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Così l'Italia si svenderà
a Berlino
di Magdi Cristiano Allam
il Giornale | 30.01.2012
Dopo
il diktat della Merkel alla Grecia ormai siamo in guerra. Non con i
carri armati ma con la finanza, che è pur sempre un’arma di distruzione
di massa che a livello globale sta destabilizzando gli Stati sovrani,
estromettendo dal potere governi democraticamenteeletti, costando cifre
da capogiro a causa della speculazione e mietendo milioni di vittime.
Non sono morti ammazzati ma morti dentro: persone che perdono la
certezza della vita, a cui viene lesa la dignità, che non sono più
libere di scegliere, ridotte in povertà o alla fame, costrette alla
solitudine dell’emigrazione o di chi non avrà mai una propria famiglia,
comunque impossibilitate ad essere pienamente se stesse a casa propria.
Talune preferiscono suicidarsi, come i nostri imprenditori sopraffatti
dall’attesa per i crediti contratti con lo Stato, mentre per ora una
maggioranza relativa si rassegna al «male minore» confidando in un
miracolo affidato alle tecnocrazie espressione dei poteri finanziari
transnazionali, nella convinzione che non vi sia alternativa alla
competizione fino all’ultimo sangue nello scenario della finanza e
dell'economia globalizzata.
editoriale
Fuga dall'Unione europea
di Raffaello Volpe
ItalianiLiberi | 26.01.2012
Introduzione di Ida Magli
Presentiamo
ai nostri lettori una riflessione su due testi che in apparenza non
hanno nulla a che fare con i nostri problemi attuali. Viceversa si
tratta di una “rappresentazione” del nostro presente e del nostro
futuro. Purtroppo nessuno parla di questo anticipo della
“prigionia-campo di concentramento Europa”, reiterando invece la
cosiddetta “Memoria dell’Olocausto” che tutti conoscono ormai molto
bene.
L’Italia
è un paese comunista e il fatto che le Sinistre (con un passato
appassionatamente comunista) siano le migliori alleate dell’Europa
mondialista in mano ai banchieri, nasconde e al tempo stesso rivela il
sistema sofisticato e perverso messo in atto per instaurare la
dittatura finanziaria sui sudditi. Una dittatura che infatti ha come
sue prime vittime coloro che hanno a che fare con i fallimenti
finanziari. Non hanno bisogno di fucilarli. Per questo il sistema è
sofisticato e perverso: si suicidano. Si sono suicidati centinaia di
funzionari della France Telecom nel 2008; si sono suicidati e si stanno
suicidando, nell’indifferenza di governi e di giornalisti, i piccoli
imprenditori - due Italiani soltanto nell’ultimo mese - che non sono
più in grado di pagare i dipendenti e salvare le proprie aziende.
Una nazione che si fa governare dai banchieri diventa anch’essa rapidamente perversa. L’Italia lo è già.
Ida Magli
Ivan Solonevich, Fra i deportati dell’U.R.S.S., Fratelli Bocca Editori, Milano, 1939
Ivan Solonevich, La fuga dal Paradiso sovietico, Fratelli Bocca Editori, Milano, 1939
editoriale
Va "a regime"
il passaggio dell'Arma
dei Carabinieri all'Ue
di Ida Magli
ItalianiLiberi | 11.01.2012
I
nostri governanti ci odiano e ne abbiamo le prove ogni giorno. Visto
che i Carabinieri sono l'unica istituzione dello Stato nella quale gli
Italiani abbiano fiducia e da cui si sentano protetti "davvero", ossia
senza l'acredine implicita ed esplicita degli altri corpi dello Stato,
i governanti ce li tolgono. La decisione di abolire le polizie
nazionali armate risale a molti anni fa ed è stata presa dall'Unione
europea, naturalmente per togliere potere ai singoli Stati nel modo più
efficace: assumendo in proprio le funzioni di controllo sull'ordine
pubblico e su moltissime altre situazioni "delicate" delle quali non ci
è stato detto nulla. Esistono i "Trattati", firmati quindi anche
dall'Italia, ma come al solito ci vengono tenuti nascosti, con la
complicità dei mezzi di comunicazione di massa, perché i governanti
sanno benissimo di agire contro la volontà e gli interessi dei
cittadini.
La questione "Unione europea", infatti, è chiusa in una sola
affermazione: i singoli Stati debbono sparire, assorbiti dall'Europa,
possibilmente senza che i cittadini se ne accorgano. Per questo i
governanti collaborano nel silenzio più fraudolento, facendo entrare
nel corpo dello Stato il cavallo di Troia che porta all'interno il
nemico europeo sotto le vesti di "Italiano", come è successo
recentemente con il nostro governo.
Gli Italiani Liberi vogliono
almeno che i cittadini sappiano che in questi giorni verrà attuato
questo passaggio così che possano far sentire la loro voce di protesta
e indurre i giornalisti a loro volta a parlarne.
(cfr: "L'eurocrazia si prende l'Arma - di Solange Manfredi)
STAMPA
2011: l'anno peggiore
2011: The Worst Year Ever
di Ida Magli
ItalianiLiberi | 05.01.2012
Con
il 2011 si è chiuso l’anno peggiore della storia d’Italia dalla fine
della seconda guerra mondiale. Abbiamo perduto la democrazia, abbiamo
perduto l’indipendenza, siamo diventati poveri, ci troviamo nella
condizione assurda di essere “rappresentati” da parlamentari che hanno
tradito il mandato ricevuto dai cittadini. Parlamentari che avevano due
strade legittime da seguire di fronte alla nomina irrituale da
parte del Capo dello Stato di un governo non eletto da nessuno: non
dargli la fiducia in Parlamento, oppure dimettersi tutti dal proprio
incarico rinviando le scelte ai cittadini. Non l’hanno fatto, e
continuano a mantenere in vita un governo illegittimo affermando con
ogni loro Sì di essere incapaci di fare il proprio lavoro delegandolo
ad altri, e prendendo anche di conseguenza uno stipendio cui non
hanno diritto.
STAMPA
Lucio Caracciolo:
«È una moneta senza sovrano. Così è destinata
a esplodere».
di Giuseppe Matarazzo
Avvenire | 31.12.2011
(MILANO) Euro
sì, euro no? A questo "dilemma", in tempi non sospetti, Lucio
Caracciolo, direttore della rivista italiana di geopolitica «Limes» e
docente di Studi strategici alla Luiss, ha risposto chiaramente. Già
nel 1997 usciva per Laterza con un libro dal titolo inequivocabile:
«Euro no. Non morire per Maastricht». Oggi, a dieci anni dall'ingresso
della moneta unica europea, l'Europa è al suo capezzale.
Cosa non ha funzionato?
Il problema dell'euro non è strettamente economico o monetario, ma
politico. È una moneta senza sovrano. Oggi di fronte al convergere di
una crisi esterna, con la cattiva gestione del «caso Grecia», è emersa
la crisi strutturale dell'Unione europea, l'incapacità di capire cosa
sta succedendo e come uscirne. Lo scopriremo o attraverso l'esplosione
dell'euro o con una presa di coscienza, che porti a determinare un
sovrano politico che garantisca questa moneta. Ma credo che la seconda
ipotesi sia più difficile della prima.
È più facile che esploda l'euro?
Obiettivamente, sì. Non siamo riusciti in 10 anni ad avere un sovrano europeo, figuriamoci in tre mesi.
Ma sarebbe un disastro...
Sarebbe una crisi non solo monetaria ma anche sociale e politica. Com'è
già in tutto e per tutto quella che stiamo vivendo. Ma non sarebbe una
catastrofe. Non diamo alla moneta in sé un valore superiore a quello
che rappresenta. È sempre un mezzo di pagamento.
Qual è il peccato originale?
L’euro non è nato, né rischia di morire, per ragioni economiche. Fu
concepito da francesi e italiani per punire la Germania che aveva osato
riunificarsi e poteva avere mire espansionistiche. Per questo abbiamo
preteso la cessione del marco e dell'egemonia della Bundesbank alla
Bce. Il cancelliere Kohl contro la netta maggioranza dei tedeschi
accettò il compromesso. Adesso l'insofferenza di Berlino sta venendo
fuori.
