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Note a margine:
Roma, anno 2000, l'anno del Giubileo:
centinaia di migliaia di romani, turisti, e pellegrini costretti a "godersi"
ogni giorno la pubblicita' e gli orrendi mosaici che, grazie ad un accordo
con il Comune di Roma, la Nestle' e' stata autorizzata a realizzare presso
le stazioni della metropolitana.
A quando l'annullamento di questo accordo? Quanto tempo dovra' ancora passare prima che il Comune prenda le distanze
dalla Nestle'?
Quanti conoscono il vero volto di questa
multinazionale chiedono che l'accordo venga annullato il piu' presto possibile.
Leggi l'ODG (7 Maggio 1998) del Comune di Roma sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno.
Comune di Gubbio: Ordine del giorno del Presidente del Consiglio Comunale Guido De Prisco su multinazionali che violano il Codice Internazionale su latte materno.
LEGGI la DELIBERAZIONE n° 188 del 25.11.2003
EUROCHOCOLATE (Roma 1-9 marzo): La Nestlè (attraverso il marchio Perugina) non è stata invitata alla manifestazione.
| 31/01/2003
"La Repubblica" Gli organizzatori: "Rispettiamo le posizioni dei newglobal" Dopo l'invito del sindaco "a riflettere" sulla presenza della multinazionale alla manifestazione Eurochocolate, esclusa la Nestlè CECILIA GENTILE Nestlè Italia non parteciperà ad Eurochocolate, la rassegna
sul cioccolato in programma al Pincio dal 1 al 9 marzo. Gli organizzatori
hanno accolto la richiesta del sindaco Walter Veltroni a considerare le
proteste del mondo new global, insorto contro la presenza della multinazionale
alla manifestazione.
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«Auspichiamo che da Roma inizi un percorso che porti ad un chiarimento
e al superamento dei problemi denunciati», si augura il sindaco Veltroni,
che ringrazia Eurochocolate per la sensibilità dimostrata.
Con soddisfazione incassa il risultato il Cocs, il Coordinamento cambia lo sponsor, al quale fanno capo 36 associazioni tra cui la rete Lilliput, il Roma Nord Est Social Forum, Attac Italia, che avevano contestato la presenza della multinazionale ad Eurochocolate. «Ci congratuliamo per una risoluzione che segue di qualche mese quella di segno simile adottata dal Museo dei bambini Explora di rifiutare la sponsorizzazione Nestlè, oggetto di boicottaggio da parte della società civile». Dichiara Francesco Gesualdi, fondatore del Centro Nuovo Modello di sviluppo: «Il codice Oms regolamenta la commercializzazione del latte in polvere nel Sud del mondo. Vieta, per esempio, di promuovere il prodotto dando informazioni incomplete o distribuendolo gratuitamente, per non indurre le madri ad abbandonare l'allattamento al seno, che è la soluzione più naturale e più economica alle esigenze nutritive dei primi mesi di crescita». Gesualdi cita una ricerca pubblicata dal volume 326 del British Medical Journal dello scorso 18 gennaio 2003 che si è concentrata sugli stati Burkina Faso e Togo. «Dall'indagine risulta che alcuni marchi prodotti dalla Nestlè violano il codice dell'Oms», afferma. «La decisione di Eurochocolate, sollecitata dal sindaco, è un primo passo del Campidoglio verso le legittime e sacrosante proteste del movimento new global», sostiene l'assessore allo Sviluppo Luigi Nieri «Un risultato significativo che raggiunge ampi spazi della società civile, una novità che può essere contagiosa», commentano il deputato verde Paolo Cento e il capogruppo dei Verdi in Comune Silvio Di Francia. |
MULTINAZIONALI IN AMERICA LATINA
(a cura di Terrelibere)
Nestlé de Colombia
Come si attenta alla salute dei consumatori e ai diritti dei lavoratori.
Latte in polvere adulterato,importazioni che condannano alla fame decine di migliaia di contadini e piccoli allevatori, violazioni dei diritti sindacali, licenziamenti massivi dei lavoratori. Un reportage sui crimini economici e sociali in Colombia della transnazionale svizzera e della lotta in atto con la Unilever e la Parmalat per il controllo del mercato in America latina.
| Roma, 28 Giugno 2001 - Questa sera intorno alle 21.30, alcuni
dirigenti della Nestle' si sono recati allo stabilimento di Albairate dove
da piu' di quattordici ore un gruppo di attivisti di Greenpeace bloccava
i cancelli di accesso per protestare contro la comercializzazione del latte
per neonati Alsoy contenente soia geneticamente modificata.
