Erano mesi che aspettavi questo giorno. La famiglia è in vacanza, il lavoro in ufficio è a posto. Oggi andiamo allo Stelvio, passando per il passo S.Marco e il Gavia.Saranno i soliti 400 Km, di cui 300 di curve.
Entri in una nuova dimensione : i suoni ti sembrano bisbigli lontani. La vicina di casa ti saluta, ti parla, tu annuisci, balbetti una risposta per non sembrare scortese. Finalmente arrivi davanti al garage. Lo apri. Intorno senti solo un grande silenzio. Giri la chiave, inizia il concerto per 4 cilindri ed uno scarico, ed un soave canto si propaga nell' aria.
Minimo a 2000', indossi il casco, carichi i bagagli (la tenda e la tuta antipioggia), e via; sù e giù per passi alpini, attorno a laghi, in mezzo a boschi. La strada è una serie di curve, con in mezzo dei noiosi rettilinei.
Strano come la fame e la sete non si facciano sentire,  si mantengano discretamente in disparte, in attesa di essere ascoltate.
La sera cerchi un campeggio, pianti la tenda, dai un' ultima occhiata soddisfatto alla moto, e ti addormenti ascoltando il ruscello che scorre lì vicino; ti senti stanco, bisogna avere sempre gli occhi aperti in strada, ma stai ancora gustando le infinite curve di oggi, i cambi di marcia, le accelerazioni a manetta, i profumi dei boschi, il canto dei tuoi 100 puledri scalpitanti.
Difficile spiegare un' emozione, la devi vivere, poi potrai dire se ti piace o no.
 

 

panorama 


impianto HiFi 


a passeggio... :-)

Avevo una Guzzi Imola 350

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