RASSEGNA STAMPA 25.02.2003

 

MESSAGGERO
Le carte di Carletti sul tavolo della partita con l'api

Una delle carte più sventolate dal sindaco Carletti sul tavolo della partita in atto con la raffineria è sempre stata quella del prg. Gran parte della forza d’urto del sindaco di Falconara si era fino a ieri sprigionata dalla ripetuta evocazione dell’incompatibilità col territorio che lo strumento urbanistico affermerebbe nei confronti del petrolchimico. Fattore ribadito di recente dal fresco assessore comunale all’ambiente Giancarlo Scortichini. E attorno a questo canovaccio, tra punzecchiature e rinfacciamenti di voltagabbana, si era sempre intrecciato il gioco delle parti. Poi il Messaggero ha fatto una cosa molto semplice: i cronisti si sono procurati copia del prg-spauracchio e si sono presi la briga di leggerne il contenuto. E che cosa è emerso? Intanto che il termine “incompatibilità" non vi figura mai, neppure di striscio. Si parla piuttosto di “riconversione ecocompatibile", di “riqualificazione" e di “contenimento dei rischi". La possibilità di una svolta radicale è, se si vuole, deducibile nella nuova variante che indica nel 2008 il termine di vigenza delle sue norme. E’ abbastanza per preconizzare la dismissione degli impianti e per cambiare la storia di Falconara? Secondo noi, no. E per un bel po’ di ragioni. Una, innanzitutto, di carattere giuridico: il prg infatti non ha forza di legge ed anzi, nell’ordinare le sue previsioni, proprio delle leggi deve tener conto. Ma non solo: il prg è soggetto al controllo del livello superiore. E’ già all’esame della Provincia che entro marzo dovrà esprimersi al riguardo. Significa che la sovranità e l’autonomia comunale nella pianificazione urbanistica sono un potere relativo, qualificante sì, ma non illimitato. E ammesso che Carletti consideri ancora il prg - ormai “scoperto" - un asso nella manica certo è illusorio pensare che si tratti di una carta decisiva. Nessuno potrà mai non riconoscere al sindaco Carletti di essersi impegnato assai più dei suoi predecessori nell’affrontare la questione-raffineria. Si è esposto come nessuno e si è proposto come un modello di coerenza. Ma la coerenza, in una questione tanto complessa, è esercizio davvero arduo. Nell’incontro-scontro coi dipendenti della raffineria, invitati tempo fa dal sindaco a considerare il bene primario della qualità della vita collettiva, il professore ha dovuto rinunciare a parte di questa coerenza cui tiene tanto. La verità, ben presto emersa, è che per l’occupazione non ci sono alternative. Non esiste uno straccio di progetto. Questa è una carta perdente per Carletti, ingiocabile anche a livello di bluff. E infatti, pressato da lavoratori e sindacati nella polveriera del cinema Sport, ha dovuto ripiegare su un atteggiamento possibilista: e ammettere che la partita è ancora tutta aperta. Ben più strategica la carta-Bohigas, il guru alle cui intuizioni il professore ha affidato il destino di Falconara. La filosofia dello sbocco a mare appare, date le caratteristiche del territorio, una specie di scoperta dell’acqua calda. Ma proprio per questo è del tutto plausibile. Bisognerà vedere fino a che punto il supertecnico modellerà le sue visioni sulla strategia di Carletti dalla cui amministrazione, immaginiamo, venga retribuito con soddisfazione. Ma, sia compresa o meno la raffineria nei disegni dell’architetto spagnolo e qualsiasi panorama finirà con l’ipotizzare, sarà sempre imbarazzante per chiunque smentire un luminare. Sindaco dunque tutt’altro che in disarmo. E tuttavia consapevole di dover recuperare alcuni punti ceduti per eccesso di sicumera. Solo in questa prospettiva può leggersi il suo ultimissimo intervento domenicale sulla stampa. Una invettiva contro le imprese che anziché rappresentare una risorsa per il territorio lo feriscono salvo poi provvedere a cure e assistenze caritatevoli. L’Api, occorre dire, non viene nominata ma è velleitario pensare che il sindaco si riferisse ad altri. Un attacco andato a vuoto perché generico e affatto circostanziato. L’Api, infatti, non ha abboccato. Nessuna replica: ci fosse stata, avrebbe evidenziato una poderosa coda di paglia. Attacco però da considerare nelle motivazioni. Il sindaco sembra convergere su quello che resta l’argomento forte a sua disposizione, la carta che può essere giocata, efficacemente, in qualunque momento: il problema, al quale fatalmente si ritorna, della compatibilità ambientale. Falliti i tentativi di dirottare su Falconara parte delle tasse che la raffineria paga alla Regione - una forma di risarcimento per i guasti subiti da reinvestire nella riqualificazione - Carletti ora può spingere sull’acceleratore. Ma che cosa si può chiedere alla raffineria? Che migliori la sicurezza e riduca al minimo l’impatto dell’inquinamento. Non certamente che si autodistrugga. Anche in questo campo la partita è più aperta che mai. Il petrolchimico esibisce certificati di qualità che non sono mai stati contestati nelle sedi ufficiali. E non si sa quanto il sindaco Carletti possa trovare una sponda utile ai suoi scopi nell’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani (Rifondazione) entrato nella giunta D’Ambrosio nell’ultimo rimpasto e, si dà il caso, falconarese doc. Nella decisione di giugno sulla concessione peseranno sì le questioni ambientali ma non solo: c’è da spiegare, qualora si ponesse il disco rosso alla raffineria, dove si andrebbe a recuperare l’equivalente del prodotto interno lordo che lo stabilimento Api di Falconara assicura all’economia marchigiana. Chi e come tapperebbe quella falla? Come se non bastasse anche sul fronte ambientale si pongono problemi di coerenza. Nell’area ex Enichem, a nord dell’Api, il Comune intende procedere a uno scavo profondo della cosiddetta spiaggia dei veleni. Scopo: concedere il via libera alla lottizzazione che garantirebbe un recupero di un’area appestata, oltretutto con evidenti ritorni economici. Una bonifica pesante che, come ha scoperto il Messaggero, il superperito Biancani avrebbe invece sconsigliato perché rischiosa: potrebbe scatenare le polveri chimiche in fase di quiescienza. Patata bollente che Carletti sembra aver messo nelle mani del neo assessore Scortichini, la cui nomina peraltro rischia di apparire come una elargizione di facciata: il sindaco infatti ha avocato a sé la delega all’urbanistica rafforzando il suo ruolo già ampiamente egemone nell’esecutivo falconarese. Una forte assunzione di responsabilità la sua. Ma anche un segnale di sfiducia nel prossimo: quasi che nessun appoggio possa essere più saldo della sua stessa determinazione. E, per tornare al tavolo da gioco della nostra metafora, in assenza di eventuali puntate degli interlocutori principali - Provincia, Regione - è come se Carletti si apprestasse a giocare fino all’ultimo la sua partita. Anche da solo. Prendere o lasciare.

