![]() |
|
Seattle, 3/12/99:
I MOVIMENTI E LE ONG A SEATTLE:
CONTINUEREMO A FARCI SENTIRE,
DICE UGO BIGGERI PRESIDENTE DI MANI TESE
A Marakesh nel 1994, quando è stata creata l'OMC, non c'eravamo
ancora né nelle strade, né dentro le delegazioni dei Governi.
La nostra presenza a Seattle in questi giorni intensi ed entusiasmanti
ha segnato la Storia.
Una presenza che è stata forse confusa, ma non dimentichiamo
che anche il comportamento dei rappresentanti governativi ha registrato
incertezze e divisioni.
Questo significa che la materia è scottante e deve essere oggetto
di dibattito e di intervento da parte di più soggetti e non soltanto
riserva dei Governi più potenti e delle lobby economiche che li
sostengono.
I cittadini devono poter intervenire attraverso i Parlamenti, attraverso le ONG che li rappresentanto, attraverso le Nazioni Unite, dove le organizzazioni della società civile hanno status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC), attraverso meccanismi di consultazione nuovi creati all'interno della stessa OMC.
Questa è la nostra prima richiesta. Solo se le ONG e i sindacati avranno status consultivo nella OMC potremo impedire che il comportamento di questa Organizzazione violi i diritti dei popoli più svantaggiati, i bisogni delle categorie sociali più deboli e il futuro del patrimonio naturali.
Chiediamo che dentro l'OMC ci creino forme di democrazia reale e si
instaurino meccanismi di concertazione (e non solo di consultazione!) tra
OMC e le Agenzie dell'ONU preposte alla regolamentazione delle questioni
sociali e ambientali: l'OIL innanzitutto, ma anche l'UNCTAD, l'OMS, l'UNEP
(il programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente), ecc.
Ad esempio siamo convinti che se non vogliamo che gli accordi commerciali
danneggino la salute dei cittadini, l'OMS deve poterli verificare e "raddrizzare".
Oppure quando si affronta la materia degli investimenti esteri nei
PVS è importante che sia l'UNCTAD a dire l'ultima parola!
Infine sarà l'OIL a verificare se gli accordi commerciali
non abbassano la soglia di tutela dei lavoratori e sono coerenti con le
Core Conventions che stabiliscono i diritti fondamentali di chi lavora.
Si possono fare esempi molteplici di come il mercato globale possa
e debba essere governato.
Partiamo da Seattle con la convinzione di aver ottenuto un grande risultato, non soltanto per gli esiti della nostra protesta, ma anche per la nostra partecipazione alle delegazioni ufficiali di molti paesi; e soprattutto perché leggiamo nelle divergenze emerse nella Conferenza ufficiale il bisogno di alcuni Governi di aprire un dibattito ampio e democratico su questa materia e la loro volontà di difendere innanzitutto il benessere e il futuro dei loro cittadini.
Tra questi cittadini ci siamo anche noi e i nostri alleati del Sud del
mondo!