RASSEGNA STAMPA 10.10.2003

 

MESSAGGERO
Divampa la polemica, fra lettere e inserzioni. Lo “sconcerto” infinito del prof. Carletti

FALCONARA - E’ quasi un ideale botta e risposta quello fra il presidente dell’Api, Brachetti Peretti, e il sindaco di Falconara Carletti. Questo rilancia il no alla raffineria, l’altro risponde con una pubblicità sui quotidiani. Poi ieri la bordata all’indirizzo del primo cittadino che a sua volta scrive una lettera in virtuale quanto perfetta sincronia. E così, dunque, scrive il professor Giancarlo Carletti. «Rimango sconcertato di fronte all’affermazione della società Api secondo la quale “non è vero che la Regione Marche ha rinnovato la concessione alla Raffineria Api sulla base di un presupposto di necessità energetica”. Ciò è in contrasto sia con quanto stabilito dal decreto concessorio alla lettera B n°2, ove si prevede l’utilizzazione dei prodotti derivanti dal ciclo di raffinazione per l’impianto di massificazione e la relativa centrale termoelettrica Igcc, alla lett.B n°20 che regolamenta le quantità, le misure e i limiti delle emissioni in relazione all’approvazione del Via Igcc, sia con quanto indicato nel documento istruttorio, richiamato dal decreto concessorio, ove viene descritto l’impianto Igcc che viene mosso dalla “gassificazione esclusivamente degli idrocarburi pesanti provenienti dal ciclo di lavorazione di raffineria” ed evidenziando la necessità “del contributo energetico della Raffineria nell’attuale contesto”. Eguale sconcerto mi colpisce quando la Società rappresenta che l’impianto Igcc produce un gas, il cui inquinamento è pari a quello del gas metano. Sfugge all’Api l’aspetto fondamentale della questione: per produrre il gas con l’impianto Igcc, la stessa ha necessità della raffinazione del petrolio da cui trae il tar per il gas con tutte le conseguenze fortemente inquinanti che la raffinazione determina nel suolo, sottosuolo, aria e quant’altro, oltre il rischio di crisi ambientale. Questa è la differenza fondamentale sulla sussistenza o meno dell’inquinamento: se si usa il gas metano per alimentare la centrale di produzione di energia elettrica, non c’è bisogno della raffinazione del petrolio, se , al contrario, come avviene nel caso concreto, si usa la morchia residua (tar) del processo di raffinazione del petrolio per ottenere il gas di alimentazione della centrale, non può che sussistere l’intera struttura di raffinazione con tutti i pericoli di inquinamento che la stessa determina. Da qui l’invocazione appassionata alla Regione Marche perché rifletta a fondo sulla circostanza che l’energia elettrica si può ottenere con il metano senza rischi ambientali dovuti alla raffinazione del petrolio e, in conseguenza, sappia rivedere le sue decisioni assunte in dispregio delle esigenze ambientali del Comune di Falconara Marittima. Sull’argomento ancora assai spinoso interviene anche Giancarlo Scortichini, assessore all’ambiente del Comune di Falconara nonché segretario Ds. «Api Raffineria - dice Scortichini - con un avviso pubblicato senza badare a spese su tutti i giornali locali, ha risposto ad una lettera del sindaco di Falconara pubblicata domenica 5 ottobre. Lo spazio e le risorse impiegate per questa risposta (mezza pagina), confermano come Carletti abbia centrato con il suo intervento un tasto sensibilissimo per l’azienda: dimostrare che il legame tra la presenza della centrale Igcc e la raffineria non è né necessario né indispensabile. Il sindaco ha evidenziato che la produzione di energia può essere ottenuta, come avviene per molte centrali, bruciando altri combustibili, come il metano, al posto degli scarti di raffinazione (il tar) che, quando tutto funziona, dovrebbero alimentare la centrale Igcc attraverso il processo di gassificazione».