Il Dott. Alessandro Magnoni della Nestle' ha consegnato, come richiesto, ai responsabili dell'associazione, una lettera in cui la multinazionale provvede al ritiro del prodotto incriminato. Nella lettera infatti si legge:"provvederemo ad effettuare ulteriori controlli nel circuito distributivo sostituendo, ove fossero presenti, le vecchie confezioni". "Abbiamo apprezzato la decisione della Nestle'" ha dichiarato Luca Colombo responsabile della campagna Ogm di Greenpeace, "resteremo comunque vigili nel controllo che essa venga attuata nel piu' breve tempo possibile". Greenpeace, dopo aver ricevuto le assicurazioni richieste, ha provveduto a rimuovere il blocco dei cancelli della Nestle'. La mattina del 28 giugno, un gruppo di attivisti di Greenpeace e' entrato in azione allo stabilimento della Nestle' in localita' Albairate, nella provincia di Milano. L'iniziativa dimostrativa, che si e' svolta in modo pacifico e non violento, era volta a denunciare la commercializzazione di Alsoy, un alimento per lattanti a base di soia transgenica, rivolto in particolare all'alimentazione della primissima infanzia (bambini da 0 a 12 mesi): in etichetta compare, infatti, la dicitura "proteine isolate di soia (geneticamente modificata)". Una dozzina di attivisti dell'associazione si erano incatenati ai cancelli della ditta, impedendo l'accesso e l'uscita ai mezzi utilizzati per la distribuzione dei prodotti della Nestle', e sul luogo era stato aperto un grande striscione con scritto: "NESTLE': STOP AGLI OGM NEL BIBERON" e sono stati posizionati due grandi biberon di circa un metro e mezzo di altezza che riportavano le scritte: "Nestle'-Alsoy Geneticamente Modificato. Fonte: Greenpeace
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| (AGI) - Roma, 6 giu. - Nestlè Italia potrebbe appellarsi al Consiglio di Stato contro la decisone del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso che contestava la multa comminata dall'Antitrust. «Prendendo atto, con rispetto, della decisione del Tar - afferma il portavoce di Nestlè, Alessandro Magnoni - ci riserviamo di decidere su un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato dopo avere letto le motivazioni del Tribunale amministrativo». L'ammenda pagata da Nestlè supera il miliardo di lire. L'Authority ha deciso di multare Nestlè e altre cinque società (Milupa, Heinz, Nutricia, Humana e Abbott) perchè avrebbero violato le regole del libero mercato nella distribuzione del latte artificiale per neonati, privilegiando il canale farmaceutico. (AGI) | (ANSA) - ROMA, 5 GIU - La prima sezione del Tar del Lazio ha respinto
il ricorso contro l'Antitrust presentato dalle maggiori società
di produzione di latte in polvere o liquido artificiale, da Nestlè
a Milupa, da Heinz Italia a Nutricia, da Humana ad Abbott che, secondo
l'autorità garante per la concorrenza e il mercato hanno creato
un vero e proprio 'cartellò che ha spinto i prezzi di questi prodotti
a livelli ingiustificatamente alti, spesso addirittura il doppio di quelli
praticati in altri paesi europei. I giudici amministrativi hanno dunque
ritenuto valide le accuse dell'Antitrust, secondo cui le sei società
produttrici di latte artificiale per neonati hanno violato l'articolo 2
ella legge 287/90 (comportamenti lesivi della concorrenza).
Nestlè e le altre dovranno ora pagare le sanzioni comminate dall' Antitrust (da un minimo di 300 milioni a un massimo di un miliardo e 400 milioni) per un totale di circa 6 miliardi. Secondo l'Antitrust, le aziende sarebbero colpevoli di aver organizzato un' intesa coordinando le loro politiche di distribuzione, mantenendo le farmacie come prevalente canale distributivo del latte artificiale ed escludendo i supermercati dalla possibilità di venderlo. L'intesa illegittima riguardava il latte di partenza, per i bambini fino a 4-6 mesi, e i latti speciali, per esempio per bambini allergici. Nel comminare le sanzioni, l'Antitrust «ha ritenuto che l'intesa delle società sia di particolare gravità in considerazione anche della specifica situazione di necessità nella quale si trova il consumatore». Il garante della concorrenza e del mercato ha anche accertato che circa il 96% delle vendite di latte artificiale per neonati viene distribuito in farmacia, nonostante molti operatori della grande distribuzione abbiano richiesto di poter vendere anche nei supermercati questi prodotti. Dai dati raccolti dall'Antitrust è risultato inoltre che le farmacie applicano sistematicamente i prezzi suggeriti dai produttori. L'istruttoria dell'Antitrust era stata aperta nel maggio del '99 su una segnalazione dell' associazione di consumatori Adiconsum. (ANSA). |
La RRCC si complimenta con il Ministro Veronesi per questa iniziativa.
