Mercoledì 8 Febbraio 2012

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PRESENTAZIONE E OBIETTIVI


Il Movimento politico e culturale “Italiani Liberi” si propone di difendere e rafforzare l’identità nazionale, storica e culturale degli Italiani e di ristabilire l’indipendenza dell’Italia uscendo dall’Unione europea.

 


"Cancellare l'appartenenza
a un determinato territorio,
e all'identità di gruppo
che questo comporta,
significa cancellare
il senso.
Operazione di una violenza inaudita che nessuno scopo
può giustificare"


Registrazione n° 544/2003 presso il Tribunale di Roma

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Vorrei tornare a essere italiano, in tutto e per tutto, con difetti e pregi, ricco o povero
ma ITALIANO

un Italiano, 13/11/2011    

LA DITTATURA EUROPEA
di Ida Magli

BUR 2010

 
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 stampa

WALL STREET ITALIA
In arrivo il report che sancirà la fine dell'area euro

Così l'Italia si svenderà
a Berlino

di Magdi Cristiano Allam
il Giornale | 30.01.2012
 

Dopo il diktat della Merkel alla Grecia ormai siamo in guerra. Non con i carri armati ma con la finanza, che è pur sempre un’arma di distruzione di massa che a livello globale sta destabilizzando gli Stati sovrani, estromettendo dal potere governi democraticamenteeletti, costando cifre da capogiro a causa della speculazione e mietendo milioni di vittime.
Non sono morti ammazzati ma morti dentro: persone che perdono la certezza della vita, a cui viene lesa la dignità, che non sono più libere di scegliere, ridotte in povertà o alla fame, costrette alla solitudine dell’emigrazione o di chi non avrà mai una propria famiglia, comunque impossibilitate ad essere pienamente se stesse a casa propria. Talune preferiscono suicidarsi, come i nostri imprenditori sopraffatti dall’attesa per i crediti contratti con lo Stato, mentre per ora una maggioranza relativa si rassegna al «male minore» confidando in un miracolo affidato alle tecnocrazie espressione dei poteri finanziari transnazionali, nella convinzione che non vi sia alternativa alla competizione fino all’ultimo sangue nello scenario della finanza e dell'economia globalizzata.


editoriale
Fuga dall'Unione europea

di Raffaello Volpe
ItalianiLiberi | 26.01.2012
Introduzione di Ida Magli

 
Presentiamo ai nostri lettori una riflessione su due testi che in apparenza non hanno nulla a che fare con i nostri problemi attuali. Viceversa si tratta di una “rappresentazione” del nostro presente e del nostro futuro. Purtroppo nessuno parla di questo anticipo della “prigionia-campo di concentramento Europa”, reiterando invece la cosiddetta “Memoria dell’Olocausto” che tutti conoscono ormai molto bene.
 L’Italia è un paese comunista e il fatto che le Sinistre (con un passato appassionatamente comunista) siano le migliori alleate dell’Europa mondialista in mano ai banchieri, nasconde e al tempo stesso rivela il sistema sofisticato e perverso messo in atto per instaurare la dittatura finanziaria sui sudditi. Una dittatura che infatti ha come sue prime vittime coloro che hanno a che fare con i fallimenti finanziari. Non hanno bisogno di fucilarli. Per questo il sistema è sofisticato e perverso: si suicidano. Si sono suicidati centinaia di funzionari della France Telecom nel 2008; si sono suicidati e si stanno suicidando, nell’indifferenza di governi e di giornalisti, i piccoli imprenditori - due Italiani soltanto nell’ultimo mese - che non sono più in grado di pagare i dipendenti e salvare le proprie aziende.
Una nazione che si fa governare dai banchieri diventa anch’essa rapidamente perversa. L’Italia lo è già.

Ida Magli

Ivan Solonevich, Fra i deportati dell’U.R.S.S., Fratelli Bocca Editori, Milano, 1939
Ivan Solonevich, La fuga dal Paradiso sovietico, Fratelli Bocca Editori, Milano, 1939


editoriale
Va "a regime"
il passaggio dell'Arma
dei Carabinieri all'Ue

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 11.01.2012


 
I nostri governanti ci odiano e ne abbiamo le prove ogni giorno. Visto che i Carabinieri sono l'unica istituzione dello Stato nella quale gli Italiani abbiano fiducia e da cui si sentano protetti "davvero", ossia senza l'acredine implicita ed esplicita degli altri corpi dello Stato, i governanti ce li tolgono. La decisione di abolire le polizie nazionali armate risale a molti anni fa ed è stata presa dall'Unione europea, naturalmente per togliere potere ai singoli Stati nel modo più efficace: assumendo in proprio le funzioni di controllo sull'ordine pubblico e su moltissime altre situazioni "delicate" delle quali non ci è stato detto nulla. Esistono i "Trattati", firmati quindi anche dall'Italia, ma come al solito ci vengono tenuti nascosti, con la complicità dei mezzi di comunicazione di massa, perché i governanti sanno benissimo di agire contro la volontà e gli interessi dei cittadini.
La questione "Unione europea", infatti, è chiusa in una sola affermazione: i singoli Stati debbono sparire, assorbiti dall'Europa, possibilmente senza che i cittadini se ne accorgano. Per questo i governanti collaborano nel silenzio più fraudolento, facendo entrare nel corpo dello Stato il cavallo di Troia che porta all'interno il nemico europeo sotto le vesti di "Italiano", come è successo recentemente con il nostro governo.
Gli Italiani Liberi vogliono almeno che i cittadini sappiano che in questi giorni verrà attuato questo passaggio così che possano far sentire la loro voce di protesta e indurre i giornalisti a loro volta a parlarne.

(cfr: "L'eurocrazia si prende l'Arma - di Solange Manfredi)


STAMPA
2011: l'anno peggiore

2011: The Worst Year Ever

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 05.01.2012


 
Con il 2011 si è chiuso l’anno peggiore della storia d’Italia dalla fine della seconda guerra mondiale. Abbiamo perduto la democrazia, abbiamo perduto l’indipendenza, siamo diventati poveri, ci troviamo nella condizione assurda di essere “rappresentati” da parlamentari che hanno tradito il mandato ricevuto dai cittadini. Parlamentari che avevano due strade legittime da seguire  di fronte alla nomina irrituale da parte del Capo dello Stato di un governo non eletto da nessuno: non dargli la fiducia in Parlamento, oppure dimettersi tutti dal proprio incarico rinviando le scelte ai cittadini. Non l’hanno fatto, e continuano a mantenere in vita un governo illegittimo affermando con ogni loro Sì di essere incapaci di fare il proprio lavoro delegandolo ad altri,  e prendendo anche di conseguenza uno stipendio cui non hanno diritto.


STAMPA

Lucio Caracciolo:
«È una moneta senza sovrano. Così è destinata
a esplodere».

di Giuseppe Matarazzo
Avvenire | 31.12.2011


  (MILANO) 
Euro sì, euro no? A questo "dilemma", in tempi non sospetti, Lucio Caracciolo, direttore della rivista italiana di geopolitica «Limes» e docente di Studi strategici alla Luiss, ha risposto chiaramente. Già nel 1997 usciva per Laterza con un libro dal titolo inequivocabile: «Euro no. Non morire per Maastricht». Oggi, a dieci anni dall'ingresso della moneta unica europea, l'Europa è al suo capezzale.

Cosa non ha funzionato?

Il problema dell'euro non è strettamente economico o monetario, ma politico. È una moneta senza sovrano. Oggi di fronte al convergere di una crisi esterna, con la cattiva gestione del «caso Grecia», è emersa la crisi strutturale dell'Unione europea, l'incapacità di capire cosa sta succedendo e come uscirne. Lo scopriremo o attraverso l'esplosione dell'euro o con una presa di coscienza, che porti a determinare un sovrano politico che garantisca questa moneta. Ma credo che la seconda ipotesi sia più difficile della prima.

È più facile che esploda l'euro?

Obiettivamente, sì. Non siamo riusciti in 10 anni ad avere un sovrano europeo, figuriamoci in tre mesi.

Ma sarebbe un disastro...

Sarebbe una crisi non solo monetaria ma anche sociale e politica. Com'è già in tutto e per tutto quella che stiamo vivendo. Ma non sarebbe una catastrofe. Non diamo alla moneta in sé un valore superiore a quello che rappresenta. È sempre un mezzo di pagamento.

