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IL MISTERO DEGLI ZOMBI 

Monica Valcarenghi
 

 

Fig. 1

 

Haiti è paese ricco di beni e bellezze naturali, ma è anche terra tormentata da eterni conflitti di potere e da una economia disastrata e sfondo di quella che fu la terribile vicenda della tratta degli schiavi.

Gli schiavi vennero importati dagli Spagnoli su questa incantevole isola caraibica, a partire dal XVI sec., per sostituire gli ormai esausti e comunque quasi estinti Aruachi, la popolazione indigena in origine forte e sana, ma poi distrutta dal lavoro forzato, dalle malattie importate dai conquistatori e dalla disperazione. La provenienza era soprattutto dall'Africa Occidentale, dal Golfo di Guinea, ma anche dall'Africa centrale.

E' con l'arrivo di questa nuova gente e dal contatto tra la loro religione, quella indigena e quella cattolica che, ad Haiti, si può cominciare a parlare di Vodu.

Il Vodu dunque è una delle così dette religioni sincretiche afro-americane che la letteratura non ha mancato di travisare e di trasmettere al resto del mondo come orrenda superstizione, come ripugnante insieme di rituali di magia nera praticati da una massa di negri esaltati e posseduti dal demonio.

Tra le immagini più care alla letteratura e a noi più note, si trova senza dubbio quella degli zombi, esseri mostruosi, cadaveri risuscitati, corpi in putrefazione usciti dalle proprie bare e dai cimiteri per terrorizzare la gente.

Gli zombi ad Haiti sono in effetti una realtà, non sono una semplice fantasia di qualche contadino sprovveduto o di qualche cronista spaventato.

E' quindi necessario incominciare ad affrontare il fenomeno zombi inquadrandolo nella propria cultura e liberandolo da ogni alone di superstizione.

Per i voduisti l'uomo ha due anime, il ti bon ange, il piccolo angelo buono, e il gros bon ange, il grande angelo buono. Quest'ultimo rappresenta la forza vitale, entra nel corpo di un individuo al momento del concepimento e lo abbandona al sopraggiungere della morte. Il piccolo angelo buono invece è il responsabile della personalità, del carattere e della volontà.

Gli zombi, ad Haiti, possono dunque essere di due tipi, uno è lo zombi astral o zombi ti bon ange, cioè uno spirito, una parte appunto dell'anima vo du (il ti bon ange) che è stata venduta o catturata dal bokor, lo stregone. L'altro è lo zombi Jardin o zombi corps cadavre, il famoso morto-vivente, l'immancabile protagonista dei film dell'horror, ciò che rimane di un individuo a cui è stato tolto il ti bon ange.

Lo zombi spirito, una volta catturato è conservato in un vaso e, al momento opportuno, trasformato dallo stregone, in un insetto, animale o uomo per fargli compiere la sua malvagia volontà.

Ciò che è bene evidenziare è che gli Haitiani non hanno paura degli zombi, in realtà esseri senza volontà, docili e dalla espressione ebete, ma piuttosto di essere trasformati in questi: lo zombi è infatti uno schiavo che esegue gli ordini ingrati del padrone senza avere la capacità di ribellarsi, il suo piccolo angelo buono non gli verrà mai più restituito, il suo cervello rimarrà danneggiato per sempre.

Una schiavitù di questo tipo, permanente, senza dubbio fa orrore a un popolo che ha per secoli conosciuto il significato della perdita della libertà.

Gli Haitiani perciò non temono tanto gli zombi di per sé, quanto la zombificazione, ovvero l'essere ridotti in uno stato di schiavitù dal quale non si può essere liberati e dal quale non si può fuggire.

Il terrore della zombificazione è tale che quando un individuo muore , i familiari, per assicurarsi che sia veramente morto e quindi di poco valore per lo stregone, mettono in atto alcuni espedienti. Al cadavere può essere tagliata la testa o gli arti, una spada può essere infilata nel cuore o una pallottola sparata in una tempia. 

Oppure, poiché un corpo può essere risuscitato solo se risponde alle domande del "bokor", le sue labbra possono essere cucite e dei semi di sesamo o un ago senza cruna possono essere messi nella bara per distrarre il morto, per tenerlo occupato e impedirgli quindi di rispondere .

Un morto può essere resuscitato o per vendetta, o come sacrificio per ricompensare uno spirito dei beni ricevuti o, infine, perché qualcuno ha bisogno di un corpo da impiegare come bestia da soma.

