ATTUALITA' OTTOBRE 2003
 

27.10.2003 - Comunicato stampa

Alla luce di quanto accaduto in sede di giunta provinciale, con l’estromissione dalla stessa dell’Assessore ai trasporti, i comitati non possono che esprimere la propria solidarietà e stima a Massimo Binci come uomo e come politico.

L'allontanamento dal governo del territorio di coloro che si permettono di non approvare provvedimenti collegati al rinnovo della concessione API, è il segno tangibile di insofferenza verso tutti coloro – cittadini e loro associazioni, amministratori e consiglieri – che non dimenticano, ricordano e ripeteranno continuamente che i programmi politici ed elettorali di chi governa Provincia e Regione non prevedevano il rinnovo della concessione all’API.

Ora non possiamo che domandarci provocatoriamente: un giorno le Amministrazioni Provinciale e Regionale provvederanno anche a togliere residenza e cittadinanza a tutti quei cittadini che non sono d’accordo con la permanenza della raffineria API e che stanno operando e continueranno ad operare per difendere la qualità della loro vita, dei loro diritti e delle condizioni ambientali?

I comitati, ma speriamo tutti i cittadini di Falconara, non dimenticheranno i politici ed i partiti che in merito a questo argomento non hanno dimostrato coerenza con quanto dichiarato al momento della presentazione dei loro programmi elettorali amministrativi e politici.

i comunicati stampa

 

25.10.2003 - Comunicato stampa

Tutti i documenti sullo sversamento di petrolio in mare del 15 Luglio 2003
presso la monoboa dell’API.
Confronti e conclusioni!

Facciamo seguito al nostro Comunicato stampa trasmesso immediatamente dopo il verificarsi dello sversamento in mare di petrolio greggio, del tipo Iranian Navy (Heavy), avvenuto in data 15 Luglio 2003, presso la monoboa dell’API sita ad otto miglia dalla costa.

I giorni scorsi abbiamo ultimato il reperimento di tutti i documenti relativi a quell’evento che riteniamo necessario rendere pubblici sul nostro sito web (www.comitati-cittadini.net). Essi sono i seguenti:

  • Rapporto di COMPAMARE Ancona (PROT.COMPAN/1239/OP) del 15/7/2003;

  • Relazione dell’ARPA Marche – Servizio Impiantistica Regionle  (Prot. n.4566) del 17.07.03;

  • Relazione della Capitaneria di Porto di Ancona (Prot. n.18949) del 04.09.03;

  • Relazione del Dirigente del sett. Ambiente del Comune di Falconara (Prot. n.46345) del 17.09.03.

Dal confronto comparato dei quattro documenti emerge quanto segue:

  1. Non risulta da alcuno dei soprariportati documenti che l’API abbia avvertito la Capitaneria di Porto di Ancona o il Comune di Falconara o l’ARPA Marche dello sversamento in atto.

  2. Le circostanze riferite all’ARPAM dal Dirigente dell’API, Ing. Mezzadri, dal Responsabile Sistemi Ambientali dell’API, dott. Falaschi, e dal collaboratore dell’API, Sig. Tordoni, non trovano riscontro nella ricostruzione ufficiale della Capitaneria di Porto. La loro versione dei fatti riferita posticipa l’accadimento di ben 47 minuti (dalle 11,03 alle 11,50). Inoltre l’allertamento della Capitaneria di Porto risulta conseguente all’“avvistamento di spandimento oleoso”, alle ore 11,03, da parte del velivolo della stessa Capitaneria G.C. ORCA 9 in attività di vigilanza ecologica ed antinquinamento e non su segnalazione da parte dell’API. 

  3. la quantità di greggio sversata è stata stimata dalla Capitaneria di Porto in 400-500 litri;

  4. lo spandimento oleoso si è esteso per due miglia verso SUD e la macchia aveva una larghezza di 50 – 60 metri;

  5. sono state complessivamente utilizzate 600 metri di barriere galleggianti per circoscrivere e contenere la chiazza di petrolio.

Abbiamo chiesto più volte alla Regione Marche, pubblicamente, prima del rinnovo della concessione, quale ritenesse essere il grado di AFFIDABILITA’ ISTITUZIONALE dell’API !