Qual è il peccato originale?

L’euro non è nato, né rischia di morire, per ragioni economiche. Fu concepito da francesi e italiani per punire la Germania che aveva osato riunificarsi e poteva avere mire espansionistiche. Per questo abbiamo preteso la cessione del marco e dell'egemonia della Bundesbank alla Bce. Il cancelliere Kohl contro la netta maggioranza dei tedeschi accettò il compromesso. Adesso l'insofferenza di Berlino sta venendo fuori.

Basterà il nuovo trattato a sistemare le cose?

Temo di no. Se gli esiti generali della crisi sono incerti, è certo che il prossimo trattato sarà solo un ulteriore passo in questa agonia. Nella migliore delle ipotesi sarà il tentativo di costruire una zona euro ristretta.


Con due euro...

L'idea di un euronucleo è vecchia quanto l'euro. Ma una cosa è farla mentre c'è il bel tempo. Un'altra è immaginare un'arca di Noè che traghetti i superstiti nella tempesta di oggi.

L'Europa si scopre un gigante dai piedi d'argilla?

L'Ue è diventata una struttura autoreferenziale, non animata da regole ma da rapporti di forza. Si sono svuotate le democrazie nazionali senza costruire una democrazia europea. Così di democrazia in Europa n'è rimasta poca.

Che ruolo gioca l'Italia?

Si è ritrovata a essere il perno del sistema monetario ed economico. Se andiamo in bancarotta noi, fallisce l' euro. E tutti, ma proprio tutti, hanno interesse che ciò non succeda. Prima eravamo assenti, ora subiamo un'attenzione straordinaria.

Giustificata?

Direi di sì. È meno giustificato che non utilizziamo questa occasione per rialzare la testa: abbiamo la possibilità, non dico di dettare le condizioni, ma almeno di far valere le nostre ragioni per uscire dalla crisi più forti e non più deboli. Invece cerchiamo solo il compito da mettere in bella.


LETTERE
28 Dicembre 2011
di P.P.
Scrivo per far conoscere l'ennesimo attacco al popolo italiano che gli oligarchi al governo stanno portando avanti praticamente in segreto.
Nel vertice del 9 dicembre i Paesi europei hanno deciso di stipulare anche un patto fiscale. Questo patto impone ai Paesi con un  rapporto debito pubblico/PIL superiore al 60%, tra essi rientra l'Italia, di ridurlo di un ventesimo della differenza con il valore ottimale. Questo vuol dire una lunga serie di manovre " SalvaItalia" (esempio di neo-lingua orwelliana visto l'esito recessivo che solo il suo annuncio ha provocato). Quindi nel giro di pochi anni la struttura industriale italiana sarà distrutta e gli italiani ridotti in forte miseria.
C'è la possibilità di emendare questa norma, ma il termine, tenuto segreto dal Governo, scadrà domani 29 dicembre. Il governo tecnocratico ha imposto il silenzio ai funzionari del ministero dell'economia che si occupano di questi emendamenti. Così, molto democraticamente, sarà aggirato e raggirato il popolo italiano, a parole sovrano!
Per farci digerire quelle maniovre ci diranno poi che sono volute dall'Europa e che servono per salvarci, come stanno già facendo adesso.
Tutti i dettagli sul blog del docente di Economia presso l'Università di Tor Vergata, Gustavo Piga:
http://www.gustavopiga.it/2011/gioco-di-ombre-salvate-leuropa-per-favore/


 editoriale
Stranieri al governo

di Rosaria Impenna
Italiani Liberi | 26.12.2011


  I
l salto logico che gli Italiani non sono ancora riusciti a compiere è considerarsi governati da “stranieri”. Quando essi, similmente ai popoli delle varie Nazioni d’Europa, comprenderanno questo principio semplice e al tempo complesso, si renderanno conto di essere sudditi al Potere di dominatori. Solo nella tragica ammissione di ciò è possibile interpretare la perentoria durezza che risiede nelle parole del presidente Napolitano, sulla insistenza che nessuna “emergenza costituzionale” è implicita al governo tecnico e sulla necessità che anche i meno abbienti debbano compiere sacrifici, perché l’Italia resti in Europa...


 editoriale


L'impero sulle nostre spalle

di Ida Magli
Italiani Liberi | 18.12.2011


  L
a verità sulla storia degli Italiani non è ancora mai stata raccontata perché sono i vincitori a scriverla e i vincitori sono sempre i governanti, i Capi, non il popolo. Una cosa però è sicura: è stata sempre uguale a quella che stiamo vivendo in questo periodo. Gli Italiani, debbono sacrificarsi, pagare, soffrire, combattere, morire affinché i politici di turno possiedano il proprio Impero. E’ questo che hanno perseguito, sotto le vesti dell’unificazione europea, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi: possedere un Impero, alla pari di ogni governante, Dittatore, Re, Papa o Imperatore del passato. Contrariamente al passato, però, questa volta l’impero non era possibile conquistarselo con gli eserciti combattenti: la seconda guerra mondiale, con le sue catastrofiche conseguenze, con l’atomica e le due potenze mondiali in lotta fra loro, costringeva a seguire un percorso nuovo. E’ nata così una grande idea: farsi l’Impero tutti d’accordo, con la pace, con il denaro, con le banche..


 editoriale


Alla guerra dell'euro

The War of the Euro

di Ida Magli
Italiani Liberi | 9.12.2011


  P
orta questo titolo: “Alla guerra dell’euro” l’ultimo numero di Limes, la rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo. Anche questo numero è scritto come sempre da persone molto competenti e, per quanto riguarda l’Unione europea, quasi del tutto obiettive. Dico “quasi” perché, sebbene siano comparsi più volte fascicoli di fuoco sull’Europa e sull’impossibilità della sua realizzazione (ricordo fra gli altri: “L’Europa è un bluff”), si è però sempre sentita sotto traccia una specie di dolorosa rabbia per questa impossibilità. Insomma: se si potesse fare sarebbe bellissima, ma di fatto non si può. Non si può per gli innumerevoli, evidenti motivi di ordine geopolitico, storico, economico, che ormai anche l’ultima delle casalinghe ha imparato a conoscere bene perché ne ha vissuto le tragiche conseguenze in questi anni nei quali i politici hanno imposto l’unificazione.


 editoriale


La nuova Duma

The new Duma

di Ida Magli
Italiani Liberi | 4.12.2011


  F
inalmente i progettisti dell’Unione europea hanno gettato la maschera. Una maschera debole, trasparente, quasi inutile, quella che hanno portato fino ad oggi, ma pur sempre maschera. Mercato, mercato, mercato; finanza, finanza, finanza; ma soprattutto: democrazia, democrazia, democrazia. Da oggi, non più. Abbasso la democrazia, viva la dittatura. Il New York Times esalta il suo nuovo eroe: il Re Giorgio che, con piglio autoritario, è riuscito in un colpo solo a far governare l’Italia da persona non eletta e a far indossare al Parlamento italiano le vesti della Duma, quella Duma di cui il nostro Presidente sentiva profonda nostalgia visto che era formata dal partito unico e approvava immancabilmente le decisioni prese da Stalin.


 editoriale


La crisi dell'euro
non è sanabile


The Crisis of the Euro Cannot be Solved

di Ida Magli
Italiani Liberi | 30.11.2011


  L
a crisi dell’euro non è sanabile. Nessuno vi può riuscire, che sia o non sia un esperto banchiere o persona di fiducia del mondo intero. Non vi può riuscire neanche bruciando nel crogiolo dell’euro tutti i beni che gli Italiani e gli altri popoli d’Europa possiedono. Si sente dire in questi giorni che alcune grandi banche americane stanno preparandosi al crollo della moneta unica: non è possibile che i capi dei governi europei, responsabili della vita e dei beni di centinaia di milioni di persone, si rifiutino di ammettere questa possibilità preparando una qualche via di fuga, un’estrema uscita d’emergenza. E’ un loro preciso dovere predisporre un ordinato ritorno alla moneta nazionale in caso di necessità, invece di aspettare il caos del crollo globale. Gli strumenti a disposizione non mancano. Faccio un solo esempio: la lira non è ancora andata fuori corso. Si può cominciare ad emettere una parte dei titoli di Stato in lire esclusivamente per il mercato italiano e a far circolare la doppia moneta, così come si è fatto nel primo periodo del passaggio all’euro. Sappiamo bene quanto siano capaci di creatività i tecnici della finanza: la mettano all’opera. continua



USCIRE DALL'EURO E RIPRENDERCI LA SOVRANITA' MONETARIA: se condividi la nostra proposta mandaci un'email col tuo nome!

