RASSEGNA STAMPA 02.01.2003

 

MESSAGGERO
L’assessore regionale Rocchi: «Dobbiamo essere sicuri al 100% dell’affidabilità di questo natante a scafo unico. Un incidente sarebbe la fine del turismo»

La petroliera non scarica per il maltempo

La Moskovski Festival, “sorella” della Prestige, ferma in rada davanti all’isola Api di Falconara

ANCONA - La petroliera Moskovski Festival ha fatto il suo ingresso nelle acque marchigiane il 31 pomeriggio intorno alle 15. Al momento è ancorata in rada a un miglio e mezzo dall'isola della raffineria di Falconara, pronta a scaricare 8000 tonnellate di olio combustibile che l'Api ha acquistato dall'Enel. Quest'ultima, committente iniziale dell'intero carico, circa 25000 tonnellate, ne ha infatti ceduto una parte all'Api, mentre il restante quantitativo risulta destinato alla centrale Enel di Monfalcone. La Moskovski Festival, ultimate le operazioni di scarico a Falconara, è destinata pertanto a restare in Adriatico per tutto il tempo necessario a raggiungere la sua destinazione finale allo scopo di consegnare la parte più consistente del proprio carico all'Enel. A causa delle condizioni meteorologiche, lo scarico previsto a Falconara per questa mattina, slitterà presumibilmente a domani, per cui la Moscovski Festival continuerà a stazionare in rada tra l'isola della raffineria e il porto di Ancona, da cui dista circa sette miglia. Nonostante le polemiche dei giorni scorsi, è appurato che la Capitaneria del porto di Ancona ha concesso le autorizzazioni necessarie per l'attracco all'isola di Falconara. Tutto è stato preceduto da un'ispezione di circa due ore, durante la quale un ufficiale perito della Capitaneria, affiancato da personale della Guardia di Finanza e da un comandante designato dall'Api, ha sottoposto la petroliera a un approfondito controllo che ha investito le condizioni esterne dello scafo, l'idoneità delle apparecchiature di bordo nonché la certificazione di idoneità rilasciata dal Lloyd's Register e i piani di carico. Successivamente è stato verificato anche il livello di addestramento dell'equipaggio, composto da 22 marinai tutti di nazionalità russa, agli ordini del comandante Aleksandr Kolesnikov, con risultati eccellenti. Dunque, tutte le cautele possibili sono state adottate per scongiurare qualsiasi rischio. Tranquillità assoluta traspare dalle dichiarazioni dell'ingegner Vincenzo Cleri dell'Api: «Nonostante l'imbarcazione sia monoscafo, possiede tuttavia un doppio fondo e doppie pareti sulle tanche di carico. La Moskovski è in ottimo stato di manutenzione e rispetta rigorosamente tutte le prescrizioni di sicurezza per prevenire possibili incidenti e situazioni di allarme ambientale. Non è inopportuno segnalare che il 4 dicembre scorso la nave ha superato a Gibilterra senza rilievi una verifica completa secondo le prescrizioni del Memorandum di Parigi sottoscritto tra enti di controllo ed armatori». Un dato interessante è comunque emerso dalla documentazione fornita dal comandante Kolesnikov. Al momento di essere intercettata dalla marina militare iberica, la Moskovski Festival non aveva assolutamente come destinazione un porto spagnolo, essendo salpata da Rotterdam alla volta di Ancona. Si è trattato quindi di un intervento cautelativo in attuazione del nuovo accordo franco-spagnolo che vieta a qualsiasi natante con carico potenzialmente pericoloso di entrare nelle acque territoriali dei due paesi. La petroliera si è quindi limitata a proseguire nella sua rotta originaria, verso i porti di Ancona e Monfalcone. Preoccupazioni sono state espresse dall'assessore regionale al turismo Lidio Rocchi: «La grave catastrofe della Prestige ha segnato per molti anni le sorti della Galizia, forse con esiti irrimediabili. La situazione di un mare sostanzialmente chiuso come l'Adriatico, potrebbe degenerare in caso di incidente ambientale anche di lieve entità, con danni esiziali per il turismo».

