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Egr. Sig. Presidente
della Provincia di Ancona,
abbiamo appreso dagli
organi di Informazione del 3 Agosto u.s. circa la “prescrizione”
che l’Amministrazione da Lei guidata ha introdotto nel nuovo Piano
Regolatore Generale del Comune di Falconara vanificando quelle UNICHE
previsioni che riconoscevano i diritti e soddisfacevano le legittime
attese della parte della cittadinanza di Falconara ( i residenti di
Fiumesino e Villanova ) che attendeva questo PRG come una liberazione
dalla precaria e pesante situazione in cui stanno e continuano a vivere.
Essa preciserebbe che
la concessione alla raffineria API è stata rinnovata fino al 2020 e,
pertanto, la destinazione ad attività a basso impatto ambientale
- attività turistiche e di media e piccola impresa - di quell’area
occupata dalla raffineria non potrà più realizzarsi a partire dal 2008
(data della naturale scadenza della concessione), come prevedeva il PRG
licenziato dal Comune di Falconara, ma solo dopo il 2020.
Alla luce della pura,
“burocratica” registrazione delle conseguenze del rinnovo anticipato
della concessione alla raffineria API, la “prescrizione”
sopraccitata sembrerebbe un atto banale, quasi “contabile”!
In realtà esistono
altre conseguenze ed un’altra “contabilità” parallela che
NESSUNO dei partiti che la sostengono e dell’opposizione stanno
valutando.
Di seguito elencheremo,
in puro stile contabile, tutti i Piani, i Progetti e gli Atti
(ovviamente quelli che ricordiamo con l’ausilio di documentazione) che
le Amministrazioni Pubbliche hanno elaborato e deliberato e che sono
stati cambiati, stravolti o, addirittura, affossati a causa del, ed
in “ossequio” al, rinnovo della concessione alla raffineria API ed
al connesso spostamento della linea ferroviaria che proprio la stessa
raffineria ha inglobato (by-pass API).
Rinnovo che,
recentemente, anche Lei ha sottoscritto con il Presidente della Regione
Marche D’Ambrosio alla presenza del Presidente dell'Api Aldo Maria
Brachetti.
Le conseguenze di tutto
ciò che è stato stravolto ed affossato per rinnovare anticipatamente la
concessione alla raffineria API non sono di poco conto, poiché
riguardano, innanzitutto, la salute, la qualità della vita di migliaia
di cittadini e le negative condizioni per l’ambiente in cui essi saranno
costretti a vivere, nonché, in secondo luogo, gravi ripercussioni
economiche e finanziarie per gli stessi.
Quei cittadini che
attraverso le loro associazioni e comitati si erano impegnati e
schierati al fianco delle forze politiche, prima, (anche con il consenso
elettorale) sulla base delle promesse elettorali fatte, anche in merito
a quanto stiamo trattando con la presente, e delle Amministrazioni
pubbliche, successivamente, per elaborare e far deliberare proprio quei
Piani, Progetti ed Atti che, finalmente, ridisegnavano un futuro e
davano una prospettiva migliore ad una zona ed ai suoi abitanti
assediati ed oppressi da assetti industriali ed infrastrutturali
ambientalmente incompatibili, oggi si ritrovano TRADITI.
Traditi nelle
aspettative di un miglioramento della salubrità e della qualità della
vita sollecitate – ed assicurate in vari incontri – anche da Lei.
Traditi nella
certezza che i Piani, i Progetti e gli Atti che le Amministrazioni
pubbliche avevano prodotto e deliberato, cercando ed ottenendo la
collaborazione e l’appoggio delle associazioni e dei comitati dei
cittadini, fossero un baluardo definitivo e sicuro e resistessero alla
pressione degli interessi di Società per Azioni come l’API e RFI.