Api, Brachetti Peretti apre le porte

Un giorno in raffineria. L’azienda organizza domani una visita guidata agli impianti. Ci sarà anche chi ha detto sì alla concessione

Il presidente invita città e sindaco: «Carletti, per te il posto d’onore»

di LETIZIA LARICI

FALCONARA - L'Api apre le porte ai cittadini. Domani, dalle 9.30 sino alle 17, sarà possibile visitare la raffineria, per approfondire la conoscenza di quella che rappresenta una realtà ormai consolidata sul territorio. Questo il senso dell'iniziativa denominata Apincontra , illustrata ieri mattina dal presidente Aldo Brachetti Peretti. «Vogliamo che la gente veda con i propri occhi - ha esordito il presidente - il lavoro che centinaia di tecnici e operai svolgono ogni giorno per produrre carburanti ed energia, il tutto nella massima sicurezza e nel rispetto ambientale». Immancabile, a questo punto, il riferimento alla tragedia in cui persero la vita Mario Gandolfi ed Ettore Giulian. «Un dolore ancora vivo - afferma Brachetti Peretti - ma la colpa non è dell'azienda. Se così fosse stato la Regione non avrebbe optato per il rinnovo della concessione, in base ad una procedura avviata in precedenza dal Ministero dell'industria. In quest'ottica, invitiamo i nostri corregionali ad aderire numerosi per rendersi conto di persona che la raffineria non è un mostro». L'incontro ha costituito l'occasione per fare il punto della situazione. Il ruolo della raffineria, la cooperazione con gli enti locali e gli obiettivi futuri, tra gli argomenti affrontati da Brachetti Peretti, che ne ha approfittato per fornire spiegazioni sull'interruzione dell'attività della Turbogas durante il black out che ha interessato l'intera nazione il 28 settembre scorso. «Per legge siamo obbligati a cedere l'intera produzione di energia alla rete - commenta - per cui una volta interrottasi la distribuzione anche noi siamo rimasti senza energia». Non si ferma comunque di fronte a questo inconveniente il lavoro della raffineria, come sottolinea il presidente che, forte del rinnovo della concessione e del contenuto del protocollo di intesa, punta alla realizzazione di un polo energetico regionale che garantisca autonomia energetica all'intero territorio. «Oltre ad impegnarci per investire sugli impianti esistenti - prosegue - in base agli accordi con la Regione, intendiamo avviare un progetto di sviluppo che ci consenta di divenire punto di raccordo nella distribuzione dell'energia da Pesaro a San Benedetto. L'obiettivo è quello di colmare il deficit di energia di cui soffre la regione, così da facilitare l'attrazione di nuovi insediamenti produttivi sul territorio. L'Api raffineria non è solo una grande azienda che dà lavoro a migliaia di persone, ma rappresenta anche il principale motore dell'economia marchigiana». Si tratta naturalmente di un obiettivo a lungo termine, che richiede investimenti, ricerca e impegno. In quest'ottica Brachetti Peretti parla di apertura ai settori dell'energia alternativa. «In particolare - dice - pensiamo all'energia eolica, escludendo la possibilità di impiego della biomassa, considerata la scarsità di legname nelle Marche. Nel frattempo abbiamo già proceduto all'abbattimento drastico delle emissioni inquinanti, grazie all'impiego della tecnologia di gasificazione e generazione a ciclo combinato. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il rinnovo della concessione. Certo gli impegni assunti sono molto onerosi dal punto di vista finanziario, ma rappresentano esigenze primarie che necessitano priorità assoluta. Ora chiediamo l'apertura al dialogo da parte di tutti gli enti locali, per concertare insieme la crescita economica del territorio». E la posizione contraria del Comune di Falconara? Brachetti Peretti non esita a biasimare il comportamento del sindaco Giancarlo Carletti, definendo il suo atteggiamento “vessatorio”. «Falconara deve tutto all'Api - tuona il presidente - imprenditoria, sviluppo edilizio e posti di lavoro. Non capisco come Carletti, che è stato anche un nostro impiegato, non si curi dell'aspetto occupazionale. Il ricorso al Tar contro il rinnovo della concessione è solo uno spreco di denaro, che il Comune peraltro non si può permettere. Mi auguro accetti il nostro invito ad Apincontra . Noi gli abbiamo riservato il posto d'onore». Nell'attesa di vedere se il primo cittadino deciderà di rompere il gelo, un primo segnale di avvicinamento arriva da due scuole cittadine, il “Cambi” e il “Serrani”, che hanno già aderito all'iniziativa, insieme ad un nutrito gruppo di studenti dell'Itis di Torrette. Quanto al programma della giornata, il momento clou sarà rappresentato dall'incontro con le istituzioni, fissato per le 11.30. Ci saranno anche l'assessore regionale all'ambiente Marco Amagliani, il presidente della Provincia Enzo Giancarli, Clemente Napoletano dell'Api.