Maltempo, la petroliera non scarica

Verifiche della Capitaneria di porto: la nave potrà scaricare all’Api le 8 mila tonnellate di olio combustibile

Sempre allarme per la Moskovski Festival, “sorella” della Prestige, ferma davanti a Falconara L’assessore regionale Rocchi: «Dobbiamo essere sicuri al 100% dello scafo» La petroliera Moskovski Festival ha fatto il suo ingresso nelle acque marchigiane il 31 pomeriggio intorno alle 15. Al momento è ancorata in rada a un miglio e mezzo dall'isola della raffineria di Falconara, pronta a scaricare 8000 tonnellate di olio combustibile che l'Api ha acquistato dall'Enel. A causa delle condizioni meteorologiche, lo scarico previsto a Falconara per questa mattina, slitterà presumibilmente a domani, per cui la Moscovski Festival continuerà a stazionare in rada tra l'isola della raffineria e il porto di Ancona, da cui dista circa sette miglia. E’ preoccupato l’assessore regionale al Turismo, Lidio Rocchi; ma l’Api rassicura: «E’ una nave in ottimo stato».

La petroliera scarica, restano i timori

E’ stata giudicata in regola con le norme di sicurezza. Controlli severi

ANCONA — La “Moskovski Festival" (Moskovsky secondo la traslitterazione dal cirillico) è in perfetta efficienza e in regola con le norme previste dal sistema internazionale di sicurezza Sirenac, dunque può restare in rada - 7 miglia a largo del porto di Ancona e 1,5 dall' isola dell' Api - fino a quando scaricherà presso il terminale Api di Falconara marittima 8.000 tonnellate di olio combustibile per conto dell' Enel. Viste le cattive condizioni meteomarine, non prima di venerdì 3 gennaio. L' ok è stato dato poco fa dalla Capitaneria di porto anconetana, al termine di un' ispezione condotta per oltre due ore da un ufficiale.

Imbarcazione a scafo unico già vietata da alcuni Paesi

Il pericolo che viene dal mare

FALCONARA - La petroliera Moskovski Festival è una imbarcazione a scafo unico, proprio come la Prestige, recentemente affondata davanti alle coste della Galizia. La nave diretta ad Ancona è però più piccola ed è carica di 8000 tonnellate di olio denso combustibile. Dopo la catastrofe ecologica del “Prestige" un accordo franco-spagnolo vieta l'ingresso nella zona economica esclusiva (200 miglia circa) a navi monoscafo più vecchie di quindici anni che trasportino carichi pericolosi per l'ambiente marino. E la Moskovski è stata varata nel 1984. In Italia (il Paese del Mediterraneo più interessato dal traffico del petrolio) invece non vigono limitazioni. Ogni anno viaggiano intorno alle nostre coste circa 170 milioni di tonnellate tra greggio e prodotti della raffinazione. Nel 2001 le capitanerie di porto hanno controllato il 42,44% delle navi in transito. La Capitaneria di Ancona è impegnata a tenere sotto controllo il traffico di petroliere che interessa la raffineria Api. In caso di incidente, sottolineano gli esperti, ad essere interessati al problema non sarebbero naturalmente solo ancona e Falconara ma, a seconda della quantità di petrolio, si parla di una fascia costiera che va da Pesaro e San Benedetto del Tronto.

