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Leggi lanci Adnkronos Ultimo aggiornamento : 16-11-04 |
Siamo convinti che, per la costruzione di “altri mondi possibili”, fondati sulla pace, sulla giustizia e sul maggior benessere possibile per il maggior numero di persone, sia necessario passare dalla globalizzazione economica alla globalizzazione dei diritti e del progresso umano e sociale.
Secondo lo stesso Segretario Generale delle Nazioni Unite "le crescenti preoccupazioni circa gli effetti che la globalizzazione può produrre nei paesi in via di sviluppo - siano essi legati alla concentrazione del potere economico, alle disuguaglianze del reddito o alla disgregazione sociale - suggeriscono che, nella sua forma attuale, la globalizzazione non è sostenibile" (dall'Introduzione al Global Compact).
Il processo di globalizzazione crescente ha reso sempre più stretti i legami tra le diverse zone del mondo fino a raggiungere un livello di integrazione elevatissimo: adesso le decisioni che influenzano la vita di molte persone vengono comunemente prese molto lontano, in altre nazioni.
Spesso le compagnie transnazionali
che controllano il sistema produttivo mondiale hanno responsabilità
dirette o indirette sulle condizioni delle popolazioni e degli ambienti
influenzati dalla loro produzione.
Esse, secondo l'ONU (Risoluzione 2003/16 della Sottocommissione delle Nazioni Unite sulla Promozione e Protezione
dei Diritti Umani del 13 Agosto 2003), "hanno la capacità di alimentare
il benessere economico, lo sviluppo, il miglioramento tecnologico e la
ricchezza, ma anche la capacità di causare effetti dannosi sui diritti
umani e le vite degli individui mediante le proprie pratiche ed operazioni
aziendali di base, ivi incluse le pratiche di impiego, le politiche ambientali,
le relazioni con i fornitori ed i consumatori, le interazioni con i Governi
ed altre attività".
In particolare problemi sociali di
importanza colossale sono molto spesso collegati alla nuova divisione mondiale
del lavoro e ai metodi correnti di produzione per l'esportazione. L'estrema
mobilità delle imprese ha creato una durissima concorrenza sulla
riduzione dei costi a livello mondiale che in molte nazioni produce una
"corsa verso il basso" per quanto riguarda diritti umani, diritti dei lavoratori
e attenzione verso l'ambiente.
Ciò e reso possibile dal
fatto che le stesse imprese, sempre più globalizzate, sono di fatto
molto poco regolamentate nelle loro strategie mondiali dalle legislazioni
nazionali.
Se si vuole uscire dalla logica di mera appropriazione delle risorse umane e ambientali che rincorre il minor costo economico possibile e di contro il maggior costo umano, sociale e ambientale immaginabile, è necessario lavorare all'elaborazione e diffusione di una normativa internazionale che obblighi tutte le imprese a rispettare gli standard più elevati in materia di diritti umani, sindacali e di rispetto dell'ambiente, cioè ad assumere in maniera reale ed effettiva la Responsabilità Sociale e Ambientale di Impresa che gli spetta.
Di fronte a queste sfide molti Governi e molti organismi internazionali si sono attivati per cercare di dare delle risposte. I risultati non sono sempre in linea con le attese, ma lo spazio giuridico per prevenire abusi da parte delle grandi imprese si sta lentamente allargando, fino a tracciare una strada percorribile nelle Norme sulle Responsabilità delle Compagnie Transnazionali ed Altre Imprese Riguardo ai Diritti Umani elaborate dall'ONU con la Risoluzione 2003/16 della Sottocommissione delle Nazioni Unite sulla Promozione e Protezione dei Diritti Umani del 13 Agosto 2003.
Riteniamo che anche gli Enti Locali possano e debbano dare il loro contributo in questa direzione ed è questo lo scopo che ci prefiggiamo nel proporre al Comune di Roma l'inserimento di criteri "etici" nella selezione delle imprese sponsor di eventi culturali, sociali, ricreativi e altro promossi dall'Amministrazione Comunale.
Amiche e Amici,
Verrà presto discusso in Consiglio Comunale e votato definitivamente un Regolamento sulle sponsorizzazioni del Comune di Roma, che in parte ha già recepito, tra i criteri di accettazione degli sponsor, la responsabilità socio-ambientale dell’impresa proponente. Tuttavia, come gruppo di associazioni che, nell’ambito del Tavolo dell’Altraeconomia, da tempo lavorano, anche su sollecitazione dello stesso Sindaco di Roma, per la individuazione di criteri di valutazione “etica” delle imprese, abbiamo formulato ulteriori emendamenti da apportare al regolamento.
Facciamo appello alle associazioni e ai cittadini che condividono lo spirito e il merito della nostra proposta, di sottoscrivere gli emendamenti, rendendoci portavoce prima in audizione presso le Commissioni congiunte Cultura e regolamenti e poi in sede di Consiglio Comunale, non solo delle associazioni di appartenenza, ma anche di quanti aderiranno a questo appello.
