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Consumare criticamente vuol dire basare le proprie opzioni di consumatori sulle regole delle "quattro erre":
1. Riduzione:
è fondamentale partire da un ripensamento della quantità di beni e risorse utilizzate. Risparmio energetico, riduzione dei consumi superflui, diminuzione dei rifiuti prodotti, limitazione dell’uso dei mezzi di trasporto privati a favore di quelli pubblici.2. Riutilizzo:
siamo abituati a buttare via molti oggetti ancora utilizzabili creando così inutili costi di smaltimento e spreco di risorse naturali. Prolungare la loro vita prevedendone la riparazione finché è possibile, permette di incidere sensibilmente sulla riduzione del nostro impatto sul pianeta.3. Riciclo:
la Terra ha a disposizione risorse limitate. Prevedere il riciclo dei materiali utilizzati è una misura che rispetta l’ambiente ed i bisogni delle generazioni future.4. Rispetto:
le materie prime e i processi di produzione utilizzati per la realizzazione delle merci includono oltre alle risorse ambientali anche il lavoro di tanti operai e impiegati. Il consumatore può agire affinché i diritti sociali, sindacali, economici dei lavoratori (e quindi anche di se stesso) siano rispettati.
Nel consumare criticamente presteremo sempre la massima attenzione
al valore sociale ed ambientale
di ogni prodotto , piuttosto che alla
sua rispondenza ai paradigmi del ' libero' mercato o alla propria, personale
convenienza.
Questo perche' i consumatori hanno in realtà ”Un piccolo potere
da prendere sul serio”, come ci ricordava Alexander Langer che, se
sostenuto da una corretta informazione, formazione ed auto-organizzazione
(tra consumatori), può essere utilizzato per incidere con efficacia
sul comportamento di imprese, governi ed istituzioni locali, per ottenere
un maggior rispetto dell’ambiente, della giustizia sociale e dei diritti
umani di tutti gli abitanti del Pianeta.
In definitiva, facciamo diventare ogni acquisto un voto e diamolo
solo a chi lo merita!
Per contrastare il sistema attuale di produzione che giorno dopo giorno impoverisce il diritto di cittandanza basato sul lavoro e le risorse dell'unico pianeta che abbiamo, è indispensabile ragionare sulla necessità che gli istituti democratici non si limitino all'esercizio del voto ma siano integrati da una partecipazione attiva da parte della società civile, anch'essa oggi seriamente minacciata.
Il consumo critico è dunque una scelta di vita che chiama
a un forte impegno individuale e comunitario, per contrastare la dimensione
globale del sistema capitalista già su scala locale, senza
rintanarsi in nazionalismi o particolarismi di classe o di etnia, ma facendo
leva sui principi di solidarietà comunitaria e internazionalista.
Questo è tanto più vero in una città come Roma
che da millenni, nel bene e nel male, vive in una dimensione sovranazionale.
E' anche disponibile il volumetto "Ecologia casalinga ed ecologia dei diritti umani" (versione aggiornata - dicembre '99) preparato dal gruppo Pa.So. - Partecipazione e Solidarietà:
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