Basterà il nuovo trattato a sistemare le cose?
Temo di no. Se gli esiti generali della crisi sono incerti, è certo che
il prossimo trattato sarà solo un ulteriore passo in questa agonia.
Nella migliore delle ipotesi sarà il tentativo di costruire una zona
euro ristretta.
Con due euro...
L'idea di un euronucleo è vecchia quanto l'euro. Ma una cosa è farla
mentre c'è il bel tempo. Un'altra è immaginare un'arca di Noè che
traghetti i superstiti nella tempesta di oggi.
L'Europa si scopre un gigante dai piedi d'argilla?
L'Ue è diventata una struttura autoreferenziale, non animata da regole
ma da rapporti di forza. Si sono svuotate le democrazie nazionali senza
costruire una democrazia europea. Così di democrazia in Europa n'è
rimasta poca.
Che ruolo gioca l'Italia?
Si è ritrovata a essere il perno del sistema monetario ed economico. Se
andiamo in bancarotta noi, fallisce l' euro. E tutti, ma proprio tutti,
hanno interesse che ciò non succeda. Prima eravamo assenti, ora subiamo
un'attenzione straordinaria.
Giustificata?
Direi di sì. È meno giustificato che non utilizziamo questa occasione
per rialzare la testa: abbiamo la possibilità, non dico di dettare le
condizioni, ma almeno di far valere le nostre ragioni per uscire dalla
crisi più forti e non più deboli. Invece cerchiamo solo il compito da
mettere in bella.
LETTERE
|
28 Dicembre 2011
di P.P.
|
Scrivo
per far conoscere l'ennesimo attacco al popolo italiano che gli
oligarchi al governo stanno portando avanti praticamente in segreto.
Nel
vertice del 9 dicembre i Paesi europei hanno deciso di stipulare anche
un patto fiscale. Questo patto impone ai Paesi con un rapporto
debito pubblico/PIL superiore
al 60%, tra essi rientra l'Italia, di ridurlo di un ventesimo della
differenza con il valore ottimale. Questo vuol dire una lunga serie di
manovre " SalvaItalia" (esempio di neo-lingua
orwelliana visto l'esito recessivo che solo il suo annuncio ha
provocato). Quindi nel giro di pochi anni la struttura industriale
italiana sarà distrutta e gli italiani ridotti in forte miseria.
C'è la possibilità di emendare questa norma,
ma il termine, tenuto segreto dal Governo, scadrà domani 29 dicembre.
Il governo tecnocratico ha imposto il silenzio ai funzionari del
ministero dell'economia che si occupano di questi emendamenti. Così,
molto democraticamente, sarà aggirato e raggirato il popolo italiano, a
parole sovrano!
Per
farci digerire quelle maniovre ci diranno poi che sono volute
dall'Europa e che servono per salvarci, come stanno già facendo adesso.
Tutti i dettagli sul blog del docente di Economia presso l'Università di Tor Vergata, Gustavo Piga:
http://www.gustavopiga.it/2011/gioco-di-ombre-salvate-leuropa-per-favore/
|
editoriale
Stranieri al governo
di Rosaria Impenna
Italiani
Liberi | 26.12.2011
Il
salto logico che gli Italiani non sono ancora riusciti a compiere è
considerarsi governati da “stranieri”. Quando essi, similmente ai
popoli delle varie Nazioni d’Europa, comprenderanno questo principio
semplice e al tempo complesso, si renderanno conto di essere sudditi al
Potere di dominatori. Solo nella tragica ammissione di ciò è possibile
interpretare la perentoria durezza che risiede nelle parole del
presidente Napolitano, sulla insistenza che nessuna “emergenza
costituzionale” è implicita al governo tecnico e sulla necessità che
anche i meno abbienti debbano compiere sacrifici, perché l’Italia resti
in Europa...
editoriale
L'impero sulle nostre spalle
di Ida Magli
Italiani
Liberi | 18.12.2011
La
verità sulla storia degli Italiani non è ancora mai stata raccontata
perché sono i vincitori a scriverla e i vincitori sono sempre i
governanti, i Capi, non il popolo. Una cosa però è sicura: è stata
sempre uguale a quella che stiamo vivendo in questo periodo. Gli
Italiani, debbono sacrificarsi, pagare, soffrire, combattere, morire
affinché i politici di turno possiedano il proprio Impero. E’ questo
che hanno perseguito, sotto le vesti dell’unificazione europea, dalla
fine della seconda guerra mondiale ad oggi: possedere un Impero, alla
pari di ogni governante, Dittatore, Re, Papa o Imperatore del passato.
Contrariamente al passato, però, questa volta l’impero non era
possibile conquistarselo con gli eserciti combattenti: la seconda
guerra mondiale, con le sue catastrofiche conseguenze, con l’atomica e
le due potenze mondiali in lotta fra loro, costringeva a seguire un
percorso nuovo. E’ nata così una grande idea: farsi l’Impero tutti
d’accordo, con la pace, con il denaro, con le banche..
editoriale
Alla guerra dell'euro
The War of the Euro
di Ida Magli
Italiani
Liberi | 9.12.2011
Porta questo titolo: “Alla guerra dell’euro”
l’ultimo numero di Limes, la rivista di geopolitica diretta da Lucio
Caracciolo. Anche questo numero è scritto come sempre da persone molto
competenti e, per quanto riguarda l’Unione europea, quasi del tutto
obiettive. Dico “quasi” perché, sebbene siano comparsi più volte
fascicoli di fuoco sull’Europa e sull’impossibilità della sua
realizzazione (ricordo fra gli altri: “L’Europa è un bluff”),
si è però sempre sentita sotto traccia una specie di dolorosa rabbia
per questa impossibilità. Insomma: se si potesse fare sarebbe
bellissima, ma di fatto non si può. Non si può per gli innumerevoli,
evidenti motivi di ordine geopolitico, storico, economico, che ormai
anche l’ultima delle casalinghe ha imparato a conoscere bene perché ne
ha vissuto le tragiche conseguenze in questi anni nei quali i politici
hanno imposto l’unificazione.
editoriale
La nuova Duma
The new
Duma
di Ida Magli
Italiani
Liberi |
4.12.2011
Finalmente
i progettisti dell’Unione europea hanno gettato la maschera. Una
maschera debole, trasparente, quasi inutile, quella che hanno portato
fino ad oggi, ma pur sempre maschera. Mercato, mercato, mercato;
finanza, finanza, finanza; ma soprattutto: democrazia, democrazia,
democrazia. Da oggi, non più. Abbasso la democrazia, viva la dittatura.
Il New York Times esalta il
suo nuovo eroe: il Re Giorgio che, con piglio autoritario, è riuscito
in un colpo solo a far governare l’Italia da persona non eletta e a far
indossare al Parlamento italiano le vesti della Duma, quella Duma di
cui il nostro Presidente sentiva profonda nostalgia visto che era
formata dal partito unico e approvava immancabilmente le decisioni
prese da Stalin.
editoriale
La crisi dell'euro
non è sanabile
The
Crisis of the Euro Cannot be Solved
di Ida Magli
Italiani
Liberi |
30.11.2011
La crisi
dell’euro non è sanabile. Nessuno vi può riuscire, che sia o non sia un
esperto banchiere o persona di fiducia del mondo intero. Non vi può
riuscire neanche bruciando nel crogiolo dell’euro tutti i beni che gli
Italiani e gli altri popoli d’Europa possiedono. Si sente dire in
questi giorni che alcune grandi banche americane stanno preparandosi al
crollo della moneta unica: non è possibile che i capi dei governi
europei, responsabili della vita e dei beni di centinaia di milioni di
persone, si rifiutino di ammettere questa possibilità preparando una
qualche via di fuga, un’estrema uscita d’emergenza. E’ un loro preciso
dovere predisporre un ordinato ritorno alla moneta nazionale in caso di
necessità, invece di aspettare il caos del crollo globale. Gli
strumenti a disposizione non mancano. Faccio un solo esempio: la lira
non è ancora andata fuori corso. Si può cominciare ad emettere una
parte dei titoli di Stato in lire esclusivamente per il mercato
italiano e a far circolare la doppia moneta, così come si è fatto nel
primo periodo del passaggio all’euro. Sappiamo bene quanto siano capaci
di creatività i tecnici della finanza: la mettano all’opera. continua
USCIRE
DALL'EURO E RIPRENDERCI LA SOVRANITA' MONETARIA: se
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Uscire dall’euro
e riprendersi
la sovranità monetaria
Get
out of the Euro, Take back our Monetary Sovereignty
di Ida Magli
Italiani
Liberi |
11.11.2011
Non
ci sono altre vie d’uscita alla situazione: dall’euro e
riprendersi la sovranità monetaria. Il quadro è ormai chiarissimo agli
occhi di tutti: lo scopo dell’alta finanza e dei banchieri che guidano
il mondo è quello di averlo totalmente nelle loro mani distruggendo gli
Stati nazionali e ogni differenza politica ed economica.