 
IL RESTO DEL CARLINO
La città si apre al mare

FALCONARA — «Realizzare un porto va di pari passo ad una serie di interventi necessari: eliminare le strutture di scambio ferroviario, progettare un nuovo ingresso alla città dotato di servizi e ricco di attività economiche, fortemente qualificato e caratterizzato dal punto di vista architettonico». Questo il succo della relazione che l'architetto Riccardo Picciafuoco fece in occasione dell'ultimo viaggio di Bohigas in Italia. Il porto rappresenterebbe per la città quell'apertura verso mare tanto menzionata dallo stesso sindaco Carletti. Il porto commerciale e turistico dovrebbe sorgere alle spalle del quartiere di Villanova. Una vera e propria struttura, anche se di piccole dimensioni, per le imbarcazioni. Rappresenterebbe il primo approccio ad uno sviluppo tustico-commerciale mai fatto prima. Lo scopo di questa struttura non è altro che quello di assorbire segmenti funzionali del porto di Ancona. La progettazione del porto fa parte di quell'ampliamento della zona nord della città.

Porto, Boncristiano presidente?

FALCONARA — Il consigliere di Forza Italia, Michele Boncristiano è sempre più vicino alla presidenza della società che avrà il compito di sviluppare le ipotesi progettuali sulla costruzione del porto turistico commerciale di Falconara. Ieri si sono ritrovati i fautori del progetto e i soggetti che entreranno a far parte della società. Nulla trapela su chi realmente dirigerà tutte le fasi che porteranno alla costruzione della struttura portuale, ma sicuramente Michele Boncristiano è stato uno dei primi a credere fortemente nella possibilità di mettere in cantiere un progetto difficile già da immaginare. Il sindaco Carletti aveva già fatto stilare alcune idee all'architetto spagnolo Oriol Bohigas: un disegno che ha ricevuto consensi e dissensi da parte della cittadinanza. Molti i falconaresi che lo hanno appoggiato, anche se quello degli abitanti di Villanva è stato un 'no' secco e deciso. Prevalentemente l'incontro di ieri era focalizzato alla ricerca della forma societaria più consona alle esigenze dei partecipanti, in vista soprattutto della riforma prevista al gennaio del 2004. «E' iniziata la procedura per la ricerca della forma societaria più giusta anche in base agli apporti dei pubblici e privati — ha detto il sindaco Carletti —. E' stata una riunione dove abbiamo programmato un'altra serie di incontri che ci porteranno a definire l'atto costitutivo e lo statuto del nuovo organismo». La partecipazione pubblica e quindi dell'amministrazione comunale si aggirerà attorno al 20 o 30% il resto sarà costituito da apporti di privati. «Sono molti — ha sottolineato Carletti — gli imprenditori che si sono interessati al progetto, ma ancora non abbiamo deciso chi saranno e con che quota entreranno a far parte della società. Dobbiamo decidere tra una società per azioni o una società a responsabilità limitata. Opteremo per quella che più si adegua alle nostre necessità in base alla riforma del nuovo sistema societario che entrerà in vigore dal primo gennaio del 2004». Una volta formata, la società (entro il 10 marzo) verrà costituito anche un consiglio di amministrazione e il comitato dei revisori. Nelle prossime riunioni sarà, poi, messo a punto l'atto costitutivo, lo statuto, verranno, infine, definiti i soggetti che aderiranno e le loro quote di partecipazione, i conferimenti e la sede legale della società. Da lì il passo che porta alla trasformazione delle ipotesi in progetto è breve. Si darà il via al valzer di proposte che renderanno più concreta e veritiera quella che fino ad oggi è stata, appunto, solo un'ipotesi: un porto a Falconara.

