DICHIARAZIONI DEI POLITICI
(pervenute alla nostra casella di posta elettronica .. le prime arrivate sono in basso)

 

In risposta all’articolo “CI RISIAMO” del 27/09/2004 di Massimo Marcelli Flori.

PARLIAMOCI CHIARO!

Per fortuna che la lettera l’ho letta tutta di un fiato, perché la rabbia scaturita dalle prime battute si è poi parzialmente calmata nella conclusione. Ma tuttavia questa volta la penna mi scappa e non riesco proprio a stare zitto, perciò ti rispondo per le rime!

Per l’ennesima volta si va a contare quanta gente c’è in piazza! E questo è tipico degli “squali della politica” che vedono nella partecipazione in piazza solo degli elettori ed usano la presenza come un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno a seconda della convenienza, ma a ciò bisogna considerare alcuni fattori di cui Voi ovviamente ed opportunisticamente non volete tener conto. Primo fra tutti che la sostenuta scarsa partecipazione carnale, materiale della gente è fondamentalmente frutto – tu stesso lo dici – “di una rassegnazione dilagante”…”di una città quanto mai divisa e sfiduciata” – sfiduciata aggiungo io nei confronti della politica schifosa fatta negli anni (e voi non ve ne potete sottrarre!), vessata da “tacito ricatto occupazionale ed economicoma ciò non vuol dire che comunque non partecipino al dolore per le vittime e all’angoscia per la paura di ciò che può accadere!!!

ANZI PROPRIO PERCHÉ SIAMO CONSAPEVOLI DELLE ADESIONI CHE CONTINUAMENTE RICEVIAMO, CONTINUIAMO AD AVERE LA FORZA DI URLARE AL MONDO INTERO LE RAGIONI OGGETTIVE E MAI SOGGETTIVE DI UN’INTERA COMUNITA’ DERUBATA DELLA PROPRIA DIGNITA’ E TURLUPINATA NEI PROPRI INTERESSI MORALI E MATERIALI… CAZZO!

Ma mi sai dire da che parte stai? Capisco (con ironia) che voi vediate gli operai e le loro famiglie come un buon bacino di voti (le Regionali…) ma se qualcuno doveva muoversi per cercare soluzioni alla loro situazione chi doveva e poteva farlo se non la Giunta Regionale, la quale sono anni che la stessa sta lassù come un ragno nel buco!

E allora se vogliamo scendere sul piano della politica (non quella vera, della “polis”, ma quella delle fazioni partitiche) e sulle adesioni, tu che sei di Rifondazione… quanti ne rappresenti che la pensano proprio ma proprio come te e Marco, perché sia ben chiara una cosa: tu non sei l’unico di Rifondazione che conosco!!! E non mi pare proprio che al vostro interno la pensiate tutti uguale!!! Anzi di maretta ce n’è, eccome! E sono in molti dei “vostri” a dire “Che ca—o avete combinato!”.

Certo al momento delle elezioni sarete pure compatti, ma parecchi si dovranno tappare il naso se devono votare Marco alle prossime Regionali!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Quello che dalla tua lettera traspare evidentemente, chiaramente, palesemente, senza ombra di dubbio, è uno sterile tentativo di giustificare un operato, una presa di posizione, che solo l’orgoglio politico vi continua e ti continua a far sostenere.

Tanto per dirne una: i tanto declamati “paletti” posti dalla Regione con le “Prescrizioni Regionali”.

PARLIAMOCI CHIARO! Chi ha potuto o voluto leggere le prescrizioni tecniche del CTR (Comitato Tecnico Regionale dei Vigili del Fuoco, per intenderci) ha visto chiaramente che la Regione non si è inventata NULLA DI NUOVO!

Ah già dimenticavo! C’è la scusante che se non gli dava la concessione la Regione lo faceva il Berlusca! Una scusa che persino i più acerrimi antiberlusconiani non la bevono più!

Parliamo del Sindaco di Falconara.

Tu dici del Sindaco “Perché non ci spiega come ri-occupare la forza lavoro, perché non ci spiega come assorbire l’indotto, perché non ci spiega come reperire l’energia elettrica” io invece ti controbatto… e perché tutto questo non lo fa la Regione che già in parte lo avrebbe dovuto fare (come il Piano Energetico Regionale) a tempo dovuto e debito!!!

INVECE DI CHIEDERE A TUTTI I PARLAMENTARI l’aiuto per studiare un futuro senza raffineria… perché non l’ha fatto la Regione che aveva o poteva avere mezzi, strumenti e soldi per farlo! L’unico studio esistente, ordinato all’ultimo, quello dello SVIM, nel “suo piccolo” è comunque riuscito a dare un indirizzo futuribile differente e di speranza, MA se NOI COMITATI non fossimo riusciti ad averne notizia e divulgarlo, non solo passava in secondo piano, come comunque hanno fatto, ma probabilmente col cavolo che se ne sarebbe saputo mai qualcosa!

Un’altra cosa mi ha fatto molto rabbia: tante parole tu spendi e tanti spendono per i lavoratori, ma poche, pochissime troppo poche vengono spese per i cittadini !! Ora hai pure il coraggio di inveire contro i cittadini che protestano (peraltro il sig. Cognini neanche lo conosco, ma ha tutta la mia comprensione!) come se dovessero essere loro a dover creare soluzioni? E questo non è sciacallaggio politico? Anche tu una volta prendevi le difese dei nostri diritti, come anche Marco, che ricordo a causa di un manifesto sull’argomento prese addirittura una denuncia dall’API.

E adesso ti rimangi tutti quei bei discorsi? Vergognati!

Hai rivolto tanti perché al Sindaco, io anche ne formulo altri rivolti a te, a Marco, a tutti gli Amministratori ed alla Giunta regionale: perché non ci spiegate come intendete tranquillizzare i cittadini? Come tutelare la loro sicurezza ed incolumità (come si è visto i “paletti” non garantiscono nulla!)? Come risarcirli dei loro danni morali e materiali?

