RASSEGNA STAMPA 12.10.2003

 

MESSAGGERO
Api, porte aperte per 3.000

Invasione in raffineria. Ma Carletti dà forfait

di MARINA VERDENELLI

FALCONARA - Invasione di visitatori ieri alla raffineria Api per l'iniziativa Apincontra che per la prima volta ha aperto le porte dell’impianto al pubblico. L'affluenza ha superato le previsioni tanto che l'orario di visita, che doveva terminare alle ore 17, è stato prolungato fino alle 19. Tanti i cittadini che volevano vedere da vicino come lavora e funziona il colosso dei carburanti. Più di tremila i visitatori registrati nell'arco della giornata e che a flotte si sono precipitati nello stabilimento, chi con figli al seguito, chi con zaini e berretto proprio come ad una gita fuori porta. Per tutti un giro in pullman nel quale sono stati illustrati il ciclo di raffinazione del petrolio, la tecnologia e i sistemi di sicurezza, poi un ricco buffet. Presenti anche le massime autorità civili e cittadine dal prefetto di Ancona Maninchedda al sindaco Sturani, dal presidente della Provincia Giancarli al generale regionale dei Carabinieri Antonio Reho, dagli onorevoli Duca, Abbondanzieri, al presidente di Confindustria Carlo Lucarelli. E ancora l'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani che alle ore 11.30 ha partecipato all'incontro istituzionale programmato, il capogruppo di Rc in consiglio comunale Massimo Marcelli Flori, il direttore dell'aeroporto Giuliana Guazzati e Antonio Minetti dell'autorità ambientale delle Marche. Assente il sindaco Carletti che ha disertato l'invito del presidente Aldo Brachetti Peretti, un segno evifdente per confermare il “no” forte e chiaro alla raffineria. Soddisfatte invece le autorità presenti che, a turno, hanno fatto il giro panoramico in pullman. «La raffineria - ha commentato il generale del comando regionale dei Carabinieri Antonio Reho - è un polo energetico di rilievo nazionale. Tutte le misure adottate al suo interno sono ineceppibili». Colpito dai sistemi di sicurezza il prefetto Maninchedda. «Hanno 40 persone fisse - ha detto - 24 ore al giorno, tutti i giorni, pronte ad intervenire in caso di emergenza. Sono un'impresa tecnologica avanzata e al passo coi tempi». Ha trovato conferma alle sue posizioni il presidente della Provincia Giancarli. «La visita - ha detto - sottolinea quanto firmato con il protocollo d'intesa. Certo, siamo in presenza di aziende particolari sulle quali occorre essere sempre attenti e vigili». Colpito dalla sala controllo il sindaco Sturani. «L'attenzione posta è impeccabile - ha detto - così come la forte professionalità delle maestranze. Speriamo che la qualità e la difesa dell'ambiente siano sempre i primi obiettivi». Increduli e divertiti i visitatori ai quali, per motivi di sicurezza, veniva chiesta la carta d'identità all'ingresso. «Ho scoperto verità diverse - ha detto Giuseppina Arzeli, insegnante, residente ad Ancona - non è il mostro che dicono. Ben venga tutto ciò che porta occupazione». Di tono opposto i commenti di Fausto Budini, presidente del comitato dei cittadini di Fiumesino. «Brachetti Peretti dice che l'Api non è un mostro con gli artiglioni. E’ vero! - scrive Budini - Ma emette fuoco e fiamme e fumi puzzolenti e pieni di gas dalle sue fauci e dalle sue narici, e come dice la canzone “ogni scarafone è bell'a mamma soja” e forse anche alle amministrazioni regionale e provinciale. Siamo felici di questa festa odierna, anzi vorremmo che ci fossero tutti i giorni, almeno non saremmo ossessionati dai fragorosi rumori e l'aria sarebbe sicuramente più pulita».

E’ sbocciata la Margherita

Marco Salustri presidente del partito

di Let.Lar.

