Science, 8 Jan 93, Vol. 259, pg. 199 - Thomas E. Fumal - Nella zona della faglia di Sant Andreas, 70 Km nord est di Los Angeles, le statistiche mostrano una frequenza di terremoti di uno ogni 100 anni circa almeno per gli ultimi 5 secoli cioè negli anni 1857, 1812, 1700, 1610 e 1470.
Science, 4 Mar 94, Vol. 263, pg. 1246 - Gary D. Acton - Il moto delle placche continentali ed oceaniche nel passato può essere ricostruito dalle anomalie magnetiche vicino alle fratture o dai punti caldi che si presumono fissi, come i vulcani delle Hawaii. Tuttavia, paragonando questi due metodi, le predizioni risultano inconsistenti ed i motivi di ciò non risultano chiari. La ricostruzione del primo Terziario sembra essere in errore in modo sistematico di circa 810 +- 350 km.
Science, 28 Jun 96, Vol. 272, pg. 1870 - Richard A. Kerr - Il monitoraggio dei movimenti della crosta terrestre, in corrispondenza alle faglie che si estendono per centinaia di km, richiede una rete complessa di rivelatori o l’uso di sistemi GPS (Global Positioning System) distribuiti. Ora, con l’impiego del SAR (Synthetic Aperture Radar) sul satellite ESA ERS-1, si è in grado di misurare le distorsioni della crosta su scala centimetrica con un’immagine interferometrica. Il SAR ha una risoluzione di 80 m ed uno swath largo 100 km. Le immagini prese a distanza di tempo vengono confrontate generando delle frange di interferenza ciascuna delle quali misura 28 mm.
Science, 30 Aug 96, Vol. 273, pg. 1181 - Charles Meade - Il radar ad apertura sintetica interferometrico (InSAR) sta ricevendo sempre più attenzioni da parte dei geologi. Un interferogramma mette in evidenza la differenza di fase fra due immagini SAR prese in orbite diverse con uno spostamento fino a 600 m. Si possono ottenere mappe topografiche globali con una risoluzione di 3 m, oppure spettacolari immagini di deformazioni da terremoti, effetti di eruzioni vulcaniche e movimenti di ghiacciai. Sotto condizioni ideali un InSAR può misurare spostamenti da 3 a 10 cm su uno swath largo da 50 a 100 km. Vi sono tuttavia delle condizioni locali che possono introdurre grandi incertezze nell’analisi dei dati. La prima è che le immagini del SAR possono essere decorrelate, anche dopo il ritardo di un solo giorno, sulle regioni coperte da vegetazione. La seconda è che il ritardo degli echi radar è influenzato dal vapore acqueo atmosferico specie sulle regioni umide tropicali. Per questo motivo le regioni aride o artiche sono le preferite per le misure SAR. Simulazioni su modelli mostrano che misure con diverse lunghezze d’onda possono isolare l’effetto del vapore acqueo, ma questa strategia non è stata ancora provata. L’elaborazione software dei dati per l’analisi interferometrica è inoltre soggetta a restrizioni di copyright. Si può prevedere che gli utenti dello InSAR saranno piuttosto numerosi per le molte applicazioni ormai note e molte potranno emergere dalla conoscenza delle necessità dei singoli.
Science, 6 Dec 96, Vol. 274, pg. 1611 - Richard A. Kerr - Cento milioni di anni fa gli oceani prevalevano sulla Terra; il livello del mare era forse 200 m più alto di oggi, ma non se ne sa il motivo. Secondo una teoria un sollevamento tettonico del fondo dell’Oceano Pacifico ha spinto le acque sopra la terra. Altri però ritengono che la causa va trovata nei moti più superficiali delle placche con la formazione di nuova giovane crosta. Il supercontinente Pangea ha iniziato a dividersi circa 200 milioni di anni fa e le nuove croste prodotte possono aver aiutato a rialzare il livello del mare.
Science, 9 Jul 2004, Vol. 305, pg. 161- Richerd A. Kerr - Per 40 anni gli scienziati hanno ritenuto che i fondi degli oceani spingono e si muovono come placche rigide, ma è meno chiaro come i continenti li seguono. Ora le misure da satellite sul massiccio tibetano suggeriscono che quando i continenti si scontrano per formare le montagne si comportano come le pizze ancora crude. Le forze tettoniche spingono il subcontinente indiano contro l’Asia con una velocità di 4,5 cm all’anno ed il massiccio tibetano subisce la maggior parte di questa spinta, ma il Tibet non è rigido e si comporta come un fluido deformandosi. Le ultime prove provengono dalla tecnica satellitare detta “Interferometric Synthetic Aperture Radar” (InSAR) che fa interferire due immagini radar riprese da satellite in due diversi passaggi calcolando da essi il numero di lunghezze d’onda di cui sono cambiate le distanze fra i passaggi. La tecnica misura spostamenti delle superfici di poche decine di metri con una precisione di pochi millimetri. Esaminando i dati radar forniti dai satelliti dall’European Remote Sensing 1 e 2 presi fra il 992 ed il 1999, si è trovato che la faglia del Karakoram si è spostata di 7 mm all’anno e potrebbe anche non essersi mossa affatto. Anche il GPS (Global Positioning System) non da prova di movimenti rapidi. Ci sono prove che la faglia del Karakoram si muova di 10 volte il valore fornito da InSAR, ma il moto di altre faglie lo compensano. La tettonica continentale non è la tettonica delle placche e gli strati superiori si comportano come un fluido.