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editoriale

La dittatura europea

The European Dictatorship


di Ida Magli
Italiani Liberi | 23.11.2011

  Adesso che la dittatura si è instaurata ufficialmente e con il consenso di coloro che dovevano difendere la democrazia, possiamo trarre le conseguenze di quanto è accaduto con la sicurezza di essere nel giusto. Tutto questo era infatti già stato previsto più di un anno fa e reso pubblico con il libro intitolato appunto: “La dittatura europea”. L’unica differenza consiste nel nome di Monti invece di quello di Draghi, che avevo indicato come primo instauratore della dittatura dei banchieri soltanto perché non era ancora avvenuta la sua nomina a capo della Banca centrale europea, ma si trattava di nomi interscambiabili.  
 Il Capo dello Stato finalmente respira l’aria a lui più congeniale. L’internazionalismo mondialista
continua

editoriale

Facciamo il punto

di Ida Magli
Italiani Liberi | 21.11.2011

  Ringraziare tutti coloro che hanno mandato la loro adesione alla proposta di uscire dall’euro non sarebbe possibile date le nostre piccole forze. Voglio però esprimere almeno la mia gioia personale nel toccare con mano quanti siano gli Italiani che si sentono Italiani continua
 
USCIRE DALL'EURO

L'opinione
dei lettori
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(in continuo aggiornamento)

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Uscire dall’euro
e riprendersi
la sovranità monetaria

Get out of the Euro, Take back our Monetary Sovereignty

di Ida Magli
Italiani Liberi | 11.11.2011



  Non ci sono altre vie d’uscita alla situazione:  dall’euro e riprendersi la sovranità monetaria. Il quadro è ormai chiarissimo agli occhi di tutti: lo scopo dell’alta finanza e dei banchieri che guidano il mondo è quello di averlo totalmente nelle loro mani distruggendo gli Stati nazionali e ogni differenza politica ed economica.

  La prima a dover essere distrutta è l’Europa; le fasi che stiamo vivendo ne sono la più chiara testimonianza. Siamo pilotati spietatamente dalla Banca centrale europea verso la nostra fine, sotto le vesti del fallimento finanziario. A poco a poco i banchieri prendono il posto dei politici e la democrazia viene messa a tacere, come è successo in Grecia dove invece del referendum annunciato è stato nominato primo ministro un ex vicepresidente della Bce. In Italia, dopo averla spinta nel baratro del debito con gli attacchi ai nostri titoli, è stato inviato dal nido della Bce, dove è stato arroccato per oltre vent’anni, il signor Mario Monti con l’incarico di liquidare qualsiasi volontà di governo democratico e gli ultimi beni che l’Italia possiede.

  Dobbiamo chiedere, dunque, nuove elezioni e presentarci in un partito che unisca, al di fuori di ogni ideologia politica, tutti coloro che vogliono raggiungere questo solo scopo:

uscire dall’euro, denunciando come illegittima, e quindi invalida, la rinuncia alla sovranità monetaria da parte di uno Stato sovrano; ricominciare a battere la moneta “Lira” e riservare l’acquisto dei titoli di Stato esclusivamente ai cittadini italiani.

  Tutti i soci degli Italiani Liberi, tutti i loro amici e chiunque condivida questa proposta può mandare la propria firma, un'email col proprio nome, o il proprio pensiero all'indirizzo degli Italiani Liberi.

email

posta@italianiliberi.it

Ida Magli
11 novembre 2011

stiamo ricevendo le vostre numerose email. potete esprimeteci il vostro pensiero sull'europa che sta trasformando cosI' profondamente le nostre vite e il nostro destino senza averci mai interpellato in merito, senza dibattito politico e imponendoci l'euro senza averne mai sperimentato l'impatto sociale ed economico sulle singole realtà nazionali. da questi stessi esperti ci aspettiamo ora la salvezza? Vai alla pagina dei messaggi dei lettori


 editoriale


Berlusconi e la sua fine: tante speranze e pessimo risultato

Berlusconi and his End: Great Hopes and Bad Results

di Ida Magli
Italiani Liberi | 15.11.2011



  Aggiungiamo Silvio Berlusconi al lunghissimo elenco dei governanti traditori dell’Italia. Dispiace, dispiace molto, ma la conclusione è purtroppo soltanto questa. Avrebbe potuto almeno, una volta deciso di uscire di scena, fare un grande gesto per rimanere alla storia, cosa che viceversa non succederà perché nulla ha fatto che possa interessare la storia. Avrebbe potuto, perso per perso, invece che inginocchiarsi davanti ai banchieri, ribellarsi al colpo di stato ordito dal Presidente della Repubblica e affermare, com’era suo dovere, che avrebbe difeso i diritti democratici degli Italiani. I motivi per prendere questa decisione erano due, e tutti e due talmente evidenti che nessuno, salvo che i suoi miserrimi nemici, avrebbe potuto contestarli. 
continua


 editoriale


No! Questo No!

No! Not This!

di Ida Magli
Italiani Liberi | 10.11.2011



  No, Signor Napolitano, non sopporteremo una simile nauseante “furbata”. Creare all’improvviso un senatore a vita per far credere che si tratti di un politico e fingere così che l’Italia non si sia consegnata nelle mani dei banchieri, è un sotterfugio intollerabile. Quale disprezzo per i poveri Italiani! Quale disprezzo per la Repubblica e per la politica! Abbiamo, dunque, così la misura della spaventosa miseria civile e morale dei nostri “rappresentanti”. La Bibbia afferma che “Dio vomita gli ipocriti”. Sono certa che non ha mai vomitato tanto.
continua


 editoriale


Crollo della democrazia
e crollo del buon senso

di Ida Magli
Italiani Liberi | 01.11.2011



  Nel momento in cui sto scrivendo questa breve nota (1 novembre 2011 ore 11) la borsa italiana perde più del 5% Cosa c’è di diverso da ieri? L’Italia è sicuramente la stessa, anzi. Approfittando del giorno festivo, molti sono andati tranquillamente fuori città mentre Berlusconi, Bersani, Vendola e compagni litigano come il solito (anzi, data la festività, forse un po’ meno del solito). I commentatori affermano tutti che: “La Grecia ha terrorizzato i mercati annunciando l’intenzione di indire un referendum popolare sui nuovi prestiti concordati con l’Ue”. Che cosa significa? Semplicemente che, nella democraticissima unione europea, chiedere un parere al popolo su ciò che decidono i governanti, dovrebbe essere proibito, come ha già rilevato Angela Merkel con il suo sdegno per l’iniziativa del Premier greco: il loro No, infatti, è sicuro.
continua


 editoriale

IL PAPA E LE CROCIATE
Perché è impossibile
scusarsi per la storia

di Ida Magli
il Giornale | 29.10.2011


  
 Uno dei problemi forse più gravi della nostra società e del nostro tempo è l’incapacità di capire la storia. Si è discusso molto, è vero, di “revisionismo”, ma anche su che cosa si intenda per revisionismo è difficile trovare un accordo. Il ‘900, secolo di grande e rinnovato sviluppo delle discipline storiche, ci ha lasciato la più grande conquista: collocare sempre l’avvenimento nel suo contesto. Contesto psicologico, religioso, politico, culturale o, se si vuole dirlo nei termini dell’antropologia, capire il punto di vista dell’indigeno, ossia dell’attore di quella storia, contemporaneamente soggetto e oggetto di quel particolare contesto. La Chiesa non ha mai riconosciuto validità al nuovo modo di intendere e di fare storia, cosa che, se è permesso dirlo, le impedisce di comprendere non soltanto il proprio passato, ma anche ciò che afferma come valido in assoluto nell’attualità. Il “mea culpa” che Benedetto XVI ha pronunciato oggi a nome di tutte le Chiese per gli errori dei cristiani, condannando le violenze commesse dai crociati e dall’inquisizione, mette in crisi sia i credenti nella Chiesa come istituzione divina che coloro che la guardano semplicemente come un’istituzione religiosa e politica importante. continua


