ATTUALITA' SETTEMBRE 2004
 

26.09.2004 - residui bituminosi in mare

Nel corso di un sopralluogo effettuato sulla spiaggia di Falconara M.ma da associati al Comitato quartiere Villanova è stato rilevato uno spiaggiamento di scaglie e pezzi di bitume solidificato (della lunghezza max di 15 cm. circa) all’altezza del quartiere Villanova, via Roma e “zona Disco” (stabilimento “Il Picchio”).

La forte mareggiata di questi giorni probabilmente sta trascinando il bitume presente nel fondale di fronte a Falconara.

Di quanto visto sulla spiaggia è stato avvertito il Centro Emergenze del Comune di Falconara (800122212) ed è stata inviata una mail di segnalazione all’ARPAM.

Contestualmente al sopralluogo sono state effettuate videoriprese e fotografie (in sistema analogico) che, ovviamente, sono a disposizione degli Organi Tecnici qualora ritenessero utile la loro acquisizione. Lo stesso materiale farà parte della documentazione che è in fase di preparazione per la Procura della Repubblica.

 

26.09.2004 - incidente dell'8 settembre

La foto che vi proponiamo mostra tre uomini che, durante l’incendio dell’8 Settembre u.s. presso la raffineria API di Falconara M.ma, si danno precauzionalmente e giustamente alla fuga.

Il fatto è che devono scavalcare un cancello CHIUSO!

Su quel cancello ci sono cartelli che recitano:

 << R.F.I. – S.S.E. Falconara. Telefonare al reparto C.E.I. di Ancona 071-5923505 oppure 071-5923504 telefoni sempre presenziati >>

Appurato che il cancello in questione delimita un’area ferroviaria di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. che si trova a circa 100 m. dal punto in cui si sono sviluppate le fiamme viene da chiedersi:

  1. Chi sono quegli uomini? Operai API scappati nella direzione più utile e a portata di mano? Oppure sono lavoratori di Rete Ferroviaria Italiana?
  2. Se fossero lavoratori dell’API perché hanno scelto quella via di fuga così “scomoda”? Forse non ne avevano una migliore disposta dall’API?
  3. Se, al contrario, fossero lavoratori di R.F.I. come mai sono stati costretti a scavalcare un cancello? Dovranno pur essere entrati da un accesso all’area R.F.I. e, dunque, perché non utilizzarlo anche per l’uscita?

Saranno stati veramente lavoratori API o camionisti scappati dalle zone di carico?

 

24.09.2004 - COMUNICATO STAMPA

Associazione Città Viva
Associazione Comitato quartiere Fiumesino
Associazione Comitato quartiere Villanova
Associazione Pescatori Sportivi
Circolo Marinaro dell’Adriatico
Circolo il Martin Pescatore - Legambiente
Comitato cittadino 25 Agosto - Falconara
Il Facocero
Il Falco Azzurro
Medicina Democratica Falconara
WWF Falconara
Associazione Pionieri Rocca Mare
Lega AntiVivisezione  Falconara
C.S.A. Kontatto - Falconara
Scuola di politica di donne “Lenor De Fonseca”

 
Petizione Popolare per l’approfondimento dello Studio
sullo stato di salute della popolazione di Falconara e per scongiurare
 aggravi alla situazione ambientale sul territorio di Falconara:
Aderisce una nuova Associazione.
Proseguono i tavoli.

L’Associazione “Scuola di politica di donne Lenor De Fonseca” si è unita alle altre Associazioni e sta dando la sua preziosa collaborazione per gli obbiettivi della Petizione Popolare che, lo ricordiamo, è stata avviata congiuntamente da undici Associazioni del Comune di Falconara alle quali, nelle ultime settimane, se ne sono aggregate altre quattro. A tutt’oggi, dunque, sono quindici le Associazioni falconaresi congiuntamente impegnate e ciò dà un importante segnale di unità di intenti sulla problematica della salute che, assolutamente, non dovrebbe essere subordinata a diffidenze o, peggio, a calcoli di parte.

Intanto nella serata della fiaccolata in piazza Mazzini (13 Settembre u.s.) altre 213 nuove firme si sono aggiunte alle oltre 1.000 già comunicate precedentemente.

Inoltre l’intero Rapporto di Fattibilità dello Studio redatto dal dr. Andrea Micheli, responsabile dell’Unità Operativa di Epidemiologia Descrittiva dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, è disponibile sul sito dei Comitati www.comitati-cittadini.net.

Non certamente per attribuirci meriti ma, al contrario, per segnalare la insufficiente trasparenza della Regione Marche a tale proposito, a tutt’oggi al Rapporto viene data una adeguata pubblicità soltanto dai cittadini oggetto dell’indagine, autonomamente e con i pochi mezzi a disposizione.

Il prossimo appuntamento ai tavoli per la raccolta delle firme è fissato per Lunedì 27 Settembre al Mercato di Falconara, dalle 09,30 alle 12,30.

Per l’occasione saranno anche esposte le immagini fotografiche relative alle conseguenze sulle spiagge di Falconara dello sversamento in mare di bitume in seguito all’incendio dell’8 Settembre u.s. presso la raffineria API. Contestualmente verrà distribuito un volantino sulle BUGIE e la REALTA’ di questo grave incidente.

Info: 333 9492882

 

21.09.2004 - residui bituminosi in mare

GRUPPO CONSILIARE VERDI REGIONE MARCHE
GRUPPO VERDI COMUNE DI FALCONARA M.

   API: DOPO L’INCIDENTE

UN MARE .... DI BITUME E MENZOGNE

Filmati e documenti di ciò che è stato nascosto per giorni.

MERCOLEDI   22 SETTEMBRE 2004

Alle ore 18.30 Falconara Sala “ Centro Qui” Via della Repubblica n. 6

Alle ore 21.00 Circolo ARCI Via Fiume Esino 40

La cittadinanza è invitata a partecipare

 

21.09.2004 - residui bituminosi in mare

GoMarche quotidiano telematico (Lunedi 20.09.2004)

API: CROLLA IL TENTATIVO DI MINIMIZZARE I DANNI

La Magistratura apre un'indagine a carico della Raffineria Api per reato d'inquinamento del mare, a seguito del filmato inviato dai Verdi che documenta le operazioni di sommozzatori nel tratto di mare interessato dalla fuoriuscita di bitume.

FALCONARA - La magistratura interviene, dopo la segnalazione del capogruppo dei Verdi in Consiglio Regionale Marco Moruzzi, aprendo un fascicolo per reato d’inquinamento del mare a carico della raffineria API di Falconara. L'accusa si riferisce allo sversamento nell’Adriatico di sostanze bituminose a seguito dell'incendio dell'8 settembre. Il provvedimento fa seguito alla consegna al Pubblico Ministero di un video, nel quale si documentava che subacquei alle dipendenze dell'Api stavano prelevando dal fondale grossi blocchi di bitume. Moruzzi mette sotto accusa l’Arpam, che aveva attestato l’assenza di tracce di bitume negli scarichi a mare della raffineria: "in 10 giorni nessuno ha controllato che cosa accadeva sott’acqua; tutto è stato fatto al riparo da occhi indiscreti, dato che la raffineria gode di una ordinanza che impedisce di avvicinarsi a meno di un chilometro al ponte petroli". I Comitati cittadini, che da anni si battono contro la raffineria falconarese, rincarano la dose citando "gli Articoli 11 e 20 del Decreto Legislativo 334 del 17/8/1999 (Legge Seveso 2) per le aziende a rischio di incidente rilevante come l’API al fine di a) controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzare gli effetti e limitarne i danni per l’uomo, per l’ambiente e per i beni; b) mettere in atto le misure necessarie per proteggere l’uomo e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti; c) informare adeguatamente la popolazione e le autorità locali competenti; d) provvedere sulla base delle disposizioni vigenti al ripristino e al disinquinamento dell’ambiente dopo un incidente rilevante." Dunque, concludono, "nessuno degli obiettivi posti dalla legge è stato rispettato, e la dirigenza dell'Api ne è responsabile dato che da anni dimostra di essere inaffidabile". I Comitati chiedono inoltre che i cittadini siano informati sulle sostanze che compongono il bitume finito in mare e la loro pericolosità per la flora e la fauna marina nonché per l’uomo.

L'Arpam, ente controllore chiamato in causa, si difende con le parole del suo direttore, Duilio Bucci: "abbiamo dato comunicazione sin dal 9 settembre sul bitume riversato in mare e sulla spiaggia, mediante relazioni scritte e fotografiche alla Procura della Repubblica e agli istituti competenti". Si sottolinea inoltre che nell'incontro con il Dipartimento Territorio Ambiente della Regione, previsto per oggi, si dovranno definire interventi urgenti per l'individuazione ed il recupero di tutto il bitume riversato in mare. Oggi la raffineria dovrebbe fermarsi in blocco a causa dello sciopero, annunciato dalle federazioni sindacali "per riflettere sull'accaduto, che mette in drammatica evidenza come i lavoratori siano esposti ai problemi della sicurezza sul lavoro".

 

20.09.2004 - residui bituminosi in mare

Questa mattina abbiamo assistito ad alcune operazioni di pulizia della spiaggia di fronte al quartiere Villanova da parte di operatori del C.A.M. S.p.A.. I mezzi utilizzati sono una ruspa e badili per asportare il bitume spiaggiato nei giorni scorsi. Risulta da subito evidente ciò che abbiamo ipotizzato i giorni scorsi a proposito dello spiaggiamento a Rocca mare: il primo bitume spiaggiato è stato ricoperto dalla ghiaia sospinta dal mare e, dunque, la quantità di ghiaia da asportare dovrebbe interessare una profondità di almeno 40 cm. Non ci risulta, da una prima constatazione visiva, che l’intervento predisposto sia di tale entità.

Sul fronte propriamente dell’acqua del mare, ieri, nel corso di un sopralluogo con mezzi propri, i Comitati hanno constatato che, in presenza di mare calmissimo, dalla parte interna della scogliera frangiflutti fluttuavano (spesso al di sotto del pelo dell’acqua) tocchi di bitume solidificato di varie dimensioni (da alcuni centimetri fino a 10 cm. circa).

Infine da rilevare due aspetti:

  1. PERCHE’ e DA CHI, nei giorni scorsi, è partito l’ordine agli operatori del C.A.M. S.p.A. di ripulire tratti di spiaggia prima anche dell’intervento dell’ARPAM o dei Vigili Ambientali del Comune di Falconara? Sono emerse indiscrezioni circa la Relazione della Responsabile del Servizio Acque dell’ARPAM, Dott.ssa Mengarelli, la quale durante il sopralluogo pomeridiano del 9 Settembre lungo la spiaggia di Falconara Centro, avrebbe avuto conferma dagli operatori della spiaggia che nella stessa mattinata bitume era stato raccolto da addetti del C.A.M. .

  2. Considerato che le analisi dell’acqua del mare post incidente e sversamento di bitume sta tardando da ben 12 giorni, PERCHE’ NON E’ STATO EMESSO UN PRECAUZIONALE DIVIETO DI PESCA nella zona antistante Falconara M.ma? Se non dovessero risultare contaminazioni ne saremmo tutti felici… ma intanto nessuno sa nulla e tutti pescano!

 

20.09.2004 - COMUNICATO STAMPA

CROLLA IL TENTATIVO DI MINIMIZZARE L’IMPATTO
SUL MARE DELL’INCENDIO DELL’8 SETTEMBRE ALL’API!

Avevamo ragione, purtroppo. Una contaminazione da idrocarburi (bitume) così ingente nel mare che amiamo, in cui siamo cresciuti e che, nonostante tutto, continuiamo a frequentare, non era mai accaduta.

Ora, tutti i Presidi/Dirigenti di quegli Istituti Scolastici della Media Superiore che hanno fatto visitare od organizzato stage di formazione con la raffineria API dovrebbero coscienziosamente far accompagnare gli studenti lungo la spiaggia che corre da Torrette alla Rocca di Falconara per una sana lezione, sul campo, delle conseguenze sull’ambiente e la vita di tutti determinate dalla raffineria API di Falconara.

Noi, insieme ai nostri figli, abbiamo monitorato la spiaggia tutti i giorni e, con l’ausilio delle numerosissime segnalazioni dei cittadini, abbiamo documentato fotograficamente, filmato e pubblicato gli spiaggiamenti di bitume su tutto il litorale falconarese. Alla fine, di fronte all’evidenza delle matasse di bitume “rastrellate” dai sommonzatori di fronte al fosso Rigatta, è crollato il tentativo di minimizzare l’impatto sul mare del bitume fuoriuscito dall’esplosione del serbatoio TK 145 della raffineria API.

La responsabile materiale di questo scempio è la raffineria API e i suoi dirigenti che, da anni, stanno dimostrando di essere inaffidabili. Una inaffidabilità che ha determinato il mortale incidente dell’8 Settembre e gli incalcolabili costi ambientali che stanno emergendo in queste ore.

I responsabili di tutto questo, se per incapacità o se per negligenza lo stabilirà la Magistratura, non hanno saputo << controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzare gli effetti e limitarne i danni per l’uomo, per l’ambiente e per i beni >> e non hanno saputo << mettere in atto le misure necessarie per proteggere l’uomo e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti >> come prescrive il Decreto Legislativo 334 del 17/8/1999 (Legge Seveso 2).

