Science, 19 Feb 93, Vol. 259, pg, 1120 - Richard A. Kerr - Il Parkfield Earthquake Prediction Experiment iniziato negli anni 80 per la previsione dei terremoti, sulla base dell’accumulo di stress fino ad un livello di innesco, ha fallito recentemente dopo un certo numero di successi. Parkfield è un villaggio sulla faglia di St. Andreas tenuto sotto osservazione dai sismologi. La teoria è affetta da molte incertezze.
Science, 30 Sep 94, Vol. 265, pg. 2005 - Richard A. Kerr - Domenica 18 settembre i vulcani intorno alla baia di Rabaul in Papua Nuova Guinea cominciarono a cospargere di ceneri la città ed una serie di scosse sismiche avevano già avvertito i vulcanologi del Rabaul Vulcano Observatory (RVO) che qualcosa si stava preparando. L’evacuazione dei 30000 abitanti di Rabaul fu messa in opera entro la sera stessa per mare e per terra e, quando il giorno dopo il cono Tavurvur, ad est del porto, ed il cono detto Vulcano sul lato ovest entrarono in eruzione distruggendo il 25% degli edifici, non ci furono vittime. Il porto di Rabaul si è formato decine di migliaia di anni fa per collasso della caldera di un vulcano. Nel 1937 un’eruzione simile a quella odierna uccise 500 persone.
Science, 21 Oct 94, Vol. 266, pg. 389 - U.S. Geological Survey - Il terremoto più costoso negli USA, dopo quello del 1906 ha scosso Los Angeles il 17 gennaio 1994 alle 4:30 del mattino. La sua magnitudine è stata di 6,7 ed ha provocato 33 morti, 7000 feriti e 20000 senzatetto; la stima dei danni è stata fra 13 e 20 miliardi di US$.
Science, 20 Jan 95, Vol. 267, pg. 340 - Stanley N. Williams - Esistono tre caldere nel mondo che hanno mostrato di essere ancora attive: la caldera di Long Valley in California, formatasi 700000 anni fa emettendo almeno 500 km cubi di polveri, dove si è verificato nel maggio del 1980 un violento terremoto, i Campi Flegrei in Italia attivi per più di 1 anno, e la caldera di Rabaul in Papua Nuova Guinea attiva per 9 anni. Recentemente, il 19 settembre 1994, a Rabaul si è avuta una violenta eruzione. Due coni, Vulcan e Tavurvur, a due estremi della caldera sono entrati in eruzione. I segni premonitori hanno permesso di evacuare in tempo i 50000 abitanti per merito dell’osservatorio qui installato dopo l’eruzione del 1937 che uccise 500 persone, tuttavia l’eruzione è stata meno violenta di quanto ci si aspettava. Anche le altre due caldere non hanno prodotto fino ad oggi grandi eruzioni e ciò dimostra quanto poco si possa capire dai segni premonitori.
Science, 27 Jan 95, Vol. 267, pg. 444 - Dennis Normile - Il terremoto di Kobe in Giappone del 17 gennaio scorso ha prodotto quasi 5000 morti e 300000 senza tetto. La magnitudine è stata di 6,9 Richter circa e le forze laterali sono state più violente di quanto valutato inizialmente. Macchine sono state proiettate fuori dalle autostrade e ciò significa che le accelerazioni sono state superiori ad 1 g. Tuttavia lo spettacolare collasso del viadotto dell’autostrada ha riguardato una struttura costruita con criteri precedenti a quelli più severi imposti fra il 1971 ed il 1981.
Science, 7 Apr 95, Vol. 268, pg. 49 - Seth Stein - I terremoti di origine profonda, al di sotto dei 325 km fino a 600 km, avvengono in una zona inaccessibile all’osservazione diretta con un meccanismo in gran parte sconosciuto. Questi terremoti avvengono dove la litosfera oceanica va in subduzione sotto il mantello continentale. Il rilevamento di questi terremoti con sismografi digitali vicino alla verticale dell’epicentro ha permesso di valutare le dimensioni dell’area interessata. Il materiale che sprofonda è circa 1000 gradi più freddo del mantello e questa è una zona cruciale perché i terremoti profondi avvengono nelle zone relativamente fredde di una placca in rapida discesa. Secondo un modello il terremoto si genera per un cambiamento di stato dei minerali di olivina in una struttura di spinello più densa, questa trasformazione può passare attraverso uno stato metastabile che diviene la zona critica di instabilità.