Traditi nella
fiducia posta nelle stesse vostre parole: affermazioni, prese di
posizione e dichiarazioni inserite nei comunicati, nei documenti, nei
programmi e, soprattutto, nelle deliberazioni di incompatibilità a cui
avevamo plaudito con entusiasmo e che ora non sappiamo se considerare il
frutto di lusinghe e dell’opportunismo politici oppure
dell’insufficiente ed inadeguata e, quindi, manchevole valutazione
amministrativa. Ma vorremmo almeno che Lei, “Sig Presidente della
Provincia”, riflettesse su un ulteriore tradimento che
anche Lei sta contribuendo a far patire all’intera società civile
FALCONARESE, ma soprattutto ad una parte di essa, e che potrebbe
trasformarsi in un boomerang in termini di disillusione, disimpegno e
forse rifiuto elettorale:
TRADIMENTO che consiste
nel continuo, inesorabile svuotamento della polis, ossia
dell’esercizio di una “Politica” assolutamente non
faziosa, che in un contesto di democrazia, come è il nostro, svolga
funzioni che realizzino una giustizia sociale; cioè la pratica della
partecipazione reale di tutti i cittadini al governo della città e del
territorio a vantaggio dell’intera comunità e non solo di una parte di
essa. Giustizia sociale e partecipazione pubblica che noi abbiamo visto
TRADITI proprio con la riduzione a CARTA STRACCIA dei
Piani, dei Progetti e degli Atti che, di seguito, elenchiamo:
-
Prime Linee del
Piano di Risanamento
[Deliberazione Giunta Regionale n°305/00 Area ad Elevato Rischio di
Crisi Ambientale]: <<
Assunto lo scenario della incompatibilità tra la raffineria API ed
il territorio circostante, formulato con risoluzione del Consiglio
Regionale approvata nella seduta n. 251 del 20 Settembre 1999, sul
medio e lungo termine, vanno redatti, nell’ambito del Piano di
Risanamento dell’intera area, studi per la riconversione
ecocompatibile del territorio, che salvaguardi i livelli
occupazionali, ed i piani attuativi degli stessi per la verifica della
fattibilità dal punto di vista degli strumenti normativi, degli
investimenti necessari dei tempi di realizzazione e dei soggetti
attuatori (…) Le indicazioni di medio e lungo periodo individuate dal
Progetto di Corridoio Adriatico, che nel tratto Bologna-Bari prevede
la nuova linea arretrata rispetto all’attuale tracciato costiero (…)
possono rappresentare una risposta infrastrutturale definitiva, in
grado di far fronte adeguatamente agli impatti degli inevitabili
incrementi del traffico sia passeggeri che merci. E’ quindi
indispensabile che il progetto di Corridoio Adriatico venga
coerentemente inserito nel Piano Generale dei Trasporti Nazionale e
trovi adeguati riscontri normativi e finanziari
>>.Ed
inoltre: <<
…Le aree che si renderanno libere a seguito della delocalizzazione
dello scalo merci di via Castellaraccia (ndr.: quartiere
Villanova) potranno essere destinate alla riqualificazione del
tessuto urbano di Villanova e riconnessione con l’abitato di
Falconara. In tale contesto saranno individuati ampi ed adeguati spazi
da destinare a bosco urbano e a verde pubblico attrezzato
>>.
-
Il by-pass API,
affondando il progetto di Corridoio Adriatico, tradisce il
Piano di Inquadramento Territoriale della Regione Marche (PIT) e
il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Ancona (PTC).
Infatti il riferimento all’arretramento della linea ferroviaria nel
tratto anconetano è contenuto, più o meno esplicitamente, in tutti gli
atti di pianificazione territoriale a scala regionale e provinciale.
In relazione allo studio di fattibilità approvato dai Presidenti delle
Regioni adriatiche il 2/12/99, nell’ambito del Corridoio Adriatico,
il PIT delle Marche richiama l’idea di un “possibile nuovo
passante ferroviario locale” del territorio urbano di Ancona
(chiamato anche “passante ferroviario del Conero”) capace di
assicurare una maggiore velocità dei trasporti su ferro. Il PTC
della Provincia di Ancona, anche in riferimento al Piano
Provinciale dei Trasporti, “fa propria anche la previsione a
medio-lungo termine, contenuta anche nello studio per il Corridoio
Adriatico, del by-pass tra Marina di Montemarciano ed Aspio con asta
ferroviaria abilitata ai traffici internazionali (n.d.r. : alta
velocità) e con due nuovi centri di scambio a Chiaravalle ed Aspio”.