FALCONARA - Nasce la Margherita di Falconara. Ieri la costituzione ufficiale nel corso di un congresso all’Hotel Touring, cui sono intervenuti i vertici provinciali e regionali del partito, tra cui il vice presidente del consiglio provinciale Giancarlo Sagramola e il consigliere regionale Marco Lucchetti. Presente anche il senatore Mario Cavallaro. A dare lettura al documento costitutivo, il neo presidente Marco Salustri: «Intendiamo rappresentare una nuova realtà – ha esordito – intesa come luogo di partecipazione, proposte e confronto democratico». Nominati gli organi dirigenti e diciotto membri, candidati alle elezioni del comitato provinciale, fissate per il 6 novembre prossimo. Il congresso ha costituito occasione per alcune riflessioni sull’esperienza locale. Immancabile il riferimento all’organizzazione e all’attività di governo della città. Così Salustri ha ribadito la piena fiducia riposta nell’operato della giunta. «Appoggiamo il lavoro del Comune – ha sottolineato - che sosterremo nell’approvazione del piano regolatore, oltre che nell’attuazione del progetto Bohigas. Ci auguriamo però la chiusura dei numerosi cantieri attualmente aperti, entro la fine del mandato». Una preoccupazione, sollevata alcuni giorni fa, che pare sia stata fugata. «Abbiamo sollecitato il sindaco in tal senso – ha sottolineato il capogruppo consiliare Giovanni Graziosi – strappandogli la promessa che nel giro di due anni i lavori in corso saranno portati a compimento».

 
RESTO DEL CARLINO
Villanova, il quartiere replica alle accuse

FALCONARA – La lettera di Carletti pubblicata mercoledì dalla stampa locale è stata, secondo il Comitato di Villanova, un «inspiegabile “attacco preventivo”». «L'attacco – scrive l'associazione – avviene in un momento in cui anche gli associati al Comitato sono impegnati a dare il loro contributo di idee nei “Tavoli” del Contratto di Quartiere II», ritenuto un possibile strumento «a patto che tutto quello che c'è già da fare per il quartiere ed i residenti attendono da anni non sia ulteriormente posticipato». In ogni caso, l'associazione sottolinea la partecipazione attiva agli incontri con proposte che riguardano vari aspetti della riqualificazione. «E tra questi – proseguono – c'è il futuro del lungomare, su cui nessuno può impedirci di avere un'idea diversa dal Comune. Se l'obiettivo delle pesanti affermazioni rivolteci contro è quello di allontanarci dai tavoli del Contratto di quartiere, l'amministrazione si sbaglia: già da lunedì continueremo ad esserci con le nostre proposte». Riguardo alla presunta “autoincoronazione a rappresentanti di un territorio”, l'associazione sottolinea che, sul grado di consenso dei residenti alle varie iniziative, il numero di adesioni parla chiaro: 300 per la petizione sul recupero dell'area Antonelli, 200 per quella sulla ristrutturazione di strade e marciapiedi, oltre a decine di segnalazioni firmate dai residenti non iscritti inviate a tutte le amministrazioni, alla Asl, all'Arpam sulle problematiche ambientali ed igieniche del quartiere. L'associazione ribadisce infine l'opposizione al by-pass ferroviario, che verrà realizzato dove il Prg prevedeva la creazione di un bosco urbano. «Il by-pss Api, - concludono gli associati – secondo noi, che sappiamo ancora distinguere tra un bosco urbano, il concetto di riqualificazione e una linea ferroviaria che taglia ancora di più il quartiere verso la città, non è una riqualificazione!».

Api, una visita raffinata

Circa 3.000 persone hanno visitato gli impianti della Raffineria Api di Falconara, nel primo open day organizzato dall'azienda per presentare la sua attività e le misure di sicurezza adottate. C'erano anche il presidente della società Aldo Brachetti Peretti, l'assessore regionale Marco Amagliani e il presidente della Provincia di Ancona Enzo Giancarli.