 editoriale

Unità degli Italiani
e unità degli europei

di Ida Magli
lItalianiLiberi
| 27.10.2011


  
 Nel numero di “Panorama” del 26 ottobre 2011 è stato pubblicato un inserto intitolato Unità degli Italiani, unità degli Europei con articoli di Remo Bodei, Valerio Castronovo, Carlo Azeglio Ciampi, Giuseppe Galasso, Arrigo Levi, Tullio De Mauro, Ida Magli, Gianfranco Pasquino, Chiara Saraceno, con un prologo di Davide Cadeddu.
  Quando nella primavera di quest’anno il Prof. Cadeddu mi chiese di scrivere l’articolo pubblicato adesso in questo inserto, mi affrettai ad avvertirlo che forse aveva sbagliato persona date le mie opinioni sulla questione dell’unione europea. Mi spiegò, però, che conosceva bene la mia posizione e che desiderava proprio delle idee contrastanti da mettere a confronto. Gli mandai quindi l’articolo che gli amici degli Italiani Liberi possono leggere qui di seguito. L’insieme delle riflessioni pubblicate su Panorama colpisce soprattutto per una caratteristica: i diversi autori parlano dell’Europa come ne avrebbero parlato venti o trent’anni fa. Eppure hanno vissuto come tutti noi questi lunghi anni di una unificazione impossibile.
continua
 editoriale

Donne e premi Nobel

di Ida Magli
il Giornale
| 08.10.2011


  
 Gà da diversi anni i premi Nobel per la Pace hanno perso buona parte del loro significato simbolico e del loro valore ideale a causa della politicizzazione che ne guida l’assegnazione. Purtroppo non è rimasto nulla, in Occidente, che non abbia questa valenza utilitaria: “Ci serve? Quale profitto ne possiamo trarre?” Non un gesto, non una parola, sfugge alla suprema legge economicistica che impera nel nostro mondo. E, prima di tutto, nella “politica” che, essendo anch’essa  intessuta della legge del profitto, ha invaso ogni angolo, ogni pur piccola parte del comportamento della società occidentale. Come avrebbe potuto l’assegnazione dei premi Nobel sottrarsi ad una possibile funzionalità politica? Quelli per la Pace, poi, invenzione abbastanza grottesca di un Occidente che trova di continuo sottili, razionalissimi motivi per muovere guerre a scopo di “pace”, si sono persino logorati in questo gioco, ormai diventato troppo scoperto. Da questo punto di vista non si può certo dimenticare l’assegnazione del premio per la Pace ad un Obama che ancora non aveva avuto neanche il tempo di accorgersi di essere diventato il Presidente della Nazione più armata del mondo. E che, infatti, ha seguito in tutto e per tutto le abitudini bellicose dei suoi predecessori.  continua
 editoriale


L'IMPOTENZA DEI CITTADINI DELLE DEMOCRAZIE EUROPEE
Via dall'euro dei bluff

Away from the Euro Bluff

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 12.09.2011


  
 Nella storia che abbiamo alle spalle non abbiamo ancora mai visto i detentori del potere riconoscere un proprio errore e fermarsi sulla strada intrapresa. Le guerre, anche quelle recenti, così capaci di distruzione e morte per i civili inermi nel cuore delle città, sono state portate sempre fino all’estrema rovina. Perfino il bolscevismo sovietico, malgrado l’evidente catastrofico fallimento dei suoi scopi già negli anni 1929-30, ha dovuto attendere la propria naturale dissoluzione prima che i politici ne prendessero atto.
  Oggi ci troviamo ancora una volta di fronte al drammatico momento in cui i politici dovrebbero riconoscere di aver sbagliato nel programmare una moneta unica per gli Stati europei e in particolare i politici italiani dovrebbero ammettere il gravissimo errore compiuto nel far entrare a forza (con una tassa particolare: la “tassa per l’Europa") l’Italia nell’euro.
continua
 editoriale

Validità della parola
e democrazia


Keeping the Word and Democracy

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 03.09.2011


  
 La democrazia rappresentativa si regge su un solo principio: la validità della parola dei cittadini. I politici diventano nostri “rappresentanti”, esercitano il potere in nostro nome in quanto noi ve li abbiamo delegati tramite la nostra parola. In un sistema di potere democratico il patto fra governanti e cittadini si fonda esclusivamente sulla fiducia reciproca della “parola”, ma la reciprocità di questo patto non è simultanea: la parola dei governanti, la sua fiducia-validità dipende dalla fiducia-validità della parola dei cittadini. continua
 editoriale

Cambiare il sistema
è indispensabile


The System must be changed

di Ida Magli
ItalianiLiberi 11.08.2011


  
 I banchieri, insieme ai loro più fedeli complici, i politici e i giornalisti, non vogliono piegarsi davanti alla realtà. La realtà grida ormai da molto tempo che la globalizzazione della vita economica, dei mercati, delle finanze, delle scelte politiche (per non parlare della globalizzazione dei popoli e delle culture) è sbagliata. Tanto sbagliata che, laddove è stata assunta nella forma più assoluta, come in Europa, ha già portato a gravissime crisi. Quando l’idea (o l’ideologia) resiste di fronte ai fatti che la smentiscono e alla ragione che ne dimostra gli errori, questa resistenza si chiama nei termini tecnici psichiatrici “delirio”. Siamo, dunque, di fronte a una patologia grave dei nostri governanti, i quali non ci permettono neanche di dirlo: non passa nulla, né nei giornali né nei programmi televisivi della Rai o di Mediaset, di ciò che gran parte dei cittadini pensa ( e che tutti penserebbero se fossero informati rettamente) dell’euro, dell’Unione europea, dei banchieri, che hanno fatto del gioco della Borsa il loro Dio ma ai quali i nostri politici si sottomettono. Adesso però non si può più sopportare questa mancanza d’informazione e di discussione perché per salvarci bisogna cambiare totalmente il sistema economico che è stato imposto in Europa con il Trattato di Maastricht. continua
 editoriale

7 Agosto 2011
di C.T.
Non si può più aspettare

 We Cannot Wait any Longer

di Ida Magli
ItalianiLiberi 05.08.2011


  
 E' evidente a tutti che stiamo andando verso la catastrofe. Ieri, 4 agosto, per la seconda volta nell’anno 2011, le borse europee sono state sospese a causa delle perdite senza freni dei listini. Alla fine è risultato che Milano ha perso il 5,6%. E’ altrettanto evidente, però, che i nostri leader, tutti, dai politici di governo a quelli di opposizione, dal Presidente della Repubblica ai sindacati, agli industriali, hanno deciso di lasciarci andare a fondo pur di non ammettere che la causa principale della situazione è l’unificazione della moneta, e riconoscere, quindi, che il progetto era sbagliato. E’ sorprendente che perfino Berlusconi, accusato di tutte le colpe possibili e immaginabili, non abbia fatto nemmeno un’allusione a questo problema, nel discorso tenuto alla Camera e al Senato proprio per illustrare la situazione economica del Paese. Eppure ritornare a battere una moneta il cui valore sia correlato alla nostra economia è l’unica strada sana e ragionevole, non soltanto per noi ma per molti paesi dell’Ue, quali la Grecia, la Spagna, l’Irlanda, il Portogallo, visto che è evidentemente una finzione e una falsità che paesi finanziariamente così deboli siano titolari di una moneta apparentemente forte perché corrispondente, sotto il nome di “euro” al vecchio marco, anche se si chiama “euro”, una finzione e una falsità che i mercati e le Borse stanno “giustamente” distruggendo. continua
 editoriale

Politici e banchieri

 Politicians and Bankers

di Ida Magli
ItalianiLiberi 14.07.2011


  
 Il sabato 9 luglio 2011 è una data che gli Italiani non debbono dimenticare. E’ il giorno, infatti, in cui il Ministro Tremonti, senza dare nessuna giustificazione del fatto che non paga l’affitto della casa dove abita, ha risposto ai giornalisti che gli domandavano se avesse intenzione di dimettersi, con una frase lapidaria: “Non mi dimetto perché sono io che garantisco l’Italia davanti all’Europa: se cado io, cade l’Italia e se cade l’Italia cade l’euro. E’ una catena.” In nessun periodo della storia d’Occidente un uomo politico, quale che fosse la sua importanza, ha mai potuto fare una simile affermazione. continua
 editoriale
7 Luglio 2011
di N.M.


