RASSEGNA STAMPA 25.04.2003

 

MESSAGGERO
I comitati si scatenano sul by-pass ferroviario

di ROBERTA MACCAGNANI

FALCONARA — Un’assemblea pubblica per discutere l’impatto che provocherebbe un eventuale by-pass ferroviario all’altezza dell’Api sulle città di Falconara e Montemarciano. E’ l’iniziativa che i comitati cittadini 25 agosto, Falconara comitato dei residenti a Villanova e Falconara associazione comitato del quartiere di Fiumesino stanno organizzando. Inizialmente l’incontro era previsto già per martedì prossimo, ma per consentire la maggior partecipazione possibile di pubblico, si è preferito rimandare a dopo il ponte del primo Maggio. Comunque, l’assemblea cittadina pubblica si dovrebbe svolgere presto nei locali del circolo Arci “Giacomo Leopardi", zona stadio, per dibattere sull’impatto sulla città di Falconara del progettato by-pass ferroviario. By-pass che, partendo da Marina di Montemarciano, si inserirebbe pesantemente fra le abitazioni falconaresi. Tra gli invitati all’incontro, i comitati non dimenticano, oltre ai cittadini, gli assessori della Regione, della Provincia e del Comune di Falconara all’Ambiente e ai Trasporti, nonché quelli dei Comuni di Ancona, Pesaro, Senigallia e Montemarciano. Questo per avere un confronto diretto con i rappresentanti del territorio, senza dimenticare, poi, il presidente della Lega dei Comuni, il presidente dell’associazione Alberghi e turismo e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dei comitati che perseguono in generale o in particolare la tutela del territorio. Obiettivo, naturalmente, è capire l’incidenza di questa struttura che i comitati di Falconara non condividono, considerandola ad esclusivo vantaggio della raffineria e priva di positive ricadute per le due città, Falconara e Montemarciano, per i due quartieri e per il territorio in generale. Anche di questo, ad esempio, si dovrà discutere nell’iter per il rinnovo della concessione Api. Il by-pass ferroviario, infatti, nelle intenzioni dei politici che l’hanno proposto tra cui quelli di Regione e del Comune, dovrebbe risolvere il problema del passaggio dei treni all’interno di un’azienda petrolifera caratterizzata da lavorazioni a rischio.

Il tar blocca il raddoppio della linea ferroviaria

CASTELPLANIO-MONTECAROTTO

Per il mancato avviso dell'inizio del procedimento espropriativo a due proprietarie terriere di Maiolati Spontini e per aver omesso di sottoporre il progetto alla valutazione d'impatto ambientale, il Tar delle Marche ha annullato la delibera del marzo 2001 con la quale il referente delle Ferrovie dello Stato spa aveva approvato il piano di potenziamento della linea ferroviaria Orte-Falconara nel tratto compreso tra Castelplanio e Montecarotto. Il ricorso, che ha ottenuto anche l'annullamento della successiva dichiarazione di pubblica utilità e del decreto prefettizio che disponeva l'occupazione d'urgenza di aree e immobili in quella zona, era stato presentato nel dicembre 2001 da Rosalba e Maria Luisa De Angelis. Le due proprietarie avevano impugnato gli atti del procedimento di espropriazione per pubblica utilità promosso dalla società Italferr, concessionaria dei lavori. Tra i convenuti c'erano anche Fs spa, Rete ferroviaria italiana spa, il prefetto di Ancona, i ministeri dell'Interno, dei Trasporti, dell'Ambiente, la Regione Marche e il Comune di Maiolati Spontini. Rete Ferroviaria italiana e Regione dovranno rimborsare alle due ricorrenti 3.000 euro di spese legali. Il collegio ha accolto il ricorso nella parte in cui lamentava la mancata comunicazione diretta alle interessate dell'avvio del procedimento di espropriazione, non ritenendo sufficiente la pubblicità mediante pubblicazione sui giornali e sul foglio annunci legali (Fal) della Provincia. In pratica le signore De Angelis non avrebbero avuto la possibilità di partecipare al procedimento e ne sarebbero venute a conoscenza solo con la notifica del decreto di occupazione d'urgenza disposto dal prefetto, quando ormai la dichiarazione di pubblica utilità era già stata perfezionata.