Dopo che in questi giorni i cittadini si sono cercati da soli le informazioni che riguardano l’ambiente in cui vivono e le hanno rese disponibili per le Amministrazioni ed Autorità E’ ORA che le Autorità e le Amministrazioni pubbliche INFORMINO DAVVERO i cittadini e gli operatori turistici non solo di Falconara ma di tutte le città rivierasche che rischiano di ritrovarsi il bitume sulle spiagge al fine di conoscere gli eventuali rischi per la salute e per prevenire il più possibile danni che potrebbero segnare negativamente l’economia turistica e ittica.

Per questo chiediamo che i cittadini siano informati sulle sostanze che compongono il bitume finito in mare e la loro pericolosità per la flora e la fauna marina nonché per l’uomo.

Infine rammentiamo quanto dichiarato a tale proposito dalla raffineria API e dall’Assessore Amagliani:

<< (…) sono state adottate già da ieri tutte le misure di messa in sicurezza per il contenimento del modesto quantitativo di bitume fuoriuscito nel corso dell’evento in direzione del Fosso Rigatta (…)>>. [Comunicato stampa del 9/9/2004 diffuso da raffineria API S.p.A.]

<< Il bitume contenuto nel serbatoio Tk-145, quello che ha ceduto, si è sversato in un’area che l’Api definisce "circoscritta e limitrofa al luogo dell’incidente". Un prodotto semisolido, su un’area quasi totalmente impermeabilizzata dalla pavimentazione. Dunque, l’azienda esclude "l' immissione nel suolo e nel sottosuolo di sostanze imputabili all’evento">>.[ Agenzia ANSA Ancona 13 Settembre 2004, ore 20,27]

<< Non ci sono risvolti di carattere ambientale, - ha dichiarato l'assessore Amagliani (…) >>. [ Valeria Rey – “Liberazione” del 9 Settembre 2004]

 

19.09.2004 - residui bituminosi in mare

di fronte allo sbocco a mare del fosso della Rigatta, i sommozzatori si immergono riportando a galla del materiale solido di colore nero e a tratti "sfilaccioso", che viene consegnato ad altri addetti presenti sulla scogliera, i quali maneggiano il materiale indossando guanti
 

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte:  www.comitati-cittadini.net

 

19.09.2004 - COMUNICATO STAMPA

residui bituminosi in mare

La grave emergenza dello spiaggiamento del bitume sul litorale falconarese in conseguenza dell’incidente alla raffineria API dell’8 Settembre u.s., fa emergere una serie di considerazioni e domande relative alla gestione di questo aspetto dell’incidente rilevante al parco bitume. In particolar modo alla luce di quanto emerso in questi ultimi giorni.

Le considerazioni

Gli Articoli 11 e 20 del Decreto Legislativo 334 del 17/8/1999 (Legge Seveso 2) trattano rispettivamente del Piano di Emergenza Interno (PEI) e del Piano di Emergenza Esterno (PEE) per le aziende a rischio di incidente rilevante come l’API. Gli Articoli 11 e 20 recitano che quei Piani: << (…) devono essere elaborati allo scopo di:

  1. controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzare gli effetti e limitarne i danni per l’uomo, per l’ambiente e per i beni;

  2. mettere in atto le misure necessarie per proteggere l’uomo e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti;

  3. informare adeguatamente la popolazione e le autorità locali competenti;

  4. provvedere sulla base delle disposizioni vigenti al ripristino e al disinquinamento dell’ambiente dopo un incidente rilevante.>>

Per quanto riguarda il PEE è il Prefetto che, d’intesa con la Regione e gli Enti locali interessati, predispone il Piano e ne coordina l’attuazione.

Il bitume che copiosamente è stato riversato sulla spiaggia del litorale falconarese dalla forza del mare fa verosimilmente ritenere che nessuno degli obbiettivi che, per Legge, un Piano di Emergenza deve perseguire siano stati minimamente centrati!

Persino l’informazione alla popolazione sull’inquinamento del bitume ritarda clamorosamente da ben 11 giorni!

Ed allora la popolazione ha dato prova, insieme ai Comitati, di un grande senso civico segnalando immediatamente ciò che stava accadendo sulle spiagge di Falconara.

Il nostro sito ha tentato solo di amplificare il “tam – tam” dei cittadini. Niente di più.

Le domande

Esse emergono proprio dalla presenza dei cittadini sui luoghi dello spiaggiamento del bitume:

  1. C’era una Struttura Tecnica Regionale (ARPAM o altre) a sovrintendere alle operazioni dei subacquei della CAR.MAR (avvistati dai Comitati già dal giorno 9 e fotografati il 16) di fronte allo sbocco del fosso Rigatta sospettato di essere stata la via di fuoriuscita del bitume riversatosi all’esterno dopo l’esplosione del serbatoio TK 145?

  2. Se non era presente, ciò è dipeso dalla mancata informazione da parte API o da negligenza?

  3. Chi ha dato disposizione agli operatori ecologici del C.A.M. di ripulire i tratti di spiaggia contaminata prima dell’intervento dell’ARPAM (mattina e pomeriggio del 18) e dei Vigili Ambientali del Comune di Falconara (mattina del 18)?

  4. Chi ha dato quella disposizione ha determinato un occultamento?

  5. Come mai la sezione di Falconara della Capitaneria di Porto è stata avvertita dai residenti dello spiaggiamento di bitume? La Capitaneria non aveva predisposto uno specifico monitoraggio del litorale falconarese? Forse tutti gli Organismi competenti si sono fidati del Rapporto dell’API il quale, come ha riportato l’ANSA, sostiene che << Il bitume contenuto nel serbatoio Tk-145, quello che ha ceduto, si è sversato in un’area che l’Api definisce "circoscritta e limitrofa al luogo dell’incidente". Un prodotto semisolido, su un’area quasi totalmente impermeabilizzata dalla pavimentazione. Dunque, l’azienda esclude "l' immissione nel suolo e nel sottosuolo di sostanze imputabili all’evento". La stessa mattina dell’8, l’Arpam ha eseguito un sopralluogo degli scarichi a mare dei fossi che attraversano la raffineria e dello scarico dell’impianto di trattamento effluenti, senza osservare "evidenze correlate all’ evento >>

  6. Perché ieri pomeriggio i militari che controllano il perimetro Sud della raffineria hanno tentato più volte di bloccare i residenti che si volevano rendere conto dello stato della spiaggia e delle scogliere confinanti con l’API? Sono state date loro disposizioni specifiche dopo la documentazione fotografica del lavoro svolto dai sub della CAR.MAR.? Chi ha dato quelle disposizioni? Perché?

Ma soprattutto, PERCHE’ LA REGIONE MARCHE E I SUOI ORGANI TECNICI NON DICONO NULLA DI DEFINITIVO SUGLI SPIAGGIAMENTI DI BITUME LUNGO L’ARENILE DI FALCONARA ?

 

19.09.2004 - agenzia di stampa

AdnKronos

Marche: una giornata di sciopero alla raffineria Api di Falconara

I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno convocato per lunedi' 20 settembre una giornata di sciopero per protestare contro l'incidente avvenuto l'8 settembre. L'incidente era stato causato dall'esplosione di uno dei depositi di bitume

Falconara Marittima, 18 set. - (Adnkronos) - I sindacati Cgil, Cisl, Uil hanno convocato per lunedi' 20 settembre una giornata di sciopero per protestare contro l'incidente avvenuto l'8 settembre nella raffineria Api di Falconara Marittima, in provincia di Ancona, in cui ha perso la vita l'autista Sebastiano Parisse e sono stati feriti altri tre lavoratori. Dalle 9.15 si svolgera' una manifestazione di fronte all'impianto industriale, organizzata dalle segreterie provinciali dei sindacati. L'incidente era stato causato dall'esplosione di uno dei depositi di bitume.

 

18.09.2004 - residui bituminosi in mare

in diretta dalla spiaggia di Falconara

Abbiamo contattato l'Assessore all'Ambiente di Falconara Giancarlo Scortichini ed il Centro Emergenze di Falconara e nessuno sapeva di quello che stava succedendo. Abbiamo interessato anche il Pronto Intervento dei Vigili Urbani.

Abbiamo grosse difficoltà a comunicare essendo Sabato pomeriggio

A nostro modesto parere, sembra strano che il materiale spiaggiato venga "occultato" in quanto potrebbe rappresentare (se qualcuno lo analizzasse) una prova della gravità dell'incidente dell'8 settembre, per le notevoli ricadute negative sull'ambiente esterno alla raffineria

 

18.09.2004 - residui bituminosi in mare

in diretta dalla spiaggia di Falconara

Nel pomeriggio, verso le ore 16:30, ci è stato segnalato un notevole spiaggiamento di bitume nella zona centrale dell'arenile falconarese, all'altezza della piattaforma Bedetti, dove dei privati cittadini hanno  di loro spontanea iniziativa raccolto del materiale (per senso civico verso la pulizia) a mani nude mettendo il tutto in normali buste di plastica.
Ci hanno inoltre segnalato che gli addetti del CAM con il camion erano presenti nella zona di Paolmbina Vecchia.
Nessuno ancora è riuscito a comprendere se tutto questo avviene sotto la supervisione dell'ARPAM

Nel frattempo si è chiarita la situazione presso la delegazione di spiaggia dove era nato un problema con i militari (che giustamente facevano rispettare alla lettera le disposizioni loro ricevute, essendo nuovi e non conoscendo le ultime vicissitudini).

 

18.09.2004 - residui bituminosi in mare

in diretta dalla spiaggia di Falconara

Durante tutta la mattinata il mare ha continuato a riversare sulla spiaggia il bitume, spesso si tratta di una poltiglia nerastra che va ad attaccarsi sui sassi.
Ci verrebbe da definire l'arenile di Falconara "contaminato", ma noi non ne abbiamo l'autorità, ed attendiamo che l'ARPAM intervenga (al momento non abbiamo avuto segnalazioni circa sopralluoghi del personale ARPAM, ma questo non esclude un loro intervento).
Per la cronaca, il personale del CAM spa stava raccogliendo il materiale spiaggiato alle ore 11:30 (ma i costi di tali interventi sono a carico del Comune di Falconara M.ma? cosa cambia se fosse definita con certezza che la provenienza è legata all'incidente dell'8 settembre?) e ci confermavano che le zone ripulite venivano nuovamente sporcate dal bitume rilasciato dal mare.
In mattinata le operazioni sulla spiaggia sono state osservate da un responsabile della Capitaneria di Porto del distaccamento di Falconara.
Nel primo pomeriggio, verso le ore 15:00, si è creato un clima "strano", in quanto i militari a protezione della raffineria hanno limitato l'accesso alla delegazione di spiaggia ed hanno intimato di non fare fotografie rivolti alla raffineria.
Si intravedeva una persona (non identificata) che sembrava intenta a sotterrare (o quantomeno nascondere) il bitume spiaggiato con del materiale (terra? sabbia? ghiaia?).
La nostra maggiore perplessità è capire se tutti queste operazioni avvengono o meno con la supervisione di tecnici ARPAM.

bitume spiaggiato tra Villanova e il primo cavalcavia

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte:  www.comitati-cittadini.net

 

18.09.2004 - residui bituminosi in mare

in diretta dalla spiaggia di Falconara

In questo momento (ore 10:30 di Sabato 18) alcuni cittadini sono sulla spiaggia di Falconara insieme ai Vigili Ambientali del Comune e ci segnalano che nella notte, forse a causa del mare grosso, sono stati riversati sulla spiaggia centinaia se non migliaia piccole chiazze di bitume di piccole dimensioni (dell'ordine di qualche centimetro fino a 10-20 centimetri).

Al momento sono visibili ancora molte chiazze che galleggiano sul mare, mentre quelle spiaggiate in particolare da Villanova al primo cavalcavia (fenomeno che decresce avvicinandosi al cavalcavia) sono depositate fino a circa un metro e mezzo dalla linea di battigia.

Non sappiamo cosa succede sulla scogliera.

 

18.09.2004 - residui bituminosi in mare

Continua la raccolta delle testimonianze documentali e dei cittadini da parte dei Comitati

Sull'aspetto dell'inizio dell'incendio dell'8 Settembre da citare la testimonianza di A.F. che ha visto fumo denso e nero provenire dalla zona oggetto dell'incidente alle ore 07,10. Rimasto ad osservare quanto stava stranamente accadendo A.F. ha dichiarato che alle 07,17 è avvenuta l'esplosione. Il dichiarante ha affermato che è disposto a testimoniare alla magistratura quanto di sua conoscenza.

Invece per quanto riguarda lo spiaggiamento del bitume sulla spiaggia del litorale di Falconara M.ma, riportiamo la testimonianza di R.F. che nel pomeriggio dell'8 Settembre stava passeggiando con suo figlio ed alcuni altri ragazzini sulla spiaggia antistante Palombina Vecchia. R.F. testimonia della presenza di grosse chiazze di bitume sulla sabbia che i ragazzini, in una sorta di "improvvisata e triste lezione ecologica sul campo" si sono poi impegnati ad evidenziare. Erano presenti sulla spiaggia altri cittadini, qualcuno munito anche di macchina fotografica. Anche il Sig. R.F. è disposto a testimoniare quanto visto di fronte alla magistratura. Quest'ultima testimonianza, insieme alle foto che già abbiamo pubblicato dello spiaggiamento a Villanova ed a quelle che oggi mostriamo della zona di Rocca Priora (foto corroborate anche da un filmato girato in analogico la mattina dell'11 Settembre mentre gli operatori del C.A.M. apponevano i cartelli del divieto di balneazione e raccoglievano ancora bitume spiaggiato) confermano lo spiaggiamento del bitume lungo tutto il litorale falconarese: a Sud (zona centro e Palombina) determinato dal vento di tramontana dell'8 Settembre che ha sospinto con forza il mare in quella direzione e il giorno 9 Settembre, mentre a Nord (Rocca a mare) con il mare sospinto dallo scirocco.

