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IL BOXINO




Un amico radioamatore lavorava in una azienda di trasporti pubblici intercomunale. All'epoca (siamo nel 1976-77) i mezzi dell'azienda soffrivano di frequenti guasti all'elettronica di azionamento delle macchinette obliteratrici, col risultato che le obliteratrici guaste restavano per diversi giorni inoperative nell'attesa che arrivasse la nuova scheda elettronica in sostituzione. Tale scheda era infatti zeppa di componenti e difficile da riparare. Le macchinette restavano ferme, le schede erano costose,...., insomma il mio amico mi espose il problema ed io fui ben felice di aiutarlo.
Ottenni un paio di schede guaste, lo schema elettrico della scheda, ed emerse subito che il circuito elettronico era fatto tanto male che sarebbe stato difficile che prima o poi non si fosse rotto. Ebbi la convinzione che fosse stato predisposto così appositamente.

Ne parlai col mio amico e lui mi propose di realizzarne cinquanta pezzi per equipaggiare gli autobus.
Gulp !
Il circuito doveva essere affidabile, semplice da poter essere riparato nel loro laboratorio e poco costoso: un invito a nozze per uno studente di ingegneria elettronica.
Realizzai un prototipo boxino prototipo(notare che quasi tutta l'elettronica è racchiusa in uno scatolino sigillato) che provammo a lungo su di un autobus messoci a disposizione dall'azienda trasporti. Il mio amico, visto lo scatolino sigillato, nominò la scheda "boxino" ed è così che io la ricordo e la cito.
La sperimentazione ebbe esito felice e potei contrattare la commessa per i cinquanta pezzi. Proposi ed ottenni una cifra per me molto alta ma, sapevo bene, molto conveniente per loro in ragione del costo della scheda originale. Avrei anche fornito un semplice manuale con schema ed istruzioni per la identificazione e riparazione di eventuali guasti anche da parte di personale non particolarmente addestrato.

All'epoca risiedevo a Grenoble per una borsa di studio per cui fu una bella ma appassionante avventura iscriversi come artigiano alla Camera di Commercio, acquistare a Bologna (!) il materiale non tutto reperibile dalle mie parti, realizzare e consegnare i cinquanta boxini.
Seppi in seguito dal mio amico che i boxini boxinosi erano rivelati indistruttibili.
Al mio amico andava bene perché, non più giovane, poteva abbandonare l'incarico di autista per quello di esperto elettronico. All'azienda andava bene poiché realizzò un forte guadagno sia economico che di tempi morti. Io ci quadagnai quella spledida moto che era la Moto Guzzi V50.

Gli elettronici possono notare sul case del transistore di potenza
2N3442 il logo del produttore "SGS ATES": nata dalla fusione di due aziende italiane quali la SGS (del gruppo IRI) e la privata ATES. Chi se le ricorda ? Ora la SGS ATES si chiama ST MICROELECTRONICS ed è una affermata multinazionale di componenti elettronici.