RASSEGNA STAMPA 11.01.2003

 

MESSAGGERO
I LAVORATORI SCRIVONO AL SINDACO

«Dove troverà 2000 posti di lavoro?»

FALCONARA — «Signor sindaco, ci illustri all’assemblea dei lavoratori le sue idee sul nostro futuro». Così alcuni dipendenti della raffineria replicano alla lettera aperta del sindaco Giancarlo Carletti apparsa sul Messaggero e a loro indirizzata. Il primo cittadino nella missiva ha sottolineato che l’Api è una questione morale. Per lui, inoltre, la difesa del posto di lavoro non può costituire un argomento per rendere disinvolta la scelta del rinnovo della concessione allo stabilimento, in scadenza al 2008. Ricordiamo, infatti, che il comune ha espresso parere negativo. E ora alcuni lavoratori intervengono per dire la loro. «Egregio signor sindaco Carletti – scrivono in una nota – la ringraziamo per l’interessamento avuto nei nostri riguardi, ma ci spieghi come risolvere la questione morale di convivenza civile quando ci saranno 2000 persone senza occupazione. Probabilmente ha già pronti dei nuovi posti di lavoro, ci rassicuri su come continuare a portare a casa lo stipendio a fine mese, visto che non ha saputo ricollocare 12 lavoratori della Liquigas dopo la chiusura forzata. Ma i tempi cambiano e Lei forse ha in serbo delle capacità a noi sconosciute per risolvere questi seri problemi». Poi la questione più spinosa: la sicurezza. «E’ sottinteso – spiegano - che per noi lavoratori Api è di primaria importanza la salvaguardia della sicurezza e dell’ambiente ed in tal senso ci impegniamo tutti i giorni». Infine i dipendenti invitano il sindaco in un’assemblea di cui promettono di comunicargli la data per esporre loro chiaramente le sue idee sul loro futuro. Non è l’unica presa di posizione dopo l’intervento del sindaco. Anche il management dell’Api infatti risponde alle dichiarazioni di Carletti con una lettera aperta ai cittadini sulla falsariga di quanto fatto dal sindaco nei confronti dei lavoratori Api. «Assicuriamo – scrive l’azienda nella nota – di aver sempre operato in considerazione, accanto alla realizzazione degli obiettivi imprenditoriali, della nostra responsabilità sociale verso la collettività, garantendo il pieno rispetto delle leggi e impegnandoci anche in obiettivi più ambiziosi. Abbiamo operato per sviluppare progetti importanti per il miglioramento della convivenza col territorio. E’ in questo modo, con l’etica, la professionalità e la responsabilità civile e penale che offriamo le certezza di una gestione attenta dell’attività della raffineria». Ed è per questi motivi che la dirigenza Api intende impegnarsi per garantire la permanenza del posto di lavoro. «Guardiamo – conclude la nota – con fiducia al futuro della raffineria perché si realizzi una politica volta a confermare un assetto che contribuisca realmente allo sviluppo della città».

 
RESTO DEL CARLINO
«Rischiano duemila lavoratori»

FALCONARA — Continua il botta e risposta tra Api e Comune di Falconara. Una serie interminabile di interventi, commenti, deduzioni, e opinioni che tengono vivo il sempre verde dibattito sulla permanenza della raffineria nel territorio. Se Carletti ha fatto il primo passo per chiarire la posizione del Comune nei confronti dell'ambiente circostante, della sicurezza, sempre in stretta correlazione con la raffineria, loro, i dipendenti, rispondono in tono gelido al primo cittadino: «La ringraziamo per l'interessamento avuto nei nostri riguardi — scrivono i lavoratori — ma ci spieghi come risolvere la questione morale di convivenza civile quando ci saranno 2000 persone senza lavoro. Ci rassicuri su come continuare a portare a casa lo stipendio, visto che non è stato capace di ricollocare i 12 lavoratori della Liquigas dopo la chiusura forzata». Una lettera dai toni sostenuti e che mette sicuramente in chiara luce le preoccupazioni di coloro che lavorano all'interno della struttura Api e che, soprattuto in questo prolifico periodo, si sentono sempre più minacciati dalle dichiarazioni delle parti in causa, soprattutto da quelle del Comune. «I tempi cambiano — spiegano — e lei probabilmente ha delle capacità a noi sconosciute per risolvere questi seri problemi; la inviatiamo, quindi, a dare suggerimenti. Per noi lavoratori dell'Api è di primaria importanza la salvaguardia dell'ambiente e della sicurezza ed in tal senso ci impegnamo tutti i giorni nel nostro lavoro». Carletti è stato infine invitato a partecipare all'assemblea generale dei lavoratori.

