rilevato che scaglie di bitume della grandezza variabile da pochi centimetri a 30 cm. circa spiaggiano sul litorale di Villanova-Falconara M.ma.

Le scaglie di bitume sono trasportate dal movimento ondoso del mare.

La scrivente Associazione ha effettuato fotografie, documentato in video e raccolto la disponibilità testimoniale dei frequentatori della spiaggia.

Inoltre è stato avvertito in data odierna il Servizio Acque dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche.

Infine, segnaliamo che sulla scogliera che confina con la proprietà API sono presenti chiazze di bitume solidificato verosimilmente riversato dalla forza del moto ondoso del mare.

 

27.10.2004 - COMUNICATO STAMPA

Ricusato l’invito di Rifondazione Comunista!

 In merito all’invito pervenuto alle Associazioni, ai Comitati e ai Centri Sociali da parte di Rifondazione Comunista per l’iniziativa pubblica del 29 Ottobre p.v. circa l’argomento raffineria API, le medesime informano gli Organi di Informazione e la cittadinanza che non intendono partecipare per i seguenti motivi.

Le Associazioni i Comitati ed i Centri Sociali suddetti:

  1. prediligono gli incontri istituzionali diretti e non intendono interloquire con gli Amministratori attraverso il Partito al quale appartengono;

  2. non concordano assolutamente con le scelte politiche adottate in merito alla questione API dall’Assessore all’Ambiente della Regione Marche e sostenute da Rifondazione Comunista;

  3. sono indignate e non sono più disposte a tollerare accuse infamanti come quella di “sciacallaggio” – apparsa sulle pagine dell’Organo d’informazione comunale del Partito di R.C. – rivolte a tutti coloro che non condividono e, con diritto, criticano le suddette scelte politiche in merito al problema API adottate dalla Regione Marche e, dunque anche dal suo Assessore all’Ambiente.

Associazione Città Viva – Falconara
Associazione Comitato quartiere Fiumesino – Falconara
Associazione Comitato quartiere Villanova – Falconara
Associazione Pescatori Sportivi – Falconara
Associazione Pionieri Rocca Mare – Falconara
Centro Sociale Autogestito Kontatto – Falconara
Circolo il Martin Pescatore – Legambiente – Falconara
Circolo Marinaro dell’Adriatico – Falconara
Comitato cittadino 25 Agosto – Falconara
Il Facocero – Falconara
Il Falco Azzurro – Falconara
Lega Antivivisezione – Falconara
Medicina Democratica – Falconara
Scuola di politica di donne “Lenor de Fonseca”

 

21.10.2004 - sversa ieri, sversa oggi ...  sversa domani?

Il documento che proponiamo è tratto dal Piano di Caratterizzazione (1ª fase) che API raffineria di Ancona S.p.A. è obbligata a redigere in base a quanto disposto dall’allegato A del Decreto del Ministero dell’Ambiente n° 471/99 che detta le norme in materia di bonifica dei siti inquinati. Il documento è stato preparato dalla Società PIANIMPIANTI / HIM (Corso Magenta n. 27, Milano) e reca la data del 10 Luglio 2001.

Un capitolo di tale Piano, a pag. 30, è intitolato “Breve sintesi di eventi di spandimenti, interramento rifiuti”.

Leggendo l’elenco va sottolineato che su 49 spandimenti indicati dall’API in 11 anni (che salgono a 54 con quelli del 2003 e 2004):

  • ben 22 non hanno quantificazione del prodotto interessato;

  • uno viene quantificato con un generico “modesto”,

  • uno viene quantificato con un generico “pochi litri”,

  • due vengono quantificati indicando i mq di area interessata,

  • uno è quantificato con la diminuzione del livello del serbatoio ma non se ne indicano i mc!

Viene da chiedersi come non è possibile quantificare allorquando gli sversamenti interessano in primo luogo serbatoi o autocisterne dove dovrebbero esserci livelli di misura o contatori.

Evento Classifi-
cazione
Anno
evento
Prodotto Quantità Luogo evento Area
Spandimento benzina da Tk 47 II 06/00 2000 benzina 78 mc dietro Torri Hamon P
Spandimento bitume Tk 171 – 174 II 11/00 2000 bitume   canaletta dei serbatoi e la pipe-way interna al bacino di contenimento NP immediata bonifica
Spandimento MTBE radice pontile IO 08/00 2000 MTBE   radice pontile P
Incendio area SIF II 23/99 1999 benzina 48 mc SIF P
Spandimento prodotto sala pompe terminale NA 01/99 1999 S.R. BTZ ex Tk 54 Area interessata70 mq circa sala pompe terminale P
Spandimento prodotto bacino Tk 251 NA 03/99 1999 bitume Area interessata 15 mq bacino Tk 251 P
Spandimento OCD Sala C NA 26/99 1999 OCD ATZ   sala pompe C P
Spandimento prodotto Sala C NA 15/98 1998 OCD   sala pompe C P
Spandimento prodotto U 1850 NA 18/98 1998 gasolio   Thermal Cracking P
Spandimento da scambiatore Vacuum 1 NA 34/98 1998 OC   Vacuum 1 P
Fuoriuscita prodotto Tk 49 NA 43/98 1998 benzina   Tk 49 NP
Spandimento greggio bacino Tk 61 NA 06/97 1997 ?   Tk 61 P
Spandimento radice pontile tubo 8 NA 07/97 1997 OC   radice pontile P
Inquinamento bacino Tk 48 NA 34/97 1997 ?   Tk 48 NP
Spandimento prodotto Tk 228 NA 3/96 15/3/96 BTZ (? Bitume?)   SIF NP
Spandimento benzina NA 16/95 5/12/95 benzina super Diminuzione livello Tk 209: 50,3 bacino Tk 232 NP
Spandimento greggio NA 10/95 14/9/95 grezzo modesta presso torcia GPL NP
Spandimento bitume NA 12/95 10/10/95 bitume   bacino Tk 167 NP

