RASSEGNA STAMPA 05.11.2003

 

MESSAGGERO
«By pass, investimento a vuoto»

Falconara. Il Comitato sul collegamento ferroviario

di LETIZIA LARICI

FALCONARA - No al by pass Api. Il progetto di arretramento della linea ferroviaria per allontanare i binari dalla raffineria, disposto dalla Regione ed approvato dalla Provincia, non convince gli abitanti di Villanova. Una soluzione, secondo il comitato cittadino, in contrasto con le previsioni contenute negli stessi piani provinciali e regionali, che contemplano la realizzazione di un nuovo raccordo ferroviario, tra Chiaravalle e Marina di Montemarciano, abilitato al traffico internazionale, in quanto compatibile con l’alta velocità, destinato a collegare la linea trasversale per Roma, superando il nodo Api - Falconara. In quest’ottica nel Piano territoriale di coordinamento della Provincia è precisato che «la linea litoranea resterà nell’attuale sede per il collegamento con il porto e come metropolitana di superficie». Ed allora quale sarebbe il senso, si chiede Loris Calcina, presidente del Comitato cittadino di Villanova, del by–pass Api? «Un investimento a vuoto – osserva – se è vero che tra dieci anni si procederà al rifacimento della linea ferroviaria. Uno spreco di denaro inutile, a meno non si preveda la convivenza del by–pass in questione con il progetto definitivo di ammodernamento. Un’ipotesi poco credibile, piuttosto la dimensione dell’intervento in termini di spesa, ci induce a ritenere che la sua realizzazione comporterà un rinvio dell’attuazione del nuovo raccordo Marina di Montemarciano–Aspio, che rappresenta invece un’opzione strategica fondamentale per il corretto sviluppo dell’area». La realizzazione del by–pass Api poi, secondo Calcina, oltre ad aumentare le condizioni di rischio, produrrebbe conseguenze negative sull’ambiente, sul paesaggio, sul patrimonio storico–culturale e sugli abitanti. «In particolare - conclude - il rischio legato al transito di materiali pericolosi andrebbe ad investire nuovi territori e nuove porzioni di abitato. Va poi sottolineato che il tracciato della ferrovia interferirebbe con il cono di volo dell’aeroporto e con la strumentazione a terra. Tali perplessità sono peraltro state sollevate anche dalla Svim, nell’ambito dello studio commissionato dalla Regione in ordine al risanamento dell’area ad elevato rischio ambientale».

Bohigas studia la pratica ex Montedison

Consegnati all'architetto spagnolo documenti, studi e perizie. Tra due settimane la prima proposta

di GIAMPAOLO MILZI

«Un passo alla volta, per non sbagliare». Ovvero, per non restare insabbiati per chissà quanto su una spiaggia, quella di fronte all'ex colosso chimico Montedison, che il sindaco di Falconara - sulla base del Prg e di una superconsulenza estera - vorrebbe presto trasformare in una oasi turistico-commerciale capace di archiviare il "caso inquinamento». "Un passo alla volta", e cioé andare avanti con fiducia reciproca e cautela, è il motto comune che una settimana fa ha chiuso il primo, lungo incontro tra manager e tecnici della "Azienda Agricola Poggio", neoproprietaria dei 20 ettari contaminati da scorie industriali al confine con Marina di Montemarciano, e l'equipe di esperti guidata dall'architetto Bohigas per iniziare a costruire la piattaforma tecnica per la rivitalizzazione della "Apu3" (Area progetto unitario). A Barcellona, nella sede dello studio "Mbm", il luminare dell'urbanistica ha soprattutto ascoltato, e poi incamerato un monte di carte e documenti. Designato nel protocollo d'intesa firmato da Carletti e dal collega di Montemarciano Cingolani come "l'uomo giusto" per l'eco-rebus, Bohigas in quelle sabbie zeppe d'arsenico, piombo non ci ha mai messo piede. A parlare sono stati Aldo Pollarini, presidente della "Agricola Poggio" di Savignano sul Rubicone e soprattutto il suo consulente ing. Magnini, che invece quello scatolone di sabbia a rischio entrato nel patrimonio societario lo conoscono bene. «Abbiamo sintetizzato la storia, il passato industriale di quella zona e lo stato attuale delle cose - ha commentato Magnini al suo rientro dalla Spagna - Quanto alla contaminazione, abbiano consegnato a Bohigas gli esiti dei monitoraggi dell'Arpam, gli studi ambientali effettuati dalle aziende ex proprietarie e la perizia eseguita dell'ing.Biancani nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria». «Non ci siamo nascosti i problemi. Ma è ovvio che in questa fase non potevano emergere novità sul tipo di bonifica da scegliere. Bohigas ha preso atto che il "progetto preliminare urbanistico per la riqualificazione del sito e dei territori circostanti" oggetto dell'intesa è molto impegnativo. E ha assicurato che si occuperà anche della questione del capannone Montedison vincolato dalla Soprintendenza come bene di archeologia industriale. Poi si è impegnato a fornirci (tra due settimane, ndr.) una prima proposta di studio contrattuale con relativo costo»

