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31.01.2003 - comunicato stampa |
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Abbiamo appreso dal TG3 regionale del
30.01.03 dell’appello rivolto dalle rappresentanze sindacali ai
“Comitati cittadini di Villanova e Fiumesino”di Falconara finalizzato a
realizzare un incontro per la trattazione dei problemi concernenti la
presenza della raffineria Api nel contesto del tessuto urbano della
Città.
Siamo sempre stati i primi a sostenere
che i nostri interessi non contrastano affatto con quelli dei dipendenti
dello stabilimento e ad affermare la necessità di salvaguardare
unitamente ai nostri diritti civili e “reali” i posti di lavoro.
Abbiamo, altresì, sempre sostenuto in
varie occasioni che “la guerra tra poveri”, ha tentato di trascinarci,
non solo è controproducente per tutti, ma non gioverebbe affatto alla
soluzione dei problemi nostri e delle maestranze, ma, purtroppo siamo
sempre stati esclusi dalle concertazioni e/o consessi collegiali, in
seno alle quali poter manifestare le nostre preoccupazioni, i nostri
timori e le nostre legittime (quanto quelle dei tecnici, impiegati ed
operai del comprensorio) ansie ed esigenze di cittadini che aspirano a
niente altro che salvaguardare la propria incolumità e salute ed a
tutelare le proprie abitazioni nelle quali hanno investito risparmi e
risorse economiche.
Ed in tal senso abbiamo già avuto modo di
evidenziare il nostro pensiero, anche di recente, a voce e sulla stampa.
Pertanto, siamo disponibilissimi ad
accogliere tale invito e ad incontrarci al fine di potere affrontare di
concerto la problematica complessiva dell’area
Rimaniamo, quindi, a disposizione per un
contatto diretto.
i comunicati
stampa |
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30.01.2003 - lettera al Corriere
Adriatico |
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Con
riferimento all’articolo apparso sulla cronaca locale di codesto
quotidiano, del giorno 29.01.2003, che riferisce sugli eventi relativi
alla riunione straordinaria e pubblica del Consiglio Comunale di
Falconara, tenutasi in via Roma, la sera del 28 corrente, si fa presente
che, qualora non vengano immediatamente rettificate le
affermazioni non corrispondenti a verità riportate nell’articolo in
riferimento, confermeremo il mandato di agire ai nostri legali che sono
già stati interessati della vicenda.
Ciò, in
quanto non solo i rappresentanti dei Comitati, alle ore 1800 del
28.01.2003, non erano ancora presenti né all’esterno né all’interno
della sala di via Roma, ma giammai essi hanno dato “manforte” ai
rappresentanti di categoria e alle Rsu dell’Api nell’alimentare clima di
nervosismo e tanto meno in azioni di violenza.
le lettere |
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27.01.2003 -
conferenza
stampa |
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Nonostante le numerosissime
sollecitazioni dei Comitati, sulla questione della proprietà della
sponda destra del fiume Esino (zona foce), ovvero di una porzione di
essa, il Comune di Falconara, la Provincia di Ancona e la Regione Marche
tacciono incredibilmente.
I Comitati, nel più totale
isolamento istituzionale a cui sembrano essere stati relegati, dopo più
di un anno di indagini e dettagliate note inviate anche al Ministero
dell'Ambiente, alla Capitaneria di Porto di Ancona, all'Autorità
Portuale e agli Uffici del Catasto hanno ottenuto dall'Agenzia del
Demanio di Ancona il documento dirimente la situazione.
Nel documento dell'Agenzia
datato 10 Ottobre 2002, Prot. n. 2002/5806/626 FAN, è scritto che: «
Il confine tra il demanio e la proprietà API sulla sponda destra del
fiume Esino coincide con la recinzione posta sul cordolo esterno della
strada di proprietà API parallela al fiume Esino ».
Cartina alla mano ciò
significa:
che la sponda destra del fiume Esino,
zona foce,
è interamente proprietà demaniale,
cioè pubblica!