La prima a dover essere distrutta è l’Europa; le fasi che stiamo
vivendo ne sono la più chiara testimonianza. Siamo pilotati
spietatamente dalla Banca centrale europea verso la nostra fine, sotto
le vesti del fallimento finanziario. A poco a poco i banchieri prendono
il posto dei politici e la democrazia viene messa a tacere, come è
successo in Grecia dove invece del referendum annunciato è stato
nominato primo ministro un ex vicepresidente della Bce. In Italia, dopo
averla spinta nel baratro del debito con gli attacchi ai nostri titoli,
è stato inviato dal nido della Bce, dove è stato arroccato per oltre
vent’anni, il signor Mario Monti con l’incarico di liquidare qualsiasi
volontà di governo democratico e gli ultimi beni che l’Italia possiede.
Dobbiamo chiedere, dunque, nuove elezioni e presentarci in un partito
che unisca, al di fuori di ogni ideologia politica, tutti coloro che
vogliono raggiungere questo solo scopo:
uscire
dall’euro, denunciando come illegittima, e quindi invalida, la rinuncia
alla sovranità monetaria da parte di uno Stato sovrano; ricominciare a
battere la moneta “Lira” e riservare l’acquisto dei titoli di Stato
esclusivamente ai cittadini italiani.
Tutti i soci degli Italiani Liberi, tutti i loro amici e chiunque
condivida questa proposta può mandare la propria firma, un'email col
proprio nome, o il proprio pensiero all'indirizzo degli Italiani Liberi.

posta@italianiliberi.it
Ida Magli
11 novembre 2011
stiamo
ricevendo le vostre numerose email. potete esprimeteci il vostro
pensiero sull'europa che sta trasformando cosI' profondamente le nostre
vite e il nostro destino senza
averci mai interpellato in merito, senza dibattito politico e
imponendoci l'euro senza averne mai sperimentato l'impatto sociale ed
economico sulle singole realtà nazionali. da questi stessi esperti ci
aspettiamo ora la salvezza? Vai alla pagina dei messaggi dei lettori
editoriale
Berlusconi e la sua fine: tante speranze e
pessimo risultato
Berlusconi
and his End: Great Hopes and Bad Results
di Ida Magli
Italiani
Liberi |
15.11.2011
Aggiungiamo
Silvio Berlusconi al lunghissimo elenco dei governanti traditori
dell’Italia. Dispiace, dispiace molto, ma la conclusione è purtroppo
soltanto questa. Avrebbe potuto almeno, una volta deciso di uscire di
scena, fare un grande gesto per rimanere alla storia, cosa che
viceversa non succederà perché nulla ha fatto che possa interessare la
storia. Avrebbe potuto, perso per perso, invece che inginocchiarsi
davanti ai banchieri, ribellarsi al colpo di stato ordito dal
Presidente della Repubblica e affermare, com’era suo dovere, che
avrebbe difeso i diritti democratici degli Italiani. I motivi per
prendere questa decisione erano due, e tutti e due talmente evidenti
che nessuno, salvo che i suoi miserrimi nemici, avrebbe potuto
contestarli. continua
editoriale
No! Questo No!
No! Not
This!
di Ida Magli
Italiani
Liberi |
10.11.2011
No,
Signor Napolitano, non sopporteremo una simile nauseante “furbata”.
Creare all’improvviso un senatore a vita per far credere che si tratti
di un politico e fingere così che l’Italia non si sia consegnata nelle
mani dei banchieri, è un sotterfugio intollerabile. Quale disprezzo per
i poveri Italiani! Quale disprezzo per la Repubblica e per la politica!
Abbiamo, dunque, così la misura della spaventosa miseria civile e
morale dei nostri “rappresentanti”. La Bibbia afferma che “Dio vomita
gli ipocriti”. Sono certa che non ha mai vomitato tanto. continua
editoriale
Crollo della democrazia
e crollo del buon senso
di Ida Magli
Italiani
Liberi |
01.11.2011
Nel
momento in cui sto scrivendo questa breve nota (1 novembre 2011 ore 11)
la borsa italiana perde più del 5% Cosa c’è di diverso da ieri?
L’Italia è sicuramente la stessa, anzi. Approfittando del giorno
festivo, molti sono andati tranquillamente fuori città mentre
Berlusconi, Bersani, Vendola e compagni litigano come il solito (anzi,
data la festività, forse un po’ meno del solito). I commentatori
affermano tutti che: “La Grecia ha terrorizzato i mercati annunciando
l’intenzione di indire un referendum popolare sui nuovi prestiti
concordati con l’Ue”. Che cosa significa? Semplicemente che, nella
democraticissima unione europea, chiedere un parere al popolo su ciò
che decidono i governanti, dovrebbe essere proibito, come ha già
rilevato Angela Merkel con il suo sdegno per l’iniziativa del Premier
greco: il loro No, infatti, è sicuro. continua
editoriale
IL PAPA E LE CROCIATE
Perché è impossibile
scusarsi per la storia
di Ida Magli
il Giornale | 29.10.2011
Uno
dei problemi forse più gravi della nostra società e del nostro tempo è
l’incapacità di capire la storia. Si è discusso molto, è vero, di
“revisionismo”, ma anche su che cosa si intenda per revisionismo è
difficile trovare un accordo. Il ‘900, secolo di grande e rinnovato
sviluppo delle discipline storiche, ci ha lasciato la più grande
conquista: collocare sempre l’avvenimento nel suo contesto. Contesto
psicologico, religioso, politico, culturale o, se si vuole dirlo nei
termini dell’antropologia, capire il punto di vista dell’indigeno,
ossia dell’attore di quella storia, contemporaneamente soggetto e
oggetto di quel particolare contesto. La Chiesa non ha mai riconosciuto
validità al nuovo modo di intendere e di fare storia, cosa che, se è
permesso dirlo, le impedisce di comprendere non soltanto il proprio
passato, ma anche ciò che afferma come valido in assoluto
nell’attualità. Il “mea culpa” che Benedetto XVI ha pronunciato oggi a
nome di tutte le Chiese per gli errori dei cristiani, condannando le
violenze commesse dai crociati e dall’inquisizione, mette in crisi sia
i credenti nella Chiesa come istituzione divina che coloro che la
guardano semplicemente come un’istituzione religiosa e politica
importante. continua
editoriale
Unità degli Italiani
e unità degli europei
di Ida
Magli
lItalianiLiberi | 27.10.2011
Nel numero di “Panorama” del 26
ottobre 2011 è stato pubblicato un inserto intitolato Unità degli Italiani, unità degli Europei
con articoli di Remo Bodei, Valerio Castronovo, Carlo Azeglio Ciampi,
Giuseppe Galasso, Arrigo Levi, Tullio De Mauro, Ida Magli, Gianfranco
Pasquino, Chiara Saraceno, con un prologo di Davide Cadeddu.