Traboccamento Tk 251

NA 9/95 13/9/95 bitume 500 l Tk 251 P

Spandimento gasolio Tk 41

NA 6/95 8/8/95 gasolio 10 mc Tk 41 NP
Spandimento benzina NA 3/95 30/6/95 benzina pochi litri Tk 229 NP
Tracimazione Tk 148 NA 17/94 24/11/94 residuo primario Topping 10 mc Tk 148 NP
Spandimento HC (hot oil) NA 14/94 19/11/94 hot oil   limiti batteria Vacuum 3 P
Spandimento di OC NA 13/94 15/11/94 fuel oil 300/400 l presso gruppo spinta F.O. agli impianti P
Spandimento di OC NA 1/94 11/1/94 OC 2 mc pressi Vacuum 3 P
Spandimento di OCD NA 14/93 2/11/93 OCD   bacino Tk 41 NP
Spandimento di OCD  inquinamento Tk 402 NA 6/93 5/6/93 OCD 100 l Tk 402 P
Rottura pompa P4313 trasferimento benzina con spandimento NA 4/93 16/4/93 benzina 200 l zona terminale a terra P
Rottura pompa P4313 trasferimento benzina con spandimento NA 4/93 22/4/93 benzina 200 l zona terminale a terra P
Spandimento benzina Tk 227 NA 2/93 19/3/93 benzina ecologica 12 mc (?) Tk 227 NP
Spandimento di benzina NA 1/93 23/3/93 benzina super   linea di mandata Deposito Nazionale NP
Ribaltamento rimorchio carico gasolio NA 11/92 31/7/92 gasolio autotrazione   piazzale di fronte alla portineria P
Spandimento benzina tracimazione autobotte NA 8/92 27/5/92 benzina agricola 100/150 l SIF P
Tracimazione Tk 214 NA 7/92 26/5/92 benzina 2.000 l Tk 214 NP
Spandimento di grezzo all’interno del bacino del Tk 50 NA 6/92 19/5/92 grezzo 120 mc bacino Tk 50 NP
Spandimento bitume da una bandiera di carico NA 5/92 7/5/92 bitume 800 l carico bitume P
Spandimento idrocarburi NA 15/91 4/12/91 benzina super 250 l Deposito Nazionale P
Tk 59 – fuoriuscita di grezzo sul tetto NA 13/91 27/11/91 grezzo   Tk 59 P
Traboccamento Tk 144 NA 14/91 30/11/91 bitume 600/800 l Tk 144 NP
Spandimento gasolio Tk 218 NA 9/91 30/7/91 gasolio 5 mc Tk 218 NP
Traboccamento Tk 144 NA 6/91 14/5/91 bitume 9 mc Tk 144 NP
Inquinamento fosso Caserme IO 3/93 17/3/93 olio   fosso caserme da verificare
Spandimento di HC Liquidi IO 2/93 8/3/93 gasolio pesante 44 mc bacino Tk 146 NP
Spandimento prodotto NA 9/90 10/9/90 benzina   piste di carico pozzetto terminale P
Upset operativo del 15/6/90 NA 22 15/6/90 bitume 130 mc Tk 152 da verificare
Fuoriuscita di carburante da Tk 41 NA 6/89 5/7/89 benzina super   Tk 41 NP
Spandimento di idrocarburi da Tk 47 NA 8/89 3/8/89 benzina super   Tk 47 da verificare
Traboccamento Tk 145 NA 11/91 14/8/91 bitume 300/400 l Tk 145 da verificare
Spandimento di idrocarburi liquidi NA 4/89 5/3/89 residuo primario BTZ   Tk 48 da verificare
Spandimento di HC liquidi NA 1/89 14/1/89 benzina circa 1 mc all’altezza del Tk 40 da verificare

 

Legenda:  
1 mc di prodotto  1.000 litri = ~ 1 Tonnellata
Tk serbatoio
P area pavimentata
NP area con ghiaia o terra (non pavimentata)
MTBE additivo della benzina verde
SIF zona deposito non soggetta ad imposta fiscale
OCD ATZ Olio Combustibile Denso ad Alto Tenore di Zolfo
OCD BTZ Olio Combustibile Denso a Basso Tenore di Zolfo
GREZZO Petrolio non raffinato

A questi sversamenti aggiungiamo i seguenti (perlomeno quelli dei quali si è venuti a conoscenza) verificatisi in mare negli ultimi tempi.

Quelli segnalati con asterisco sono avvenuti successivamente all’entrata in vigore del Protocollo di Intesa siglato tra Regione Marche e raffineria API ed al rinnovo della concessione alla raffinazione da parte della Regione Marche.