Il PTC precisa altresì che “ La linea litoranea resterà
nell’attuale sede per il collegamento col porto e come metropolitana
di superficie. Di questa previsione dovrà tenersi conto, in tempi più
ravvicinati, nel disegno del raccordo tra Chiaravalle e Marina di
Montemarciano destinato a collegare la linea trasversale per Roma
direttamente a nord con la linea adriatica superando il nodo
API-Falconara…” E’ quindi indiscutibile che la soluzione
proposta da RFI con il by-pass API sia in totale contrasto non solo
con le previsioni dei Piani territoriali provinciali e regionali, ma
con gli stessi scenari di riassetto delle linee ferroviarie di
interesse nazionale ed internazionale (Corridoio adriatico).
-
Ed infine il Piano
Regolatore Generale del Comune di Falconara il quale prevedeva il
<<
…Recupero ambientale dei quartieri di Villanova e Fiumesino
tramite rimarginazione dei tessuti urbani e loro riconnessione con
l’abitato di Falconara sia eliminando le barriere infrastrutturali
esistenti, che completando il tessuto edilizio delle aree dimesse
attraverso interventi di riqualificazione; creazione di luoghi urbani
a forte presenza di intervento pubblico
>>.
Ma se qualcuno pensa o
spera che tutto ciò fiaccherà la nostra resistenza inducendoci a cessare
nella nostra battaglia si sbaglia di grosso.
le lettere dei
Comitati |
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Abbiamo appreso, dalla Stampa locale (“il
Messaggero” del 2 Agosto u.s.), dell’
“intesa siglata” tra il Presidente della Regione Marche , dott.
Vito D’Ambrosio, ed il Presidente della Giunta Provinciale di Ancona,
dott. Enzo Giancarli, circa la questione della linea ferroviaria
adriatica e del progettato by-pass ferroviario API. «Il progetto del
by-pass non precluderà ulteriori iniziative future che propongano un
generale arretramento dell’attuale tracciato ferroviario» hanno
dichiarato e «Abbiamo concordato – ha detto il governatore delle
Marche – che la realizzazione del by-pass Api non sarà alternativo o
ostativo ad un futuro arretramento totale della ferrovia nell’ottica
della costituzione del Corridoio adriatico».
Quanto sopra ci
lascia allibiti!
Vediamo, quindi, di fare un po’ di chiarezza
sull’argomento.
Il 19 Giugno 2003 il Presidente Giancarli ci
ha inviato una lettera (Prot. N.48870) in cui scrive:
<<
(…) questa Amministrazione mantiene inalterata l’intenzione di
perseguire la realizzazione del progetto di arretramento della linea
ferroviaria ed allo scopo sta operando per dotarsi di uno specifico
ed adeguato studio di fattibilità (…)>>
(lettera consultabile sul nostro sito www.comitati-cittadini.net.).
Dunque i Presidenti di Regione e Provincia,
hanno deciso,
cosi come riporta il messaggero,
“la realizzazione a breve del by-pass
per evitare il transito
all’interno della raffineria dei treni, ma senza
escludere a lungo termine la possibilità di investire ancora di più e
realizzare il completo arretramento della ferrovia, lasciando libero
tutto il fronte mare da Pesaro in giù”.
DUNQUE: si realizza un’opera (il By-Pass) a beneficio di una azienda
privata,
con una
spesa di denaro pubblico pari a circa 240 Miliardi delle vecchie
lire, e poi si spenderà ulteriore
denaro pubblico per attuare
l’arretramento completo della
ferrovia.
E noi ci
domandiamo: ma i soldi della comunità, dei cittadini, dello Stato sono
“bruscolini”?
Sembrerebbe di stare di fronte ad un
complicato e incomprensibile rompicapo politico/progettual-amministrativo!