Quando
nella primavera di quest’anno il Prof. Cadeddu mi chiese di scrivere
l’articolo pubblicato adesso in questo inserto, mi affrettai ad
avvertirlo che forse aveva sbagliato persona date le mie opinioni sulla
questione dell’unione europea. Mi spiegò, però, che conosceva bene la
mia posizione e che desiderava proprio delle idee contrastanti da
mettere a confronto. Gli mandai quindi l’articolo che gli amici degli
Italiani Liberi possono leggere qui di seguito. L’insieme delle
riflessioni pubblicate su Panorama colpisce soprattutto per una
caratteristica: i diversi autori parlano dell’Europa come ne avrebbero
parlato venti o trent’anni fa. Eppure hanno vissuto come tutti noi
questi lunghi anni di una unificazione impossibile. continua
editoriale
Donne e premi Nobel
di Ida
Magli
il
Giornale | 08.10.2011
Gà
da diversi anni i premi Nobel per la Pace hanno perso buona parte del
loro significato simbolico e del loro valore ideale a causa della
politicizzazione che ne guida l’assegnazione. Purtroppo non è rimasto
nulla, in Occidente, che non abbia questa valenza utilitaria: “Ci
serve? Quale profitto ne possiamo trarre?” Non un gesto, non una
parola, sfugge alla suprema legge economicistica che impera nel nostro
mondo. E, prima di tutto, nella “politica” che, essendo anch’essa
intessuta della legge del profitto, ha invaso ogni angolo, ogni pur
piccola parte del comportamento della società occidentale. Come avrebbe
potuto l’assegnazione dei premi Nobel sottrarsi ad una possibile
funzionalità politica? Quelli per la Pace, poi, invenzione abbastanza
grottesca di un Occidente che trova di continuo sottili, razionalissimi
motivi per muovere guerre a scopo di “pace”, si sono persino logorati
in questo gioco, ormai diventato troppo scoperto. Da questo punto di
vista non si può certo dimenticare l’assegnazione del premio per la
Pace ad un Obama che ancora non aveva avuto neanche il tempo di
accorgersi di essere diventato il Presidente della Nazione più armata
del mondo. E che, infatti, ha seguito in tutto e per tutto le abitudini
bellicose dei suoi predecessori. continua
editoriale
L'IMPOTENZA DEI CITTADINI DELLE DEMOCRAZIE EUROPEE
Via dall'euro dei bluff
Away from the
Euro Bluff
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 12.09.2011
Nella
storia che abbiamo alle spalle non abbiamo ancora mai visto i detentori
del potere riconoscere un proprio errore e fermarsi sulla strada
intrapresa. Le guerre, anche quelle recenti, così capaci di distruzione
e morte per i civili inermi nel cuore delle città, sono state portate
sempre fino all’estrema rovina. Perfino il bolscevismo sovietico,
malgrado l’evidente catastrofico fallimento dei suoi scopi già negli
anni 1929-30, ha dovuto attendere la propria naturale dissoluzione
prima che i politici ne prendessero atto.
Oggi ci troviamo ancora una volta di fronte al drammatico
momento in cui i politici dovrebbero riconoscere di aver sbagliato nel
programmare una moneta unica per gli Stati europei e in particolare i
politici italiani dovrebbero ammettere il gravissimo errore compiuto
nel far entrare a forza (con una tassa particolare: la “tassa per
l’Europa") l’Italia nell’euro. continua
editoriale
Validità della parola
e democrazia
Keeping
the Word and Democracy
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 03.09.2011
La
democrazia rappresentativa si regge su un solo principio: la validità
della parola dei cittadini. I politici diventano nostri
“rappresentanti”, esercitano il potere in nostro nome in quanto noi ve
li abbiamo delegati tramite la nostra parola. In un sistema di potere
democratico il patto fra governanti e cittadini si fonda esclusivamente
sulla fiducia reciproca della “parola”, ma la reciprocità di questo
patto non è simultanea: la parola dei governanti, la sua
fiducia-validità dipende dalla fiducia-validità della parola dei
cittadini. continua
editoriale
Cambiare il sistema
è indispensabile
The System
must be changed
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 11.08.2011
I banchieri, insieme ai loro più
fedeli complici, i politici e i giornalisti, non vogliono piegarsi
davanti alla realtà. La realtà grida ormai da molto tempo che la
globalizzazione della vita economica, dei mercati, delle finanze, delle
scelte politiche (per non parlare della globalizzazione dei popoli e
delle culture) è sbagliata. Tanto sbagliata che, laddove è stata
assunta nella forma più assoluta, come in Europa, ha già portato a
gravissime crisi. Quando l’idea (o l’ideologia) resiste di fronte ai
fatti che la smentiscono e alla ragione che ne dimostra gli errori,
questa resistenza si chiama nei termini tecnici psichiatrici “delirio”.
Siamo, dunque, di fronte a una patologia grave dei nostri governanti, i
quali non ci permettono neanche di dirlo: non passa nulla, né nei
giornali né nei programmi televisivi della Rai o di Mediaset, di ciò
che gran parte dei cittadini pensa ( e che tutti penserebbero se
fossero informati rettamente) dell’euro, dell’Unione europea, dei
banchieri, che hanno fatto del gioco della Borsa il loro Dio ma ai
quali i nostri politici si sottomettono. Adesso però non si può più
sopportare questa mancanza d’informazione e di discussione perché per
salvarci bisogna cambiare totalmente il sistema economico che è stato
imposto in Europa con il Trattato di Maastricht. continua
editoriale
Non si può più aspettare
We Cannot Wait any Longer
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 05.08.2011
E' evidente a tutti che stiamo
andando verso la catastrofe. Ieri, 4 agosto, per la seconda volta
nell’anno 2011, le borse europee sono state sospese a causa delle
perdite senza freni dei listini. Alla fine è risultato che Milano ha
perso il 5,6%. E’ altrettanto evidente, però, che i nostri leader,
tutti, dai politici di governo a quelli di opposizione, dal Presidente
della Repubblica ai sindacati, agli industriali, hanno deciso di
lasciarci andare a fondo pur di non ammettere che la causa principale
della situazione è l’unificazione della moneta, e riconoscere, quindi,
che il progetto era sbagliato. E’ sorprendente che perfino Berlusconi,
accusato di tutte le colpe possibili e immaginabili, non abbia fatto
nemmeno un’allusione a questo problema, nel discorso tenuto alla Camera
e al Senato proprio per illustrare la situazione economica del Paese.
Eppure ritornare a battere una moneta il cui valore sia correlato alla
nostra economia è l’unica strada sana e ragionevole, non soltanto per
noi ma per molti paesi dell’Ue, quali la Grecia, la Spagna, l’Irlanda,
il Portogallo, visto che è evidentemente una finzione e una falsità che
paesi finanziariamente così deboli siano titolari di una moneta
apparentemente forte perché corrispondente, sotto il nome di “euro” al
vecchio marco, anche se si chiama “euro”, una finzione e una falsità
che i mercati e le Borse stanno “giustamente” distruggendo. continua
editoriale
Politici e banchieri
Politicians and Bankers
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 14.07.2011
Il sabato 9 luglio 2011 è una data
che gli Italiani non debbono dimenticare. E’ il giorno, infatti, in cui
il Ministro Tremonti, senza dare nessuna giustificazione del fatto che
non paga l’affitto della casa dove abita, ha risposto ai
giornalisti che gli domandavano se avesse intenzione di dimettersi, con
una frase lapidaria: “Non mi dimetto perché sono io che garantisco
l’Italia davanti all’Europa: se cado io, cade l’Italia e se cade
l’Italia cade l’euro. E’ una catena.” In nessun periodo della storia
d’Occidente un uomo politico, quale che fosse la sua importanza, ha mai
potuto fare una simile affermazione. continua
editoriale
Fantasmi della realtà
e potere dei banchieri
Ghosts of Reality and power of the
Bankers
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 06.07.2011
Si
stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa,
straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli
uomini di Governo - in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in
Italia - ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli
altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di tutto dai
giornalisti, che noi, poveri cittadini-sudditi, non riusciamo a capire
perché il loro frenetico agire ci sembri così privo di una concreta
direzione di senso e temibile proprio per questo. continua
editoriale
Pontida, o salvarsi dall'Ue?
