DICHIARAZIONI DI CITTADINI E GRUPPI
(pervenute alla nostra casella di posta elettronica .. le prime arrivate sono in basso)

 

Fax indirizzato al Comitato 25 Agosto in data 08/10/2004.

Considerata l’entità dell’ultimo incidente occorso alla raffineria API con l’orribile morte di un camionista ed il versamento in mare di una grossa quantità , ancora non controllata, di bitume, con conseguente inquinamento, proporrei di raccogliere firme in tutta Italia, con la collaborazione di volontari e personale delle sedi dei partiti consenzienti, per chiedere la chiusura definitiva dell’impianto entro il 2008.

Tenuto conto dell’ubicazione della raffineria: vicina al paese, all’aeroporto, alla statale adriatica, con impianti a sinistra e destra della linea ferroviaria, la stessa è un pericolo costante per tutti gli italiani che transitano in quella tratta e frequentano l’aeroporto.

Naturalmente gli Enti pubblici insieme ai privati dovranno provvedere a che un’industria alternativa possa dar lavoro ai dipendenti API ed ai lavoratori dell’indotto.

 
ringraziamenti  (email firmata - 19.09.2004 ore 09:27)
BRAVI, ANZI BRAVISSIMI CARI AMICI 
DEI COMITATI CITTADINI DI FALCONARA.
 
CONTINUATE A VIGILARE PERCHE' L'AMBIENTE
NEL QUALE VIVIAMO OGGI SARA' DOMANI QUELLO
NEL QUALE DOVRANNO VIVERE LE FUTURE NOSTRE
GENERAZIONI, E NON POSSIAMO LASCIARE LORO UNA
PATTUMIERA.
 
PERSONALMENTE VI RINGRAZIO PER LA BATTAGLIA
CHE STATE PORTANDO AVANTI ANCHE PER COLORO
CHE ORA SE NE STANNO ALLA FINESTRA A GUARDARE.
 
L'UNIONE INQUILINI MARCHE VI APPREZZA MOLTISSIMO,
E VI RINGRAZIA PER IL VOSTRO IMPEGNO. 
SAREMO AL VOSTRO FIANCO IN OGNI PUBBLICA
MANIFESTAZIONE CONTRO QUESTI ECO-MOSTRI.
 
W l'AMBIENTE E LA VITA,
W la QUALITA' DELLA VITA,
W la LOTTA DEI CITTADINI,
NO agli SPECULATORI,
NO ai PROFITTATORI.
NO alle PRIVATIZZAZIONI,
=========================
P.S. - continuerò a girare queste Vostre
          interessanti e-mail e preziosissime
          comunicazioni all'intera mailing list
della UNIONE  INQUILINI NAZIONALE
 
comunicato stampa: UNIONE INQUILINI MARCHE - Ancona 15 settembre 2004

NO API NO ATER (ovvero: CON API, SI MUORE. CON ATER . . . SI SFRATTA)

Cari amici e compagni dell'Unione inquilini, dopo l'ennesimo incidente e l'ennesimo morto
alla raffineria dell'API di Falconara Marittima (AN), ai quali si aggiunge una ulteriore fuoriuscita di greggio in mare (ad inquinare la vicinissima spiaggia), per l'Unione Inquilini Marche è venuto spontaneo dare la propria adesione e condivisione alla battaglia del COMITATO DEI CITTADINI che dicono: L'API VA CHIUSA! E' così che abbiamo manifestato la nostra PROTESTA, ed insieme ai compagni dei DISOBBEDIENTI e dei CIRCOLI SOCIALI, abbiamo partecipato alla conferenza stampa davanti all'Ingresso della REGIONE MARCHE (dove oggi 15.9.03 si teneva una agitatissima seduta proprio sull'argomento).