Sennonché, come per tutti i giochi
enigmistici, la chiave per la soluzione del rebus
estivo propostoci dai due Presidenti, ce l’hanno nel cassetto gli stessi
inventori del gioco!
Infatti gli
approfondimenti urbanistici dello studio SVIM comprendono una
valida
ipotesi di soluzione alternativa alla realizzazione del by-pass API.
Tale ipotesi prevede
un raccordo ferroviario a raso e con un
raggio di curvatura migliore della soluzione presentata da RFI;
con
impatti ambientali, paesaggistici e
sociali praticamente nulli, nonché con
costi di realizzazione e di esercizio di gran
lunga inferiori.
Un nostro approfondimento del
problema relativo al rischio di interazione ferrovia-raffineria,
attraverso lo studio di casi analoghi, ci ha portato, – così come
abbiamo esposto nelle Osservazioni alla procedura di Valutazione di
Impatto Ambientale riguardante il by-pass – a stabilire che sarebbe
sufficiente la realizzazione di un muro in cemento armato tra la linea
ferroviaria e gli impianti di produzione, che,
opportunamente dimensionata in base agli scenari
incidentali individuati dagli studi ENEA, assolverebbe ad una triplice
funzione:
-
protezione della ferrovia dal rischio
di esplosioni e fire-balls;
-
protezione dell’abitato di Fiumesino dal
rischio di esplosioni e fire-balls;
-
protezione dell’abitato di Fiumesino
dall’inquinamento acustico (e visivo) prodotto dalla raffineria.
Per quanto riguarda il rilascio di gas,
l’impatto sul treno in transito, attutito dalla presenza del muro di
contenimento, sarebbe del tutto trascurabile.
Ed inoltre, sempre
nell’ambito della riduzione del rischio e delle condizioni di criticità
locali, la soluzione prospettata dalla SVIM
presenta un notevole miglioramento dell’attuale situazione, con la
previsione dello smantellamento dei serbatoi
posti a ridosso della statale adriatica, vicino alle abitazioni del
quartiere di Villanova;
In sintesi, la soluzione non
voluta considerare dai due
Presidenti è nettamente e decisamente
preferibile al by-pass per i seguenti motivi:
-
ha costi assolutamente inferiori;
-
comporta minori problemi realizzativi e
coinvolge una porzione di territorio inferiore; ha impatti ambientali
praticamente nulli;
-
ha impatti paesaggistici praticamente nulli;
-
migliora le condizioni abitative dei
quartieri di Villanova e Fiumesino;
-
risolve un maggior numero di condizioni di
rischio totale;
-
giustifica i recenti investimenti pubblici
(contratto di quartiere, PRUSST, parco Esino) per la riqualificazione
dell’area;
-
non comporta spreco
di denaro pubblico ed è perfettamente
compatibile ed integrato al progetto di realizzazione del corridoio
adriatico ed a qualunque scenario futuro senza la presenza della
raffineria (forse dopo il 2020).
Ancora una volta noi
prendiamo in considerazione vari aspetti del problema: quello della
sicurezza non solo dell’Api, ma anche dei cittadini; quello relativo al
non spreco di denaro pubblico; quello della protezione dell’ambiente e
di beni culturali. Mentre l’Amministrazione ne esamina uno solo:
quello della sicurezza della raffineria.
Dunque, ci sembra che il Presidente
D’Ambrosio ed il Presidente Giancarli abbiano alzato solo un gran
polverone rispetto ad una storica occasione persa per riequilibrare il
territorio di Falconara, tentando di giustificare la scelta di una
soluzione secondo noi peggiorativa,
quella del by-pass, che determinerà ingenti costi pubblici e pesanti
ricadute sul territorio, per togliere una
criticità creata dall’API, per eliminare il rischio ferrovia che è nato
proprio con l’espansione dello stabilimento e per giustificare la
compatibilità territoriale della raffineria e legittimare il concesso
prolungamento della sua concessione.

approfondimento sul
bypass ferroviario |