Fantasmi della realtà
e potere dei banchieri

Ghosts of Reality and power of the Bankers

di Ida Magli
ItalianiLiberi 06.07.2011


 
Si stanno rappresentando in questi giorni, in diversi paesi d’Europa, straordinarie commedie dell’assurdo. Gli attori più in vista sono gli uomini di Governo - in Francia, in Spagna, in Grecia, in Germania, in Italia - ma sono coadiuvati talmente bene in questa recita da tutti gli altri responsabili della vita politica e sociale, e prima di tutto dai giornalisti, che noi, poveri cittadini-sudditi, non riusciamo a capire perché il loro frenetico agire ci sembri così privo di una concreta direzione di senso e temibile proprio per questo.  continua
 editoriale

Pontida, o salvarsi dall'Ue?

di Ida Magli
ItalianiLiberi 19.06.2011


  
 Mano a mano che procede la crisi economica i politici europei, e i nostri in particolare, diventano sempre più roboanti e privi di senno. La crisi economica, infatti, è soltanto l’aspetto più evidente della crisi complessiva: la fine degli Stati nell’immensa sabbia mobile europea, così come era stata programmata con il trattato di Maastricht. Questo è per i popoli il punto più difficile da comprendere e da riconoscere: che i governanti degli Stati europei abbiano volutamente programmato la nostra fine, la cancellazione della civiltà europea tramite i due strumenti che oggi sono sotto i nostri occhi: l’invasione immigratoria di popolazioni africane e il decadimento etico, culturale, economico indotto dalla perdita della libertà, della sovranità, dell’indipendenza. continua
 editoriale

Referendum
sul nucleare e sull'acqua

di Ida Magli
ItalianiLiberi 04.06.2011


  
 Poche riflessioni di semplice buon senso per dire di sì al referendum, ossia per negare il nostro consenso alle leggi proposte. continua
 editoriale

Dire la verità

 Telling the Truth


di Ida Magli
ItalianiLiberi.it 02.06.2011


  
 Più di un terzo dell’elettorato non ha votato: possiamo essere certi che si tratta in grande maggioranza di elettori del centro destra. L’astensione altissima alle provinciali segnala anche qualcosa di più: la protesta per la mancata abolizione delle province. Parto da questo punto per un’analisi dei motivi della sconfitta un po’ diversa da quelle prospettate fino adesso. Bisogna, infatti, che i politici berlusconiani guardino bene in faccia prima di tutto una realtà: i loro elettori non sono bambini cui offrire caramelle ma persone serissime, che conoscono in profondità i problemi dell’Italia e che hanno scelto l’occasione del voto amministrativo, proprio perché non è decisivo, per gridare a Berlusconi e a Bossi che la loro pazienza è finita e che,  di conseguenza, debbono affrontare i problemi veri prima delle politiche.   continua
salvarci dall'EURO

 Proposta di legge
di iniziativa popolare


 Non abbiamo quasi nessuna possibilità di salvarci dalle negative conseguenze dell'euro che diventeranno sempre più pesanti per la nostra economia dato che i risparmi imposti dall'Ue a causa del debito uccidono tutte le energie e le attività economiche e culturali. Purtroppo nessun partito si fa promotore  dell'abbandono dell'euro, malgrado si tratti di una decisione fondamentale da prendere prima che tutto l'edificio crolli per la sua mancanza di fondamenta.
Gli Italiani Liberi, convinti di questa necessità, vogliono far conoscere a tutti i loro amici e ai lettori del sito l'esistenza di questa proposta di legge popolare, organizzata dall'amico monetarista Savino Frigiola, pubblicandone il testo e invitandoli, se vogliono, a farla conoscere a loro volta. 

Ida Magli
ItalianiLiberi 22.05.2011


Comitato per la presentazione della legge
Proposta di legge di iniziativa popolare

Savino Frigiola | 16.05.2011

lire lire2



 editoriale

L'Europa dei "no"
che non ha mai un'idea


 The Europe of “No” that Never Has an Idea

di Ida Magli
il Giornale 29.04.2011


  
 L’Unione europea ha detto l’ennesimo “no” a una normativa italiana nei confronti degli immigrati. Si tratta dell’ingresso e del soggiorno clandestino: la clandestinità per l’UE non è un reato. Visto, però, che dall’Europa non giunge mai una soluzione ai gravissimi problemi che ci affliggono, ma sempre e soltanto dei “no” che vietano qualsiasi via d’uscita a favore dell’Italia, dobbiamo necessariamente guardare in faccia questa realtà e analizzarne con la massima obiettività possibile i vari aspetti prima di decidere che cosa fare. Il presupposto che ha dato origine alla costruzione europea è l’”uguaglianza” di tutti gli Stati membri: si tolgono i confini e il territorio diventa uno solo, così come diventano una cosa sola le popolazioni, i costumi, le leggi.  continua
 editoriale

Prigioniera
del padre islamico


 Prisoner of her Islamic Father

di Ida Magli
il Giornale 16.04.2011


  
 (...) Il conflitto, dunque, è qui, fra il Libro sacro e noi. E’ in causa perciò, lo Stato laico con le sue leggi di parità fra l’uomo e la donna, di diritto allo studio per tutti, di tutela dei più deboli come Jamila. E' in causa, però, anche, l’eccessiva disinvoltura con la quale i politici non hanno tenuto nessun conto dei tanti avvertimenti sulla difficoltà di tener fede allo sbandierato rispetto per le differenze etniche, religiose, culturali. Le differenze sono insuperabili quando ci si scontra con il Sacro, con la fede in un Dio. La famiglia di Jamila si attiene alle proprie norme quando la obbliga a obbedire alla sua autorità, compresa quella di sposare l’uomo cui è stata destinata. Si tratta adesso per lo Stato di passare ai fatti, ossia di far prevalere le nostre leggi su quelle musulmane e di cogliere la vicenda di Jamila come la giusta opportunità per fissare una norma generale, valida per tutte le “ Iamile” che già vivono e che vivranno presso di noi.   continua
 editoriale

Sguardo sull'Europa

 Looking at Europe

di Ida Magli
ItalianiLiberi 11.04.2011


  
 Guardiamola, dunque, quest’Europa! E’ davvero ripugnante. Ripugnante per la sua vigliaccheria, per la sua infame ipocrisia, per la sua proditoria aggressione a popoli infinitamente più deboli quali gli Africani, ma soprattutto per la sua volontà di uccidere i propri cittadini e la loro civiltà addossando loro anche il costo dell’omicidio.
Che fine ha fatto l’Unione europea? Si è dissolta. Nessuno delle migliaia di politici che risiedono a Bruxelles ha neanche ricordato, in questi giorni di negazione bellica della fondazione “pacifista” dell’EU, di aver trionfalmente  nominato soltanto pochi mesi fa, a completamento della costituzione-trattato di Lisbona, un ministro degli Esteri, per giunta britannico a sottolinearne la forza e l’importanza (la  baronessa Ashton) con l’assunzione di ottomila funzionari per l’apertura di ambasciate in ogni paese del mondo. La politica estera ogni Stato se la fa per sé.  
continua
 editoriale

Ecco perché l'Italia
deve dire di no
ad azioni di guerra


 Why Italy Must Say NO to War in Libya

di Ida Magli
il Giornale 10.03.2011


  
 Non ci sono prove, non ci sono documenti, è vero; ma è la logica che lo dice: l’islamismo sta per darci l’assalto finale. La logica lo diceva già da molti anni, quando si poteva ancora parlare di previsioni più che di fatti, mentre i politici, i leader, anche quelli religiosi, lo negavano. Stiamo dialogando in maniera molto costruttiva con tutti i paesi mediterranei, ripetevano a chiunque avanzasse qualche dubbio, e non ci sarà nessun conflitto perché la volontà che prevale è quella dell’integrazione, della tolleranza, del rispetto. L’assurda idea che essere bagnati dalle acque del Mediterraneo significasse essere simili è il frutto di quella sciagurata teoria che è la geopolitica, un’invenzione che dobbiamo all’amico di Hitler, Karl Haushofer,  e che induce a tremendi errori perché guarda ai territori come se non vi fossero i popoli ad abitarli. continua
 editoriale