L'Api confida nel lavoro del sindaco

FALCONARA — Interviene anche il management della raffineria Api a sotegno dei lavoratori della raffineria. «Condividiamo con il sindaco — scrivono — il fatto che, parlando di scelte imprenditoriali e di soggetti strategici come lo è la raffineria per lo sviluppo tecnologico, economico e sociale di Falconara e della regione Marche, si debba affrontare la questione con serietà, responsabilità e ampiezza di vedute. Proprio su questi principi l'azienda e, in primis, noi come suoi gestori abbiamo intrapreso un progetto che ha ricevuto l'avvallo delle istituzioni. In base a questa valutazione la Proprietà ha operato un investimento fondamentale, l'Igcc. Questo impianto — spiegano — giudicato attraverso oltre 70 pareri di autorità competenti, ha contribuito al miglioramento della qualità dell'ambiente, come dimostrato dai risultati di riduzione delle emissioni negli anni. Del resto, l'impegno nei confronti della salvaguardia ambientale e la capacità di garantire la sicurezza hanno sempre rappresentato per la raffineria una parte integrante della gestione delle proprie attività e la realizzazione di quello sviluppo sostenibile nei confronti della collettività che l'azienda sente proprio». A conferma di questo modo di agire il management Api ricorda la storia dell'impianto dal punto di vista dei risultati dall'ottenimento delle certificazioni per la sicurezza e l'ambiente, le verifiche operate dagli enti competenti, il parere dei periti nominati dal Tar Marche che indicano oggi Api come raffineria all'avanguardia. «Come management — aggiungono — possiamo assicurare di aver sempre operato tenendo in considerazione, accanto alla realizzazione degli obiettivi imprenditoriali, la nostra responsabilità sociale nei confronti della collettività, garantendo sempre il pieno rispetto delle leggi ed anzi impegnandoci spesso in obiettivi anche più ambiziosi. Abbiamo sempre operato per sviluppare progetti importanti per il miglioramento della convivenza dello stabilimento con il territorio. Abbiamo stimolato la Proprietà a realizzarli e ad investirvi pesantemente. E' in questo modo, che offriamo le certezze, comprovate dai fatti, di una gestione attenta e consapevole dell'attività della raffineria. E' per questi stessi motivi che riteniamo assolutamente decoroso impegnarci affinché venga garantita la permanenza del posto di lavoro ai nostri uomini e a quanti collaborano con noi. Guardiamo, quindi, con fiducia al futuro della raffineria all'interno di questa collettività e confidiamo in quanti sono chiamati al governo di questo territorio affinché realizzino una politica lungimirante, volta a confermare un assetto che contribuisca realmente e concretamente al suo sviluppo.

Comitato di Fiumesino: «Pronti a traslocare ma a certe condizioni»

FALCONARA — «Se il trasferimento ci deve essere, soluzione valutabile, non sarà nè sulle nostre spalle nè a discapito della qualità tecnico-urbanistica delle nostre abitazioni». Così il delegato del Comitato del quartiere di Fiumesino per la prima volta fa intravedere tra le righe uno spiraglio verso il possibile trasferimento di quella parte della cittadinanza. «Se mai qualcuno ci vorrà far spostare dal nostro quartiere — aggiunge il rappresentante del rione falconarese — sia ben chiara una cosa, considereremo i gravi disagi ed i sostanziosi danni, anche economici, che abbiamo dovuto subire nostro malgrado, noi non sborseremo un solo centesimo neppure per il trasloco». Budini lo afferma dopo aver fatto un escursus storico degli avvenimenti che hanno preceduto l'insediamento sul territorio dell'Api. «Negli anni '50 — sottolinea — mentre si stava costruendo l'allora sconosciuta raffineria che ancora raffineria non era ma solo un deposito costiero, alcune delle abitazioni espropriate dalla zona di Fiumesino mare furono ricostruite accanto a quelle già esistenti di Fiumesino vecchia. Da allora ad oggi — spiega — il deposito è diventato raffineria e da 4-7 ettari iniziali si è allargata fino a 70 ettari inglobando persino la ferrovia e arrivando, negli anni '70, sotto le nostre case per la seconda volta. Falconara si è sviluppata come pure la rivalutazione delle sue abitazioni, Fiumesino invece ha subito, suo malgrado, degrado, vessazioni e deprezzamento immobiliare». Paura mostrano, infine, gli abitanti dei quartieri limitrofi all'impianto petrolifero per la prossima creazione del by pass ferroviario.