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 19.06.2011
Mano
a mano che procede la crisi economica i politici europei, e i nostri in
particolare, diventano sempre più roboanti e privi di senno. La crisi
economica, infatti, è soltanto l’aspetto più evidente della crisi
complessiva: la fine degli Stati nell’immensa sabbia mobile europea,
così come era stata programmata con il trattato di Maastricht. Questo è
per i popoli il punto più difficile da comprendere e da riconoscere:
che i governanti degli Stati europei abbiano volutamente programmato la
nostra fine, la cancellazione della civiltà europea tramite i due
strumenti che oggi sono sotto i nostri occhi: l’invasione immigratoria
di popolazioni africane e il decadimento etico, culturale, economico
indotto dalla perdita della libertà, della sovranità, dell’indipendenza. continua
editoriale
Referendum
sul nucleare e sull'acqua
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 04.06.2011
Poche riflessioni di semplice buon
senso per dire di sì al referendum, ossia per negare il nostro consenso
alle leggi proposte. continua
editoriale
Dire la verità
Telling the Truth
di Ida
Magli
ItalianiLiberi.it
| 02.06.2011
Più
di un terzo dell’elettorato non ha votato: possiamo essere certi che si
tratta in grande maggioranza di elettori del centro destra.
L’astensione altissima alle provinciali segnala anche qualcosa di più:
la protesta per la mancata abolizione delle province. Parto da questo
punto per un’analisi dei motivi della sconfitta un po’ diversa da
quelle prospettate fino adesso. Bisogna, infatti, che i politici
berlusconiani guardino bene in faccia prima di tutto una realtà: i loro
elettori non sono bambini cui offrire caramelle ma persone serissime,
che conoscono in profondità i problemi dell’Italia e che hanno scelto
l’occasione del voto amministrativo, proprio perché non è decisivo, per
gridare a Berlusconi e a Bossi che la loro pazienza è finita e
che, di conseguenza, debbono affrontare i problemi veri prima
delle politiche. continua
salvarci
dall'EURO
Proposta di legge
di iniziativa popolare
Non
abbiamo quasi nessuna possibilità di salvarci dalle negative
conseguenze dell'euro che diventeranno sempre più pesanti per la nostra
economia dato che i risparmi imposti dall'Ue a causa del debito
uccidono tutte le energie e le attività economiche e culturali.
Purtroppo nessun partito si fa promotore dell'abbandono
dell'euro, malgrado si tratti di una decisione fondamentale da prendere
prima che tutto l'edificio crolli per la sua mancanza di fondamenta.
Gli Italiani Liberi, convinti di questa necessità, vogliono far
conoscere a tutti i loro amici e ai lettori del sito l'esistenza di
questa proposta di legge popolare, organizzata dall'amico monetarista
Savino Frigiola, pubblicandone il testo e invitandoli, se vogliono, a
farla conoscere a loro volta.
Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 22.05.2011
editoriale
L'Europa dei "no"
che non ha mai un'idea
The Europe of “No” that Never Has an
Idea
di Ida
Magli
il
Giornale | 29.04.2011
L’Unione
europea ha detto l’ennesimo “no” a una normativa italiana nei confronti
degli immigrati. Si tratta dell’ingresso e del soggiorno clandestino:
la clandestinità per l’UE non è un reato. Visto, però, che dall’Europa
non giunge mai una soluzione ai gravissimi problemi che ci affliggono,
ma sempre e soltanto dei “no” che vietano qualsiasi via d’uscita a
favore dell’Italia, dobbiamo necessariamente guardare in faccia questa
realtà e analizzarne con la massima obiettività possibile i vari
aspetti prima di decidere che cosa fare. Il presupposto che ha dato
origine alla costruzione europea è l’”uguaglianza” di tutti gli Stati
membri: si tolgono i confini e il territorio diventa uno solo, così
come diventano una cosa sola le popolazioni, i costumi, le leggi. continua
editoriale
Prigioniera
del padre islamico
Prisoner of her Islamic Father
di Ida
Magli
il
Giornale | 16.04.2011
(...)
Il conflitto, dunque, è qui, fra il Libro sacro e noi. E’ in
causa perciò, lo Stato laico con le sue leggi di parità fra l’uomo e la
donna, di diritto allo studio per tutti, di tutela dei più deboli come
Jamila. E' in causa, però, anche, l’eccessiva disinvoltura con la quale
i politici non hanno tenuto nessun conto dei tanti avvertimenti sulla
difficoltà di tener fede allo sbandierato rispetto per le differenze
etniche, religiose, culturali. Le differenze sono insuperabili quando
ci si scontra con il Sacro, con la fede in un Dio. La famiglia di
Jamila si attiene alle proprie norme quando la obbliga a obbedire alla
sua autorità, compresa quella di sposare l’uomo cui è stata destinata.
Si tratta adesso per lo Stato di passare ai fatti, ossia di far
prevalere le nostre leggi su quelle musulmane e di cogliere la vicenda
di Jamila come la giusta opportunità per fissare una norma generale,
valida per tutte le “ Iamile” che già vivono e che vivranno presso di
noi. continua
editoriale
Sguardo sull'Europa
Looking at Europe
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 11.04.2011
Guardiamola,
dunque, quest’Europa! E’ davvero ripugnante. Ripugnante per la sua
vigliaccheria, per la sua infame ipocrisia, per la sua proditoria
aggressione a popoli infinitamente più deboli quali gli Africani, ma
soprattutto per la sua volontà di uccidere i propri cittadini e la loro
civiltà addossando loro anche il costo dell’omicidio.
Che fine ha fatto l’Unione europea? Si è dissolta. Nessuno delle
migliaia di politici che risiedono a Bruxelles ha neanche ricordato, in
questi giorni di negazione bellica della fondazione “pacifista”
dell’EU, di aver trionfalmente nominato soltanto pochi mesi fa, a
completamento della costituzione-trattato di Lisbona, un ministro degli
Esteri, per giunta britannico a sottolinearne la forza e l’importanza
(la baronessa Ashton) con l’assunzione di ottomila funzionari per
l’apertura di ambasciate in ogni paese del mondo. La politica estera
ogni Stato se la fa per sé. continua
editoriale
Ecco perché l'Italia
deve dire di no
ad azioni di guerra
Why Italy Must Say NO to War in Libya
di Ida
Magli
il
Giornale | 10.03.2011
Non
ci sono prove, non ci sono documenti, è vero; ma è la logica che lo
dice: l’islamismo sta per darci l’assalto finale. La logica lo diceva
già da molti anni, quando si poteva ancora parlare di previsioni più
che di fatti, mentre i politici, i leader, anche quelli religiosi, lo
negavano. Stiamo dialogando in maniera molto costruttiva con tutti i
paesi mediterranei, ripetevano a chiunque avanzasse qualche dubbio, e
non ci sarà nessun conflitto perché la volontà che prevale è quella
dell’integrazione, della tolleranza, del rispetto. L’assurda idea che
essere bagnati dalle acque del Mediterraneo significasse essere simili
è il frutto di quella sciagurata teoria che è la geopolitica,
un’invenzione che dobbiamo all’amico di Hitler, Karl Haushofer, e
che induce a tremendi errori perché guarda ai territori come se non vi
fossero i popoli ad abitarli. continua
editoriale
L'Africa e la democrazia
Africa and Democracy
di Ida
Magli
il
Giornale | 01.03.2011
L’Occidente
è incerto su quali iniziative prendere nei confronti del terremoto che
ha investito i paesi del Nord Africa. Un’incertezza giustificata dal
fatto che, forse per la prima volta, non siamo sicuri che il nostro
sistema di vita, i nostri valori, la nostra forma di organizzazione
sociale e politica, insomma la “democrazia”, sia la ricetta adatta per