Intanto sullo spiaggiamento del bitume a Falconara emergono illazioni su quanto relazionato dall'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche. Sembrerebbe che sia stato negato che sia avvenuto spiaggiamento di bitume sulla battigia limitrofa a nord della raffineria in zona Rocca Priora, che lo spiaggiamento del bitume a Falconara centro sia stato rilevato soltanto per 100 m. di battigia in corrispondenza della piattaforma Bedetti e, infine, che non si menzioni assolutamente quello spiaggiato a Villanova.

bitume spiaggiato a Rocca Priora

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte:  www.comitati-cittadini.net

 

18.09.2004 - Falconara dichiarata AREA AD ELEVATO RISCHIO DI CRISI AMBIENTALE

GoMarche quotidiano telematico (Venerdì 17.09.2004)

FALCONARA DICHIARATA "AREA A RISCHIO"

L'assessore Marco Amagliani commenta con soddisfazione il ritiro unilaterale dell'Api dal contenzioso contro la Dichiarazione Regionale del 2000; il Comitato 25 agosto esprime invece apprensione per la presenza di materiale solido nei pressi della spiaggia antistante la raffineria.

FALCONARA - E' finalmente arrivata la notizia del ritiro unilaterale da parte dell’API e dell’Associazione Industriali di Ancona del contenzioso legale contro la Dichiarazione regionale del marzo 2000 di area ad elevato rischio di crisi ambientale di una porzione del territorio estesa tra Marina di Montemarciano, le prime aree industriali di Jesi ed il porto di Ancona, con particolare riferimento al territorio comunale di Falconara. Marco Amagliani, assessore all'Ambiente del Comune di Falconara, ha commentato con soddisfazione: "il grave incidente alla raffineria API ha accelerato procedure che, sotto la spinta delle nuove evidenze, non possono ulteriormente tollerare rinvii e resistenze nell’ambito dei comportamenti aziendali". Ora, vista anche la precisa assunzione dell’indirizzo politico al riguardo da parte del Consiglio regionale, le strutture tecniche dell’Assessorato, già supportate da Arpam, Enea, Svim, Università ed altri esperti, potranno proseguire e concludere rapidamente la stesura del Piano di risanamento.

 

17.09.2004 - residui bituminosi in mare

Da ormai diversi giorni (dopo l'incidente dell'8 settembre) i comitati hanno osservato la presenza di una battello della ditta CARMAR stazionare di fronte allo sbocco a mare del fosso della Rigatta (fosso che dovrebbe essere stato interessato dalla fuoriuscita di bitume dal serbatoio n°145). Dal battello, dei sommozzatori si immergono nelle acque antistanti.
Ieri nel corso di un nostro sopralluogo alla scogliera demaniale è stato visto che i sommozzatori si immergevano riportando a galla del materiale solido di colore nero e a tratti "sfilaccioso" e che questo veniva consegnato ad altri addetti presenti sulla scogliera, i quali maneggiavano il materiale indossando guanti.
Il tutto è stato documentato con un filmato, che verrà presto consegnato alla magistratura insieme ai reperti solidi piovuti dopo l'esplosione sui quartieri.
Ribadiamo altresì che abbiamo documentazione fotografica e video dello spiaggiamento di bitume sulla spiaggia di Rocca Priora.
Invitiamo l'ARPAM a fare chiarezza immediatamente sull'inquinamento da bitume, perché dopo ormai più di una settimana, ci sembra strano che non si sia potuto determinare con relativa certezza la provenienza di tale bitume e se sia o meno in rapporto con l'incidente dell'8 settembre.
 

15.09.2004 - ore 20:40 le foto della conferenza stampa improvvisata

Le foto della conferenza stampa improvvisata insieme con i ragazzi dei centri sociali, presso la Regione Marche, mentre si stava svolgendo il primo Consiglio Regionale dopo l'incidente dell'8 Settembre

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte: www.comitati-cittadini.net

 

15.09.2004 - ore 20:30 le istituzioni si muovono

GoMarche quotidiano telematico (Lunedì 14.09.2004)

API: ANCORA NESSUNA CERTEZZA SULLE CAUSE

La Regione ammette l'impossibilità di stabilire le dinamiche dell'incidente, la Federazione Verdi Marche chiede di ripensare e progettare un futuro per la bassa Vallesina e i cittadini del "Comitato 25 agosto" continuano ad esigere spiegazioni.

FALCONARA - Ancora nessuna certezza sulle cause che hanno scatenato l’incendio all’Api di Falconara, solo ipotesi che devono essere verificate e valutate. Lo stesso presidente della regione, Vito D’Ambrosio, ha sottolineato che è ancora impossibile stabilire con precisione le dinamiche dell’incidente. Luciano Montesi, presidente della Federazione Verdi Marche, giudica inadeguate le risposte che la maggioranza regionale sta dando dopo l’eplosione. “E’ poco credibile – dichiara Montesi - pensare di affidare consulenze per studi di riconversione di un impianto che si intende comunque mantenere aperto fino al 2020”. La Federazione Verdi Marche chiede di ripensare e progettare un futuro dell'area ad alto rischio ambientale della bassa Vallesina e di imporre all'azienda il rispetto delle norme sulla sicurezza, sul lavoro e della tutela del territorio.

Intanto i cittadini uniti nel "Comitato 25 agosto” continuano a chiedere spiegazioni sull’incidente e sulla disinformazione della popolazione che non sapeva quali comportamenti adottare fino a 2 ore dopo lo scoppio. Il comitato esige anche delle risposte sulle chiazze di bitume apparse in spiaggia dopo l'esplosione e sulle responsabilità dell’Api.

 

15.09.2004 - ore 00:40 le istituzioni si muovono

GoMarche quotidiano telematico (Lunedì 14.09.2004)

AREA API: AMAGLIANI PROPONE UN NUOVO ASSETTO

Il risanamento e la tutela dell’ambiente, la quantità e qualità dei livelli occupazionali e la questione energetica sono i punti fermi da tenere in considerazione per le proposte alternative dell'assetto dell'area Api.

FALCONARA - L’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani, ha invitato il presidente della Provincia di Ancona, Enzo Giancarli, e il sindaco di Falconara, Giancarlo Carletti, a partecipare a un “primo incontro” per delineare un nuovo assetto economico e territoriale dell’area api. L’appuntamento è fissato per giovedì 16 settembre, alle ore 11.00, presso la Regione. “Si condivide la necessità di aprire una nuova fase di confronto e di collaborazione tra la Regione e gli Enti locali - scrive l’assessore nella lettera invito - a partire dalle esigenze della popolazione residente nel comune di Falconara Marittima e nell’interesse dello sviluppo strategico dell’area e dell’intera regione Marche. A questo fine ritengo opportuno impegnare le nostre rispettive istituzioni per dotarsi, in modo condiviso, di uno schema di sviluppo strategico alternativo agli attuali assetti.”

L’assessore continua sottolineando che il risanamento e la tutela dell’ambiente, la quantità e qualità dei livelli occupazionali e la questione energetica sono i punti fermi da tenere in considerazione per qualsiasi proposta alternativa. Amagliani parla anche dell’insediamento di un tavolo tecnico per la verifica delle decine di prescrizioni, che integrano la concessione petrolifera e degli adempimenti, che l’azienda ha sottoscritto con il Protocollo d’intesa.

 

14.09.2004 - ore 16:30 nuove foto

alla manifestazione era presente il tavolo per la raccolta firma della petizione popolare
 
PER L'APPROFONDIMENTO DELLO STUDIO SULLO STATO DI SALUTE
DELLA POPOLAZIONE DI FALCONARA MARITTIMA

foto dell'incidente prese dal quartiere Fiumesino

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte: www.comitati-cittadini.net

 

14.09.2004 - ore 13:50 COMUNICATO STAMPA

FIACCOLATA A FALCONARA M.MA: “E’ ORA DI CAMBIARE”

Il presidio/fiaccolata svoltosi ieri sera in P.zza Mazzini a Falconara M.ma ha visto la presenza di oltre mille cittadini. Numerosissime le Associazioni di base presenti, che hanno preso la parola insieme a singoli cittadini/e ai rappresentanti dei Comitati cittadini di Falconara.

“E’ ORA DI CAMBIARE” è la parola d’ordine lanciata dai Comitati Villanova, Fiumesino, 25 Agosto e Medicina Democratica:

CAMBIARE quegli Amministratori e Consiglieri regionali (di maggioranza ed opposizione) che chiamano realismo il rapporto di sudditanza feudale agli interessi dell’API e che oggi, ad appena un anno dal rinnovo della concessione dichiarano “l’inaffidabilità dei sistemi di sicurezza dell’API”. Quei sistemi inaffidabili sono gli stessi di un anno fa, dunque significa che al rinnovo della concessione la Regione Marche non conosceva il livello di sicurezza della raffineria!

CAMBIARE da subito un sistema energetico regionale che, ultimo in Europa ed Italia nell’utilizzo delle energie pulite e da fonti non fossili, è legato mani e piedi al petrolio ed agli interessi dell’API;

CAMBIARE da subito la data della scadenza della concessione all’API e ritornare alla naturale data del 2008;

CAMBIARE/CANCELLARE il protocollo di intesa stipulato con l’API e subordinare la permanenza temporanea dell’impianto ad una trasformazione energetica radicale a medio/lungo termine che imponga la prospettiva di polo energetico come polo delle energie NON petrolifere e NON da fonti fossili. API Holding investe già nella produzione energetica dall’eolico e dalle biomasse al Sud d’Italia, pertanto ha capacità tecniche e scientifiche per intraprendere una strada sicura, ad alta professionalità ed alta occupazione nel settore delle energie rinnovabili e naturali.

CAMBIARE il sistema dei controlli sulla sicurezza che, nel passaggio a medio/lungo termine, dovrà essere verificata e garantita da tecnici indipendenti che affianchino i VV.FF. in una verifica tecnica fino all’ultimo bullone della raffineria. Ad impianti fermi e da subito!

Solo in questo modo è possibile garantire l’incolumità dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente.

Per ribadire:

  • l’inaccettabilità delle morti sul lavoro come le tragedie dell’8 Settembre 2004 e del 25 Agosto ’99;

  • l’inaccetabilità di vivere nel terrore dell’incidente e nell’insicurezza quotidiana;

  • per un futuro diverso, fuori dal petrolio ed energeticamente pulito, ora e subito;

  • per far emergere tutte le informazioni e le responsabilità dell’incidente dell’8 Settembre;

SAREMO PRESENTI ALLA SEDUTA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL 15 SETTEMBRE 2004

 

14.09.2004 - ore 01:00 la manifestazione

più di mille persone in piazza

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte: www.comitati-cittadini.net

 

14.09.2004 - ore 00:55 la manifestazione

da una testimonianza raccolta durante la manifestazione sembrerebbe che sia stata avvistata, una mattina dopo lo sversamento di bitume in mare a causa dell'incidente, poco oltre la scogliera antistante la spiaggia di Falconara Marittima una vongolara ... a buon intenditor poche parole!!!
 

