Roma, _______ Ottobre 2002

Al Sindaco di Roma
Walter Veltroni

Alla Giunta del Comune di Roma

Piazza del Campidoglio 1
Roma - 00100 
 

Ogg: Il Comune non accetti le sponsorizzazioni di multinazionali sotto boicottaggio.

Caro Sindaco, 

chi le scrive è __________________________________________________________________

componente dell'associazione ______________________________________________________ 

Ciò che voglio sottoporre alla sua attenzione – e che alcune organizzazioni, nella nostra città da ormai molti anni, cercano di realizzare con molta fermezza ma altrettanto rispetto delle esigenze e dei tempi di ogni singolo cittadino – è un modello di "consumo critico", che in parole più semplici si traduce in un’attenzione alla qualità sociale ed ambientale di ogni prodotto che quotidianamente consumiamo, dietro il quale spesso si nascondono negazioni dei più basilari diritti della persona ed atteggiamenti gravemente lesivi della loro dignità

Attraverso questa selezione critica  il consumatore, ogni consumatore, potrà finalmente effettuare una scelta consapevole, non più indotta da meccanismi perversi di mercato e da ridondanti campagne pubblicitarie, che fanno apparire ai più – disattenti e non – ogni prodotto quale la migliore se non essenziale risposta alle presunte necessità quotidiane.

Detto ancora più chiaramente, l’acquisto dovrebbe divenire una sorta di voto, che premia quelle imprese che si attengono al rispetto dei diritti fondamentali e, comunque, producono in base a criteri etici e punisce, meglio rifiuta, quelle che invece hanno quale riferimento ed obiettivo unicamente il profitto.

Le  ricordo che questa stessa Amministrazione ha, nel corso degli ultimi anni, dimostrato attenzione verso alcune campagne di pressione e boicottaggio.
E’ il caso di quella pluriennale contro la Nestlé e le altre imprese del latte in polvere, da anni egregiamente condotta dalla RIBN - Rete Italiana Boicottaggio Nestlé, peraltro con Segreteria nazionale proprio a Roma  – risale al 1997 un Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di Roma, sollecitato da alcune organizzazioni operanti sul territorio, con il quale vi impegnavate "a non accettare per attività culturali, sportive ed educative, nonché per l'esecuzione di lavori pubblici nell'ambito del territorio comunale, la sponsorizzazione e la pubblicità di compagnie produttrici di latte in polvere, di alimenti per l'infanzia e di altri prodotti" - poiché esse, secondo dati UNICEF e quindi di indiscutibile obiettività, contribuiscono ogni giorno alla MORTE DI 4000 BAMBINI nei Paesi del Sud del mondo, attraverso l'adozione di tecniche di marketing irresponsabili ed in palese violazione del Codice OMS del 1981 sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno.

O ancora, più avanti nel tempo, con la redazione di una Memoria sugli Investitori Etici, che venne redatta grazie alla disponibilità del coordinamento botteghe del mondo e della Rete Romana sul consumo critico e successivamente distribuita a tutti gli Assessorati della Capitale.

Purtroppo solo un’attenzione, nulla di più, visto che in seguito sia la Nestlé che altre imprese conosciute non proprio quali benefattrici del genere umano hanno trovato ampio spazio all’interno della nostra città, facendosi addirittura promotrici di iniziative a favore dell’infanzia abbandonata o tradita, non si capisce poi bene da chi e come.

Oggi, per di più, vengo a conoscenza di una nuova iniziativa che codesta Amministrazione vorrebbe realizzare in collaborazione con l’impresa di scarpe ed abbigliamento sportivo Nike Inc., ormai da molti anni oggetto di una campagna di pressione e boicottaggio a livello internazionale. Come le sarà possibile evincere dai tanti documenti ormai disponibili su Internet (Campagna Clean Clothes, tanto per citarne una) nonché dall’ultima e recente inchiesta "We are not machine", realizzata nel periodo Luglio 2001-Marzo 2002 da Oxfam, Clean Clothes Campaign e Global Exchange (http://www.globalexchange.org/economy/corporations/nike/machines), Nike Inc. rappresenta oggi forse la peggiore delle imprese del proprio settore produttivo. 
Accettarne l’elemosina consistente in una ventina di campi sportivi per altrettanti istituti della capitale, peraltro dopo essere stati utilizzati per scopi meramente pubblicitari, ci pare finirebbe per gettare discredito sull’immagine di Giunta e Sindaco che, pertanto, siamo certi rifletteranno con grande attenzione prima di sottoscrivere un accordo con un’impresa eticamente inaccettabile.

Caro Veltroni, le parole ed il libro che hanno fatto seguito alla sua visita a Nairobi, bidonville di Korogocho, da dove arrivano continuamente le urla di condanna del caro padre Alex Zanotelli mi fanno davvero sperare che lei e la sua Giunta vogliano porre una maggiore e più seria attenzione ai gravissimi problemi dell’emisfero Sud e compiere una più dettagliata analisi sulle responsabilità di chi, in quei Paesi, opera senza scrupoli né ostacoli di sorta. Mi permetta di dire, con una simpatica battuta, che se davvero “forse Dio è malato” nelle sue creature più deboli, certo non saranno le imprese multinazionali a fornirgli la cura più adeguata per guarire.

La ringrazio dell’attenzione e resto in attesa di un suo riscontro.
Cordiali saluti.

Firma __________________________________________

Indirizzo ________________________________________