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WHY COMMUNITY CURRENCIES?

Di Deirdre Kent – STABLE MONEY TRUST – www.stable-money.com
(Traduzione a cura della RRCC  – www.reteromanaconsumocritico.org

C’è sempre maggiore evidenza e crescente consapevolezza che il sistema monetario mondiale è in guai seri.
A prescindere dalla natura del problema che ci aspettiamo di risolvere, i rimedi coinvolgono l’uso del denaro, carenza e/o costo del quale, determina se è possibile, oppure no, intraprendere il lavoro desiderato.
Ciò perché la maggior parte del denaro che usiamo è stato creato dalle banche commerciali come debito in rapporto agli interessi.

Pertanto, dato che le banche hanno creato il capitale ma non gli interessi, la gente e le imprese sono obbligate a competere tra loro per trovare il denaro necessario a pagare gli interessi dovuti alle stesse banche. All’interno di questo processo sicuramente qualcuno deve accollarsi ulteriori debiti.
Ogni anno la fornitura totale di denaro deve crescere almeno tanto quanto l’ammontare degli interessi richiesti, incrementando così il peso del debito in ogni settore indebitato (compagnie, carte di credito, studenti, ipoteche bancarie, ecc.). Per recuperare gli interessi sui debiti l’azienda introduce nel prezzo dei propri prodotti e/o servizi, percentuali di costo crescenti legate proprio ai maggiori interessi che esse stesse debbono pagare. Il risultato è che quelli che sono i debitori finali pagano di più, sia per i loro acquisti che per i debiti sottoscritti, di quanto essi stessi possono mai guadagnare tramite gli interessi applicati su qualsiasi forma di risparmio o di investimento. Il risultato è che il denaro viene costantemente trasferito dai molti debitori finali ai pochi creditori principali, ampliando così la forbice tra ricchi e poveri.

“Chiudere la forbice” diventa impossibile. 

Il denaro come misura che rappresenta risorse finite, è in contrasto con un sistema monetario basato su uno schema di crescita esponenziale. L’impatto della crescente pressione sulla società e sull’ambiente produce una rapporto diretto con la necessità di “crescita” spinta da un sistema monetario basato sul debito.
All’interno di questo sistema monetario fondato sul debito e sull’interesse, il ciclo degli affari definibile come “boom and bust” (espansione e frenata) è inevitabile. Una percentuale di inflazione costantemente al livello del 3% erode il valore del denaro di chiunque – produttori, commercianti, professionisti, lavoratori salariati, pensionati, ecc.

La “Fondazione Moneta Stabile” (nome originale: “Stable Money Trust” – sito web: http://www.stable-money.com) crede che un ingrediente essenziale per un economia ricca, sostenibile e giusta sia costituito dal denaro libero da interessi a qualsiasi livello – internazionale, nazionale e locale. Una convinzione che sta alla base dello sviluppo, a livello mondiale, di migliaia di differenti monete locali (community currencies) durante gli ultimi 20 anni.

In una cultura dove i mezzi di scambio sono dominati da monete nazionali e sovra-nazionali, moltissima gente non riesce ad apprezzare la forza intrinseca delle monete progettate per usi locali e regionali.
Nel fronteggiare la crescente incapacità dell’attuale sistema monetario nel soddisfare le necessità della gente e dell’ambiente, l’introduzione di sistemi di monete di portata globale permetterà alla gente di scegliere quello maggiormente adatto alla natura del commercio che interessa intraprendere. Le tecnologie smart-card recentemente sviluppate possono ospitare fino a cinque differenti monete contemporaneamente.

Tra i vantaggi offerti dalle monete locali c’è l’abbondante disponibilità di valuta che, contrariamente alle valute nazionali, tenute artificialmente scarse per massimizzare i profitti delle banche, è sempre sufficiente per tutti i tipi di commercio. Con abbondanza di moneta locale nei loro portafogli – sia elettronica che reale – i consumatori possono veramente scegliere di acquistare localmente.

Un secondo vantaggio è quello di offrire alla gente la proprietà della loro valuta: banconote create per una specifica comunità la identificano con l’indicazione del relativo territorio di appartanenza.

Terzo, con moneta abbondante e libera da interessi progettata per gli scambi locali, i dettaglianti possono scegliere fornitori locali massimizzando così la reciproca fiducia e riducendo i costi di trasporto inutili.
Le monete locali creeranno anche incentivi per la sostituzione dell’import proveniente da altre regioni. 

Un quarto vantaggio è che i produttori e le industrie primarie, liberate dal pagamento degli interessi sulla loro stessa valuta, possono perciò scegliere di prendere decisioni commerciali di più lungo respiro.
Questo favorirebbe, per esempio, la produzione di cibo naturale e la manifattura di beni più durevoli.

Altrettanto importante, in un’era dove la crescente automazione e le nuove tecnologie stanno creando sotto-occupazione e disoccupazione di massa, una moneta locale abbondante farà crescere le opportunità di occupazione, aiutando ad arrestare la marea di crescente disagio sociale.

Il livello dell’impatto positivo delle monete locali sull’ambiente e sulla società sarà profondo. Nello stesso tempo, lo sviluppo del migliore possibile modello di lavoro ci fornirà la “zattera di salvataggio” economica nel caso in cui il sistema di finanza globale dovesse collassare. 

I vantaggi derivanti dal passaggio a moneta senza interessi e la creazione di sistemi monetari locali diversi e ben progettati, fluiranno verso l’alto dai livelli locali verso quelli regionali, nazionali e quindi sovra-nazionali, diminuendo così la forbice tra i ricchi e poveri.

Come riscontrato da Stephen DeMeulenare, operatore nel sistema di moneta locale in East Timor e Indonesia, e meglio descritto nel libro “Healthy Money: Healthy Planet” (che sarà pubblicato nel corso del 2004) i benefici generali delle monete parallele sono:

- accresciuto volume di moneta nell’area locale;
- accresciuta liquidità nell’area locale;
- accresciuto accesso ai mercati locali;
- accresciuta possibilità di sostituzione dell’import con fornitori locali;
- accresciute possibilità di occupazione;
- accresciuta importanza delle attività tradizionalmente sottovalutate;
- scoraggiamento delle attività distruttive per l’ambiente;
- accresciuto supporto per lo sviluppo di piccole imprese;
- accresciuta forza e intensità delle relazioni sociali;
- espressione di una tendenza economica opposta all’attuale “boom and bust”;

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