 
RESTO DEL CARLINO
Ferrovie bocciate dal Tar

CASTELPLANIO — Per il mancato avviso dell' inizio del procedimento espropriativo a due proprietarie terriere di Maiolati Spontini e per aver omesso di sottoporre il progetto alla valutazione d' impatto ambientale, il Tar delle Marche ha annullato la delibera del marzo 2001 con la quale il referente delle Ferrovie dello Stato spa aveva approvato il piano di potenziamento della linea ferroviaria Orte-Falconara nel tratto compreso tra Castelplanio e Montecarotto. Il ricorso, che ha ottenuto anche l' annullamento della successiva dichiarazione di pubblica utilità e del decreto prefettizio che disponeva l' occupazione d' urgenza di aree e immobili in quella zona, era stato presentato nel dicembre 2001 da Rosalba e Maria Luisa De Angelis. Le due proprietarie avevano impugnato gli atti del procedimento di espropriazione per pubblica utilità promosso dalla società Italferr, concessionaria dei lavori. Tra i convenuti c' erano anche Ferrovie dello Stato spa, Rete ferroviaria italiana spa, il prefetto di Ancona, i ministeri dell' Interno, dei Trasporti, dell' Ambiente, la Regione Marche e il Comune di Maiolati Spontini. Rete Ferroviaria italiana e Regione Marche dovranno rimborsare alle due donne ricorrenti 3.000 euro di spese legali. Il collegio di giudici, presieduto da Bruno Amoroso, ha accolto il ricorso nella parte in cui lamentava la mancata comunicazione diretta alle interessate dell' avvio del procedimento di espropriazione, non ritenendo sufficiente la pubblicità mediante pubblicazione sui giornali e sul foglio annunci legali (Fal) della Provincia. In pratica le signore De Angelis non avrebbero avuto la possibilità di partecipare al procedimento e ne sarebbero venute a conoscenza solo con la notifica del decreto di occupazione d' urgenza disposto dal prefetto, quando ormai la dichiarazione di pubblica utilità era già stata perfezionata.

 
CORRIERE ADRIATICO
Raddoppio ferroviario, "stop" del Tar

Maiolati, accolto il ricorso delle proprietarie dei terreni espropriati: annullato il progetto

MAIOLATI - Per il mancato avviso dell'inizio del procedimento espropriativo a due proprietarie terriere di Maiolati e per aver omesso di sottoporre il progetto alla valutazione d'impatto ambientale, il Tar ha annullato la delibera del marzo 2001 con la quale il referente delle Ferrovie dello Stato spa aveva approvato il piano di potenziamento della linea ferroviaria Orte-Falconara nel tratto compreso tra Castelplanio e Montecarotto. Il ricorso, che ha ottenuto anche l'annullamento della successiva dichiarazione di pubblica utilità e del decreto prefettizio che disponeva l'occupazione d'urgenza di aree e immobili in quella zona, era stato presentato nel dicembre 2001 da Rosalba e Maria Luisa De Angelis. Le due proprietarie avevano impugnato gli atti del procedimento di espropriazione per pubblica utilità promosso dalla società Italferr, concessionaria dei lavori. Tra i convenuti c'erano anche Ferrovie dello Stato spa, Rete ferroviaria italiana spa, il prefetto, i ministeri dell'Interno, dei Trasporti, dell'Ambiente, la Regione e il Comune. Rete Ferroviaria e Regione dovranno rimborsare alle due donne ricorrenti 3.000 euro di spese legali. Il collegio di giudici, presieduto da Bruno Amoroso, ha accolto il ricorso nella parte in cui lamentava la mancata comunicazione diretta alle interessate. In pratica le signore De Angelis non avrebbero avuto la possibilità di partecipare al procedimento e ne sarebbero venute a conoscenza solo con la notifica del decreto di occupazione d'urgenza disposto dal prefetto. Il progetto era stato trasmesso alla Regione per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica. Prima di procedere gli uffici regionali avevano coinvolto anche i Comuni interessati in una conferenza di servizi. Poi era arrivato il decreto prefettizio d'occupazione d'urgenza. L'Ente ferrovie e la Regione, in ogni caso, avevano ritenuto di poter soprassedere all'attivazione del procedimento di valutazione di impatto ambientale perché il ministero dell'Ambiente aveva comunicato che l'intervento di potenziamento ferroviario in questione andava solo a completare un raddoppio dei binari già eseguito su altri tratti della stessa linea ferrata. In relazione a quest'ultimo punto, invece, il Tar ha ritenuto che per le loro caratteristiche tali lavori fossero da annoverare tra le categorie di opere per cui è prevista la preventiva procedura di valutazione di impatto ambientale. Tutti i convenuti (compresi Prefettura, Regione, Italferr e ministero dell'Ambiente) si erano costituiti in giudizio contestando i motivi del ricorso ed affermando la completa legittimità della procedura, comprese la mancata comunicazione diretta.

 
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