 
RESTO DEL CARLINO
Arrivata la nave delle polemiche

FALCONARA — La «Moskovski Festival» è in perfetta efficienza e in regola con le norme previste dal sistema internazionale di sicurezza Sirenac, dunque può restare in rada - 7 miglia a largo del porto di Ancona e 1,5 dall' isola dell'Api - fino a quando scaricherà presso il terminale Api 8.000 tonnellate di olio combustibile per conto dell' Enel. Viste le cattive condizioni meteomarine, non prima di domani. L'ok è stato dato martedì dalla Capitaneria di porto anconetana, al termine di un' ispezione condotta per oltre due ore da un ufficiale perito prima attorno allo scafo, rosso e ben visibile anche da terra, e poi a bordo del natante, entrato in acque marchigiane alle 13.20 del 31 dicembre. La Guardia costiera ha trasmesso un rapporto ai ministeri dell' ambiente e dei trasporti sulle condizioni della nave e l'«ottimo livello» di addestramento dell'equipaggio per quanto riguarda in particolare le procedure di sicurezza legate alla natura pericolosa del carico. L'ispezione (affiancata da un controllo della Guardia di finanza sulla documentazione, mentre un capitano dell'Api si è fatto consegnare i verbali tecnici relativi al carico) è cominciata con una perlustrazione esterna dello scafo, risultato, ha fatto sapere la Guardia costiera, «in ottimo stato e senza tracce di corrosione». Ed è proseguita poi a bordo con una verifica delle apparecchiature, della documentazione del Lloyd's Register e dei piani di carico. Successivamente è stata la volta dei 22 uomini dell' equipaggio (tutti russi) al comando del capitano Aleksandr Kolesnikov: hanno dovuto dimostrare il loro livello di addestramento in caso di emergenza. Esame superato brillantemente. Con la legislazione attuale insomma la Moskovski ha le caratteristiche per ormeggiare in rada nei porti italiani. Venerdì o dopo raggiungerà l'isola dell'Api. Qui la raffineria chiederà al comandante un'ulteriore dichiarazione attestante l'efficienza dei dispositivi di sicurezza ed eseguirà due controlli operativi a bordo, prima di avviare la nave a discarica. Dopo aver scaricato le prime 8.000 tonnellate, la petroliera proseguirà per Monfalcone, dove l'Enel ha destinato le 16.800 tonnellate rimanenti, acquistate dall' ente elettrico. L'azienda Api intanto ha confermato che l' imbarcazione ha un doppio fondo e doppie pareti sulle tanche di carico, mentre gli slop thanks sono vuoti. Secondo il comandante Kolesnikov - così ha riferito l'ing. Vincenzo Cleri dell'Api - la Moskovski non è mai stata diretta in Spagna. Semplicemente, in forza delle norme introdotte dal governo spagnolo dopo l'incidente della Prestige, una volta salpata da Rotterdam alla volta di Ancona ha dovuto navigare oltre le 12 miglia dalla costa spagnola, senza potersi avvicinare di più, come qualsiasi imbarcazione che trasporti materiali pericolosi per l' ambiente. Questa almeno è la versione dell'equipaggio.

A Gibilterra ha superato una verifica completa

FALCONARA — E' stata noleggiata dall' Enel (lo ha reso noto l' Api) e dovrà scaricare nell' isola della raffineria di Falconara 8.000 tonnellate di olio combustibile denso Btz destinato all' ente elettrico, la petroliera maltese Moskovski Festival arrivata fra mille polemiche per la sicurezza del suo monoscafo, costruito 17 anni fa e ritenuto non idoneo al trasporto di materiale pericoloso in base ai parametri di un recente trattato franco-spagnolo. Ultimo in ordine di tempo a chiedere alla Capitaneria di porto di Ancona e all' Api «una tempestiva e totale verifica della nave, che garantisca al 100% la sua affidabilità», è l' assessore al turismo delle Marche Lidio Rocchi, che non vuole nemmeno pensare alla catastrofe ecologica della «Prestige», e a «quali danni potrebbe portare all'ambiente e al turismo della regione anche una pur piccola esondazione del carico» della Moskovski. La nave, da 18.526 tonnellate di stazza lorda per 179 metri di lunghezza, scaricherà solo una parte del combustibile, le 8.000 tonnellate acquistate dall' Enel. E la parte restante del carico? Probabilmente bisognerà attendere ancora per conoscere la destinazione finale di quella che i Verdi, il Prc e gli ambientalisti di casa nostra continuano a chiamare «una carretta del mare», e che ha potuto attraversare lo stretto di Gibilterra solo perché gli stati che vi si affacciano, Spagna compresa, non possono esercitare limitazioni alla libera circolazione navale in base a una convenzione Onu. Nonostante le proteste (l' assessore all' ambiente delle Marche aveva chiesto perfino l' intervento del prefetto e del comandante del Dipartimento militare marittimo) la Guardia costiera e l' Api ripetono che la «Moskovski Festival» è un' imbarcazione decisamente più sicura di gran parte delle petroliere che incrociano in Adriatico. È iscritta al Lloyd' s Register di Londra, noto per essere sinonimo di estrema rigorosità, ed è dotata - ricorda l' ing. Vincenzo Cleri, responsabile delle operazioni all' Api - di una doppia parete di fondo e in corrispondenza delle tanche. Il 4 dicembre scorso ha superato senza rilievi, a Gibilterra, una verifica completa secondo il modello del Memorandum di Parigi sottoscritto fra enti di controllo e armatori.

