RASSEGNA STAMPA 12.09.2003

 

RESTO DEL CARLINO
Un temporale e la città si allaga

di Alessandra Pascucci

FALCONARA — Gli acquazzoni dei giorni scorsi hanno messo sotto esame le strade della città e, anche se nel tratto di Flaminia che costeggia il centro sono stati evitati i soliti allagamenti d'autunno, in periferia rimangono alcuni punti critici. Uno di questi è il tratto di via Marconi che precede l'incrocio con via dell'Artigianato: qui, dopo ogni temporale, si forma una gigantesca pozzanghera, che in genere impiega giorni ad asciugarsi. L'acqua stagnante, per giunta in prossimità di una curva, mette in pericolo la stabilità dei veicoli e crea disagi a residenti ed artigiani della zona. Anche le strade recentemente asfaltate a Villanova fanno acqua. Dopo le piogge degli ultimi giorni, si sono allagati i due lati di via Quadrio (dal civico 32 al 57) ed il tratto di via Barilari all'altezza del civico 3, mentre nella porzione di Flaminia antistante la panetteria Coacci la pioggia ha trascinato la terra della vicina aiuola verso la fogna, con conseguente intasamento ed allagamento. I residenti, sostenuti dal comitato cittadino, hanno quindi sottoscritto una domanda indirizzata al sindaco ed al direttore del Cam, chiedendo un intervento urgente.

Il sindaco replica a Rifondazione sul nodo variante

di Fabrizio Ilacqua

CHIARAVALLE — «Partecipiamo sia ai tavoli tecnici sia a quelli politici». Così il sindaco Daniela Montali replica a Rifondazione Comunista che aveva accusato l'amministrazione comunale ulivista di «esercitare scarso peso nelle sedi opportune» in merito alla questione della nuova variante alla statale 16. «Non abbiamo delegato a nessuno il compito di rappresentarci — osserva il sindaco —. Ci sono in ballo, per la bretella che dovrebbe bypassare Falconara, vari progetti. Uno dell'Anas, uno di Falconara, ma soprattutto anche un progetto tutto nostro e che è del tutto diverso da quello proposto dall'amministrazione Carletti. Il nostro, alternativo a quello di Falconara che se approvato, convoglierebbe un ulteriore flusso di traffico presso il casello di Ancona Nord, mira proprio a decongestionare quella zona».

 
CORRIERE ADRIATICO
Rifatto l'asfalto, restano le buche "L'acqua piovana adesso ristagna"

di MARINA MINELLI

FALCONARA - La recente asfaltatura di alcune strade nel quartiere di Villanova ha risolto solo parzialmente i problemi della zona tanto è vero che in questi giorni di maltempo sono emerse alcune difficoltà legate soprattutto al ristagno dell'acqua.

La questione è stata subito segnalata dal comitato cittadino a Cam ed amministrazione comunale con la richiesta di provvedere ad una tempestiva sistemazione delle strade. In particolare i responsabili del comitato di Villanova segnalano che in via Quadrio, dal civico n. 32 al 57, l'acqua ristagna abbondantemente sia sul lato destro che su quello sinistro della via, in via Barilari, nella zona del civico n. 3, l'acqua forma una vasta pozza e in via Flaminia, nella zona del civico n. 663 (vicino alla panetteria Coacci), la pioggia trascina la terra dalla aiuola alla fogna con conseguente intasamento ed allagamento.

"In considerazione di quanto esposto - scrivono i residenti di Villanova - chiediamo cortesemente a tecnici ed amministratori, nell'ambito delle rispettive competenze, un urgente intervento tecnico al fine di eliminare le cause che hanno determinato i preoccupanti problemi manifestatisi e per scongiurare eventuali danni alle proprietà che possono essere causati dal mancato deflusso dell'acqua piovana".

Mappa delle zone a rischio-frana

Serve una verifica anche per controllare alcune vecchie opere di contenimento La ricerca di Piccinini e Nanni era stata commissionata dall'ex sindaco Oreficini

Uno studio sulla stabilità rivela: "Falconara va monitorata"

di MARINA MINELLI

FALCONARA - "Non è il caso di lanciare allarmi o parlare di possibili catastrofi, quello, ma è ormai evidente che quello di cui hanno bisogno alcune zone di Falconara è solo una seria e capillare rete di monitoraggi per tenere sotto controllo una situazione non proprio ottimale". Il giudizio è di Davide Piccinini, geologo ed autore, insieme al collega Torquato Nanni, di uno studio sulle instabilità di parte del territorio falconarese. La ricerca, effettuata nel 1996 su commissione dell'allora sindaco Roberto Oreficini, è tornata di attualità in questi giorni, dopo la segnalazione da parte del consigliere dello Sdi Romeo Maiolini, il quale ha casualmente notato in alcune vie al di sopra del parco Kennedy profonde crepe nell'asfalto e nel terreno. "Ne ho parlato con il sindaco Carletti - dice Maiolini - perché penso sia il caso di indagare più a fondo per capire quello che sta succedendo nella zona a monte del parco nato sui resti dello sbancamento di una cava di argilla". Quell'argilla di cui è fatto tutto il territorio di Falconara, formatosi per stratificazione all'incirca due milioni e mezzo di anni fa e poi tagliato, nel versante lato mare, in modo non proprio favorevole al mantenimento della stabilità. "La situazione giaciturale di questi strati allineati verso il mare di per sé non è né insolita né critica - spiega Piccinini - ma se vogliano intervenire con sbancamenti, riporti e successive edificazioni è fondamentale che tutti gli interventi siano ben studiati dal punto di vista ingegneristico. Si può fare tutto o quasi, a patto di conoscere bene il terreno e proteggere nel modo più adeguato le edificazioni". Tra l'altro i problemi di parte del territorio cittadino, messi a fuoco nei dettagli, dallo studio di Piccinini e Nanni, sono stati ritenuti e riconfermati anche all'interno del piano per l'assetto idrogeologico approvato nel giugno di quest'anno dalla Regione Marche che ha inserito l'area fra Palombina Vecchia e villa Terni (all'inizio di via Barcaglione) tra quelle ad evidente rischio frana. "I fenomeni rilevati tra il 1995 ed il 1996, all'epoca dei rilievi - prosegue Piccinini - non erano particolarmente preoccupanti, mentre andrebbe analizzata con più attenzione la zona sotto villa Terni". Quanto alle strade sopra la ex cava oggi parco, Davide Piccinini ricorda le immagini aeree prese subito dopo la Seconda Guerra Mondiale nelle quali, commenta, "appare evidentissimo il movimento provocato dallo sbancamento effettuato per prelevare l'argilla necessaria alla fornace Pierfederici". "Comunque - prosegue Piccinini - adesso fare dei catastrofismi non ha senso mentre sarebbe il caso che il Comune si decida a programmare in fretta una rete di monitoraggi per capire se le opere di contenimento realizzate all'epoca dell'urbanizzazione sono ancora efficaci o no". La soluzione, secondo il geologo, potrebbe essere la sistemazione lungo tutta la zona a rischio di "inclinometri", i quali consentono, "con poca spesa, di avere la situazione sempre sotto controllo e di intervenire in tempi relativamente brevi".