L'Africa e la democrazia

 Africa and Democracy

di Ida Magli
il Giornale | 01.03.2011


  
 L’Occidente è incerto su quali iniziative prendere nei confronti del terremoto che ha investito i paesi del Nord Africa. Un’incertezza giustificata dal fatto che, forse per la prima volta, non siamo sicuri che il nostro sistema di vita, i nostri valori, la nostra forma di organizzazione sociale e politica, insomma la “democrazia”, sia la ricetta adatta per risolvere tutti i mali. Nessuno si arrischia, naturalmente, a dirlo con parole chiare: da troppo tempo siamo abituati a considerare il governo democratico come l’unico degno di una società civile e ad affidare a questa convinzione ogni nostra azione anche all’estero. Ma l’Africa di oggi si presenta con caratteristiche che sappiamo di non poter affrontare con le sicurezze psicologiche e culturali del passato, mentre sembra tuttavia costringerci, proprio a causa del passato, a non abbandonarla ad un totale “fai da te”. continua
 editoriale

La bandiera tradita

di Raffaello Volpe
ItalianiLiberi | 01.03.2011


  
 Noi non abbiamo memoria di Popoli, singoli individui o gruppi che non abbiano utilizzato un vessillo o una bandiera, se non vivendoli come fossero una parte di sé, della propria anima: chi fra noi non ha provato una pur semplice emozione nel vedere la nostra bandiera muoversi battuta dal vento? È il vissuto di ogni gruppo che, dall’Antichità a oggi, fa di una bandiera l’espressione di una sintesi inesplicabile ma anche il richiamo a ciò che siamo singolarmente in relazione al gruppo di appartenenza. Le bandiere che sventolano felici in uno stadio di calcio non sarebbero così tante e vive, a prescindere dalla banalità del calcio. Perché banale non è ciò che il simbolo rappresenta: l’essere Italiani, nel nostro caso.  continua
 editoriale

L’IGNORANZA E L'ITALIA PRIMA DEL RISORGIMENTO
Indebiti rimpianti

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 24.02.2011


  
Sono ben strani coloro che rimpiangono i tempi dell’Italia prima del Risorgimento. Pare che a un tratto si sia ritornati a fare la storia senza i popoli. Quella storia di re, di papi, di repubbliche, di monarchie, di battaglie che credevamo superata ormai per sempre perché priva della storia vera, quella degli uomini, delle donne, dei bambini, messa in luce dalle scienze sociali. Ebbene, voglio ricordare soltanto pochissimi fatti di storia vera, ai nostalgici dei Borboni o della Serenissima, dello Stato Pontificio o del Granducato di Toscana, tutti Stati uguali o simili nei confronti di certi aspetti della vita morale e di quella concreta.  continua
 editoriale

I diplomatici della Ue: licenziamoli tutti

Let us fire all Diplomats of the European Union Diplomacy

di Ida Magli
il Giornale | 24.02.2011


  
 L’Europa è codarda” dice il ministro Frattini di fronte alla risposta: “Arrangiatevi” data all’Italia per il tragico esodo dall’Africa che ci attende inesorabilmente. C’è un errore di fondo, però, nell’affermazione del ministro: non si può accusare l’Europa perché, come ha detto più volte il prof. Lucio Caracciolo, profondo studioso di geopolitica, l’Europa non esiste, o meglio: “L’Europa è un bluff”.  E’ una costruzione di carta, una costruzione a tavolino, in cui sono state messe a punto tutte le forme istituzionali di un immenso Stato, prive di qualsiasi rispondenza con la realtà. L’unica istituzione reale è quella che ci ha tolto la sovranità monetaria, la Banca centrale europea che però essendo proprietà di cittadini privati, non fa parte della UE; tutte le altre sono pure forme che fingono di esistere succhiandoci una montagna di quattrini.  continua
 editoriale

Ci lasciano soli
contro i clandestini


 They Leave us Alone Against Illegal immigrants

di Ida Magli
il Giornale | 15.02.2011


  
 Quale lingua adoperano quando parlano fra loro la Commissaria UE Cecilia Malstrom e il Ministro Maroni? Fra le ventisette lingue riconosciute nell’Unione europea c’è una grande scelta, ma evidentemente il nostro Ministro non riesce a farsi comprendere  visto che la signora Malstrom afferma una cosa del tutto incredibile: che l’Italia ha rifiutato l’aiuto offertole per far fronte all’ondata immigratoria. Suvvia, gentile signora!L’’Italia ha sicuramente chiesto almeno quello che l’Ue sarebbe stata tenuta a fare subito senza alcuna richiesta perché i confini dell’Italia sono anche i confini dell’Unione. Ma si tratta con tutta evidenza di un’Europa che esiste soltanto sulla carta e nei trattati; e fa quasi ridere il viaggio in Africa del vaporoso “ministro degli esteri” dell’Ue, debole rappresentante di uno Stato che non esiste e che per giunta, essendo donna, è la persona meno adatta a farsi prendere sul serio da un governante musulmano che non le tocca la mano per non contaminarsi e che la considera in base al Corano “di un grado inferiore”.  continua
 editoriale

La proposta economica
di Berlusconi


di Ida Magli
ItalianiLiberi | 05.02.2011


  
 I politici si ostinano a tacere sui veri problemi dell’economia. Nessuno, né nei partiti di governo né in quelli di opposizione, si riferisce mai, neanche per negarne l’esistenza o l’importanza, alle questioni sollevate ormai da anni da studiosi ed economisti italiani, tedeschi, francesi, americani, che riguardano la sovranità monetaria, l’adesione all’euro, le basi dei sistemi di mercato. Questo silenzio, al quale si attengono anche tutti i giornalisti, è di per sé la prova più significativa della sopraffazione e della dittatura europea.
  In questi giorni il governo Berlusconi si appresta a presentare l’ennesima “riforma dell’economia” basata, come tutte le precedenti, sull’ossequio alle direttive dei Banchieri che sono gli unici, i veri governanti dell’Unione europea: ridurre il più possibile e al più presto possibile, il “debito” al fine di rientrare nei parametri di Maastricht, legge salvifica inderogabile. Inutile aggiungere che, per quanti espedienti Berlusconi possa inventarsi, le tasse aumenteranno e il “debito” pure per due motivi fondamentali: la mancanza della sovranità monetaria con l’accumulo degli interessi sul “debito” e il fondamentalismo di un mercato basato sul circolo perverso del più consumo più produzione. 
continua
 editoriale

Incapacità
di comunicazione
del governo berlusconiano


di Ida Magli
ItalianiLiberi 31.01.2011


  
 Mi sono decisa, una volta superata la questione della sfiducia al ministro Bondi e dopo quanto ha scritto Guerri in sua difesa, a dire quello che penso da molti anni e che mi ero sempre trattenuta dallo scrivere perché riguarda un campo che non è di mia competenza: l’incapacità degli uomini di Berlusconi e di Berlusconi in persona, di curare la propria immagine. Sembra un’affermazione assurda visto che si è sempre attribuito il successo di Berlusconi in gran parte alle sue capacità di comunicatore, ma la verità è che l’ambiente berlusconiano non fa nulla per curare la propria immagine in positivo, specialmente nel campo più sensibile per chi governa un paese come l’Italia: la cultura. La quasi assoluta mancanza di comunicazione ne è la prima causa. Prendiamo l’argomento trattato da Guerri due giorni fa: io non sapevo nulla del museo dannunziano e di tutte le altre cose, molto belle, che Guerri ci ha raccontato, così come non sapevo nulla di quanto ha detto Bondi nel discorso fatto alla Camera in propria difesa, per esempio sugli introiti dei biglietti per i musei, e suppongo non ne sapesse nulla neanche la maggioranza degli Italiani. Come mai? E’ evidente che non se ne parla, o perlomeno che non se ne parla nella maniera giusta, quella che l’uomo della televisione per definizione come Berlusconi dovrebbe conoscere a meraviglia, ossia facendo circolare le notizie attraverso l’aria, senza che ci sia da parte dei cittadini una precisa volontà di informarsi. continua
 editoriale

