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Nella notte tra il 31
Marzo e il 1 Aprile 2003, durante il caricamento di gasolio sulla
petroliera Cosmo attraccata al pontile della raffineria API, si
verificò la rottura della manichetta di carico con conseguente
fuoriuscita di gasolio in mare.
A seguito
dell'incidente, le operazioni di bonifica/ossigenazione del mare
antistante Falconara M.ma si protrassero per tutta la mattinata del 1
Aprile.
Nell'odierna conferenza
stampa ci baseremo sulla documentazione reperita e affidataci dal
Consigliere Regionale Marco Moruzzi.
Documenti della Società
API, della Capitaneria di Porto di Ancona, dei Vigili del Fuoco di
Ancona e dell'ARPAM i quali, confrontati tra loro e con la ricostruzione
testimoniale del Comitato del quartiere Villanova (consegnata alle
Autorità), fa sorgere dei seri interrogativi sui tempi e sul reale
svolgimento dei fatti nonché sulla quantità reale di gasolio finito in
mare.
UNA CERTEZZA!
Una certezza su questo
incidente ce la fornisce l'Agenzia Regionale per la Protezione
Ambientale delle Marche (ARPAM).
Nel documento datato
01/04/2003, Prot. n. 1793/DIR/491, il Direttore del Dipartimento
provinciale di Ancona, scrive:
« (…) la
raffineria API non ha provveduto alla tempestiva segnalazione a queste
Strutture ARPAM dell'avvenuto sversamento in mare di gasolio avvenuto la
notte tra il 31/3/2003 e l'1/04/2003. A nostro parere, tenuto anche
conto dell'evoluzione negativa registrata in data odierna con
ripercussioni sulle acque marine e sull'aria, con effetti odorigeni
percepiti dalla popolazione, l'incidente avvenuto era da inquadrarsi tra
quelli richiedenti l'attivazione almeno dei primi livelli di
allertamento previsti al punto 2 della Sezione 2 - Parte Operativa (la
Gestione dell'Emergenza) - delle modifiche al Piano di Emergenza Esterno
per la raffineria API di cui al Decreto 1947 P.C. GAB. del 18/12/1999 (PEE)
».
Dunque, secondo quanto
scrive l'ARPAM, ci troviamo di fronte all'ennesima trasgressione delle
procedure di allertamento da parte dell'API!
E
quanto scritto
dall'ARPAM è chiaramente indicato e
confermato nell'opuscolo informativo del Piano di Emergenza Esterno
disposto dalla Prefettura di Ancona e consegnato dal Comune di Falconara
ai cittadini falconaresi!
IL PRIMO DUBBIO
Gli effetti
odorigeni percepiti dalla popolazione sia la notte del 31 Marzo a
Villanova, che per tutta la mattina del 1 Aprile a Palombina Vecchia
(2.500 m. più a Sud del punto di sversamento), esalazioni constatate
dall'ARPAM, possono essere stati originati dai soli 50 litri di
gasolio che l'API ha dichiarato essere finiti in mare in seguito
alla rottura della manichetta di caricamento?
IL SECONDO DUBBIO:
QUANTO ERA ESTESA LA MACCHIA DI
GASOLIO LA NOTTE DEL 31 MARZO?
La raffineria API
scrive nella Relazione Prot. n.1126/03 del 01.04.2003: « Non
veniva predisposta la stesura delle panne connettive (…) sia per la sua
esiguità (alcune decine di litri, come stimato nel seguito) che per
impossibilità oggettiva di riscontro della chiazza oleosa la quale, sin
dalle primissime fasi, si è allontanata dal pontile per la presenza di
una debole corrente (…) Le tre imbarcazioni (…) incrociavano lo
specchio di mare prospiciente il pontile, la torcia, il fiume e tutta la
scogliera verso Falconara M.ma alla ricerca della macchia oleosa senza
alcun successo sino a circa le 2,30, momento in cui è stata individuata
a circa 1.200mt in direzione Est - Sud Est testata pontile una chiazza
oleosa di estensione pari a ca 60mt x 30mt.».