Al contrario di te, io non rappresento alcun partito, a prescindere dalle mie personali ed intime idee politiche che comunque mi rendono libero di votare chiunque (da destra a sinistra!), e come me lo sono tutti gli altri che conosco all’interno dei comitati, pertanto NOI, campagna politica per le prossime Regionali non abbiamo bisogno di farla! Però è anche vero che siamo come la Chiesa… per risolvere i nostri problemi (contingenti e non elettorali) abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti! Pertanto le problematiche che continuamente solleviamo e presentiamo pubblicamente, se sono raccolte da un gruppo o personaggio politico che di volta in volta le usa per cavalcare le nostre battaglie, ben venga, aumenta la diffusione, l’informazione della situazione e la speranza che i nostri problemi possano vedere una soluzione. Ma tu, caro Massimo, questa volta mi dai proprio l’impressione che stai cavalcando… il “cavallo” sbagliato! Un cavallo nero che ci fa paura!

Caro Massimo, come sono lontani quei bei tempi, quando eravamo un bel gruppo di amici spensierati che organizzavamo e ci divertivano alle feste in spiaggia!

A quel tempo non parlavi così, e non parlavi così nemmeno nella tua prima campagna elettorale, caro Massimo.

Da quella volta, a parte la realtà problematica in cui vivo, fondamentalmente io non sono cambiato…TU SI’!

Ho una birra in frigo portata da un amico dall’Irlanda, l’avevo lasciata per qualcosa di speciale, la berrò ora, alla tua salute, ai bei tempi andati.

Ciao

Franco Budini

Alba del III° Millennio.
Politica, mangiatrice di cervelli,

il tutto ed il contrario di tutto dove ogni logica perde significato!

 

27.09.2004

Massimo Marcelli Flori  (Capogruppo PRC Comune di Falconara Marittima – AN)

CI RISIAMO

Ancora una volta la città di Falconara vive momenti di paura, ancora una volta cittadini smarriti chiedono aiuto alla sorte, ancora una volta un lavoratore perde la vita, ancora una volta gli sciacalli del minuto dopo elargiscono verità e certezze e ancora una volta la precarietà sul futuro evidenzia dipendenze e vincoli rispetto ai quali la politica non sa rispondere unita. Alcuni dati incontrovertibili esistono: l’azienda API palesa inaffidabilità, risulta evidente la volontà di concertare soluzioni idonee e nel contempo agire in maniera difforme e risulta evidente la volontà di continuare nella spremitura del territorio falconarese seguendo non le regole della difficile ma indispensabile convivenza (peraltro già oggettivamente difficile) quanto piuttosto i dettami schiacciasassi di un capitalismo deregolato. Altro elemento purtroppo presente come costante è l’assenza di una coesione nella città, se il giorno successivo all’incidente, nella manifestazione indetta dai Comitati Cittadini c’erano circa trecento persone (su 28 mila) emergono con forza le contraddizioni connesse alla presenza della raffineria: il tacito ricatto occupazionale ed economico, una rassegnazione ormai dilagante, il tentativo maldestro da parte di molti di accreditarsi come gli unici interlocutori credibili minano l’unità e la compattezza di una città quanto mai divisa e sfiduciata. Di questa città dobbiamo parlare, senza proclami inutilmente roboanti e consapevolmente vuoti e senza quella demagogia di cui spesso è infarcito il dibattito politico comunale e sovracomunale. Lo confesso, provo una forte invidia per chi ha incrollabili certezze, per chi ha sempre una soluzione facile ed immediata, per chi non ha dubbi. Come invidio il sindaco di Falconara, lui ha detto “l’API se ne deve andare” (dal 1997 al 2002 diceva davvero ben altra cosa!). Perché non ci spiega come, perché non ci spiega come ri-occupare la forza lavoro, perché non ci spiega come assorbire l’indotto, perché non ci spiega come reperire l’energia elettrica perché oltre a fare innumerevoli proclami sulla stampa non ci da queste risposte, lo so perché, perché non lo sa! Come non lo so io, come non lo sanno i trecento in piazza e i 27.700 a casa, come purtroppo, a tutt’oggi non lo sa nessuno! Personalmente, da falconarese, cioè come uno dei 28.000 che non da oggi convive con difficoltà con l’API provo un certo fastidio nell’ascoltare (e forse non dovrei farlo) i proclami di presunti taumaturghi come un certo signor Cognini, che afferma: “con API si muore, quell’impianto deve sparire per sempre dall’orizzonte delle nostre città”, che intuizione geniale, ovviamente anche lui omette di dire come. Ora lui, come tanti altri finito il clamore mediatico, sposterà i poteri taumaturgici verso altre lidi e noi ci sentiremo un po’ orfani delle sue saccenti verità. E i colleghi, i miei colleghi consiglieri, i DS e la Margherita falconarese, fermi compunti, anche loro senza uno straccio di soluzione, ma decisi  nel percorso della dismissione, bene bravi, mi chiedo: i DS e la Margherita posseggono la maggioranza relativa del consiglio Comunale di Falconara, del consiglio Provinciale di Ancona del consiglio Regionale delle Marche  il sindaco Carletti, il presidente Giancarli e il presidente D’ambrosio, non appartengono forse ai Democratici di Sinistra? E’ lecito chiedere un minimo (davvero un minimo) di coerenza tra enti che vedono presidenze dello stesso Partito? Quanto mai attuale per i Ponzio Pilato della vallesina il vecchio adagio “tanto peggio tanto meglio”. Poi c’è l’esigenza ossessiva, la ricerca del capro espiatorio che taciti coscienze, colui che è mandato avanti come comodo paravento di responsabilità altrui. L’ho più volte detto a Marco (Amagliani) tu vai avanti, cerchi soluzioni, di sporchi le mani su un problema che tutti a vario titolo hanno scansato dalla pratica politica e comunque farai non andrà mai bene, qualunque passo avanti non sarà mai sufficiente, ci sarà sempre quel “più uno” che renderà (apparentemente) vani gli sforzi fatti. Invece lui ci si è sporcato le mani, in una torta già preconfezionata da altri, non ha accettato supinamente quanto già deciso, e ha cercato di migliorarlo, questo deve fare un amministratore pubblico, questo fanno i comunisti. Come sarebbe stato facile, non accettare la delega di assessore all’ambiente, saltare sul banco dei pubblici ministeri urlando “via l’API senza se e senza ma”. Comodo, facile, opportunistico. Invece così non è stato e personalmente sono contento che sia andata in altro modo, sono contento di militare in un Partito che non rifugge le responsabilità ma le affronta sempre e comunque, senza guardare indietro senza accontentarsi dello “stato di cose presente” ma cercando con ostinazione e fermezza di modificarlo, di migliorarlo. Anche per questo ringrazio Marco, Non scrivo queste poche righe per offrire panacee a tutti i mali di Falconara, lascio il qualunquismo e la faciloneria ad altri, quello che con grande umiltà vorrei fare è un appello all’assunzione di responsabilità da parte di tutti.Quanto fatto, il protocollo, le prescrizioni non bastano? Miglioriamoli. Pensiamo ad uno scenario differente? Studiamolo. Ma per favore, astenersi sciacalli. Occorre un impegno comune, fattivo, se possibile privo di opportunismo occorrono atti concreti, non aria fritta. Faccio delle proposte concrete. Perché il comune di Falconara non ritira fuori i soldi per finanziare uno studio di fattibilità come aveva votato il Consiglio Comunale ma come la giunta non ha mai fatto, non è del resto questo l’obiettivo scaturito dall’incontro con Regione e Provincia?