Strage di cristiani.
E l'Europa tace


 Massacre of Christians: and Europe keeps silent

di Ida Magli
il Giornale 02.01.2011


  
 Una strage di cristiani, all’uscita da una delle più importanti chiese di Alessandria d’Egitto nella notte del nuovo anno, costringe a fare una riflessione che va al di là del singolo episodio, per quanto dolorosissimo. Una riflessione che credo tutti abbiamo nel cuore: dobbiamo rassegnarci al fatto che il cristianesimo scompaia? Non possiamo, infatti, chiudere gli occhi davanti alla realtà: è vero che ad uccidere i cristiani sono dei gruppi estremisti di varia nazionalità ed estrazione sociale, ma il mondo cristiano, soprattutto i leader politici e religiosi, continuando ormai da anni a illudersi, e a spingere i fedeli a illudersi, che si tratti sempre ed esclusivamente di pochi fanatici, hanno permesso che si formasse nell’aria una generale percezione di “debolezza” del cristianesimo. Anzi, se vogliamo davvero guardarci in faccia, dobbiamo chiamare col suo vero nome tanto il comportamento dei cristiani quanto ciò che i musulmani ne pensano: è ormai più una tradizione culturale che non una vera fede religiosa. continua
 editoriale

MANCA IL NATALE SUL DIARIO UE IN DONO AGLI STUDENTI 
L'Europa adora tutti gli dei. Tranne il nostro

 Europe is Worshiping All Gods but Ours

di Ida Magli
il Giornale 21.12.2010


  
 La Commissione europea ha stampato più di tre milioni di copie di un “diario” in ognuna delle lingue dei paesi dell’Unione, da distribuire nelle scuole secondarie come un gradito regalo agli alunni, accompagnato da numerose pagine dedicate a far conoscere ed apprezzare le meravigliose virtù dell’Europa unita. Inutile aggiungere che si tratta di un costosissimo regalo, fabbricato a spese di tutti noi, poveri contribuenti, che sicuramente avremmo trovato assurda e incompatibile con la dignità dei cittadini, se fosse stato uno dei governi nazionali a deciderla, un’iniziativa pubblicitaria che ricorda da vicino lo spirito di regalia festiva degli antichi regnanti borbonici alla ricerca di consenso. continua
 editoriale


Oche ammaestrate
e democrazia



di Ida Magli
ItalianiLiberi 27.11.2010


  
 I politici si sono abituati ormai da parecchio tempo a prendere in giro la democrazia; ne sono stati esempi clamorosi l’anno scorso in Europa le ripetizioni dei referendum per l’approvazione dei trattati tutte le volte che non si raggiungeva il risultato positivo desiderato dai Capi. Già allora i cittadini avrebbero dovuto rifiutare di tornare a votare, cosa però difficile da organizzare se non c’è almeno un politico o un partito che ne assume l’iniziativa. Il potere effettivo dei cittadini nelle democrazie è limitatissimo, soprattutto perché affidato totalmente ai partiti; ma diventa praticamente nullo quando, come sta succedendo oggi in Italia, i politici non tengono fede al loro dovere di delegati a rappresentare la volontà espressa dai cittadini. Capovolgendo il principio del cittadino-soggetto nella dinamica della democrazia, i politici se ne arrogano la veste di “soggetti” riducendo ad “oggetto” i cittadini, chiamati a dire sì o no ad ogni loro schioccar di dita come oche ammaestrate alla richiesta del loro istruttore.  continua
 editoriale


Ma quando a scuola
c'è l'ora di musica
l'Imam fa tappare
le orecchie alla figlia



 Two incompatible cultures. And  ours is humiliated


di Ida Magli
ItalianiLiberi 27.11.2010


  
 Per quanto possa sembrare paradossale, grottesco, al limite dell'inverosimile, l'episodio verificatosi a Reggello racchiude in sé tutti gli elementi dell'incompatibilità della cultura occidentale, la nostra, con quella  musulmana. Perché cito prima la nostra e non come si è soliti fare, quella musulmana? Perché sono i nostri politici che, nella loro ottusa superbia, si sono ostinati ad affermare che gli immigrati si "integrano"; che basta essere nati sul territorio italiano per essere "cittadini italiani"; soprattutto hanno imposto una classificazione delle religioni totalmente errata, ossia quella delle religioni come "religioni", mettendole tutte alla pari, incuranti di ciò che storici, etnologi, antropologi, hanno sempre affermato, ossia che ogni religione è una "cultura" e che la distinzione fra religione e cultura è un'acquisizione che riguarda soltanto noi.  continua
 editoriale


La crisi europea: informazioni e proposte


 The European Crisis: Information and Proposals


di Ida Magli
ItalianiLiberi 27.11.2010


  
 La gravissima situazione della crisi attuale non è soltanto monetaria. Dobbiamo convincerci, per quanto possa apparire incredibile, che la crisi monetaria è uno strumento, il più forte e il più appariscente, fra i molti che sono stati messi in atto, per raggiungere un solo scopo: eliminare dalla scena politica, economica, culturale del mondo, le Nazioni d’Europa, riducendole ad un angolo asfittico di sopravvivenza marginale. I meccanismi, gli antefatti, i “segreti” di questa operazione si trovano ampiamente analizzati e spiegati nel mio libro “La dittatura europea”, pubblicato in questi giorni da Rizzoli (è il motivo per il quale sono stata assente in quest’ultimo periodo dal mio appuntamento con il sito degli Italiani Liberi e con la posta, ma spero che l’avrete compreso e perdonato) e al quale rinvio tutti i lettori in quanto si tratta effettivamente di un testo di assoluta denuncia e di un vero e proprio manifesto di battaglia, che ho temuto fino all’ultimo giorno che non sarebbe riuscito a vedere la luce. Troverete lì, perciò, non soltanto il racconto di quanto io ho sperimentato di persona durante i lunghi anni della mia guerra contro l’unificazione europea, ma i nomi di tutti i traditori dell’Italia, da quelli dei politici a quelli dei banchieri, e infine anche la proposta per i governi dell’UE di abbandonare Maastricht prima che l’euro crolli del tutto. continua
 editoriale


Costituzione e cittadini

di Ida Magli
il Giornale 18.11.2010


  
 Costituzione italiana, articolo 67: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.” E’ in base a questo articolo che la maggior parte delle legislature non sono state portate a termine, e si tratta palesemente di una presa in giro del voto dei cittadini. Che valore può avere un contratto nel quale è previsto che una delle parti non è tenuta a mantenerlo? Che significato può avere l’affermazione che ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione se nessun cittadino può essere votato in quanto tale, con il suo nome, senza appartenere a nessuna lista? Soltanto in quel caso, infatti, l’articolo 67 non costituirebbe un pugno in faccia ai cittadini votanti. La situazione creata dal Presidente della Camera e dai suoi seguaci è chiaramente un abuso visto che questo articolo, che da lungo tempo avrebbe dovuto essere cancellato, era stato inserito nella Costituzione per salvaguardare il parlamentare da un’eventuale situazione coercitiva, prevista dai Costituenti soltanto perché erano appena usciti dal periodo fascista e temevano appunto il ripetersi di una dittatura. continua
 editoriale

"L'UNIFICAZIONE EUROPEA E' NATA PER ELIMINARE GLI STATI
E L'IMMIGRAZIONE E' IL SUO STRUMENTO"

Rom: conflitto Francia-Ue


 Rom: the Conflict between France and the European Union

di Ida Magli
il Giornale | 16.09.2010


  
Il “diverbio” fra la Francia e l’Unione Europea, provocato dal rimpatrio di gruppi di rom irregolari effettuato dal governo francese, sta diventando sempre più infuocato. Reazioni stizzite da parte della Francia, un “grande Stato” che non vuol sentirsi redarguire da nessuno, tanto meno dall’UE, e accuse appena velate da parte dell’UE di “disobbedienza” alle maggiori virtù del grande Sovrastato. Oltre al conflitto di autorità, aleggia poi intorno alla questione dell’immigrazione rom, in maniera più o meno esplicita, una vaga accusa di razzismo; meccanismo psicologico che si continua ad adoperare per mettere in penitenza gli Stati europei come se gli anni, le generazioni e i sentimenti non fossero mai passati. A questo meccanismo psicologico sarà bene dare il suo vero nome: è un ricatto che nessuno intende più accettare. I problemi dati dall’immigrazione nell’occidente europeo sono reali e gravissimi e molti cittadini si domandano come mai l’UE sia capace soltanto di protestare e non di dare qualche suggerimento, di aiutare a trovare delle soluzioni. continua
 editoriale