La Capitaneria di
Porto di Ancona relaziona (Prot. n. 98455/Amb. del 15.04.2003): «
La centrale operativa della Capitaneria di Porto (…) ha inviato sul
posto, in aggiunta la Grecale (…) la dipendente motovedetta CP 861 e la
motobarca 207 dei VV.FF. di Ancona che hanno provveduto, con ripetuti
passaggi, ad ossigenare lo specchio acqueo ricoperto dalla leggera
iridescenza fino alle 2,50, momento in cui l'attività di bonifica è
stata sospesa per difficoltà operative a causa dell'eccessiva
frantumazione della macchia oleosa ».
Il Comando
Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ancona, scrive (Prot. n. 1182
del 01.04 2003): « Si provvedeva, in collaborazione con la
Capitaneria di Porto di Ancona ed il rimorchiatore Grecale (…) alla
delimitazione della zona interessata dallo sversamento (…) oltre
all'ossigenazione della zona interessata attraverso la propulsione dei
mezzi navali impiegati. Alle ore 2,50 le operazioni venivano sospese (…)
a causa dell'eccessiva frantumazione della macchia oleosa con
conseguente difficoltà operativa ».
-
Perché
la relazione dell'API non parla assolutamente della ossigenazione
dello specchio acqueo, né della iridescenza, né della attività di
bonifica e, tanto meno, della eccessiva frantumazione della macchia
oleosa?
-
Dunque c'era o non c'era la macchia
oleosa nella zona della petroliera COSMO?
-
Se la Cap. di Porto ed i VV.FF. parlano di
eccessiva frantumazione, la macchia oleosa "trovata" a 1.200 mt era
una porzione di una macchia più ampia?
-
Chi, quando e con che mezzi
ha frantumato la macchia oleosa?
-
Come mai
l'API dichiara la "impossibilità
oggettiva di riscontro della chiazza oleosa" mentre i
VV.FF dichiarano di aver effettuato la "delimitazione della zona
interessata dallo sversamento" e la relativa "ossigenazione
della zona "?
LA CONCENTRAZIONE DI OLI MINERALI
RILEVATA IN MARE
Con il verbale di
prelievo N° 13SCR/2003 datato 01.04.2003 del Servizio Acque, l'ARPAM ha
effettuato il prelievo dell'acqua del mare a 500 m. dalla riva, al largo
di Palombina Vecchia.
L'Analisi ha quantificato la presenza di
Oli minerali in 0,73 mg/l.
Il riferimento normativo è il DPR n° 470
del 08/06/1982 (attuazione della direttiva CEE n. 76/160 relativa
alla qualità delle acque di balneazione).
Nell'Allegato 1 del DPR è scritto:
|
parametro |
valore limite |
frequenza
campioni |
metodo di
analisi |
|
Oli
minerali |
assenza di pellicola visibile alla
superficie dell'acqua e assenza di odore < 0,5mg/l |
bimensile |
ispezione visiva e olfattiva. |
Inoltre, se lo sversamento fosse avvenuto
nel periodo estivo, in base all'art. 6 dello stesso DPR 470/82, il
Sindaco di Falconara avrebbe dovuto immediatamente dichiarare
temporaneamente non idonee alla balneazione le acque di fronte a
Palombina.
IL TERZO DUBBIO:
I TEMPI
DELL'INCIDENTE
Questo capitolo sui "tempi dell'incidente"
è significativamente trattato alla fine del presente documento poiché
tutti i dubbi espressi, relativamente alla reale quantità di gasolio
finito in mare ed alla relativa estensione/frantumazione della macchia,
si rafforzano ulteriormente con i dubbi che sorgono dal confronto tra la
ricostruzione ufficiale e quanto visto, udito, relazionato e consegnato
alle Autorità preposte dai cittadini.