Per sottoscrivere/supportare gli emendamenti o ricevere chiarimenti è sufficiente inviare una e-mail o telefonare a:
Federica Battellini – federica.battellini@tin.it
- 339 2122839
Giulio Sardi – giulio.sardi@fastwebnet.it
-320 0885215
Riccardo Troisi – riccardotroisi@tin.it -
335 5769531
Attenzione: per ottimizzare la registrazione delle adesioni vi preghiamo di utilizzare il seguente Modulo di Adesione. Grazie.
Nelle pagine seguenti abbiamo brevemente
accennato allo spirito che ha caratterizzato il lavoro che vi sottoponiamo,
tracciato una brevissima storia del progetto del Comune di Roma sull’adozione
di criteri “etici” di valutazione delle imprese ed abbiamo sintetizzato
i passaggi rilevanti del Regolamento approvato in Giunta Comunale e degli
emendamenti proposti.
Il Regolamento e gli emendamenti
sono riportati integralmente nel file allegato.
Il gruppo di lavoro sulla Commissione Etica del Tavolo dell’Altra Economia:
Federica Battellini (Associazione
Equoconsumo)
Luigi Bertolo (Coordinamento Cambia
lo Sponsor)
Alberto Castagnola (Rete Lilliput)
Gianfranco Florio (Rete Romana Consumo
Critico)
Giulio Sardi (Coordinamento Cambia
lo Sponsor)
Riccardo Troisi (Pax Christ Roma
- Rete lilliput)
BREVE STORIA
Si tratta del momento conclusivo di una campagna politica e di opinione iniziata a livello locale alla fine degli anni '90 da associazioni attive sul consumo critico che erano riuscite a far approvare dal Comune una "memoria sugli investitori etici" e un Ordine del Giorno che escludeva rapporti di collaborazione con le multinazionali del latte in polvere.
Questa campagna ha trovato rinnovato vigore a partire dalla fine del 2002, quando un nutrito gruppo di associazioni riunite nel Coordinamento Cambia lo Sponsor ha ripreso a sollecitare con forza il Comune sul tema delle sponsorizzazioni etiche.
In particolare nel Dicembre 2002, proprio nel corso della Festa dell'Altraeconomia, grazie anche all'intervento di Alex Zanotelli, il Sindaco prese l'impegno di "non accettare per attività sportive, educative e culturali, nonché per l'esecuzione di lavori pubblici nell'ambito del territorio comunale, la sponsorizzazione, la pubblicità e il contributo in denaro di multinazionali sotto boicottaggio", chiedendo di contro l'istituzione di un tavolo con le associazioni ed i cittadini, al fine di individuare criteri certi per la valutazione etica delle imprese.
Il Tavolo dell'Altraeconomia decise di contribuire a questa elaborazione con un apposito Gruppo di Lavoro, la cui proposta di Commissione Etica è passata allo studio dell’Assessorato e dell'Avvocatura del Comune per la ricerca della soluzione giuridica più adatta agli obiettivi individuati.
Nel frattempo la proposta formulata in seno al Tavolo dell’Altraeconomia è stata scavalcata dalla presentazione, da parte dell'Assessorato alla Cultura, di una delibera (in allegato la sintesi commentata) per disciplinare in maniera organica e complessiva le sponsorizzazioni del Comune di Roma, poiché il tema ha ormai assunto un'importanza tale, soprattutto dal punto di vista economico, da non poter essere lasciato senza regolamentazione.
In sede di approvazione in Giunta l'Assessore Nieri è riuscito a far inserire alcuni emendamenti migliorativi nell'impianto originario, che era "eticamente" neutro. Essi sanciscono il principio secondo cui le imprese che intendono offrirsi come sponsor devono avere determinati requisiti di responsabilità socio-ambientale. Prevedono inoltre l'istituzione di una Commissione di vigilanza etica che verifichi il possesso di tali requisiti.
In vista della discussione e votazione definitiva in Consiglio Comunale (prevista per il mese di luglio o settembre), il Gruppo di lavoro che si era costituito nell’ambito del Tavolo dell’Altraeconomia ha apportato ulteriori modifiche al testo approvato in Giunta, nell’intento di rendere il meccanismo previsto più stringente e garantire che le giuste affermazioni di principio introdotte non rimangano "lettera morta".
Gli emendamenti proposti verranno presentati, discussi e votati in via preliminare nell’ambito della riunione congiunta della Commissione Cultura e della Commissione Regolamenti del Comune di Roma, fissata per la mattina di venerdì 2 luglio.
SINTESI DEL REGOLAMENTO APPROVATO IN GIUNTA COMUNALE
La proposta di Regolamento per la
disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni che verrà sottoposta
al Consiglio Comunale intende regolamentare in modo specifico le sponsorizzazioni
di eventi ricreativi, culturali, sociali, sportivi e altro (lavori pubblici)
promossi dalla Amministrazione Comunale.
A questo scopo definisce le modalità
con cui deve svolgersi la ricerca e l’affidamento della sponsorizzazione
e indica i requisiti richiesti ai soggetti privati che intendono offrirsi
come sponsor.
