RASSEGNA STAMPA 22.03.2003

 

MESSAGGERO
Concessione Api, Cgil contro Carletti

La Filt Cgil Marche e quella di Ancona sono preoccupate per le decisioni del Comune di Falconara in merito al rinnovo della concessione della raffineria Api, e hanno convocato un' assemblea generale per domenica 30 marzo. Vi prenderanno parte tutti i lavoratori dell' autotrasporto occupati nell' indotto dello stabilimento. L' assemblea si terrà presso la sede del Caaf di Falconara. Secondo la Filt Cgil la delibera del Comune in cui si stabilisce che «la permanenza dell' Api è incompatibile con la previsione del Piano regolatore» è fonte di preoccupazione perchè - dice una nota - avrà conseguenze molto gravi per centinaia di lavoratori, inclusi quelli impiegati nell' autotrasporto. La categoria, inoltre, giudica in modo negativo il fatto che, «ancora una volta, l' amministrazione decida autonomamente senza alcun confronto, pur sollecitato dai sindacati, mettendo i soggetti interessati come Regione, Provincia, forze sindacali e sociali, di fronte al fatto compiuto». Critiche al sindaco Carletti anche da parte di Enrico Cesaroni, consigliere provinciale di Forza Italia, secondo il quale «Carletti continua ancora a recitare e cercare di spostare attenzione sull’Api per coprire e nascondere le oscure manovre sul sito ex Montedison. I cittadini devono sapere: è vero che è stata costituita la Cam Bonifica e con quale scopo? Forse pensa ancora di poter aggirare i cittadini con le chiacchiere e con la presunzione di poter decidere lui sulla raffineria. Sul rinnovo della concessione all’Api - aggiunge Cesaroni - decide il tavolo istituzionale composto dal presidente della regione, della Provincia e dal sindaco e che la valutazione tecnica sarà fatta dall’ufficio ambiente della Regione e non da Carletti. Si rilegga Carletti il decreto del presidente della Giunta regionale n. 13 del 12 febbraio 2003 dove si evidenzia chiaramente il procedimento per il rilascio della concessione».

I Disobbedienti passano la notte davanti all’Api

Un atto eclatante quello dei Disobbedienti delle Marche che questa notte, tra le tre e le quattro, si sarebbero dovuti ritrovare davanti alla raffineria dell’Api per attuare l’«embargo dal basso», ossia il blocco del transito delle autocisterne della Esso e del loro rifornimento alla raffineria dell’Api a Falconara. Come sarà andata? Una forma di protesta che per una volta vede ribaltati i ruoli. Forse infatti, molti non lo sanno, ma nel 1981 nasce a Venezia la “Società italo-americana per il petrolio". La Siap è una delle prime affiliate straniere della Standard Oil Trust, le cui origini risalgono al 1870 quando John D. Rockfeller costituì la Standard Oil Company nota in Itala con il nome Esso, dall’acronimo inglese delle sue iniziali (S-O).

Il prefetto: «L’ordinanza di Carletti non vale» Sanzio vietato? «Non può esserlo»

FALCONARA - L'ordinanza con cui il sindaco di Falconara Giancarlo Carletti ha vietato l' atterraggio nell' aeroporto “R. Sanzio" di aerei militari dei paesi belligeranti con l'Iraq appare priva di effetti giuridici. Questo il senso di una lettera inviata dal prefetto di Ancona Giulio Maninchedda alla direttrice dello scalo Giuliana Guazzati, che quindi, a questo punto, è chiamata a non tener conto del provvedimento del sindaco. La prefettura, che della questione aveva già informato il ministero dell' Interno (come pure l'Aerdorica, società di gestione dell' aeroporto, aveva trasmesso l' ordinanza ai comandi militari competenti attraverso l' Enac, l' Ente nazionale aviazione civile), si sarebbe avvalsa del parere dell' Avvocatura dello Stato. Non si tratta, però, di una revoca o di un annullamento dell'ordinanza, perché non compete a questo organo; semmai, si dovrebbe procedere a un annullamento straordinario da parte del governo oppure al ricorso al Tar. Tuttavia, appare chiaro che la lettera del prefetto vanifica di fatto le disposizioni di Carletti, e in caso di scali militari potrebbero quindi crearsi situazioni conflittuali. Nell'ordinanza, il cui spirito è quello di «prevenire ed eliminare gravi pericoli che possano minacciare l'incolumità dei cittadini» Carletti evidenzia tra l' altro la vicinanza dell' «aeroporto, con traffico civile e con pista per aerei militari», alla Raffineria Api, che «tratta la raffinazione del petrolio, attività di rischio di notevole grado» e «che può costituire obiettivo sensibile in connessione con atterraggio di aerei militari delle parti belligeranti».

