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CROLLA IL TENTATIVO DI MINIMIZZARE
L’IMPATTO
SUL MARE DELL’INCENDIO DELL’8 SETTEMBRE ALL’API!
Avevamo ragione,
purtroppo. Una contaminazione da idrocarburi (bitume) così ingente nel
mare che amiamo, in cui siamo cresciuti e che, nonostante tutto,
continuiamo a frequentare, non era mai accaduta.
Ora, tutti i
Presidi/Dirigenti di quegli Istituti Scolastici della Media Superiore
che hanno fatto visitare od organizzato stage di formazione con la
raffineria API dovrebbero coscienziosamente far accompagnare gli
studenti lungo la spiaggia che corre da Torrette alla Rocca di Falconara
per una sana lezione, sul campo, delle conseguenze sull’ambiente e la
vita di tutti determinate dalla raffineria API di Falconara.
Noi, insieme ai nostri
figli, abbiamo monitorato la spiaggia tutti i giorni e, con l’ausilio
delle numerosissime segnalazioni dei cittadini, abbiamo documentato
fotograficamente, filmato e pubblicato gli spiaggiamenti di bitume su
tutto il litorale falconarese. Alla fine, di fronte all’evidenza delle
matasse di bitume “rastrellate” dai sommonzatori di fronte al fosso
Rigatta, è crollato il tentativo di minimizzare
l’impatto sul mare del bitume fuoriuscito dall’esplosione del serbatoio
TK 145 della raffineria API.
La responsabile
materiale di questo scempio è la raffineria API e i suoi dirigenti che,
da anni, stanno dimostrando di essere inaffidabili. Una inaffidabilità
che ha determinato il mortale incidente dell’8 Settembre e gli
incalcolabili costi ambientali che stanno emergendo in queste ore.
I responsabili di tutto
questo, se per incapacità o se per negligenza lo stabilirà la
Magistratura, non hanno saputo << controllare e circoscrivere gli
incidenti in modo da minimizzare gli effetti e limitarne i danni per
l’uomo, per l’ambiente e per i beni >> e non hanno saputo <<
mettere in atto le misure necessarie per proteggere l’uomo e l’ambiente
dalle conseguenze di incidenti rilevanti >> come prescrive il
Decreto Legislativo 334 del 17/8/1999 (Legge Seveso 2).
Dopo che in questi
giorni i cittadini si sono cercati da soli le informazioni che
riguardano l’ambiente in cui vivono e le hanno rese disponibili per le
Amministrazioni ed Autorità E’ ORA che le Autorità e le
Amministrazioni pubbliche INFORMINO DAVVERO i cittadini e gli operatori
turistici non solo di Falconara ma di tutte le città rivierasche che
rischiano di ritrovarsi il bitume sulle spiagge
al fine di conoscere gli eventuali rischi per la salute e
per prevenire il più possibile danni che potrebbero segnare
negativamente l’economia turistica e ittica.
Per questo chiediamo
che i cittadini siano informati sulle sostanze che compongono il bitume
finito in mare e la loro pericolosità per la flora e la fauna marina
nonché per l’uomo.
Infine rammentiamo
quanto dichiarato a tale proposito dalla raffineria API e dall’Assessore
Amagliani:
<< (…) sono state
adottate già da ieri tutte le misure di messa in sicurezza per il
contenimento del modesto quantitativo di bitume fuoriuscito nel corso
dell’evento in direzione del Fosso Rigatta (…)>>.
[Comunicato stampa
del 9/9/2004 diffuso da raffineria API S.p.A.]
<< Il bitume contenuto nel
serbatoio Tk-145, quello che ha ceduto, si è sversato in un’area che
l’Api definisce "circoscritta e limitrofa al luogo dell’incidente". Un
prodotto semisolido, su un’area quasi totalmente impermeabilizzata dalla
pavimentazione. Dunque, l’azienda esclude "l' immissione nel suolo e nel
sottosuolo di sostanze imputabili all’evento">>.[ Agenzia
ANSA Ancona 13 Settembre 2004, ore 20,27]
<<
Non ci sono
risvolti di carattere ambientale, - ha dichiarato l'assessore Amagliani
(…)
>>. [
Valeria Rey – “Liberazione” del 9 Settembre 2004]
COMITATO 25 AGOSTO
COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA
COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO
MEDICINA DEMOCRATICA
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