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Relazione del 14 -12- 1918 presentata a ModenaAlla commissione interrogatrice P.l.
36° DivisioneT:Generale Taranto e I: Generale
Della Rocca 8° Regg.to
Alpini Colonnello Cavarzerani Cav. Costantino Batt. Val Fella Maggiore
Urbanis Cav. Conte Giuseppe 270° Compagnia
Capitano Alliata Sig. Pietro
Azione militare
Quota m. 2282 Monte Cregnedul
Il sottoscritto ufficiale soprannumero, verso le 20 del giorno
27 ottobre 1917partì
dalla quota 2282 per scendere nelle posizioni di fondo valle
coi soldati completamente equipaggiati con zaini affardellati.
Essendoci stato per tutto quel giorno un fortissimo attacco
contro le trincee di fondo valle, dove avevano resistito ed arrestato
l'assalto due compagnie de1133° Regg.to fanteria, pensò si
andasse a rinforzare quella posizione e fece portare da un soldato
il bagaglio al comando di battaglione.
Quando passò dinanzi alle baracche di questo vide la
sua cassetta abbandonata assieme alle altre vicino alla stazione
della teleferica ed osservò che il comando, benché illuminato,
era completamente deserto e che a fondo valle bruciavano gli
appostamenti delle artiglierie.
Quando giunse laggiù seppe che bisognava ritirarsi
in subito ed in posizioni non ancora precisate.
Ai soldati del battaglione vennero distribuite gallette e
scatolette in quantità Cominciò così la
ritirata improvvisa giacche quasi nulla si sapeva dell’affare
di Caporetto. n 28 a sera giunse a Pecol ( 13) ed il 29 alle
due antimeridiane a Chiusaforte. Essendo il battaglione L’ultimo
a ritirarsi dalla valle Raccolana, appena attraversato il Fella
il genio fece saltare il ponte che univa Chiusaforte e Raccolana.
Riordinati e fatto L’appello ai soldati continuò la
marcia verso la Stazione per la Carnia ove giunse verso le 16
dello stesso giorno.
Il 30 ottobre arrivò a Tolmezzo ed il battaglione prese
posizione sul Tagliamento a "Villa di Verzegnis". la
stessa notte fu di servizio sul Tagliamento ove ispezionò i
piccoli posti notando solamente gravi incendi in Tolmezzo,. ed
il lo novembre fu assegnato quale ufficiale addetto al rancio
per la truppa poiché non aveva un proprio comando di plotone
essendovi effettivo ad esso il sottotenente Frerejan Edoardo.
Rimase sul Tagliamento fino al 4 novembre a sera e ricominciò la
marcia di ritirata.
Dopo una notte di continuo cammino giunse a "S.Francesco" col
battaglione che formava L’ultima retroguardia di tutta
la divisione.
Quivi fu distribuita alla truppa quel poco che i muli avevano
portato.
Il "Val Fella" passò quasi in testa alla
36° divisione e ricevette l'ordine di portarsi al paese di
Pielungo per continuare e sostenere L’assalto.
Verso le 16 cominciò a vedere i primi feriti che tornavano
dalla linea del fuoco e prima di giungere a Pielungo trovò gli
artiglieri massacrati vicino ai cannoni assieme a dei plotoni
di cavalleria.
Molti cannoni ( una ventina circa) erano rotolati in fondo
ad una conca erbosa. Allorché scese la sera 11 battaglione
procedette avanzando cautamente con le baionette inastate verso
una boscaglia di castagni costeggiante la strada.
AI 6 mattina quando il 49° Regg. to fanteria distrutto
durante la notte non fu più in grado di combattere il "Vai
Fella" entrò in azione ed il sottoscritto col sottotenente
Frerejan partecipò all’assalto alla baionetta, in
testa al 2° plotone. Il sottotenente Frerejan colpito subito
da due pallottole esplosive al basso ventre cadde gravemente
ferito. Preso di fronte e sul fianco sinistro il sottoscritto
riportò una discreta lacerazione in direzione del ginocchio
sinistro, lacerazione prodotta da una scheggia di pallottola
esplosiva che tuttavia gli permise di fare il suo dovere.
Causa le forti perdite avute il battaglione arrestò L’ assalto
ed occupò una posizione migliore poco distante.
Essendo morto 11 sotto tenente Delù dell ° plotone
il sottoscritto prese il comando dei superstiti del 1° e
del 2° plotone. Ridotti senza cartucce e non potendo quasi
più sparare si costituì una linea di difesa e si
chiesero rinforzi e altre munizioni che non giunsero mai.
Rimasti a pochissimi uomini si rimase passivi sparando a lunghi
intervalli quelle poche cartucce che ancora restavano. Ogni tanto
qualche altro soldato cadeva assottigliando di più la
debole linea dei difensori.
Verso le quindici per ordine superiore si lasciarono in linea
dodici bersaglieri giunti allora, i quali dovevano sparare con
frequenza tutte le cartucce per mostrare al nemico che erano
giunti rinforzi e gli ufficiali del "Vai Fella" coi
pochi uomini che restavano ( un centinaio ancora validi) di portarsi
indietro e di raggiungere 11 Piave coi mezzi che ognuno credeva
più opportuni.
Ma essendo completamente circondati i superstiti furono fatti
segno dalle mitragliatrici dei tedeschi. Il sottoscritto rimase
a fianco del suo maggiore fino alla fine cercando di salvarsi
con lui ma invano, tanto che non potendo più resistere
i resti della divisione cedettero le armi.
Fatto prigioniero il sottoscritto giunse fino a Bischoflack
(Lubiana) a piedi quindi in treno raggiunse la città di
Linz e fu internato nel campo di Wegscheid. Avendo tentato di
fuggire e scoperti i preparativi della fuga fu fatto partire
immediatamente il 7 aprile 1918 assieme ad altri compagni per
il campo di Braunau Boemia ove rimase fino al 2 novembre 1918
cioè fino al giorno in cui il campo si ribellò ed
abbattuti i reticolati prigionieri fuggirono in tutte le direzioni
(16) per raggiungere la patria. Il sottoscritto arrivò a
Pontebba il giorno Il novembre e parte a piedi parte in camion
arrivò a Padova il giorno 18 e si presentò al comando
di Tappa di detta città.
Nel tempo che rimase prigioniero in Austria non fu mai punito
e non ricorda di aver ricevuto torti da nessun inferiore, collega
o superiore.
All'atto della cattura non aveva con se fondi speciali appartenenti
all’Amministrazione Militare. Della 270° compagnia
caddero prigionieri 11 capitano Alliata, il tenente Albona, il
sottotenente Oderda, e del battaglione il maggiore Urbanis.
Aspirante Oscar Bonomi