Abbiamo dichiarato alla stampa:

"L'Unione Inquilini Marche si associa alla battaglia in corso dei cittadini di Falconara CONTRO questo pericoloso impianto di raffinazione al quale, solo poco tempo fa, si era concessa la proroga della concessione fino all'anno duemilaventi.
La battaglia di questi cittadini è una battaglia per una MIGLIORE QUALITA' DELLA VITA, così come lo è la nostra battaglia CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ISTITUTI AUTONOMI CASE POPOLARI, che una volta diventati ATER, saranno svincolati dalla loro FUNZIONE SOCIALE e potranno fare più liberamente una politica di PROFITTO AUMENTANDO a dismisura il VALORE DI QUESTE CASE POPOLARI, aumentando gli affitti, sfrattando, speculando sugli immobili pubblici per poter permettersi di pagare stipendi raddoppiati ai Dirigenti e Presidenti ATER.
Tutto questo non farà altro che PEGGIORARE LA QUALITA' DELLA VITA DEGLI INQUILINI, quindi auspichiamo che la REGIONE MARCHE ritorni sulle proprie decisioni sia sul CASO API, trovando il modo di CHIUDERE UNA FABBRICA DI MORTE sia sul caso IACP / ATER EVITANDO DI PEGGIORARCI ULTERIORMENTE LA NOSTRA QUALITA' DELLA VITA ed anche quella delle future generazioni."

Carlo Cardarelli

P.S. - Vi consiglio di visitare il sito dove la Raffineria API di Falconara magnifica tutte le sue taumaturgiche virtu': http://apioil.com

 
considerazioni  (email firmata - 14.09.2004 ore 19:39)

abbiamo quel che ci meritiamo - mettiamo gli striscioni ai balconi per dire NO all'API

Spettabile Comitato,
sono esterrefatta dalla scarsa presenza di "cittadini" (li vogliamo chiamare così? io li chiamerei "Caproni") di ieri sera in Piazza Mazzini. Falconara ha quel che si merita e tutto quello che è successo e che succederà se lo sarà cercato in pieno.
Due sono le possibili interpretazioni per tale ASSENZA:

  1. non importa a nessuno quel che può succedere;
  2. credono di essere al sicuro (poveri ILLUSI!!).

Non hanno ben compreso la gravità nemmeno gli Anconitani o i Senigagliesi per non parlare di coloro che abitano a Montemarciano o a Chiaravalle, tanto per rimanere in un stretto raggio di km. Non si può stare zitti, è ora di sensibilizzare le popolazioni e di coinvolgerle in massa, di appendere striscioni ai balconi, di fare sit-in, di URLARE.
Non c'è nulla di peggio dell'indifferenza.
Mi complimento per il Vostro impegno e do la mia disponibilità per ogni eventuale necessità. Cordiali saluti,

 
ringraziamenti  (email firmata - 13.09.2004 ore 16:36)

Sono uno studente di Falconara e ho a cuore ormai da 5 anni la questione riguardante la raffineria di Falconara.
Volevo esprimere tutta la mia ammirazione per quello che fate, non é facile in questa regione dove a mio parere c'é più omertà e disinteresse di ogni altra zona d'Italia. Nella nostra provincia da alcuni decenni si sono costituite lobby con interessi che vanno contro il parere della gente comune, ma la cosa che fa più rabbia é che c'é una sorta di disinteresse in noi marchigiani per tutto cio' che accade o potrebbe accadere.
Siete sulla strada giusta nell'organizzare sempre più frequentemente manifestazioni e iniziative; il mio consiglio modestissimo é quello di seguire la strada percorsa un anno fa in Puglia contro il deposito di scorie. Sia chiaro, magari non fare quel casino che ha prodotto troppo spesso disagi per chi non c'entrava nulla , ma almeno acquistare visibilità nazionale. Chissà magari organizzare qualcosa a Roma con l'appoggio dell'onorevole Pecoraro Scanio, il quale conosce molto bene la nostra regione!
Un anno fa inviai un articolo al Corriere, criticando il rinnovo della concessione ma purtroppo non fu pubblicato. Un anno dopo, il giorno del mio compleanno (sigh), I miei dubbi si sono concretizzati. E ora vengono a dire "beh si forse siamo stati troppo precipitosi".
Se ne avro' modo forse buttero giù di nuovo due righe...f