Perché i parlamentari eletti nei collegi delle Marche non fanno una seria proposta di legge speciale per Falconara?

Sen. Amedeo Ciccanti; Sen. Luciano Magnalbò; Sen. Mario Cavallaro; Sen. Marina Magistrelli; Sen. Guido Calvi; Sen. Giuseppe Mascioni; Sen. Alessandro Forlani; Sen. Stefano Bastianoni; On. Orlando Ruggieri; On. Gianluigi Scaltritti; On. Francesco Zama; On. Valerio Calzolaio; On. Paola Mariani; On. Luigi Giacco; On. Eugenio Duca; On. Renato Galeazzi; On. Marco Lion; On. Renzo Lusetti; On. Armando Cossutta; On. Pietro Gasperoni; On. Maurizio Bertucci; On. Giulio Conti; On. Roberto Giochetti; On. Marisa Abbondanzieri, perché non cercate di reperire quella materia indispensabile per studiare, per prescrivere e per attuare cioè i quattrini?

Ognuno faccia la propria parte, ma la faccia davvero, non attendendo come un avvoltoio che aleggia sopra la raffineria il prossimo incidente, magari cinicamente il prossimo morto, utilizzandolo come vetrina per interessi di piccola bottega, ma attivandosi fattivamente per quei 28.000 cittadini che ancora una volta chiedono aiuto, impegno, ma soprattutto risposte certe.

 
l'interrogazione presentata da Marco Moruzzi (Verdi) al Consiglio Regionale

Al Presidente del Consiglio Regionale

Sede

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta su "Incidente API del 8.9.2004"

Considerato, che l'incidente alla Raffineria API di Falconara, occorso questa mattina alle ore 7.15, con l'esplosione e l'incendio di impianti e camion destinati alla movimentazione dei prodotti bituminosi della raffineria, ha determinato: il decesso di un lavoratore ed il ferimento di altri tre lavoratori, la dispersione nell'aria di frammenti delle strutture incendiate proiettandoli fin dentro l'abitato, la fuoriuscita di una colonna di fumo nero contenente sostanze tossiche che non si è dispersa verso l'alto, ma ha anche investito il centro abitato di Falconara

Il sottoscritto Marco Moruzzi consigliere gruppo verdi interroga il Presidente della Giunta regionale per conoscere

  1. Con quale dinamica si è svolto l'incidente alla Raffineria considerato che gli asfalti non sono prodotti facilmente incendiabili.
  2. Per quale motivo non è scattato immediatamente il Piano di Emergenza Esterna, dato che dal momento dell'incidente, a quello in cui auto con altoparlanti hanno iniziato a circolare nei quartieri per comunicare agli abitanti di allontanarsi, sono trascorsi 1ora e 45 minuti.
  3. A quali determinazioni è arrivata la Giunta Regionale di fronte a questo ultimo incidente che rivela come nonostante il rinnovo ventennale della concessione all'API di Falconara, l'azienda non ha offerto tutte le garanzie di sicurezza possibili per gestire questi impianti.
  4. Come si intende rafforzare il sistema di sicurezza e di controllo e se e come è rinegoziabile il rinnovo della concessione ventennale anche alla luce degli ultimi fatti.
 

CONFERENZA STAMPA ALLEANZA NAZIONALE DI FALCONARA M.MA
GRUPPO CONSILIARE CIRCOLO TERRITORIALE "G.PICCIONI"

E’ innanzi tutto necessaria una completa inversione di rotta dei vertici Api, Regione e Sindacati, se questo non accadrà non ci sarà soluzione e la Raffineria continuerà ad essere troppo pericolosa per la città e quindi inevitabilmente incompatibile. Si deve perseguire la linea dell’area ad elevato rischio ambientale ma si devono anche programmare, in maniera certa e puntuale, con tempi precisi e non aleatori, i passi da compiere per arrivare, nell’arco di massimo due decadi, alla riqualificazione dell’area di raffinazione e la riconversione dello stabilimento in attività intrinsecamente sicure e per la produzione di energia con il minor impatto ambientale ;in questo modo si potranno mantenere i livelli occupazionali esistenti e, nel frattempo, raggiungere le più elevate condizioni di sicurezza possibile per la tutela della salute e dell’ambiente imponendo prescrizioni sanzionatorie chiare e restrittive , diversamente da quelle proposte con la convenzione firmata da D’Ambrosio e Amagliani.