«Patto di convivenza con l'Api»: Lista Chiari e Coerenti ne discute

FALCONARA — 'Iniziative politiche per un patto di convivenza territoriale tra la comunità e l'industria Api'. Questo il tema dell'incontro-dibattito organizzato dal movimento Chiari e Coerenti che si terrà venerdì alle 17.30 all'hotel Touring di Falconara. Un dibattito aperto a tutta la cittadinanza proprio per consentire ai falconaresi di intervenire su quello che è un tema di profonda attualità per la città. Nutrita la schiera di partecipanti dell'Udc. Dal senatore, Alessandro Forlani, ai consiglieri regionali, Luigi Viventi e Francesco Massi. Eppoi il consigliere comunale Nunzio Proto. A prendere parte all'incontro anche, Maria Grazia Berdini del Pri e Cesare Giannoni del nuovo Psi.

Autorità portuale: ecco la terna

ANCONA — Il presidente dell'Interporto di Jesi, Roberto Pesaresi, il candidato a sindaco per la Casa delle Libertà nelle scorse elezioni amministrative, nonché avvocato, Maurizio Barbieri, e l'ex direttore della raffineria Api, Giovanni Saronne, compongono il tris dei papabili in corsa per ricoprire l'incarico di presidente dell'autorità portuale. Uno di loro succederà ad Alessandro Pavlidi, attuale presidente il cui mandato scadrà alla fine del mese di agosto, ruolo che gli è stato riconfermato quattro anni fa alla scadenza del primo mandato. Perché tre nomi Il presidente dell'Autorità portuale è nominato, previa intesa con la Regione, con decreto dal ministro delle Infrastrutture nell'ambito di una terna di esperti di massima, e comprovata, qualificazione professionale nei settori economici, dei trasporti e portuale. Le proposte saranno rispettivamente formulate dalla Provincia, dal Comune e dalla Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura. La Provincia e il Comune dovrebbero convergere sul nome di Roberto Pesaresi, mentre tra Maurizio Barbieri e Giovanni Saronne («portato» dagli industriali) scaturirà il nome che sarà avanzato dalla Camera di Commercio. Il ministro competente, in questo caso quello delle Infrastrutture, Lunardi, può rigettare i nominativi che gli sono stati proposti e qualora il rifiuto dovesse essere formulato per due volte verrebbe automaticamente dichiarato il commissariamento dell'Autorità portuale. Le esperienze Roberto Pesaresi neo assessore al bilancio, ed ex assessore provinciale, ha preso in mano la situazione economica di una città, come quella di Falconara, che negli ultimi anni ha investito enormemente per conquistare un patrimonio diventato per il sindaco Carletti ormai indispensabile per la crescita del territorio. Mantenere in equilibrio le finanze falconaresi non è certo ruolo di poco conto. Presenterà il suo primo bilancio entro il mese di marzo. Pesaresi, attualmente sembra essere il più quotato anche in virtù dell'incarico di presidente dell'Interporto di Jesi. Lui, la figura che dovrebbe racchiudere le caratteristiche necessarie per ricoprire il ruolo di presidente dell'Autorità portuale. Giovanni Saronne ex direttore della raffineria Api ricopre allo stato attuale un ruolo all'interno di Assindustria. E infine, Maurizio Barbieri, candidato a sindaco nelle elezioni amministrative per la Casa delle Libertà.

 
 
 
 
inizio pagina   rassegna stampa