 
COMUNICATO  : C.S.A. KONTATTO

Le loro menzogne sulla nostra pelle

La colonna di fumo nero che gravava stamattina, 8 settembre, su Falconara si è appena schiarita e con lei tutte le menzogne dei politicanti e dei partiti, degli amministratori delegati e dei sindacati d’ azienda…

  • Le menzogne seguite alla tragedia del ’99: incidenti e leggerezze di varia natura si sono moltiplicati e sono stati denunciati e scoperti nonostante l’ omertà dell’ API (ripetuti ed illeciti sversamenti in mare nel ’93 e ’94, esplosioni nel 2001 e 2004, falsificazione dei dati di provenienza API riguardo il tasso di inquinamento delle falde acquifere del suolo e della costa…).

  • Le menzogne sui tanto decantati standard di sicurezza e piani d’ emergenza ancora una volta disapplicati dalla raffineria che “ non ha ritenuto informare il Comune dell'incidente, impedendo, quindi, una attivazione immediata del Piano di Emergenza esterno”.

  • Le menzogne dell’ amministratore delegato Brunetti che si affretta a scaricare le responsabilità sui lavoratori, negando a priori ogni altra ipotesi, magari la scarsa manutenzione di strutture ormai obsolete: “ un'autobotte è entrata in contatto per errore uno dei sistemi di carico di bitume, dando origine ad un principio di incendio che si è poi esteso…”.

  • Menzogne pesantemente attuali che ci ricordano quelle dell’ agosto ’99: nonostante due incidenti nel giugno e luglio precedenti l’ API omette di comunicare l’ emergenza alle autorità competenti, avvertite dai comitati dei quartieri vicini; l’ incendio di greggio di un mese dopo riguarderà poi un’ area dello stabilimento costruita nel ’71, “considerata di non particolare importanza e quindi non interessata dai sistemi di prevenzione più stretti” di una delle raffinerie  più elevato rischio ambientale d’ Italia…

  • Le stesse menzogne di chi, a 5 anni di distanza e nel bel mezzo di un processo giudiziario in corso, si permette di seminare il sospetto sulle cause di quell’ incidente ai due operai rimasti uccisi nell’ esplosione.

  • La menzogna dell’ eufemistico “disperso” che ci riporta ai linguaggi bellici dell’ Iraq e della Cecenia.

  • Le menzogne e le omissioni tragicomiche del presidente D’ Ambrosio che augura dal tg3 “pronta e completa guarigione alle persone rimaste ferite” mentre era ormai palese la reale entità della tragedia.

  • Per non parlare dell’ assessore regionale Amagliani che nega la fattibilità di qualsiasi ipotesi di riconversione della raffineria, di sviluppo sostenibile, di politiche alternative, dimostrandosi così uguale e speculare a quelle stesse politiche neoliberiste che il suo partito dice a parole di rifiutare.

  • Per non parlare delle manifestazioni sindacali dello scorso anno per costringere al rinnovo della concessione all’ API, avallando quelle stesse necessità occupazionali che sono loro i primi a contraddire con l’ accettazione della flessibilità delle esternalizzazioni e del precariato in un paese col tasso più alto d’ Europa di morti sul lavoro (circa 1000 l’ anno, circa 3 al giorno!).

  • Tutte menzogne che saremmo noi a pagare, sulla nostra pelle: perché rinnovare la concessione all’ API già nel 2003, visto che il termine ultimo scadeva nel 2008? Perché prolungarla per ben 20 anni? Perché trascurare il parere negativo dell’ amministrazione locale? Perché farlo nella totale assenza di politiche di contenimento e controllo ma anzi prevedendo la possibilità per l’ API “di ampliamento delle aree terrestri e marine utilizzabili”, come se gli oltre 700 mila metri quadrati, che inglobano una linea ferroviaria, adiacenti la foce di un fiume, l’ aeroporto, nonché uno di centri urbani più popolati della provincia non costituisse di per sé un vergognoso scempio urbanistico e ambientale?