 
RESTO DEL CARLINO
Il sindaco 'sconcertato'

FALCONARA — Se Brachetti Peretti chiama, Carletti risponde. E così, mentre il presidente di Api Spa presenta “Apincontra”, il primo cittadino di Falconara prende carta e penna e ribatte all'ultimo messaggio lanciato dalla dirigenza della raffineria, apparso mercoledì sulla stampa locale. Il sindaco «rimane sconcertato di fronte all'affermazione della società Api secondo la quale “non è vero che la Regione Marche ha rinnovato la concessione alla raffineria Api sulla base di un presupposto di necessità energetica”». Secondo Carletti ciò è in contrasto con quanto stabilito dal decreto concessorio, dove è prevista l'utilizzazione dei prodotti derivanti dal ciclo di raffinazione per l'impianto di massificazione e la relativa centrale termoelettrica Igcc, e dove vengono regolamentate le quantità, le misure ed i limiti delle emissioni in relazione all'approvazione del Via Igcc. Il sindaco sottolinea inoltre che nel documento istruttorio (allegato al decreto concessorio) viene descritto l'impianto Igcc mosso dalla “gassificazione esclusivamente degli idrocarburi pesanti provenienti dal ciclo di lavorazione di raffineria” ed evidenziando altresì la necessità “del contributo energetico della raffineria nell'attuale contesto”. Carletti, poi, non crede a quanto affermato dalla società circa il grado di inquinamento del gas prodotto dall'impianto Igcc, inquinamento che, secondo l'Api, è pari a quello del gas metano. «Sfugge all'Api – commenta il sindaco – l'aspetto fondamentale della questione: per produrre il gas con l'impianto Igcc, la stessa ha necessità della raffinazione del petrolio, con tutte le conseguenze fortemente inquinanti che la raffinazione determina, oltre il rischio di crisi ambientale. Da qui l'invocazione appassionata alla Regione perché rifletta a fondo: l'energia elettrica si può ottenere con il metano senza rischi ambientali dovuti alla raffinazione del petrolio».

«Porte aperte» alla raffineria

Alessandra Pascucci

FALCONARA — Cos'è una raffineria? Come operano gli addetti ai lavori? Quali sono le misure adottate per ridurre l'impatto ambientale garantendo la sicurezza? Per dare risposta a tanti interrogativi è nata l'idea di «Apincontra», iniziativa presentata ieri da Aldo Maria Brachetti Peretti, presidente della Spa falconarese. Dalle 9,30 alle 17 di domani i cancelli dello stabilimento rimarranno aperti a tutti i cittadini che vogliono conoscere l'Api sul campo. Nel corso della giornata si susseguiranno tre visite guidate (alle 9.30, alle 11 e alle 15), inaugurate dagli studenti dell'Itc Serrani e del liceo Cambi di Falconara, oltre ad una delegazione dell'Itis di Torrette. Alle 11.30 è previsto un “momento istituzionale”, con interventi di Brachetti Peretti, Marco Amagliani, assessore regionale all'Ambiente, Enzo Giancarli, presidente della Provincia e Clemente Napolitano, amministratore delegato dell'Api. L'iniziativa rientra in una “strategia della trasparenza” che, assicura Brachetti Peretti, non si esaurirà con l'incontro di domani. «Ci saranno altre occasioni di dialogo – ha spiegato il presidente – tanto con i singoli cittadini quanto con gli enti locali. Il rinnovo della concessione è passato attraverso una serie di paletti: la Regione, nostro principale interlocutore, ha indicato le tappe da rispettare e noi abbiamo accolto le prescrizioni, anche se molto onerose, consapevoli che si tratta di questioni rilevanti. Mai come oggi la raffineria è stata così trasparente ed il merito è anche degli enti locali, Regione in testa». «La raffineria – ha continuato Brachetti Peretti – non è un mostro con gli unghioni; l'Api è la principale industria delle Marche, con una missione strategica: quella di far marciare l'economia del territorio. Contando su un'esperienza di oltre cinquant'anni e sul lavoro di migliaia di persone, ci proponiamo di diventare il punto di riferimento di un polo energetico regionale. Nel medio-lungo periodo intendiamo colmare il deficit di cui soffre la regione e facilitare l'attrazione di nuovi insediamenti produttivi. Quando, 8 anni fa, abbiamo avviato l'Igcc, coprivamo il 40 per cento del fabbisogno marchigiano. Pur aumentando la produzione, siamo ora scesi attorno al 30, perché è cresciuta la domanda. L'autonomia energetica regionale rientra quindi tra le nostre priorità, anche con lo sviluppo di fonti alternative come l'eolica e le biomasse, che già sfruttiamo in Sicilia, Calabria e Campania». Domani, porte spalancate al sindaco: benché assente, Carletti è stato più volte evocato nel corso della conferenza. «Gli ho riservato un posto in tribuna d'onore – ha affermato Brachetti Peretti –. La visita gli permetterebbe di constatare che la società, ora leader in Europa nella riduzione dell'impatto ambientale, è molto cambiata dai tempi in cui vi lavorava insieme alla moglie». Il presidente dell'Api non dispera di ricucire lo strappo con il Comune.

