Gruppo Consumatori Critici
(aderente alla Rete Romana Consumo Critico)
Osservazioni sul progetto:
“Corridoio Tirrenico Meridionale” della REGIONE LAZIO
(bozza di lavoro al 29 gennaio 2004)
Con riferimento alle ragioni esposte dall’Assessorato Infrastrutture e Trasporti della Regione Lazio, a favore della realizzazione del Corridoio Tirrenico Meridionale, si riportano di seguito le valutazioni scaturite dall’applicazione dei criteri propri del “Consumo Critico”.
1. “più fluidità e sicurezza ai transiti sulla rete attuale”:
E’ la dichiarazione dell’incapacità intrinseca al “sistema trasporto su gomma” di garantire la sicurezza dei lavoratori del trasporto e/o commercio come quella dei semplici cittadini in viaggio. La fluidità e la sicurezza dei transiti si ottengono riducendo il ricorso alla gomma (anche attraverso la riduzione dei consumi) privilegiando il trasporto su ferro o via mare e, semmai, correggendo e migliorando l’attuale sistema viario.
2. “minore pericolosità dei punti di intersezione a raso”:
Esprime la paradossale idea che, in prospettiva, tutto il sistema viario, per la semplice ragione che è composto per la stragrande maggioranza da incroci “a raso”, andrà abbandonato e sostituito da nuove autostrade come quella oggi in progetto (per di più a pagamento!).
3. “recuperare il livello di servizio” - 4. “una valida alternativa all’Autostrada del Sole”:
Il progettista dimentica che la maggiore offerta di viabilità comporta, tra l’altro, uno spostamento in avanti del livello di saturazione del traffico che a distanza di tempo, e mancando di intervenire sulle vere ragioni del problema, richiederà un ulteriore ampliamento dell’offerta... e così via.
5. “benefici per le aree agricole di Latina e Fondi” – 6. “decollo dell’economia costiera” – 7. “sviluppo economico per le località situate lungo il tracciato” – 8. “sviluppo economico per agricoltura di fondovalle, artigianato, ecc.”:
Risulta evidente agli occhi dell’esperienza comune, che anche nelle regioni dove il sistema viario è più esteso e capillare (si pensi al nord Italia), questo non è stato sufficiente a frenare l’erosione economica certamente dovuta più agli effetti, generalmente parlando, della competizione globalizzata e del neo-liberismo, piuttosto che della mancanza di infrastrutture di cui invece il territorio è, appunto, già dotato: è impensabile ritenere che l’approccio proposto oggi dalla Regione Lazio possa di per sé rilanciare l’economia locale e soprattutto un’economia di giustizia!
9. riduzione del pendolarismo e dell’emigrazione:
La delocalizzazione e concentrazione della produzione (non solo quella industriale ma anche quella agricola), l’importazione dai paesi dove la manodopera è sfruttata o la de-fiscalizzazione è praticata dagli stati per attirare le aziende, SONO le ragioni prime del pendolarismo e dell’emigrazione.
Quanto sopra sintetizza le nostre ragioni per un NO deciso al progetto (che si inquadra chiaramente in un nuovo tentativo di sfruttamento dell’ambiente e delle risorse comuni a discapito dei veri interessi e bisogni della collettività), intendendo con queste complementare le osservazioni già sollevate da altri in tema di:
Ø violazioni delle procedure di legge e importanti normative previste in questi casi;
Ø violazione delle aree verdi protette e/o comunque ambientalmente rilevanti;
Ø violazione di aree e siti archeologici;
Ø impatto negativo sulla qualità della vita di diversi centri abitati;
Ø inesistenza della reale domanda della collettività per questa nuova autostrada.
__________________________________________________________________________