14.09.2004 - ore 00:50 la manifestazione

in piazza Mazzini ricevute nuove adesioni:
FORZA ITALIA Regionale
Gruppo Parlamentare Verdi
LAV Marche
Associazione Pescatori Sportivi - Falconara
Associazione Pionieri di Rocca Priora
Scuola di politica di donne "Lenor de Fonseca" - Ancona

ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO CITTADINO "25 AGOSTO" - Falconara
MEDICINA DEMOCRATICA - Falconara
C.S.A. KONTATTO - Falconara
RETE DEI CENTRI SOCIALI
DISOBBEDIENTI DELLE MARCHE
ASSOCIAZIONE "Ya Basta! Marche"
GLOMEDA COMUNICAZIONE
LEGAMBIENTE MARCHE
FEDERAZIONE REGIONALE VERDI
GRUPPO CONSIGLIARE REGIONALE DEI VERDI
WWF Marche
IL FACOCERO - Falconara
CITTA' VIVA - Falconara
WWF Italia
CIRCOLO MARINARO DELL'ADRIATICO - Falconara
VERDI Falconara
IL MARTIN PESCATORE - LEGAMBIENTE  Falconara
Camera del Sindacalismo di Base di Jesi - RdB/CUB, S.in.COBAS
SINISTRA DEMOCRATICA - Federazione Regionale
SINISTRA DEMOCRATICA - Gruppo Consigliare Regionale
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - Falconara
P.R.C. - Gruppo Consiliare PRC Falconara
P.R.C. - Federazione Provinciale di Ancona
P.R.C. - Gruppo Consiliare Provincia di Ancona
P.R.C. - Comitato Regionale Marche
P.R.C. - Gruppo Consiliare Regione Marche
ALLEANZA NAZIONALE - Falconara
FORZA ITALIA Regionale
GRUPPO PARLAMENTARE VERDI
LAV Marche
ASSOCIAZIONE PESCATORI SPORTIVI - Falconara
ASSOCIAZIONE PIONIERI di Rocca Priora - Falconara
SCUOLA DI POLITICA DI DONNE "Lenor de Fonseca" - Ancona

 

14.09.2004 - ore 00:45 probabile causa incidente

repubblica online

Tragedia in raffineria, probabile causa è perdita liquido

I vigili del fuoco incaricati dalla procura e la Raffineria Api di Falconara sono giunti alla medesima conclusione secondo la quale il rogo e l'esplosione che hanno ucciso una persona e ne hanno ferite altre tre la mattina dell'8 settembre nell'area della raffineria sono stati provocati da una perdita di liquido di riscaldamento infiammabile da una serpentina del serbatoio Tk-145 carico di bitume. I vigili del fuoco consegneranno domani il loro rapporto ai pm; l' Api ha trasmesso stasera una relazione preliminare al Dipartimento Ambiente della Regione Marche. Il serbatoio Tk-145 si è sollevato da terra per 15-20 metri ed è ricaduto accanto a un altro serbatoio carico della stessa sostanza.

corriere della sera online

Incendio raffineria: vigili del fuoco, causato da perdita in serbatoio

ANCONA - La perdita di bitume da un serbatoio e' stata, secondo i vigili del fuoco, la causa dell'incendio alla Raffineria Api di Falconara Marittima, dove un uomo ha perso la vita. Il rapporto e' in accordo con quello dello stabilimento. I vigili del fuoco consegneranno domani il loro rapporto ai pm titolari dell'inchiesta.

 

13.09.2004 - ore 14:10 ... in attesa di conferme o smentite

tratto dal Resto del Carlino di Domenica 12.09.2004

La raffineria lo aveva detto

Catrame in mare “L'Arpam sapeva”

FALCONARA - A chi imputare la mancata segnalazione al Comune della fuoriuscita di bitume in mare, all'Api o all'Arpam? E' l'interrogativo che circola negli uffici municipali, alla luce del fatto che l'Arpam, immediatamente allertata dalla raffineria, aveva potuto constatare sin da  mercoledì mattina lo sversamento di materiale nel fosso della Rigatta. Un accertamento tempestivo da parte delle autorità preposte, quindi, cui pero non è seguita alcuna comunicazione all'Ufficio ambiente dell'ente locale. L'Api, ribadendo che la quantità di prodotto fuoriuscita è modesta, esclude comunque che la segnalazione del fenomeno potuto ridurre il danno: il personale di raffineria ha fatto tutto il possibile per contenere e recuperare il bitume, agendo tanto all'interno che nelle aree immediatamente adiacenti allo stabilimento, mentre dal mare hanno collaborato alle operazioni due natanti appositamente attrezzati.

 

13.09.2004 - ore 14:00 manifestazione Lunedì 13 ore 21:00 piazza Mazzini

ricevute nuove adesioni:
Legambiente - Falconara
Camera del Sindacalismo di Base di Jesi - RdB/CUB, S.in.COBAS
Sinistra Democratica - Federazione Regionale
Sinistra Democratica - Gruppo Consigliare Regionale
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - Falconara
P.R.C. - Gruppo Consiliare PRC Falconara
P.R.C. - Federazione Provinciale di Ancona
P.R.C. - Gruppo Consiliare Provincia di Ancona
P.R.C. - Comitato Regionale Marche
P.R.C. - Gruppo Consiliare Regione Marche
ALLEANZA NAZIONALE - Falconara

ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO CITTADINO "25 AGOSTO" - Falconara
MEDICINA DEMOCRATICA - Falconara
C.S.A. KONTATTO - Falconara
RETE DEI CENTRI SOCIALI
DISOBBEDIENTI DELLE MARCHE
ASSOCIAZIONE "Ya Basta! Marche"
GLOMEDA COMUNICAZIONE
LEGAMBIENTE MARCHE
FEDERAZIONE REGIONALE VERDI
GRUPPO CONSIGLIARE REGIONALE DEI VERDI
WWF Marche
IL FACOCERO - Falconara
CITTA' VIVA - Falconara
WWF Italia
CIRCOLO MARINARO DELL'ADRIATICO - Falconara
VERDI Falconara
LEGAMBIENTE - Falconara
Camera del Sindacalismo di Base di Jesi - RdB/CUB, S.in.COBAS
SINISTRA DEMOCRATICA - Federazione Regionale
SINISTRA DEMOCRATICA - Gruppo Consigliare Regionale
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - Falconara
P.R.C. - Gruppo Consiliare PRC Falconara
P.R.C. - Federazione Provinciale di Ancona
P.R.C. - Gruppo Consiliare Provincia di Ancona
P.R.C. - Comitato Regionale Marche
P.R.C. - Gruppo Consiliare Regione Marche
ALLEANZA NAZIONALE - Falconara

 

13.09.2004 - ore 09:00 CITTA' VIVA - comunicato stampa

Ancora una volta la Raffineria di Falconara ha mostrato la sua pericolosità.
Ancora una volta è stato scongiurato un incidente che poteva avere ben altre dimensioni.
E’ imprescindibile! La Raffineria non può continuare ad operare all’interno di un tessuto cittadino! E non solo per gli effetti che potrebbero essere generati da scoppi o incendi, ma in particolare per le esalazioni che la stessa, per sua natura, immette nell’atmosfera.
E’ inutile che la Dirigenza dell’azienda si sforzi ad affermare che l’impianto non è inquinante, inutili sono gli sforzi della parte politica che a tutti i costi vuole far intendere ai cittadini che respirano aria salubre.
Una realtà sola è certa: a Falconara si muore molto di più che dalle altre parti.
Lo studio dell’ARPAM e del Centro Nazionale tumori di Milano parla chiaro: diversamente che nel resto della Regione, i tumori e le leucemie a Falconara sono schizzati in alto. E lo studio è addirittura precedente all’entrata in funzione della Centrale coogeneratrice.
L’ultimo episodio, che ancora una volta le autorità della Regione hanno cercato di minimizzare, ha dimostrato chiaramente come le esalazioni della raffineria ricadano proprio sul centro della città.
E’ per lo meno strano che il fumo della nicotina, composto anche di catrame, viene considerato altamente cancerogeno, mentre le particelle di bitume ricadute sulla città, e ancora sicuramente in sospensione sulla stessa, sono invece considerate innocue da chi dovrebbe essere preposto alla tutela della salute dei cittadini. Tutto questo è patetico!
Siamo stanchi di essere presi in giro e considerati come aborigeni con l’anello al naso.
E’ ora che la gente scenda nelle strade, e al loro fianco scendano anche gli Amministratori e non solo per sfuggire a scoppi e incendi. Le parole non bastano. E’ l’ora dei fatti!
In altre località, per problemi molto più futili, la popolazione ed i suoi rappresentanti eletti sono riusciti a tenere desta l’attenzione della stampa internazionale e a porre le basi per una concertazione politica del problema.
Da noi la situazione è addirittura molto più grave: si rischia ogni giorno la vita ed i nostri figli rischiano di contrarre malattie che portano alla morte. Aspettiamo il peggio?
E’ ora di svegliarsi! Dobbiamo prendere una posizione decisa. E non ci vengano a dire che si perderanno posti di lavoro… altre località limitrofe, ben più ricche di Falconara, non conoscono disoccupazione, e non hanno la raffineria.
Un’industria petrolchimica, con le implicazioni che comporta, non può coesistere al centro di una vasta zona urbanizzata. In altre nazioni d’Europa e del mondo queste Aziende sono localizzate in mezzo a immensi spazi deserti.
Da noi il bitume, il benzene, le polveri fini, ecc. sono sulla nostra tavola, la nostra razione giornaliera…..e come fai a non ingerirli se devi stare costantemente col naso all’aria per controllare se, insieme agli scoppi e agli incendi, arrivano anche nubi tossiche?!
Fortunatamente il pericolo ci viene segnalato dalle autoambulanze e dalle sirene dei Vigili del fuoco! …..Dopo!

Città Viva - Comitato Italiano Apartitico di Cittadini - Falconara

 

13.09.2004 - ore 08:50 manifestazione Lunedì 13 ore 21:00 piazza Mazzini

ricevute nuove adesioni:
VERDI Falconara

ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO CITTADINO "25 AGOSTO" - Falconara
MEDICINA DEMOCRATICA - Falconara
C.S.A. KONTATTO - Falconara
RETE DEI CENTRI SOCIALI
DISOBBEDIENTI DELLE MARCHE
ASSOCIAZIONE "Ya Basta! Marche"
GLOMEDA COMUNICAZIONE
LEGAMBIENTE MARCHE
FEDERAZIONE REGIONALE VERDI
GRUPPO CONSIGLIARE REGIONALE DEI VERDI
WWF Marche
IL FACOCERO - Falconara
CITTA' VIVA - Falconara
WWF Italia
CIRCOLO MARINARO DELL'ADRIATICO - Falconara
VERDI Falconara

 

12.09.2004 - ore 15:30 ancora bitume sulla spiaggia di Villanova

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte: www.comitati-cittadini.net

 

12.09.2004 - ore 10:30 manifestazione Lunedì 13 ore 21:00 piazza Mazzini

ricevute nuove adesioni:
WWF Italia
Associazione "Città Viva"
Associazione Circolo Marinaro dell'Adriatico

ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO CITTADINO "25 AGOSTO" - Falconara
MEDICINA DEMOCRATICA - Falconara
C.S.A. KONTATTO - Falconara
RETE DEI CENTRI SOCIALI
DISOBBEDIENTI DELLE MARCHE
ASSOCIAZIONE "Ya Basta! Marche"
GLOMEDA COMUNICAZIONE
LEGAMBIENTE MARCHE
FEDERAZIONE REGIONALE VERDI
GRUPPO CONSIGLIARE REGIONALE DEI VERDI
WWF Marche
IL FACOCERO - Falconara
CITTA' VIVA - Falconara
WWF Italia
CIRCOLO MARINARO DELL'ADRIATICO - Falconara

 
 

11.09.2004 - ore 17:00 manifestazione Lunedì 13 ore 21:00 piazza Mazzini

ricevute nuove adesioni:
WWF Marche
Associazione "Il Facocero"

ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO CITTADINO "25 AGOSTO" - Falconara
MEDICINA DEMOCRATICA - Falconara
C.S.A. KONTATTO - Falconara
RETE DEI CENTRI SOCIALI
DISOBBEDIENTI DELLE MARCHE
ASSOCIAZIONE "Ya Basta! Marche"
GLOMEDA COMUNICAZIONE
LEGAMBIENTE MARCHE
FEDERAZIONE REGIONALE VERDI
GRUPPO CONSIGLIARE REGIONALE DEI VERDI
WWF Marche
IL FACOCERO - Falconara

 

11.09.2004 - ore 12:25 la Regione Marche ...

GoMarche quotidiano telematico (Venerdì 10.09.2004)

D'AMBROSIO: "CORDOGLIO PER MORTE DI PARISSE"

Il presidente della Giunta regionale, Vito D’Ambrosio, ha inviato un telegramma alla famiglia di Sebastiano Parisse, deceduto tragicamente nell’incendio della raffineria API, nel quale esprime alla moglie e ai figli profondo dolore per la scomparsa del loro congiunto.

ANCONA - Il presidente della Giunta regionale, Vito D’Ambrosio, ha inviato un telegramma alla famiglia di Sebastiano Parisse, deceduto tragicamente nell’incendio della raffineria API, nel quale esprime alla moglie e ai figli profondo dolore per la scomparsa del loro congiunto unito alle più sentite condoglianze per il grave lutto che li ha colpiti. Il Presidente auspica che si giunga rapidamente a fare piena luce sul tragico evento e assicura i famigliari del massimo impegno della Regione affinché questo ennesimo tragico incidente sul lavoro porti a norme di sicurezza dei lavoratori e di incolumità dei cittadini sempre più rigorose.
In relazione a quest’ultimo importante problema, va sottolineato che D’Ambrosio ha incaricato l’assessore Augusto Melappioni di attivare le competenti autorità sanitarie affinché venga effettuata con la massima sollecitudine, un’ispezione straordinaria complessiva allo stabilimento API, non tralasciando di verificare le misure poste a tutela dei cosiddetti “operatori esterni”.

 

11.09.2004 - ore 12:05 importante presa di posizione dei sindacati di base

Coordinamento Sindacati di Base

API DI FALCONARA

ANCORA MORTI SUL LAVORO
ANCORA DISASTRI AMBIENTALI

PIANGIAMO IL SECONDO MORTO SUL LAVORO IN DUE MESI; dopo l'operaio morto ad Agosto alla Fincantieri di Ancona, stavolta è caduto un lavoratore dell'API.

La nostra regione, il nostro paese sono attraversati da una scia di sangue nei luoghi di lavoro; più di tre morti al giorno, centinaia di migliaia di incidenti invalidanti ogni anno.

Ma non è “solo” la vita e la salute dei lavoratori ad essere in gioco, ad avere poco valore per i padroni, la politica ed in particolare per gli organi d’informazione .

La presenza di una vera e propria bomba ecologica ad orologeria sul nostro territorio, quale l'API, mette a repentaglio la sicurezza di tutti.