La proposta: unire Falconara e Camerata

FALCONARA – Fondere due Comuni per bilanciare la potenza economica di Jesi: è quanto si propongono i sindaci di Falconara e Camerata Picena. L'eventualità di un accorpamento, che rappresenterebbe il primo caso italiano, emerge da un lungo incontro fra Giancarlo Carletti e Massimo Tittarelli. I due primi cittadini hanno studiato a fondo i problemi delle rispettive amministrazioni: dall'esame sono scaturite proposte di integrazione che possono accelerare progetti di sviluppo da effettuare insieme. Una condivisione degli spazi produttivi dove effettuare una programmazione più semplice e più flessibile per zone appartenenti allo stesso bacino e condizionate dalle stesse aree di viabilità. Unendosi, Falconara Marittima e Camerata Picena possono costituire un polo importantissimo per la bassa Vallesina, perché le grandi risorse dell'area, insieme, darebbero impulso ad uno sviluppo economico senza precedenti. Gli incontri tra Carletti e Tittarelli proseguiranno: sarà necessario considerare tutti gli aspetti di questa ipotesi, da valutare con esperti e tecnici dei vari rami della cultura, dell'urbanistica, del sociale e della politica.

 
CORRIERE ADRIATICO
Il presidente è certo "Raffineria sicura"

Alla cerimonia è stato invitato il sindaco Carletti "Speriamo che venga e che voglia parlare" Investimenti per ambiente e dipendenti

FALCONARA - "Ho invitato personalmente il sindaco Carletti all'incontro di sabato. Il suo posto in tribuna ci sarà. Spero che venga e anche che prenda la parola per esporre le sue ragioni". Aldo Brachetti Peretti congela così le polemiche che lo oppongono alla giunta comunale di Falconara guidata da Giancarlo Carletti. Dissente dalle critiche e se ne lamenta ma invita senza tentennamenti al dialogo, a quella "trasparenza" di cui l'Api si è fatta promotrice con l'iniziativa "Apiincontra". "Mi dispiace - ha detto Brachetti Peretti - che l'atteggiamento vessatorio dell'amministrazione comunale prosegua anche dopo il rinnovo della concessione. Il ricorso al Tar contro il provvedimento è un'inutile spesa per il bilancio della comunità falconarese. Non condivido questa impostazione nè le affermazioni del sindaco sui rischi di inquinamento dell'impianto Igcc che produce l'energia elettrica". Nonostante questa differenza di vedute, che il presidente dell'Api assicura non essere di carattere politico ("io sono un imprenditore - ha detto - e con la panna montata dalla politica non ho nulla a che fare") resta l'invito a partecipare alla giornata di domani. Resta da vedere se il sindaco accoglierà quest'invito. Sulla polemica a proposito della centrale Igcc è intervenuto ieri Giancarlo Scortichini, assessore all'ambiente di Falconara, il secondo il "sindaco ha dimostrato che il legame tra la presenza della centrale Igcc e la raffineria non è nè necessario nè indispensabile". "Poichè - ricorda l'assessore - anche recentemente autorevoli amministratori regionali, commentando il blackout elettrico, hanno esaltato il rinnovo della concessione alla raffineria come scelta inevitabile e lungimirante, il sindaco di Falconara ha evidenziato che la produzione di energia può essere ottenuta, come avviene per molte centrali, bruciando altri combustibili, come il metano". L'amministrazione - conclude Scortichini - "non intende rinunciare al diritto-dovere di controllare e pianificare l'uso del proprio territorio secondo i programmi che i cittadini hanno democraticamente scelto e che, inequivocabilmente, prevedono una riconversione per attività eco-compatibili delle aree occupate dalla raffineria. Con la necessaria gradualità, con la giusta moderazione, ma con assoluta fermezza".

