CORRIERE DELLA SERA

Eventi culturali «No agli sponsor senza moralità»

Cinque saggi nella Commissione di vigilanza: escluse le aziende che sfruttano e non rispettano le leggi

Pronto il regolamento

Merola Anna

Sì allo sponsor, ma solo se l' azienda ha un' anima. Entro un mese arriverà in Consiglio Comunale il regolamento che seleziona, in base alla buona condotta, le società che finanziano gli eventi culturali. Al bando dunque multinazionali che fanno lavorare i bambini, banche che commerciano e finanziano la produzione di armi, aziende che producono alimenti nocivi o che non assicurano i diritti fondamentali ai lavoratori. A decidere se i soldi di questa o quella azienda potranno essere accettati sarà una Commissione di vigilanza etica formata da cinque saggi (si pensa a persone che si sono distinte nei campi della responsabilità sociale e ambientale e dello studio e della promozione morale dell' impresa) che dovranno essere nominate dal sindaco. La proposta è stata avanzata dalle associazioni della campagna «Sponsor etici per Roma» alle commissioni comunali competenti: Regolamenti e Cultura. Trovando, da parte dei loro presidenti Luigi Vittorio Berliri (Margherita) e Adriana Spera (Rifondazione Comunista) un' apertura politica che Riccardo Troisi dell' associazione Pax Christi rete Lilliput definisce incoraggiante. «Ora però si tratta di vedere se il Campidoglio andrà fino in fondo. Noi faremo la nostra parte raccogliendo le firme per sottoscrivere un appello indirizzato a tutti i consiglieri comunali». Il regolamento è stato già votato in Giunta ed ora, come vuole la prassi, è al vaglio delle commissioni. «Gli emendamenti che stiamo preparando e che cambieranno la delibera - spiega il presidente della Commissione Statuto e Regolamenti, Berliri - rendono ancora più stringenti le norme sul comportamento etico. Secondo queste regole resteranno fuori le aziende che sfruttano i bambini, non rispettano l' ambiente e la salute dei consumatori. Sono certo che l' impostazione sarà condivisa anche dai miei colleghi. La delibera va nella direzione già tracciata da Veltroni, che ha ritirato il patrocinio da eventi sostenuti da sponsor come Nesté, Nike e Coca-Cola». Marchi che il missionario comboniano Alex Zanotelli, firmatario della risoluzione, definisce «discutibili». Ma se si rifiutano gli sponsor usando questi criteri così netti entreranno nelle già sguarnite casse del Campidoglio meno soldi? «Poco importa - risponde Adriana Spera - vorrà dire che verranno organizzate meno iniziative. Perché non si possono fare convegni sul lavoro infantile e poi accettare sponsor di aziende che lo praticano». Sul criterio con cui verranno selezionati gli sponsor ieri sono state espresse delle perplessità dal IV dipartimento comunale, quello della Cultura, «ma tutto - aggiunge la Spera è ancora in via di definizione».