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Le conseguenze di tale
situazione patrimoniale sono notevolissime e altrettanto gravissime :
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risulterebbe non vero
ciò che, numerose volte, i Dirigenti dell'API hanno dichiarato e
scritto in documenti ufficiali inviati agli Enti Pubblici, e cioè che
quella porzione di sponda dell'Esino sia « terreno di proprietà API
»;
-
il pesantissimo
inquinamento da idrocarburi risultato dalle analisi chimiche eseguite
su campioni di terra e acqua prelevati dal personale dell'ARPA
Marche su quel tratto di sponda dell'Esino, per la prima volta,
dal 6 al 9 Marzo 2001, ha leso un bene pubblico, ha
contaminato una importante porzione di territorio fuori della
proprietà API;
-
le parole e i documenti
dei Dirigenti dell'API che hanno sempre sostenuto che
l'inquinamento da idrocarburi è circoscritto alla zona su cui sorgono
gli impianti vengono clamorosamente smentiti dai fatti e da un
Organo Pubblico dello Stato.
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Alla luce della situazione
patrimoniale della sponda dell'Esino accertata dai cittadini ci
dicano Comune, Provincia e Regione :
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se il tratto di
barriera di acciaio ormai conficcato dall'API per 140 m. sulla sponda
dell'Esino abbia le prescritte autorizzazioni delle opere eseguite su
un bene demaniale - pubblico;
-
se hanno intenzione di
disinteressarsi ancora del reale pericolo di una eventuale cessione
della sponda ad opera della Patrimonio S.p.A.;
-
se ritengono di non
chiarire le affermazioni e le dichiarazioni dei Dirigenti della
Raffineria API circa la proprietà della sponda del fiume Esino e di
non adottare a riguardo i dovuti provvedimenti conseguenti !
Alleghiamo alla presente i
valori di inquinamento rilevati dall'ARPAM |
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12.01.2003 - facciamo il
punto sul problema PRG Falconara |
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L'Amministrazione di Falconara, come si
può vedere anche dall'archivio
della rassegna stampa, con cadenza fin troppo sospetta, sta
declamando l'importanza del PRG (Piano Regolatore Generale) che è
attualmente fermo in Provincia per il normale iter di approvazione.
A loro parere, il NO al rinnovo della
concessione potrebbe essere supportato dall'approvazione di questo piano
in quanto sul PRG è scritto che a scadenza della concessione,
prevista nel 2008, cambia la destinazione dell'area su cui oggi
sorge la raffineria.
Noi abbiamo una interpretazione diversa
dello scenario attuale.
Il rinnovo della concessione è dato dalla
Regione Marche sentito il parere di Provincia e Comune e non è vincolato
da scelte urbanistiche locali, pertanto l'approvazione del PRG non
cambia le carte in tavola, il parere del Comune e' già stato espresso in
maniera chiara.
Semmai ci si potrebbe chiedere perché è
stata fatta la scelta di fissare delle destinazioni d'uso alternative
alla raffineria dopo lo scadere della concessione (che non dipende dal
Comune) piuttosto che fin da ora, all'approvazione del Piano, come da
noi suggerito con apposita osservazione nel lontano 2000 e, nuovamente
nel 2001.
Tale scelta sarebbe risultata meno
ambigua e più forte, anche se come già ricordato sopra questo non
sarebbe stato comunque sufficiente ad impedire il rinnovo della
Concessione.
A noi viene il sospetto che si stia
tentando di mascherare dietro questa finta necessità il bisogno di
approvare il PRG nella maniera più rapida possibile e senza
stravolgimenti.
I motivi a noi sono ancora sconosciuti
benché qualche indizio lascia intravedere che l'area Nord è sotto
osservazione da troppe parti.
Nel frattempo la questione API si stia
giocando su altri livelli e magari su altre sponde marine (leggi Roma).
le osservazioni al PRG |
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02.01.2003 - le immagini del
blitz ambientalista |
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Una delegazione costituita da ambientalisti, rappresentanti
dei Comitati di quartiere Fiumesino e Villanova, Associazione
Naturalistica Senigalliese, Presidente del WWF Marche e guidata
dal Capo Gruppo Verdi in Consiglio Regionale delle Marche Marco Moruzzi,
ha raggiunto con un'imbarcazione da diporto la petroliera Moskovski
Festival ormeggiata in prossimità del punto di attracco della
raffineria API nel golfo d'Ancona.
dal sito greensite |
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01.01.2003 -
arrivata la nave delle polemiche
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La "Moskovskiy
Festival" petroliera dotata di scafo singolo è arrivata (il
31.12.2002) nella
rada di Ancona, i comitati esprimono la grave preoccupazione per i
maggiori ed ulteriori rischi ambientali ed economici che questo tipo di
petroliere determina per il nostro mare ed il nostro litorale.