Ma la vergogna maggiore è che questa sequela di menzogne strumentalizzano la nostra sicurezza la nostra salute e le nostre vite per gli interessi di pochi…le loro menzogne sulla nostra pelle, non ci priveranno del diritto e della volontà di pensare e costruire un’ altra Falconara, lontana dalla paura di doversi risvegliare ancora avvolta dal fuoco delle esplosioni, di dover rischiare la vita per lavorare, di sapere la propria città in mano ad una multinazionale che gioca con le nostre vite…quel diritto e quella volontà di anteporre i nostri desideri e i nostri bisogni alle necessità dell’ economia, la nostra umanità al vostro disprezzo per la vita, la nostra solidarietà alla vostra indifferenza…continueremo a camminare al fianco di chi, come i comitati dei quartieri di Villanova e Fiumesino o le associazioni e la società civile di Falconara, continua a non piegarsi e a pensare e ad agire per un’ altra città.

Per questo aderiamo all' iniziativa promossa dai comitati cittadini di Villanova e Fiumesino che si terrà lunedi 13 in Piazza Mazzini alle 21.00

C.S.A. KONTATTO Falconara Marittima

 

senza commenti  (email firmata - 09.09.2004 ore 10:55)

Non capisco come un velista amante del mare come il Grande Leonardi di http://www.swingteam.it/  
In veste di industriale (si sa tutti abbiamo più maschere) possa difendere una realtà come l'API che sa darci solo morte e tanto bitume per i pesci spero solo che la sua bella barca bianca si annerisca presto come i nostri polmoni

-------- cosa diceva Leonardi --------

News del 28/02/03, 17:31

ANCONA - Gli imprenditori "non sono disposti a farsi criminalizzare" dal sindaco di Falconara Giancarlo Carletti, che ...

ANCONA - Gli imprenditori "non sono disposti a farsi criminalizzare" dal sindaco di Falconara Giancarlo Carletti, che - afferma il presidente dell' Assindustria di Ancona Paolo Leonardi in un comunicato - "nei suoi continui ondeggiamenti, stavolta ha deciso di dare una lezione di etica agli imprenditori con un 'trattato' sulle funzioni dell' impresa sul territorio". Una polemica non nuova fra Assindustria e primo cittadino, legata al contenzioso sul rinnovo della concessione alla Raffineria Api, osteggiato dal Comune. "Dopo aver ostacolato con ogni mezzo chi produce la maggior parte della ricchezza nel suo comune e non solo, dopo aver aperto un dialogo con Assindustria nel settembre scorso (peraltro senza seguito), dopo aver di nuovo aggredito le imprese all' inizio dell'anno - tuona Leonardi - adesso il sindaco ha la pretesa di spiegare cosa significhi investimento sul territorio". "In tutta franchezza - replica Leonardi - è difficile incontrare un approccio più violentemente contrario a ciò che le imprese rappresentano nella nostra società; un rifiuto ideologico totale ed anacronistico in un mondo che ormai invece, pur con molti distinguo, accetta l' economia di mercato", e dove l' impresa rappresenta lo strumento principale per la produzione della ricchezza. Se il sindaco di Falconara avesse preso parte alle assemblee dell' Assindustria - polemizza la nota - "saprebbe che il rapporto fra gli imprenditori e la società che li circonda è molto più intenso di quanto lui non pensi; che la loro attenzione al territorio è forte che, se da un lato chiedono attenzione ai loro problemi, dall' altro sono pronti a farsi carico delle esigenze di chi sul territorio vive". Ma "di questa reciprocità nelle parole del sindaco non vi è il minimo segno". Si percepisce invece inequivocabilmente, sottolinea Leonardi, che egli considera l' impresa un "male necessario, da cui vuole spremere il più possibile senza nulla offrire". Quindi, continua il presidente degli industriali, "dopo aver coperto di insulti le imprese, il sindaco presenta il conto e chiede loro di farsi carico di tutti, ma proprio tutti, quei problemi che invece dovrebbe affrontare e risolvere lui come amministratore". Gli imprenditori, conclude Leonardi, sono pronti al dialogo, ma se Carletti ritiene invece che le imprese non facciano parte del "modello di sviluppo che il territorio si è dato", "mi pare che sia lui a rifiutare qualunque forma di dialogo, e questo è un problema fra lui e i suoi elettori, ai quali dovrà spiegare come si potrà trovare in futuro la ricchezza che fino ad oggi le imprese (di ogni categoria e dimensione) hanno prodotto sul territorio di Falconara".