La giunta regionale ha rinnovato la concessione all'API grazie al nuovo piano di sicurezza.... che produce risultati quali quello cui abbiamo assistito!

Non solo: l'API è pericolosa per sua natura, ma avere una ferrovia che passa al suo interno, un aeroporto vicino, essere a due passi dall'abitato, rendono quella industria un pericolo enorme, aldilà della sua natura stessa; una industria pericolosa che stà nel posto sbagliato !

Bisogna ricordare a quanti lo hanno dimenticato: lo studio della Provincia di Ancona, del Febbraio 1995 intorno alle tre centrali (perché le centrali sono tre e tutte operanti!), insieme all’inquinamento da cromo (Monsano), l’interporto, avevano fatto dichiarare successivamente questa area ad elevato rischio ambientale !

La tutela della salute è diritto sancito dalla Costituzione ed è lo Stato che deve assicurarne il rispetto.

Noi chiediamo allo Stato, alle Istituzioni, che questo diritto venga rispettato; vogliamo maggiori controlli sulla sicurezza per i lavoratori, vogliamo la revoca della concessione all'API.

Il ricatto occupazionale non può essere arma in mano di nessuno; i posti di lavoro debbono essere assicurati.

INVITIAMO CGIL-CISL-UIL A NON ASPETTARE IL PROSSIMO MORTO ED APRIRE FINALMENTE UNA RIFLESSIONE SERIA SULLA DELOCALIZZAZIONE DI QUESTA STRUTTURA .

Per questo chiediamo l'intervento delle istituzioni, in difesa del lavoro e della salute, per questo chiediamo, subito, un piano straordinario del Governo per la chiusura dell'API....
SENZA SE E SENZA MA !

RdB/CUB, S.in.COBAS, - Camera del Sindacalismo di Base di Jesi

 

11.09.2004 - ore 12:00 manifestazione Lunedì 13 ore 21:00 piazza Mazzini

ricevute nuove adesioni:
Rete dei Centri Sociali
Disobbedienti Marche
Associazione Ya Basta! Marche
Glomeda Comunicazione
Legambiente Marche
Federazione Regionale Verdi
Gruppo Consigliare Regionale dei Verdi

ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO CITTADINO "25 AGOSTO"  Falconara
MEDICINA DEMOCRATICA - Falconara
C.S.A. KONTATTO Falconara
RETE DEI CENTRI SOCIALI
DISOBBEDIENTI DELLE MARCHE
ASSOCIAZIONE "Ya Basta! Marche"
GLOMEDA COMUNICAZIONE
LEGAMBIENTE MARCHE
FEDERAZIONE REGIONALE VERDI
GRUPPO CONSIGLIARE REGIONALE DEI VERDI

 

11.09.2004 - ore 11:55 news inquinamento mare

Ieri, 10 Settembre 2004 alle ore 18,30, associati ai Comitati Villanova, 25 Agosto e Fiumesino sono stati avvertiti da alcuni pescatori della zona Rocca Mare dell'avvistamento di chiazze di bitume spiaggiate lungo l'arenile della Rocca. 
E' stata percorsa la spiaggia fino al confine con la ex Montedison e sono state rinvenute chiazze di bitume di varie grandezze sull'arenile e in galleggiamento sull'acqua (da pochi centimetri ad alcuni decimetri).
La consistenza e l'aspetto delle chiazze è del tutto simile a quelle rinvenute sulla spiaggia di Falconara Centro. Il tutto è stato documentato fotograficamente.
E' stato avvertito immediatamente il Centro Emergenze del Comune di Falconara che è intervenuto con una pattuglia di Vigili Ambientali. 
Questa mattina, 11 Settembre 2004, nel corso di un nostro nuovo sopralluogo sono state fatte riprese video mentre gli addetti del C.A.M. S.p.A. apponevano i divieti di balneazione e asportavano le chiazze di bitume visibile sulla spiaggia. 
Riteniamo che la forza del mare che ha sospinto il bitume scaricato dal fosso della Rigatta che scorre all'interno della raffineria API possa aver ricoperto con la ghiaia trascinata altro bitume sotto il litorale della Rocca Mare.
Probabilmente non sapremo mai esattamente quanto bitume sia stato sversato in mare in conseguenza dell'incidente dell'8 Settembre scorso, soprattutto perché le parti più pesanti potrebbero essersi adagiate sul fondale marino. 
Di sicuro non crediamo all'esilarante (se non ci fosse da piangere per le vittime e le conseguenze sull'ambiente) 
<<
modesto quantitativo >> ammesso dalla Dirigenza della raffineria API.
Ed è altrettanto sicuro che il mare restituirà alle nostre coste parte di quel bitume, "rateizzandolo" con le mareggiate invernali.
 

10.09.2004 - ore 14:30 COMUNICATO STAMPA

<< Sono entrati in collisione un camion nell’area carico del bitume e le apparecchiature per il carico stesso. Ciò ha provocato un principio di incendio che poi si è allargato ad un’area di carico bitume, in particolare ad un serbatoio >>. Queste stupefacenti affermazioni dell’Amministratore Delegato dell’API; Franco Brunetti, sono state sbugiardate, oltre che da uno dei camionisti ustionati, dalle prime indagini della Procura di Ancona che ha accertato che l’incendio non può essere imputabile ad una errata manovra delle autobotti.

Le affermazioni dell’Amministratore Delegato dell’API mostrano a tutti il vero volto della Dirigenza di questa azienda che ha tentato di scaricare immediatamente la responsabilità sui lavoratori.
Lo ribadiamo, l’API ha dimostrato e sta dimostrando l’INAFFIDABILITA’ per i lavoratori, i cittadini e le Istituzioni.

Emergono oggi alcune domande inquietanti a cui le Autorità DEVONO rispondere pubblicamente, informando nel dettaglio la cittadinanza di Falconara:

  1. se il serbatoio era riempito di bitume per metà (cronaca del TG3 Marche) come mai il bacino di contenimento del serbatoio stesso non è stato in grado di svolgere l’opera di contenimento del bitume fuoriuscito? Era inadeguato? Vetusto?

  2. la Dirigenza API dichiarando che << (…) sta provvedendo a contenere la fuoriuscita del bitume nel fosso Rigatta (…) >> ha implicitamente ammesso che il bitume copiosamente ritrovato sulla spiaggia di Falconara proviene dal fosso Rigatta che attraversa la raffineria e si getta in mare. Dunque sembra plausibile dedurre che:

    • il sistema di sicurezza della raffineria non è riuscito a far fronte a questa gravissima conseguenza dell’incendio, cioè ad evitare il riversamento del bitume nel fosso che si immette in mare;

    • è’ stato violato almeno uno dei punti del Sistema Prescrittivo annesso al Rinnovo della concessione laddove è scritto che: << L’Azienda dovrà provvedere oltre che al monitoraggio giornaliero degli scarichi, anche quello mensile dei quattro fossi che attraversano la raffineria (…) >>.

Ha ragione il Sindaco Carletti.
Ce n’è quanto basta per revocare la concessione.

Se ne vadano tutti gli Amministratori ed i Consiglieri regionali di maggioranza ed opposizione che hanno votato il rinnovo della concessione all’API!

Intanto confermiamo la fiaccolata a Falconara lunedì 13 Settembre alle ore 21,00 in P.zza Mazzini.

 

10.09.2004 - ore 13:10 manifestazione Lunedì 13

ricevuta la prima adesione: C.S.A. KONTATTO

ASSOCIAZIONE COMITATO QUARTIERE VILLANOVA - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO - Falconara
ASSOCIAZIONE COMITATO CITTADINO "25 AGOSTO"  Falconara
MEDICINA DEMOCRATICA - Falconara
C.S.A. KONTATTO Falconara

 

10.09.2004 - ore 13:00 rettifica articolo giornale

Cari amici de “Il Manifesto”,

vi ringrazio per aver ospitato le mie dichiarazioni sull’incidente alla raffineria API di Falconara dell’8 Settembre u.s. ma, senza rubarvi eccessivo spazio e tempo, vi prego di correggere alcune affermazioni attribuitemi nell’intervista curata da G.S.

In sintesi:

  1. le prescrizioni tecniche del Comitato Tecnico Regionale (CTR) dopo l’incendio del 25 Agosto 1999 sono state ottemperate per gli impianti coinvolti. Non risponde a verità che sono state disattese come riportato nell’articolo. Nell’incendio dell’8 Settembre è stato coinvolto un impianto diverso da quello del 25 Agosto 1999, per il quale non era stato prescritto nulla dal CTR. Conosco a “menadito” questi documenti e non ho mai affermato quanto attribuitomi.
  2. Per quanto riguarda l’avviso dell’emergenza dell’incendio in atto da parte della raffineria API confermo (perché ne sono documentato) che la popolazione non è stata avvisata con le sirene né è stato avvisato il Comune. Ma non ho detto che le altre Istituzioni (oltre il Comune) non sono state avvertite, anche perché non possiedo documentazione al riguardo. Confermo che nel caso di due sversamenti di prodotti petroliferi in mare avvenuti nel 2003 non è stata avvertita l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ed in un caso è stata la Capitaneria di Porto di Ancona che casualmente ha individuato lo sversamento!
  3. Confermo anche che nel caso dell’incidente del 25 Agosto 1999 la raffineria API avvertì del pericolo in atto con gravissimo ritardo tanto che ci fu una fuga caotica della popolazione ed un treno transitò tra gli impianti durante l’incendio.
  4. L’impianto di biomasse con compartecipazione API Holding è situato a Strongoli e non Stromboli. Sicuramente un vostro refuso.
  5. La concessione non è stata rinnovata a Gennaio 2003 bensì a Luglio 2003 e non è stato l’Assessore Amagliani a rinnovare la concessione ma un decreto della Giunta Regionale delle Marche.

Vi prego di esaudire questa richiesta.

Grazie

Cordialmente

Loris Calcina (Presidente dell’Associazione Comitato quartiere Villanova – Falconara)

 

09.09.2004 - ore 18:30 aggiornamento incidente 08.09.2004

GoMarche quotidiano telematico

PLACCHE DI CATRAME SULLA SPIAGGIA

La spiaggia di Falconara è stata invasa da migliaia di placche di catrame che sono arrivate dal mare subito dopo l'incidente in raffineria; i Verdi e il Comitato 25 agosto chiedono spiegazioni, la Federazione Verdi Marche accusa l'API per il mancato rispetto della sicurezza e dell'ambiente.

I Verdi denunciano la comparsa di migliaia di placche di catrame lungo la spiaggia di Falconara che sono arrivate dal mare nelle ore successive all'incidente nella raffineria API. “Gli idrocarburi solidi - dichiara Marco Moruzzi, capo gruppo Verdi in Consiglio Regionale delle Marche - possono contenere composti particolarmente tossici quali i metalli pesanti, per questa ragione sono preoccupato per le conseguenze immediate e future.” L’esponente dei Verdi ha richiesto alla Capitaneria di Porto di accertare che detti idrocarburi provengano dall'incidente dell'8 settembre e di effettuare approfondite analisi sui residui di petrolio presenti lungo la costa e nell’aria circostante lo stabilimento API. Moruzzi chiede anche per quale motivo i piazzali e il sistema fognario non hanno svolto un'azione di contenimento degli idrocarburi, condizione prevista dalle norme di sicurezza.

Sullo stesso problema interviene l’Associazione comitato cittadino “25 agosto” di Falconara che vuole risposte chiare sulla provenienza del bitume e soprattutto sull’omissione di informazioni da parte dell’API che sembrano aver impedito l’immediata e completa attivazione del Piano di emergenza esterna. Per questi motivi e per ricordare Sebastiano Parisse e i tre feriti il comitato ha organizzato lunedì 13 Settembre alle ore 21,00 un presidio/fiaccolata in P.zza Mazzini.

Anche Luciano Montesi, Presidente della Federazione Verdi Marche, ha sottolineato le gravi responsabilità dell’azienda che “si manifesta come un soggetto economico inaffidabile nelle relazioni con il territorio e con le istituzioni”. Tanto che alla riunione fra gli esponenti del centro sinistra delle Marche i Verdi porranno in primo piano l’incompatibilità dell’API con un territorio come Falconara ad altissima densità di popolazione e di infrastrutture viarie primarie e in cui c’è un elevato sviluppo del turismo, della pesca e dell'agricoltura.

 

09.09.2004 - ore 16:40 aggiornamento incidente 08.09.2004

GoMarche quotidiano telematico

FITA CNA, "NON CREDIAMO ALLA COLLISIONE"

Uno dei camionisti feriti ieri dall'esplosione è in condizioni molto gravi; intanto l'associazione di categoria FITA CNA non crede alla tesi della collisione, ma considera più probabile l'implosione di un serbatoio e chiede maggiore sicurezza per i dipendenti della raffineria.