La compagnia non aveva gradito il codice di comportamento ed aveva chiesto di poter intervenire al congresso per chiarire la sua posizione. È stato lo stesso presidente della Nestlè Italia, il dottor Faina, a rivolgersi al pubblico dei pediatri affermando le solite cose: il rispetto della compagnia per il Codice Internazionale, la volontà di correggere eventuali errori, il sostegno all'allattamento al seno, la necessità che il dialogo sostituisca il confronto. Questo discorso di 15 minuti è stato seguito da 10 minuti di domande e commenti e da 5 minuti di replica. Gli interventi di 5 dei circa 300 pediatri presenti sono stati precisi e puntuali: perché la Nestlè dona regolarmente latte agli ospedali italiani quando in un suo stesso documento del 1998 afferma che tali donazioni dovrebbero essere un'eccezione? perché gli informatori della Nestlè, quando visitano i pediatri, parlano più di vendite che di scienza? perché la Nestlè continua a sponsorizzare la partecipazione a congressi di dubbia qualità se non fasulli, in pratica delle vacanze di lusso per pediatri accondiscendenti? Nella sua replica il dottor Faina ha tentato di arrampicarsi sugli specchi ed in pratica non ha saputo rispondere.
Quando ha affermato che la Nestlè non ha mai offerto a nessun pediatra viaggi in Brasile è stato sommerso da fischi. Quando ha detto che le Nestlè rispetta il Codice ma dove c'è una legge nazionale questa ha la precedenza, si è alzato un grido dal fondo "Il Codice Internazionale è un imperativo morale e vale più di qualsiasi legge!". Il dottor Faina se n'è andato con la coda tra le gambe e probabilmente si è pentito di aver chiesto di parlare al Congresso.
Nota ricevuta dalla Rete Italiana Boicottaggio Nestlè
Ci ha scritto il direttore artistico del Taormina Film Festival, il regista Felice Laudadio, inviando il msg che trovate di seguito: la Nestlé non sarà più tra gli sponsor della manifestazione. Evviva!
Naturalmente, abbiamo subito provveduto a girare a Laudadio una breve scheda sulla Illy Caffè, tratta dalla edizione 1998 della Guida al consumo critico del CNMS. Ed anche in questo caso, non è che ci sia proprio da stare allegri - la Illy, infatti, importa il caffè dai canali tradizionali che, come sapete, non garantiscono un guadagno dignitoso a lavoratori e braccianti delle piantagioni. Ci sembrava troppo proporre a Laudadio il caffè del commercio equo, nemmeno ipotizzabile un invito a sostituirlo con altra bevanda nostrana - insomma, l'orzo ad un festival del cinema, proprio non s'è mai visto......
Accontentiamoci, allora, si tratta pur sempre di una bella vittoria. E poi, a Laudadio noi abbiamo offerto la più completa disponibilità a collaborare. Come si dice: se son rose....
----- Original Message -----
From: Felice Laudadio
To: v.puggioni@tiscalinet.it
Sent: Monday, September 11, 2000 5:49 PM
Subject: TaorminaFilmFest & Nestlé
Grazie per la segnalazione del 2 agosto che leggo solo oggi al mio rientro a Roma. Il nostro sponsor per il caffé per il prossimo anno sarà con tutta probabilità la Illy. Spero non vi siano controindicazioni. Un cordiale saluto,
Felice Laudadio
Direttore del TaorminaFilmFest
In relazione al recente episodio di avvelenamento di due panettoni
Motta, la Rete Italiana Boicottaggio Nestle' (RIBN), intende ribadire quanto
già espresso nel corso della trasmissione televisiva "Pinocchio"
del giorno 15 dicembre 1998: