RASSEGNA STAMPA 17.04.2003

 

MESSAGGERO
Api torna a occuparsi dell’Api

Mossa del primo cittadino alla vigilia del tavolo in Regione sul rinnovo della concessione alla raffineria

Il sindaco richiama in servizio l’assessore e gli riaffida la gestione del prg

di ROBERTA MACCAGNANI

FALCONARA - Fausto Api di nuovo in sella al cavallo di battaglia dei Ds, l’urbanistica. A poco più di un anno di distanza dalle sue dimissioni, l’assessorato dell’urbanistica torna di competenza del partito dei Ds che da sempre ha fatto di questo campo il perno del suo programma politico sia in campagna elettorale che nella quotidiana vita amministrativa del Comune. Una riconferma questa di Api, 55 anni, pensionato delle ex Ferrovie dello Stato, da sempre militante nella sinistra, che arriva a sorpresa, almeno per il diretto interessato che aveva lasciato la poltrona per aiutare il figlio nell’avvio del ristorante. «Sinceramente - racconta - non pensavo che il sindaco mi chiedesse ancora di tornare a collaborare. Mi ero dimesso per questioni familiari. E la nuova proposta di Carletti è stata motivo di orgoglio e soddisfazione, ma anche di pensieri. Una decisione sofferta, ma alla fine ho aderito con entusiasmo, professionalità e serenità». Api torna al suo posto in una fase delicata del settore urbanistico, quella della gestione ed attuazione del prg che l’esponente politico falconarese conosce a menadito essendone stato uno degli autori. Proprio per questo, il sindaco ha pensato di richiamarlo al suo incarico. «E’ stato - spiega Carletti - il coordinatore di tutto il lavoro del prg e sono contento che abbia sentito il dovere di accettare la mia proposta, considerando l’avvio di questa nuova fase, complessa e delicata, della predisposizione dell’attuazione di questo strumento». Il suo ritorno è collegato agli impegni che coinvolgono il Comune da qui al 15 giugno col rinnovo della concessione della raffineria, come ad esempio l’incontro di oggi in Regione con Provincia e sindacati? «No - è la risposta di Carletti - la mia scelta di richiamare l’assessore Api non è direttamente collegata alla vicenda raffineria». Quali allora le sue aspettative sull’appuntamento di oggi? «Credo che la proposta che porteremo sul tavolo possa costituire una buona base su cui discutere. Ha una sua logica e una sua concretezza». Vediamo, a questo punto, il documento con cui il Comune di Falconara si presenta in Regione, dove è previsto anche un presidio dei lavoratori Api. «Per il Comune di Falconara - si legge in una nota dell’amministrazione - l’esame della richiesta di rinnovo è legato alla duplice condizione sia della accettazione da parte degli interlocutori, compresa la Api raffineria, del nuovo Prg del Comune, espressione della volontà democratica dei cittadini, sia della condivisione di un percorso che l’azienda Api dovrà intraprendere nel breve e nel medio periodo, atteso che nel lungo periodo, dopo che saranno studiati, predisposti e messi in attuazione i piani fattibilità, lo scenario si configurerà nell’incompatibilità della struttura». Ma cosa chiede il Comune nel breve periodo? «Dovranno essere attuati dall’azienda - continua la nota - interventi in grado di mitigare l’impatto ambientale della raffineria che consentano l’avvio delle trasformazioni territoriali previste dall’Amministrazione. Quindi la riduzione dell’area occupata dalla raffineria mediante l’eliminazione dei 5 serbatoi sulla la Ss 16 e la sistemazione dell’area a verde come zona filtro con il territorio esterno della raffineria; la realizzazione, tra la Ss 16 e la via Fiumesino per il tratto limitrofo l’Api, di un rilevato sistemato a verde con funzioni di protezione dell’abitato; la partecipazione alla costruzione di una rete ecologica a verde; la predisposizione della messa in sicurezza e la bonifica del suolo in stretto rapporto con il Comune di Falconara; l’adeguamento alle prescrizioni degli organi di controllo deputati alla sicurezza e alla tutela ambientale; il collegamento in tempi rapidi con il sistema computerizzato di raffineria (Ecos), per la rilevazione continua e la contabilizzazione delle emissioni inquinanti sia dai forni di raffineria sia dall’impianto Igcc».