FALCONARA - Dopo l’esplosione di ieri all’Api di Falconara che ha ucciso l’autotrasportatore Sebastiano Parisse di Porto Potenza Picena, un altro dei camionisti rimasti feriti è in pericolo di vita. Nicola Cilli, 36 anni, era stato colpito da un getto di bitume bollente ed ora si trova all’ospedale di Padova con il 40% del corpo ustionato. I medici non sciolgono la prognosi, ma definiscono le sue condizioni molto gravi. Secondo la FITA CNA la direzione dell'Api avrebbe cercato di attribuire la responsabilità dell'incidente all'errore di manovra di un autotrasportatore. Ermanno Santini, il segretario dell’associazione di categoria, afferma che la tesi della collisione non è credibile, mentre è molto più probabile l’ipotesi avanzata anche da alcuni addetti ai lavori dell’implosione di un serbatoio saturo di gas o di vapore. ”La Fita Cna attende con interesse l’esito dell’inchiesta - ha dichiarato Santini - anche perché i 350 autotrasportatori che lavorano per la raffineria hanno bisogno di certezze sulla sicurezza dell’Api, un impianto importante per l’intera Italia centrale.”

Infine conclude dicendo: “Sulla sicurezza dell’Api va fatta chiarezza al più presto. Anche per far si che il sacrificio del povero Parise, alla cui famiglia voglio far pervenire la solidarietà mia personale e della Fita – Cna, non sia stato inutile. Siamo anche vicini a Nicola Cilli ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Padova e agli altri autotrasportatori coinvolti nell’incidente”.

 

09.09.2004 - ore 16:30 aggiornamento incidente 08.09.2004

ANSA Marche

Ferito ancora in prognosi riservata

(ANSAweb 2004-09-09 - 10:56:00) - PADOVA, 9 SET - Nessuna variazione, al momento, delle condizioni di Nicola Cilli, il camionista di 36 anni ricoverato ieri all'Ospedale di Padova dopo l'incendio alla Raffineria Api di Falconara Marittima. I sanitari del centro grandi ustioni del nosocomio continuano a riservarsi la prognosi, definendo sempre grave la situazione clinica. Cilli era stato trasferito d'urgenza da Ancona, con ustioni al 40% del corpo, di grado profondo alle gambe e alle braccia. Secondo una prima ricostruzione dell'episodio, era stato investito da un getto di bitume bollente mentre stava ultimando le operazioni di carico.

 

09.09.2004 - ore 15:00 COMUNICATO STAMPA

L’incendio dell’8 Settembre condanna inequivocabilmente le velleità di tutti coloro, Regione Marche in testa, che credono di poter rendere sicura la raffineria API per chi ci lavora e per l’intera città di Falconara.
E’ una raffineria che si è pericolosamente avvicinata a cento metri dalla città di Falconara e, dunque, le conseguenze e le evoluzioni di un incidente al suo interno sono imponderabili.

Abbiamo più volte e pubblicamente sostenuto la inaffidabilità della Dirigenza dell’API nei confronti dei lavoratori, dei cittadini e delle Istituzioni.
Le omissioni indicate negli anni nei documenti dei Vigili del Fuoco, del Servizio Risanamento e Tutela Ambientale della Regione e dell’ARPAM non ci possono far sentire sicuri sulla conduzione di una industria ad alto rischio di incidente rilevante. Ma la Regione Marche e tutti i Consiglieri regionali che hanno votato il rinnovo della concessione probabilmente hanno la memoria corta.

Noi diciamo che un altro morto e 3 feriti tra i lavoratori sono dei costi umani inaccettabili e per far emergere la verità, impedire sottovalutazioni da parte di chichessia ci batteremo in tutte le sedi opportune.

Intanto ribadiamo che la popolazione, svegliata dagli scoppi alle 07,15, non è stata informata sui comportamenti da adottare fino alle ore 09,05 dell’8 Settembre. Il Sig. Sindaco di Falconara ci ha informato che << la Raffineria non ha ritenuto informare il Comune dell’incidente, impedendo, quindi, una attivazione immediata del Piano di Emergenza esterno >>. Da questo punto di vista testimoniamo che neanche la sirena di allarme della raffineria è stata attivata mentre una pioggia di detriti e gocce bituminose cadeva fino a Falconara Alta, a circa 2.000 metri dall’incendio!
Abbiamo raccolto tutto questo materiale e i cittadini sono pronti a testimoniare.
Di chi è la responsabilità della mancata informazione del Comune di Falconara quando le dense e polverose nuvole dei fumi della combustione si sono abbassate sulle zone abitate?
Di chi è la responsabilità della mancata attivazione di una parte del Piano di Emergenza Esterno?
Come mai la Protezione Civile invitava a rimanere in casa a causa dei fumi mentre il Prefetto ha dichiarato che gli stessi fumi non erano tossici?
E’ sufficiente guardare le foto che sono pubblicate sul nostro sito per valutare che quei fumi sono ricaduti a terra e, con essi, polveri sottili!

In queste ore, infine, la spiaggia di Falconara è invasa da grosse “zolle” bituminose che sono state sospinte dal mare. Le faremo analizzare a nostri laboratori di fiducia, ma intanto vogliamo che sia resa pubblica la provenienza di quel bitume che ammorba la sabbia della spiaggia di Falconara.
Vogliamo sapere se proviene dalla grande quantità di bitume sversato nella zona dell’incidente e se sia stato trasportato in mare dai fossi interni alla raffineria API.

Nessuno si azzardi a tenere disinformata la cittadinanza di Falconara!

Per questo Lunedì 13 Settembre alle ore 21,00 si svolgerà un presidio/fiaccolata in P.zza Mazzini a cui sono invitati tutti i cittadini che hanno a cuore salute ed ambiente.

 

09.09.2004 - ore 09:30 il bitume sulla spiaggia di Falconara

Alcune foto scattate ieri sera presso la piattaforma Bedetti di Falconara Marittima

 

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte: www.comitati-cittadini.net

 

08.09.2004 - ore 18:25 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

GoMarche quotidiano telematico

WWF, LEGAMBIENTE E VERDI UNITI CONTRO L' API

Le tre sigle ambientaliste chiedono la revoca dell'autorizzazione all'Api e severi controlli della magistratura: non è possibile svolgere un'attività a così alto rischio vicino ad un centro abitato densamente popolato.

FALCONARA - "La concessione ventennale rilasciata dalla Regione Marche all’Api va subito revocata”. Lo chiedono a gran voce il presidente dei verdi Alfonso Pecoraro Scanio e il deputato Marco Lion, capogruppo in commissione Ambiente. “L’ennesimo tragico incidente alla raffineria Api – ha dichiarato Lion - ripropone drammaticamente un nodo irrisolto della politica ambientale marchigiana: l’impossibile convivenza tra la raffineria e uno dei centri abitati con densità abitativa tra le più alte nel paese, il comune di Falconara marittima”. Il capogruppo ha inoltre ricordato che lo sviluppo della raffineria e il recente rinnovo della concessione sono stati oggetto di un durissimo scontro politico e istituzionale tra chi, come il Comune di Falconara, il suo Sindaco, i cittadini, i Verdi e gli ambientalisti, era per una riconversione dell’area e quanti, maggioranza e opposizione dell’amministrazione regionale, hanno voluto privilegiare le ragioni dell’industria. Ciò ha portato alla decisone dei Verdi di uscire dalla maggioranza in Regione.

Anche Legambiente interviene sulla questione, con il suo presidente regionale Luigino Quarchioni, tra l'altro residente a Falconara: “La difficile convivenza tra la città e il sito industriale, è resa possibile solo dal pieno e attento rispetto delle regole e dall’accuratezza dei controlli da parte degli organi preposti, ma se vengono a mancare questi presupposti, e se saranno accertate responsabilità da parte della società, sarà davvero difficile mantenere questo stato di cose”. Non sono infatti una novità le numerose denunce di Legambiente contro la raffineria, rea di aver causato negli anni un pesante inquinamento della costa, del suolo e ancora più in profondità del sottosuolo e delle falde. Di più, i dati sullo stato di inquinamento del sottosuolo forniti dalla Raffineria attraverso la società dalla stessa incaricata, sono risultati non veritieri, in seguito a verifiche effettuate dall’ARPAM, la Regione e il Comune; ragion per cui proprio la società in questione e alcuni dirigenti della raffineria sono a tutt’oggi imputati nel relativo processo penale.

Alla luce di quanto successo oggi il WWF ha chiesto la sospensione della concessione alla Raffineria API, per verificare con attenzione che cosa non abbia funzionato nelle misure di sicurezza. Secondo Andrea Dignani, Consigliere Nazionale del WWF Italia "appare urgente una riscrittura del protocollo che ha permesso il rinnovo della concessione, i sistematici incidenti della raffineria devono far ripensare al rapporto di fiducia tra gli Enti di Controllo, i cittadini e la Raffineria API". L'associazione ambientalista tiene poi a far sapere che l'API di Falconara e' solo la punta di un iceberg: nel nostro Paese sono troppe le aree industriali a ridosso di aree densamente urbanizzate, che ogni giorno mettono a repentaglio, con inquinamento o rischio di incidenti, la salute dei cittadini.

 

08.09.2004 - ore 17:40 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

GoMarche quotidiano telematico

TROVATO IL CADAVERE DEL CAMIONISTA DISPERSO

E' stato trovato all'interno della raffineria Api il cadavere del camionista Sebastiano Parisse: lascia moglie e 2 figli.

FALCONARA- Trovato poco fa il cadavere di Sebastiano Parisse, il camionista abruzzese di 49 anni dato per disperso nel rogo alla Raffineria Api di Falconara marittima. Nato in Abruzzo, Parisse si era trasferito nelle Marche anni addietro per sposare Giannina Torresi, di Porto Potenza Picena. La famiglia vive in via Aldo Moro n. 13, dove la notizia dell' incidente stamane e' arrivata con le immagini dell' incidente trasmesse dal telegiornale. Da quel momento Giannina, 45 anni, ha atteso con ansia notizie sulla sorte del marito, e sempre sperando che suo marito fosse riuscito a scappare e mettersi in salvo. In un primo momento infatti alcuni testimoni avevano detto di aver visto un uomo fuggire dal luogo dell'incidente. Oltre alla moglie, Sebastiano Parisse lascia i due figli Simone e Marco, di 24 e 19 anni.
Gli amici ricordano il camionista scomparso come una persona stimata da tutti, un lavoratore serio e prudente, che sulla strada non rischiava mai. E che invece ha perso la vita - ennesima vittima del lavoro, la terza in cinque anni all' Api - durante un' operazione di carico e scarico di bitume da asfalto che avrebbe dovuto essere di assoluta routine.
A seguito dell'ennesimo incidente alla raffineria Api di Falconara Marittima le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per l'intera giornata di venerdi' lo sciopero di tutti i dipendenti del gruppo Api e delle ditte appaltatrici. E' stata anche convocata l'assemblea generale di tutto il personale da tenersi nella sala mensa dell'azienda.

 

08.09.2004 - ore 15:45 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italiana

INCENDIO RAFFINERIA: VOLI REGOLARI IN AEROPORTO (AGI) - L'incendio sviluppatosi in mattinata nella raffineria Api di Falconara Marittima non ha paralizzato, come accaduto in altre circostanze, l'attivita' dell'aeroporto "Raffaello Sanzio" che si trova nei pressi dell'impianto petrolchimico e che gli aerei, in decollo o in atterraggio, sorvolano a un chilometro di distanza. L'ufficio stampa dello scalo afferma in una nota che "l'aeroporto ha continuato ad operare regolarmente" e che "i voli sono stati operati in conformita' alle procedure di sicurezza previsti in queste circostanze". Si e' adottata, in particolare, la "variazione del circuito di atterraggio degli aeromobili". In altri termini le operazioni di volo non sono avvenute lato mare ma lato monte, passando sopra la citta' di Chiaravalle. Non si sono registrati ritardi nei collegamenti. Al momento dell'incendio era stato, invece, bloccato il traffico ferroviario in quanto a fianco la raffineria passano i binari della linea Ancona-Bologna. Anche questo intorno alle dieci e' ripreso regolarmente. Traffico deviato dalla SS 16 adriatica all'altezza dello stabilimento.

 

08.09.2004 - ore 15:00 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

Corriere della Sera online & Repubblica online

14:39 - Incendio raffineria: trovato un cadavere

FALCONARA MARITTIMA (Ancona) - Secondo il sindacalista Andrea Fiordelmondo, il cadavere di un uomo e' stato ritrovato all'interno della raffineria Api sul luogo in cui e' avvenuto, stamane, l'incidente. Sul posto si trova un medico per i primi accertamenti sulla salma. Potrebbe trattarsi del camionista dato per disperso, Sebastiano Parisse, sposato e padre di due figli.

 

08.09.2004 - ore 14:45 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

GoMarche quotidiano telematico

L’assessore all’ambiente, Marco Amagliani, ha intanto convocato per le ore 15 una riunione per esaminare in maniera approfondita tutti gli aspetti connessi all’incendio sviluppatosi presso la Raffineria API di Falconara. L’incontro, concordato con il presidente D’Ambrosio, ha lo scopo di chiarire cos’è accaduto, la dinamica dei fatti che hanno dato vita al grave incidente, di accertare come sono scattati i piani di emergenza nonché di accertare le responsabilità in campo e stabilire che cosa fare per il futuro. Alla riunione, che avrà luogo presso la sede regionale di Palazzo Leopardi, prenderanno parte i Servizi regionali della Protezione Civile, dell’Industria e dell’Ambiente e i rappresentanti di tutti gli Enti coinvolti nella vicenda, tra cui la Provincia, la Prefettura e i Vigili del Fuoco.