'Il no del Comune alla proroga apre scenari preoccupanti'

FALCONARA — «La decisione dell'amministrazione comunale di esprimere un parere negativo in merito alla proroga della concessione chiesta dalla raffineria Api e la pressante richiesta avanzata alla Regione di non concedere la proroga, aprono scenari nuovi e preoccupanti». Lo scrivono - in una nota - i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil provinciali, Zoppi, Mastrovincenzo e Perticaroli. Nella nota Cgil, Cisl e Uil ribadiscono «viceversa la necessità di definire con la direzione e la proprietà della raffineria un piano preciso e particolareggiato di interventi tesi al risanamento ambientale del sito, sulla base dei monitoraggi e degli studi effettuati dall' Arpam, dall' Enea e, tra breve, dalla SviM». «Riteniamo - proseguono - che ciò debba essere fatto entro i prossimi cinque mesi, il tempo cioè che la Regione Marche ha chiesto per esprimere definitivamente il proprio parere sulla proroga della concessione». Questo percorso, proseguono i sindacati, deve scaturire «da un confronto da attuarsi in un tavolo di concertazione, come peraltro indicato dalla giunta regionale e previsto da intese recentemente sottoscritte, che metta insieme azienda, Comune, Provincia, Regione e sindacati».

 
CORRIERE ADRIATICO
“Troppi rischi, via la petroliera”