Nessuno degli Amministratori ci ha mai risposto. Né privatamente, né pubblicamente.

I documenti che oggi rendiamo pubblici, gli altri sversamenti in mare verificatisi in questi ultimi mesi, l’incidente in raffineria occorso al lavoratore della ditta Paresa nonché le dichiarazioni di alcuni Amministratori, come l’Assessore all’Ambiente del Comune di Falconara, Giancarlo Scortichini, in tali occasioni esternate, ci impongono di formulare nuovamente tale richiesta alla quale attendiamo una risposta precisa. Ciò, in quanto riteniamo l’atto di rinnovo della concessione alla raffineria una conferma della resa ambientale, politica e programmatica della Regione Marche nei confronti della Società API.

la sezione dedicata a questo incidente con tutti i documenti

 

16.10.2003 - Operaio ustionato in raffineria

Un operaio versa in gravi condizioni all'ospedale di Torrette, in seguito al contatto con un getto di acqua bollente mentre stava effettuando dei lavori all'impianto di cogenerazione elettrica (Igcc). Ha riportato ustioni anche di terzo grado.

Dal Messaggero del 16.10.2003 riportiamo le parole dello sfortunato operaio:

«Dal momento dell'infortunio - ha raccontato il protagonista dell'amara vicenda - sono passate quasi tre ore e da allora nessun rappresentante della raffineria si è fatto vivo. Penso addirittura che nessuno abbia avvertito mia moglie, non vorrei farla stare in pensiero, soprattutto dopo che venerdì mio figlio è partito alla volta dell'Iraq visto che fa parte della forza di pace italiana».

«Ci fanno lavorare duro - tuona l'operaio sardo - anche dieci ore al giorno per rispettare i tempi richiesti dai vertici della raffineria. Operiamo troppo sotto pressione per far sì che le scadenze vengano rispettate. Visto ciò che è accaduto qualcuno dovrà pagare per quello che mi è successo. Non sono uno sprovveduto, in 29 anni di attività nel settore non mi era mai capitato un infortunio, soprattutto così grave».

«Mi trovavo sopra un ponteggio a circa due metri da terra - racconta Altana - e stavo sostituendo dei tubi dove viene convogliato il vapore. In particolare, grazie ad un flessibile (una specie di frullino, ndr ) stavo tagliando dei tubi. Dietro di me ce n'era uno tagliato due settimane fa e che quindi doveva essere legato, piombato e segnalato. Non so se le manopole fossero azionate manualmente o attraverso la sala di controllo, sta di fatto che a quell'impianto ci mette mano solo personale Api. Qualcuno deve aver convogliato l'acqua bollente in quel tubo per errore. D'istinto ho lanciato via il flessibile, ho sganciato la cintura di sicurezza e mi sono lanciato fuori dal ponteggio, poi alcuni miei colleghi mi hanno aiutato a togliermi di dosso i pantaloni e la tuta da lavoro. Qualcuno mi ha caricato sul pulmino della ditta e mi ha condotto in portineria dove nel giro di pochi minuti sono arrivati i sanitari del 118 che mi hanno trasferito qui in ospedale»

 

15.10.2003 - Sversamento in mare

E con questo sono 4 gli sversamenti in mare in soli 6 mesi

A causa del malfunzionamento di una manichetta nella monoboa della Raffineria Api di Falconara utilizzate per collegare le navi alla piattaforma si è prodotto uno sversamento a mare di greggio (qualcuno parla di 5 litri, sinceramente noi dubitiamo ma aspettiamo comunicazioni ufficiali da parte delle amministrazioni competenti)  provocando una macchia di una ventina di metri che nella prima mattinata di Mercoledì è stata prosciugata dal rimorchiatore Castalia “Città di Ravenna”.

Dal Corriere Adriatico del 16.10.2003 apprendiamo che anche l'assessore regionale all'Ambiente Marco Amagliani osserva che : "Negli ultimi tre mesi mi sono giunte almeno tre diverse segnalazioni relative a inconvenienti nel corso di operazioni di carico e scarico di prodotti petroliferi" per poi concludere che forse potrebbe essere opportuno "testare e verificare le generali condizioni di gestione in sicurezza degli impianti di raffineria"

la sezione dedicata agli incidenti

 

11.10.2003 - comunicato stampa

INSPEGABILE “ATTACCO PREVENTIVO”
DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE AL COMITATO.