La giunta sale a quota 9 Carletti si “alleggerisce"

di Roberta Maccagnani

FALCONARA - Salgono a nove gli assessori del Comune di Falconara. L’ultimo prescelto, in ordine cronologico, è appunto Fausto Api, che ritorna al timone del settore urbanistica dopo un anno di assenza. Diminuiscono, quindi, le deleghe concentrate nelle mani del sindaco Carletti. Sull’onda della recente nomina dell’assessore all’ambiente, Giancarlo Scortichini, erano state sollevate diverse polemiche. I partiti di opposizione, in particolare, avevano accusato il primo cittadino di voler accentrare eccessivamente su di sé incarichi tipicamente assessorili, vedi la sfera della cultura, dei lavori pubblici e dell’urbanistica. Ora, almeno per l’urbanistica, il problema è risolto col ritorno di Fausto Api, un altro Ds, dopo Scortichini. Ma vediamo, nel complesso, come si presenta adesso al giunta Carletti. Al turismo e alla scuola c’è sempre Fabrizio Belfiore (Re), alla sicurezza Francesco Terranova (Margherita), ai servizi sociali Gilberto Baldassarri (Margherita), alle politiche sociali, giovanili e all’immigrazione Susanna Cimarelli (Ds), al commercio Marco Canonico (Sdi), alla programmazione e gestione delle risorse economiche Roberto Pesaresi (Ds). Antonio Graziosi (Margherita) rimane, inoltre, vicesindaco e responsabile delle relazioni con gli enti. L’ambito dello Sport viene invece gestito sempre da Marco Paolini, che però è passato da assessore a presidente dell’Istituzione denominata Jessie Owens.

 
RESTO DEL CARLINO
Fausto Api dice ancora sì a Carletti

FALCONARA — A volte ritornano. Come anticipato giorni fa dal Carlino, Fausto Api riprende possesso dell'assessorato all'urbanistica. Con la firma di ieri mattina di fronte al sindaco Giancarlo Carletti, uno dei massimi esponenti diessini cittadini ritorna a ricoprire la delega che fu sua dal 1998. Proprio a colui che lavorò, sin dall'inizio, alla realizzazione del nuovo Prg, appena approvato. Una scelta di «garanzia», quella effettuata dal primo cittadino, che, oltre a confermare la propria stima personale nel neo-assessore, mostra la volontà di perseguire gli obiettivi che questo strumento costituisce come elemento fondamentale importanza per la città di Falconara e per il suo territorio. Proprio a Fausto Api spetterà di attuare, insieme alla giunta comunale falconarese, le previsioni fondamentali del nuovo Prg, in particolare per ciò che attiene alla riqualificazione e riabilitazione del tessuto urbano esistente del centro città e dei centri storici di Castelferretti e Falconara Alta. Per queste parti di territorio sono stati predisposti veri e propri piani particolareggiati al cui interno confluiranno le azioni di riqualificazione sia di iniziativa pubblica che privata, finalizzate al recupero e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente ma anche all'accrescimento degli standard e dei servizi. All'assessore all'urbanistica spetta un impegno importante per il futuro della città ovvero coordinare ed indirizzare l'indirizzo e le scelte sottese dal nuovo Prg che per concretizzarsi, avranno bisogno, non solo di un grande impegno della amministrazione falconarese e delle strutture tecniche comunali, ma anche del concorso di Regione, Provincia ed altri enti, compresi i comuni confinanti poiché il nuovo assetto dell'area e la sua riqualificazione non e' solo una questione di Falconara ma di una parte strategica della regione e della provincia: l'area a nord di Ancona. Tutto questo rafforza la scelta del sindaco Carletti nella scelta di Fausto Api, trovandolo in perfetta sintonia su questo percorso futuro.