In base a tale situazione l’Azienda, la Regione , la Provincia e il Comune devono programmare insieme dei precisi obiettivi di intervento a breve termine (in un anno al massimo) per raggiungere i livelli di sicurezza degli impianti più sicuri d’Europa e questo a costo di ristrutturare interi impianti. Per poter salvaguardare i livelli occupazionali e la valorizzazione delle professionalità, il Sindacato dovrà collaborare positivamente a questa ristrutturazione per garantire ai lavoratori la sicurezza e l’incolumità fisica nel posto di lavoro.

La raffineria Api nell’attuale configurazione è certamente incompatibile con la città di Falconara e la sicurezza dei suoi abitanti, ma AN ritiene che se API avrà la capacità di cambiare le proprie strategie industriali, di trasformarsi e diversificarsi, potrà convivere con il territorio con fatti concreti e non per legge e/o certificazioni.

Alla luce del consolidato trend di riduzione dei consumi di benzine e di sviluppo del mercato del carburante diesel, con particolare riferimento al diesel senza zolfo ed al biodiesel, Alleanza Nazionale propone di vincolare la proroga della concessione alle seguenti azioni:

  • innalzare gli attuali livelli di sicurezza con rilevanti lavori di ristrutturazione a tutti gli impianti e/o macchinari ormai datati o comunque obsoleti, e quindi l’aggiornamento della raffineria con l’applicazione dei metodi previsti dalle B.A.T. (Best Available Techniques) fissati dalla direttiva IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control);

  • l’istituzione di laboratori di ricerca, in accordo ed in associazione ad altre strutture istituzionali e universitarie, su fonti energetiche non convenzionali come per esempio le celle a combustile e l’energia solare;

  • l’istituzione di una commissione permanente per il controllo di tutte le prescrizioni, con membri in rappresentanza di tutti gli Enti Istituzionali coinvolti, che con scadenza annuale verifichino i provvedimenti presi dall’Azienda in materia di manutenzione e ristrutturazione;

  • la riduzione della produzione di benzine e la disattivazione di alcune cisterne di deposito di esse, con particolare riferimento a quelle più vicine al centro abitato ed alle vie di comunicazioni.

  • la produzione biodiesel con olii vegetali;

  • la produzione di energia elettrica a basso impatto ambientale, costruendo gruppi da 400/800 Mwatt a ciclo combinato (metano e vapore), con progetti di teleriscaldamento/teleraffeddamento degli insediamenti residenziali in linea con le più moderne tendenze di risparmio energetico applicate agli insediamenti civili;

  • l’arretramento e smantellando di serbatoi e impianti di raffinazione in modo tale da predisporre una estesa fascia di sicurezza a verde tra la città e gli impianti stessi.

  • rendere disponibili prodotti di altissima qualità ambientale (gasoli con zolfo a 10 ppm rispetto agli attuali 350 ppm, benzine con zolfo a 10 ppm );

  • migliorare ulteriormente l’impatto ambientale in termini di emissioni di SO2 , NOx, polveri e VOC, in linea con la direttiva IPPC che richiede l’eventuale adeguamento entro 2007 dell’esistenti strutture impiantistiche alle BAT;

  • minimizzare il pregresso inquinamento del sottosuolo e prevenire possibili inquinamenti futuri attraverso un’articolata serie di interventi di impermeabilizzazioni di terreni e dei fondi di serbatoi, con monitoraggio continuo di tutto il complesso industriale;

Tutte queste azioni dovranno essere finanziate per quel che possibile dai Fondi Europei ed i rimanenti dall’Azienda stessa. Alleanza Nazionale ritiene quindi che si debba passare subito ad azioni concrete, che rendano coerenti le impellenti necessità della collettività con quelle di sopravvivenza degli attuali livelli occupazionali.

 

l'ordine del giorno presentato da Franco Benedettelli (consigliere comunale DS) in data 18/08/04 e che verrà discusso al prossimo consiglio comunale del 28/09/04.

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ORDINE DEL GIORNO

PREMESSO CHE

La Regione Marche tramite Decreto Del Direttore del Dipartimento Territorio e Ambiente n° 18/03 del 30.06.2003 rinnovava  fino al 2020 la Concessione per la lavorazione e il deposito di oli minerali della Raffineria di Falconara M.ma alla Società API Raffineria di Ancona S.p.A. e che tale Decreto  prevedeva testualmente all’art. 34

Nel rispetto delle competenze e delle procedure vigenti, conseguenti all’inserimento del sito di raffineria tra quelli di interesse nazionali, l’Azienda dovrà accelerare il processo di approfondita analisi del fenomeno nonché quello di bonifica delle aree contaminate secondo un’adeguata tempistica, che tenga conto dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili;

IL CONSIGLIO COMUNALE

VISTO CHE

Il profondo e diffuso inquinamento del terreno su cui insiste la Raffineria API è attualmente oggetto di indagine penale per la valutazione dei comportamenti tenuti sia dai massimi dirigenti dell’azienda delegati al compito, sia dalla impresa incaricata di fornire dati e soluzioni per la bonifica del suolo.

Tali comportamenti, infatti,  sono al vaglio della Procura della Repubblica che sta indagando per valutare il rinvio a giudizio dei tecnici della società e dei vertici API dopo la denuncia a suo tempo presentata dall’ARPAM.

A RIGUARDO

ritiene necessario rilevare ancora una volta la grave situazione di inquinamento del terreno su cui insiste l’API, con possibili ripercussioni sulla salute pubblica e sulla compromissione irreversibile del suolo anche nel tempo e riaffermare ulteriormente la illegittimità del rinnovo ventennale della concessione rilasciata nonostante l’insoluta questione della bonifica dei suoli inquinati

INVITA

la Regione Marche  a revocare, o , quanto meno a sospendere il proprio provvedimento di concessione n° 18/2003 del 30/06/2003, già rilasciato alla Raffineria, fino a quando non si sarà proceduto al più approfondito accertamento degli studi di bonifica dei suoli inquinati e alla attuazione delle operazioni relative al loro disinquinamento, se ed in quanto attuabili.