Fiumesino, il sollievo del comitato: «Tutto fermo, l'aria era più pulita»

FALCONARA – Dall'associazione “Comitato del quartiere Fiumesino” arriva un plauso all'iniziativa promossa con “Apincontra”. «Siamo felici della festa odierna, – si legge in una nota – anzi vorremmo che ci fossero tutti i giorni, almeno non saremo ossessionati dai fragorosi rumori e l'aria sarà sicuramente più pulita… così com'era oggi!». «Brachetti Peretti – continua il Comitato – dice che l'Api “non è un mostro con gli artiglioni”. È vero! Ma emette fuoco e fiamme e fumi puzzolenti e pieni di gas dalle sue fauci e dalle sue narici, e come dice la canzone “ogni scarafone è bell'a mamma soja”… e forse anche alle amministrazioni regionale e provinciale». Intanto l'associazione, congiuntamente all'omologa di Villanova, si prepara a presentare ricorso contro il rinnovo anticipato alla concessione della raffineria, ad addendum a quello già avviato dal Comune di Falconara. La strada legale è stata intrapresa anche per il rogo del '99: alcuni cittadini di entrambi i comitati si sono costituiti parte civile nel processo aperto per l'incidente del 25 agosto, costato la vita a due operai. «Un modo – spiega l'ammiraglio Massimo De Paolis, uno dei portavoce – per aprire la strada a tutti coloro che si sentono danneggiati da quel terribile evento. Riconoscendoci parte civile, il giudice ha infatti ammesso che, in quell'occasione, può essere stato provocato un danno anche all'esterno dell'impianto». Il Comitato degli abitanti di Fiumesino è nato attorno alla metà degli anni '90 proprio a difesa dell'ambiente, dei diritti dei cittadini e della vivibilità del quartiere, che si sviluppa ai margini della raffineria. Anzi, come tengono a precisare i residenti, «è l'Api che si è sviluppata ai margini del nucleo abitativo», come hanno recentemente dimostrato gli storici Villani e Verdelli con la ricerca “Fiumesino. Storia di un borgo adriatico”, fatta pubblicare dal Comune di Falconara.

Carletti diserta il «Festival Api»

FALCONARA – «Il sindaco non potrà unirsi a noi per il momento istituzionale, ma ha assicurato che farà di tutto per raggiungerci verso l'una». Con queste parole il presidente Brachetti Peretti ha motivato l'assenza di quel “posto in tribuna d'onore” che, come annunciato giovedì, avrebbe riservato al primo cittadino di Falconara. Al tavolo delle autorità, in effetti, le sedie erano tutte occupate. Oltre al presidente dell' Api c'erano Napolitano, amministratore delegato, Bellucci, direttore dello stabilimento, Giancarli, presidente della Provincia e Amagliani, assessore regionale. Ma Carletti, com'era facile prevedere, all'Api ieri non c'è andato, e non si sono fatti vedere neanche i suoi uomini, cui, con una direttiva, era stata “sconsigliata” la visita aziendale. Dietro l'assenza del sindaco non è mancato il risvolto giallo: l'ufficio stampa del Comune ha precisato che Carletti non ha mai ricevuto inviti “ufficiali”; «eppure – risponde l'Api – abbiamo provveduto con fax, telefonate ed inviti recapitati personalmente». Il primo cittadino si è fatto comunque sentire: mentre i rappresentanti istituzionali si rivolgevano alle 3mila persone che hanno varcato le famose porte aperte, i falconaresi rimasti fuori dai cancelli potevano leggere le ragioni dell'amministrazione in un manifesto intitolato “Un festival inopportuno”, affisso venerdì sera. «Il Comune – si legge in uno dei bandi blu e neri, incollati accanto alle locandine di Apincontra – si è dotato di un Prg, in cui la qualità dell'ambiente urbano costituisce l'obiettivo primario e strategico (...) La scelta si fonda su un modello di sviluppo sostenibile che abbandoni la crescita industriale di grande dimensione e l'occupazione indiscriminata del territorio, sostenga il miglioramento della qualità dell'abitare, la valorizzazione delle attività produttive della media e piccola impresa, del commercio, dei servizi al cittadino, la promozione di un turismo integrato, e del settore sociale, ricreativo e sportivo.(…) La prospettiva rimane quella di una generale riconversione per attività di basso impatto ambientale(...) E' necessario che l'Api prenda atto dello scenario che si configura nel lungo periodo in conseguenza delle scelte di pianificazione del Comune, e che per il medio periodo l'azienda, nella sua parte di produzione dell'energia necessaria allo sviluppo di una parte del territorio regionale, accompagni un processo di riconversione che preveda la progressiva dismissione delle attività di raffinazione. L'Api dovrà avviare studi di fattibilità per addivenire, nei tempi necessari a garantire il recupero degli investimenti e il mantenimento dei livelli occupazionali, ad una nuova configurazione dell'intera area che privilegi la produzione di energia secondo criteri d'innovazione tecnologica, di minimo impatto ambientale, integrabili con lo sviluppo della città verso il mare. L'Api condivide le scelte di trasformazione contenute nel Prg… anche in previsione di una sua auspicabile partecipazione nell'attuazione degli interventi? La risposta a questi interrogativi, per l'amministrazione e per la città, darà il vero significato dell'operazione “Porte aperte”».

