|
Nonostante le numerosissime
sollecitazioni dei Comitati, sulla questione della proprietà della
sponda destra del fiume Esino (zona foce), ovvero di una porzione di
essa, il Comune di Falconara, la Provincia di Ancona e la Regione Marche
tacciono incredibilmente.
I Comitati, nel più totale
isolamento istituzionale a cui sembrano essere stati relegati, dopo più
di un anno di indagini e dettagliate note inviate anche al Ministero
dell'Ambiente, alla Capitaneria di Porto di Ancona, all'Autorità
Portuale e agli Uffici del Catasto hanno ottenuto dall'Agenzia del
Demanio di Ancona il documento dirimente la situazione.
Nel documento dell'Agenzia
datato 10 Ottobre 2002, Prot. n. 2002/5806/626 FAN, è scritto che: «
Il confine tra il demanio e la proprietà API sulla sponda destra del
fiume Esino coincide con la recinzione posta sul cordolo esterno della
strada di proprietà API parallela al fiume Esino ».
Cartina alla mano ciò
significa:
che la sponda destra del fiume Esino,
zona foce,
è interamente proprietà demaniale,
cioè pubblica!
-
Le conseguenze di tale
situazione patrimoniale sono notevolissime e altrettanto gravissime :
-
risulterebbe non vero
ciò che, numerose volte, i Dirigenti dell'API hanno dichiarato e
scritto in documenti ufficiali inviati agli Enti Pubblici, e cioè che
quella porzione di sponda dell'Esino sia « terreno di proprietà API
»;
-
il pesantissimo
inquinamento da idrocarburi risultato dalle analisi chimiche eseguite
su campioni di terra e acqua prelevati dal personale dell'ARPA
Marche su quel tratto di sponda dell'Esino, per la prima volta,
dal 6 al 9 Marzo 2001, ha leso un bene pubblico, ha
contaminato una importante porzione di territorio fuori della
proprietà API;
-
le parole e i documenti
dei Dirigenti dell'API che hanno sempre sostenuto che
l'inquinamento da idrocarburi è circoscritto alla zona su cui sorgono
gli impianti vengono clamorosamente smentiti dai fatti e da un
Organo Pubblico dello Stato.
-
Alla luce della situazione
patrimoniale della sponda dell'Esino accertata dai cittadini ci
dicano Comune, Provincia e Regione :
-
se il tratto di
barriera di acciaio ormai conficcato dall'API per 140 m. sulla sponda
dell'Esino abbia le prescritte autorizzazioni delle opere eseguite su
un bene demaniale - pubblico;
-
se hanno intenzione di
disinteressarsi ancora del reale pericolo di una eventuale cessione
della sponda ad opera della Patrimonio S.p.A.;
-
se ritengono di non
chiarire le affermazioni e le dichiarazioni dei Dirigenti della
Raffineria API circa la proprietà della sponda del fiume Esino e di
non adottare a riguardo i dovuti provvedimenti conseguenti !
Alleghiamo alla presente i
valori di inquinamento rilevati dall'ARPAM |