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RELAZIONE SULL’INCIDENTE
ALLA RAFFINERIA API DEL GIORNO 8/09/04
Non possiamo iniziare i
lavori del Consiglio e la discussione sull’incidente avvenuto alla
raffineria Api lo scorso 8 settembre senza ricordare con un minuto di
silenzio Sebastiano Parisse, l’autista di 49 anni deceduto nel tragico
rogo.
Desidero augurare inoltre
una pronta e completa guarigione a Nicola Cilli, che ieri è stato
sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al’’ospedale di Padova,
e agli altri due feriti Mauro Cameruccio e Marcelo Josè Pelaez.
1. L’INCIDENTE
LE CAUSE PRESUNTE E LE
DINAMICHE DELL’EVENTO
Per una definitiva
determinazione delle cause ed una ponderata ed esaustiva valutazione
delle esatte dinamiche dell’evento, occorrerà necessariamente attendere
gli esiti definitivi delle indagini giudiziarie e tecnico/conoscitive
in corso (di cui si relaziona successivamente).
Allo stato attuale, le
competenti strutture regionali dispongono di due distinte relazioni,
entrambe pervenute in data 13.9.04, la prima a cura del Comando
Provinciale dei VVF di Ancona (nota n. 18593 – allegato 1) e la seconda
della Direzione di API Raffineria (nota n. 2866/04 – allegato 2), che si
allegano integralmente alla presente relazione e forniscono primi
elementi di analisi, peraltro in questa fase possibile oggetto di
aggiornamento e integrazione.
In relazione alle
cause presunte dell’evento e con le premesse sopraccitate, si
riportano integralmente le conclusioni fornite dal Comando Provinciale
VV.F. :
“…si
ritiene che l’incendio sia stato originato da una esplosione
verificatasi all’interno del serbatoio TK 145 che ne ha determinato
anche il suo spostamento dalla posizione originaria. Per ciò che attiene
le cause della esplosione che ha preceduto l’incendio, nonostante i
tentativi esperiti e le valutazioni effettuate, allo stato attuale nulla
può essere stabilito con certezza …”
Sull’argomento la
relazione API non sembra fornire particolari ulteriori elementi di
analisi e valutazione.
Le attuali oggettive
incertezze circa le cause scatenanti sono tra i motivi che rendono
impossibile in questa fase una esatta determinazione delle dinamiche
dell’evento soprattutto per quanto concerne le fasi immediatamente
precedenti l’incidente.
L’evento ha avuto inizio
attorno alle ore 7,20 con il verificarsi di una forte esplosione
seguita da un incendio di vaste proporzioni localizzato presso l’area di
deposito e trasferimento dei bitumi compresa tra i serbatoi TK 144, TK
145 e TK 166 (vedasi planimetria allegata alla nota Comando VF
allegato1) coinvolgendo direttamente 6 autocisterne posizionate in vari
luoghi del sito.
Alle ore 9,30
circa l’incendio veniva posto sotto controllo
Oltre ai tre ustionati,
di cui uno in gravi condizioni (tutti autisti delle autocisterne
coinvolte) immediatamente soccorsi e trasferiti al pronto soccorso
dell’Ospedale Regionale, attorno alle ore 10 le unità di
intervento sul campo ricevevano la notizia della possibile presenza di
un disperso (anche esso autista di un mezzo coinvolto). Venivano
immediatamente attivate le specifiche attività di ricerca.
Alle ore 10,30
si è avuta la totale estinzione delle fiamme pur permanendo fuoriuscite
di bitume ed è cessata la situazione di pericolo che aveva condotto al
blocco del traffico stradale e ferroviario.
Alle ore 14,15
all’interno del bacino di contenimento del serbatoio TK 145 veniva
ritrovato il cadavere della persona dispersa.
Per una descrizione di
dettaglio anche se non esaustiva delle varie fasi dell’evento, sullo
stato dei luoghi, sulle azioni espletate dal personale VVF, si rimanda
alle relazioni citate e allegate.
LE VALUTAZIONI TECNICHE IN CORSO
In relazione agli esiti
delle procedure di cui al D.Lgs 334/99 (Severo II), l’Autorità
Competente alla verifica delle cause e delle dinamiche incidentali (e in
tale contesto dell’avvenuto complessivo rispetto da parte dell’Azienda
di tutte le misure di sicurezza previste) è il Comitato Tecnico
Regionale di Prevenzione Incendi che opera con la composizione e le
modalità previste dall’art. 19 del D.Lgs 334/99 sotto il coordinamento
tecnico della Direzione Interregionale del Dipartimento dei Vigili del
Fuoco.
La riunione di tale
organismo risulta fissata per il prossimo 17.09.04.