 
CORRIERE ADRIATICO
Residenti di Fiumesino sotto l'ala del Wwf

Il comitato aderisce all'associazione

di Marina Minelli

Formalizzata ieri pomeriggio, con la consegna della bandiera, l'adesione del comitato dei residenti a Fiumesino al Wwf - Fondo Mondiale per la Natura. "E' una scelta fatta perché secondo noi - ha sottolineato il portavoce Franco Budini - è fondamentale essere allacciati ad una rete di realtà e di associazioni che operano tutte con lo stesso obiettivo di tutela e difesa dell'ambiente". Un'adesione che è, implicitamente, anche un riconoscimento da parte del Wwf alle attività ed alle iniziative del comitato di Fiumesino. "Il concetto di sostenibilità - ha fatto notare Andrea Dignani, presidente del Wwf Marche - passa anche e soprattutto attraverso la cultura della partecipazione e del consenso e al di là del futuro della raffineria è assolutamente necessario che i cittadini trovino un luogo permanente di confronto aperto e di dibattito. L'iscrizione del comitato alla nostra associazione va in questa direzione e insieme potremo costruire ipotesi alternative, avviare un dibattito e chiedere con maggiore forza ed incisività alla Regione di creare un luogo di discussione all'interno del quale i residenti possano esprimere istanze ed opinioni". I rappresentanti del comitato inoltre hanno ribadito la loro indignazione a proposito delle dichiarazioni del presidente dell'Api Aldo Brachetti Peretti visto che, nonostante le affermazioni contrarie, "oggi Falconara è un paradigmatico esempio negativo si sviluppo, noto a livello nazionale, mentre 40 anni fa era una cittadina in pieno sviluppo turistico. Allora le possibilità di "questo piccolo paese" erano diverse e sicuramente, dal nostro punto di vista migliori".

il comunicato integrale inviato dai comitati

 

Concessione, primo sì dalla Regione

La maggioranza è per il rinnovo all'Api

Via libera al rinnovo della concessione della raffineria Api a condizione che si rispettino le prescrizioni per la compatibilità ambientale e la messa in sicurezza degli impianti. Tre ore filate di discussione, ieri mattina, e la maggioranza regionale ha dato il proprio placet alla proposta dell'assessore regionale Marco Amagliani. Un consenso di massima necessario alla Regione in vista dell'incontro di oggi, il tavolo istituzionale tra lo stesso ente, Provincia, Comune e sindacati. Summit importante al quale dovrebbe partecipare anche il presidente Vito D'Ambrosio dal quale i più, a questo punto, si attendono risposte consistenti. A tallonare i presenti ci saranno i sindacati che per l'occasione hanno promosso un sit-in davanti al palazzo della Regione. La proposta avallata ieri dalla maggioranza era stata già illustrata nel corso dell'ultimo incontro tra lo stesso Amagliani e i sindacati, ma da ieri assume un significato diverso grazie alla benedizione di tutte le forze di maggioranza. Che, per chiudere il cerchio prima del 15 giugno, si ritroveranno per valutare il "pacchetto" delle prescrizioni che contemplano una lunga serie di misure incluso il disinquinamento del sottosuolo così da giungere all'auspicata compatibilità ambientale. A definire il dettagliato elenco sarà la stessa Regione. Il no alla concessione, scontato e isolato, resta quello dei Verdi. "Siamo contrari al rinnovo della concessione che, tra l'altro, scade nel 2008 e quindi non si capisce il motivo di tanta fretta" tuona il consigliere regionale Pietro D'Angelo. Affermazioni al vetriolo che preludono ad una vera e propria dichiarazione di guerra. "Siamo convinti che l'Api sia incompatibile e che in ogni caso la concessione non vada rinnovata prima che sia conclusa l'indagine sulla sua riconversione. Che non pensino, in questo modo, di prendersi in giro" conclude d'Angelo. Verdi a parte, a partire da oggi, dopo l'ufficialità della politica, si comincerà a lavorare, salvo imprevisti, seguendo il percorso intrapreso dall'assessore Marco Amagliani consapevole, come ha ripetuto più volte, che "non ci sono le condizioni per dire no al rinnovo ma al tempo stesso non si può dire sì senza limiti". In questo modo, l'auspicio "è che si apra un capitolo nuovo anche con l'azienda, nella consapevolezza che le verifiche ambientali sono necessarie" è il lapidario commento di Marco Luchetti, capogruppo regionale della Margherita.