Science, 13 Sep 96, Vol. 273, pg. 1484 - Li Hui - Nel 1971 fu creato in Cina lo State Seismological Bureau (SSB) ed in meno di 5 anni si ebbe la prima predizione a breve termine di un terremoto, il 4 febbraio 1975, dando l’allarme 13 ore prima di una scossa di 7,2 gradi nel nord-est della Cina, provincia di Liaoning. Da allora si è sviluppato in Cina il programma di predizioni dei terremoti con una rete di 863 osservatori di scosse e precursori, stazioni di telemetria, 6 regionali e 15 locali, 10 stazioni di monitoraggio digitali e 257 osservatori separati di forti scosse. Circa 10000 ricercatori e tecnici vi sono impiegati e quest’anno si sono spesi 45 milioni di US$. Dopo decenni di riserbo i Cinesi si sono aperti agli occidentali ed in dicembre Beijing ospiterà un workshop delle Nazioni Unite sui terremoti. I Cinesi hanno raccolto una massa enorme di dati sugli eventi precursori, ma il loro metodo è rigidamente empirico, i falsi allarmi sono frequenti e c’è difficoltà a verificare i dettagli. Tuttavia essi difendono il metodo come il più efficace a salvare vite e proprietà data la frequenza di terremoti di magnitudine maggiore di 7. Il successo del 1975 fu basato sulle scosse che hanno preceduto l’evento e su un ampio complesso di anomalie geochimiche ed idrologiche osservate. Le autorità affermano che nel terremoto di 7,3 gradi dell’11 luglio a Menglian, gli 11 morti su una popolazione i 600000 sarebbero stati molti di più senza un avvertimento. Gli avvertimenti vengono dati solo ai residenti dell’area sospetta e si dichiara un’accuratezza del 25%. Il più grande insuccesso è stato la mancata previsione del terremoto del 28 luglio 1976 a Tangshan con magnitudine di 7,8 in cui morirono 240000 persone su 1 milone di abitanti ed i danni furono di mezzo miliardo di US$. Ci sono tuttavia degli orientamenti di ricerca interessanti che si traggono dai dati raccolti, come l’analisi dei segnali di resistività della terra correlati alle fratture ed allo spostamento di fluidi nell’interno della terra, dati rivelati anche prima del terremoto di Tangshan.
Science, 25 Apr 97, Vol. 276, pg. 526 - Li Hui and Richard A. Kerr - Negli ultimi 3 mesi si sono verificati in Cina 7 terremoti con magnitudine maggiore di 6; gli scienziati cinesi hanno fatto 4 predizioni in tempo e magnitudine con pronta evacuazione e di queste 3 sono state positive. La Cina ha speso gli ultimi 30 anni cercando di identificare dei precursori affidabili dei terremoti e si sono avuti dei successi. Lo State Seismological Bureau (SSB) di Beijing organizzerà il prossimo anno un simposio internazionale sulla predizione dei terremoti e renderà noti i dati.
Science, 27 Aug 99, Vol. 285, pg. 1335 - Tim Appenzeller - Il disastroso terremoto del 17 agosto in Turchia è stato solo l’ultimo di una serie di intense scosse che si sono propagate lungo la faglia di 1000 km che si stende parallela al Mar Nero. La sequenza è iniziata nel 1939 con una scossa di 7,9 Richter sul lato est e quindi altre 6 scosse si sono verificate in successione spostandosi verso ovest, l’ultimo terremoto della sequenza si è avuto nel 1967 ormai non lontano da Izmit, epicentro della recente scossa, 100 km a sud-est di Istambul. La faglia sembra spezzata in una serie di segmenti ed ogni terremoto scarica lo stress locale e lo trasferisce al prossimo segmento; gli esperti ritenevano ormai Izmit la regione più a rischio, ma non si poteva sapere qundo e con quale intensità si sarebbe verificata una scossa; la faglia continua sotto il Mar di Marmara a 30 km da Istambul dove vivono 12 milioni di persone. La zona viene ora monitorata con stazioni GPS per rilevare i movimenti sismici. La Turchia si trova fra due faglie: quella Nord Anatolia lungo il Mar Nero e quella Sud-Est Anatolia lungo il Mediterraneo orientale, nella prima si verifica uno scorrimento verso ovest della placca araba rispetto a quella Euro-asiatica, nella seconda si verifica la subduzione e quindi la compressione verso nord della placca africana contro quella araba dell’Anatolia.