Porte aperte: erano in tremila

FALCONARA — Oltre 3.000 persone si sono presentate lungo il corso dell'intera giornata ai cancelli della Raffineria Api per il primo open day del petrolchimico (Apincontra), durante il quale i tecnici hanno illustrato l'attività dell'impianto, il ciclo di raffinazione del petrolio, il funzionamento dei sistemi di sicurezza e la tecnologia di produzione elettrica attraverso l'Igcc. Tecnologie che entro il 2005, in anticipo di quattro anni sulla scadenza europea, faranno in modo che il gasolio Api prodotto e commercializzato nelle Marche sarà a tenore di zolfo quasi pari a zero. Lo riferisce un comunicato sulla giornata, improntata — ha detto il presidente della società Aldo Brachetti Peretti — alla trasparenza e all'informazione dei cittadini, per un rapporto costruttivo fra territorio e impresa». Brachetti Peretti ha ribadito che il ruolo dell'Api come polo energetico e principale risorsa energetica e tecnologica delle Marche è oggi» insostituibile per colmare il deficit di energia della regione». La sicurezza degli impianti e la salvaguardia ambientale, con l'Api motore di crescita del territorio, sono aspetti qualificanti del Protocollo d'intesa firmato dalla Raffineria e dagli enti locali per il rinnovo della concessione ventennale ad operare, e l'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani e il presidente della Provincia Enzo Giancarli vi hanno fatto ripetutamente cenno. Amagliani ha sottolineato le implicazioni sociali ed economiche (occupazione e fabbisogno energetico) del rinnovo della concessione approvato dalla Regione». Un'amministrazione seria non poteva non tener conto di tutto questo, e la decisione è stata coerente con i programmi della giunta». Un sistema congiunto innovativo per monitorare quotidianamente le emissioni del sito di Falconara è già stato presentato alla Ue nell'ambito del programma Life, ha ricordato l'amministratore delegato di Api Raffineria Clemente Napolitano, il quale ha citato anche i progetti per incrementare l'efficienza produttiva degli impianti sfruttando la tecnologia Igcc per produre elettricità e calore attraverso il teleriscaldamento. Nei piani c'è pure l'utilizzo di carburanti non fossili per ridurre le emissioni.

 
CORRIERE ADRIATICO
"Un'apertura che fa bene"

Festa con palloncini, gelati e zucchero filato. I commenti dei visitatori tra gli stand