 
COMUNICATO STAMPA : WWF: SOSPENDERE LA CONCESSIONE

Roma, 8 Settembre

Il WWF Italia esprime la propria solidarieta' ai familiari delle vittime dell'ennesimo, tragico incidente avvenuto oggi presso la Raffineria API di Falconara Marittima. L'episodio, ultimo di una serie inquietante, evidenzia come i cittadini di Falconara vivano in un costante pericolo di vita non piu' tollerabile. A dimostrazione di questo risulta inoltre la grave testimonianza del Comitato 25 Agosto sulla mancata attivazione del Piano di emergenza previsto in momenti di crisi quale quello odierno.

Il WWF da sempre si e' battuto contro l'impianto API e il rinnovo della sua concessione da parte della Regione Marche, anche nelle sedi giudiziarie. Alla luce di quanto successo oggi il WWF chiede la sospensione della concessione alla Raffineria API, per verificare con attenzione che cosa non abbia funzionato nelle misure di sicurezza. Recentemente inoltre la Procura di Ancona ha aperto un'inchiesta sull'inquinamento persistente all'interno dell'impianto e sulle misure di bonifiche non attuate. Un blocco dell'impianto potrebbe aiutare a ragionare insieme istituzioni pubbliche, proprieta' dell'impianto, cittadini e lavoratori sul futuro della raffineria, per ridurre al minimo il rischio di ulteriori incidenti e per tutelare concretamente la salute dei cittadini di Falconara marittima, oggi a rischio piu' che mai.

Secondo Andrea Dignani, Consigliere Nazionale del WWF Italia " appare urgente una riscrittura del protocollo che ha permesso il rinnovo della concessione, i sistematici incidenti della raffineria devono far ripensare al rapporto di fiducia tra gli Enti di Controllo, i cittadini e la Raffineria API" Il WWF chiede in definitiva alla Regione Marche e alla Provincia di Ancona un impegno fattivo e un coinvolgimento attivo e diretto, oltre che nell'opera di controllo e di vigilanza, anche e soprattutto nelle misure di prevenzione e di sicurezza dentro e fuori la raffineria.

Il WWF ricorda che sono 1.108 in Italia gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante in quanto sono presenti sostanze pericolose secondo il Decreto Legislativo 334/99 . Queste aree (14 si trovano nelle Marche) interessano una popolazione di circa 5 milioni di persone che vivono nelle vicinanze. L'API di Falconara e' solo la punta di un iceberg: nel nostro Paese sono troppe le aree industriali a ridosso di aree densamente urbanizzate, che ogni giorno mettono a repentaglio, con inquinamento o rischio di incidenti, la salute dei cittadini.

 
COMUNICATO STAMPA : Movimento Disobbedienti Marche - Rete dei Centri Sociali delle Marche