L'ultimo atto della Lorenzini

Villanova perde la sua storica scuola "Un brutto segnale per il nostro quartiere" La chiusura dopo l'esame di quinta dell'unica classe

di MARINA MINELLI

FALCONARA - Ultimo atto e anche ultimo anno di vita per la scuola elementare Lorenzini di Villanova, dove lunedì entreranno in aula soltanto pochi alunni di una quinta. Una sconfitta quella del definitivo trasferimento del plesso scolastico e dello smistamento degli alunni verso altre strutture cittadine che ai rappresentanti del comitato di Villanova proprio non va giù. "Abbiamo lottato per anni - commentano - fin da quanto ci siamo resi conto che era in atto il preciso disegno di affossare la scuola e tutte le sue attività. Tanto per fare un esempio l'edificio non è mai stato restaurato e adesso le aule sono in condizioni pietose, quindi è comprensibile che i genitori preferiscano mandare altrove i loro figli". Eppure la Lorenzini è stata, fin dalla creazione negli anni '50, uno degli istituti all'avanguardia di Falconara come ricorda Claudia Calcina, per cinque anni rappresentante dei genitori e oggi spettatrice impotente di una chiusura annunciata ed ormai inevitabile. "Per anni la scuola è stata direzione didattica - spiega - e nel '76 sede del primo tempo pieno sperimentale di Falconara. Mentre adesso, pur con la sua unica quinta, resta l'unica struttura con il tempo prolungato dell'istituto comprensivo nord. Un'assurdità eliminare questo tempo pieno, perché con la riforma si possono mantenere quelli già esistenti ma non crearne altri, così gli utenti di tutta la zona nord di Falconara saranno ancora più penalizzati". I rappresentanti del comitato dei cittadini di Villanova hanno tentato, negli anni passati, di fare fronte comune con i genitori per evitare lo smantellamento della Lorenzini, ma le richieste sono cadute nel vuoto, così come nulla è stato fatto, affermano i residenti, "per la conservazione del vecchio edificio". "Alla 'Lorenzini - proseguono i delegati del comitato - attualmente sono state insediate, provvisoriamente, le classi della scuola comunale di musica, un laboratorio teatrale e, pare, anche alcuni corsi dell'Unitre. Ma questo non ci fa ben sperare per un futuro uso pubblico e per un quartiere la morte della scuola è un tristissimo presagio, si svilisce tutta la zona perché viene tolto uno dei servizi fondamentali". La struttura di via Campanelli 2, tra l'altro, aveva avviato una serie di progetti legati all'integrazione dei bambini provenienti da culture diverse, ma queste iniziative, fortemente volute dagli insegnanti, commenta Claudia Calcina, "sono state viste in modo negativo, quasi fossero sintomo di un degrado limitato invece alle condizioni dell'edificio". "Abbiamo saputo - afferma - che alcune persone sono state dissuase dall'iscrivere i figli a Villanova, quindi alla fine la nuova prima non è stata fatta, d'altronde qui manca tutto, la scuola non ha mai avuto un Pc, promesso e mai arrivato; mentre eravamo noi mamme a sollecitare il Cam per la pulizia del piccolo giardino infestato dalle erbacce".

 
IL GIORNO
Incendio alla raffineria Ies Arpa valuta il livello dei gas

MANTOVA — Si saprà oggi se l'incendio sviluppatosi mercoledì poco prima delle 13 alla raffineria Ies di Mantova ha sprigionato sostanze inquinanti nell'aria. I dati saranno diffusi dall'Arpa. «Ho chiesto di sapere quanto prima quali effetti possono aver provocato le fiamme propagatesi nell'impianto - spiega l'assessore all'ambiente del comune di Mantova Assunta Putignano - A vigili del fuoco, Asl e Arpa ho anche chiesto che da ora in poi vi sia un maggiore coordinamento per dare informazioni precise alla popolazione». Molti abitanti del capoluogo l'altro giorno alla vista del fuoco e del fumo hanno temuto il peggio. Da parte loro i vertici della Ies hanno ribadito che gli impianti erano stati sottoposti a manutenzione proprio alcuni giorni fa e che quindi l'incidente verificatosi era del tutto imprevedibile.

 
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