Per le caratteristiche
dell’evento, esso appare come classificabile tra quelli “rilevanti” ai
sensi del D.Lgs 334/99 (art. 15 comma 3 lett. b). In tale contesto gli
esiti di uno specifico sopralluogo, previsto dall’art. 24 comma 3 del
medesimo D.Lgs., che dovrebbe essere predisposto a cura del Ministero
dell’Ambiente, potrebbero contribuire a definire il quadro conoscitivo
dell’evento.
LA GESTIONE DEL PIANO DI EMERGENZA
ESTERNO
Al fine della
complessiva valutazione circa la corretta attivazione e gestione delle
procedure delle varie fasi dell’emergenza sono state richieste
dettagliate notizie al Gestore e agli Organi competenti, anche in
riferimento alle fasi di allertamento e di successiva analisi evolutiva
delle possibili conseguenze. Si premette che il vigente piano di
emergenza esterno è stato predisposto dalla Prefettura di Ancona,
ufficio a cui fanno capo anche le funzioni di indirizzo e direzione
della gestione emergenziale.
Fin dalla fase acuta
dell’emergenza la struttura regionale è stata presente sul posto con
propri funzionari tecnici del Dipartimento Territorio e Ambiente, del
Servizio Protezione Civile e dell’ ARPAM.
Anche grazie a ciò sarà
possibile, nelle sedi opportune, valutare con particolare riferimento
alle specifiche attività e competenze del Gestore:
-
se la classificazione
dell’evento in categoria due (preallarme) fornita dal gestore e
confermata dai Vigili del Fuoco, mantenuta per tutta la fase acuta,
fosse adeguata ai livelli di rischio per le persone, le cose e
l’ambiente;
-
i motivi per i quali
sia stata valutata non opportuna la sospensione dell’attività
aeroportuale dal parte dell’ ENAC;
-
le motivazioni per le
quali la presenza di un disperso veniva segnalata dal gestore oltre
due ore dopo il verificarsi dell’evento;
-
se sono state
effettuate tutte le valutazioni di natura tecnica e impiantistica
necessarie a garantire comunque le forniture elettriche alla
raffineria, nell’avvenuta situazione di distacco della linea ad alta
tensione gestita da RFI che garantisce l’alimentazione di emergenza
agli impianti API.
L’IMPATTO AMBIENTALE
In relazione alle
dimensioni e all’evoluzione dell’evento, è necessario disporre di
ulteriori e dettagliati approfondimenti.
In attesa della relazione
generale richiesta all’ARPAM con la nota n. 29567/DIP4 del 10.9.04 sopra
richiamata, sono pervenute direttamente o a titolo conoscitivo numerose
note delle varie strutture Dipartimentali e centrali dell’ARPAM.
Si segnalano a tutt’oggi:
1. la nota n. 9477 della
Direzione Generale ARPAM dell’11.9.04 (allegato 8) dalla quale risulta
che
-
“dal
riscontro immediato dei primi dati risulta che l’emissione dei fumi… è
stata rilevata dalle centraline della rete di rilevamento
dell’inquinamento atmosferico, ma a livelli inferiori agli standard di
qualità dell’aria”
-
al momento
dell’incidente appena ristabilita l’accessibilità dei luoghi è stata
effettuata una verifica visiva degli scarichi a mare, constatando la
posa in opera di panne galleggianti da parte di API davanti ai fossi
per prevenire e contenere eventuali sversamenti di materiale
bituminoso a seguito del percolamento…”
-
“il giorno seguente
si è provveduto ad una verifica dello stato della battigia limitrofa
rilevando la presenza di formazioni bituminose consolidate … sono
state effettuate foto e prelevati campioni che saranno oggetto di
relazione specifica”
-
per quanto concerne
l’infiltrazione nel sottosuolo di sostanze oleose e delle notevoli
quantità di acque per spegnere l’incendio, sono in fase di svolgimento
controlli tecnici e attivate le procedure previste dal D.M. 471/99”
2.
la nota n. 9491 del 13.9.04 a firma del Responsabile del Servizio Acque
del Dipartimento ARPAM di Ancona (allegato 9)
con la
quale, anche in relazione all’intervenuta Ordinanza Sindacale di divieto
di balneazione, la competente struttura ARPAM fornisce un aggiornamento
sulle attività svolte e su quelle in corso, in relazione alla
problematica dell’eventuale inquinamento costiero.