di Marina Minnelli

FALCONARA - Palloncini, gelati, zucchero filato, un clown ad intrattenere i bambini, la dirigenza al gran completo a fare gli onori di casa e il presidente Aldo Brachetti Peretti che abbraccia, quasi uno per uno, gli ex dipendenti arrivati prestissimo per non perdere neanche un minuto della giornata "a porte aperte" organizzata dalla raffineria Api. Alle 11 nelle aree esterne allestite con stand informativi, una sala video, uno spazio giochi e le zone ristoro, il pubblico è già numerosissimo, ci sono i dipendenti con mogli e figli, tanti falconaresi e oltre 250 ragazzi di alcune classi dell'Itis "Volterra", del liceo "Cambi" e dell'Itc "Serrani", per i quali era stato organizzato di prima mattina un tour didattico ai luoghi strategici dell'impianto. Per Samanta Della Bella, moglie di un ingegnere da tre anni all'Api e mamma del piccolo Tommaso, questa è la prima visita in raffineria. "Non vedevo l'ora - dice - l'impressione complessiva è buona a adesso spero di poter fare il giro completo insieme a mio marito". Natalia Ferri, invece, figlia e nipote di ex dipendenti, all'Api è quasi di casa, "sono venuta tante altre volte e mi fa sempre piacere tornare. In effetti sono un po' preoccupata per queste voci di chiusura, ma non ha senso, questa azienda ha dato da mangiare a tante persone e ha fatto del bene a molti". "Sono venuta perché ho visto gli articoli sui giornali - spiega Angela Fallea - questa per Falconara è una realtà importante e dato che ci è stata offerta l'occasione per vederla da vicino mi sono detta 'perché non approfittarne?". Rosalino Priori, oggi dirigente del gruppo sportivo Dinamis, all'Api ha lavorato per 22 anni come responsabile del cantiere, e adesso torna come osservatore per constatare che "i cambiamenti e i miglioramenti sono stati davvero notevoli e queste aperture periodiche alla gente fanno bene all'azienda". Di profondi cambiamenti parlano anche tre ex, Guido Boncompagni, Edelweiss Roccoletti e Gilberto Marinelli i quali ricordano gli inizi negli anni '50. mentre osservano con molto interesse i progressi tecnologici illustrati nei pannelli e da un video proiettato a ciclo continuo.

In tremila per vedere la raffineria

Nella tavola rotonda ribadito che il patto d'intesa siglato tra azienda, Regione e Provincia coniuga sviluppo e ambiente Amagliani: "Il rinnovo della concessione è pienamente coerente con il programma della giunta" Giancarli: "Avviata la strada della collaborazione" Fino a sera lunghe file di visitatori per il tour nello stabilimento