Fausto Api torna all'Urbanistica

Carletti richiama l'assessore che aveva contribuito alla redazione del Prg

Fausto Api torna in giunta. E ci torna con quell'incarico di assessore all'Urbanistica che aveva già ricoperto dal '98 al momento delle dimissioni per motivi personali. Con la firma di ieri mattina nell'ufficio del sindaco Giancarlo Carletti uno dei massimi esponenti diessini di Falconara torna dunque tra le fila dell'amministrazione. Fausto Api aveva partecipato sin dall'inizio alla realizzazione del del nuovo Prg, appena approvato. Una scelta di garanzia, quella effettuata dal sindaco, che oltre a confermare la propria stima personale a Api mostra la volontà di perseguire gli obiettivi del Prg. Proprio a Fausto Api spetterà di attuare, insieme alla giunta comunale falconarese, le previsioni fondamentali dello strumento urbanistico, in particolare per ciò che attiene a riqualificazione e riabilitazione del tessuto urbano esistente del centro e di Castelferretti e Falconara Alta. Per queste parti di territorio, si legge in una nota del Comune, sono stati predisposti veri e propri piani particolareggiati al cui interno confluiranno le azioni di riqualificazione, sia di iniziativa pubblica che privata, finalizzate al recupero e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente ma anche all'accrescimento degli standard e dei servizi. All'assessore all'Urbanistica spetta un impegno importante per il futuro della città: coordinare ed indirizzare l'indirizzo e le scelte sottese dal nuovo Prg che per concretizzarsi avranno bisogno non solo di un grande impegno della amministrazione falconarese e delle strutture tecniche comunali, ma anche del concorso di Regione, Provincia ed altri enti. Compresi i Comuni confinanti poiché il nuovo assetto dell'area e la sua riqualificazione non è solo una questione di Falconara ma di una parte strategica delle Marche e dell'area a nord di Ancona.

Orte-Falconara, raddoppio certo

Al summit si parla anche dell'arretramento dei binari ferroviari

Il raddoppio del tracciato ferroviario della Orte-Falconara è cosa certa. Lo ha assicurato il ministero, ieri, agli esponenti della Cdl che si sono recati a Roma per un confronto sulle infrastrutture. Il Governo ha scelto di realizzare l'opera. E la procedura è stata recepita dal piano delle Ferrovie. All'incontro non sono stati resi noti i tempi dell'intervento. Si è accennato, invece, alla possibilità di arretrare la linea ferroviaria da Cattolica all'Aspio, così da togliere il traffico su lunghe distanza dalla costa. Il progetto, caldeggiato dalla Provincia di Ancona, è in fase di studio e nulla è stato deciso. Comunque, la realizzazione dell'opera non è prevista in tempi brevi. L'incontro alla sede dell'Anas è durato un paio d'ore ed è servito a fare il punto sulle infrastrutture marchigiane da parte dei vertici della Casa della libertà. Erano presenti il commissario regionale di Forza Italia Laura Bianconi e i segretari regionali di An e dell'Udc, rispettivamente Carlo Ciccioli e Antonio Pettinari. Nel gruppo, diversi esponenti della provincia di Ancona. Per Forza Italia, i consiglieri regionali Enrico Cesaroni e David Favia, il consigliere provinciale Milva Magnani, i consiglieri comunali dorici Simone Marconi, Giacomo Bugaro e Daniele Berardinelli. Per An, i consiglieri comunali Jacopo Toccaceli e Daniele Silvetti. Per l'Udc, il consigliere regionale Luigi Viventi e il capogruppo in Comune Luigi Coppari.

 
LA NUOVA FERRARA
Legambiente «Negavano il pericolo»

Il legale ferrarese, David Zanforlini che rappresenta numerose famiglie di operai deceduti e Legambiente Ferrara, invita alla cautela. Ma da Roma, Legambiente in una nota ricorda «come a Porto Marghera e a Brindisi, l'inchiesta ha coinvolto i vertici di Solvay, per le correlazioni tra l'insorgenza di alcuni tumori tra gli addetti alla lavorazione nel ciclo del cvm (cloruro di vinile monomero) e la sostanza lavorata». Per Legambiente, secondo quanto rilanciato da agenzie di stampa Dire e Italpress, «il pericolo della cancerogenesi della sostanza cvm era certamente nota ai vertici dell'industria, ma nascosta ai dipendenti. La perizia, a quanto è dato sapere, affermerà il nesso certo tra la morte di 8 operai e l'attività lavorativa».

 
IL GAZZETTINO
Dow Chemical, «poteva essere una strage»

L'esplosione del 28 novembre. Le relazioni confermano che il rischio per la popolazione è stato molto alto

Lo scrivono i consulenti del pm: «Soltanto una fortunata coincidenza ha evitato conseguenze gravissime»