RITIENE OPPORTUNO

a garanzia dell’esito dei suddetti accertamenti e delle relative opere che il Comune di Falconara M.ma, Ente territoriale più di ogni altro interessato alla piena realizzazione della bonifica dei siti al fine del disinquinamento del proprio territorio, rivendicare la diretta partecipazione agli studi di ricerca e di accertamento dell’inquinamento nonché ai lavori successivi fino all’integrale bonifica attraverso propria ed apposita struttura – il CAM Bonifiche spa – unica a poter rassicurare l’Ente della validità degli studi ed accertamenti eseguiti nonché dell’efficacia delle operazioni di bonifica condotte al fine del disinquinamento dei suoli.

INFORMA ANCHE

per rafforzare la tesi della revoca o sospensione  della concessione del rinnovo,  che la Raffineria a tutt’oggi non ha ancora provveduto a ritirare il ricorso al Tar contro la qualifica di area ad alto rischio ambientale,  nonostante gli impegni presi con la Regione Marche in sede di rinnovo della concessione.

 

Il testo della risoluzione che il consigliere regionale Cristina Cecchini di Sinistra Democratica presenterà mercoledì 15 settembre 2004 in Consiglio Regionale in merito alle comunicazioni del presidente della regione dell’incidente accaduto alla raffineria API.

Evidenziamo da subito l’assurdità della decisione imposta in sede di riunione dei capigruppo consiliari di contingentare a pochi minuti i tempi per la discussione sulla comunicazione del presidente .

Tale decisione è ancor più grave se si pensa al fatto che interviene dopo 45 giorni di inattività del consiglio regionale e su una vicenda, incidente alla raffineria Api, di rilievo nazionale e dai gravissimi risvolti per la salute della popolazione, la vita dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente

Al Presidente del Consiglio Regionale
Prof. Luigi Minardi

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Sede

RISOLUZIONE

Oggetto: INCIDENTE ALLA RAFFINERIA API  DI FALCONARA DEL 8/09/2004

Presentazione di RISOLUZIONE sul punto 1 all’ODG del Consiglio Regionale del 15/09/04

TESTO

Il Consiglio Regionale delle Marche

PREMESSO

Che in data 30 giugno 2003 la Regione Marche ha rinnovato con un anticipo di 5 anni sulla scadenza la concessione per la lavorazione e il deposito di oli minerali sino al 2020, siglando anche un protocollo d’intesa;

Che successivamente anche la  Provincia di Ancona ha firmato il Protocollo,

Che le decisioni assunte dalla giunta regionale sono avvenute contro la volontà della maggioranza della popolazione (come dimostra il sondaggio realizzato da Datamedia su commissione di Sinistra Democratica), i cittadini costituiti in comitato, altre realtà sociali e civili del territorio,il Consiglio Comunale di Falconara  giustamente allarmati dal crescente impatto ambientale dell’impianto in questione classificato su scala nazionale, com’è ormai noto, tra gli impianti ad alto rischio ambientale

VISTO

Il gravissimo ed ennesimo incidente verificatosi, in data 8/09/2004, alla Raffineria API di Falconara che ha provocato tragiche conseguenze per la vita umana con un morto e diversi feriti alcuni dei quali gravissimi nonché per la qualità dell’aria e dell’ambiente circostante. Incidente da considerarsi di categoria 3 secondo la direttiva Severo bis

Le gravi inadempienze dell’azienda in ordine al rispetto delle prescrizioni in modo particolare sul punto ACQUE. L’azienda doveva monitorare giornalmente gli scarichi e dei quattro fossi che attraversano la Raffineria invece  “nel fosso Rigatta si è provveduto a contenere la fuoriuscita del bitume” per ammissione della stessa dirigenza API …..

PRESO ATTO

Che la raffineria API, nonostante i protocolli e le formali assicurazioni espresse dall’azienda, è un  impianto industriale che non si riesce a tenere sotto controllo e che è fonte di continui incidenti mortali sul lavoro, di gravissimi pericoli per la vita delle popolazioni vicine, di continui danni ed inquinamenti dell’aria e dell'ambiente circostante.

RAVVISATO

Che il mantenimento di tale complesso industriale è INCOMPATIBILE con l’ambiente circostante

RICHIAMATO

Le posizioni assunte dal comune di Falconara
Le prese di posizione assunte da altri comuni della costa

Il Consiglio Regionale

 IMPEGNA

 la Giunta Regionale
  1. ad attivare immediatamente le procedure per la revoca del protocollo d’intesa con la Raffineria API di Falconara ;
  2. ad attivare, contestualmente, le procedure per la firma di un protocollo di dismissione e di delocalizzazione dell’impianto  in questione
  3. a sostenere le iniziative che il sindaco e la città di Falconara intende porre o abbia già posto in atto per perseguire l’obiettivo di dare attuazione alla previsione contenuta nel PRG di liberare l’area dalla raffineria
 

Matteo Astolfi (Capogruppo Consiliare di Alleanza Nazionale di Falconara M.ma)