risolvere tutti i mali. Nessuno si arrischia, naturalmente, a dirlo con
parole chiare: da troppo tempo siamo abituati a considerare il governo
democratico come l’unico degno di una società civile e ad affidare a
questa convinzione ogni nostra azione anche all’estero. Ma l’Africa di
oggi si presenta con caratteristiche che sappiamo di non poter
affrontare con le sicurezze psicologiche e culturali del passato,
mentre sembra tuttavia costringerci, proprio a causa del passato, a non
abbandonarla ad un totale “fai da te”. continua
editoriale
La bandiera tradita
di Raffaello Volpe
ItalianiLiberi
| 01.03.2011
Noi
non abbiamo memoria di Popoli, singoli individui o gruppi che non
abbiano utilizzato un vessillo o una bandiera, se non vivendoli come
fossero una parte di sé, della propria anima: chi fra noi non ha
provato una pur semplice emozione nel vedere la nostra bandiera
muoversi battuta dal vento? È il vissuto di ogni gruppo che,
dall’Antichità a oggi, fa di una bandiera l’espressione di una sintesi
inesplicabile ma anche il richiamo a ciò che siamo singolarmente in
relazione al gruppo di appartenenza. Le bandiere che sventolano felici
in uno stadio di calcio non sarebbero così tante e vive, a prescindere
dalla banalità del calcio. Perché banale non è ciò che il simbolo
rappresenta: l’essere Italiani, nel nostro caso. continua
editoriale
L’IGNORANZA E L'ITALIA PRIMA
DEL RISORGIMENTO
Indebiti rimpianti
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 24.02.2011
Sono
ben strani coloro che rimpiangono i tempi dell’Italia prima del
Risorgimento. Pare che a un tratto si sia ritornati a fare la storia
senza i popoli. Quella storia di re, di papi, di repubbliche, di
monarchie, di battaglie che credevamo superata ormai per sempre perché
priva della storia vera, quella degli uomini, delle donne, dei bambini,
messa in luce dalle scienze sociali. Ebbene, voglio ricordare soltanto
pochissimi fatti di storia vera, ai nostalgici dei Borboni o della
Serenissima, dello Stato Pontificio o del Granducato di Toscana, tutti
Stati uguali o simili nei confronti di certi aspetti della vita morale
e di quella concreta. continua
editoriale
I diplomatici della Ue: licenziamoli tutti
Let us fire all Diplomats of the European
Union Diplomacy
di Ida
Magli
il
Giornale | 24.02.2011
“L’Europa
è codarda” dice il ministro Frattini di fronte alla risposta:
“Arrangiatevi” data all’Italia per il tragico esodo dall’Africa che ci
attende inesorabilmente. C’è un errore di fondo, però,
nell’affermazione del ministro: non si può accusare l’Europa perché,
come ha detto più volte il prof. Lucio Caracciolo, profondo studioso di
geopolitica, l’Europa non esiste, o meglio: “L’Europa è un
bluff”. E’ una costruzione di carta, una costruzione a tavolino,
in cui sono state messe a punto tutte le forme istituzionali di un
immenso Stato, prive di qualsiasi rispondenza con la realtà. L’unica
istituzione reale è quella che ci ha tolto la sovranità monetaria, la
Banca centrale europea che però essendo proprietà di cittadini privati,
non fa parte della UE; tutte le altre sono pure forme che fingono di
esistere succhiandoci una montagna di quattrini. continua
editoriale
Ci lasciano soli
contro i clandestini
They Leave us Alone Against Illegal
immigrants
di Ida
Magli
il
Giornale | 15.02.2011
Quale
lingua adoperano quando parlano fra loro la Commissaria UE Cecilia
Malstrom e il Ministro Maroni? Fra le ventisette lingue riconosciute
nell’Unione europea c’è una grande scelta, ma evidentemente il nostro
Ministro non riesce a farsi comprendere visto che la signora
Malstrom afferma una cosa del tutto incredibile: che l’Italia ha
rifiutato l’aiuto offertole per far fronte all’ondata immigratoria.
Suvvia, gentile signora!L’’Italia ha sicuramente chiesto almeno quello
che l’Ue sarebbe stata tenuta a fare subito senza alcuna richiesta
perché i confini dell’Italia sono anche i confini dell’Unione. Ma si
tratta con tutta evidenza di un’Europa che esiste soltanto sulla carta
e nei trattati; e fa quasi ridere il viaggio in Africa del vaporoso
“ministro degli esteri” dell’Ue, debole rappresentante di uno Stato che
non esiste e che per giunta, essendo donna, è la persona meno adatta a
farsi prendere sul serio da un governante musulmano che non le tocca la
mano per non contaminarsi e che la considera in base al Corano “di un
grado inferiore”. continua
editoriale
La proposta economica
di Berlusconi
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 05.02.2011
I
politici si ostinano a tacere sui veri problemi dell’economia. Nessuno,
né nei partiti di governo né in quelli di opposizione, si riferisce
mai, neanche per negarne l’esistenza o l’importanza, alle questioni
sollevate ormai da anni da studiosi ed economisti italiani, tedeschi,
francesi, americani, che riguardano la sovranità monetaria, l’adesione
all’euro, le basi dei sistemi di mercato. Questo silenzio, al quale si
attengono anche tutti i giornalisti, è di per sé la prova più
significativa della sopraffazione e della dittatura europea.
In questi giorni il governo Berlusconi si appresta a presentare
l’ennesima “riforma dell’economia” basata, come tutte le precedenti,
sull’ossequio alle direttive dei Banchieri che sono gli unici, i veri
governanti dell’Unione europea: ridurre il più possibile e al più
presto possibile, il “debito” al fine di rientrare nei parametri di
Maastricht, legge salvifica inderogabile. Inutile aggiungere che, per
quanti espedienti Berlusconi possa inventarsi, le tasse aumenteranno e
il “debito” pure per due motivi fondamentali: la mancanza della
sovranità monetaria con l’accumulo degli interessi sul “debito” e il
fondamentalismo di un mercato basato sul circolo perverso del più
consumo più produzione. continua
editoriale
Incapacità
di comunicazione
del governo berlusconiano
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 31.01.2011
Mi
sono decisa, una volta superata la questione della sfiducia al ministro
Bondi e dopo
quanto ha scritto Guerri in sua difesa, a dire quello che penso da
molti anni e che mi ero sempre trattenuta dallo scrivere perché
riguarda un campo che non è di mia competenza: l’incapacità degli
uomini di Berlusconi e di Berlusconi in persona, di curare la propria
immagine. Sembra un’affermazione assurda visto che si è sempre
attribuito il successo di Berlusconi in gran parte alle sue capacità di
comunicatore, ma la verità è che l’ambiente berlusconiano non fa nulla
per curare la propria immagine in positivo, specialmente nel campo più
sensibile per chi governa un paese come l’Italia: la cultura. La quasi
assoluta mancanza di comunicazione ne è la prima causa. Prendiamo
l’argomento trattato da Guerri due giorni fa: io non sapevo nulla del
museo dannunziano e di tutte le altre cose, molto belle, che Guerri ci
ha raccontato, così come non sapevo nulla di quanto ha detto Bondi nel
discorso fatto alla Camera in propria difesa, per esempio sugli
introiti dei biglietti per i musei, e suppongo non ne sapesse nulla
neanche la maggioranza degli Italiani. Come mai? E’ evidente che non se
ne parla, o perlomeno che non se ne parla nella maniera giusta, quella
che l’uomo della televisione per definizione come Berlusconi dovrebbe
conoscere a meraviglia, ossia facendo circolare le notizie attraverso
l’aria, senza che ci sia da parte dei cittadini una precisa volontà di
informarsi. continua
editoriale
Strage di cristiani.