 

08.09.2004 - ore 14:10 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

Repubblica online

13:28 - Incendio in raffineria, ferito: ho sentito un tonfo sordo

"Avevo appena finito di fare il mio carico, ed ero salito sull' autocisterna, quando ho sentito come un tonfo sordo. Sono sceso, e sono scivolato sul bitume bollente, ustionandomi le mani e i piedi. Dietro di me c' era Nicola Cilli, tutto sporco di catrame..." A parlare all'Ansa dal reparto di dermatologia dell'ospedale di Ancona, è uno dei feriti, Marcelo Pelaiz, 32 anni, camionista argentino immigrato nelle Marche ad Angeli di Rosora. Lui è uno dei quattro autotrasportatori coinvolti nell'incendio dell'Api di Falconara marittima. Un suo compagno è disperso, Nicola è gravemente ferito (è stato trasportato a Padova) mentre lui, come Mauro Cameruccio, l' altro camionista, può dirsi fortunato. Ha ustioni alle mani e ai piedi ma se la caverà con non molti giorni di prognosi.

 

08.09.2004 - ore 14:00 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

precisazione

Il Comitato 25agosto precisa che le affermazioni fatte riguardanti la mancata attivazione del P.E.E. erano relative alla mancata comunicazione alla popolazione e non al blocco del traffico (stradale, ferroviario, aereo).

Non voleva essere una polemica verso il Comune di Falconara Marittima, ma una constatazione della situazione che si stava vivendo sul campo, con la sensazione da parte di molti cittadini di essere "abbandonati" agli eventi.

La lettera inviataci dal Sindaco, non fa altro che confermare tutti i nostri dubbi, circa l'affidabilità dell'azienda in situazioni critiche.

 

08.09.2004 - ore 13:55 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

GoMarche quotidiano telematico

API: MORUZZI E IL COMITATO 25 AGOSTO ACCUSANO

Il consigliere "verde" Moruzzi ed il Comitato 25 agosto attaccano la raffineria Api, cui recentemente è stata rinnovata l'autorizzazione ad operare per altri 20 anni.

FALCONARA - L'incidente occorso stamattina alla Raffineria API di Falconara conferma tutte le carenze del sistema di prevenzione degli incendi e disastri ambientali che può produrre questa raffineria collocata nel centro abitato di Falconara, cui recentemente è stata rinnovata per 20 anni l'autorizzazione ad operare nel sito che occupa attualmente in parte di proprietà demaniale.
A tale proposito il consigliere regionale dei Verdi Marco Moruzzi ha così dichiarato: "Al momento del rinnovo della concessione era stato definito l'impianto più sicuro d'Italia, in realtà la sicurezza tanto decantata è ancora solo una illusione, e la pubblica amministrazione non può più lasciare che la Raffineria garantisca da sola la sicurezza, dato che anche questa volta il mancato allarme ai cittadini dimostra che la preoccupazione prioritaria in caso di incidente è quella di nascondere ciò che realmente sta succedendo durante l'emergenza. Poco è cambiato dopo il grave incidente che alcuni anni fa ha provocato due vittime, e questa purtroppo è un'altra triste dimostrazione."

Secondo il comunicato del Comitato 25 agosto, che ha questo nome in ricordo dei 2 operai morti in un incidente di lavoro all'interno della raffineria il 25 agosto 1999, i pezzi di uno dei due serbatoi sono stati ritrovati fra le case di Villanova, il quartiere adiacente alla raffineria. "Non e' stato avvertito nessun messaggio sonoro -dice ancora il Comitato 25 agosto-, il Piano di emergenza esterna non è scattato, la popolazione non è stata avvertita: alle 7:40 circa è passata molto velocemente una pattuglia di vigili urbani che esortava la popolazione del quartiere di Fiumesino ad allontanarsi. Solo alle 9 nel quartiere si è avvertito il primo messaggio radio".

 

08.09.2004 - ore 13:50 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

GoMarche quotidiano telematico

Il prefetto di Ancona Giulio Maninchedda ha comunicato che ancora non c'è traccia del camionista dato per disperso (il suo cellulare continua a squillare a vuoto). Il suo nome è Sebastiano Parisse. Tre autotrasportatori ustionati sono stati ricoverati in ospedale, uno a Padova e due ad Ancona. Il primo, Nicola Cilli, è anche il più grave, con il 40% del corpo ustionato, mentre le condizionioni degli altri due, Marco Pelaiz e Mauro Cameruccio, destano meno preoccupazione. Non risultano feriti o intossicati fra la popolazione residente nella zona del petrolchimico, nonostante l' enorme colonna di fumo che il rogo ha rilasciato nell'aria.
L' Arpam ha accertato che le sostanze sprigionate dal bitume combusto non erano tossiche. I voli da e per l'aeroporto di Falconara Marittima sono stati operati in conformita' con le procedure di sicurezza previste e al momento non si registrano ritardi.

 

08.09.2004 - ore 13:45 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

GoMarche quotidiano telematico

IL SINDACO CARLETTI CHIEDE LA REVOCA ALL' API

Tutela della vita, del territorio, della convivenza: revoca immediata e dovuta della concessione all’API.

FALCONARA - Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata alla stampa dal sindaco di Falconara Marittima, Giancarlo Carletti, di cui riportiamo di seguito i passi salienti:
"Mai come in questo momento si rafforza la nostra avversione al provvedimento di concessione per la Raffineria API, di cui si chiede l'immediata revoca. Un provvedimento inspiegabile, intempestivo, non approfondito, contrario alle scelte fondamentali attuate per il territorio di Falconara attraverso i piani di sviluppo di cui il Comune si è dotato. Provvedimento disinvolto, sprezzante delle prerogative dell’Ente locale, delle esigenze della popolazione, salute,sicurezza, sviluppo, obbediente ad una logica che ci sfugge.
Chiediamo l’intervento della magistratura affinché, una volta per sempre, indaghi e si pronunci sulla legittimità dei provvedimenti autorizzativi adottati dalla Regione Marche per la prosecuzione dell’attività della Raffineria e, quindi, della sua compatibilità con la sicurezza, la vivibilità e l’ambiente di un centro fortemente antropizzato. In particolare l’autorità inquirente dovrà indagare perché il rinnovo della concessione sia stato rilasciato con tanto anticipo rispetto alla scadenza contrattuale del 2008.
Ciò non solo considerando la complessa situazione di degrado e di minaccia alla salute dei cittadini falconaresi, ma anche per la sicurezza di tutti coloro che si trovano a transitare su questo territorio e nella immediata prossimità della Raffineria. Minaccia che si riversa su un centro di snodo viario e di traffico internazionale caratterizzato dalla presenza dell’aeroporto, scali e linee ferroviarie , autostrade , strade statali e impressionante prossimità del centro".

 

08.09.2004 - ore 13:30 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

Prot. N.49663/2004

Alle Agenzie e agli Organi di Stampa
Al Comitato 25 Agosto

Oggetto : Incidente alla Raffineria API - Piano di Emergenza Esterno

In riferimento al comunicato del Comitato 25 Agosto avente per oggetto l'attivazione del piano di emergenza esterno in occasione all'incidente odierno presso la Raffineria API si precisa quanto segue :

  • la Raffineria non ha ritenuto informare il Comune dell'incidente, impedendo, quindi, una attivazione immediata del Piano di Emergenza esterno;
  • tuttavia, nonostante questa grave inadempienza da parte della Raffineria, la P.M. è intervenuta tempestivamente sulla viabilità adottando tutti i provvedimenti programmati in caso di incidente ;
  • il Comune ha comunque attivato le sue strutture per le informazioni alla città ed ai quartieri interessati dopo essere venuto a conoscenza dell'incidente per vie diverse da quelle che dovevano attivare l'allertamento;

Il ritardo lamentato, nei confronti dell'Ente, è del tutto infondato.

IL SINDACO

 

08.09.2004 - ore 12:00 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

GoMarche quotidiano telematico

D’AMBROSIO SULL’INCENDIO ALLA RAFFINERIA API

Così il presidente D'Ambrosio: "Se dagli accertamenti dovessero emergere negligenze nel seguire le previste procedure di sicurezza, è ovvio che la Regione interverrebbe con la massima tempestività"
ANCONA - Riceviamo e pubblichiamo i passi più salienti di una nota stampa della presidenza della giunta regionale, in relazione all’incendio verificatosi all’interno della raffineria API di Falconara Marittima: "Il presidente D’Ambrosio augura innanzitutto una pronta e completa guarigione alle persone rimaste ferite nella circostanza.
Quanto alla questione della sicurezza, il presidente attende di poter disporre di elementi di giudizio affidabili. Se dagli accertamenti dovessero emergere negligenze nel seguire le previste procedure di sicurezza, è ovvio che la Regione interverrebbe con la massima tempestività, adottando tutte le misure di sua competenza, nessuna esclusa (comprese, quindi, anche quelle relative alla concessione in vigore per l’esercizio dell’attività di raffinazione, rilasciata alla società API s.p.a. e valida fino all’anno 2008)".

 

08.09.2004 - ore 11:45 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

Repubblica online

Incendio in raffineria a Falconara un morto e tre ustionati

Le fiamme sono divampate durante il carico da un serbatoio all'autocisterna. Il fumo avvolge la zona, ma non è tossico.
Nel '99 un incidente causò la morte di due operai. Il comitato: "Via lo stabilimento, è un pericolo"

FALCONARA - In un incendio che si è sviluppato questa mattina nella raffineria Api di Falconara, vicino ad Ancona, un uomo è morto e altri tre sono feriti. Le vittime dell'incidente sono autostrasportatori di una ditta esterna allo stabilimento, uno dei quali sarebbe l'autista dell'autobotte che ha preso fuoco.
Come prevede il piano di sicurezza - l' Api è uno degli impianti a rischio di incidente rilevante secondo la classificazione 'Seveso' - il traffico stradale e ferroviario sono stati interrotti, per consentire le operazioni di spegnimento delle fiamme, e il rogo sarebbe ormai quasi sotto controllo. Cinque anni fa, il 25 agosto 1999, l' incendio di un serbatoio della raffineria costò la vita a due operai.
L'incendio si è sviluppato questa mattina intorno alle 7,20 e da subito dalla zona della raffineria si è innalzata una densa nube di fumo nero. La Protezione Civile ha informato che sul posto sono al lavoro tutte le forze operative: "Allo stato attuale non ci sono pericoli per le popolazioni residenti, esiste invece un problema 'fumo', che risulta fastidioso e irritante, pertanto si consiglia di rimanere il più possibile in casa, al riparo".
Durante le ultime ore si sono susseguite le voci sul numero delle vittime. Infine la dichiarazione del procuratore capo Vincenzo Luzi: "Sembra che abbiano individuato un cadavere...i vigili del fuoco stanno andando a verificare". Il corpo potrebbe essere del camionista che si trovava insieme ai tre colleghi rimasti ustionati durante il carico di bitume da un serbatoio all' autocisterna.
Intanto, si sono avute notizie più precise sul quadro clinico dei tre ustionati: l' uomo con il 40 per cento di ustioni non sarebbe in pericolo di vita e verrà curato a Padova, in una struttura specializzata. I suoi due compagni, uno con ustioni del 20 per cento, l' altro di meno del 10 per cento vengono trattati nell' ospedale regionale di Torrette di Ancona.
Non mancano tuttavia le polemiche. Il Comitato 25 agosto di Falconara Marittima, associazione che si batte contro la permanenza della Raffineria in città e si è costituita dopo l' incidente del 25 agosto '99, ha denunciato: "Il piano di emergenza esterna non è scattato, la popolazione non è stata avvertita: alle 7:40 circa è passata molto velocemente una pattuglia di vigili urbani che esortava la popolazione del quartiere di Fiumesino ad allontanarsi. Solo alle 9 nel quartiere si è avvertito il primo messaggio radio".
Il presidente delle Marche Vito D'Ambrosio attende di poter disporre di "elementi di giudizio affidabili" sulla questione della sicurezza. "Se dagli accertamenti - afferma - dovessero emergere negligenze nel seguire le previste procedure di sicurezza, è ovvio che la Regione interverrebbe con la massima tempestività, adottando tutte le misure di sua competenza, nessuna esclusa. Comprese quindi - specifica il presidente - anche quelle relative alla concessione in vigore per l'esercizio dell' attività di raffinazione, rilasciata alla società Api spa e valida fino all' anno 2008".

(immagine tratta da Repubblica)

News Repubblica online
11:37 - Incendio in raffineria, Comitato: non è scattato piano emergenza

"Il Piano di emergenza esterna non è scattato, la popolazione non è stata avvertita: alle 7:40 circa è passata molto velocemente una pattuglia di vigili urbani che esortava la popolazione del quartiere di Fiumesino ad allontanarsi. Solo alle 9 nel quartiere si è avvertito il primo messaggio" radio. Lo afferma il Comitato 25 agosto, nato in seguito all'incidente dell'agosto '99 nel quale persero la vita due operai dell'Api di Falconara marittima, che si batte contro la permanenza della raffineria in città. Nella nota del comitato si ipotizza che nel rogo sia morto un camionista.

