50° ordinazione sacerdotale di p. Mariano Magrassi

 

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2 agosto 2003

 

Giorno da ricordare, questo, per la comunità monastica della Scala. La celebrazione del 50° di ordinazione sacerdotale di p. Mariano si è svolta in un clima di serena e intima partecipazione.   Volutamente l’avvenimento non è stato pubblicizzato, anche perché le condizioni di salute di p. Mariano non avrebbero permesso una eccessiva presenza di invitati che, sappiamo, sarebbero accorsi numerosi e di buon grado. Ma ugualmente abbiamo percepito il clima di preghiera che si è creato attorno a lui, anche da parte di coloro che non erano presenti, e i sentimenti di ringraziamento che hanno animato tutta la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Bari s. ecc. mons. F. Cacucci. Di ringraziamento ha parlato il p. Abate Guido all’inizio della S. Messa, facendosi portavoce dei nostri sentimenti e anche d quelli dell’amato p. Magrassi, che ha donato tutta la vita: “sacrificandosi senza posa per la diocesi che ha governato in tanti anni senza risparmiarsi. A lui il Signore conceda il meritato riposo e il premio per quanto ha fatto con tanta dedizione. Il Signore gli conceda anche la forza di vivere con serenità i momenti di sofferenza del presente. A lui la manifestazione del nostro affetto, stima e riconoscenza per quanto ha fatto per la diocesi e la chiesa intera”.

Particolarmente toccante l’omelia di mons. Cacucci che con parole ricche di umanità e di calore ha così commentato l’evento e il significato del Giubileo:

“Il Giubileo è la celebrazione del primato di Dio nella vita. Nel libro del Levitico si afferma che ogni 50 anni è necessario che la terra si riposi. Ma in questa istituzione vi è, implicitamente, l’affermazione che Dio è il padrone di tutto il creato, della nostra vita. È importante testimoniare il primato di Dio nella nostra vita. P. Mariano, a cui siamo legati da immenso affetto, in questo giubileo celebra il primato totale di Dio nella sua vita. Quanto abbiamo letto nella colletta: “… che continui ad essere dispensatore del ministero”, non era una formalità: con la sua vita egli continua a praticare il ministero sacerdotale. Il Giubileo è collegato nel libro dell’Esodo all’idea di pellegrinaggio nel deserto. Il deserto prima o poi fa la sua comparsa nella nostra vita. Da alcuni può essere vissuta come assenza apparente di Dio, da altri come allontanamento da Lui, ma può anche essere il deserto della malattia. Anch’essa però è affermazione di Dio e della sua Parola. Per ciascuno di noi Dio ha stabilito un deserto in cui celebrare il Giubileo. Questa stessa celebrazione non è solo uno stringerci attorno al p. Mariano ma ha un significato di fede profondo. È l’espressione dello stesso insegnamento di Gesù, che ha sperimentato nella sua vita il primato assoluto del Padre, nell’adempimento della sua volontà anche attraverso la croce. In fondo, la celebrazione del Giubileo è la celebrazione dell’eternità di Dio e della nostra eternità. Auguri p. Mariano”

 

Anche mons. Padovano, vescovo della nostra diocesi di Conversano-Monopoli, ha rivolto alcuni pensieri a p. Mariano riportando alcune frasi di s. Agostino: “Caro Padre, riprendo alcune affermazioni di un santo che Lei amava molto citare: Agostino, il quale diceva: “La dignità del padre è motivo di festa per i figli e la gloria del pastore, motivo di gioia per il gregge”. Siamo qui per esprimere tutta la nostra gratitudine, amicizia, affetto, siamo qui ad implorare per Lei serenità, gioia e pace”.

 

Alla fine della Celebrazione eucaristica mons. Cacucci ha letto anche gli auguri rivolti direttamente dal S. Padre Giovanni Paolo II a mons. Magrassi.

 

Durante tutta la giornata, sia la s. Messa, sia i festeggiamenti in suo onore p. Mariano si è mostrato presente e particolarmente attento a quanto stava accadendo. Durante l’abbraccio di pace in cui ha accolto con un gran sorriso tutti i con celebranti presenti, tra cui d. Lino Larocca suo segretario durante gli ultimi anni di servizio alla diocesi di Bari, mons. Colucci e il vicario generale della diocesi di Bari Bitonto d. Mimì Ciavarella.