 
RESTO DEL CARLINO
«La mia Falconara sarà una città votata al turismo»

di Alessandra Pascucci

FALCONARA – «La Falconara che ho in mente? Sarà una città marittima, con la “M” maiuscola». Dal suo studio spagnolo, l'architetto Oriol Bohigas commenta il recente incarico di riqualificazione dell'area nord del territorio comunale, affidatogli da Montemarciano e Falconara, oltre che dall'Azienda agricola del Poggio, proprietaria del sito ex Montedison. La scelta del noto professionista è stata un incentivo all'accordo tra i soggetti coinvolti, conquistati da una fama internazionale avvalorata da un lungo elenco di riconoscimenti mondiali. Il maestro catalano è stato raggiunto telefonicamente dal Carlino alla Mbm Arquitectes di Barcellona, studio da lui fondato nel 1951, dove è coccolato da uno stuolo di assistenti che parlano correntemente tutte le lingue, italiano compreso. Architetto, quando le è stato affidato l'incarico? «Circa due settimane fa, quando ho ricevuto, qui a Barcellona, i rappresentanti dei firmatari del protocollo d'intesa». Ha già un'idea del futuro assetto dell'area nord di Falconara? «I titolari dell'azienda che ha acquistato il terreno hanno avanzato tante proposte: tutte rispecchiano il Prg di Falconara, che già conosco. Sull'area, però, gravano dei vincoli; uno di questi è relativo ai fabbricati che componevano il vecchio stabilimento, classificati come “Archeologia industriale”. Dovremo aspettare il parere della Sovrintendenza per sapere se si potrà radere al suolo tutto il complesso o occorrerà recuperare. In ogni caso si punterà sulla vocazione turistica, marittima e residenziale. E' presto per definire nel dettaglio gli interventi da portare avanti, dato che la zona si sviluppa per centinaia di ettari tra la fascia costiera e le colline: aspetti diversi, entrambi da valorizzare». Quali sono le prospettive urbanistiche di Falconara? «Il territorio ha grandi potenzialità. Le possibilità di sviluppo sono realistiche. In Italia, però, le amministrazioni comunali devono sottostare alle disposizioni degli enti locali più grandi, che a volte ostacolano o rallentano gli iter di realizzazione dei progetti. Nel caso di Falconara, comunque, sono molto soddisfatto per l'eliminazione del tracciato ferroviario, che interferisce con il mio piano del porto. L'accordo con le ferrovie è quasi fatto e lo spostamento dei binari e dello scalo merci aprirà la città al mare, permettendo lo sviluppo della spiaggia. E' questo l'aspetto che restituirà a Falconara la sua vera identità». A che punto è il progetto del porto turistico? «I tecnici del Comune stanno predisponendo una variante al Prg, che verrà integrato con il progetto del porto da me ideato. Con l'equipe della municipalità, con cui mi tengo i contatto, c'è un buon affiatamento».

 
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