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Hanno visto la battaglia di Pradis
Cesco Tomaselli
dal Corriere della Sera del 17 dicembre 1929

Storia di un aspirante ufficiale durante la Grande Guerra

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Per riassumere i fatti di quelle drammatiche giornate di ritirata e di battaglia leggiamo ora quanto ne riporta una penna di ben maggiore calibro, quella di Cesco Tommaselli che nella terza pagina del CORRIERE DELLA SERA del 17 dicembre 1929 scriveva così.

 

Quelli che hanno visto la battaglia di Pradis

Clauzetto, dicembre.

Un uomo, che veniva a Clauzetto dalle casere di Pradis, entrò in paese e disse: -La gente scappa da tutta la Carnia perché i bosniaci sono già a Comeglians.

La notizia era la conferma d'altre voci sinistre che correvano da due giorni. Ma quella sera, era il 27 ottobre del 17, un sabato, si vide il cielo rosseggiare dalla parte di Udine, giù giù sino al mare. Le retrovie di due armate bruciavano.

Clauzetto, un comune che aveva mandato braccianti a lavorare persino sulla Transiberiana, è a mezza costa sulle Prealpi carniche: a valle guarda la piana fra il Tagliamento e il Medusa e si vede brillare, sotto, i lumi di Spilimbergo , a monte ha una spalliera di creste che si intrecciano e si sormontano fmché si affacciano alla depressione che il Tagliamento forma con il largo di Tolmezzo e la svolta di Tenzone. Per Clauzetto, scendendo da Verzegnis, S.Francesco e Pielungo, passa una strada sussidiaria della nazionale che collega Udine coi valichi della Carnia e della Pontebbana: non è un passaggio comodo,attraversa forre selvagge nel cui fondo spumeggia l’Arzino, ma una rotabile, ereditata dalla guerra, permette da qualche anno il transito delle automobili.

A Clauzetto la gente voleva scappare sino da domenica. Qualcuno si pose a calmar gli animi: prima che i mucc passassero il Tagliamento, c'era tutto il tempo di arrivare, per la montagna, a Tramonti e a Claut. Il paese si vuotò lunedì mattina ch'era il 29, e la carovana era da qualche ora in marcia verso il Medusa, quando il cursore di Tramonti di Sotto venne, tutto affannato incontro ai fuggiaschi: c'erano già gli Austriaci sul Monte Rest. Che fare? I più decisero di tornare indietro sino a Campone, altri salirono agli « stàvoli»

di Pradis, dove c'era una caverna capace di ricoverare una compagnia, e vi si installarono con pentole e masserizie in attesa degli eventi.

Viene il dì di Ognissanti, passa quello dei Morti. Il tempo è matto: un giorno fa sole, un giorno diluvia, uno per sorte. La sera del 3 novembre alcuni si avventurano sino a Clausetto: qualche casa si riapre, qualche camino fuma nella notte misteriosa. Il mattino del 5, mentre il buio è ancor folto, una voce entra nelle case: i Prussiani vengono su da Vito d’Asio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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