FALSI BUONISMI E SOGNI IRREALIZZABILI

A seguito delle dichiarazioni della Dirigenza Api e delle contrastanti testimonianze dirette dei lavoratori che hanno assistito all'incidente, sento il dovere di aggiungere quanto segue.
Il vero problema dell' Api Raffineria (e sottolineo raffineria) è lo stato di precaria sicurezza di una gran parte dell'impianto di raffinazione, questo è evidentemente vetusto e con sistemi di vecchia generazione.
Questa situazione non è certamente nuova, ma si trascina da molti anni.
Dirigenza Aziendale e Dirigenza Sindacale sono responsabili ,in ugual modo, di questa situazione ma soprattutto la connivenza di Regione e organi preposti al controllo non ha dato nessuno stimolo al modificare della linea d'azione fin qui adottata.
Dirigenza Api che scarica le colpe ai lavoratori interni ed esterni, come se non fosse essa stessa a sceglierli e a doverli addestrare, Dirigenza che si ricorda della cittadinanza solo quando ne ha bisogno per ingraziarsi il politico di turno.
Sindacato e Sindacalisti che si accorgono di impianti obsoleti o sistemi di sicurezza inadeguati troppo tardi ,sempre pronti a scendere in piazza solo ad incidente avvenuto, con la faccia tosta di ergersi come ultimo baluardo in difesa degli operai dopo che ha fatto il servo al padrone fino al giorno prima. Ma che a bocce ferme fa precipitare tutto nel dimenticatoio.
Regione Marche che si crede di risolvere i problemi con semplici tratti di penna, protocolli frettolosi e senza il consenso di tutti le parti in causa.
E chi ne fa le spese? Sono i cittadini e gli operai, i quali fin troppe volte si sono ridotti a farsi la guerra , una battaglia tra poveri magistralmente architettata da chi non vuole che ci sia un fronte comune e compatto a chiedere sicurezza, ambiente pulito e lavoro, senza che uno di questi sia barattato a scopi politici o economici.
E' inoltre certo che se non ci sarà un'inversione di rotta dei vertici Api, Regione e Sindacati non ci sarà soluzione e la Raffineria continuerà ad essere troppo pericolosa per la città e quindi inevitabilmente incompatibile (è molto facile cambiare un macchinario, molto meno una persona).
Ora c'è bisogno di chiarezza. Le responsabilità devono essere accertate, le inadempienze individuate e da questo momento tutti i soggetti in causa devono lasciare da parte i falsi buonismi e i sogni irrealizzabili, per mettere sul tavolo seriamente tutte le problematiche ed i loro migliori rimedi.

 

COMUNICATO STAMPA: MARGHERITA FALCONARA

La Margherita di Falconara in merito al nuovo grave incidente accaduto ieri  alla raffineria API nell’esprimere la più profonda solidarietà alla Famiglia dell’operaio deceduto, ai feriti e a tutti i lavoratori riconferma il proprio convinto sostegno alle posizioni assunte dall’Amministrazione Comunale in occasione del rinnovo della concessione alla Raffineria.

Pur consapevoli che in momenti tragici occorre equilibrio e saggezza evitando inopportune speculazioni, la Margherita è convinta che dopo questo ennesimo incidente che ha tenuto con il fiato sospeso una intera città ed un ampio comprensorio per oltre tre ore creando anche notevoli disagi e disservizi alla collettività deve essere sospeso e rivisto il rinnovo della concessione data alla raffineria API.

E’ ormai evidente che la coesistenza tra la raffineria e la città alle condizioni attuali è insostenibile e impraticabile per cui non rimane che lavorare seriamente nel medio-lungo periodo in direzione di quei programmi di riconversione per un nuovo modello di sviluppo  dell’intera area Nord della città quale emerge dal Piano Regolatore e dagli atti ufficiali di applicazione dello stesso, proposti dalla Giunta e approvati dal Consiglio Comunale.

Un problema tanto complesso ha bisogno di risposte di ampio respiro ragionate e condivise e non può essere risolto con provvedimenti improvvisati e di piccolo cabotaggio contenuti nel protocollo d’ intesa della convenzione.

La Margherita di Falconara ribadisce con forza e convinzione, la priorità delle scelte del Comune sul proprio territorio, titolarità che non può essere usurpata da nessun altro organo sovracomunale.

La Margherita di Falconara sollecita i propri rappresentanti negli organismi provinciali e regionali e nelle Istituzioni, a dare il proprio convinto contributo, con una decisa, ed incisiva azione politica perché questo processo di riscatto della città trovi il giusto compimento, a sostegno delle priorità delle mai dimenticate autonomie locali.

Il Presidente Marco Salustri

 

COMUNICATO STAMPA: DS FALCONARA

8 SETTEMBRE 2004 NUOVO INCIDENTE ALLA RAFFINERIA API

A poche settimane dall’anniversario della tragedia del 25 Agosto 1999 un nuovo drammatico incidente ha investito la nostra città. 

Ancora una volta la raffineria. Di nuovo lutto, paura, preoccupazione. 

I DS di Falconara ritengono che la Regione Marche debba rapidamente giungere ad un provvedimento di revoca della concessione ventennale rilasciata nel giugno dello scorso anno con un provvedimento frettoloso che non trova ancora oggi alcuna giustificazione visto che la concessione già in possesso dell’API sarebbe scaduta nel 2008!!! 

Ora basta, questa città non può continuare, come è accaduto per decenni, ad essere ostaggio di interessi e scelte che nulla hanno a che vedere con quanto sostengono i cittadini ed i loro rappresentanti. 

I DS di Falconara ripetono ancora una volta come la collocazione degli impianti così pericolosi sia drammaticamente incompatibile con gli interessi strategici di un’area ben più vasta del solo comune di Falconara. 

Anche oggi abbiamo dovuto assistere al tragico spettacolo di un paese interrotto, isolato, con la grande rete delle comunicazioni nazionali, regionali, locali che qui è collocata paralizzata e resa inservibile dal grave rischio che si stava prospettando. 

Cos’altro  deve accadere per indurre la Regione Marche a rivedere le scelte compiute? 

I DS di Falconara di fronte alla gravità di questi fatti, alla luce dell’altra inchiesta della Magistratura sulla presunta falsificazione dei dati relativi alla bonifica dell’inquinamento del terreno della raffineria chiedono alle strutture regionali del partito, al Segretario regionale, al Capo Gruppo DS nel Consiglio Regionale di promuovere tutte le azioni necessarie al ritiro della concessione in modo di poter svolgere ogni necessario approfondimento che vada nella direzione del rispetto della volontà dei cittadini di Falconara. 