In realtà non si resuscita nessun morto e i potenziali zombi non sono veri cadaveri, bensì morti apparenti.

Alle vittime è somministrato in vari modi, più spesso topicamente, un "veleno", una polvere "magica" dalla complessa preparazione e dagli svariati e disgustosi ingredienti, che induce uno stato di morte apparente.

Responsabile di questo stato, oltre l'importantissimo lavoro dello stregone, senza dubbio efficace da un punto di vista magico-culturale, è una potentissima sostanza, la tetrodotoxina, contenuta in un ingrediente base di questa polvere, il puffer- fish, il pesce palla. Questa sostanza rallenta a tal punto le funzioni vitali, da ingannare e far dichiarare morto un individuo anche da parte di efficenti e preparate équipes mediche .

Ma la vera domanda, a prescindere dalla efficacia magico- culturale o chimica di questo veleno, è un'altra: in base a quale criterio è scelta la vittima da zombificare? La vittima è scelta a caso, è un innocente?

La zombificazione, in realtà è un processo sociale, non è una attività criminale e casuale. La vittima non è un indifeso innocente e il bokor agisce con il consenso della intera comunità. La zombificazione è una sanzione sociale, una pratica per rinforzare l'ordine, non per distruggerlo.

E' a questo punto necessario introdurre il discorso sulle Società Segrete e sulla loro funzione di controllo sociale.

Gli Haitiani hanno paura di uscire di notte, il loro timore è quello di imbattersi in particolari individui, i membri delle Sette Rosse detti anche Zobop , Bizango , Senza Pelo, Vlanbindingue.

Gli appartenenti a queste società, solitamente persone insospettabili, spesso docili e pacifiche, si crede si riuniscano in segreto per dedicarsi alla stregoneria, per fare il male per il gusto di farlo, per cibarsi di carne umana e per seminare il terrore.

Le loro azioni malvage, i loro crimini sono compiuti durante riunioni notturne durante le quali i membri indossano lunghe vesti bianche e rosse e portano sul capo corone di ceri accesi. L'adesione a questi sodalizi è selettiva, per unirsi a loro bisogna conoscere la parola d'ordine e una serie di gestualità esclusive. In genere si incontrano nei cimiteri dove invocano il loro dio, Baron Samedi, quindi si mettono in agguato per le strade aspettando la vittima che viene catturata con corde fatte di budella secche.

In effetti, ad Haiti, queste Società Segrete, liberate dalle fantasie, non sono nulla di orrendo e di gratuitamente crudele. Hanno un ruolo politico e sociale, la loro funzione è benevola, aiutano i bisognosi e le loro famiglie e, quando puniscono, puniscono chi è colpevole di aver trasgredito il codice comportamentale della Società. Tra i comportamenti punibili ci sono l'eccessivo arricchimento alle spese della famiglia o di dipendenti, il diffamare la Società Bizango, il danneggiare materialmente o moralmente qualcuno, il rubare la donna di un altro .

Dunque le Società Segrete sono la sicurezza, ma anche la paura: chi trasgredisce le regole è prima giudicato e poi punito tramite appunto la zombificazione.

Lo zombi, in definitiva, non è una vittima indifesa , ma un individuo colpevole di non aver rispettato le norme che garantiscono ordine e giustizia e che perciò è stato punito.

E' evidente che queste Società Segrete sono le eredi dirette di quelle dell'Africa Occidentale, terra da cui provenivano la maggioranza degli schiavi Haitiani.

Questi sodalizi hanno scopi religiosi-cerimoniali, ma anche economici, politici, sociali e sono noti per certi loro aspetti che abbiamo visto essere presenti anche tra i Bizango: cerimonie di iniziazione; un corpo segreto di conoscenze che separano i membri dai non membri come ad esempio parole d'ordine e gesti simbolici; rituali ciclici che rinforzano la solidarietà collettiva; sanzioni per punire chi trasgredisce il codice della Società; periodiche pubbliche manifestazioni che dimostrano l'autorità e l'indipendenza del gruppo; sospettati riti antropofagi e così via.

Costituiscono una società entro la società e i loro scopi possono essere pro o anti-sociali. Il loro potere può essere più grande di quello dei capi politici riconosciuti in via ufficiale e può essere sfruttato anche a fini antagonistici per soverchiare quello delle legittime autorità, quando queste ultime non siano a loro volta influenti o comunque alleate o implicate nel sodalizio stesso.