Energia per lo sviluppo

Domani l'impianto aperto al pubblico con visite guidate L'Api punto di raccordo per soddisfare le esigenze regionali

Brachetti Peretti: "Sosteniamo la crescita delle Marche"

di EDOARDO DANIELI

FALCONARA - Un giorno in raffineria. Per vedere che "il mostro con gli unghioni" non esiste. Usa questa immagine Aldo Brachetti Peretti per presentare "Apiincontra", la giornata di domani che consentirà, dalle 9 e 30 fino alle 17, di vedere da vicino la realtà industriale di Falconara. "Invitiamo - ha detto Brachetti Peretti - i cittadini marchigiani a visitare la raffineria, a vedere come lavorano centinaia di tecnici e di operai". Il presidente dell'Api ribadisce "che il primo pensiero è la sicurezza: di chi lavora e per l'ambiente". Ricorda le due vittime del 25 agosto del 1999. "Un grandissimo dolore anche perchè con i tempi lunghi della giustizia italiana non si è ancora stabilito un perchè". Un'esigenza "di trasparenza" quella che muove l'Api, aggiunge il presidente, "che non finirà con l'incontro di sabato perchè ci saranno anche altre occasioni di dialogo, innanzitutto con le istituzioni locali". Nel suo intervento, Brachetti Peretti si rivolge spesso ai marchigiani, "ai miei corregionali". Perchè c'è il sostegno allo sviluppo economico regionale, attraverso la produzione di energia elettrica, nella mission aziendale dell'Api, dopo il rinnovo della concessione per operare fino al 2020. "L'Api - ha aggiunto - sono la più grande azienda delle Marche che, in modo diretto e con l'indotto, dà lavoro a migliaia di persone". Ora la sfida non è più solo per la produzione di carburanti ma per dare una risposta complessiva alle esigenze energetiche della regione. Così come previsto dal patto, sottoscritto dalla azienda con Regione e Provincia, con il rilascio della concessione. "Partendo dalla lunghissima esperienza di Api in materia - ha affermato Brachetti Peretti - ci siamo dati l'obiettivo di colmare il deficit di energia di cui soffrono le Marche e facilitare così il sistema economico con lo sviluppo delle aziende esistenti e la nascita di nuove imprese". Il presidente dell'Api ha citato un dato per comprendere come la crescita del sistema Marche sia strettamente connesso all'energia elettrica: quando la raffineria ha iniziato la produzione di energia elettrica forniva il 40 % del fabbisogno alle imprese marchigiane; ora il 30. In tema di energia elettrica non poteva mancare un riferimento al recente blackout che ha spento l'Italia. "La produzione della nostra centrale - ha spiegato - va sempre all'Enel che la distribuisce. Non avremmo mai potuto distribuirla direttamente ai cittadini di Falconara o di Ancona". Sui combustibili, il presidente dell'Api, si è detto certo che con la ricerca e lo sviluppo si potrà avere materiale meno inquinante. "Ma per l'idrogeno - ha aggiunto - occorrerà attendere uno sviluppo scientifico enorme. Pensare al momento a un combustibile del genere, è come pensare di viaggiare con una bomba atomica accanto". Invece esperienze con biomasse e con energie alternative come quella eolica sono già nel patrimonio acquisito dall'azienda in altre parti di Italia, Puglia e Sicilia. In questo scenario, Api - ha concluso Brachetti Peretti - "intende interpretare al meglio il ruolo di polo di riferimento per la produzione di energia elettrica che la Regione le ha affidato".