 
IL RESTO DEL CARLINO
Concessione Api, la Filt-Cgil convoca assemblea generale

FALCONARA — La Filt Cgil Marche e di Ancona esprimono preoccupazione per quanto deciso dal Comune in merito al rinnovo della concessione alla raffineria Api. Per questo la categoria ha decisio di convocare un'assemblea generale per domenica 30 marzo alle 10 di tutti i lavoratori dell'autotrasporto occupati nell'indotto dello stabilimento. L'iniziativa si terrà allo stabilimento Caaf. Secondo la Filt Cgil la delibera del Comune avrà conseguenze molto gravi per centinaia di lavoratori, inclusi quelli impiegati nell'autotrasporto. La categoria giudica negativamente che l'amministrazione «decida autonomamente senza alcun confronto».

Lo stop ai voli militari non è valido

di Andrea Massaro

FALCONARA — Il principio della pace e la presenza di una raffineria che si staglia tra le case di Falconara, vicina all'aeroporto. Questi i due capisaldi che avevano animato il sindaco Carletti. In cuor suo il primo cittadino credeva con l'ordinanza emessa giovedì di poter evitare sorvoli e atterraggi di aerei militari dei paesi belligeranti con l'Iraq sulla pista del «Sanzio». Si sbagliava. L' ordinanza è infatti priva di effetti giuridici. Dalle dichiarazioni che il nostro giornale aveva raccolto ieri, i dubbi sulla validità del provvedimento sembravano esserci tutti. E questo è anche il senso di una lettera inviata dal prefetto di Ancona Giulio Maninchedda (nella foto) alla direttrice dello scalo Giuliana Guazzati, che quindi, a questo punto, è chiamata a non tener conto del provvedimento del sindaco. La prefettura, che della questione aveva già informato il ministero dell' Interno (come pure l' Aerdorica, società di gestione dell' aeroporto, aveva trasmesso l' ordinanza ai comandi militari competenti attraverso l' Enac, l' Ente nazionale aviazione civile), si sarebbe avvalsa del parere dell' Avvocatura dello Stato. Non si tratta, però, di una revoca o di un annullamento dell' ordinanza, perché non compete a questo organo; semmai, si dovrebbe procedere a un annullamento straordinario da parte del governo oppure al ricorso al Tar. Tuttavia, appare chiaro che la lettera del prefetto vanifica di fatto le disposizioni di Carletti, e in caso di scali militari potrebbero quindi crearsi situazioni conflittuali. Nell' ordinanza, il cui spirito è quello di «prevenire ed eliminare gravi pericoli che possano minacciare l' incolumità dei cittadini» Carletti evidenzia tra l' altro la vicinanza dell' «aeroporto, con traffico civile e con pista per aerei militari», alla raffineria Api, che «tratta la raffinazione del petrolio, attività di rischio di notevole grado» e «che può costituire obiettivo sensibile in connessione con atterraggio di aerei militari delle parti belligeranti». Principi che non bastano comunque a far rientrare tra le competenze del sindaco quella di fermare aerei militari che più volte hanno sorvolato e sono atterrati a Falconara. Mai nessuno però, tantomeno il sindaco, ha potuto intralciare la loro attività.