Science, 17 Sep 99, Vol. 285, pg. 1858 - Aykut Barka - Il terremoto del 17 agosto 1999 in Turchia ha avuto epicentro a 41,81 gradi di Lat. N e 30,08 gradi di Long. E e ad una profondità fra 10 e 16 km con una magnitudine di 7,4. Il terremoto è durato 37 secondi con due subeventi in successione. La città più vicina all’epicentro è stata Izmit all’estremità est del Mar di Marmara e si sono avuti danni fino ad Istambul, 70 km dall’epicentro. Nei primi due giorni dopo l’evento i danni e le perdite sono stati sottostimati anche per l’interruzione delle comunicazioni nelle autostrade fra Ankara e Istambul. L’incendio alle raffinerie di Tupras, che trattano l’86% del petrolio turco, ha richiesto 5 giorni e mezzo per domarlo; nella base navale e nei cantieri di Gölcük si è verificata una frattura ed un dislocamento di 4 m causando gravi danni e la morte di 400 soldati ed ufficiali. Nel totale i morti hanno superato i 15000 e migliaia sono i dispersi. Quello del 17 agosto è stato il settimo di una sequenza di terremoti che hanno migrato verso ovest lungo la faglia nord anatolica. L’intervallo di tempo fra i terremoti è variato da 3 mesi a 32 anni incluso l’ultimo evento. Il primo terremoto si è verificato nel 1939 in un segmento di 360 km della faglia causando un dislocamento di 7,5 m.
Science, 26 Nov 99, Vol. 286, pg. 1685 - Grant Heiken - Il golfo di Napoli e l’area Campana è una zona che nel passato ha subito eruzioni vulcaniche devastanti come quella del 79 d.C. quando fu distrutta la città di Pompei. Oggi nell’area intorno al Vesuvio vivono 3 milioni di persone ed 1 milione si trova poprio sulle pendici del vulcano. Nel 1982-84 un terremoto ed il sollevamento dei Campi Flegrei ha provocato l’evacuazione di migliaia di residenti intorno all’area di Pozzuoli e quando ogni segno tellurico cessò violente accuse furono lanciate contro gli esperti accusati di gridare “al lupo”..Dopo questi eventi il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ed il Ministero della Protezione Civile hanno accresciuto gli sforzi per migliorare il sistema di monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano (OV) ed hanno iniziato una intensa campagna educativa fra la popolazione. I vulcanologi dell’OV e delle università hanno racccolto i dati delle attività pliniane (esplosive) e stromboliane (emissione di lava) dai tempi più antichi. L’attività vulcanica nella baia di Napoli è iniziata 126000 anni fa e negli ultimi 19000 anni si sono avute 6 eruzioni pliniane avvenute 18300, 16780, 8010, 3360, 1920 (79 a.C.), 1527 e 368 anni fa. Ciascuna eruzione ha devastato da 20 a 30000 ettari fino a 22 km dal cratere. Dal 79 a.C. l’attività stromboliana ha creato il monte Somma. Molte indagini di 12 team della Comunità Europea con una tomografia del sottosuolo hanno verificato che alla profondità di circa 2 km si passa dalle rocce vulcaniche ai sedimenti marini e qui possono infiltrarsi le acque marine e generare attività esplosive. La lava è stata forse identificata verso i 10 km di profondità, ma zone a bassa velocità di propagazione delle onde sismiche si trovano da 15 a 300 km di profondità. La rete dei sensori posti intorno al vulcano potrà fornire le prime indicazioni di un magma in risalita.
Science, 16 Mar 2001, Vol. 291, pg. 2101 - Harsh G. Gupta - La mattina del 26 gennaio 2001 un catastrofico terremoto di magnitudine 8 ha scosso la regione Kutch nel Gujarat in India. L’epicentro era situato a 23 km di profondità 15 km nord-est di Bhachau e 60 km a est di Bhuj. Una prima stima conservativa ha dato 30000 morti poi passata a 50000 e danni per 10 miliardi di US$. Le linee ferroviarie sono state fortemente danneggiate e ci sono stati dislocamenti del terreno di 8,5 m. Il terremoto è stato seguito da altri 100 eventi di magnitudine 4 e 5; il collasso delle abitazioni è stato generale non essendo stati rispettati i criteri di sismicità della zona. L’area è fortemente sismica perché si trova vicina all’intersezione fra tre placche: l’indiana, l’araba e l’africana ed è attraversata da alcune faglie.