La ricostruzione dell'API:
« Alle ore 22,42 del
31.03.03 (…) si è verificata la rottura di una delle due manichette (…).
Subito dopo aver interrotto la caricazione, il suddetto personale ha
provveduto ad allertare la Cap. di Porto, la nave Rec-Oil m/b Grecale
1, il capofabbrica e tutte le funzioni di raffineria interessate. (…)
Sul posto giungevano quasi contemporaneamente sia il Grecale 1 che la
motovedetta della Cap. di Porto alle quali si aggiungeva, qualche tempo
dopo, anche la motovedetta dei VV.FF. ».
Inoltre, nel Verbale
ARPAM n. 13SCR/2003 del 01.04.2003, il Capo reparto ufficio mare
dell'API ha dichiarato che « (…) in accordo con la Capitaneria
Sezione mare di Falconara ed in considerazione della modica quantità
di prodotto sversato in mare, non sono stati utilizzati solventi ed
altri agenti disperdenti nonostante questi fossero presenti ed in
dotazione al pontile ed alla m/b Grecale. Il Bellucci dichiara che al
momento dell'evento è stata avvertita solo la Capitaneria di Porto
».
La relazione del Comitato del quartiere
Villanova:
« Dalle ore 21,05 alle 21,30:
una densa nube di vapore o fumo si è diffuso ed innalzato dal pelo del
mare ed ha avvolto la prua (lato dx) della nave COSMO, la quale era
attraccata all'estremità del pontile API.
Ore 21,40:
il Consigliere regionale Moruzzi avvertiva la Cap. di Porto di AN. Il
Comitato di Villanova avvertiva il Centro Emergenze del Comune di
Falconara M.ma.
Ore 21,45:
il Comitato chiedeva informazioni alla sez. di Falconara della Cap. di
Porto la quale riferiva di aver ricevuto notizie dal Capitano della nave
COSMO circa una prova tecnica di svaporamento.
Ore 23, 45:
si è ripetuto, con meno intensità, il fenomeno del vapore o fumo come
alle ore 21,05. Si diffonde puzza di gasolio nel quartiere Villanova.
I dubbi:
-
Se la prima
operazione di svaporamento è stata una prova, è strano che essa sia
stata eseguita proprio poco tempo prima di uno sversamento in mare,
dalla nave, di prodotto petrolifero.
-
In particolare, che l’operazione medesima
era stata una prova, è stato comunicato preventivamente alla Sezione
distaccata di Falconara della Capitaneria di Porto o è stato
comunicato ad essa dopo che l’Ufficio Marittimo suddetto aveva chiesto
chiarimenti a seguito della prima segnalazione alla Capitaneria di
Porto di Ancona da parte del Consigliere Moruzzi?
-
Come mai la identica
operazione di svaporamento è stata effettuata anche alle ore 23,45 (ad
incidente già avvenuto, secondo la ricostruzione dell'API)?
-
Il vapore può essere
utilizzato per frantumare una macchia oleosa e/o farne evaporare la
porzione di idrocarburi più leggeri (di cui, per esempio, il gasolio è
ricco)?
-
Quale motivo logico c'era per l'API di "concordare"
l'intervento con la Sez. mare di Falconara della Capitaneria di
Porto dal momento che :
-
nelle ore notturne ha
soltanto un presidio e non è dotata di mezzi
navali;
-
l'API dichiara che il personale addetto ha
"allertato la Cap. di Porto" e la Cap. di Porto di Ancona
conferma che " La centrale operativa della Capitaneria di Porto è
stata subito allertata dall'API";
-
la motovedetta della Cap. di Porto di AN
cp 861, accorsa sul luogo, avrebbe potuto valutare più
compiutamente se utilizzare o meno i solventi!
COMITATO 25 AGOSTO
COMITATO DEL QUARTIERE VILLANOVA
COMITATO DEL QUARTIERE FIUMESINO
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