 

08.09.2004 - ore 11:30 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

Repubblica online

Incendio in raffineria a Falconara un morto e tre ustionati

FALCONARA - In un incendio che si è sviluppato questa mattina nella raffineria Api di Falconara, vicino ad Ancona, un uomo è morto e altri tre sono feriti. Le vittime dell'incidente sono autostrasportatori di una ditta esterna alla Raffineria Api, uno dei quali sarebbe l' autista dell' autobotte che ha preso fuoco. Come prevede il piano di sicurezza - l' Api è uno degli impianti a rischio di incidente rilevante secondo la classificazione 'Seveso' - il traffico stradale e ferroviario sono stati interrotti, per consentire le operazioni di spegnimento delle fiamme, e il rogo sarebbe ormai quasi sotto controllo. Cinque anni fa, il 25 agosto 1999, l' incendio di un serbatoio della raffineria costò la vita a due operai.

Incendio in raffineria, riattivata linea ferroviaria adriatica

E' stata riattivata alle 10,55 la linea ferroviaria Adriatica interrotta stamani alle 7,25 a causa dell'incendio scoppiato all'interno della raffineria Api di Falconara Marittima. Durante il blocco della strada ferrata, Trenitalia ha predisposto quattro corse sostitutive con bus sul percorso Senigallia-Ancona, e deviato sulla linea Orte-Firenze il treno Intercity 564 Pescara-Milano. Il convoglio ha accumulato circa due ore e mezzo di ritardo.

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Corriere della sera online

Falconara, incendio in raffineria: nube sulla città
Tre feriti e un disperso. La Protezione civile invita a restare in casa
E' andata in fiamme un'autobotte che trasportava bitume e ha coinvolto anche un serbatoio. Bloccata la ferrovia Bari-Milano

FALCONARA MARITTIMA (Ancona) - In mattinata è scoppiato un violento incendio alla Raffineria Api di Falconara Marittima: tre gli ustionati, di cui uno grave, e c'è anche un disperso. Dall'incendio si è innalzata una densa nube di fumo nero e con un odore di componenti di plastica bruciata, che si abbassato sulla cittadina marchigiana. Il fumo si è diradato nel corso della mattina, dopo che la protezione civile, pur dicendo che «non ci sono pericoli per la popolazione residente» aveva consigliato ai residenti della zona di «rimanere il più possibile in casa, al riparo».
LA DINAMICA - L'incidente è stato ricostruito dall'amministratore delegato di Api, Franco Brunetti. Verso le 7,20 un'autobotte, appartenente ad una ditta esterna al petrolchimico, è entrata in contatto per errore uno dei sistemi di carico di bitume, dando origine ad un principio di incendio che si è poi esteso anche ad uno dei quattro serbatoi di bitume dell'area (che si estende per circa 400 metri quadrati). A causa del calore sprigionato dalle fiamme, il serbatoio è collassato su se stesso, mentre in cielo si alzava una densa colonna di fumo nero. Secondo Brunetti il piano di emergenza è scattato subito.
IL DISPERSO - Oltre a tre ustionati, uno dei quali ha bruciature sul 40% del corpo ed è ricoverato all'ospedale di Torrette di Ancona, c'è anche un disperso. Si tratta di un autostrasportatore, che si trovava insieme ai tre colleghi rimasti ustionati durante il carico di bitume da un serbatorio all'autocisterna. Al momento dello scoppio, potrebbe essere riuscito a mettersi in salvo, ma al momento non si può escludere che sia invece rimasto intrappolato nel rogo. «Sembra che abbiano individuato un cadavere...i vigili del fuoco stanno andando a verificare», ha detto il procuratore capo della Repubblica di Ancona Vincenzo Luzi, parlando con i giornalisti.
FERROVIA BLOCCATA E RIAPERTA - L'area dell'incidente è stata messa sotto sequestro dalla magistratura. Come prevede il piano di sicurezza - l' Api è uno degli impianti a rischio di incidente rilevante secondo la classificazione 'Seveso' -. Il traffico stradale e ferroviario sono stati interrotti per consentire le operazioni di spegnimento delle fiamme. Bloccata la ferrovia Bari-Milano, che attraversa la raffineria: la linea è stata riaperta poco prima delle 11. Deviati anche i camion che trasportano gpl. Cinque anni fa, il 25 agosto 1999, l'incendio di un serbatoio della raffineria costò la vita a due operai.

 

08.09.2004 - ore 10:45 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

dal Corriere della Sera online

10:32 - Incendio raffineria: disperso un camionista

FALCONARA MARITTIMA (Ancona) - Manca all' appello uno dei quattro autotrasportatori rimasti coinvolti nell' incendio scoppiato verso le 7:20 alla Raffineria Api di Falconara Marittima. Il camionista di cui non si hanno piu' notizie si trovava insieme ai tre colleghi rimasti ustionati durante il carico di bitume da un serbatoio all' autocisterna. Posta sotto sequestro l'area dell'incendio.

da Repubblica online

10:42 - Incendio in raffineria, disperso un autotrasportatore

L'autotrasportatore che era alla guida dell'autocisterna in cui è nato l'incendio alla raffineria Api di Falconara risulta disperso. Potrebbe essere fuggito mettendosi in salvo ma si teme possa essere rimasto intrappolato dalle fiamme. Il bilancio dell'incendio esploso intorno alle 7:20 si è appesantito anche per il numero dei feriti, salito a tre. Il camionista disperso si trovava insieme ai tre ustionati mentre veniva caricato il bitume da un serbatoio all'autocisterna. L'area dell'incidente è stata messa sotto sequestro dalla magistratura.

 

08.09.2004 - ore 10:00 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

dal Corriere della Sera online

09:41 Incendio raffineria: tre i feriti, mancano all'appello altri operai

FALCONARA MARITTIMA (Ancona) - Sono tre i feriti nell'incendio scoppiato questa mattina nella raffineria Api di Falconara Marittima, in provincia di Ancona. Uno dei tre, il più grave, avrebbe riportato ustioni sul 30-40% del corpo e sarà trasferito nel centro grandi ustionati di Verona. Le sue condizioni sarebbero gravi. Il terzo operaio, che accusa lievi ustioni agli arti inferiori, ha riferito che mancherebbero all'appello altri operai.

09:07 Incendio raffineria: due ustionati, chiuse ferrovia e statale 16

FALCONARA MARITTIMA (Ancona) - Sono due le persone rimaste ustionate nell'incendio divampato questa mattina nella raffineria Api di Falconara Marittima, nell'anconetano. I feriti sono due addetti dell' impianto, trasportati subito all' ospedale Umberto Primo di Ancona. Uno presenta ustioni sul 40% del corpo, l' altro sul 10% del corpo. Per motivi di sicurezza e' stata bloccata la statale SS16 Adriatica. Interrotto anche il traffico ferroviario sulla linea Ancona - Bologna.

08:26 Traffico: incendio raffineria Falconara, bloccata statale 16 adriatica

FALCONARA (Ancona) - La Statale 16 Adriatica e' stata bloccata per 5 km all'altezza di Falconara, in provincia di Ancona, a causa dell'incendio di una raffineria nella localita' marchigiana.

 

08.09.2004 - ore 9:40 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

da Repubblica online

9:40 - Incendio in raffineria, il rogo è sotto controllo

I vigili del fuoco intervenuti nell'incendio della raffineria Api a Falconara hanno detto che l'incendio alla Raffineria Api di Falconara Marittima è sotto controllo e che stanno completando le operazioni di bonifica. A quanto sembra l'incendio è nato da un'autobotte impegnata a caricare bitume nel piazzale delle baie di carico dove si alza ancora una colonna di fumo nero che il vento sta diradando.

9:29 - Incendio in raffineria, ci sono due ustionati

Nell'incendio di questa mattina alla raffineria Api di Falconara ci sono stati due feriti, due addetti all'impianto rimasti ustionati e trasportati all'ospedale di Torrette di Ancona. Uno presenta ustioni sul 40% del corpo, l'altro sul 10% circa. Non è chiaro se l'esplosione sia avvenuta in un serbatoio o in un'autobotte carica di bitume. L'Api è uno degli impianti a rischio di incidente rilevante secondo la classificazione 'Seveso': il piano di sicurezza è scattato immediatamente con la chiusura del traffico stradale e ferroviario.

8:48 - Incendio alla raffineria Api di Falconara

Uno dei serbatoi della raffineria Api di Falconara, in provincia di Ancona, è andato a fuoco questa mattina intorno alle 8 e le fiamme hanno prodotto una nube alta e nera. Non risulta ci siano feriti. E' immediatamente scattato il piano di sicurezza esterno alla raffineria ed è stato interrotto il traffico. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Ancona, Iesi e dell'aeroporto.

 

08.09.2004 - ore 9:20 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

Il vento sta facendo ricadere il fumo sopra il quartiere di Villanova, la popolazione si sta chiudendo in casa o allontanando con le mascherine.

Il primo messaggio del P.E.E. (Piano di Emergenza Esterno) è stato inviato alle ore 9:00, sia nel quartiere Villanova che nel quartiere Fiumesino.

Fonti ufficiose, reperite tra gli operatori della raffineria, parlano che il camionista sia deceduto.

 

08.09.2004 - ore 9:00 aggiornamento ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

L'incendio è sotto controllo, ma il traffico resta bloccato. Il vento sta spingendo il fumo nero verso mare.

Sembra che nell'incidente sia coinvolto anche un camion che al momento stava eseguendo operazioni di carico/scarico di bitume.

Il P.E.E. (Piano di Emergenza Esterno) NON E' ASSOLUTAMENTE scattato, la popolazione non è stata avvertita, è però stata notata una pattuglia di vigili urbani alle 7:40 circa, che passando molto velocemente nel quartiere di Fiumesino esortava la popolazione ad allontanarsi

Da fonti non confermate sembra che i feriti possano essere da uno a tre, di cui uno molto grave sarebbe al pronto soccorso di Torrette.

 

08.09.2004 - ore 7:15 ESPLOSIONE IN RAFFINERIA

Alle ore 7:15 è stata avvertita una esplosione proveniente dalla raffineria. Sembra che sia esploso un serbatoio di bitume, i cui pezzi sono stati ritrovati anche tra le case di Villanova.

Sono state avvistate fiamme ed ora c'e' presenza di fumo molto nero che si sta abbassando sul centro di Falconara. La colonna di fumo era visibile anche a Marotta.

La ferrovia (Bari-Milano) che attraversa la raffineria è al momento bloccata. La statale e' bloccata in direzione nord dal bivio di Torrette, stessa cosa dalla Rocca in direzione Falconara - Ancona

I camion che trasportano GPL sono stati deviati su via Monti e Tognetti.

Non è stato avvertito nessun messaggio sonoro di avviso alla popolazione. Molti cittadini dei quartieri sono scappati in direzione Chiaravalle.

Da fonti non confermate sembra che ci sia un solo ferito.

Foto e contenuti sono liberamente riproducibili da agenzie, giornali e siti internet, ma con l'obbligo di indicare la fonte: www.comitati-cittadini.net

 

03.09.2004 - comunicato stampa

Associazione Città Viva

Associazione Comitato quartiere Fiumesino

Associazione Comitato quartiere Villanova

Associazione Pescatori Sportivi

Circolo Marinaro dell’Adriatico

Circolo il Martin Pescatore - Legambiente

Comitato cittadino 25 Agosto - Falconara

Il Facocero

Il Falco Azzurro

Medicina Democratica Falconara

WWF Falconara

Associazione Pionieri Rocca Mare

Lega AntiVivisezione  Falconara

C.S.A. Kontatto - Falconara

 

Petizione Popolare per l’approfondimento dello Studio
sullo stato di salute della popolazione di Falconara e per scongiurare
 aggravi alla situazione ambientale sul territorio di Falconara:
RAGGIUNTE LE PRIME 1.000 FIRME!
Aderiscono due nuove Associazioni.
Proseguono i tavoli.
 

Sono state raggiunte le prime 1.000 firme di adesione alla petizione Popolare! Un buon risultato considerando l’avvio della Petizione nel mese di Agosto; un risultato che fa ben sperare per un buon risultato finale dell’iniziativa.

Da segnalare la firma del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Falconara M.ma. apposta sull’apposito modulo.

Intanto anche la Lega AntiVivisezione ed il Centro Sociale Kontatto di Falconara M. si sono uniti alle altre Associazioni e stanno dando la loro preziosa collaborazione per gli obbiettivi della Petizione Popolare che, lo ricordiamo, è stata avviata congiuntamente da undici Associazioni del Comune di Falconara alle quali, nelle ultime settimane, se ne sono aggregate altre tre. A tutt’oggi, dunque, sono quattordici le Associazioni falconaresi congiuntamente impegnate e ciò dà un importante segnale di unità di intenti sulla problematica della salute che, assolutamente, non dovrebbe essere subordinata a diffidenze o, peggio, a calcoli di parte.

I promotori sottolineano inoltre che la copia del Rapporto di Fattibilità dello Studio redatto dal Dr. Andrea Micheli,. Responsabile dell’Unità Operativa di Epidemiologia Descrittiva dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori  di Milano, è stata richiesta ed è stata già consegnata a numerosi cittadini e medici di base che ne hanno fatto specifica richiesta.

Inoltre nei prossimi giorni l’intero Rapporto sarà disponibile sul sito dei Comitati www.comitati-cittadini.net.

I prossimi appuntamenti ai tavoli per la raccolta delle firme sono Sabato 4 Settembre al Centro commerciale Le Ville e Lunedì 6 Settembre al Mercato di Falconara, dalle 09,30 alle 12,30.

Info: 333 9492882

  

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