EDOARDO DANIELI

FALCONARA - L'Api attendeva un migliaio di persone. Alla fine ne sono arrivate circa tremila. Con la necessità di tenere i cancelli aperti due ore più del previsto. E' in queste cifre il successo di "Apiincontra", la giornata organizzata dalla raffineria di Falconara che ha aperto le porte ai visitatori. Autorità, maestranze, ex dipendenti si sono ritrovati in uno stabilimento che punta a diventare il motore energetico dello sviluppo marchigiano. A fare gli onori di casa Aldo Brachetti Peretti, presidente dell'Api, marchigiano tra i marchigiani, come ha detto, a presentare la nuova stagione dell'impianto falconarese: quella nata dopo il rinnovo della concessione fino al 2020. Un rinnovo che ha portato con sè un patto di intesa - sottoscritto da Api, Regione, Provincia di Ancona ma non dal Comune di Falconara - con il quale pubblico e privato hanno sottoscritto i passaggi da fare per raggiungere uno sviluppo sostenibile che tenga conto delle esigenze occupazionali e della necessità di fronteggiare il deficit energetico della regione. Ma la giornata di ieri non è stata solo l'occasione per ribadire gli impegni assunti e illustrare il percorso che ha condotto a metterli nero su bianco. Protagonista è stata soprattutto la folla che è accorsa a Falconara - ben oltre le aspettative degli organizzatori - e che si è immersa nello stabilimento. Ha respirato la stessa aria che le maestranze respirano ogni giorno. Aria fatta di timore, tra idranti, bunker e chilometri di tubi che trasportano materiale infiammabile - "non facciamo certo cioccolatini", ha detto Brachetti Peretti, - ma anche di orgoglio per l'impegno profuso e di aspettative. C'è una fila di alberi di magnolia davanti al cuore della raffineria: è l'indicatore biologico, che da dieci anni, fa dire alle maestranze che il loro lavoro e gli investimenti dell'azienda non sono vani. A beneficio dell'azienda, di chi vi lavora, del territorio su cui questo lavoro si riflette. Tante le autorità presenti. Al tavolo dei relatori, accanto a Brachetti Peretti, l'assessore all'ambiente della Regione Marco Amagliani e il presidente della provincia di Ancona Enzo Giancarli, Clemente Napolitano, a.d. di Api raffineria e Franco Bellucci, direttore dello stabilimento. In platea, consiglieri regionali (Favia, Cesaroni e Novelli), deputati e senatori (Lion, Sbarbati, Duca, Abbondanzieri, Magnalbò), insieme al Prefetto Maninchedda e ai vertici dell'Arma (il comandante della Regione Reho e il comandante provinciale Mauro Cipolletta), alla direttrice dell'aeroporto Giuliana Cucchieri e al presidente regionale di Confidustria Lucarelli. Presente qualche consigliere comunale falconarese della minoranza (Astolfi, Conte, Benni, Cerioni, Badialetti, Marcelli Flori, Amagliani e Proto) ed, unico della maggioranza, il socialista Romeo Maiolini secondo il quale "la sola strada percorribile è quella del dialogo e del confronto". C'era anche l'assessore Graziosi che però ha precisato di essere presente come insegnante con la sua scuola. Mancava il sindaco di Falconara, Giancarlo Carletti, il quale ha affidato a un manifesto il suo pensiero. Definendo l'iniziativa "festival inopportuno". Non è mancato invece il sindaco di Ancona, Fabio Sturani. "Ho notato - commenta - una forte professionalità delle maestranze e grandi passi avanti sul versante della sicurezza che però è un settore da tenere sempre sotto controllo". La sicurezza degli impianti e la salvaguardia ambientale sono punti qualificanti del Protocollo d'intesa firmato dall'Api e dagli enti territoriali per il rinnovo della concessione. Lo ha affermato Brachetti Peretti; lo ha ribadito Marco Amagliani, assessore all'Ambiente della Regione, nel corso del dibattito. Amagliani ha anche sottolineato le implicazioni sociali ed economiche legate alla concessione, dalla difesa dell'occupazione alla produzione di energia per l'economia della regione. "Penso che una amministrazione seria non poteva non tenere conto di tutto ciò, quando ha dovuto decidere per il rinnovo della concessione, e la decisione - ha affermato - è stata coerente con i programmi della Regione". Giancarli, dal canto suo, ha ricordato l'adesione della sua amministrazione alla proposta di un Protocollo d'intesa "che segna una strada di collaborazione reciproca tra soggetti istituzionali e azienda, improntata allo sviluppo del territorio e dell'azienda nel territorio, come parte integrante e motore di crescita".

Il bunker della sicurezza

Ressa alle visite guidate all'interno dello stabilimento

FALCONARA - Viaggio al centro della raffineria. Una delle opportunità di "Apiincontra" che molti hanno voluto sfruttare in occasione della giornata di apertura dell'impianto. Prima tappa il cuore: la sala di controllo. Un vero e proprio bunker, capace di resistere a ogni sollecitazione esterna. Sia prodotta dalla raffineria in caso di incidente, sia di origine esterna. File di monitor collegati a computer che tengono ogni istante sotto controllo la situazione: qualunque anomalia fa scattare la reazione. Secondo procedure di sicurezza rigidissime. E sempre in tema di sicurezza la seconda fermata del bus: è la palazzina della squadra antincendio. Mezzi e dotazioni tali da poter fronteggiare ogni emergenza. Ma tutta la raffineria è costellata di quelli che la guida chiama "i punti rossi", bocchettoni di acqua e schiuma. Si entra poi nel cuore produttivo della raffineria: l'isola che fa affluire il greggio dalle petroliere, la centrale di cogenerazione che produce energia elettrica, i depositi, e, i punti di trasformazione del greggio in prodotto finito. A bassa pressione, all'inizio del procedimento; ad alta pressione per l'ulteriore raffinazione. L'impianto più grande raffina 400 tonnellate all'ora. Nella parte a sud, c'è tutto il settore della manutenzione: duecento persone che diventano mille quando, ogni anno, tutti gli impianti vengono rimessi a posto e diventano praticamente nuovi. Nella zona dei depositi di gpl c'è un'altra novità: non più le "sfere", fonte di rischio, ma un deposito "tumulato", come lo definisce la guida, molto più sicuro.

 
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