E l'Europa tace
Massacre
of Christians: and Europe keeps silent
di Ida
Magli
il
Giornale | 02.01.2011
Una
strage di cristiani, all’uscita da una delle più importanti chiese di
Alessandria d’Egitto nella notte del nuovo anno, costringe a fare una
riflessione che va al di là del singolo episodio, per quanto
dolorosissimo. Una riflessione che credo tutti abbiamo nel cuore:
dobbiamo rassegnarci al fatto che il cristianesimo scompaia? Non
possiamo, infatti, chiudere gli occhi davanti alla realtà: è vero che
ad uccidere i cristiani sono dei gruppi estremisti di varia nazionalità
ed estrazione sociale, ma il mondo cristiano, soprattutto i leader
politici e religiosi, continuando ormai da anni a illudersi, e a
spingere i fedeli a illudersi, che si tratti sempre ed esclusivamente
di pochi fanatici, hanno permesso che si formasse nell’aria una
generale percezione di “debolezza” del cristianesimo. Anzi, se vogliamo
davvero guardarci in faccia, dobbiamo chiamare col suo vero nome tanto
il comportamento dei cristiani quanto ciò che i musulmani ne pensano: è
ormai più una tradizione culturale che non una vera fede religiosa. continua
editoriale
MANCA IL NATALE SUL DIARIO
UE IN DONO AGLI STUDENTI
L'Europa adora tutti gli dei. Tranne il
nostro
Europe
is Worshiping All Gods but Ours
di Ida
Magli
il
Giornale | 21.12.2010
La
Commissione europea ha stampato più di tre milioni di copie di un
“diario” in ognuna delle lingue dei paesi dell’Unione, da distribuire
nelle scuole secondarie come un gradito regalo agli alunni,
accompagnato da numerose pagine dedicate a far conoscere ed apprezzare
le meravigliose virtù dell’Europa unita. Inutile aggiungere che si
tratta di un costosissimo regalo, fabbricato a spese di tutti noi,
poveri contribuenti, che sicuramente avremmo trovato assurda e
incompatibile con la dignità dei cittadini, se fosse stato uno dei
governi nazionali a deciderla, un’iniziativa pubblicitaria che ricorda
da vicino lo spirito di regalia festiva degli antichi regnanti
borbonici alla ricerca di consenso. continua
editoriale
Oche ammaestrate
e democrazia
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 27.11.2010
I
politici si sono abituati ormai da parecchio tempo a prendere in giro
la democrazia; ne sono stati esempi clamorosi l’anno scorso in Europa
le ripetizioni dei referendum per l’approvazione dei trattati tutte le
volte che non si raggiungeva il risultato positivo desiderato dai Capi.
Già allora i cittadini avrebbero dovuto rifiutare di tornare a votare,
cosa però difficile da organizzare se non c’è almeno un politico o un
partito che ne assume l’iniziativa. Il potere effettivo dei cittadini
nelle democrazie è limitatissimo, soprattutto perché affidato
totalmente ai partiti; ma diventa praticamente nullo quando, come sta
succedendo oggi in Italia, i politici non tengono fede al loro dovere
di delegati a rappresentare la volontà espressa dai cittadini.
Capovolgendo il principio del cittadino-soggetto nella dinamica della
democrazia, i politici se ne arrogano la veste di “soggetti” riducendo
ad “oggetto” i cittadini, chiamati a dire sì o no ad ogni loro
schioccar di dita come oche ammaestrate alla richiesta del loro
istruttore. continua
editoriale
Ma quando a scuola
c'è l'ora di musica
l'Imam fa tappare
le orecchie alla figlia
Two
incompatible cultures. And ours is humiliated
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 27.11.2010
Per
quanto possa sembrare paradossale, grottesco, al limite
dell'inverosimile, l'episodio verificatosi a Reggello racchiude in sé
tutti gli elementi dell'incompatibilità della cultura occidentale, la
nostra, con quella musulmana. Perché cito prima la nostra e non
come si è soliti fare, quella musulmana? Perché sono i nostri politici
che, nella loro ottusa superbia, si sono ostinati ad affermare che gli
immigrati si "integrano"; che basta essere nati sul territorio italiano
per essere "cittadini italiani"; soprattutto hanno imposto una
classificazione delle religioni totalmente errata, ossia quella delle
religioni come "religioni", mettendole tutte alla pari, incuranti di
ciò che storici, etnologi, antropologi, hanno sempre affermato, ossia
che ogni religione è una "cultura" e che la distinzione fra religione e
cultura è un'acquisizione che riguarda soltanto noi. continua
editoriale
La crisi europea: informazioni e proposte
The
European Crisis: Information and Proposals
di Ida
Magli
ItalianiLiberi
| 27.11.2010
La
gravissima situazione della crisi attuale non è soltanto monetaria.
Dobbiamo convincerci, per quanto possa apparire incredibile, che la
crisi monetaria è uno strumento, il più forte e il più appariscente,
fra i molti che sono stati messi in atto, per raggiungere un solo
scopo: eliminare dalla scena politica, economica, culturale del mondo,
le Nazioni d’Europa, riducendole ad un angolo asfittico di
sopravvivenza marginale. I meccanismi, gli antefatti, i “segreti” di
questa operazione si trovano ampiamente analizzati e spiegati nel mio
libro “La dittatura europea”, pubblicato in questi giorni da Rizzoli (è
il motivo per il quale sono stata assente in quest’ultimo periodo dal
mio appuntamento con il sito degli Italiani Liberi e con la posta, ma
spero che l’avrete compreso e perdonato) e al quale rinvio tutti i
lettori in quanto si tratta effettivamente di un testo di assoluta
denuncia e di un vero e proprio manifesto di battaglia, che ho temuto
fino all’ultimo giorno che non sarebbe riuscito a vedere la luce.
Troverete lì, perciò, non soltanto il racconto di quanto io ho
sperimentato di persona durante i lunghi anni della mia guerra contro
l’unificazione europea, ma i nomi di tutti i traditori dell’Italia, da
quelli dei politici a quelli dei banchieri, e infine anche la proposta
per i governi dell’UE di abbandonare Maastricht prima che l’euro crolli
del tutto. continua
editoriale
Costituzione e cittadini
di Ida
Magli
il
Giornale | 18.11.2010
Costituzione
italiana, articolo 67: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la
Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.” E’ in
base a questo articolo che la maggior parte delle legislature non sono
state portate a termine, e si tratta palesemente di una presa in giro
del voto dei cittadini. Che valore può avere un contratto nel quale è
previsto che una delle parti non è tenuta a mantenerlo? Che significato
può avere l’affermazione che ogni membro del Parlamento rappresenta la
Nazione se nessun cittadino può essere votato in quanto tale, con il
suo nome, senza appartenere a nessuna lista? Soltanto in quel caso,
infatti, l’articolo 67 non costituirebbe un pugno in faccia ai
cittadini votanti. La situazione creata dal Presidente della Camera e
dai suoi seguaci è chiaramente un abuso visto che questo articolo, che
da lungo tempo avrebbe dovuto essere cancellato, era stato inserito
nella Costituzione per salvaguardare il parlamentare da un’eventuale
situazione coercitiva, prevista dai Costituenti soltanto perché erano
appena usciti dal periodo fascista e temevano appunto il ripetersi di
una dittatura. continua
editoriale
"L'UNIFICAZIONE
EUROPEA E' NATA PER ELIMINARE GLI STATI
E L'IMMIGRAZIONE E' IL SUO STRUMENTO"
Rom: conflitto Francia-Ue
Rom: the
Conflict between France and the European Union
di Ida
Magli
il
Giornale | 16.09.2010
Il “diverbio” fra la Francia e
l’Unione Europea, provocato dal rimpatrio di gruppi di rom irregolari
effettuato dal governo francese, sta diventando sempre più infuocato.
Reazioni stizzite da parte della Francia, un “grande Stato” che non
vuol sentirsi redarguire da nessuno, tanto meno dall’UE, e accuse
appena velate da parte dell’UE di “disobbedienza” alle maggiori virtù
del grande Sovrastato. Oltre al conflitto di autorità, aleggia poi
intorno alla questione dell’immigrazione rom, in maniera più o meno
esplicita, una vaga accusa di razzismo; meccanismo psicologico che si
continua ad adoperare per mettere in penitenza gli Stati europei come
se gli anni, le generazioni e i sentimenti non fossero mai passati. A
questo meccanismo psicologico sarà bene dare il suo vero nome: è un
ricatto che nessuno intende più accettare. I problemi dati
dall’immigrazione nell’occidente europeo sono reali e gravissimi e
molti cittadini si domandano come mai l’UE sia capace soltanto di
protestare e non di dare qualche suggerimento, di aiutare a trovare
delle soluzioni. continua
editoriale
La scuola e l'immigrazione
School
and Immigration
di Ida
Magli
il
Giornale | 14.09.2010
I problemi posti dagli immigrati
sono, per la scuola italiana, molto più gravi di quanto non possa
apparire al primo sguardo. I tentativi di prevenirli, nonostante la
buona volontà del Ministro e degli Insegnanti, si scontrano con una
realtà molto complessa che i vari sostenitori entusiasti delle
cosiddette società multietniche non vedono. La parola “integrazione”,
di cui fanno sfoggio i politici, è priva di contenuto reale. Le culture
non si integrano. Ad un certo punto scatterà, e non dipende dal numero,
la sopraffazione dell’una sull’altra. Dipende dalla sua forza, dalla
sua vitalità, dall’entusiasmo di chi ne è portatore. Quella italiana è
perdente perché sono gli immigrati che si impadroniscono del nostro
territorio e questo basta a farli sentire conquistatori.
