CONFERENZA STAMPA

 

Oggetto : inquinamento fiume Esino e situazione catastale sponda destra fiume Esino (particella 319)
 
Data : 27 Gennaio 2003
 

Nonostante le numerosissime sollecitazioni dei Comitati, sulla questione della proprietà della sponda destra del fiume Esino (zona foce), ovvero di una porzione di essa, il Comune di Falconara, la Provincia di Ancona e la Regione Marche tacciono incredibilmente.

I Comitati, nel più totale isolamento istituzionale a cui sembrano essere stati relegati, dopo più di un anno di indagini e dettagliate note inviate anche al Ministero dell'Ambiente, alla Capitaneria di Porto di Ancona, all'Autorità Portuale e agli Uffici del Catasto hanno ottenuto dall'Agenzia del Demanio di Ancona il documento dirimente la situazione.

Nel documento dell'Agenzia datato 10 Ottobre 2002, Prot. n. 2002/5806/626 FAN, è scritto che: « Il confine tra il demanio e la proprietà API sulla sponda destra del fiume Esino coincide con la recinzione posta sul cordolo esterno della strada di proprietà API parallela al fiume Esino ».

Cartina alla mano ciò significa:

che la sponda destra del fiume Esino, zona foce,

è interamente proprietà demaniale, cioè pubblica!

  1. Le conseguenze di tale situazione patrimoniale sono notevolissime e altrettanto gravissime :

  • risulterebbe non vero ciò che, numerose volte, i Dirigenti dell'API hanno dichiarato e scritto in documenti ufficiali inviati agli Enti Pubblici, e cioè che quella porzione di sponda dell'Esino sia « terreno di proprietà API »;

  • il pesantissimo inquinamento da idrocarburi risultato dalle analisi chimiche eseguite su campioni di terra e acqua prelevati dal personale dell'ARPA Marche su quel tratto di sponda dell'Esino, per la prima volta, dal 6 al 9 Marzo 2001, ha leso un bene pubblico, ha contaminato una importante porzione di territorio fuori della proprietà API;

  • le parole e i documenti dei Dirigenti dell'API che hanno sempre sostenuto che l'inquinamento da idrocarburi è circoscritto alla zona su cui sorgono gli impianti vengono clamorosamente smentiti dai fatti e da un Organo Pubblico dello Stato.

  1. Alla luce della situazione patrimoniale della sponda dell'Esino accertata dai cittadini ci dicano Comune, Provincia e Regione :

  • se il tratto di barriera di acciaio ormai conficcato dall'API per 140 m. sulla sponda dell'Esino abbia le prescritte autorizzazioni delle opere eseguite su un bene demaniale - pubblico;

  • se hanno intenzione di disinteressarsi ancora del reale pericolo di una eventuale cessione della sponda ad opera della Patrimonio S.p.A.;

  • se ritengono di non chiarire le affermazioni e le dichiarazioni dei Dirigenti della Raffineria API circa la proprietà della sponda del fiume Esino e di non adottare a riguardo i dovuti provvedimenti conseguenti !

Alleghiamo alla presente i valori di inquinamento rilevati dall'ARPAM

 
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