31/3/2003 : rottura di una manichetta con fuoriuscita di gasolio in mare nel corso del caricamento della petroliera COSMO in testa al pontile API. La stima della quantità di gasolio sversato è di meno di 50 litri per la raffineria API, mentre per i Vigili del Fuoco è dell’ordine di 200-250 litri!

15/7/2003 *: sversamento di petrolio grezzo tipo HEAVY in mare presso la monoboa API sita a 8 miglia dalla costa durante lo stacco di due manichette. La Capitaneria di Porto che segnala l’estensione dello dello spandimento per circa 2 miglia di mare dapprima quantifica il grezzo sversato in circa 400-500 litri e successivamente in 300-400 litri.

29/8/2003 *: perdita in mare di circa 10 litri di gasolio per fessurazione da corrosione passante di una tubazione di carico al pontile (Relazione dell’Ing. Tagliaventi del Servizio Impiantistica della Regione Marche)

14/10/2003 *: ore 22,55 circa - sversamento di petrolio grezzo durante le operazioni di discarica dalla petroliera Lucky Lady presso la monoboa API sita a 8 miglia dalla costa. E’ avvenuto un cedimento di una manichetta con conseguente infiltrazione di grezzo. Lo sversamento di grezzo è stato stimato dalla Capitaneria di Porto in circa 12 litri !!!! [ndr.: Riteniamo che se questa è l’effettiva quantità di prodotto sversato le ricerche in mare coordinate dalla Capitaneria di Porto terminate alle 13,00 del giorno dopo, il campionamento in mare effettuato dall’ARPAM il giorno 15/10/03 e la bonifica effettuata dal mezzo antinquinamento Grecale dell’API sempre il giorno 15 abbiano prodotto un inquinamento superiore a quello causato dai 12 litri di petrolio grezzo finiti in mare...].

10/5/2004 *: sversamento in mare di quantità imprecisata di prodotti idrocarburici provenienti dal fosso Castellaraccia che attraversa la raffineria API a ridosso dei serbatoi di stoccaggio di gasolio ed Olio combustibile BTZ.

8/9/2004 *: sversamento di bitume in mare e spiaggiamento lungo la costa da Falconara/Rocca mare a Torrette di Ancona in seguito all’incendio presso il carico del bitume della raffineria API.

 

19.10.2004 - comunicato stampa

RAFFINERIA API:
PRESSIONE INDEBITA NEI CONFRONTI DELLA MAGISTRATURA.

Il Vicedirettore dell’API, Ing. Cleri, di recente ha affermato che: << (…) è ovvio che se non riusciamo a rientrare nella disponibilità degli impianti si va verso il blocco della produzione (…)>>. Siamo in presenza dell’ennesima condizione posta dalla dirigenza API di fronte alle necessità della Magistratura o delle Amministrazioni a svolgere tutte le azioni necessarie per la tutela della sicurezza, dell’ambiente e dei diritti dell’uomo.

Le affermazioni dell’Ing. Cleri sono una pressione indebita e gravissima nei confronti della Magistratura la quale, di fronte a possibili responsabilità degli stessi dirigenti dell’API, non poteva che adottare, secondo il nostro modesto avviso, il provvedimento di sequestro.

Il nocciolo della questione è capire l’obiettivo reale della Dirigenza API: a nostro avviso il suo scopo non è la salvaguardia dei posti di lavoro bensì la salvaguardia dei propri livelli di utili anche in presenza e nella necessità di accertamenti giudiziari circa le eventuali responsabilità nei due incidenti dell’8 Settembre e del 14 Ottobre.

Per perseguire tale scopo viene usato lo “spauracchio” della perdita dei posti di lavoro !

Questo, secondo noi, è un comportamento inaccettabile e ci rammarichiamo che ancora una volta i Sindacati dei lavoratori non prendano posizione contro tale logica, ma, anzi “suonino la grancassa” aziendale sul pericolo occupazionale connesso al sequestro degli impianti.

COME SI SMONTA LA LOGICA SEQUESTRO/CASSA INTEGRAZIONE

In primo luogo va rilevato che il sequestro da parte della Magistratura ha una durata limitata nel tempo, in dipendenza delle indagini.

L’API afferma che, permanendo il sequestro degli impianti, ha scorte di scarti del petrolio (tar) per dieci/quindici giorni. Poi non ci sarebbe più combustibile per la centrale elettrica IGCC.

Ma la centrale elettrica IGCC marcia anche a gasolio!

Lo avrebbero affermato ieri, ai quotidiani, i Dirigenti dell’API, ma soprattutto è scritto nella Relazione di “Prima Analisi di funzionamento ed affidabilità dell’impianto IGCC di Falconara M.ma” redatta dalla Commissione Super Partes nominata dal Ministero dell’Ambiente, laddove la Commissione ha analizzato i malfunzionamenti emersi (paragrafo 2.4.1 – pag. 16).

La produzione di gasolio non è inficiata dal sequestro della Magistratura!

Infatti pur essendo sotto sequestro il Vacuum 1 ed il Visbreacking il gasolio viene distillato dall’impianto Topping!

Ed inoltre ci sono le quantità di gasolio stoccate nei serbatoi.