Allarme della Regione, ma per la capitaneria di porto non c’è pericolo

Da terra la sua sagoma si scorge a stento, uno scafo rosso perso nella foschia lattiginosa. Aspetta in rada di poter scaricare ne terminai dell’Api ottomila tonnellate di olio combustibile denso Btz la "Moskovski Festival”, petroliera maltese con equipaggio russo che ha riscaldato gli animi ambientalisti e messo in allarme anche gli amministratori regionali. E' arrivata nel pomeriggio di San Silvestro e anche se ha superato in scioltezza l'esame della capitaneria di porto la “Moskoski” continua ad alimentare timori e iniziative politiche, tanto che ieri solo il mare grosso ha impedito a un gruppo di ecologisti capeggiati dal Verde Marco Moruzzi un'azione dimostrativa sul genere Greenpeace. Il giorno prima, mentre ancora la petroliera risaliva l'Adriatico diretta a Falconara scortata dalle motovedette della Guardia costiera, l'assessore regionale al turismo Lidio Rocchi aveva diffuso un bollettino allarmato. "Non a caso - si legge - il governo spagnolo ha respinto il cargo appellandosi alle norme internazionali sulla vetustà della nave”. Troppo fresca è la ferita inferta all’ambiente dalla catastrofe della Prestige, "che ha segnato per molti anni - ricorda l'assessore - le sorti della Galizia, addirittura in modo forse irrimediabile. Se la situazione è grave in un oceano, pensate quanto lo potrebbe essere in un piccolo mare come il nostro Adriatico". All'assessore Rocchi pertanto “non bastano le assicurazioni che vengono dai diretti interessati. La Moskovski è già nelle nostre zone acque ed è tardi per impedirne il passaggio, ma non è tardi per una totale verifica che anticipi i tempi delle operazioni che il cargo deve fare: Capitancria di Porto e Api devono garantire al 100% la loro affidabilità. Non bastano i controlli precedenti pur senza ipotizzare tragedie - conclude l'assessore - le norme internazionali ci autorizzano a chiedere la massima sicurezza in ordine al carico che la nave trasporta. Non voglio nemmeno pensare, infatti, a quali danni potrebbe portare all'ambiente e al turismo anche una pur piccola esondazione di olio denso combustibile". Prima di Rocchi era stato il suo collega Amagliani, assessore regionale all’Ambiente, a mettere in guardia dai pericoli per l’Adriatico con una lettera ai ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti in cui si chiede di aderire all'accordo franco-spagnolo che ha messo al bando le petroliere con più di quindici anni sprovviste di doppio scafo. La Capitaneria di porto ha raccolto al volo l'appello degli assessori regionali con un'ispezione molto accurata della petroliera, entrata nelle acque marchigiane poco dopo l'una di martedì pomeriggio. Per due ore un ufficiale perito ha controllato la “Moskovski Festival” prima girando attorno allo scafo, risultato, secondo la Guardia costiera, "in ottimo stato e senza tracce di corrosione”, e poi salendo a bordo per una verifica delle apparecchiature tecniche, della documentazione del Lloyd's Register e dei piani di carico, mentre la Guardia di finanza controllava altri documenti. Poi è toccato ai ventidue uomini dell'equipaggio comandati dal capitano Aleksandr Kolesnikov dar prova del proprio addestramento in caso d'emergenza. Il rapporto trasmesso ieri l'altro dalla Guardia costiera ai ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti sulle condizioni della nave attestava un "ottimo livello di addestramento dell'equipaggio per quanto riguarda in particolare le procedure di sicurezza legate alla natura pericolosa del carico e dunque l'esame può dirsi superato brillantemente. Dall'ispezione della Capitaneria dì porto la "Moskovski” risulta dunque efficiente, non certo quella “carretta dei mare" di cui si paventa l'affondamento. Una petroliera che rispetta le norme previste dal sistema internazionale di sicurezza Sirenac e dunque può restare in rada, sette miglia a largo del porto di Ancona e una e mezzo dall’isola boa dell'Api - fino a quando scaricherà al terminale Api ottomila tonnellate di olio combustibile per conto dell'Enel. Quando? A vedere il mare agitato, non prima di domani, anche se stando ad alcune indiscrezioni non è escluso che l'aggancio all'isola boa possa avvenire oggi prima dell'alba. L'Api comunque chiederà al comandante un'ulteriore dichiarazione sull'efficienza dei dispositivi di sicurezza ed eseguirà due controlli operativi a bordo prima di dare il via libera per lo scarico delle prime 8.000 tonnellate di olio denso. Poi la petroliera proseguirà per Monfalcone, dove l'Enel ha destinato le 16.800 tonnellate rimanenti.

Confronto sulla raffineria

Sindacati preoccupati per il “no” di Falconara alla proroga della concessione

Occhio a liquidare la raffineria senza prima approfondire tutti i temi, compreso quello legato all'occupazione. Il monito arriva da una nota congiunta dei segretari provinciali di Cgil, CísI e Uil provinciali, Zoppi, Mastrovincenzo e Perticaroli. "La decisione dell'amministrazione comunale di Falconara di esprimere un parere negativo in merito alla proroga della concessione chiesta dalla Raffineria Api e la pressante richiesta avanzata alla Regione di non concedere la proroga - scrivono i tre sindacati - aprono scenari nuovi e preoccupanti”. Sabato scorso l'amministrazione civica falconarese aveva reso nota la sua posizione sull'opportunità di allungare o meno fino al 2020 il nulla osta all'Api per la raffineria. Si tratta di un "no" secco motivato col fatto che nel nuovo Piano regolatore la zona attualmente occupata dalla raffineria non è più destinata ad insediamenti industriali. E il parere del Comune è destinato ad incidere sulla decisione finale che la Regione Marche prenderà entro il 15 giugno prossimo, come ha anticipato lo stesso assessore regionale all’ambiente Marco Amagliani: "Si tratta di un parere pesante, del quale si dovrà tenere conto, anche se non c'è ancora nulla di scontato". L'irrigidimento del Comune e' espresso anche dall'invito del sindaco Carletti alla Regione affinché non rinnovi la concessione, preoccupa adesso i sindacati. Nella nota diffusa l'altro ieri Cgil, CisI e Uil ribadiscono “viceversa la necessità di definire con la direzione e la proprietà della raffineria un piano preciso e particolareggiato di interventi tesi al risanamento ambientale del sito, sulla base dei monitoraggi e degli studi effettuati dall'Arpam, dall'Enea e, tra breve, dalla SviM". "Riteniamo - proseguono - che ciò debba essere fatto entro i prossimi cinque mesi, il tempo cioè che la Regione Marche ha chiesto per esprimere definitivamente il proprio parere sulla proroga della concessione". Questo percorso, proseguono i sindacati, deve scaturire "da un confronto da attuarsi in un tavolo di concertazione, come peraltro indicato dalla giunta regionale e previsto da intese recentemente sottoscritte, che metta insieme azienda, Comune, Provincia, Regione e sindacati". Richieste di incontri sono già state avanzate dai sindacati. “Priorità imprescindibili", si sottolinea nella nota, sono la sicurezza degli impianti, a tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini di Falconara e il pieno e totale recupero sul versante del risanamento ambientale e territoriale del sito produttivo, che persiste su un'area a elevato rischio ambientale". E' soltanto sulla base di un confronto su questi aspetti - chiudono i sindacati - che “gli organismi competenti potranno esprimere il giusto parere sulla proroga, o meno, della concessione”.