Siamo rimasti allibiti dalle offensive accuse rivolte alla nostra Associazione dall’Amministrazione Comunale di Falconara ed apprese dai quotidiani in data 8 Ottobre u.s..

Quelle affermazioni sono inspiegabili perché l’attacco avviene a freddo ed in un momento in cui anche gli associati al Comitato sono impegnati a dare il loro contributo di idee nei “Tavoli” del Contratto di Quartiere II.

Il Comitato, come Associazione nata da un gruppo di residenti a Villanova ed iscritta all’Albo Comunale, ha recentemente affermato pubblicamente, nell’assemblea indetta dal Comune, che considera il Contratto di Quartiere un possibile strumento a patto che tutto quello che c’è già da fare per il quartiere ed i residenti attendono da anni (strade e marciapiedi, area pubblica ex Antonelli ed edificio Scuola Elementare) non sia ulteriormente posticipato.

Detto questo ci siamo impegnati a partecipare, e partecipiamo ai Tavoli del Contratto di Quartiere II con proposte che riguardano molti altri aspetti della riqualificazione di Villanova.

E tra questi c’è anche il futuro del lungomare su cui nessuno può impedirci di avere un’idea diversa.

Non vorremmo, perciò, che questo attacco inspiegabile dell’Amministrazione Comunale sia appunto “ preventivo” rispetto alle proposte di riqualificazione fatte dagli associati del Comitato.

Se l’obiettivo delle pesanti affermazioni ed insinuazioni rivolteci contro è quello di allontanarci dai Tavoli del Contratto di quartiere, l’Amministrazione Comunale si sbaglia: già da Lunedì prossimo continueremo ad esserci con le nostre proposte.

Riguardo alla provocatoria affermazione della presunta “autoincoronazione a rappresentanti di un territorio” facciamo notare all’Amministrazione Comunale che l’Assemblea degli iscritti al Comitato (nonché residenti nel quartiere) indirizza l’operato del Comitato su ogni singola questione ed il Comitato ha sempre parlato a proprio nome. Se poi quello che sosteniamo è condiviso dai residenti del quartiere, ciò è verificabile dai numeri che l’Amministrazione conosce bene: oltre 300 adesioni per la petizione sul recupero dell’area pubblica Antonelli; oltre 200 adesioni per la petizione sulla ristrutturazione di strade e marciapiedi rimasti fuori dei recenti lavori; l’adesione di 110 nuclei familiari alla richiesta di adeguamento dell’IVA al 10% sul metano; decine di segnalazioni firmate dai residenti non iscritti al Comitato inviate a tutte le Amministrazioni, alla ASL, all’ARPAM sulle problematiche ambientali ed igieniche del quartiere…

Infine la questione by-pass ferroviario API. Il progetto attuale del by-pass se da una parte dovrebbe liberare dai binari ferroviari la zona a mare, dall’altra risacrifica Villanova poiché al posto dello scalo merci lato Castellaraccia non ci sarà la riconnessione con la città ed il bosco urbano indicato dal PRG adottato dal Comune di Falconara, ma ci sarà nuovamente una infrastruttura: la linea ferroviaria AN-BO!

Il by-pss API, secondo noi, che sappiamo ancora distinguere tra un bosco urbano, il concetto di riqualificazione e una linea ferroviaria che taglia ancora di più il quartiere verso la città, non è una riqualificazione!

Associazione Comitato Quartiere Villanova

 

03.10.2003 - lettera

nota dei Comitati Fiumesino e Villanova in riferimento alle note del Segretario provinciale e Consigliere Nazionale dell’UDEUR, Sig. Giancarlo Sansò datate rispettivamente:

  • 2 Luglio 2003 “E’ finalmente terminata la telenovela API – Regione…”;
  • 9 Luglio 2003 “Protocollo di intesa tra Regione Marche ed Industria petrolifera API”.