Alleanza nazionale ironizza: «Carletti voleva distinguersi»

FALCONARA — «Ora siamo certi e tranquilli di essere sicuramente difesi dal sindaco Carletti con la sua puntuale ordinanza». Il coordinamento di Alleanza nazionale ironizza sul provvedimento del primo cittadino e si chiedono: «Perché nel 1999 e nel 2001 è rimasto inattivo e in silenzio? Perché in quelle occasioni non prese provvedimenti per tutelare la sua gente emettendo debita ordinanza?». «La città di Falconara — aggiungono — non si è mai posta l'obiettivo di primeggiare in ambito nazionale, ma così facendo sarà in breve tempo sicuramente la prima della classe. L'atteggiamento del sindaco — concludono — ci è sembrata solo un'occasione per distinguersi».

 
CORRIERE ADRIATICO
"Carletti non può decidere da solo"

Lavoratori e Filt-Cgil sul rinnovo della concessione Api

La categoria giudica negativamente il fatto che la decisione sia stata presa senza alcun confronto con i sindacati

Il secco no dato dal Comune di Falconara alla decisione di rinnovare la concessione all'Api e soprattutto quanto contenuto nel nuovo piano particolareggiato della città, approvato nei giorni scorsi dal consiglio provinciale ha messo in subbuglio il mondo del lavoro, preoccupato delle ripercussioni che la decisione presa riguardo la concessione e quanto contenuto nello strumento urbanistico potrebbero avere sui livelli occupazionali. Oggi è la volta della Filt-Cgil Marche e quella di Ancona sono preoccupate per le decisioni del Comune di Falconara in merito al rinnovo della concessione della raffineria Api, e hanno convocato un'assemblea generale per domenica 30 marzo. All'assemblea prenderanno parte tutti i lavoratori del l'autotrasporto occupati nell'indotto dello stabilimento. L'assemblea si terra presso la sede del Caaf di Falconara. Secondo la Filt-Cgil la delibera del Comune in cui si stabilisce che "la permanenza dell'Api è incompatibile con la previsione del Piano regolatore" è fonte di preoccupazione "perchè - dice una nota - avrà conseguenze molto gravi per centinaia di lavoratori, inclusi quelli impiegati nell' autotrasporto". "La categoria, inoltre, giudica in modo negativo il fatto che, "ancora una volta. l'amministrazione decida autonomamente senza alcun confronto, pur sollecitato dai sindacati, mettendo i soggetti interessati come Regione, Provincia, forze sindacali e sociali, di fronte al fatto compiuto. Il nodo Api continua dunque a tener banco e non potrebbe essere diversamente perché se è vero che la raffineria impedisce con la sua presenza la riqualificazione della zona, il recupero di spazi vitali alla città è pur vero che è una fucina di posti di lavoro sia diretti che dell'indotto. Da una parte dunque la volontà dell'amministrazione comunale di restituire a Falconara quel ruolo turistico che ne aveva fatto negli anni Cinquanta Sessanta un centro di villeggiatura marina apprezzato soprattutto dalle famiglie in cerca di tranquillità e dall'altra le preoccupazioni dell'Api e quelle dei lavoratori dell'azienda, sia interni che dell'indotto. Preoccupazioni e tensioni che avevano portato anche ad una dura contestazione al sindaco Carletti. Intanto il problema concessione ventennale vede schierata da una parte l'autorità portuale che ha deciso per il rinnovo della concessione (astenuto il rappresentante di Falconara e assenti i rappresentanti di Provincia e Regione) durante la riunione dell'altra sera del Comitato portuale e dall'altra il governo della città (ha deciso per il no anche in virtù dei nuovo piano regolatore). manca ancora il pronunciamento della Provincia che ha chiesto ancora tempo alla Regione.

 
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