La Carta d'Identità della Moskovski Festival

Lunghezza : 179 m
Stazza : 18.526 tonnellate
Età : è stata varata nel 1984
Carico : 28mila tonnellate di olio combustibile Btz, ottomila da scaricare all'isola boa dell'Api, il resto destinato all'impianto Enel di Monfalcone
Equipaggio : 22 uomini (tutti russi)
Comandante : capitano Aleksandr Rolesnikov
 
CORRIERE DELLA SERA
Una nave con 70 mila tonnellate di cherosene si è incagliata nel relitto semisommerso di un cargo

Scontro nella Manica, allarme ecologico

Allerta anche in Italia: ad Ancona la vecchia petroliera russa bandita dalla Spagna

E’ di nuovo allarme per il pericolo di inquinamento nei mari europei. Ieri sera una petroliera con 70 mila tonnellate di cherosene altamente infiammabile ha urtato nel canale della Manica lo scafo di una gigantesca nave cargo, la Tricolor, che giace semisommersa da settimane in uno dei passaggi obbligati della navigazione mondiale. La Vicky si è incagliata nel relitto galleggiante verso le sette di sera. Immediatamente le autorità francesi e britanniche hanno fatto scattare l’emergenza: la petroliera, registrata in Turchia, è stata costruita ventidue anni fa e non dispone di scafo doppio. «Il capitano sta controllando se ci sono danni - ha dichiarato il portavoce della guardia costiera di Dover -. Nell’aria c’è odore di nafta, ma non sappiamo se viene dalla petroliera o dal relitto della Tricolor». La Vicky è riuscita a disincagliarsi poco prima di mezzanotte: con la scorta di un rimorchiatore si è diretta verso «un ormeggio sicuro» per proseguire l’ispezione dei serbatoi in cerca di eventuali falle. La Vicky è la terza nave a scontrarsi con la Tricolor, un grande cargo norvegese che si è rovesciato su un fianco in acque internazionali il 14 dicembre mentre trasportava 2.862 auto di lusso: Volvo, Saab e Bmw per un valore di 50 milioni di euro. La prima a farne le spese era stata una portacontainer francese, poi il 16 dicembre un mercantile tedesco si era incagliato sul relitto, facendo temere il peggio. Ma, finora, non è stato trovata una soluzione al problema della Tricolor, che continua a minacciare la navigazione in uno dei tratti più trafficati del pianeta. Ed anche in Italia in queste ore c’è molta tensione per l’arrivo di una petroliera che le associazioni ecologiste hanno definito «una carretta del mare». Si tratta di una vecchia nave russa di quasi vent’anni, senza doppio scafo e con un carico di ben 28.000 di olio combustile. In pratica, viene considerata molto simile alla Prestige, protagonista del drammatico naufragio che sta devastando le coste della Galizia. La «Moskovski Festival» è arrivata nel porto di Ancona mentre Francia e Spagna le hanno impedito di avvicinarsi alle coste, facendo intervenire anche la marina militare per evitare ogni pericolo. Invece l’Italia è stata obbligata ad accoglierla. La vecchia petroliera, salpata da Rotterdam, si è materializzata fra la pioggia e la nebbia nella rada di Ancona proprio il giorno della festa di San Silvestro, cioè in anticipo, forse strategico, rispetto al previsto. La sua missione: scaricare a Falconara Marittima 8.000 tonnellate di combustibile destinato all’Enel. Dopodiché ripartire per Monfalcone dove scaricherà le altre 20.000 tonnellate acquistate dall’ente energetico. Una motovedetta della Capitaneria di porto di Ancona ha ispezionato al largo la petroliera. «Tutto regolare», è stata la sentenza. Il rapporto trasmesso dalla Guardia costiera ai ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti parla anche dell'«ottimo livello» di addestramento dell'equipaggio - 22 uomini tutti di nazionalità russa al comando del capitano Aleksandr Kolesnikov - sulle procedure di sicurezza legate alla natura pericolosa del carico. E anche lo scafo, dopo un esame esterno, è apparso, «in ottimo stato e senza tracce di corrosione». A bordo sono state controllate le apparecchiature, la documentazione del Lloyd's Register e i piani di carico. Alla fine ha avuto il permesso di ormeggiare nella rada a sette miglia da Ancona. Ma l’ispezione non ha placato le polemiche. Gli ambientalisti infatti contestano proprio i regolamenti, che non metterebbero al riparo da catastrofi ecologiche come quella della Prestige. Proteste anche dall’assessore regionale al Turismo Lidio Rocchi, che teme gli effetti di un incidente in un bacino piccolo come l’Adriatico.