Un esempio sono il Poro della Sierra Leone e della Liberia che oltre a fini etico-rituali ed economici, aveva il controllo della guerra e della pace, una funzione giudiziaria e esercitava una notevole influenza sui capi secolari e sulla loro attività legislativa.

Anche tra gli Yoruba, ad esempio, le Società Segrete sono frequenti, spesso sono connesse con il culto dei morti e con i riti funerari e hanno importanza politico-sociale, infatti, oltre agli scopi primariamente ritualistici, intervengono anche negli affari sociali della comunità.

Fig. 2

 

Tra questi gruppi è da ricordare la Società Ogboni che mostra evidenti somiglianze sia con il Poro che con i Bizango: i membri si crede posseggano un segreto dal quale traggono il loro potere; ogni membro ha il dovere di assistere l'altro; i membri si riconoscono con segni convenzionali e parole d'ordine; nelle loro riunioni si trattano questioni che interessano l'intera comunità e di conseguenza le loro decisioni sono importanti e nulla di importante può essere fatto senza il loro consenso; la morte è la punizione del tradimento del segreto; il loro scopo è preservare la loro religione o il potere civile e comunque sembrano essere connessi con ogni questione di pubblico interesse e inoltre hanno una funzione giudiziaria e di esecutori di criminali.

  La corporazione degli Ogboni ha dunque un carattere religioso, politico e sociale.

 

A conferma della funzione di controllo sociale e non di mera crudeltà delle Società Segrete, è infine utile riportare la testimonianza diretta di Lukamba, lui stesso un membro degli Anyota, della famosa Società Segreta degli uomini Leopardo dell'Africa Centrale: "... Anyota...Mi si disse che era una cosa terribile, ma buona. Era buona perché senza gli Anyota la tribù non poteva sopravvivere ed era terribile perché qualche volta si doveva uccidere... Qualche volta ci sono grandi dispute fra la nostra gente, dispute che non terminano nel modo in cui dovrebbero. Quando ciò accade la nostra gente si divide in due fazioni, una che parteggia per una parte e l'altra per l'altra, e allora siamo deboli ed i nostri nemici ne approfittano. Una disputa del genere è così brutta che nessun uomo la può risolvere, così noi Anyota visitiamo i nostri antenati. Come uomini non possiamo parlare con loro, né loro con noi. Così diventiamo tutt'uno con il leopardo, il padrone della morte... Diventando tutt'uno con il leopardo anche noi diventiamo padroni della morte, e poi possiamo parlare con gli antenati. E' allora che ci parlano e ci dicono che cosa fare per sistemare le cose con la nostra gente. Ci infondono il potere e la saggezza del leopardo, ci danno la sua rapidità, il suo silenzio, la sua forza, e ci danno il suo desiderio di carne... dopo aver ucciso, mangiamo una parte del corpo (della vittima) , ancora come il leopardo, lasciando che il resto sia trovato, così che si sappia che gli antenati sono irritati ed hanno comandato agli Anyota di uccidere... noi sappiamo, come lo sa l'intero villaggio, che gli antenati sono irati e hanno comandato agli Anyota di uccidere, e sappiamo che le uccisioni continueranno fino a che la lotta fra di noi non terminerà." (TURNBULL: pp.215-216)

E' evidente in questi esempi che, all'interno di questo tipo di Società, l'utilizzazione dell'assassinio e in genere della violenza ha una funzione di controllo sociale e le vittime nella maggior parte dei casi rappresentano i trasgressori dell'ordine vigente o, come nel caso degli Uomini Leopardo, il tramite per ristabilirlo.

Il fenomeno zombi è dunque da liberare da ogni interpretazione eurocentrica e folkloristica e da inquadrare invece nel paradigma culturale-religioso haitiano. Gli zombi sono individui che non hanno rispettato il codice comportamentale delle Società Segrete. Le quali, esplicitamente o implicitamente riconosciute dalla collettività, sono organismi di matrice religiosa ma di decisiva importanza per la vita politica e sociale del paese.

 

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Didascalie:

Fig 1 - La figura dello zombi rappresenta forse l'elemento della cultura tradizionale haitiana più universalmente noto e peggio conosciuto. L'immaginario collettivo della cultura contemporanea ha inglobato tale realtà accentuandone i caratteri macabri ed esotici, senza alcun riguardo per il complesso tessuto metafisico e culturale da cui tale elemento attinge la sua legittimità 

Fig.2 - La zombie Felicia Felix Mentor.

 

 

 

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