RASSEGNA STAMPA 08.08.2003

 

MESSAGGERO
I COMITATI CITTADINI «Il by-pass? Uno spreco»

di ROBERTA MACCAGNANI

FALCONARA - No alla possibilità di un arretramento completo della ferrovia dopo l’intervento tampone, a breve termine, del by-pass Api. La pensano così i comitati cittadini che non appoggiano l’intesa siglata la scorsa settimana tra il presidente della Regione D’Ambrosio e quello della Provincia Giancarli proprio sulla questione del trasporto ferroviario. «La realizzazione a breve del by-pass – avevano stabilito i due esponenti di Regione e Provincia - non esclude a lungo termine la possibilità di investire ancora di più sull’infrastruttura, realizzando il completo arretramento della ferrovia e lasciando libero tutto il fronte mare da Pesaro in giù». Decisione ora criticata dai comitati. «Il punto è che verrà realizzata – spiegano - un’opera (il by-pass) a beneficio di un’azienda privata con una spesa di denaro pubblico pari a circa 240 miliardi delle vecchie lire, e poi si spenderà ulteriore denaro pubblico per attuare l’arretramento completo della ferrovia. I soldi della comunità sono forse bruscolini? La chiave per la soluzione del rebus estivo propostoci dai due presidenti ce l’hanno nel cassetto”. Secondo i comitati, infatti, lo stesso studio Svim indica una valida ipotesi alternativa alla realizzazione del by-pass che prevede un raccordo ferroviario a raso con un raggio di curvatura migliore dell’attuale soluzione presentata perché con impatti ambientali, paesaggistici e sociali praticamente nulli, nonché con costi di realizzazione e di esercizio inferiori». Infine, le associazioni cittadine avanzano anche una loro proposta: «potrebbe essere sufficiente la realizzazione di un muro in cemento armato tra la linea ferroviaria e gli impianti di produzione».

 
RESTO DEL CARLINO
By pass, spunta un altro progetto

di Maria Gloria Frattagli

FALCONARA — «Ma i soldi dello Stato, quelli che noi stessi paghiamo, sono bruscolini?». E' questo l'interrogativo che ha aperto la conferenza stampa di ieri dei comita dei quartieri di Villanova e Fiumesino sul progetto del by pass ferroviario. I cittadini contestano la perorata possibilità di effettuare, in un eventuale futuro, oltre che il by pass anche l'arretramento della ferrovia, quando la pericolosità potrebbere essere «isolata da due mura elevate a monte e mare della ferrovia nel tratto che attraversa la raffineria Api». «Contestiamo — ha detto Massimo De Paolis — che ci sia un'intesa tra il presidente Giancarli e il governatore D'Ambrosio sul possibile arretramento della ferrovia una volta realizzato il by pass ferroviario. A cosa servirebbero allora i 240 miliardi di lire spesi per effettuare quest'ultimo? E' legittimo quindi il nostro dubbio che il progetto del by pass venga attuato solo per favorire un'azienda privata». Un'ipotesi ancora più difficile da ingoiare visto che i comitati sostengono, inoltre, l'esistenza di un progetto alternativo e meno impattante per i due quartieri. «Gli approfondimenti urbanistici dello Svim — ha spiegato Loris Calcina — comprendono una valida ipotesi di soluzione alternativa alla realizzazione del by pass Api. Questo progetto — ha continuato — prevede impatti ambientali, paesaggistici e sociali praticamente nulli e costi di gran lunga inferiori».