 
IL PICCOLO - giornale di Trieste
In arrivo petroliera «bocciata» dalla Spagna

Allarme degli ambientalisti per l’arrivo di una petroliera carica di olio combustibile sulle coste italiane. Un allarme che per ora riguarda il porto di Falconara, ma che nei prossimi giorni potrebbe coinvolgere anche Monfalcone. Al centro delle polemiche è la petroliera «Moskovski Festival», diretta verso la piattaforma Api situata a quattro chilometri di distanza dalla costa marchigiana. L’unità, che stazza 24 mila tonnellate ed è stata varata nell’84, trasporta olio combustibile a basso tenore di zolfo, di proprietà Enel, destinato alla raffineria falconarese. Ma solo in parte: dopo la sosta a Falconara, infatti, ripartirà con meta proprio Monfalcone. Qui verrà scaricato l’olio restante, destinato alla centrale termoelettrica Endesa. L’allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste non deriva solo dal possibile impatto ambientale del materiale trasportato. Ha una ragione precisa: la nave è stata già respinta dalla Spagna, méta finale, a causa delle sue caratteristiche. Sono ancora vive infatti le immagini dell’ultima catastrofe ecologica causata dalla petroliera «Prestige» che, affondata al largo della Galizia, ha lasciato uscire dalle sue stive un’onda nera che ha messo in ginocchio fauna e flora locali. Rassicurazioni sulla «Moskovski» sono già state fornite dalla Capitaneria di Falconara e anche dalla raffineria locale. L’imbarcazione sarebbe dotata di doppio scafo, garanzia di sicurezza indispensabile dopo la tragedia della «Prestige». Se a Falconara tutto andrà liscio, fra qualche giorno la nave farà rotta verso Monfalcone dove dovrebbe arrivare dopo il 5 gennaio. E la presenza della petroliera potrebbe provocare i malumori già espressi nelle Marche, dove forze politiche e ambientalisti si sono scagliati contro i rischi cui la circolazione di vecchie navi espone l’ambiente, Prima dell’ormeggio la «Moskovski Festival» dovrà comunque passare l’esame della Capitaneria, competente per la sicurezza in mare che, in mancanza dei requisiti previsti, potrebbe anche negare il nullaosta. A parte la sorte della nave, l’episodio inasprisce il braccio di ferro sulla metanizzazione della centrale, ipotesi tutt’ora remota.

 
inizio pagina   rassegna stampa