2. L’AZIONE TECNICO
AMMINISTRATIVA
Nella fase
immediatamente successiva all’evento, anche al fine di acquisire tutte
le documentazioni tecniche di supporto in relazione alle specifiche
competenze sul rischio industriale e in materia di concessione ed
autorizzazione nelle attività di lavorazione e deposito di prodotti
petroliferi, si è provveduto per tramite delle strutture del
Dipartimento Territorio e Ambiente:
-
a
richiedere l’urgente
convocazione del Comitato Tecnico Regionale di Prevenzione Incendi
(nota n: 29399/DIP 4 del 8.9.04 – allegato 3)
-
a richiedere al
Gestore dell’impianto una relazione informativa sulle circostanze
dell’evento (nota 29488/DIP 4 del 9.9.04 – allegato 4)
-
a richiedere alla
Prefettura - Ufficio Territoriale di Governo di Ancona, una specifica
informativa anche in qualità di soggetto coordinatore delle attività
connesse alla gestione dell’Emergenza (nota n.29489/DIP4 del 9.9.04 –
allegato 5 – risposta non ancora pervenuta)
-
a richiedere alla
Direzione Generale ARPAM una specifica relazione tecnica sull’entità e
caratteristiche degli impatti ambientali conseguenti l’evento (nota n.
29567/DIP4 del 10.9.04 – allegato 6)
-
a richiedere al
Comando Provinciale VF una specifica informativa (nota n.
29795113/DIP4 del 13.9.04 – allegato 7)
E’ stato altresì definito
di concerto con l’ARPAM e il Comando Provinciale VVF, uno specifico atto
di indirizzo per potenziare le strutture tecniche regionali e dell’
ARPAM, per l’attuazione di un programma di controllo integrato della
Raffineria, con particolare riferimento alla prevenzione degli incidenti
ed al complessivo rispetto del sistema prescrittivo posto dalla
concessione petrolifera.
Si è inoltre provveduto
ad attivare le competenti autorità sanitarie per la effettuazione di una
ispezione straordinaria allo stabilimento API ai fini della verifica del
rispetto delle norme antinfortunistiche, anche a tutela dei c.d.
“operatori esterni”.
3. L’AZIONE GIURIDICO-LEGALE
Per quanto riguarda la
classificazione dell’incidente accaduto, si ritiene, fatte salve le
verifiche tecniche degli organi competenti, che lo stesso possa
definirsi “rilevante” ai sensi del DLgs n. 334/99.
Ciò sia per la presenza
di vittime tra i lavoratori, sia per gli effetti gravi all’esterno della
raffineria con particolare riferimento all’allarme delle popolazioni e
alla interruzione del traffico ferroviario e stradale di interesse
nazionale e locale
Il decreto di rinnovo
della concessione del 30/06/2003 (punto b.1) prevede la possibilità di
emanare atti di formale diffida nei confronti di API raffineria, sia per
il mancato rispetto in tutto o in parte di determinate prescrizioni
tecniche, sia affinché la stessa azienda realizzi ulteriori interventi
finalizzati alla eliminazione o mitigazione del rischio.
In caso di perdurante
inadempienza, potranno essere adottati i provvedimenti conseguenziali
previsti dalla normativa vigente.
4 L'AZIONE
POLITICO-ISTITUZIONALE ED AMMINISTRATIVA
4.1. Rapporti con le
istituzioni locali
La complessa situazione,
che si è determinata a seguito dell'incidente in questione, rende
opportuno e urgente definire forme, tempi e contenuti per costruire una
iniziativa unitaria della Regione e degli Enti locali interessati, sui
seguenti argomenti:
-
attuazione degli
interventi mirati già previsti nel protocollo, idonei a garantire la
sicurezza sul lavoro degli operatori dipendenti e di quelli “esterni”;
-
creazione di uno
specifico gruppo di lavoro permanente, composto dai vari soggetti
competenti, per la effettuazione di controlli costanti e ripetuti
sulla sicurezza degli impianti, sulla regolarità dei processi
produttivi e sulla sistematica effettuazione delle manutenzioni
periodiche;
-
verifica
dell'efficacia del Piano di Emergenza Esterno, soprattutto per quanto
concerne la diramazione delle informazioni alla popolazione.
4.2 Rapida
approvazione del Piano di Risanamento dell'area ad elevato rischio di
crisi ambientale
Quanto accaduto conferma
la fondatezza della decisione regionale del marzo 2000 di dichiarare
l'area ad elevato rischio di crisi ambientale.
La Giunta è intenzionata
a proporre, per la sua approvazione entro il termine di questa
legislatura, il Piano di Risanamento previsto dalla L.R. n. 6/2004.
Lo stesso dovrà
prevedere un sistema coerente di azioni e di interventi necessari per la
messa in sicurezza dell'area, nonché di risanamento ambientale, compreso
un sistema permanente di monitoraggio integrato a tutela della salute
pubblica.