_______________________________

Egr. Sig. Giancarlo Sansò

p.c.

Direzione Nazionale UDEUR

Egr. Sig. Assessore all’Ambiente della Regione Marche

E’ lecito per noi Comitati, per noi cittadini di Falconara dire che siamo presi dall’indignazione nel vedere la nostra lotta di “persone” oppresse moralmente, fisicamente, psicologicamente, strutturalmente e finanziariamente da una situazione angosciante ed inquietante – quale è la presenza della raffineria API a ridosso di centri abitati – paragonata dal Sig. Sansò ad una telenovela.

E’ legittimo per noi Comitati insorgere disgustati e risentiti per le affermazioni del Sig. Sansò – quanto meno scorrette se non addirittura offensive – che paragonano le nostre prese di posizioni, a difesa della qualità della vita di uomini donne e bambini, a diatribe squallide ed inconcludenti.

Di conseguenza affermiamo che il Sig. Sansò, come altri purtroppo, è fazioso perché non curante dei profondi problemi e delle naturali esigenze di quei cittadini che subiscono gravi danni dalla presenza della raffineria API nel sito in cui si trova e si vuole far permanere oltre la prevista scadenza del 2008.

Intanto ci piacerebbe sapere di chi è lo studio “mirato” a garantire la bonifica del sottosuolo API e chi lo renderebbe concreto.

Ma rileviamo che il Sig. Sansò continua il discorso relativo alle fazioni partitiche di centro destra, di centro sinistra; continua il discorso di interessi di partito, di imbonitori, di pifferai col desiderio e l’intento di strumentalizzare ad arte fatti ed avvenimenti.

Il Sig. Sansò scrive di beceri interessi, di clan, SOLTANTO nei confronti di coloro che hanno manifestato dissenso al rinnovo della concessione all’API; egli parla di “TELENOVELA TRA API E COMITATI”.

Accendere una polemica politica – partitica ha un SENSO per Sansò.

Anche egli, in questo caso, propaganda il suo partito, cerca consensi e li cerca dalla parte più forte, dalla parte più conveniente.

PER NOI, NO!

Noi siamo costretti ed orgogliosi di non fare polemica e di non fare politica di partito, ma di praticare, invece, una politica vera, sul serio. Noi non ci divertiamo a giocare con le lotte di palazzo, di partito, con le aride “diatribe” (queste VERE DIATRIBE) di uomini appartenenti a fazioni che si contrastano.

Noi, appartenenti culturalmente a correnti partitiche diverse e talvolta opposte, PRATICHIAMO LA POLITICA A DIFESA DELLA “POLIS” E DEI SUOI CITTADINI.

Per il Sig. Sansò, la questione che poniamo noi Comitati (con la “C” maiuscola) sulla sopravvivenza, sulla qualità della nostra vita, sulla tutela del valore dei nostri beni (che si sono svalutati enormemente e continueranno a svalutarsi con il rinnovo della concessione all’API) è una storia “ROMANZATA”.

Per noi l’attività di contestazione del rinnovo della concessione alla Raffineria API, non è davvero una “NOVELA” e tanto meno “TELE”: essa è una sofferta, necessaria, indispensabile difesa della nostra vita e del nostro patrimonio che il Sig. Sansò non prende minimamente in considerazione e su cui non ha “prodotto” alcuno “studio mirato”.

E non stiamo qui a ripetere i VALIDI MOTIVI enunciati, illustrati, divulgati a sostegno del nostro dissenso al rinnovo della concessione, si badi bene, alla Raffineria API.

Tali motivi e le relative considerazioni li abbiamo ripetuti e documentati fino all’esasperazione; ma il Sig. Sansò non li ha ascoltati o, quanto meno, non li ha valutati con attenzione oppure, forse, non ha voluto ascoltarli e valutarli nel giusto vero loro senso, liquidando angosciose situazioni di vita come TELENOVELE o BECERI INTERESSI DI CLAN o ancora come DIATRIBE SQUALLIDE ED INCONCLUDENTI.

Ed allora noi concludiamo affermando, per dirla con i proverbi come lui fa: non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire!

la sezione dedicata ai documenti ricevuti

 
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