RASSEGNA STAMPA 13.11.2003

 

RESTO DEL CARLINO
Il direttore dell'Api alla cena del sindaco «Ma non è disgelo»

di Alessandra Pascucci

FALCONARA — Se l'Api apre le porte, il Comune le lascia socchiuse. C'era, infatti, anche l'ingegner Franco Bellucci, direttore della raffineria di Falconara, tra gli invitati alla cena che domenica sera ha visto riunirsi attorno ai tavoli del ristorante «Il Camino» gli amministratori comunali, i professionisti della città (architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti e medici), oltre ad esponenti del commercio e dell'imprenditoria falconarese. Accanto a loro, alcuni sindaci dell'ambito territoriale: Tittarelli di Camerata Picena, Cingolani di Montemarciano, Secchi di Monte San Vito e Calducci di Polverigi. Tra gli ospiti del sindaco Carletti c'erano l'onorevole Giacco, il presidente della provincia Giancarli e l'ex presidente dell'autorità portuale Alessandro Pavlidi. Nel tavolo a fianco, il comandante della stazione dei carabinieri Mattiacci e, appunto, l'ingegner Bellucci. Una presenza che il primo cittadino di Falconara non ha mancato di commentare: «Quando gli interessi in gioco sono così grandi — ha detto — non possiamo chiudere la porta a chiave ed ignorare una realtà che incide tanto sul nostro territorio». Diversa l'interpretazione fornita dall'Api, dove precisano che «il direttore dello stabilimento ha accettato l'invito a titolo personale». I vertici della raffineria, quindi, non colgono alcun segno di disgelo, ma precisano che le porte, per il professore, rimangono aperte. «Il protocollo d'intesa — fanno sapere — è ancora lì, pronto da firmare. I nomi di D'Ambrosio e Giancarli ci sono già, manca solo quello Carletti. Un'apertura da parte del sindaco sarebbe nell'interesse di tutti i cittadini, ma dietro l'invito a partecipare ad una degustazione di vini non intravediamo alcun appello al dialogo». Eppure, con l'appuntamento di domenica il sindaco ha voluto creare un'occasione di incontro e confronto fra quanti vivono e lavorano in città. «Così è se vi pare», questo il titolo dell'appuntamento, andava oltre la promozione della cultura dei vini novelli, presentati dalla somelier Anna Epifani ed «illustrati» dal vignettista Roberto Mangosi. Davanti alle prelibatezze preparate dagli chef del Camino, dell'Arnia del Cuciniere e della Taverna dei Guelfi è stato possibile assaporare lo «spirito di stare insieme», introdotto nel convegno d'apertura dai testi scelti dal professor Massimo Raffaeli e recitati da Giorgio Sebastianelli. Il tutto sottolineato dalla musica di Andrea Massaccesi, Roberta Balzani, Marco Grilli e Marcello Moscoloni.

 
LA SICILIA
«Serbatoi da dissequestrare» istanza della raffineria alla procura.

Parte lunedì la petizione di An per bonificare il territorio

di M.C.G.

Lotta contro il tempo per evitare la fermata degli impianti della raffineria prevista per domani in concomitanza con le operazioni di sequestro dei 97 serbatoi di stoccaggio accusati dalla magistratura di essere « colabrodo». La Raffineria ieri mattina tramite i suoi legali ha inviato alla Procura di Gela un'istanza di revisione delle modalità di sequestro dei serbatoi che dovrebbe consentire e lo svolgimento delle indagini e l'utilizzo di alcuni serbatoi per poter mantenere così in marcia gli impianti. La Procura esaminerà oggi l'istanza della Raffineria ma bisognerà vedere in caso di accoglimento, se i consulenti, tutti non gelesi, riusciranno ad essere a Gela in tempo utile. Aspetti che si chiariranno oggi. La Fulc ieri mattina ha illustrato al prefetto Vincenzo Santoro un suo piano per scongiurare la fermata. Si tratta di un programma di ispezione dei serbatoi da parte dei consulenti della Procura da svolgersi in quattro tappe. Si comincerebbe da un gruppo di serbatoi che possono essere controllati subito perché vuoti o dotati di doppio fondo e che, dopo le verifiche potrebbero essere riconsegnati alla Raffineria per procedere poi al controllo degli altri tre gruppi di serbatoi. Così almeno la Raffineria potrebbe contare subito su un gruppo di serbatoi di stoccaggio e tenere in marcia gli impianti. Oggi si profila una giornata cruciale. Alle 14 c'è l'incontro a Roma presso la task force dell'occupazione presieduta dall'on. Borghini. Gela rivendicherà investimenti sulle bonifiche. Sul piano politico varie iniziative. I due consiglieri di Alleanza nazionale Angela Galioto e Ciccio Liardo hanno annunciato che da lunedì a piazza Umberto - avvieranno una petizione popolare da inviare al Ministero dell'Ambiente volta a reclamare vere bonifiche per il territorio. Prima che scoppiasse l'emergenza «ecogiudiziaria» An aveva denunciato che nell'ambito dei piani di caratterizzazione presentati dalle Aziende dell'Eni per ottenere i fondi sulle bonifiche, si stava operando un tipo di bonifica a macchia di leopardo cioè circoscritta « ai cancelli» delle singole aziende. Un grave danno ed una beffa per il territorio che verrebbe bonificato solo parzialmente. « Sulla questione delle bonifiche - dicono i due esponenti di An - chiediamo una ricompattazione delle forze politiche e sociali per una battaglia comune del territorio per vedere riconosciuti i suoi diritti. Chiediamo a tutte le forze politiche di partecipare alla raccolta di firme. Ai sindacati chiediamo di costruire insieme alle forze politiche un nuovo sistema di tutela del lavoro non incompatibile con la salvaguardia ambientale». Sulla situazione al petrolchimico è intervenuta anche l'associazione studentesca universitaria «Inflessibili».

 
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