Il problema è che i Sindacati dei lavoratori devono decidersi se difendere i lavoratori e avanzare una richiesta simile oppure continuare ad appoggiare le tesi aziendali.

Le ultime dichiarazioni provenienti da fonti sindacali ci fanno preoccupare moltissimo per la confusione che ingenerano nella cittadinanza.

Infatti è stato dichiarato: «Se per allora la situazione non si sarà sbloccata – riferisce Daniele Paolinelli della Cisl – l’azienda potrebbe decidere di ridurre il numero di addetti, non ci sarebbe lavoro per tutti con la manutenzione in dirittura d’arrivo ed l’Igcc a corto di scorte».

Nel caso specifico, a nostro modo di vedere, tirare in ballo la manutenzione è semplicemente fuorviante poiché non si è mai sentito da nessuna parte che le operazioni delle manutenzioni in raffineria possono determinare una riduzione, seppur momentanea, dell’occupazione!

E LA REGIONE CHE COSA DICE ?

Ci dica qual è la forza del formidabile Protocollo di Intesa stipulato con l’API quando quest’ultima, messa alle strette dalle sue stesse responsabilità in termini di sicurezza, decide di giocare duro con l’argomentazione dei licenziamenti o della cassa integrazione!

Siamo sicuri che Regione Marche e raffineria API si risiederanno di fronte ad un tavolo e di fronte allo stesso Protocollo di Intesa, per verificarlo ...

... MA SOLTANTO DOPO CHE L’API AVRA’ OPPORTUNAMENTE SPAVENTATO ED IMPAURITO LAVORATORI, CITTADINANZA, AMMINISTRATORI ED AUTORITA’ CON IL PAVENTATO BLOCCO DELLA PRODUZIONE E DELL'OCCUPAZIONE !

 

16.10.2004 - principio di incendio 14 ottobre 2004

GoMarche quotidiano telematico (Venerdi 15.10.2004)

MORUZZI: "STOP ALLA RAFFINERIA DI FALCONARA"

Moruzzi: " L'Api non può continuare a funzionare, il protocollo d'intesa è caduto nel ridicolo".

ANCONA – Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata alla stampa dal Capo Gruppo Verdi Consiglio Regionale delle Marche Marco Moruzzi riguardo alla raffineria Api di Falconara Marittima. “L'ultimo incidente occorso alla raffineria API è la conferma che non ci sono le condizioni perché l'impianto continui a funzionare. Bisogna immediatamente porre fine a questi stillicidio di incidenti. La raffineria si dimostra incapace di garantire la sicurezza e la Pubblica Amministrazione non può limitarsi a dire che eseguirà i controlli. Il Protocollo d'intesa, siglato tra Api, Regione e Provincia di Ancona, che certificava standard di sicurezza superiori a quelli previsti dalla legge, è caduto nel ridicolo. L'unica prospettiva che va coltivata è quella della riconversione produttiva e l'immediata revoca della concessione ventennale"

 

16.10.2004 - comunicato stampa

I FATTI INCONTESTABILI RIPROPOSTI
DALL’INCIDENTE DEL 14/10 ALLA RAFFINERIA API!

Con queste poche righe evitiamo chiacchiere inutili e ci basiamo su fatti e documenti.

L’incidente del 14 Ottobre è un incidente che, sia se fosse stato classificato di Categoria 1 sia che fosse stato classificato di Categoria 2, prevedeva comunque il PREALLARME del Comune di Falconara.
Questo aspetto chiaramente codificato nel Piano di Emergenza Esterno (PEE) non è stato attivato tempestivamente, ancora una volta, dalla raffineria API
. Gli Amministratori del Comune di Falconara hanno confermato che: l’Api ha avvisato il Comune alle 21:15, con un ritardo giudicato inaccettabile.
E lo crediamo bene: i cittadini hanno avvisato l’ignaro addetto reperibile del Centro Emergenze del Comune alle 21:05 !
Sembra proprio che il preallarme del Comune di Falconara sia diventato un “optional” invece che un obbligo prescritto dalle rigorose procedure dei Piani di Emergenza predisposti dalla Prefettura
.

Già, il Prefetto.
Saremo schietti: il Prefetto non lo capiamo e ci sconcerta sia per il fatto che non dice nulla sul ritardo con cui è stata informata l’Amministrazione Comunale di Falconara, sia perché, visti questi reiterati ritardi di prescritte informazioni, non ha, invece, sostenuto anch’egli la necessità di un telefono dedicato per le emergenze tra raffineria e Comune di Falconara (come dichiarato dal Sig. Sindaco anche nel penultimo Consiglio Comunale). Infine, per non aver rivolto nemmeno un pensiero nei confronti dei cittadini – soprattutto quelli che vivono ai margini dello stabilimento – i quali, a digiuno di qualsiasi notizia, erano in strada presi dalla paura, dall’angoscia e dall’ansietà di sapere. Il Prefetto, invece, si è affrettato a rilasciare dichiarazioni circa la presunta sopravvalutazione dell’allarme.
Significa forse che Preallarmare Trenitalia e bloccare il transito dei treni (provvedimento che rientra nella tipologia dell’allarme di Categoria 2) sia stato dovuto ad una valutazione errata del pericolo ?
Piani di Emergenza alla mano, se la raffineria API ha allarmato i Vigili del Fuoco ciò significa che in raffineria non erano assolutamente sicuri che le squadre interne riuscissero a tenere sotto controllo l’evento !
E’ una logica stringente e necessaria su cui sono stati costruiti i Piani di Emergenza.
Il precedente Prefetto di Ancona, Dr. D’Acunto, espresse chiaramente la logica che era necessaria perseguire dopo il tragico incidente del 25 Agosto 1999: “Occorre ipotizzare procedure che riducano quasi a zero i margini di valutazione discrezionale da parte della Raffineria (…)” !
Che ne pensa il Prefetto Maninchedda ?
Noi abbiamo apprezzato questa impostazione del Dr. D’Acunto!