Ancora fuoco, fiamme e morti. L’esplosione al petrolchimico di Falconara non è una disgrazia o un evento tragicamente casuale, ormai è norma quotidiana per chi vive quel territorio. Una zona devastata dalla presenza del “mostro” che dopo il drammatico 25 agosto ‘99 torna a fare vittime con i suoi rigurgiti mortali. Per questo ancora una volta, in appoggio ai comitati cittadini, torniamo urlare che “CON API SI MUORE”, che quell’impianto deve sparire per sempre dall’orizzonte delle nostre città, che da subito va avviata la riconversione sulla base di un progetto che tuteli i livelli occupazionali e ci liberi da quest' incubo. Con la permanenza dell’impianto a Falconara, la solita scelta piovuta dall’alto, si rafforza la costruzione di degrado e morte. Adesso, come da copione, inizia il solito balletto delle responsabilità. La direzione Api dà la sua versione dei fatti, ma indipendentemente da cose sono andate le cose, delle responsabilità ci sono. E sono responsabilità politiche enormi. Il governo regionale e il suo assessore all’ambiente, Marco Amagliani (Prc), hanno concesso un rinnovo pluriennale alla raffineria nonostante le fortissime proteste e mobilitazioni di Villanova, Fiumesino e di tutta la città di Falconara, nonostante le evidenti incompatibilità con un territorio che quel mostro non lo vuole. Dei tanto sbandierati controlli, tesi forte su cui poggiava l’iter del rinnovo, è emersa una logica verità. Erano falsi, incompleti come impone la propaganda dell’azienda, sempre abile con le sue ottime entrature politiche a dissimulare incidenti, fuoriuscite di sostanze e documentazioni scomode. L’indagine epidemiologica, infatti, è rimasta nascosta per anni. Ora quella raffineria deve sparire per sempre, perché un petrolchimico non può stare nel mezzo di un quartiere, non può essere attraversato dalla ferrovia adriatica, non può stare a qualche centinaio di metri dalla pista di un aeroporto e soprattutto non può cadenzare la vita di un’ intera comunità al tragico ritmo di incidenti, esplosioni, morti, fiamme; con un pezzo di costa sequestrato da uno spaventoso inquinamento di cielo e mare.

Movimento Disobbedienti Marche
Rete dei Centri Sociali delle Marche
Glomeda comunicazione www.glomeda.org

 
senza commenti  (email firmata - ore 21:13)

trovo indegno, incivile, anticostituzionale, vergognoso, clientelare e criminale la scelta delle autorità (autorità,..parola grossa visto il livello di competenza, intellettivo e morale di chi dovrebbe guidarci) di consentire ad un'attività del genere (l'api) di continuare ancora imperterrita ad insozzare, distruggere ed avvelenare la vita commerciale, turistica e salutare di città e cittadini tutti. chi permette una cosa del genere, che appare anche ai più stolti come una palese mancanza di visione e leadership governativa dovrebbe, attraverso il pubblico ludibrio, essere ricordato e paragonato a quei gerarchi che hanno infangato ed oppresso il destino di intere generazioni e cittadini, in italia e all'estero. ma nel paese dove politicamente la mancanza dell'attribuzione delle responsabilità è un imperativo consolidato, non riesco a trovare soluzione a questo scempio, se non l'immediata e irrefrenabile voglia di prendere ripetutamente a calci nel culo davanti a tutte le televisioni del mondo, le persone responsabili di situazioni vergognose e pericolose come la presenza della raffineria api nel pieno centro abitato.

se qualcuno stà lottando per impedire questo nel futuro, lo faccia sapere.

cordialmente

 
suggerimento (email firmata - ore 19:49)

ma avete visto nella spiaggia da palombina a falconara quanto bitume è arrivato??

 
testimonianza  (email firmata - ore 12:25)

Oggi, come molti a Falconara M., mi sono accorto dell’incidente alla raffineria API solo alle ore 8:00 circa uscendo per recarmi al lavoro (dopo più di mezz’ora dall’accaduto sembra). Se questo può servire posso portare la mia testimonianza che nella zona  di via martiri della Resistenza nessuno è passato ad allertare la cittadinanza. Anche cercando la notizia nelle emittenti radio locali non sono riuscito ad avere un’idea dell’accaduto fino alle 9:30, quando ho consultato internet.

Telefonando alle ore 8:00 circa al 118 mi hanno risposto che stavano intervenendo  e che non sapevano darmi dettagli ne tantomeno consigli su come comportarmi: così o preso la famiglia e me ne sono andato verso Chiaravalle dove il fumo era meno intenso e soprattutto dove rischiavamo meno di saltare per aria.

 
ringraziamenti  (email firmata - ore 9:49)

complimenti per l'aggiornamento in tempo reale siete gli unici

  

 
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