La scuola e l'immigrazione

 School and Immigration

di Ida Magli
il Giornale | 14.09.2010


  
I problemi posti dagli immigrati sono, per la scuola italiana, molto più gravi di quanto non possa apparire al primo sguardo. I tentativi di prevenirli, nonostante la buona volontà del Ministro e degli Insegnanti, si scontrano con una realtà molto complessa che i vari sostenitori entusiasti delle cosiddette società multietniche non vedono. La parola “integrazione”, di cui fanno sfoggio i politici, è priva di contenuto reale. Le culture non si integrano. Ad un certo punto scatterà, e non dipende dal numero, la sopraffazione dell’una sull’altra. Dipende dalla sua forza, dalla sua vitalità, dall’entusiasmo di chi ne è portatore. Quella italiana è perdente perché sono gli immigrati che si impadroniscono del nostro territorio e questo basta a farli sentire conquistatori.
 continua
 editoriale

ROGO NEL CAMPO, MUORE UN BAMBINO
Nomadi, invitiamoli
a essere "vivi"


 Nomads: let us invite them to be “alive”

di Ida Magli
il Giornale 28.08.2010


  
Ancora una volta un bambino è morto nel rogo sviluppatosi in un campo nomadi abusivo. Questa la notizia di oggi. Ma io ho già scritto molti articoli per i bambini nomadi morti in un incendio. Per quelli morti a Roma, lo ricordo con tanta rabbia e con tanto dolore, questo è il terzo (e speriamo che almeno si salvi il fratellino rimasto gravemente ustionato). Avevo anche scritto che, almeno noi, gli italiani, non avremmo più sopportato simili morti e che chiunque difenda la cultura nomade ne è responsabile. continua
 editoriale
Un Ministro dell'Interno: Cossiga

di Ida Magli
il Giornale 24.08.2010


  
 Sono molto stupita del coro di elogi che viene rivolto a Cossiga da tutte le parti. E’ vero che il “Palazzo” non sa fare a meno di cogliere ogni occasione per vantare se stesso; ma il Cossiga che ha percorso tutti i gradini della carriera politica senza dare nulla all’Italia, salvo le battute maligne con le quali aggrediva, sotto false spoglie, amici e nemici, non merita neanche la minima parte di questa esibizione di solidarietà corporativa. continua
 editoriale
L'America rivendichi
il diritto alla sacralità
di Ground Zero


 America must assert the Right of Sacredness for Ground Zero

di Ida Magli
il Giornale | 05.08.2010


  
 Sembra un po’ strano, almeno a prima vista, che tocchi all’Europa cominciare un nuovo ciclo storico: difendere l’America dai suoi stessi errori. Eppure questo momento è arrivato. Ci siamo accorti delle debolezze, e delle conseguenti gravissime ripercussioni negative, del sistema americano di gestione delle “differenze” – differenze etniche, religiose, culturali – perché dalla fine della seconda guerra mondiale le abbiamo adottate anche noi, e la legislazione europea, con le sue norme antirazzismo, antixenofobia, ne è piena. continua
 editoriale
Il coltello
e la prigione del sesso

di Ida Magli
il Giornale | 03.08.2010


  
E' troppo doloroso e troppo difficile fermarsi col pensiero a immaginare un ragazzo di sedici anni che porta con sé un coltello e lo infila nell’addome di un ragazzo, o meglio un bambino, di tredici anni, per riuscire ad andare oltre alla “scena”. Avrei voluto non doverla commentare perché ho l’impressione che qualsiasi commento interferisca, sminuendola, con una tragedia assoluta. Tragedia per l’età dei protagonisti, per il mondo interiore che rivela, per la responsabilità che tutti noi ne portiamo da quando abbiamo in pratica cancellato i ruoli e i comportamenti, soprattutto quelli sessuali e amorosi, connessi alle classi d’età. continua
Cari Italiani Liberi,
vi segnalo in particolar modo la pubblicazione da parte di due esponenti del PD di un libro a due voci che distrugge tutto quanto è stato detto fino ad oggi da parte della Sinistra sull’Unione europea. Lo segnalo perché non capisco quale sia il motivo di una tale drastica decisione. Enrico Letta è il vicesegretario del maggior partito di Opposizione: non può aver predisposto una macroscopica smentita di ciò che ha fatto la Sinistra chiamando appositamente alla propria guida l’uomo, Prodi, che doveva condurre l’Italia in Europa e, con apposite finanziarie e tasse ad hoc, vantarsi dell’abbandono della lira per usufruire dell’euro, senza calcolarne la ricaduta negativa sul proprio partito. Dunque, perché? Ripeto che non lo so, ma una delle ipotesi possibili è che abbia messo le mani avanti (sapendo evidentemente qualcosa più di noi) per l’eventualità del crollo dell’euro.
Ho voluto richiamare l’attenzione di tutti gli amici che leggono il nostro sito sulla “stranezza” di una simile dichiarazione di fallimento dell’Europa, affinché ci riflettano, ed eventualmente preparino il da farsi, soprattutto in funzione dei propri affari di lavoro, economici, finanziari.
                                                                        Ida Magli

 editoriale
L'Europa è finita?

di Ida Magli
il Giornale 29.07.2010

  
  Io non so se due uomini importanti del PD, Lucio Caracciolo ed Enrico Letta (che ne è anche vice segretario) si rendano conto di ciò che hanno fatto rendendo pubblico il loro pensiero sull’Unione Europea attraverso un dibattito edito in questi giorni che porta il titolo: L’Europa è finita? Nonostante il linguaggio tranchant di Caracciolo, e le terribili vie di fuga sognate da Letta, ritengo di no. E’ talmente veritiera, infatti, e talmente catastrofica la loro descrizione della situazione attuale dell’Europa, ma soprattutto la loro consapevolezza degli evidenti errori compiuti fin dall’inizio nell’edificarla, che ci si chiede quale possa essere il motivo di una simile confessione. “Togliere la maschera all’Europa”,  come ripete più volte Caracciolo? Questo significa riconoscere che sono state dette sempre e soltanto menzogne alle centinaia di milioni di cittadini ai quali è stata imposta dall’alto, esaltandone benefici inesistenti, non permettendo mai un dubbio, una domanda critica.
 continua

 editoriale
La legge dell'Islam:
la moglie si compra
e si può picchiare

 An islamic man arrested because he was beating his wife: “I can do it,
she is mine”

di Ida Magli
il Giornale | 08.07.2010


  
Un marocchino che picchia la moglie non fa quasi più notizia in Italia. Abbiamo purtroppo dovuto commentare casi ben più gravi, addirittura l'uccisione di una moglie o di una figlia sulla base di motivazioni assolutamente incomprensibili e inaccettabili per la legge e per il costume italiano. Questa volta, però, non sarà inutile tornarci sopra, per due aspetti particolari. Il primo è che si tratta di un caso non di una singola esplosione di violenza motivata da una ragione particolare, ma di maltrattamenti continuati e gravissimi da parte di un marocchino che vive da parecchio tempo in Italia e che la giovane moglie, sposata con regolare contratto a Casablanca, ha poi raggiunto nella sua sede italiana. continua

 editoriale
Lo sfregio:
San Giorgio islamico

di Ida Magli
il Giornale | 01.07.2010


  
La fantasia eresiarca dei nostri amministratori non conosce limiti. È vero, il palio di Siena non ispira, almeno oggi, nessuna spiritualità; ma da qui a consegnarne il simbolo, lo stendardo con la figura di un Santo, alle mani di un fedele di un'altra religione, si passa dall'eventuale devozione che gli organizzatori della festa evidentemente non possiedono, a una vera e propria forma di disprezzo. Disprezzo per i Santi in generale e per San Giorgio in particolare. continua

 editoriale
Perché il calcio
non si addice all'Europa

di Ida Magli
il Giornale | 27.06.2010


   Non uccidetemi, vi prego. Caro Direttore, cari Lettori, invoco la vostra “tolleranza”. Lo so, lo so: le vicende della Nazionale sono state sviscerate sotto tutti  gli aspetti possibili dai massimi competenti del gioco calcistico, dai giornalisti, dai politici, dai tifosi, per cui sembrerebbe che non ci fosse nient’altro da aggiungere; ma esistono dei motivi di fondo che nessuno ha affrontato (almeno che io sappia) e che purtroppo spetta proprio a me cercare di spiegare. continua  
vedi anche:


 editoriale
Da detenuti a soldati
del jihad, ora in cella
l'islam fa paura