Non possiamo tralasciare, infine, di considerare sconcertanti ed irriguardose le dichiarazioni, o meglio, le lamentele dell’Amministratore Delegato della Società API riguardo alla tensione esterna e le presunte strumentalizzazioni. Come se la responsabilità del verificarsi degli incidenti rischiosi e rivelatisi, purtroppo, anche mortali, debba ricadere non sullo stato degli impianti ma sulle legittime segnalazioni e richieste di amministratori e cittadini !
L’API è una raffineria che dopo la tragedia del 25 Agosto 1999 avrebbe dovuto garantire più elevati livelli di sicurezza
.

Al contrario
:

  1. la nuova centrale, nel Novembre del 2001, ha registrato un incidente con gravi ustioni di un lavoratore, a causa della “inadeguatezza del materiale impiegato nel sistema di alimentazione dell'ossigeno” come dichiarato dalla Commissione Super Partes nominata da Ministero dell’Ambiente!

  2. Tra il 31 Marzo 2003 e il 10 Maggio 2004 ci sono stati 5 (cinque) sversamenti di prodotti petroliferi in mare.

  3. Soltanto nel 2004 ci sono stati già 3 (tre) incidenti: alle 15,50 del 10 Aprile, l’8 Settembre e quello del 14 Ottobre.

Non si può pertanto evitare che, umanamente parlando, che ci sia tensione all’esterno della raffineria API: è la tensione della paura !
E’ la tensione determinata dalla capacità e dalla necessità di guardare agli eventi senza farsi fuorviare dalle parole fumose della dirigenza API, delle Autorità e di Amministratori.
E gli incidenti di questo ultimo mese ci dicono inequivocabilmente che essi sono accaduti in un’area produttiva e di stoccaggio ritenuta tra le meno pericolose della raffineria proprio per la caratteristica dei prodotti lavorati e stoccati.
Eppure in questa area sono avvenuti due incidenti di cui uno ha provocato la morte di un lavoratore, il ferimento di altri tre nonché lo sversamento di una considerevole quantità di bitume che ha contaminato un fosso demaniale, il fondale marino e le nostre spiagge per una fascia di sei chilometri, da Falconara/Rocca mare fino a Torrette di Ancona.

SARANNO LA TENSIONE ESTERNA E LE STRUMENTALIZZAZIONI O SARÀ UNA QUESTIONE DI MANUTENZIONI DEGLI IMPIANTI E DI INAFFIDABILITÀ DELLA DIRIGENZA DELL’API?

 

15.10.2004 - ore 15:00 aggiornamento INCIDENTE IN RAFFINERIA ?

Resto del Carlino online

FALCONARA MARITTIMA (ANCONA), 15 OTTOBRE - Paura alla Raffineria Api di Falconara. Un principio di incendio si è sviluppato in uno degli impianti già posti sotto sequestro ma con diritto d' uso, dopo il rogo con un morto e tre feriti dell' 8 settembre scorso.

Le fiamme, hanno spiegato stamani in una conferenza stampa con sopralluogo l'amministratore delegato Franco Brunetti e il vice direttore dello stabilimento Vincenzo Cleri, sarebbero state scatenate da una fuoriuscita di gasolio da una giuntura che collega uno scambiatore di flangia alla tubazione sottostante nell'impianto di distillazione Vacuum I. Un impianto dove si distilla fondo di greggio per produrre gasolio, mentre i residui vengono utilizzati per alimentare la turbina della centrale di cogenerazione Igcc, e quel che resta finisce nella zona bitumi. La stessa, questa, dove poco più di un mese fa un serbatoio carico di bitume è esploso travolgendo il camionista Sebastiano Parisse (morto sul colpo) e tre suoi colleghi, rimasti feriti in modo più o meno grave.

L'area del Vacuum I, che si estende per circa tre-quattro metri quadrati, sorge a un centinaio di metri dall'area bitumi, da cui la separa un muro, e a soli 60 metri dalla linea ferroviaria. Secondo i vertici della Raffineria, il principio di incendio è avvenuto per autoinnesco durante un'operazione di pulizia dei filtri, che si fa con il gasolio: la modesta quantità di gasolio nebulizzato sversata dall'unione di accoppiamento flangiato, a temperatura molto alta, ha preso fuoco a contatto con l' aria.
Immediatamente è intervenuta la squadra anticendi interna, e sono stati avvisati i vigili del fuoco di Ancona, intervenuti con le loro squadre, la Prefettura e il Comune di Falconara.

