| Roma, _______ Ottobre 2002
Al Sindaco di Roma
Alla Giunta del Comune di Roma Piazza del Campidoglio 1
Ogg: Il Comune non accetti le sponsorizzazioni di multinazionali sotto boicottaggio. Caro Sindaco, chi le scrive è __________________________________________________________________ componente dell'associazione ______________________________________________________ Ciò che voglio sottoporre alla sua attenzione – e che
alcune organizzazioni, nella nostra città da ormai molti anni, cercano
di realizzare con molta fermezza ma altrettanto rispetto delle esigenze
e dei tempi di ogni singolo cittadino – è un modello di "consumo
critico", che in parole più semplici si traduce in un’attenzione
alla qualità sociale ed ambientale di ogni prodotto che quotidianamente
consumiamo, dietro il quale spesso si nascondono negazioni dei più
basilari diritti della persona ed atteggiamenti gravemente lesivi della
loro dignità
Attraverso questa selezione critica il consumatore, ogni consumatore, potrà finalmente effettuare una scelta consapevole, non più indotta da meccanismi perversi di mercato e da ridondanti campagne pubblicitarie, che fanno apparire ai più – disattenti e non – ogni prodotto quale la migliore se non essenziale risposta alle presunte necessità quotidiane. Detto ancora più chiaramente, l’acquisto dovrebbe divenire una sorta di voto, che premia quelle imprese che si attengono al rispetto dei diritti fondamentali e, comunque, producono in base a criteri etici e punisce, meglio rifiuta, quelle che invece hanno quale riferimento ed obiettivo unicamente il profitto. Le ricordo che questa stessa Amministrazione ha, nel corso degli
ultimi anni, dimostrato attenzione verso alcune campagne di pressione e
boicottaggio.
O ancora, più avanti nel tempo, con la redazione di una Memoria sugli Investitori Etici, che venne redatta grazie alla disponibilità del coordinamento botteghe del mondo e della Rete Romana sul consumo critico e successivamente distribuita a tutti gli Assessorati della Capitale. Purtroppo solo un’attenzione, nulla di più, visto che in seguito sia la Nestlé che altre imprese conosciute non proprio quali benefattrici del genere umano hanno trovato ampio spazio all’interno della nostra città, facendosi addirittura promotrici di iniziative a favore dell’infanzia abbandonata o tradita, non si capisce poi bene da chi e come. Oggi, per di più, vengo a conoscenza di una nuova iniziativa
che codesta Amministrazione vorrebbe realizzare in collaborazione con l’impresa
di scarpe ed abbigliamento sportivo Nike Inc., ormai da molti anni oggetto
di una campagna di pressione e boicottaggio a livello internazionale. Come
le sarà possibile evincere dai tanti documenti ormai disponibili
su Internet (Campagna Clean Clothes, tanto per citarne una) nonché
dall’ultima e recente inchiesta "We are not machine", realizzata nel periodo
Luglio 2001-Marzo 2002 da Oxfam, Clean Clothes Campaign e Global Exchange
(http://www.globalexchange.org/economy/corporations/nike/machines), Nike
Inc. rappresenta oggi forse la peggiore delle imprese del proprio settore
produttivo.
Caro Veltroni, le parole ed il libro che hanno fatto seguito alla sua visita a Nairobi, bidonville di Korogocho, da dove arrivano continuamente le urla di condanna del caro padre Alex Zanotelli mi fanno davvero sperare che lei e la sua Giunta vogliano porre una maggiore e più seria attenzione ai gravissimi problemi dell’emisfero Sud e compiere una più dettagliata analisi sulle responsabilità di chi, in quei Paesi, opera senza scrupoli né ostacoli di sorta. Mi permetta di dire, con una simpatica battuta, che se davvero “forse Dio è malato” nelle sue creature più deboli, certo non saranno le imprese multinazionali a fornirgli la cura più adeguata per guarire. La ringrazio dell’attenzione e resto in attesa di un suo riscontro.
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