L'Api riparte dopo lo stop e garantisce più sicurezza

FALCONARA — E' stato completato in questi giorni il riavviamento della raffineria Api di Falconara dopo la fermata generale annuale. Durata complessivamente 18 giorni, la fermata è stata dedicata alla realizzazione di una serie di interventi di manutenzione nell'ottica del potenziamento dell'affidabilità degli impianti e, quindi, della loro sicurezza di funzionamento. Le attività di manutenzione — spiega in una nota l'azienda — hanno coinvolto una media giornaliera di 500 addetti, con punte fino ai 700, per un totale di 100 mila ore lavorate. Locale per ben il 90% delle ditte impegnate, che hanno messo a disposizione tecnici, operai specializzati e operai di base. Lo svolgimento delle attività, pur in presenza di una massiccio numero di addetti, non ha fatto registrare alcun infortunio, testimoniando «la capacità delle ditte appaltatrici di adeguarsi agli standard di sicurezza della raffineria». La fermata ha comportato un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro, che si vanno, quindi, ad aggiungere ai 30 milioni di investimenti in sicurezza e ambiente realizzati nel corso del biennio. Tra gli interventi di maggiore portata, quelli relativi ai tre impianti di desolforazione, propedeutici al miglioramento della qualità ambientale dei combustibili prodotti; la sostituzione dei bruciatori nell'impianto post-combustore, per una migliore resa sia in efficienza che in performance ambientali; il potenziamento dei sistemi di controllo delle emissioni del sito e l'ottimizzazione della rete elettrica di raffineria. Anche le attività di manutenzione dell'Igcc hanno operato in funzione di una crescita dell'affidabilità, proseguendo il programma già avviato nella fermata generale dello scorso anno, quando vennero realizzati interventi sul sistema torcia e sul Mixing Drum (apparecchiatura di accumulo del gas di sintesi), che hanno portato all'eliminazione del rumore generato dal loro funzionamento in particolari assetti di marcia. La fermata attuale, come già quella precedente, si è fondata sui principi e sulle elaborazioni del progetto Merit (Manufacturing Enhanced Reliability and Improvement Team), un programma di gestione delle manutenzioni elaborato in collaborazione tra Shell e Api. Il programma, che coinvolge diverse competenze tecniche aziendali, si basa sull'analisi delle serie storiche e della tipologia dei guasti riscontrati o riscontrabili sugli impianti e le apparecchiature con l'obiettivo di prevenirli attraverso una manutenzione ragionata e appropriata.

 
CORRIERE ADRIATICO
Api, uno stop per garantire più sicurezza

Completata la fermata tecnica della raffineria per poter migliorare l'affidabilità degli impianti

Gli interventi hanno mirato anche alla riduzione dell'inquinamento e del rumore

Uno stop per ripartire in sicurezza. E' stato completato in questi giorni il riavviamento della raffineria Api, dopo la fermata generale annuale. La pausa tecnica dell'impianto è durata nel complesso diciotto giorni, dedicati a una serie di interventi di manutenzione per migliorare l'affidabilità degli impianti e la loro sicurezza di funzionamento. "Le attività di manutenzione - riferisce una nota dell' azienda - hanno coinvolto una media giornaliera di 500 addetti, con punte fino ai 700, per un totale di 100 mila ore lavorate". Le ditte impegnate nella fermata, per il 90% imprese locali, hanno messo a disposizione tecnici, operai specializzati e operai di base. Un comunicato dell'azienda fa notare con orgoglio che tutto è filato liscio: "Lo svolgimento delle attività, pur in presenza di una massiccio numero di addetti, non ha fatto registrare alcun infortunio, testimoniando la capacità delle ditte appaltatrici - si legge nella nota - di adeguarsi agli standard di sicurezza della raffineria". Per un impianto di quella complessità, la pausa "disintossicante" implica spese considerevoli. La fermata ha comportato un investimento complessivo di circa dieci milioni di euro, che si vanno, quindi, ad aggiungere ai trenta milioni di investimenti in sicurezza e ambiente realizzati nel corso del biennio. "Tra gli interventi di maggiore portata - ricorda la nota dell'azienda petrolchimica - , quelli relativi ai tre impianti di desolforazione, propedeutici al miglioramento della qualità ambientale dei combustibili prodotti; la sostituzione dei bruciatori nell'impianto post-combustore, per una migliore resa sia in efficienza che in performance ambientali; il potenziamento dei sistemi di controllo delle emissioni del sito e l'ottimizzazione della rete elettrica di raffineria". Anche le attività di manutenzione della centrale turbogas Igcc hanno operato "in funzione di una crescita dell'affidabilità - spiega l'azienda nel comunicato che spiega i risvolti della fermata -, proseguendo il programma già avviato nella fermata generale dello scorso anno, quando vennero realizzati interventi sul sistema torcia e sul Mixing Drum (apparecchiatura di accumulo del gas di sintesi), che hanno portato all'eliminazione del rumore generato dal loro funzionamento in particolari assetti di marcia". La fermata attuale, come già quella precedente, si è fondata sui principi e sulle elaborazioni del progetto Merit (Manufacturing Enhanced Reliability and Improvement Team), un programma di gestione delle manutenzioni elaborato in collaborazione tra Shell e Api. Il programma, che coinvolge diverse competenze tecniche aziendali, si basa sull' analisi delle serie storiche e della tipologia dei guasti riscontrati o riscontrabili sugli impianti e le apparecchiature con l'obiettivo di prevenirli attraverso una manutenzione appropriata.

 
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