continua
editoriale
ROGO NEL CAMPO, MUORE UN BAMBINO
Nomadi, invitiamoli
a essere "vivi"
Nomads:
let us invite them to be “alive”
di Ida
Magli
il
Giornale | 28.08.2010
Ancora
una volta un bambino è morto nel rogo sviluppatosi in un campo nomadi
abusivo. Questa la notizia di oggi. Ma io ho già scritto molti articoli
per i bambini nomadi morti in un incendio. Per quelli morti a Roma, lo
ricordo con tanta rabbia e con tanto dolore, questo è il terzo (e
speriamo che almeno si salvi il fratellino rimasto gravemente
ustionato). Avevo anche scritto che, almeno noi, gli italiani, non
avremmo più sopportato simili morti e che chiunque difenda la cultura
nomade ne è responsabile. continua
editoriale
Un Ministro dell'Interno: Cossiga
di Ida
Magli
il
Giornale | 24.08.2010
Sono
molto stupita del coro di elogi che viene rivolto a Cossiga da tutte le
parti. E’ vero che il “Palazzo” non sa fare a meno di cogliere ogni
occasione per vantare se stesso; ma il Cossiga che ha percorso tutti i
gradini della carriera politica senza dare nulla all’Italia, salvo le
battute maligne con le quali aggrediva, sotto false spoglie, amici e
nemici, non merita neanche la minima parte di questa esibizione di
solidarietà corporativa. continua
editoriale
L'America rivendichi
il diritto alla sacralità
di Ground Zero
America
must assert the Right of Sacredness for Ground Zero
di Ida
Magli
il
Giornale | 05.08.2010
Sembra
un po’ strano, almeno a prima vista, che tocchi all’Europa cominciare
un nuovo ciclo storico: difendere l’America dai suoi stessi errori.
Eppure questo momento è arrivato. Ci siamo accorti delle debolezze, e
delle conseguenti gravissime ripercussioni negative, del sistema
americano di gestione delle “differenze” – differenze etniche,
religiose, culturali – perché dalla fine della seconda guerra mondiale
le abbiamo adottate anche noi, e la legislazione europea, con le sue
norme antirazzismo, antixenofobia, ne è piena. continua
editoriale
Il coltello
e la prigione del sesso
di Ida
Magli
il
Giornale | 03.08.2010
E' troppo
doloroso e troppo difficile fermarsi col pensiero a immaginare un
ragazzo di sedici anni che porta con sé un coltello e lo infila
nell’addome di un ragazzo, o meglio un bambino, di tredici anni, per
riuscire ad andare oltre alla “scena”. Avrei voluto non doverla
commentare perché ho l’impressione che qualsiasi commento interferisca,
sminuendola, con una tragedia assoluta. Tragedia per l’età dei
protagonisti, per il mondo interiore che rivela, per la responsabilità
che tutti noi ne portiamo da quando abbiamo in pratica cancellato i
ruoli e i comportamenti, soprattutto quelli sessuali e amorosi,
connessi alle classi d’età. continua
Cari Italiani
Liberi,
vi segnalo in particolar modo la pubblicazione da parte di due
esponenti del PD di un libro a due voci che distrugge tutto quanto è
stato detto fino ad oggi da parte della Sinistra sull’Unione europea.
Lo segnalo perché non capisco quale sia il motivo di una tale drastica
decisione. Enrico Letta è il vicesegretario del maggior partito di
Opposizione: non può aver predisposto una macroscopica smentita di ciò
che ha fatto la Sinistra chiamando appositamente alla propria guida
l’uomo, Prodi, che doveva condurre l’Italia in Europa e, con apposite
finanziarie e tasse ad hoc, vantarsi dell’abbandono della lira per
usufruire dell’euro, senza calcolarne la ricaduta negativa sul proprio
partito. Dunque, perché? Ripeto che non lo so, ma una delle ipotesi
possibili è che abbia messo le mani avanti (sapendo evidentemente
qualcosa più di noi) per l’eventualità del crollo dell’euro.
Ho voluto richiamare l’attenzione di tutti gli amici che leggono il
nostro sito sulla “stranezza” di una simile dichiarazione di fallimento
dell’Europa, affinché ci riflettano, ed eventualmente preparino il da
farsi, soprattutto in funzione dei propri affari di lavoro, economici,
finanziari.
Ida Magli |
editoriale
L'Europa è finita?
di Ida
Magli
il
Giornale | 29.07.2010
Io
non so se due uomini importanti del PD, Lucio Caracciolo ed Enrico
Letta (che ne è anche vice segretario) si rendano conto di ciò che
hanno fatto rendendo pubblico il loro pensiero sull’Unione Europea
attraverso un dibattito edito in questi giorni che porta il titolo:
L’Europa è finita? Nonostante il linguaggio tranchant di Caracciolo, e
le terribili vie di fuga sognate da Letta, ritengo di no. E’ talmente
veritiera, infatti, e talmente catastrofica la loro descrizione della
situazione attuale dell’Europa, ma soprattutto la loro consapevolezza
degli evidenti errori compiuti fin dall’inizio nell’edificarla, che ci
si chiede quale possa essere il motivo di una simile confessione.
“Togliere la maschera all’Europa”, come ripete più volte
Caracciolo? Questo significa riconoscere che sono state dette sempre e
soltanto menzogne alle centinaia di milioni di cittadini ai quali è
stata imposta dall’alto, esaltandone benefici inesistenti, non
permettendo mai un dubbio, una domanda critica. continua
editoriale
La legge dell'Islam:
la moglie si compra
e si può picchiare
An
islamic man arrested because he was beating his wife: “I can do it,
she is mine”
di Ida
Magli
il
Giornale | 08.07.2010
Un marocchino
che picchia la moglie non fa quasi più notizia in Italia. Abbiamo
purtroppo dovuto commentare casi ben più gravi, addirittura l'uccisione
di una moglie o di una figlia sulla base di motivazioni assolutamente
incomprensibili e inaccettabili per la legge e per il costume italiano.
Questa volta, però, non sarà inutile tornarci sopra, per due aspetti
particolari. Il primo è che si tratta di un caso non di una singola
esplosione di violenza motivata da una ragione particolare, ma di
maltrattamenti continuati e gravissimi da parte di un marocchino che
vive da parecchio tempo in Italia e che la giovane moglie, sposata con
regolare contratto a Casablanca, ha poi raggiunto nella sua sede
italiana. continua
editoriale
Lo sfregio:
San Giorgio islamico
di Ida
Magli
il
Giornale | 01.07.2010
La fantasia
eresiarca dei nostri amministratori non conosce limiti. È vero, il
palio di Siena non ispira, almeno oggi, nessuna spiritualità; ma da qui
a consegnarne il simbolo, lo stendardo con la figura di un Santo, alle
mani di un fedele di un'altra religione, si passa dall'eventuale
devozione che gli organizzatori della festa evidentemente non
possiedono, a una vera e propria forma di disprezzo. Disprezzo per i
Santi in generale e per San Giorgio in particolare. continua
editoriale
Perché il calcio
non si addice all'Europa
di Ida
Magli
il
Giornale | 27.06.2010
Non
uccidetemi, vi prego. Caro Direttore, cari Lettori, invoco la vostra
“tolleranza”. Lo so, lo so: le vicende della Nazionale sono state
sviscerate sotto tutti gli aspetti possibili dai massimi
competenti del gioco calcistico, dai giornalisti, dai politici, dai
tifosi, per cui sembrerebbe che non ci fosse nient’altro da aggiungere;
ma esistono dei motivi di fondo che nessuno ha affrontato (almeno che
io sappia) e che purtroppo spetta proprio a me cercare di spiegare. continua
vedi anche: 
editoriale
Da detenuti a soldati
del jihad, ora in cella
l'islam fa paura
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