Segreteria Democratici di Sinistra Falconara

 

COMUNICATO STAMPA: Alleanza Nazionale

Pur non conoscendo ancora le reali cause che hanno scatenato il tragico incidente di questa mattina, i fatti confermano le nostre forti perplessità sulle gravi incompatibilità tra raffineria e città.
La Regione ci aveva fatto credere che da un giorno all’altro l’impianto, grazie alla stipula della loro miracolosa Convenzione, era divenuto più che sicuro , il più sicuro d’Italia; che tutte le cause che avevano dichiarato Falconara ad elevato rischio ambientale erano state rimosse grazie a loro. Il clima era diventato positivo e rilassato e i vertici della raffineria regalavano fiori alla cittadinanza e alle Autorità. Oggi, da quanto apprendiamo in una nota del Sindaco, non ha neppure ritenuto necessario informare il Comune dell’incidente impedendo una immediata attivazione del piano di emergenza esterno. Il placebo D’Ambrosio-Amagliani non ha fatto effetto ovviamente e chi ci ha rimesso sono stati operai e abitanti, non certo i firmatari della Concessione e della Convenzione.
E a queste colpe non ci si può sottrarre neppure la Provincia che ha teso , dopo un imbarazzante ricatto politico, la mano agli scopritori del benefico farmaco D’Ambrosio-Amagliani.
Alleanza Nazionale ha sempre sottolineato l’importanza della sicurezza, che deve esser messa prima di ogni altra cosa e che non può essere barattata con nessun altro interesse sia esso di tipo commerciale, politico e sindacale.
AN dà la disponibilità a collaborare e interagire con qualunque interlocutore politico, istituzionale e non che voglia garantire fattivamente la sicurezza e l’ambiente della città di Falconara.
Ora attendiamo un’altra lettera del “compagno” Amagliani che ci spieghi le vere scelte del centrosinistra marchigiano, del perché la storia di odio-amore tra città e raffineria non è cambiata e se ancora il suo amore per l’Api non si è affievolito.

Il Gruppo Consiliare di Alleanza Nazionale
il Circolo Territoriale di Alleanza Nazionale

 

COMUNICATO STAMPA: GRUPPO COMUNISTA - Regione Marche

Le notizie che giungono dalla Raffineria API per un altro grave incidente destano grandissima preoccupazione perché si aggiungono ad altri fatti anche recenti, come la morte di un operaio al Cantiere Navale. Il tema della sicurezza sul lavoro deve essere al di sopra di tutto, in special modo in luoghi a rischio come la Raffineria. L’ipostesi di un altro morto, che ci auguriamo smentita dal ritrovamento dell’operaio disperso, getta tutti nello sconforto.

I Comunisti Italiani sono vicini e solidali con i lavoratori e con i Sindacati della Raffineria. A questo punto occorre una seria verifica del protocollo d’intesa tra Regione e Proprietà che portò al rinnovo della concessione proprio a riguardo della sicurezza interna ed esterna.

Il Presidente del Gruppo Comunista - Cesare Procaccini

 

Sergio Badialetti (Consigliere comunale VERDI Falconara M.ma)

Le considerazioni che mi sento di fare a seguito di questo ennesimo grave incidente presso la raffineria api sono le seguenti :

1) INFORMAZIONE TEMPESTIVA - Nei minuti immediatamente successivi agli incidenti è NECESSARIO dare informazioni ed eventuali disposizioni alla popolazione, rassicuranti o allarmanti secondo i casi, da trasmettere, oltre che con diffusione sonora e via radio, anche con tabelloni luminosi, del tipo di quelli presenti in autostrada. Occorre anche documentare il più possibile il fenomeno, con foto, filmati, appunti su quanto accade.

2) CONTROLLO A DISTANZA - Occorre dotarsi di strumenti che consentano, pur trovandosi a distanza, di avere il polso della situazione. A questo scopo ritengo necessaria l'installazione di telecamere costantemente puntate sulla raffineria api, consultabili via internet.

3) INTERNET - Anche la pubblicazione di comunicati su un sito internet si rivela uno strumento utile alla diffusione di corrette informazioni. In questa occasione si è distinta l'opera fatta dai Comitati Cittadini, che quasi in tempo reale hanno pubblicato informazioni sul loro sito.
Dovrebbero fare altrettanto le Istituzioni, quali la Prefettura, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, ma anche Regione, Provincia e Comune.

4) RESPONSABILITA' -  Per quanto riguarda l'incidente accaduto oggi ritengo necessario appurare :
- se gli adempimenti previsti dai piani di emergenza sono stati rispettati dall' api.
- se il bitume che si è incendiato era esclusivamente frutto dell'attività di raffinazione dell' api, o se si trattava anche di materiale proveniente da altri impianti, destinato alla centrale di cogenerazione.
- qual è stato il ruolo delle squadre antincendio interne alla raffineria.
- se le esplosioni (udibili a qualche chilometro di distanza) e l'incendio hanno causato, oltre al forte inquinamento dell'atmosfera, anche danni all'esterno della raffineria (nel sito dei Comitati si dice che pezzi dei serbatoi sono caduti nell'abitato di Villanova...) e danni alle persone.

5) CHI PAGA I DANNI ?? -  Il blocco della ferrovia e le deviazioni del traffico hanno causato disagi ad un elevato numero di cittadini che hanno subito ritardi per recarsi ad appuntamenti o presso i luoghi di lavoro. Occorre quantificare l'entità di questi danni, e definire a chi chiedere il rimborso.

6) SOLIDARIETA' - Un pensiero doveroso rivolto ai lavoratori coinvolti nell'accaduto, ai loro familiari, a quanti non sono stati coinvolti solo per fortuna. Ma solo pochi giorni fa in occasione del rincaro dei prezzi dei prodotti petroliferi, esponenti del governo dichiaravano che il nostro sistema di distribuzione è costoso e antiquato... Per questo non basta difendere i posti di lavoro : occorre pretendere per tutti SICUREZZA.