Ciò significa
raccogliere nei prossimi giorni le osservazioni degli enti locali, in
parte già pervenute, farne oggetto di valutazione tecnica e politica e
procedere speditamente all'approvazione del Piano da parte del Consiglio
regionale,
In questo ambito sarà
necessario prevedere un intervento di breve termine, che riduca al
minimo il rischio per l'utenza ferroviaria, poiché forte è la
preoccupazione dei lavoratori e dei pendolari che quotidianamente
utilizzano il treno nella tratta che attraversa la raffineria.
Infatti, in attesa di
risposte di medio termine, sono comunque necessarie verifiche tecniche
per eventuali ed efficaci interventi immediati di difesa passiva.
4.3 Richiesta urgente al Governo di congrui finanziamenti
Il particolare e
delicato contesto territoriale ed ambientale in cui opera la raffineria
API, richiede anche sul breve-medio termine una corrispondente e congrua
dotazione di risorse finanziarie a sostegno del piano di risanamento
dell' area ad elevato rischio di crisi ambientale, ed in particolare di
quelle zone urbane del comune di Falconara Marittima più prossime allo
stabilimento.
Il coinvolgimento
finanziario dei Ministeri competenti dovrà riguardare principalmente:
-
sistema integrato di
monitoraggio ambientale,
-
incremento della
sicurezza ferroviaria,
-
sistemi di
informazione permanenti della popolazione,
-
ulteriore
miglioramento del sistema locale delle vie di fuga,
-
interventi di
risanamento del ciclo idrico locale ed in materia di sicurezza
idraulica,
-
interventi di
rinaturalizzazione migliorativi della qualità dell'aria,
-
interventi di
risanamento acustico,
-
potenziamento delle
strutture tecniche della pubblica amministrazione.
Per condurre questa
iniziativa politica la Regione Marche intende stabilire la massima
intesa con gli enti locali e con i parlamentari della regione.
4.4 Assetti
economico-territoriali alternativi all'attuale; ambiente occupazione
energia
E’ ormai evidente la
necessità di ridurre i tempi per il passaggio dagli attuali assetti
economico-territoriali dell'area in questione ad altri, diversi e più
compatibili con le esigenze locali e gli interessi strategici dello
sviluppo delle Marche.
Per avere propri ed
autonomi scenari di valutazione delle proposte di sviluppo industriale
strategico, che entro la fine di quest'anno la società API deve
presentare alla Regione Marche, è certamente opportuno costruire e
valutare attentamente ipotesi fattibili ed alternative di nuovi assetti
economico-territoriali, che comprendano obiettivi di risanamento e di
tutela ambientale, di mantenimento e sviluppo di occupazione
specializzata, di qualificazione della produzione di energia.
La Regione per condurre
tali analisi intende avvalersi di esperti qualificati in ambito
nazionale ed internazionale che, sulla scorta di esperienze già attuate
di riconversione di siti industriali complessi, possano supportare il
dibattito locale e le proposte istituzionali.
4.5 Sospensione di alcuni procedimenti
tecnico-amministrativi
In attuazione del
Protocollo d'intesa tra Regione, Provincia di Ancona e API Raffineria
sono state avviate negli ultimi mesi alcune attività
tecnico-amministrative, che hanno coinvolto anche altri soggetti
pubblici, tra cui l'Università Politecnica delle Marche e società di
servizi.
Ci si riferisce a studi
di fattibilità ed elaborazioni tecniche anche di tipo progettuale in
materia di teleriscaldamento, assetto idraulico e valorizzazione del
fiume Esino, riutilizzo delle acque reflue del depuratore di Vallechiara.
Questi tre ambiti operativi vedono, come previsto dal protocollo, il
diretto coinvolgimento anche finanziario dell'azienda e operano su
obiettivi comunque coerenti e molto avanzati di tutela dell' ambiente e
di innovazione in campo energetico.
La Giunta regionale
tuttavia, in questa fase particolare, in cui è certamente necessario
verificare il quadro istituzionale dei reciproci rapporti, ritiene
opportuno valutare la possibilità di sospendere tali procedimenti in
attesa dei necessari chiarimenti sulle cause dell'incidente e sulle
nuove prospettive della sicurezza dello stabilimento API.
4.6 La Legge Regionale
in materia di rischio industriale
E’ all’esame della
competente commissione del Consiglio Regionale la P.d.L. n. 231/04
“Norme relative al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti”, che
disciplina le relative funzioni di competenza regionale ex art. 72 DLgs
112/98 e art. 18 DLgs 334/99.
Le stesse saranno
operative soltanto dopo la stipula di accordo di programma Regione
Marche-Ministero dell’Ambiente, che dovrebbe recare anche specifica
copertura finanziaria, almeno temporanea, delle attività
tecnico-amministrative.
Ancona, 15 settembre 2004 |