di Gianluca Amadori

Venezia Poteva essere una strage, un disastro ambientale l'incidente che la sera dello scorso 28 novembre ha coinvolto l'impianto Tdi5 di proprietà della Dow Chemical all'interno del Petrolchimico di Porto Marghera. Lo scrivono i consulenti del sostituto procuratore Susanna Menegazzi nelle relazioni consegnate nei giorni scorsi al magistrato che, tra breve, sulla base di questi eleborati tecnici, potrebbe decidere di chiudere l'inchiesta con una richiesta di rinvio a giudizio. L'ingegnere chimico Roberto Carrara, esperto di rischio ambientale e industriale, il biologo Rocco Rella e il chimico Alberto Sturaro, sostengono che soltanto una fortunata coincidenza ha evitato conseguenze gravissime: l'esplosione ha interessato "solo" due serbatoi di toluene e tdi - toluen diisocianato, risparmiando una terza cisterna, sfiorata dalle fiamme. Questione di pochi centimetri, e chissà che cosa sarebbe potuto accadere. Il rischio per la popolazione, insomma, è stato altissimo. E l'incidente ha provocato una ricaduta ambientale a causa delle sostanze chimica rilasciate nell'atmosfera e trasportate dal vento. Circostanze sulle quali si soffermano anche le relazioni consegnate dal magistrato da Cnr e Arpav. I tecnici incaricati dal pm Menegazzi hanno anche chiarito la dinamica dell'incidente e individuato le presunte responsabilità, che a questo punto vanno cercate nei piani più alti dell'azienda. L'esplosione dei due serbatoi è stata provocata, come ipotizzato fin dai primi giorni, da un surriscaldamento che ha innescato una reazione incontrollabile. Di tale rischio, secondo i consulenti della procura, il personale addetto al controllo dell'impianto non era informato. I manuali operativi forniti a Porto Marghera non avrebbero contenuto, infatti, le prescrizioni da adottare nel caso di surriscaldamento, ovvero la necessità di svuotare il serbatoio prima che fosse troppo tardi. Prescrizioni che, invece, sono contenute nei manuali americani della Dow Poliuretani. L'azienda, insomma, conosceva il pericolo, ma non avrebbe predisposto le necessarie cautele nell'impianto denominato Td5. Questa mancanza spiegherebbe il perché gli addetti all'impianto non sono intervenuti per tempo, nonostante si fossero avute avvisaglie di ciò che stava accadendo fin dal giorno precedente: la temperatura si era alzata più volte, ma poi si era abbassata. Di conseguenza nessuno aveva pensato di dover intervenire. Nei giorni immediatamente successivi all'incidente, il pm Menegazzi aveva iscritto sul registro degli indagati nove persone con l'ipotesi di incendio colposo. Ma ora il numero degli indagati sembrerebbe destinato a ridursi ai soli dirigenti: se risulterà confermato che il manuale operativo era incompleto, infatti, nessun rilievo potrà essere mosso ai semplici tecnici incaricati di eseguire gli "ordini" superiori. In questi giorni il magistrato ha ricevuto anche la relazione dello Spisal, l'organismo che si occupa della sicurezza negli ambienti di lavoro, che ha già predisposto una serie di prescrizioni alle quali Dow Chemical dovrà adattarsi in previsione di una futura riapertura dell'impianto.

 
ECONEWS (Verdi)
Petrolchimici. Legambiente: a Ferrara inquisita la Solvay

E' stata depositata la perizia per il processo ai dirigenti del petrolchimico di Ferrara. Secondo Legambiente, parte civile al processo, non ci sono dubbi sulle colpe della morte degli operai: "Come a Porto Marghera e a Brindisi, l'inchiesta ha coinvolto i vertici dell'industria, la Solvay, per le correlazioni tra l'insorgenza di alcuni tumori tra gli addetti alla lavorazione nel ciclo del cvm (cloruro di vinile monomero) e la sostanza lavorata". In una nota l'associazione ambientalista osserva che "il pericolo della cancerogenesi della sostanza era certamente nota ai vertici dell'industria, ma nascosta ai dipendenti. La perizia, a quanto e' dato sapere, affermera' il nesso certo tra la morte di 8 operai e l'attività' lavorativa". E questo, e' l'accusa di Legambiente, "e' la dimostrazione dell'insufficienza dei sistemi di sicurezza e della incompatibilità di questo tipo di produzioni". Secondo Legambiente, dunque, "questo pone in maniera urgente la necessita' di mettere in piedi un sistema di rilevamento atmosferico che possa dare informazioni corrette su quante e quali sostanze vengono immesse nell'aria e sul terreno dalle industrie. Come a Marghera - conclude l'associazione - ci sarà un processo che stabilirà responsabilità civili e penali, verrà fatta piena luce sull'inquinamento prodotto. Ma sarebbe ora che da Ferrara si cominciasse a chiudere con il passato, si cambiasse rotta con la chimica dei veleni e si mettesse finalmente mano alla bonifica delle aree contaminate".

 
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