Falconara e Camerata un solo Comune

Carletti: "Siamo alla fase di impostazione, ma c'è la volontà di andare avanti E' ora di pensare ad un governo di aree vaste Le integrazioni possono accelerare lo sviluppo"

I sindaci valutano l'ipotesi della fusione. Per contare di più

MARINA MINELLI

FALCONARA - Insieme per contare di più, mettere in comune servizi essenziali, potenzialità, opportunità di crescita ed anche problemi. Parte da queste osservazioni l'ipotesi di fusione tra i comuni di Falconara e Camerata Picena, le cui modalità sono state discusse in questi giorni dai sindaci Giancarlo Carletti e Massimo Tittarelli. "Esiste la volontà di andare avanti in questa operazione - ha spiegato il sindaco Carletti - ma siamo ancora nella fase di impostazione, però è chiaro come sia ora di pensare ad un governo di aree vaste e le integrazioni possono accelerare progetti di sviluppo comuni". Certo, ammette, il cammino da fare è ancora lungo e complesso, e "deve essere avviato con cautela e prudenza", proprio per questo le amministrazioni hanno deciso di studiare prima di tutto i procedimenti amministrativi necessari per arrivare alla fusione. Nella nota diffusa ieri dal municipio falconarese nessun dettaglio sui motivi che hanno dato origine a questa proposta, ma soltanto alcune dichiarazioni di principio sulla "condivisione delle aree produttive dove effettuare una programmazione più semplice e più flessibile per aree appartenenti allo stesso bacino e condizionate dagli stessi percorsi di viabilità". "Falconara e Camerata Picena - prosegue il comunicato ufficiale - possono costituire un unione di un processo che non può non interessare un'area le cui grandi risorse possono costituire un solido sviluppo economico senza precedenti, un polo importantissimo per la vallata del Basso Esino. Gli incontri proseguiranno per valutare tutti gli aspetti di questa ipotesi per valutare con esperti e tecnici dei vari rami interessati della cultura, dell'urbanistica, del sociale e della politica". Con i suoi tremila abitanti ed un territorio ricco e vasto, Camerata Picena porterebbe in dote all'unione finanze solide, una zona industriale di tutto rispetto e anche la possibilità di tornare a quota 30 mila residenti, in mancanza dei quali Falconara Marittima si vedrà costretta a rinunciare, fra le altre cose, a ben dieci dei suoi consiglieri comunali e ad una buona fetta della giunta. Il piccolo municipio - nel 1928, per volontà del regime fascista, venne inglobato nel Comune di Chiaravalle e ritrovò la sua autonomia, per forte volontà popolare, solo nel 1948 - tra i molti aspetti positivi, legati soprattutto alla qualità della vita in una zona ancora in gran parte rurale, ha anche qualche spina nascosta qua e là, come ad esempio l'irrisolta questione della centrale dell'Enel e il problema della Sea Ambiente, l'industria di via delle Saline che tratta lo smaltimento dei rifiuti pericolosi. La notizia dell'auspicata fusione è stata accolta con stupore e sconcerto da più parti, Maurizio Quercetti, sindaco di Camerata dal '95 al '99, parla di "operazione kamikaze" che al piccolo Comune "non porterà nulla di buono". "Un conto sono i servizi - commenta - ma anche lì stanno andando avanti con grosse difficoltà e molta improvvisazione". Della stessa opinione anche Mario Fratesi che ha governato la cittadina dal 1985 al 1995 secondo il quale si può parlare di unificazione dei servizi, ma senza arrivare alla "cancellazione della storia". In ogni caso la strada per la creazione di una sola realtà municipale dovrà passare dalle delibere dei due consigli comunali che poi saranno trasmesse alla Giunta regionale, la quale sentiti i vari soggetti interessati, tra cui associazioni e categorie professionali e la Provincia, invierà la pratica al consiglio regionale, ma in ultima istanza a decidere con un referendum saranno gli stessi cittadini, così come previsto dalla legge regionale 10/95.