In relazione al carattere “etico”
della sponsorizzazione, il regolamento come approvato in Giunta prevede
che la scelta dello sponsor deve “tener conto della qualità dello
sponsor in termini di fiducia e di immagine, degli effetti di ritorno sulla
pubblicizzazione dell’avvenimento, del relativo valore economico e della
convenienza della Amministrazione ad acquisirlo nella propria disponibilità
nonché della responsabilità sociale ed ambientale dello sponsor”.(
Premessa capoverso 14). A questo scopo indica che sono escluse le sponsorizzazioni
di “soggetti che non improntino le proprie attività ai seguenti
principi:
a. rispetto del diritto a pari opportunità
e a trattamento non discriminatorio;
b. rispetto del diritto alla sicurezza
delle persone;
c. rispetto dei diritti dei lavoratori;
d. rispetto della sovranità
nazionale e dei diritti umani;
e. rispetto degli obblighi riguardanti
la tutela dei consumatori;
f. rispetto degli obblighi riguardanti
la protezione dell’ambiente.”
(Art.6, al comma 3) facendo riferimento
(implicito) alla Risoluzione 2003/16 della Sottocommissione ONU sulla Promozione
e Protezione dei diritti umani, lett. B-G.
La verifica del rispetto di tali
principi da parte dell’impresa che si propone come sponsor, è affidato
ad una Commissione di vigilanza etica “al fine di garantire il possesso
dei requisiti di responsabilità sociale ed ambientale degli sponsor”
(Premessa, capoverso 17). Essa è istituita con ordinanza del Sindaco,
composta da 5 persone che durano in carica per il tempo corrispondente
al mandato del sindaco che li ha nominati e “che si sono distinte nel campo
della responsabilità sociale ed ambientale e dello studio e della
promozione dell’etica d’impresa… La commissione esprime il parere di competenza
entro il termine di 10 giorni decorrente dalla data di trasmissione della
richiesta; trascorso tale termine il parere si intende acquisito in senso
favorevole” (art.7).
Una norma transitoria specifica
che “fino alla data di insediamento della Commissione di vigilanza etica,
sono immediatamente applicabili le restanti norme del presente regolamento”.
EMENDAMENTI PROPOSTI
La nostra attenzione si è
concentrata su alcuni aspetti che riteniamo essenziali.
In primo luogo si è cercato
di verificare che il testo non contenesse indicazioni contraddittorie rispetto
all’approccio etico e non prevedesse inutili aggravi burocratici. Si è
così introdotta una definizione di Impresa più ampia e meglio
definita all’art.2, si è demandata l’approvazione della richiesta
di sponsorizzazione a tutti gli assessorati competenti e interessati nell’art.
4, punti 8 e 11, si è portato a 20 giorni il tempo a disposizione
della Commissione Etica per non aumentare i rischi di pareri emanati con
il ricorso al criterio del silenzio-assenso.
In secondo luogo sono stati precisati
meglio i criteri per il rifiuto delle sponsorizzazioni di imprese dai comportamenti
inaccettabili sul piano etico, nell’art. 6. La Commissione potrà
pervenire a definire ulteriori criteri, ma intanto (e specie nella fase
iniziale) potrà rifarsi a quelli già contenuti nel regolamento,
che evitano le vaghezze di molti testi internazionali in materia.
Infine, sono state apportate alcune
modifiche, agli art. 7 e 14, che aumentano la trasparenza, precisano
e rendono più scorrevole il funzionamento della normativa.
Gli emendamenti sono evidenziati in giallo, nel testo della prima versione del regolamento allegato, e in celeste nella versione aggiornata al 13 luglio 2004.
DOCUMENTI E APPROFONDIMENTI
- Versione RTF del presente Appello;
- Sintesi e commento dello Schema di Delibera del Comune di Roma sulle sponsorizzazioni (aggiornato con le modifiche al 13 luglio 2004);
- Sintesi e commento dello Schema di Delibera del Comune di Roma sulle sponsorizzazioni (versione precedente al 13 luglio);
- Inquadramento del tema della Responsabilità Sociale d'Impresa secondo la Campagna Meno Beneficienza Più Diritti:
http://www.piudiritti.it/positionpaper.htm
- Versione integrale dello Schema di Delibera del Comune di Roma sulle sponsorizzazioni:
http://www.romanordestsocialforum.org/cocs/testi/integrale_delibera_sponsor_roma.jpg
- Versione integrale della Delibera della Provincia di Reggio Calabria sulle sponsorizzazioni:
http://www.romanordestsocialforum.org/cocs/testi/integrale_delibera_sponsor_rc.jpg
- Traduzione non ufficiale della Risoluzione 2003/16 della Sottocommissione ONU sulla promozione e protezione dei diritti umani:
http://www.piudiritti.it/documenti/Norme-onu-it.pdf
- Altri documenti attinenti possono essere scaricati da:
http://www.piudiritti.it/documenti.htm
(Global Compact, Libro Verde della
Commissione Europea, etc)
(data del lancio: 28 Giugno 2004)