Nell'arco di 25 minuti circa l'incendio è stato spento, senza feriti ne' intossicati. Per Brunetti e Cleri si è trattato di un incidente di portata limitata, che in via cautelativa è stato però classificato di categoria 2.
Su ordine della procura di Ancona, che sta già indagando sul disastro dell'8 settembre scorso (e sul precedente rogo che nel 1999 causò la morte di due operai) la polizia giudiziaria ha posto sotto sequestro totale il Vacuum I. Due incendi in un mese ripropongono il problema della sicurezza del petrolchimico, hanno chiesto i giornalisti a Brunetti: ''effettivamente ci creano grande preoccupazione - ha risposto l'ad - e ci pongono domande su cosa va fatto per evitare che queste cose succedano''.

 

15.10.2004 - ore 14:45 aggiornamento INCIDENTE IN RAFFINERIA ?

Ad una troupe della tv commerciale TVRS che si è recata esternamente alla raffineria API di Falconara per registrare un servizio sull’incidente di ieri sera (14 Ottobre 04) è stato impedito di effettuare videoriprese che contenessero inquadrature degli impianti della raffineria.

E’ quanto comunicato dalla giornalista di TVRS ad alcuni associati dei Comitati.

La giornalista ha specificato che a vietare la videoripresa, seppur effettuata dall’esterno della proprietà API, sono stati i militari dell’Esercito Italiano che pattugliano la zona attorno alla raffineria API.

A tale proposito ricordiamo che episodi analoghi sono stati registrati nei confronti di semplici residenti che frequentano la spiaggia a sud dei confini della raffineria API e nei confronti di residenti e cittadini falconaresi che, in seguito allo spiaggiamento di bitume determinato dall’incendio dell’8 Settembre scorso, si erano recati nella medesima spiaggia per prendere visione e documentare con foto e video il bitume riversato sulla spiaggia.

Denunciamo con preoccupazione un inspiegabile e pesante clima di limitazione del diritto all’informazione e alla libera circolazione in spazi pubblici instauratosi immediatamente dopo l’incidente dell’8 Settembre 2004 e, in particolare, dopo che i Comitati ed il consigliere Moruzzi hanno “sorpreso” i sommozzatori che, per conto dell’API, asportavano senza autorizzazione bitume riversatosi dal fosso Rigatta in mare.

Il controllo e la sorveglianza da parte dell’Esercito contro eventuali atti criminali sono ben altra cosa e le Autorità preposte farebbero bene ad impartire disposizioni precise ai militari in servizio poiché l’episodio verificatosi in data odierna nei confronti dei giornalisti di TVRS e quelli dei giorni scorsi nei confronti di semplici cittadini non possono trovare giustificazione alcuna con la vigilanza preventiva contro la criminalità terrorista.

P.S. - durante il TG3 Marche delle ore 14:00 sono ben evidenti immagini interne della raffineria, e non sono immagini di repertorio, in quanto è presente l'ing. Cleri che spiega alla giornalista tutti i particolari dell'incidente nel punto stesso dell'incidente

 

14.10.2004 - ore 22:20 aggiornamento INCIDENTE IN RAFFINERIA ?

Resto del Carlino online

Principio di incendio alla raffineria Api

Ancona, 14 ottobre 2004 - Un principio di incendio e' stato segnalato poco prima delle 21 nell'area della raffineria Api di Falconara. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e un'automedica e un'ambulanza della Croce Gialla. La situazione è stata messa sotto controllo in meno di un'ora. Lo si apprende da fonti dei vigili del fuoco: le pattuglie inviate sul posto sono poi state impegnate nelle operazioni di raffreddamento della parte di impianto interessata dal fuoco.

Ad ogni conto era stato attivato il piano di emergenza esterna, che prevede, tra l'altro il blocco della circolazione stradale e ferroviaria. Nessuna sospensione invece per l'attività aeroportuale dello scalo ''Raffaello Sanzio'' di Falconara Marittima.

Il petrolchimico falconarese era stato teatro di un rogo l'8 settembre scorso, in cui aveva perso la vita un camionista. E nell'agosto del 1999 due operai erano morti in un altro incidente nell'area della raffineria.

 

14.10.2004 - ore 22:05 aggiornamento INCIDENTE IN RAFFINERIA ?

Il traffico ferroviario, che erroneamente credevano non fosse stato interrotto, almeno dalle 21:55 è stato ripristinato in quanto è transitato un treno.
 

14.10.2004 - ore 22:00 aggiornamento INCIDENTE IN RAFFINERIA ?

I Comitati osservano che gli impianti da alcuni giorni sono fermi per manutenzione, ma allo stesso tempo si avvertivano ormai da giorni forti odori di idrocarburi, in particolare è stata osservata una fiamma molto alta per tutto il pomeriggio di martedì.