Angeloni vuole certezze dalla perizia «ozono»

FALCONARA — E' sul contenuto della perizia in merito ai superamenti di ozono, resi noti dall'Api, che il dirigente dell'ufficio Ambiente Paolo Angeloni passa al contrattacco. Consulente tecnico di parte del Comune il giorno dopo sostiene che la Ctu «appare fondata su mere possibilità senza alcuna certezza». «Le affermazioni che la Ctu fa nella premessa — sostiene Angeloni — viene affermato senza i dovuti approfondimenti tecnici, in particolare esistono in letteratura riferimenti al maggior accumulo di ozono in ambiente costiero dovuto ad emissioni locali ed esistono precedenti di blocco del traffico veicolare per avvenuti superamenti dei limiti di attenzione dell'ozono. Non si è tenuto conto — aggiunge — del particolare ambiente costiero con la presenza di caratteristiche meteo climatiche quali le brezze di terra e di mare ed una orografia complessa». Angeloni ricorda quando la raffineria, «a fronte delle ordinanze prefettizie di chiusura dell'impianto, decise di abbassare le emissioni di ossidi di azoto da 3,6 ton/giorn. a 2,2 ton/giorn., l'effetto immediato che si ottiene è quello del calo dei valori di ozono che rientrano pienamente nella normalità». «Proprio in assenza di un rapporto causale preciso nei modelli di simulazione dell'ozono — conclude Angeloni — questo dato sperimentale avvalora l'ipotesi che le emissioni di ossidi di azoto contribuiscano in modo significativo alla formazione dell'ozono nel territorio.

 
CORRIERE ADRIATICO

Le puntualizzazioni del dottor Paolo Angeloni

La turbogas e l'ozono

FALCONARA - A fronte delle dichiarazioni espresse dall’API Raffineria di Ancona spa in merito ai contenuti della Ctu sui superamenti dei limiti di ozono nell'estate 2000, resa nel processo in corso Tar Marche dal dr. Zimasckj, il sottoscritto dott. Paolo Angeloni consulente tecnico di parte del Comune di Falconara Marittima nella Consulenza di cui sopra, ritiene doveroso evidenziare le seguenti osservazioni. “La Ctu appare anzitutto fondata su mere possibilità senza alcuna certezza. Si afferma nella premessa che l'ozono inquinante secondario, può formarsi anche in luoghi lontani da quelli in cui si emettano i suoi precursori, gli ossidi di azoto. Quindi la Ctu parte da una premessa di pura possibilità. Poi, amplificando tale premessa - continua - alla situazione dì Falconara Marittima rispetto alla Raffineria API conclude dicendo che gli eccessi di ozono dell’estate 2000 non sono imputabili alla Raffineria. Tutto questo viene affermato senza i dovuti approfondimenti tecnici. Non si è tenuto conto del particolare ambiente costiero con la presenza di caratteristiche meteo climatiche quali le brezze di terra ed una orografia complessa. Quando la Raffineria, dopo aver disatteso – continua - le ordinanze sindacali che le chiedevano la riduzione di emissioni di ossidi di azoto per ottenere l'abbassamento dei livelli di ozono, a fronte delle ordinanze prefettizie di chiusura dell'impianto decise di abbassare le emissioni di ossidi di azoto da 3.6 tonn/giorno a 2.2 tonn/giorno. Di ciò si guarda bene dal fornire spiegazioni il Ctu. Proprio in assenza di un rapporto causale preciso nei modelli di simulazione dell’ozono questo dato sperimentale avvalora l’ipotesi che le emissioni di ossidi di azoto da parte della centrale contribuiscano in modo significativo alla formazione dell’ozono nel territorio di Falconara Marittima.

 

 
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