7) MA QUALE PROROGA... - Ancora una volta mi sento di dire che la raffineria api è INCOMPATIBILE con il territorio di Falconara Marittima. Ricordo poi che i "protocolli d'intesa" non sono leggi, delle quali-nonostante la lentezza della giustizia italiana- si puo' esigere il rispetto...

8) PROPOSTA OSSIGENO - In mattinata si era diffusa la voce che invitava i cittadini di Falconara e Ancona a restare in casa chiudendo le finestre. Se in tale situazione si verifica un peggioramento si rimane però "intrappolati". Per questo qualcuno propone di fornire alle famiglie piccole bombole di ossigeno, del tipo di quelle che si utilizzano per le scalate in montagna, che con un'autonomia di circa 6 ore consentirebbero di far fronte a casi di peggioramento della qualità dell'aria, e di allontanarsi dalle situazioni di pericolo.

Distinti Saluti.

 

Dichiarazione di Cristina Cecchini cons. regionale di SINISTRA DEMOCRATICA

L'incidente gravissimo di questa mattina dimostra che la raffineria API non si riesce a tenere sotto controllo. Tutto quello che avevamo sostenuto al momento della sciagurata decisione della Giunta e della maggioranza regionale di rinnovare la concessione purtroppo si è di nuovo verificato con tragiche consequenze per i lavoratori, uno dei quali già morto, e altri feriti gravemente e conseguenze gravi per la qualità dell'aria. Tra l'altro al di là delle dichiarazioni verbali dei vari responsabili, i piani di emergenza hanno mostrato tutti i loro limiti tanto che la popolazione non è stata avvisata e molte abitazioni ( anche a 500 metri) sono state investit dalla ricaduta di elementi solidi dell'incidente. Cosa altro deve succedere perchè la Giunta regionale riveda le sue sciagurate scelte, revocando immediatamente il protocollo di intesa sottoscritto con l'API???? Analoga responsabilità deve assumersi la Provincia di Ancona che ha firmato il protocollo. E' chiaro che in assenza di queste iniziative concrete a nulla valgono le dichiarazioni di Vito D'AMbrosio che condiziona qualsiasi scelta a fronte di eventuali responsabilità interne alla raffineria. Le responsabilità le accerterà la Magistratura. Ma una responsabilità già c'è: ed è quella politica e morale della Giunta e coloro che nella maggioranza a partire dai signori di Rifondazione e dei verdi della provincia di Ancona non sono in grado di garantire la sicurezza e la vita dei cittadini. E' chiaro che in assenza di provvedimenti concreti l'unica cosa utile ai cittadini che potrebbe fare questa Giunta è dimettersi lasciando ad una altra classe dirigente il compito di governare realtà così complesse.

 

  Comunicato stampa dei Verdi (nazionali)

INCENDIO RAFFINERIA API: VERDI, REVOCARE SUBITO CONCESSIONE VENTENNALE

“La concessione ventennale rilasciata dalla Regione Marche all’Api va subito revocata”. Lo chiedono il presidente Alfonso Pecoraro Scanio e il deputato Marco Lion, capogruppo verde in commissione Ambiente.

“L’ennesimo tragico incidente alla raffineria Api – ha dichiarato Lion - ripropone drammaticamente un nodo irrisolto della politica ambientale marchigiana: l’impossibile convivenza tra la raffineria e uno dei centri abitati con densità abitativa tra le più alte nel paese, il comune di Falconara marittima”.

“Lo sviluppo della raffineria e il recente rinnovo della concessione – ha ricordato Lion - sono stati oggetto di un durissimo scontro politico e istituzionale tra chi, come il Comune di Falconara, il suo Sindaco, i cittadini, i Verdi e gli ambientalisti, era per una riconversione dell’area e quanti, maggioranza e opposizione dell’amministrazione regionale, nonostante il tragico incidente del 25 agosto 1999, hanno voluto privilegiare le ragioni dell’industria a quelle della salute e dell’equilibrata gestione dell’ambiente e del territorio, concedendo il rinnovo ventennale della concessione all’Api. Per questo i Verdi hanno deciso di uscire dalla maggioranza in Regione”.

“Falconara, come Marghera e Priolo – ha aggiunto Pecoraro Scanio -, sono simboli della battaglia dei Verdi contro politiche industriali sbagliate che mettono a rischio la vita dei lavoratori e dei cittadini. Serve subito una svolta radicale nella gestione delle industrie a rischio”.

“L’incidente di oggi - ha concluso Lion - ripropone il problema della inaffidabilità gestionale e strutturale dell’impianto Api. A cominciare da uno sviluppo incontrollato di una struttura rimasta obsoleta che già aveva portato al disastro del 1999, nonché di modalità gestionali e della sicurezza totalmente inadeguate, tanto che è in corso un’indagine della magistratura dalla quale emerge come i dati ambientali forniti dalla raffineria fossero stati manipolati per nascondere l’ingente quantità dell’inquinamento del sottosuolo prodotto dall’Api negli anni”.

 

Lettera del Sindaco di Falconara M.ma

Oggetto : Incidente alla Raffineria API - Piano di Emergenza Esterno

In riferimento al comunicato del Comitato 25 Agosto avente per oggetto l'attivazione del piano di emergenza esterno in occasione all'incidente odierno presso la Raffineria API si precisa quanto segue :

  • la Raffineria non ha ritenuto informare il Comune dell'incidente, impedendo, quindi, una attivazione immediata del Piano di Emergenza esterno;
  • tuttavia, nonostante questa grave inadempienza da parte della Raffineria, la P.M. è intervenuta tempestivamente sulla viabilità adottando tutti i provvedimenti programmati in caso di incidente ;
  • il Comune ha comunque attivato le sue strutture per le informazioni alla città ed ai quartieri interessati dopo essere venuto a conoscenza dell'incidente per vie diverse da quelle che dovevano attivare l'allertamento;

Il ritardo lamentato, nei confronti dell'Ente, è del tutto infondato.

  

 
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