Mercoledì pomeriggio è stato avvertito un intenso odore tipo di trielina, è stata fatta una segnalazione di tale fatto alla Procura della Repubblica di Ancona, alla Regione Marche, al Prefetto, al Comune di Falconara, all'ARPA Marche, al NOE dei Carabinieri 

 

14.10.2004 - ore 21:45 aggiornamento INCIDENTE IN RAFFINERIA ?

corriere della sera online

14 ott 21:21 Ancona: principio incendio raffineria Api Falconara

ANCONA - Poco prima delle 21 un principio di incendio e' stato segnalato nella zona della raffineria Api di Falconara. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e un'automedica e un'ambulanza della Croce Gialla.Bloccato il traffico ferroviario da Ancona diretto verso nord e proveniente da nord verso il capoluogo marchigiano. (Agr)

repubblica online

Ancona, 21:29 Principio incendio raffineria Api Falconara, treni bloccati

Intorno alle 21 si è sviluppato un principio di incendio nell'area della raffineria Api di Falconara. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e un'automedica e un'ambulanza della Croce Gialla. Bloccato il traffico ferroviario da Ancona diretto verso nord e proveniente da nord verso il capoluogo marchigiano.

 

14.10.2004 - ore 21:40 aggiornamento INCIDENTE IN RAFFINERIA ?

Alle 21:05 abbiamo chiamato il numero del Centro Emergenza di Falconara e loro erano all'oscuro di tutto tanto che hanno preso la segnalazione da noi.

Intorno alle 21:30 è stato visto il Sindaco, accompagnato dal Comandante dei Vigili Urbani, entrare in raffineria.

 

14.10.2004 - ore 21:15  INCIDENTE IN RAFFINERIA ?

I Vigili del Fuoco all'opera in raffineria, con gli idranti stanno raffreddando, forse, una colonna di distillazione (?) posta rispetto al serbatoio dell'acqua circa 50 metri a sud (direzione Falconara)

Non sono visibili fiamme ma c'è molto fumo o vapore.

E' stata avvistata una ambulanza all'ingresso.

Non è stato dato nessun allarme, il traffico viario non è stato interrotto e crediamo neanche quello ferroviario e aereo.

 

08.10.2004 - Regione, Provincia e Comune: studio di riconversione dell'API

(ASCA) Accordo raggiunto per lo studio di riconversione dell'Api

Ancona, 8 ott - Convocati dall'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani hanno partecipato all' incontro per concordare obiettivi generali, impostazione e modalità dello studio per la riconversione strategica dello stabilimento API Patrizia Casagrande, assessore all'ambiente della Provincia di Ancona, gli assessori Api e Scortichini del Comune di Falconara Marittima ed i rispettivi tecnici. Lo studio per lo schema di sviluppo strategico dell'area, alternativo agli attuali assetti economico-territoriali, partirà in tempi brevissimi, e' pienamente condiviso tra le tre istituzioni, rispetta e concretizza le indicazioni del Consiglio regionale, nonché quelle dell'accordo intervenuto pochi giorni fa e siglato dai presidenti D'Ambrosio e Giancarli, dal sindaco Carletti e dallo stesso assessore Amagliani. Si conferma quindi l' ipotesi della incompatibilità degli attuali assetti della raffineria con il territorio circostante, con le strategie di sviluppo e di organizzazione del territorio previste dagli strumenti della programmazione regionale, provinciale e comunale; si mette al centro dello scenario da costruire il mantenimento della coesione sociale, dell'occupazione e del lavoro qualificato nell'area; si cercheranno indirizzi di riconversione produttiva ed economica, che valorizzino una delle aree strategiche per l'intera regione dopo i necessari interventi di bonifica e di risanamento ambientale; non verranno trascurati scenari sostenibili di valorizzazione energetica in quanto coerenti con le opzioni strategiche assunte dalla Giunta regionale nel piano energetico ambientale, attualmente in fase di consultazione. Si avvia quindi una fase nuova ed assai impegnativa per le istituzioni e gli amministratori regionali e locali, che valuteranno con grande attenzione le proposte imminenti dell'azienda in materia di strategia quinquennale di sviluppo industriale secondo quanto concordato nel Protocollo d'intesa; si avvia intanto in sede tecnico-amministrativa la ricerca condivisa di un gruppo di esperti di forte profilo professionale e di alto livello di esperienza in materia di strategie dello sviluppo locale e di riconversione economico-industriale di aziende e di aree centrali nei contesti regionali. Lavoro, innovazione, ambiente, energia, redditività, piena compatibilità territoriale sono i principali fattori costitutivi dell'accordo istituzionale riconfermato tra le parti e portato ad una fase piu' avanzata di concretezza dall'assessore Amagliani.

(Adnkronos)  Al via studio per riconversione stabilimento Api

Ancona, 8 ott.  - Lo studio per la riconversione strategica dell'area dello stabilimento Api di Falconara Marittima (An) partirà in tempi brevissimi. E' quanto emerso dall'incontro che si e' svolto oggi nella sede della Regione Marche ad Ancona, tra gli l'assessori all'Ambiente della Regione Marche, Marco Amagliani, della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande, del Comune di Falconara Marittima, Giancarlo Scortichini e l'assessore all'Urbanistica del Comune di Falconara Marittima, Fausto Api, per concordare obiettivi generali, impostazione e modalità dello studio.