Bocciati gli inceneritori

Denunciati tentativi di aggirare gli organismi previsti dal piano-rifiuti

Il Prc chiede più concertazione tra le amministrazioni

No agli inceneritori nella provincia di Ancona e più concertazione tra conferenze dei sindaci e Comuni in tema di rifiuti. Lo hanno ribadito, durante una conferenza stampa ad Ancona, il capogruppo di Rifondazione Comunista in consiglio provinciale Giuliano Brandoni e quelli di alcuni Comuni del comprensorio Misa-Vallesina: Maurizio Belligoni, Massimo Mazzarini e Katia Silvestrini. Gli esponenti del Prc hanno ricordato che si sono da poco insediati i consigli di amministrazione per i bacini Misa-Vallesina e Cònero - riferisce una nota -, previsti dal Piano provinciale per la gestione dei rifiuti. Organismi che opereranno sulla base di indirizzi dati dalle conferenze dei sindaci, le quali - secondo Brandoni e gli altri - hanno però "di fatto bypassato" giunte e consigli comunali "e più ancora le popolazioni". In particolare, nella delibera della conferenza dei sindaci del consorzio Misa-Vallesina, "si tende a forzare ed a proporre nuove impiantistiche, ad oggi non previste dalla legge regionale sui rifiuti". Il documento parla di "riconsiderare lo scenario della termovalorizzazione", cioè gli inceneritori, con "la possibilità di accoglimento di rifiuti provenienti dall'esterno". Un indirizzo che - secondo i rappresentanti di Rifondazione - è in contrasto anche con il piano provinciale per la gestione dei rifiuti con gli obiettivi della "legge Ronchi". Tra l'altro - aggiungono - la provincia di Ancona è ancora "largamente lontana" dall'obiettivo indicato dalla legge del 35% di rifiuti riciclati. Il Prc giudica negativamente il merito "di proposte che tendono a risolvere il problema rifiuti con la realizzazione dell'inceneritore" che potrebbe dare "il via libera a una incondizionata produzione dei rifiuti". Ma censura anche "il metodo, che impone un'inversione di tendenza: scelte così importanti hanno la necessità di momenti consapevolmente partecipati". Per questo, nelle prossime settimane, Rifondazione solleverà il dibattito sull'argomento nei consigli comunali.

 
LIBERAZIONE
Storia di una battaglia a Falconara Marittima (An) vinta dal nostro partito

Impegno nelle istituzioni e radicamento nel territorio: una ricetta vincente

Raccontiamo la storia di una battaglia e di una vittoria del Prc di Falconara Marittima (An) su di una questione di grande impatto popolare: le bollette del gas. La legge sull'erogazione del metano prevede che si applichi una aliquota Iva del 20% per il gas da riscaldamento ambienti e del 10% per il gas per la cottura cibi e riscaldamento acqua. Le aziende, pubbliche e private, che erogano il servizio (la maggior parte di esse) sono solite applicare indiscriminatamente il 20% con un immotivato appesantimento della tassazione e aumento della già salata bolletta per i cittadini. Siamo dunque, da una parte, di fronte ad una legislazione contraddittoria che le aziende erogatrici interpretano a loro uso e consumo e, d'altra parte, di fronte a cittadini spesso ignari dei propri diritti e altrettanto spesso impotenti di fronte alle imposizioni più o meno giustificate dell'Ente Locale e delle Aziende. Il Prc di Falconara ha condotto una lunga battaglia sociale e politica sulla questione e ha citato l'Azienda erogatrice locale, la Cam SpA, di fronte al Giudice di Pace di Ancona: la causa legale è sfociata in una positiva sentenza che riconoscendo la giustezza delle posizioni espresse dal nostro Partito, ha statuito il rimborso richiesto per i cittadini ultratassati e ha rideterminato rigorosamente i periodi dell'anno in cui applicare l'Iva al 10% e i periodi in cui applicarla al 20%. Crediamo che il miglior modo di valorizzare la vittoria del Prc di Falconara sia questo: estendere la battaglia in tutte le diverse aree istituzionali (province, regioni, parlamento) per risolvere una questione ormai annosa (quale tassazione?) che si ritorce sempre e comunque contro i cittadini e i lavoratori. Forti della nostra vittoria, molti cittadini iniziano dalle nostre parti a percorrere la stessa strada di lotta e in molti prendono coscienza di un diritto sconosciuto e a volte nascosto. Il nostro è stato un primo passo, ma un passo che chiede un impegno delle istituzioni e del Partito volto al ripristino e all'estensione di un diritto riconosciuto ora anche dalla giurisprudenza. La nostra è forse una piccola vittoria, ma questo è il senso che gli diamo: solo attraverso il legame stretto coi cittadini e con i lavoratori, solo attraverso la lotta in difesa dei loro diritti e l'impegno per la risoluzione dei loro problemi quotidiani possiamo costruire un Partito comunista di massa, radicarci e legarci più strettamente alla società e al movimento operaio complessivo.
Massimo Marcelli Flori (capogruppo PRC comune di Falconara Marittima)
Fosco Giannini (segretario provinciale Ancona)

 
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