E' nostro parere che
bene hanno fatto i Governi della Spagna e della Francia ad allontanare
dalla zona economica esclusiva il transito di siffatte petroliere. Ed, a
questo proposito, sarebbe auspicabile una forte presa di posizione nei
confronti del Governo Italiano da parte delle Amministrazioni ed
Autorità pubbliche che hanno nel mare e nelle sue coste una inestimabile
ricchezza naturale ed economica. La stessa comunità Europea sta
valutando in tempi rapidi l’adeguamento delle misure restrittive nei
confronti delle MM/CC di analoga struttura e vetustà
Sottolineiamo le sconcertanti ed
inspiegabili affermazioni della raffineria api a riguardo della
sicurezza di tale nave:
- il Responsabile dei Rapporti con il
Territorio della raffineria API di Falconara aveva sostenuto, in
contraddizione a quanto affermato dall'Autorità Marittima di Ancona,
che la Moskovskiy Festival è una "petroliera dotata di doppio scafo"
(vedi "il Messaggero" ed "il Resto del Carlino del 24.12.02).
- in data 31.12.02, sulla pagina della
cronaca locale de "il Resto del Carlino", risulta che l'ing. Vincenzo Cleri,
Responsabile della Sicurezza della raffineria API S.p.A., abbia
rilasciato una dichiarazione sulla petroliera in questione
affermando, tra l'altro, che «Su questa imbarcazione ci sono
delle garanzie in più e una di queste è proprio la presenza del doppio
fondo».
Considerando che tutte le
navi, qualsiasi prodotto trasportino, sono costruite con il doppio fondo
e considerando altresì che il doppio fondo è cosa ben diversa dal
doppio scafo giacché quest'ultimo riguarda anche le fiancate
ecc., le Autorità ed i cittadini si trovano di fronte ad un dilemma:
o i Dirigenti della raffineria API S.p.A.
si avventurano nella trattazione di problematiche tecniche che, ahinoi,
abbisognerebbero di molta più perizia, attenzione e precisione,
oppure tentano in ogni modo di rassicurare l'opinione pubblica con
ovvietà come, appunto, quella del “doppio fondo”.
Il doppio scafo è proprio un altro
“scafo” tipico delle navi che trasportano merci pericolose, realizzato,
appunto, per evitare che a seguito di un qualsiasi incidente che
provochi una falla, una rottura, uno squarcio nello scafo non si
verifichi o l’immissione di acqua nel carico o la fuoriuscita dello
stesso in mare, con tutte le conseguenze che comporta.
Il Memorandum d'Intesa di Parigi del 1982
sulla facoltà di controllo dello Stato d'approdo, la MARPOL sulla
prevenzione dell’inquinamento causato da navi e tutte le altre
convenzioni internazionali sulla sicurezza della navigazione e la
salvaguardia della vita umana in mare – con particolare riguardo alla
“SOLAS” -, la continua pressione dell’IMO e, non da ultimi, gli impegni
presi dal governo in accordo con i Sindacati ed il settore produttivo
del nostro Paese hanno l’intento di conseguire l'obiettivo di dare
sempre maggiori garanzie per la sicurezza in mare sotto tutti i suoi
molteplici aspetti nonché di eliminare dai traffici commerciali le navi
"substandard" che, oltre a comportare maggiori rischi per la sicurezza
degli equipaggi, della navigazione e dell'ambiente marino e costiero,
costituiscono una turbativa nel mercato dei noli per il conseguente loro
costo economico più favorevole.
Dunque, considerando che navi come la
Moskovskiy Festival, monoscafo e con oltre 15 anni di vita, vengono
noleggiate a prezzi molto convenienti rispetto alle altre, oggi si pone
un problema di eticità nel comportamento della/e Società
che ha/hanno noleggiato la petroliera Moskovskiy Festival, poiché
probabilmente è stato scelto un maggior rischio per
convenienza economica.
i testi delle
lettere con le osservazioni dei Comitati |
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01.01.2003 -
l'ultimo manifesto realizzato e affisso a
Falconara M.ma |
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