 

05.10.2004 - comunicato stampa

Associazione Città Viva

Associazione Comitato quartiere Fiumesino

Associazione Comitato quartiere Villanova

Associazione Pescatori Sportivi

Circolo Marinaro dell’Adriatico

Circolo il Martin Pescatore - Legambiente

Comitato cittadino 25 Agosto - Falconara

Il Facocero

Il Falco Azzurro

Medicina Democratica Falconara

WWF Falconara

Associazione Pionieri Rocca Mare

Lega AntiVivisezione  Falconara

C.S.A. Kontatto - Falconara

Scuola di politica di donne “Lenor De Fonseca”

 

Petizione Popolare per l’approfondimento dello Studio
sullo stato di salute della popolazione di Falconara e per scongiurare
 aggravi alla situazione ambientale sul territorio di Falconara:
siamo arrivati a 1.500 firme. Si prosegue.
 

Con le 288 firme raccolte in appena due ore di presenza dei tavoli al consueto mercato del Lunedì a Falconara M.ma, la Petizione Popolare promossa da quindici Associazioni di volontariato operanti sul territorio di Falconara ha toccato le 1.500 adesioni!

I promotori della Petizione ritengono che sia necessario proseguire nella ricerca e raccolta delle adesioni dei cittadini poiché, in queste settimane di contatto diretto, è risultata evidente la scarsa informazione sull’esistenza ed i contenuti del Rapporto di Fattibilità dello Studio redatto dal dr. Andrea Micheli,. Responsabile dell’Unità Operativa di Epidemiologia Descrittiva dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, laddove la relazione sottolinea che << … I dati analizzati mostrano come l’aumento nel periodo (n.d.r. 1980-2000) dei tassi di mortalità per tumori del sistema emolinfopoietico e leucemie a Falconara Marittima possa essere un segnale di un rischio in eccesso rispetto all’attesa… >>.

I Comitati e le Associazioni stanno cercando con tutte le loro forze di coprire un grave deficit di informazione della popolazione la cui responsabilità grava soprattutto sulla Regione Marche sul cui sito web, a distanza di sette mesi dalla pubblicazione, ancora non è presente e consultabile il Rapporto di Fattibilità. Tale Rapporto è invece consultabile alla pagina www.comitati-cittadini.net del sito dei Comitati falconaresi e, a richiesta, gli stessi Comitati possono fornire anche la copia cartacea (come già avvenuto con alcuni medici di base e semplici cittadini).

Inoltre, contestualmente alla raccolta delle firme di Lunedì 4/10/04, i Comitati hanno anche esposto le immagini fotografiche relative alle conseguenze sulle spiagge di Falconara M.ma dello sversamento in mare di bitume in seguito all’incendio dell’8 Settembre u.s. presso la raffineria API ed è stato distribuito un volantino sulle BUGIE e la REALTA’ di questo grave incidente (il testo è allegato al presente comunicato).

Info: 333 9492882

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di seguito il testo del volantino distribuito :

LE BUGIE

<< (…) sono state adottate già da ieri tutte le misure di messa in sicurezza per il contenimento del modesto quantitativo di bitume fuoriuscito nel corso dell’evento in direzione del Fosso Rigatta (…)>>
[Comunicato stampa del 9/9/2004 diffuso da raffineria API S.p.A.]

<< Non ci sono risvolti di carattere ambientale, - ha dichiarato l'assessore Amagliani (…) >>
[Valeria Rey – quotidiano “Liberazione” del 9 Settembre 2004]

… E LA REALTA’!

Un ingente quantitativo di bitume si è riversato in mare in seguito all’esplosione del serbatoio API dell’8 Settembre .

Il bitume è arrivato sulle nostre spiagge già l’8 pomeriggio!

Dalla Rocca mare a Torrette di Ancona il bitume ha contaminato la spiaggia. Vi mostriamo alcune foto e le immagini dei subacquei che per conto dell’API e senza alcun controllo della Regione Marche estraggono matasse di bitume di fronte ad uno dei fossi che sboccano in mare.

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e il testo della petizione:

<< Ringraziamo la Regione Marche, l’ARPA Marche e l’Istituto Nazionale Tumori per l’effettuazione di uno studio di fattibilità per un’indagine epidemiologica sulla popolazione di Falconara Marittima, così come richiesto, a febbraio 2003, dalle Associazioni dei cittadini.

Al contempo si chiede il prosieguo e l’approfondimento di tale studio la cui necessità è emersa nel Convegno del 18.06.2004 e così come promesso dallo stesso Assessore all’ambiente della Regione Marche.

Auspichiamo poi che la Regione Marche attui a riguardo, forme di partecipazione con la creazione di un Organismo che includa anche rappresentanti della popolazione interessata e delle Associazioni portatrici di interessi diffusi sul territorio falconarese, Organismo che sia da referente per la valutazione dei risultati dello studio e le decisioni conseguenti, al fine di poter fornire alle strutture medico-scientifiche un contributo di notizie, esperienze ed idee direttamente ancorate sul territorio.

Inoltre si preme affinché le indagini epidemiologiche vadano ad approfondire la casistica tumorale dei decessi avvenuti nell’ambito dei dipendenti della raffineria, a seguito anche di quanto citato proprio dalle indagini preliminari.

Considerate infine le risultanze degli studi epidemiologici fino ad ora realizzati, chiediamo alla regione Marche ed a tutte le altre Amministrazioni locali di operare affinché vengano assolutamente scongiurati l’incremento e/o la costruzione sullo stesso territorio falconarese di nuovi impianti di produzione energetica soprattutto di quelli associati a fonti non rinnovabili.>>

  

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